domenica 6 marzo 2016

Vai pure

O sto con _ianna un'ora di più oppure me ne vado.
Vai pure.

Io sapevo che sarebbe stato difficile.
E per un papà separato lo è molto di più.
Perché i figli dei separati usano frequentemente la tattica “se tu mi dici di no io vado dall'altr* e riesco ad ottenere ciò che voglio”). E questo doppiogiochismo non è solo relazionale, è anche fisico.
Prima di andare alla partita, io gli avevo parlato: ora che hai giù tre materie ti devi impegnare. Stringere i denti, studiare diventa la tua occupazione quasi a tempo pieno, per un paio di mesi ti prenderai qualche ora per il tuo divertimento, il resto sarà studio.
Anche oggi, gli ho ripetuto più volte che per una paio di mesi deve passare da “studiare tre ore il fine settimana” a “spassarsela tre ore il fine settimana”.
Ieri [la pagina è stata pubblicata qualche minuto dopo mezzanotte, ma è stata scritta sabato per eventi sdi sabato 5 marzo; per ieri si intende quindi venerdì 4] quando l'ho chiamato non credevo a quanto mi stava dicendo :- Domani (oggi) dopo la scuola ho calcetto con i miei amici e poi, già che sarò in città, rimango giù e sto con _ianna,prendo l'ultimo treno.
Domani poi il calcio [fino alle quattordici].
Eh!? Forse non ci siamo capiti, non sono d'accordo. Ne parleremo domani a pranzo.

Eravamo rimasti d'accordo che _ianna sarebbe venuta a cena, poi io sarei andato al cine, sarebbero rimasti un po' da soli e poi sarei tornato. I genitori di _ianna la sarebbero venuti a prendere.
Ho specificato a UnRagazzo che la sua “ragazza” avrebbe dovuto prendere il treno un'ora dopo, per essere qui alle diciannove e non alle diciotto come voleva mio figlio. Fino alle diciannove avrebbe dovuto studiare. Su questo punto è avvenuta  la rottura.

In tutto questo, sua madre, prima di pranzo, si era sfogata con me a lungo, un pippone del trentadue, che non ce la fa, che non studia, pensaci tu, io e [suo marito] siamo stufi.
Allora nei tentativi polemici di mio figlio mi dice Allora chiamo la mamma. La mamma è d'accordo con me, fai pure.

Cosa fa la mamma? Dopo due scambi … “ah, beh,... siiii, allora vedetevi pure due ore prima”.
Così mio figlio ha utilizzato il doppiogioco.
O mi vedo con _ianna un'ora prima o me ne vado.
Vai pure.

34 commenti:

  1. Ho aspettato qualche ora a pubblicare questa pagina, dopo averla scritta. Riletta ora, sostanzialmente va bene, anche a freddo.

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  2. I genitori separati dovrebbero rimanere comunque genitori insieme ed avere comunione di intenti, di messaggio verso i figli, e come minimo sostenere sempre con forza l'autorità reciproca rispetto ai figli.
    Io e la madre di mio figlio ci accordiamo prima sul messaggio da trasmettere a nostro figlio e cerchiamo di essere coerenti tra di noi.
    Non bisogna dargli spiragli di ambiguità e incertezza dove possano infilarsi.

    _zzzz

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    1. Cosa ti dicevo ieri in milonga?
      Cosa mi dicevi? Per dirla con le tue parole di ieri :- Ah sì, papa', tu vuoi che iniziamo a vendemmiare il barolo alle otto e mezza!? Allora me ne vado dalla mamma che mi alzare alle quattordici.
      Ecco, e' avvenuto.
      Domani, ovviamente, chiamero' sua madre.

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    2. Ottimo proposito, però temo sia più facile auspicarlo che concretizzarlo. Se gli accordi all'interno d'una coppia fossero così a portata di mano, con ogni probabilità non ci sarebbero neppure i presupposti per una separazione. Ora, siccome stiamo parlando di coppie separate, direi che non stupisce la divergenza di vedute la conseguente difficoltà di accordo.

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    3. E' vero, a volte capita anche questo.
      Ma spesso, come nel mio caso, superata la prima fase di rabbia e tensione reciproca, quando i due genitori cominciano a ingranare con la nuova vita, prevale il buon senso. Si mettono al primo posto i figli, il loro benessere. E si prova ad essere compatti, coerenti...

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    4. x MrKeySmasher:
      Penso che la questione che
      le madri criticano la severita' dei padri
      i padri criticano la mollitudine delle madri
      sia di specie, non sia una questione di coppie separate o unite. Il motivo era ricorrente anche tra i miei e in altre coppie direi.

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    5. x gioia:
      La questione e' che il benessere futuro richiede impegno attuale, ovvero cio' che gli adolescenti ritengono mal-essere, scocciatura, fatica, etc. .
      La madre di UnRagazzo mi dice che ho ragione ma poi, sul momento, non riesce a dire :- No! il papa' ha ragione, oggi vedrai _ianna un'ora prima! (o qualcosa del genere).

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  3. Posso solo dire che il rapporto con mio padre era completamente diverso. A quei tempi i babbi non sapevano e non volevano sapere cosa tu facessi o dove tu andassi, si limitavano a chiedere alla consorte al rientro dal lavoro. Se rimanevi intorno al 7 non facevano una piega, se scendevi sotto il 7 cominciavano a dirti l'occasionale "guarda che devi studiare" e "dove vai, con chi vai, a che ora torni", se scendevi sotto il 6 partivano rappresentazioni della Bibbia in formato colossal holliwoodiano, che non solo includevano la reclusione in casa, incatenato alla scrivania ma spesso e volentieri qualche ceffone.
    Tre materie insufficienti erano impensabili, avrebbero chiamato i parenti di quinto grado da tutta Italia per fare le condoglianze.

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    1. Grazie per la testimonianza.
      Riesci spesso a strapparmi una risata, Lorenzo.
      :)

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  4. Purtroppo lo studio è rinuncia, è sacrificio.
    Avendo rinunciato ed essendomi sacrificato, capisco però chi non abbia voglia e, personalmente, sono indulgente.

    :-)

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    1. A quell'eta' poi, non ci limiti, si crede di poter far tutto.

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    2. NotteCoso, a scuola ci siamo andati tutti e sai bene che per prendere la sufficienza basta il minimo sindacale, cioè leggere il libro di testo una volta il giorno prima della interrogazione. Quattro in Filosofia, non so se mi spiego. Non credo che prenderei quattro in Filosofia nemmeno se mi interrogassero oggi, a oltre trentanni di distanza.

      UomoCoso, te la appoggio piano. In una situazione come la vostra ai miei tempi mi avrebbero detto "non esci più la sera, non vai più a giocare a calcio, eccetera, finché non rimedi alle insufficienze".

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    3. Beh, in effetti il quattro in filosofia mi pare un po' troppo...
      Ma che, il Bipede ha voglia di perdere l'anno ??

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    4. Apro una parentesi: ho fatto i compiti con mia nipote che fa la seconda elementare. Sono allibito. Non ricordo cosa facessi io alle elementari ma gli esercizi che fa mia nipote sul suo libro-quadernone sono apparentemente privi di logica e non riconducibili ad un metodo. Non solo si salta da una cosa all'altra (operazioni matematiche, logica, coniugazione di casi ed aggettivi) ma si chiede "quante di queste monete ti servono per comprare 15 euro di mele?" e non c'è spiegato da nessuna parte come si fanno le addizioni, tanto che mia nipote le fa a mente, senza incolonnare i numeri ed ovviamente sbaglia quando deve gestire più di 5 elementi o cifre sopra il 10.

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  5. io questo problema l'ho avuto in prima e seconda, e neanche in modo iper drammatico. da due anni a questa parte mia figlia va bene a scuola. quest'anno poi siamo tutti stupiti se non esterefatti....

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    1. Vedi come vanno diversamente le cose? Ciascuno a suo modo, (apparentemente?) indipendentemente dalle altre.

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    2. verrà il tempo del maggior giudizio per lui. speriamo almeno !

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  6. Mi piacerebbe sapere cosa significa giù 3 materie. Se sono sufficienti o insufficienti per capirsi.

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    1. Insufficienti. Una (filosofia) con quattro.

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    2. Anch'io avevo 4 di filosofia il primo anno...poi ho cambianto insegnante e...e'cambiato tutto!

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    3. In questo caso sono tendenzialmente d'accordo con te.
      Che poi a 16 anni uno non abbia voglia di studiare è nella normalità delle cose.

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    4. Diciamo che ha avuto delle "frizioni" con l'insegnante di filosofia. Il fatto è che ella gli ha appioppato un 4 senza se e senza ma perché il mio bipede ha detto una castronata ad inizio di interrogazione subito finita.
      Non importa se sei super preparato sul resto: se toppi i fondamentali hai toppato e devi essere "informato".
      Tempo addietro gli chiesi quanto facesse centodieci diviso due e ui rispose, sopra pensiero o non so cosa, sessantacinque.
      Ecco, se io fossi un tuo esaminatore alla maturità, con una risposta del genere saresti bocciato all'istante.
      Si incazza ogni volta che glielo ricordo.
      Comunque, nulla come l'insegnante può far amare od odiare una materia.

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    5. UomoCoso, gli insegnanti italiani sono una peste, un disastro, minano la Nazione alle fondamenta.

      Ma tu sai che a scuola si impara l'arte di arrangiarsi. Se anche l'insegnante è odioso e ti fa odiare la "materia", c'è sempre il modo di rimediare la sufficienza. Per esempio ai miei tempi si andava dall'insegnante e gli si diceva "signor professore (non era ancora l'era del "prof", vorrei rimediare la mia insufficienza, potrebbe interrogarmi di nuovo?.

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  9. Al momento mio figlio non mostra segni di disaffezione allo studio. ..a volte mi sembra che sia fin troppo ligio e non cerchi molto altro fuori, e trovo che nemmeno questo sia positivo.
    La virtù sta nel mezzo.
    E comunque si. ..prima lo studio, a maggior ragione quando c`,é un insufficienza e poi il piacere.
    Purtroppo quando si é genitori separati i ricatti affettivi perpetrati da figli o ex coniugi sono un problema comune, credo che tu e la tua ex miglie dobbiate trovare un punto di forza comune per non permettere al figlio di giocarsela cosí. L`assunzione di responsabilità o si impara da giovani o non si impara piú.
    Onestamente, io non darei nemmeno il comodo della casa per vedersi con la filarina. O meglio. ..non capisco perché uno debba uscire da casa propria perché stiano soli. Come abbiamo fatto tutti, si arrangino fuori. Che a dargli tutte le comodità poi non si schiodano di casa nemmeno a 40 anni.

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    1. Il fatto che sia venuto a mancare il "comodo della casa" è stata parte della lezione.
      Non risichi? Non rosichi!
      Sì, anche io ho pensato se fosse o meno giusto. In ogni caso era una tessera di un mosaico che... non si è affatto formato.
      Come sai mio figlio a casa mia è assai poco "blindato".

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  10. La situazione che esponi di tuo figlio è quasi un fatto normale, nei comportamenti dei figli adolescenti di oggi...io non sono sposato, convivo da 40 anni e ho due figli di cui uno è laureato ( il primo, e fasi la paghetta fa il precario in un giornale on-line; il secondo agli esami di stato ha mandato a cagare il presidente di commissione...(era una promessa del settore giovanile del Milan)i particolari li tralascio. Per farla breve: Trovati un lavoro e chiudiamola lì...Oggi fa l'ambulante di frutta e verdura ed è contento di ciò che ha scelto di fare. Quando si lamenta della durezza degli orari e del lavoro, la rispossta unitaria e di routine: E' STATA UNA TUA SCELTA. Tutto qui. Eppure con lui tutto va benone...

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    1. Ehehe, Daoistaccio, sorrido.
      Le proprie scelte, con i pro e i contro.
      Già.

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  11. La tua ex moglie è stata scorrettissima!
    La prossima volta che ti telefona per lamentarsi mandala a cagare!

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    1. Le ho già detto che non ho capito il suo comportamento.
      Mah.
      Comunque quando si lamenterà non potrò non ricordarle quanto successo.

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  12. Secondo me hai fatto bene!

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    1. Oggi mi ha chiamato sua madre: ha preso un altra insufficienza in matematica.
      Ella fa proprio fatica ad essere un po' meno "molle". Il bipede, per il fine settimana, ha in testa un tot di feste.
      Io le ho detto che deve avere in testa un tot di studio e che potrà uscire un paio di orette con la tipa. E non il contrario.
      Stasera lo vedrò e dovrò tornare "rigido".
      Direi che mio figlio è proprio entrato nell'adolescenza.
      Du maron!

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    2. no, è entrato nell'imbecillità

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