lunedì 14 marzo 2016

Mumble mumble - 8



(Mumble mumble - 7

Questa volta la colonna Mumble mumble riguarda me. Sabato sono partito per raggiungere _zzz in treno dopo le diciotto. Devo dire che un po' la pigrizia dovuto al rilassamento della giornata, un po' che l'auto che ha sostituito quella incidentata è assai più figosa, comodosa, confortevolosa ecceterosa, ho dovuto usare bene la mente per non cadere nella tentazione di "Mahssì, questa volta ce ne andiamo là in auto". Non posso dire che sia stata una lotta ma certamente ho dovuto convincermi più volte, usare l'autodisciplina.
Il mio medico dentista ha ragione: per risolvere il problema auto bisognerebbe farle più piccole, più brutte e decisamente più scomode, un sacco di gente sarebbe meno autossicodipendente.
Il viaggiare in treno mi ha premiato ancora una volta, ho avuto tempo per scrivere due pagine di questo diario, e per curare dei rapporti con messaggi e chiamate, per fare due passi, al ritorno, domenica, per osservare il mondo, anche quello che sale in treno.
Comunque quella della riduzione dell'autossicodipendenza è una battaglia persa.

(Immagine: via motoringbox.com)

13 commenti:

  1. e quante ore di vita hai perso per rinunciare all'auto? :-)

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    1. Dal punto di vista del tempo complessivo (elapsed) ho impiegato ca. 30' + 30'.
      Però se fossi andato in auto, poi, per pubblicare le due pagine di sabato, leggere gli ultimi commenti, scrivere altre cose, avrei dovuto prendermi un'ora e mezza.
      Quindi ho risparmiato ca. 30'.
      Se poi conteggiassi anche il lavoro necessario per la spesa extra per il viaggio in auto, il bilancio sarebbe ancora peggiore per l'auto e migliore per il treno.
      I Verdi tedeschi una volta fecero il conteggio di quante ore al mese le persone le passano a lavorare per l'auto e le aggiunsero ai dati, già terribili, sulla velocità commerciale media, ottenendo qualcosa di più dello spostarsi a piedi.

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    2. scusa, ma hai preso il treno di notte, sei andato a piedi alla stazione (direi due volte, dalla milonga alla stazione, dalla stazione a casa tua), questo non lo conteggi?

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    3. Avevo scritto male.

      > ho impiegato ca. 30' + 30'
      -> ho impiegato ca. 30' + 30' in più

      Intendo che rispetto al viaggio
      o - casa mia -> casa di _zzz, andata
      o - casa di _zzz -> casa mia, ritorno
      in auto, col treno ho impiegato ca. mezzora in più all'andata e mezzora di più al ritorno (se non fosse per il tempo di cambio alla stazione centrale, in treno impiegherei pure prima in assoluto)

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    4. Dal punto di vista del tempo complessivo (elapsed) ho impiegato ca. 30' + 30'.
      Però se fossi andato in auto, poi, per pubblicare le due pagine di sabato, leggere gli ultimi commenti, scrivere altre cose, avrei dovuto prendermi un'ora e mezza.
      Quindi ho risparmiato ca. 30'.
      Se poi conteggiassi anche il lavoro necessario per la spesa extra per il viaggio in auto, il bilancio sarebbe ancora peggiore per l'auto e migliore per il treno.


      Questa è algebra intelligente, sapere vivere.
      Applaudo.

      ===

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  2. Non è una battaglia persa, è una battaglia sbagliata, a causa del fatto che non propone una alternativa possibile all'automobile. Torniamo alla mia tesi che bisogna ottimizzare le auto, non fare finta che possano sparire.

    Il dentista ha ragione ma non per la parte di scoraggiarne l'uso mettendoci i sedili rivestiti di chiudi. Piuttosto nel farle più leggere e che vadano molto più piano (ovvero, migliorare il rendimento).

    Per anticipare AlaCosa ed altri detrattori, è anche chiaro, oh UomoCoso (vocativo) che andare da _zzz non è esattamente una necessità, come tante altre cose. Quindi scatta l'ovvio meccanismo per cui uno ti dice "senti, perché io dovrei fare X coi mezzi e tu invece Y con l'auto?", da cui non si esce.

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    1. > che non propone una alternativa possibile all'automobile.
      Eh!?
      Io ho scritto che sono andato in treno + trasferimento a piedi casa - stazione. Le possibilità esistono eccome!

      > non fare finta che possano sparire
      Qui, Agenda21, tempo addietro fece un po' di conti e misurò che più del 30% del traffico cittadino compie percorsi inferiori ai 3km. Aberrante!!
      Allora, solo togliendo quel 30% di traffico la mobilità avrebbe un giovamento pazzesco. Aumentando - non ricordo se a 6 o 7 km la lunghezza degli spostamenti, si arrivava a qualcosa come il 60% del traffico. 7km sono ca. mezzora di bici, andando tranquilli.
      Ecco, immaginate il traffico ridotto del 60%.

      > perché io dovrei fare X coi mezzi e tu invece Y con l'auto?
      C'è del vero in questo.
      Ogni volta che una parte di persone utilizza mezzi di trasporto non-auto, gli autossicodipendenti si trovano strade più libere ed utilizzeranno di più l'auto (paradosso di Jevons della mobilità).
      Se coloro che possono utilizzare mezzi di trasporto non-auto, coloro che necessariamente la devono usare (v. commento da Gaia) avrebbero benefici, riduzioni dei tempi, etc. .
      Le pratiche virtuose sono virtuose anche ambientalmente, non solo per i diretti interessati.

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    2. Guarda, tu sai che io vivo in uno dei posti più congestionati e trafficati d'Italia. Sai anche che non possiedo auto. Ribadisco, allo stato attuale non esiste una alternativa proponibile all'automobile. Ovvero, le alternative sono praticabili solo in casi di nicchia ma basta spostarsi di un millimetro in qualsiasi direzione e l'auto diventa insostituibile.

      Da cui, io trovo inutile fare ragionamenti irrealistici e allo stesso tempo insensato non affrontare il problema nei pochi punti che sono affrontabili. Il caso Volkswagen ha semplicemente portato all'evidenza che esiste un meccanismo normativo che o fa gli interessi dei produttori/venditori oppure rimane lettera morta. Come per qualsiasi settore, per altro, mi viene in mente la telefonia.

      Per tua info, oggi sentivo alla radio che nel mese di Febbraio è aumentato il consumo di benzina e gasolio di oltre il 4%.

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    3. Ribadisco, allo stato attuale non esiste una alternativa proponibile all'automobile. Ovvero, le alternative sono praticabili solo in casi di nicchia ma basta spostarsi di un millimetro in qualsiasi direzione e l'auto diventa insostituibile.

      Vabbè, Lorenzo ha deliberato e quindi il mondo dev'essere fatto tale-e-quale l'immagine che risiede nella sua mente, e se non siamo d'accordo abbiamo il Q.I. troppo basso.
      Nonostante dozzine di esempi portati da Uomo su questo blog.
      =
      Compassione.

      Tornando agli esempi pratici della concreta, toccabile con mano idiozia urbana, ne aggiungo uno io.
      Mi pare fosse il giovedì 3 di questo mese.
      A 051 pioveva, dopo un bel pezzo che non cadeva 1 goccia.
      Ed ero in strada.
      Cosa accade, quando piove ?
      Un'assurdità : il traffico è ancora più intasato, zeppo di quattroruote.
      E, come sempre, guardandomi attorno, vedevo 1 persona x macchina ( il conducente ).
      1.
      La maggioranza di costoro, non aveva affatto necessità di usare l'auto per raggiungere il luogo di lavoro e poi tornare a casa, avendo 051 una rete di trasporti pubblici capillare, che con ( al massimo una breve camminata e ) 2 cambi ti giri tutta la città e arrivi fino a Modena, Ferrara, Rimini ... mondo esteso ( l'Autostazione è un hub delle linee nazionali e internazionali : puoi salire a 051 e scendere a Glasgow, Marrakech, Istanbul, Mosca, San Pietroburgo ... altro ).
      { certo la rete urbana è perfettibile, ma non starò qui ad elencare i difetti }.
      Chi di solito usa la moto/motorino, quando piove usa l'auto ...
      chi usa la bicicletta, quando piove usa l'auto ( paradosso nella demenza ) ...
      c'è anche chi di solito usa il bus che quando piove usa l'auto ( ah, la necessità di evitare i sassi che piovono, no ? Il massimo della demenza ).

      E vedere tutte quelle scimmie - mi perdonino i primati, che senz'altro nel loro quotidiano e limitatamente ai loro problemi applicano maggiore raziocinio degli Homo - che s'incazzavano le une con le altre, non capendo che ognuno di loro ERA ED E' il problema degli altri.
      Se quotidianamente chi potrebbe fare a meno dell'auto usasse i mezzi pubblici ( che, vuoti o pieni, girano comunque ) il traffico urbano sarebbe molto meno intenso con vantaggi per chi il mezzo a motore lo deve prendere per forza, e per i polmoni di tutti i cittadini.

      Quindi, plaudo la ( rara ) intelligenza di Uomo, e la sua ostinata pratica di responsabilità.
      C'è davvero poca speranza per questo Paese, visti i comportamenti quotidiani da branchi decerebrati, nelle piccole e grandi cose.

      ===

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    4. @ Uomo : il link ''colonna Mumble mumble'' non funziona.

      ===

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    5. x Lorenzo:
      > basta spostarsi di un millimetro in qualsiasi direzione e l'auto diventa insostituibile

      Mmh.
      Si e no.
      Nel senso che come per altri problemi complessi, ad esempio quello dei rifiuti o della crescita demografica, della invasione, la soluzione deve essere RADICALE e deve agire sinergicamente su più fronti.
      Io riesco a ridurre quasi a zero i rifiuti quando... mi rifornisco al GAS. Cazzo c'entra un GAS con i rifiuti!? C'entra eccome.
      Il problema della rigidità logistica autossicodipendente si risolve in molti problemi: ad esempio utilizzando i tempi sui mezzi pubblici (che qualche volta non sono minori) per fare cose utili, utilizzando una combinazione di mezzi tra i quali il primario, quello garantito da quelle due robe che ci sono sotto il bacino (servono a camminare e a pedalare), cambiando il vestiario (è ovvio che se devo andare a fare la strafiga col tacco 12 e la mini inguinale in ufficio avrò qualche problema a fare 5' a piedi o in bici, forse, come osservava Houellebecq, è il caso di fare le pantere in casa e non le pigiamate ma si apre un altro discorso).
      Si risolve scegliendo un'abitazione vicino a linee di trasporto pubblico su ferro, etc. .
      Esiste una parte minoritaria di persone che non possono che muoversi con l'auto. Il fatto è che esiste una parte maggioritaria che non ne ha alcuna necessità.
      Ho riportato i dati del 30% e del 60% del traffico in questa città.
      Poi, se vogliamo discutere anche i fatti oggettivi perché seguaci di una certa religione (quella automobilistica che inquina il cervello delle masse)...

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    6. x Marco Poli:
      > chi usa la bicicletta, quando piove usa l'auto
      Come dice un mio collega, il meteo non è un problema, basta essere attrezzati.
      Infatti anche oggi sono arrivato al lavoro in BICI sotto la pioggia. Una mantella (poncho) impermeabile, quelle che uso anche per alpinismo ed escursionismo e... problema ZERO.
      Venni al lavoro in bici anche con la neve, anzi, strade poco trafficate, si pedalava pure meglio.
      Bisogna voler una mobilità che non sia da idioti ovvero staccarsi dalla robaaquattroruote della quale si è diventati appendici.

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    7. UomoCoso, il tuo modo di ragionare non è lineare, è probabilistico. Tu metti tutte le cose insieme, nello stesso momento, sullo stesso piano e non procedi con una sequenza, una concatenazione.

      E' ovvio che SE esistessero i negozi di quartiere e SE le mamme stessero a casa come quando ero bambino ALLORA la gente non sarebbe abituata a prendere l'auto per andare al centro commerciale.

      Ma siccome questi SE non si danno, ne consegue che la gente non solo ha l'abitudine ma la necessità di prendere l'auto per andare al centro commerciale.

      E' abbastanza un esercizio di stile guardare un'auto e dire "se l'urbanistica, se la logistica, se l'economia, se cento altre cose fossero diverse, l'auto non sarebbe necessaria".

      Sempre se hai lo scopo di fare qualcosa di concreto invece di finire nel solito angolo della "infinita complessità" che si traduce nella paralisi.

      Quando guardi un'auto dovresti invece pensare "come posso ridurre al minimo il danno causato da questo oggetto e aumentare al massimo l'utilità?". Perché questo è un problema che non si estende all'infinito ed è concretamente affrontabile.

      Lo stesso si può dire di tutte le considerazioni al contorno, se prese UNA PER VOLTA, invece di avere la pretesa di rifare l'universo con un battito di mani.

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