giovedì 12 gennaio 2017

La spirale

Avevo iniziato a scriverlo come commento intervenendo nella discussione in questa pagina, poi è diventato un po' ingombrante. Mi ha fatto riflettere: i rapporti tra maschile e femminile sono oggettivamente complessi, a volte intricati.

Tempo fa mi ero visto un video porno amatoriale (qui, Rebecca, io vi ho avvisati) girato in Cechia. La giovane donna coinvolta nel provino ha evidente ritrosia iniziale, tende a schivare una conversazione condotta su alcune tematiche sessuali. L'attore/produttore/regista/montatore maschile francofono non desiste e... riesce a portare la donna al sesso, anche molto forte.
Rebecca infine - cosa scrivo qui? -

  • recita come se fosse decisamente soddisfatta dell'esperienza
  • è decisamente soddisfatta dell'esperienza.

Ora, oggettivamente, non c'è alcun modo di sapere se si tratti di ottima recitazione, di finzione o se sia un ripresa di un sentimento autentico, genuino, sincero.
Io osservo che nei più disparati ambiti (che nulla hanno a che fare con l'eros) accade che persone riottose scoprano poi entusiasmo, piacere, soddisfazione, autostima, etc. nell'aver compiuto imprese/atti/lavori etc. nelle quali sono state coinvolte, alle quali sono state convinte. Nel caso delle donne, ritengo ci sia spesso una presa di distanza da quanto vissuto e, paradossalmente, questo avviene anche nel caso di esperienze positive o addirittura entusiasmanti.
Ciò avviene anche nel sesso. Anche durante le riprese di una pellicola (vedi discussione originaria, appunto). A me è capitato più volte, sia nell'eros che in altri ambiti (ad esempio in alpinismo,

Ho raccontato ad AWKid della nostra impresa. Sono entusiasta di quello che abbiamo fatto. Ti bacio amore.

) che donne coinvolte in una qualche impresa, peraltro riuscita molto bene, con propria soddisfazione, etc. , poi, anche dopo molto tempo, abbiano ripensamenti, pentimenti o addirittura il sorgere di preoccupazioni postume (si noti la contraddizione), timori o pensieri ancora peggiori. Di recente ho ascoltato da un amico che una sua amica che aveva partecipato ad una vacanza in un paese esotico, andata benissimo, poi arrivata a casa, un paio di settimane dopo si era imparanoiata (quasi patologicamente) su mille non problemi, su mille non accaduti (se mi fossi presa questo? se ci avessero rapinati? se durante il trekking ci fossimo persi? etc.) .

Il pensiero femminile è spiraliforme, per natura, quindi rientrante. Nel bene e nel male.
Ciò comporta un problema oggettivo anche nei rapporti tra maschi e femmine. Su questo si montano polemiche, speculazioni, moralismi. Negli SUA si è arrivati, di recente, a proporre che prima di arrivare al sesso (anche molto forte) tra universitari nelle loro feste piuttosto alcoliche che ha condotto a innumerevoli accuse e processi di stupro, si sottoscriva esplicitamente di essere d'accordo.
Per quanto apparentemente grottesco (pure l'idea di un contratto, qui, dalla puntata 4 a ritroso, propugnata nel neotantra dagli Zadra, apparve e appare grottesca, scandalosa a molti) l'idea del contratto è piuttosto sensata (*).
Non va bene? Appare stramba? assurda? L'unica possibilità razionale è di arrivare a proposte migliori. La demolizione, da sola, solo quella, non conduce a nulla.


89 commenti:

  1. E' cronaca di queste ora della rottura di un contratto tra alcuni eurodeputati pentastellati e...
    Chi è la controparte di un eurodeputato?
    Gli elettori? o il M5S?

    Noto però che almeno il M5S si pone la questione etica e proppone un qualche rimedio all'approcio disetico, immorale della costituzione basato sulla libertà di tradimento di mandato.
    Si noti che [di tradimento] è stato, ovviamente, omesso.

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  2. Primo, il porno che hai collegato NON è "amatoriale". E' un prodotto professionale confezionato apposta per fingere il "casting", è un genere del porno. Il professor Francesco ci potrà illuminare.

    Il pensiero femminile non è "spiraliforme", è irrazionale. Dato che è irrazionale, è inconoscibile, per prime dalle donne medesime. E' molto simile a quello che oggi è il "politically correct", non a caso si può parlare di "femminilizzazione" della "società" o in generale, delle persone. Tra l'altro, come corollario minore, è la ragione per cui lo "occidente" oggi è molto più incomprensibile agli "altri" di quanto non fosse cent'anni fa.

    Detto tutto questo, UCoso, hai omesso tutta una parte, ovvero LA TUA.

    Tempo fa ti dicevo che la tua Virtù la misurano gli altri. Questo è vero ma diventa necessario specificarlo quando tu sei incline a non riconoscere la Virtù ma il suo contrario, vedi la pappardella neo-romantica e decadente dello "eccesso" e dello "ultra-uomo".

    Il guaio delle donne è che non sanno badare a se stesse. Si imbattono nella popolazione maschile, all'interno della quale c'è di tutto. Se tu sei Lancillotto o Jack lo Squartatore non dipende dalle donne, dipende da te. Per loro è principalmente una questione casuale, statistica o di sfiga.

    Ribadisco, tu sei partito dal porno e dai rapporti uomo-donna. Io insisto che anche in questo tutto si fonda sulle "qualità" dell'individuo.

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    1. Mi ricollego poi al discorso di Francesco a proposito della miss africana. Diceva che chiunque di noi la tromberebbe volentieri, anzi, farebbe carte false. Che è un concetto molto simile ad un altro che ha espresso in precedenza, quello per cui chiunque di noi intascherebbe "mille euro" di un portafogli trovato per terra.

      Questo è un modo di pensare che per me è incomprensibile nelle premesse a inaccettabile nelle conclusioni.

      Per OGNI COSA NELLA VITA, ti trovi in una situazione in cui DEVI DECIDERE. La capacità di decidere è quello che fa di noi Uomini.

      E qui mi ricollego alla più antica faccenda di UCosino che nel tuo post diventava "uomo" perché _Cosina gli aveva fatto la seghina.

      Assolutamente NO, UCosino diventa Uomo quando è capace di prendere le sue decisioni, invece di reagire automaticamente agli stimoli con una reazione sub-umana.

      Decidere implica avere chiaro in testa cosa è Giusto e cosa è Sbagliato ed essere anche disposti a pagare il prezzo, piccolo o grande, che è necessario pagare.

      Chiudo il cerchio tornando alle donne. E' irrilevante cosa pensano, perché se pensano storto sta A TE decidere cosa è Giusto e cosa è Sbagliato, sempre e comunque.

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    2. > tu sei partito dal porno e dai rapporti uomo-donna
      No, io sono partito da qui, una discussione su (presunti) abusi di Maria Schneider durante le riprese di L'ultimo tango a Parigi.

      > ti trovi in una situazione in cui DEVI DECIDERE

      Sì. Il decidere non è solo qui e ora ma non può non considerare anche l'accordo della controparte, la dimensione temporale, etc. .

      Nella fattispecie: ora io sono entusiasta, poi, tra una settimana, mi imparanoio per quello che ho fatto o chiedo la separazione o ti accuso di molestie o...

      Potrebbe essere giusto per te, fantastico, entusiasmante per lei e poi, tra tot mila secondi, cambia tutto.

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    3. > spiraliforme", è irrazionale
      No, è spiraliforme, non irrazionale.

      Evolutivamente l'attenzione delle femmine è sempre stata caratterizzata dal multitasking (devo pensare ad un termine in italiano) per gli enne piccoli ovvero essere attente tutt'intorno a ciò che succede parallelamente e cercare di imbracciare nel ragionamento più variabili possibile per capire, valutare il futuro, sempre nell'ottica del futuro della prole.

      Non posso pensare solo se ha poppato a sufficienza dalla tetta, ma il bebè si è cacato addosso, sarà caldo in quell'angolo della caverna dove lo cambio e se domani rimanessimo senza legna ma allora dovrei allertare il mio caro Gurrunnarl che ora è a caccia ma gli piaccerò a sufficienza stasera per convincerlo a recuperare legna ma Gurrunnarlino ha fatto il ruttino il rigurgito non è un po' troppo questa volta!? la piccola Ekrallamma mi ha portato delle bacche ora ma cosa avrà mangiato fuori dalla caverna!?
      etc. etc.

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    4. Il multitasking non c'entra niente UCoso.

      Tutti i tuoi post sulle recenti vicende dimostrano esattamente quello che ho scritto, ovvero che le donne pensano in maniera irrazionale. Siccome poi non sanno spiegarselo, razionalizzano a posteriori, che è quel "tornare" che tu vedi come un movimento a spirale. Per fare un esempio, è come un ubriaco che la mattina dopo deve mettere ordine nel casino che ha fatto la sera prima.

      Il tuo sbaglio è che metti tutte le idee sullo stesso piano, quando non lo sono. Le idee irrazionali esistono, anche negli uomini, quello che cambia è il CENSORE, che può essere più o meno potente. Se il censore fa passare idee irrazionali, le persone manifestano quei comportamenti demenziali che vendiamo nella cronaca quotidiana.

      Io te lo dico proprio per questo, la mancanza della percezione dei paradossi, delle assurdità, ovvero della irrazionalità delle cose o dei concetti, comincia da un problema per l'individuo ma quando diventa generale, è un problema SOCIALE.

      Poi ogni volta anche con te mi devo fare strada col machete nella jungla degli anni '70, due palle.

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    5. A proposito del decidere.

      Io ti ho detto cosa devi fare meccanicamente, non ti ho detto l'esito della decisione.

      IO e te siamo per molte cose agli antipodi, quindi diamo per scontato che diverse tue decisioni o non-decisioni a me facciano abbastanza schifo. E' chiaro?

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    6. > Il multitasking non c'entra niente UCoso.

      No.
      Perché una madre non può prescindere dal cercare di avere un controllo ed una visione a 360° sugli n marmocchi che le sono tutt'intorno.
      Viceversa i padri sono estremamente determinati sul loro obiettivo che letteralmente si possono dimenticare di quanto succede intorno che non sia funzionale all'obbiettivo.

      E' molto logico e razionale e il modello cognitivo femminile ha una sua spiegazione piuttosto razionale.

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    7. UCoso, parli di cose che non sai, come spesso ti capita.

      Nella antichità le donne portavano gli infanti legati addosso e per quelli semi-autonomi usavano due trucchi tipici dei mammiferi:
      1. la cura condivisa, per cui una o due donne controllano i figli di tutte.
      2. i marmocchi vengono radunati in un gruppo (nursery) che ha una minima capacità di auto-gestione

      La "madre" singola NON E' MAI ESISTITA nella storia dell'umanità, come ho spiegato velocemente a proposito dei tecnicismi del filmaccio del pazzoide nella foresta. UN gruppo umano sotto una certa capacità difensiva e offensiva era destinato alla estinzione.

      Non voglio entrare nella tua sfera personale, quindi mi fermo.

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    8. Non c'erano solo gli infanti ma anche gli altri figli/bambini che parlano/camminano.
      Una o due donne controllano, appunto, molti marmocchi.

      Le madri "singole" non esistono neppure oggi, nel momento in cui utilizzano strutture sanitarie, scolastiche, di trasporto che, quasi sempre, NON sono di proprietà esclusiva.

      Sul personale non so cosa risponderti.
      Tu tenti di buttarla sul versante morale poi personale. Ma questa pagina non è né su di me né sulla morale.

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    9. > La "madre" singola NON E' MAI ESISTITA nella storia dell'umanità

      Cosa intendi con "singola"? isolata? oppure "non sposata"? o cos'altro?

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    10. Oh signore che fatica, singola come in matematica, uno.

      Le femmine umane, dato che gli umani sono una specie gregaria, sono gregarie e da sempre operano un gruppo.

      Come ho detto, i figli incapaci venivano portati addosso, i figli semi autonomi venivano raggruppati e sorvegliati da nonne, zie, cugine, ne più ne meno lo stesso che fanno altri mammiferi gregari, che ne so, gli elefanti.

      Visto che vuoi fare il salto nel contemporaneo, la Scuola è la trasposizione dell'antico sistema, dove una maestra è incaricata di badare a decine di bambini.

      Io NON TENTO "di buttarla" sul "versante morale". Per due ragioni:
      1. certe cose sono auto-esplicative, io non scrivo sul tuo blog episodi veri o falsi della tua vita, mi limito a commentare le cose che SCRIVI TU.
      2. la "morale" è una costante, come una costante fisica. Te hai questa posa, che a sua volta ha una sua storia, della "bellezza" insita nella "anti-morale". Per me va bene, lasciami la possibilità di dire che certe tue cose mi fanno schifo. O devo mentire e dire che farei come te?

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    11. Ah, un dettaglio storico: i bambini maschi rimanevano nel "gineceo" solo fino verso i 12-13 anni. Poi venivano presi in carico dagli uomini in strutture apposite dove facevano il periodo di iniziazione. Allo stesso modo, non erano certo seguiti 1:1 dal padre, erano gestiti come gruppo da alcuni individui incaricati del compito.

      Invece le bambine, crescendo, si prendevano cura dei bimbi più piccoli e quindi si formavano nella "professione".

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    12. > e da sempre operano un gruppo

      "Sempre" è difficile da sostenere.
      Anche nel campo della famiglia patriarcale c'erano spazi e momenti nei quali le coppie diventano "nucleari" e, teoricamente, esclusive. Ad esempio nel talamo.


      In ogni caso le donne, una donna o due avevano un tot di marmocchi da badare: anzi, oltre ai propri anche quelle di altri madri. Quindi multitaskin e la vista e controllo a 360° erano ancora più importanti.

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    13. Sempre non è affatto difficile da sostenere, una volta che conosci un po' la Storia e butti nella stufa tutte le stronzate degli anni '70 che appunto, la negano, la Storia.

      Sei fissato col multitasking. E' una fanfaluca vuota come tante altre ma se ti fa stare bene, non ho motivo di togliertela di mano.

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    14. Sempre non esistein biologia.
      Mia madre mi racconta cosa vide sua madre ostetrica nei masi chiusi sudtirolese ovvero in situazioni quasi pre-modernità.
      Il libro di Corona che sto leggendo narra la vita a Erto a cavallo tra XIX e il XXX secolo e ancora NON esisteva una famiglia patriarcale/collettiva assoluta ma umana forma che ora diremmo di co - residenza.
      In Tirolo l'urbanistica "nordica" a masi isolati era diversa rispetto a quella "latina" a centri abitati come a Erto o nel paesino stesso di mia nonna.
      In Tirolo era MOLTO diverso rispetto alla vita rurale "collettiva" delle cascine padane (vedi L'albero degli zoccoli).

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    15. UCoso, sei imprigionato, ingabbiato, legato coi fili come una marionetta. Più che dirtelo non posso fare.

      Il sofismo da due soldi di sollevare l'eccezione alla regola per dire che non esiste regola quando la regola contraddice una tua tesi è inutile. Perché la eccezione non contraddice affatto la regola, è solo un caso particolare di una teoria generale.

      Basta che apri gli occhi sul mondo del 2017: la compagna di mio fratello alla mattina va al lavoro e lungo la strada consegna i figli a due altre signore che li mettono in una stanza con una ventina di altri bimbi e ce li tengono tutto il giorno, finché la madre non torna a prenderli.

      Adesso ti si presentano due opzioni:
      1. il comportamento che ho descritto è una invenzione moderna.
      2. il comportamento che ho descritto esiste da sempre perché, stante la natura gregaria della specie, è il modo più pratico per prendersi cura dei bambini. Esattamente come non ci sono infiniti modi per scagliare una freccia, ce ne sono tre o quattro.

      E' chiaro che oggi, in una società stratificata, differenziata, ci sono persone specializzate, come gli infermieri. Nella antichità esistevano persone che per vari motivi non erano impegnate nelle attività primarie e che sarebbero state un "peso" per la comunità se, appunto, non avessero avuto un ruolo secondario, per esempio prendersi cura degli altri. I bimbi potevano essere accuditi dagli anziani (oggi i nonni), dagli invalidi (il bidello) o dai giovani (babysitter).

      Cosa succedesse nel Tirolo nel periodo X è del tutto irrilevante quando si parla di categorie generali come "le donne". A meno di non specificare "le donne nel Tirolo nel periodo X", cioè di gestire l'eccezione come eccezione.

      Aggiungo un aneddoto: leggevo tempo fa di due tizi che erano gli ultimi della loro tribù amazzonica. Essendo stati trovati quando erano ancora ragazzi, questi non erano ancora stati istruiti a tutte le attività degli adulti e quindi trascorsero tutta la vita assistiti dallo Stato e fabbricando frecce. Nota bene, non archi e frecce e andando a caccia, fabbricando solo frecce, che era il lavoro che sapevano fare e che gli era stato tramandato. Non è diverso dai ragazzi europei che ad una certa età finivano in filanda o in miniera.

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  3. se posso dire, quel video non è amatoriale. il buzzurro francese che tra l'altro ce l'ha pure piccolo si chiama Pierre Woodmann e gira scene (pessime tra l'altro, sono veramente brutte) con attori e attrici anche al top del panorama mondiale

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    1. In effetti pare che si tratti di tutt'altro che amatoriale.
      Ho barrato il termine amatoriale, collegando il tuo commento.

      In ogni caso, la sostanza, rimane: la ragazza recita la soddisfazione finale o la vive?

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    2. Secondo te quando io recito tragedie greche soffro?

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    3. Scusate, Saressa, ma voi non siete il mondo.
      E' noto che esistono dei metodi, in scuola di recitazione, dove devi entrare anima e corpo nel ruolo fino ad avere vere e propri stravolgimenti emotivi.
      Del resto questa immedesimazione si misura anche in etologia: alcuni parametri biochimici in sogni forti non sono diversi dagli stessi parametri che si hanno in situazioni reali.

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    4. Ma che scuola di recitazione, ogni venditore per essere bravo deve prima convincere se stesso.

      Il meccanismo venditore-cliente è molto più esplicativo rispetto all'umanità di duemila anni di "arte".

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    5. Dobbiamo riprendere gli esperimenti di Pavlov, allora?
      La salivazione del cane esiste e la produzione di succhi gastrici che inizia, no, quando suona la campanellina?!

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    6. Riprendi quello che vuoi UCoso, si tratta del concetto dello INGANNO e del concetto del FEEDBACK (non mi viene una traduzione efficace).

      Quando i Greci recitavano le tragedie, erano già passate migliaia se non centinaia di migliaia di anni da quando gli uomini avevano elaborato l'inganno e il feedback tipico del meccanismo venditore-cliente.

      Oggi, pochi vanno a vedere le tragedie ma appena apri gli occhi ti confronti con l'inganno e il feedback, anzi, milioni di persone dipendono da quello per esistere, non solo materialmente.

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    7. Inganno?
      Con questo artificio retorico ogni cosa può essere considerata un inganno.
      Vado a sbaffare bene in una rinomata trattoria e poi dico che mi hanno ingannato per spillarmi il conto.
      Questo vale anche in ambito sessuale, ogni rapporto può essere ingannevole (si arriva poi al femminismo antagonista a tutto perfino a se stesso).
      Si tratta di capire se esiste la possibilità di stipulare degli accordi puliti e chiari che siano precisi ovvero non consentano o riducano al minimo recriminazioni speculative a posteriori.
      Da questo non è certo esente la sfera sessuale anche se tu Lorenzo ti irriti quando la si considera cosa di questo mondo.

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    8. Non è un artificio retorico è l'osservazione di un fatto. Tra le tante invenzioni che nel corso della evoluzione hanno definito la nostra specie c'è la capacità di creare e gestire l'inganno.

      Se tu hai avuto a che fare con dei bambini, sai che ad un certo punto imparano a mentire. All'inizio scoprono la menzogna ma non la sanno maneggiare bene, esempio: faccia coperta di cioccolato, hai mangiato i biscotti, no, è stato Luigi. Poi piano piano affinano l'arte e cominciano ad elaborare menzogne più sofisticate, anche dei piani articolati per raggiare il prossimo.

      Col tempo, diventa un gesto abituale, come respirare, tanto che ci sono persone che indossano permanentemente una maschera formata da strati di finzioni.

      Anzi, vedi bene che in questi anni viviamo non solo con le finzioni individuali ma anche dentro un contesto "sociale - politico" completamente falso, finto, come uno scenario di cartapesta.

      Questa è la ragione per cui il "venditore" oggi è una figura dominante, apicale. Ovvero, la capacità di ingannare il prossimo è la abilità più importante e premiata che un individuo deve possedere. Se non sai "vendere", per primo te stesso, sei relegato ad un ruolo più o meno subalterno.

      Tanto più gli individui e i gruppi di individui sono SEPARATI dal mondo fisico, materiale, tanto più importante è la capacità di fingere, di ingannare.

      La pornografia è solo una delle "n" manifestazioni di quanto ho scritto sopra. Tanto più ci si distacca dal "fare", tanto più "inganno" si produce di conseguenza.

      No, non esiste la possibilità di "stipulare accordi puliti e chiari", tutto è finzione e inganno. Come ho detto, tanto più complesso il contesto, tanto maggiore l'inganno.

      Attenzione che per la stragrande maggior parte della gente questo è "normale", ovvero è il modo in cui le cose devono essere. Lo "inganno" non è percepito come tale, è un "dato di fatto" (!).

      Esistono eccezioni, per esempio io scelgo di ridurre al minimo gli inganni di cui sono cosciente. Non posso fare niente per quelli che opero in maniera inconsapevole. Scegliere di non operare inganni ti pone automaticamente fuori dal contesto sociale o comunque ai margini, come tutti i comportamenti "a-normali", quelli che la gente considera "sbagliati". Ma io sono un caso limite.

      C'è un prezzo da pagare per ogni cosa. Il Venditore ottiene il "successo" ma per farlo si deve annullare, perché deve diventare i suoi inganni. Non so se è chiaro, è come la figura retorica (!) dell'attore che non riesce più a distinguere se stesso dai personaggi, oppure del poliziotto infiltrato che diventa criminale, eccetera.

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    9. Su un piano più semplice, se mi chiedi se sia possibile il sesso senza "amore" o lo "amore" senza sesso, dipende dalla definizione di "amore", come dicevo a proposito del concetto di "amore" estremamente ambiguo.

      Lo amore senza sesso esiste se estendiamo l'idea al "volere bene", guarda caso nella nostra lingua esistono due espressioni separate (in inglese tu "lovi" anche l'automobile).

      Il sesso senza "amore" invece è una cosa che non dovrebbe esistere perché non è nell'interesse delle donne. Alle donne serve il supporto degli uomini, quindi hanno bisogno di vincolarli in qualche modo. Il "ricatto della patata" l'uomo lo può estinguere solo in due modi, con una botta in testa, che però non funziona se poi con la donna devi convivere, oppure manifestando "amore", che in origine era il semplice supporto nella necessità immediate e col tempo si è evoluto nel corteggiamento via via più complesso.

      Ergo, si, il sesso senza amore esiste con queste modalità:
      - botta in testa (galera)
      - guiderdone (professioniste e semi-professioniste)

      La convivenza invece implica lo "amore", da questo derivo che la "trombamica" sia una balla, una finzione, una di quelle aberrazioni individuali e sociali insostenibili sul lungo termine (vedi "anni '70").

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  4. Lorenzo è ora che prepari il ramato.

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    1. Sara, se vuoi essere presa sul serio, non tu, chiunque, devi dire qualcosa.

      Tu sai che quando dici o scrivi qualcosa, devi tradurre le idee nella Lingua e quindi queste idee devono essere razionali.

      E' impossibile esprimere a parole un concetto irrazionale.

      Il punto è proprio questo, ovvero che la parte "donnesca" del discorso di UCoso è come se non esistesse, ovvero esiste su un piano che è INACCESSIBILE.

      Siccome alcuni di noi qui hanno una certa età, abbiamo maturato anche l'esperienza sufficiente per sapere come stanno le cose. Mi si dirà che è sempre anedottica. Vero, non essendo io il Professor Vattelapesca, non ho pubblicato uno studio scientifico che descriva il comportamento medio e la topologia delle deviazioni.

      Ma per questo blog basta meno.

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    2. Dovresti frequentare più donne.

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    3. Tu prega di incontrare più uomini come me.

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  5. comunque ribadisco che i video di Woodmann non si possono vedere. anche se imbarca le migliori pornostar, che deve pagare molto ma molto bene.....

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    1. Dai Francesco, se esiste il genere, esiste un pubblico a cui piace. Non voglio entrare nell'esame di quali sono gli elementi specifici che intrigano perché poi mi intristisco.

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    2. E' ovvio che il porno piaccia.
      Specie ai maschi che hanno una sessualità alquanto visiva.
      Invece sarebbe interessante capire perché ci sia, molto spesso, un ventaglio così ampio di reazioni così diverse in persone diverse su stessi filmati o di stesse persone su filmati diversi.

      In ogni caso, stiamo finendo fuori tema che è del tutto generale e nient'affatto limitata alla sessualità.
      Infatti io ho citato pure una mia esperienza nell'alpinismo e una esperienza ascoltata nel turismo.

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    3. Si, UCoso, per puro caso sei partito dal filmetto porno... Ah le risate. Ma come fai ad essere cosi gioiosamente inconsapevole?

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    4. Me ne fotte il pipo del porno.
      Quello è ionsieme ad altre cose citate.
      Solo che tu sei, con la tua mente, su quello.
      Del resto partivo da una discussione ben specifica che verteva su un'ipotesi di violenza sessuale durante le riprese di una pellicola. La questione, invece, non è nient'afaftto solo sessuale.

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    5. Si l'ho scritto io il tuo post, è colpa mia. Perdono. UCosa.

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    6. C'è una lista con
      o - pera
      o - mela
      o - pesca
      o - fragola
      o - arancia

      Tu concentri tutto su pera. Questo è un fatto, è il come.
      Sul perché si potrebbe discutere. Sempre cose di crapa ma non così attinenti a quelle di questa pagina.

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    7. Lorenzo, io mi considerò autorità in materia. e tra le autorità non conosco soggetto a cui i suoi video piacciano

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    8. Francesco, vorrei che non finisse a diventare una discussione sul porno. Tu sai che non ho nulla in contrario. Magari me lo tengo come argomento per una pagina futura.

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    9. Io invece non so niente del mercato in questione, tranne tette e culi casuali di Internet ma secondo te il tizio paga di tasca sua per fare film brutti che nessuno vuole vedere tranne, guarda caso, UCoso?

      Dubito, secondo me se mette su tutto il carrozzone e, come dici, paga anche attori e attrici, si vede che ha un suo guiderdone.

      UCoso, ricordami un mio post che comincia con un film porno "amatoriale" oppure dove io ti racconto dove ho chiavato, come e con chi. Poi ne riparliamo, di "cose di crapa". Me lo tiri fuori con le pinze, eh...

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    10. Piuttosto, per tornare a tema, visto che tu sei conoscitore della cinematografia sessuale.
      E' avvenuto di attrici sessuali che sollevassero accuse di violenza sessuale durante le riprese? Il settore del porno ha cercato di normare o di ideare qualche protocollo per evitare grande del genere? Se sì, quali? Con dei contratti tipo con cosa si può e non si può fare?

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    11. Lorenzo, io non ho alcun interesse a convincerti in un senso o in un altro.
      Questa pagina inizia con

      "Avevo iniziato a scriverlo come commento intervenendo nella discussione..."

      Se tu voi porre l'attenzione su prologo e inizio, fai pure.

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    12. Questa frase più essere ambigua

      > E' avvenuto di attrici sessuali che sollevassero accuse di violenza sessuale durante le riprese?

      -> E' avvenuto di attrici sessuali che sollevassero accuse di violenza sessuale avvenuta durante le riprese?

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    13. Quindi è un caso che c'è scritto "tetta" nel titolo del post precedente e c'è una figura femminile sventrata di cui ignoro origine e significato?

      La domanda "è avvenuto" è sul genere della frase "non tutto", ovvero in questo contesto non ha senso perché noi non abbracciamo l'intero universo e quindi non sappiamo se "sempre" o "mai", se "infinito" o "nulla". Dipoi, se fosse avvenuto due volte su trenta milioni di scene porno girate, sarebbe un valore significativo? Se no, quando lo diventerebbe? Venti volte? Duecento volte?.

      UCoso, secondo me è MOLTO più significativa l'esperienza "normale", ovvero di fidanzate e mogli che un certo giorno si svegliano e affermano "pensavo che fosse diverso".

      Quando va bene perché lui va al calcetto invece di portarla a teatro, quando va male perché l'ha buttata di sotto dalla finestra.

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    14. Noterai, UCoso, che quando è l'uomo a svegliarsi o dice "basta mi sono stufato", oppure dice "troia".

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    15. > Quindi è un caso che c'è scritto "tetta" nel titolo del post precedente e c'è una figura femminile

      In effetti da quando ci siamo conosciuti nella diariosfera le pagine relative all'eros si erano drasticamente rarefatte. Quando esse tornano ti stupisci, ti disgarba.
      Essendo un diario personale nel quale trascrivo ciò che mi colpisce, mi interessa, mi illumina (o anche mi oscura, vedi i cretinismi sadomasici e oppiacei oscurantisti nei quali incappiamo e ai quali ho dedicato varie pagine di recente) a volte c'è l'eros o si parte dall'eros.
      Non c'è un particolare motivo per il quale esso (anche solo come argomento di spunta) e quanto attinente o derivante debbano essere banditi, men che meno in un diario personale.
      Mi dispiace che ti dispiaccia.

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    16. comunque la risposta è :"si, è avvenuto".

      è stato accusato James Deen, ripetutamente, di essere eccessivamente rough. non mi ricordo chi fossero le accusatrici.

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    17. > l'esperienza "normale", ovvero di fidanzate e mogli che un certo giorno si svegliano e affermano "pensavo che fosse diverso".


      Quando ho scritto 'sta pagina stavo pensando di citare anche la dissociazione che la madre di mio figlio ed io vivemmo: addirittura, in sede peritale, ci chiedettero se avessimo vissuto quell'evento, se stessimo raccontando gli stessi accadimenti.
      Solo che non avevo ancora un diario in linea, a quel tempo. Così ho preferito citare, ad esempio, l'esperienza di alpinismo con A-Woman sulla quale posso specificare un rimando. Tra l'altro, dovrei cercare anche le pagine o i commenti nei quali riportavo come ella, A-Woman, poi, si preoccupò all'eccesso per questo e quello che non era avvenuto durante l'ascensione alla Presanella. Venne di fuori poi anche più recentemente, durante un'uscita in Appennino. Forse quello potrei trovarlo (e citarlo) più velocemente.

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    18. Non mi disgarba, UCoso, mi è indifferente come la migrazione degli gnu. Gli gnu migrano, ci hanno fatto non so quanti documentari. Quando migrano attraversano il territorio dei predatori che se ne mangiano un po'.

      Io ti osservo come un fenomeno naturale. Siccome osservo anche altre cose, vedo anche che non sei affatto "atipico" ma che, al contrario", sei incasellabile in certi stereotipi.

      Due cose mi portano a suonare il campanello:
      1. quando si vuole fare passare per "naturale" qualcosa che è artefatto, come il filmetto di cui sopra che passa da "due con una videocamera" a "studio con tot operatori e attori, copione, post-produzione, ecc".
      2. quando si vuole definire un principio che contrasta i miei principi. A quel punto devo valutare se funziona meglio o peggio e se funziona peggio (ovvero è sbagliato), lo dico.

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    19. Sarei curioso di vedere che contratti sottoscrivono gli attori e gli operatori dei set del porno.

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    20. > Venne di fuori poi anche più recentemente, durante un'uscita in Appennino.

      Fu questa.
      A-Woman tornò a lamentarsi di quanto (non) successe in Presanella. Ma anche delle difficoltà della salita che stava facendo.
      Ma mentre nel secondo caso la critica era contestuale nel primo ripensamenti, post-ansie, etc. vennero un bel po' dopo.
      Solo che io avevo trascritto il suo breve messaggio di testo, citato pure sopra, in questa pagina (allineato a destra).

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    21. > è stato accusato James Deen, ripetutamente, di essere eccessivamente rough.

      Io penso che ciò ossa avvenire eventualmente nelle prime riprese dei primi film.
      Le volte che seguono però non ci può essere l'alibi del "Ma io non lo sapevo!". A meno che non ci sia, appunto un ritorno a spirale.
      Per alcuni motivi sono spinta a lavorare con 'sto energumeno poi mi pento etc. .
      Solo che il "poi mi pento" è alquanto opinabile, specie se in presenza di conoscenza o, pure, di un qualche accordo.

      E' il caso di persone che si lamentano pesantemente dei trattamenti, ad esempio, in un certo albergo in vacanza, o in un ristorante.
      Diventa difficile recriminare e avere credibilità quando... hai fatto senza lamentele tutta la vacanza oppure ti sei slurpato tutto il pasto.
      Ah ma faceva schifo.
      Beh, come faccio a crederti?

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    22. UCoso, metti che una sera ti invita Lapo a cena. Tu dici ma si, ci vado, incontro bella gente, mangio e bevo. Quando sei li Lapo dice dai facciamo il gioco della bottiglia. E te dici vabe dai male che vada mi toccherà baciare un uomo. Poi Lapo dice senti UCoso è più divertente se ti leghiamo mani e piedi a quel cavalletto di legno ma stai tranquillo, è per ridere. Poi mentre sei li legato entrano 5 ergastolani neri di 200kg cadauno...

      Direi che le "riprese" possono facilmente avere una escalation non preventivata e quando sei li nudo e incaprettato, ti tocca fartelo piacere.

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    23. C'è un ma. Per quanto non segua i pettegolezzi, mi sono giunti comunque attraverso i titoli di copertina di vari mezzi di in/de -formazione di massa-
      Il fatto è che io vengo invitato ad una cena che so essere creativa da parte del signor Lapo, ci vado e poi mi lamento anche solo che ci sono stati momenti di eros a vario livello.
      Infatti io ho scritto che è ammissibile, forse, per alcune attrici, le prime che hanno lavorato con l'energumeno sessuale.
      Ora non so da quanto lavori tale James Deen, ma bastano alcuni secondi di ricerca in rete per capire come lavora durante le riprese di filmati sessuali.
      Ora, è possibile sostenere, se sì quando? che il signore è troppo brutale?

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    24. Come dicevo, vorrei vedere i contratti.

      A naso, anche senza il porno, se tu inviti una donna a casa tua, questa magari si aspetta di copulare in maniera più o meno convenzionale, tu pronti via spalanchi la cripta con i marchingegni leonardeschi, la poverina ha tutto il diritto di dire "avrei cambiato idea, un conto è mangiare la salsiccia, un altro la colonscopia".

      Non è che siccome una accetta di venire a casa tua tu acquisisci il diritto di vita e di morte sulla malcapitata.

      Secondo me da un punto di vista legale basta che una donna dica "non ho più voglia di farlo" e scatta automaticamente la violenza sessuale se la costringi.

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    25. i contratti sono esageratissimi, come neanche fosse il closing di una società per azioni del Lussemburgo. questo proprio per evitare azioni risarcitorie ex post da parte di attrici e attori. più attrici che attori. nel caso di James Deen, non vorrei sbagliare ma mi pare che sia stata Stoya Doll a biasimarlo ex post. ma non so se legalmente o meno.

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    26. Secondo me un contratto del genere in Europa sarebbe nullo. Non c'è contratto che funga da liberatoria rispetto ad un reato o che limiti i diritti fondamentali della persona.

      Per esempio, adesso Grillo invoca un contratto sottoscritto dai parlamentari europei secondo cui questi dovrebbero pagare una penale o dimettersi da parlamentare per potere lasciare il Movimento. Un contratto evidentemente nullo, lo capisce anche un bambino. Infatti questi FORMALMENTE non sono parlamentari in virtù del Movimento, non sono dipendenti o consulenti, non hanno alcun contratto in essere, in quanto parlamentari sono rappresentanti eletti dal popolo italiano e come tali non rispondono a Grillo.

      Vale lo stesso per i contratti pre-matrimoniali, che da noi sono nulli.

      Ecc.

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    27. si gira pochissimo in Europa, intesa come UE. la maggior parte delle scene si girano o negli States, o in Russia/Rep.Ceca/Ungheria

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    28. Magari esiste il sindacato pure nel porno.

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    29. La antagonista a se stessa, anti a tutto e al contrario di tutto, Eretika, nel suo luogo, ha un'ampia collezione di pagine dedicate alla questione dei "diritti" di coloro che lavorano nel settore del sesso.

      Qui si aprirebbero mille frizzi e battute.
      Coloro è maschile, colora è il femminile sigolare, colore il plurale.
      Ecco,
      Diritti senza doveri a tutto e il contrario.
      Ecco: "diritti" di colore che lavorano nel settore del sesso...

      ;)

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  6. L'unica cosa interessante di questo post, a mio personalissimo avviso, è l'accostamento tra l'idea della spirale applicata al mondo femminile e l'immagine dello zampirone. Quando, scorrendo la videata, è apparso lo zampirone m'è sfuggita un'esclamazione di divertito stupore (l'unica). Davvero, un accostamento arditamente inatteso.

    P.S. Chissà cosa ne penserebbe uno psicanalista... :D

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    1. Ahaha.
      La questione è che dello zampirone esistono un tot di immagini fatte molto bene e quindi ho iniziato con esso, nell'intento di trovare un'immagine di spirale.
      Colorata, su sfondo bianco (sono le mie preferite, dovrei capire come togliere la cornice), buona definizione, nitida.
      Non è stata scelta per altro (oppure, potrei o potreste dire, non me ne sono accorto).

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  7. Sì, interessante e condivisibile la teoria della spirale psicologica ... la donna fattrice e centro, anzi gorgo del mondo che cerca di recuperare nell'unità quanto ha perso = generato e lasciato a sé, sulle proprie libere gambe; essere totalitario per destino biologico, primo e secondo nutrimento ( da cui : o si ama, o si odia ).

    ===

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    1. Secondo la mia esperienza : sì;
      ma questo movimento contribuisce al fascino delle femmine, e rende più intrigante il rapporto con loro.

      :)

      ===

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  8. Finge spudoratamente. E fidati che ne ho viste fingere... :D

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    1. Madamina, il catalogo è questo...

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    2. Delle belle che amò il padron mio...

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    3. Bravino ma lo score di Rocco permane imbattuto.

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    4. Non e' che abbia proprio capito questo scambio.
      L'ermetismo di Sara richiede un po' di esegesi.

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    5. Un paio di versi dal libretto del Don Giovanni di Mozart.

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    6. Mica è un blog di sciacquette questo!

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  9. Un po' sono d'accordo U. sul pensiero spirale della donna,ma condivido anche un po' Lorenzo quando sottolinea l'irrazionalità femminile. Nel primo caso la donna tende a farsi innumerevoli pippe spesso senza senso che le attorcigliano il cervello, molto probabilmente in quelle donne vi è un alto livello di irrazionalità, anche se forse anche no.
    In merito ad essere riottose su cose che una volta convinte e magari uscite bene la spirale di pensiero possa farle pure rinnegare, dico che il cambio di pensiero non è avvenuto davvero in maniera consapevole. Faccio un es. Quando ho cambiato idee su alcune pratiche sessuali non molto consone alla normalità o moralita' della massa, io l ho fatto molto consapevolmente e non me ne sono mai pentita, anzi forse il partner, forse la piena consapevolezza che più che essere stata convinta era stata una mia scelta ha fatto si che io ne avessi un ottimo ricordo con predisposizione a ripeterlo. Io credo che non esista l'essere convinto a fare...., ma esiste la scoperta che quel pensiero lo si possieda già, ma non lo sapevi o non ti è stato mai fatto notare. Altresí credo che chi ti convince piu' che essere un convincitore sia uno che ti sta dando un'opportunita' di conoscenza e che per farlo abbia l'energia buona che si lega alla tua, cio' permette che tu possa considerare qualcosa di nuovo.
    Infine secondo me vi sono dispersi nel mondo anche tanti uomini zampironi....non potere certo essere la categoria perfetta:P

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    1. Magnolia, se ho capito bene tu hai sperimentato qualcosa che ti aveva lasciato un "ottimo ricordo".
      Quando hai cambiato idea? Prima o dopo?
      Se dopo, come?

      Io qui scrivo che esistono donne che hanno esperienze piu' che positive, anzi, fino ad entusiasmanti (alpinismo, turismo, sport, attivita' artistica, sesso, etc.) sulle quali, pero', POI, a cose fatte, si innestano tutta una serie di elucubrazioni, di post paure, di post ansie, di post... pre-occupazioni (siamo proprio alla contraddizione!) che creano stati di animo via via piu' ostili, negativi.

      Questo mi lascia perplesso. Una buona esperienza dovrebbe essere il miglior viatico a proseguire in un certo percorso. Invece nulla puo', a volte, contro la spirale.

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  10. Scatta la tua cosiddetta spirale perché secondo me quelle esperienze in oggetto non sono state fatte con consapevolezza, questo innesca le post ansie, paure ecc. A me è capitato in altre situazione nello specifico su un lavoro.

    In merito all'ottimo ricordo...
    Ho cambiato idea quando per caso mi venne raccontato un'esperienza da un lui, in quel momento mi uscì un battuta infelice, ma mi uscì soltanto per vergogna per allontanare da quel lui l 'idea che io potevo essere predisposta a quella cosa o che potessi condividerla seppur non praticarla.
    Da li, il pensare perche mi sono ha creato imbarazzo, perché ho voluto allontanare sei io lo farei?
    Quella cosa mi apparteneva già,l ho solo riscoperta, non ne ero consapevole,ma volevo nasconderla poiché temendo giudizio. Una volta consapevole che quella cosa.non mi infastidiva, l ho fatta, mi è piaciuta, la rifarei. Tutto qui punto.
    La consapevolezza è sempre la chiave.

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    1. Non ci capiamo, UCoso vuole un racconto particolareggiato, sovra-esposto, iper-realista, dei dettagli meccanici, dello scambio di fluidi, delle mucose, dei cunei, dei legacci, eccetera.

      In merito alla consapevolezza, la consapevolezza di cosa? Nel racconto soprastante io non leggo consapevolezza, leggo pensiero confuso, azione confusa. Il solito, vecchio e sempre buono "si no forse".

      Non prendertela male, Magnolia ma a me fate abbastanza ridere. Ognuno convinto di essere al centro dell'universo e di dovere o potere re-inventare i giochi che si possono fare col pisellino e la patatina. Giochi che, con tutta la buona volontà, sono un numero finito, piccolo e percorso avanti e indietro innumerevoli volte per centomila anni.

      La cosa più irrazionale in questo caso è il "giudizio". Se tu fai un certo gioco con qualcuno, questo qualcuno è l'unico che è fisicamente in posizione per giudicare. A meno, ovviamente, di giocare in pubblico. E qui torniamo alla faccenda di Diogene che cavava e, appunto, fornicava in mezzo alla strada, davanti a tutti. Sono passati 2500 anni da allora, possibile che siamo sempre al punto zero?

      Boh.

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    2. Prego notare che questo stesso blog è esibizionista.

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    3. ciao Lorenzo, non me la prendo.
      il mio racconto o meglio definita descrizione di una dinamica mentale di scelta, è stata molto lineare a mio dire non confuso:
      -mi hanno parlato di una cosa
      -all'inizio ho fatto finta di non essere interessata poichè pensavo di essere giudicata* male
      -ho riflettuto sul mio atteggiamento,
      -ho elaborato che una tal cosa poteva essere parte di me perchè non mi infastidiva e quant'altro
      - lho fatta
      - non mi sono pentita di averla fatta
      in questa spirale abbastanza chiara vi è consapevolezza di qualcosa che se non ti infastidisce vuol dire che poco poco ti appartiene come idea, come percezione, sebbene non era stata prima di allora considerata.

      *il giudizio è un fattore delle interazioni umane molto frequente nella società, e anche se non sembra lo è tutt'oggi: vedi una persona vestita senza fronzoli e vedi una persona con tatuaggi e spuntoni....la prima trova lavoro abbastanza subito, la seconda deve lottare con i leoni per dimostrare che l'apparenza non dovrebbe contare e che magari vale piu' di quella senza fronzoli.
      insomma Lorenzo ci sono molti testi di psicologia e filosofia che hanno trattato questo concetto gemellato con quello delle apparenze proprio perchè sono ben radicati nel sociale e prima o poi, nel bene o nel male ne siamo tutti coinvolti. diverso è invece l'atteggiamento ad esso, ma è tutt'altro discorso.

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    4. > UCoso vuole un racconto particolareggiato, sovra-esposto,
      > iper-realista, dei dettagli meccanici, dello scambio di fluidi, delle mucose, dei cunei, dei legacci, eccetera

      Lorenzo, certo che anche tu non manchi di proiezioni sugli altri, eh!?

      Astrazione, essere interessati agli schemi mentali, alla dinamica della mente?
      Magnolia lo ha fatto e pure bene.

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    5. Ho qualche problema a coniugare i diversi UominiCosi, considerato che io li vedo tutti e l'unico modo che ho per ipotizzare quale sia l'UomoCoso autentico è contare il numero delle istanze di ogni UomoCoso.

      Magnolia, io non condivido la tua idea di consapevolezza. Quello che tu descrivi è il contrario di quello che io intendo per consapevole, ovvero un procedimento casuale di prova, errore, correggi. Oppure, se vuoi, siamo tutti consapevoli a posteriori. Ahaha, in senso materiale e figurato....

      Riguardo il giudizio.
      Il giudizio è la conclusione a cui arriva una persona dopo avere esaminato dei fatti alla luce di un certo insieme di regole o leggi.
      Primo, se io non vedo una cosa, non la posso giudicare. Quindi se tu compi un certo gesto nel mezzo di una foresta e nessuno ti vede, l'unico che può giudicare SEI TE STESSA, ti auto-giudichi.

      Nel caso di un gioco che si fa in due, oltre il tuo auto-giudizio, ci può essere il giudizio dell'altra persona coinvolta. Esempio di pensierino donnesco "se faccio il gioco X poi lui penserà che sono una zoccola". Ovviamente errato, lui già lo pensa.

      Terzo caso, tu il gioco lo fai in piazza. Questo è l'unico caso in cui la tua azione è sottoposta ad un reale "giudizio", infatti presumibilmente ti arrestano e vai davanti ad un giudice. C'è il caso limite di quelli che si ritrovano in un "club" e giocano. E' una estensione del secondo caso.

      Apro una parentesi off-topic: mi avete fatto venire in mente che esistono i guardoni, esistono gli esibizionisti ma tra di loro non si accordano mai per soddisfare le reciproche voglie. La ragione è che entrambe le categorie hanno bisogno del "brivido" dell'illecito, della violazione delle regole, del proibito. Se tutti facessero le loro cose in pubblico, per un guardone o un esibizionista sarebbe l'apocalisse.

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