sabato 21 gennaio 2017

Non è così

  • Se non sai fare bene una cosa piccola e semplice, non potrai fare bene una cosa grande e complicata.

Nonostante l'Echinacea Angustifolia ... mi sono ammalato. Bisogna dire che ero già passato indenne attraverso un paio di ondate di "epidemie"  e anche l'anno scorso non stetti a casa un solo giormo.
Ora però sono molto raffreddato e ho qualche linea di febbre: saltata ciaspolata odierna, tango, pure la frequentazione con UnBipede che teme di pigliarsi qualcosa, visto che a metà settimana vuole partire con mio fratello (quei i due hanno una splendida intesa) per farsi qualche giorno sulla neve (raggiungendo UnaBipede e compagnia bella).
Per la prima volta, quest'anno, ho acceso un po' di riscaldamento per me, sento che il freddo mi dà fastidio.
Ieri ho finito quello che avrei dovuto fare al lavoro e, quasi certamente, lunedì sarò in ufficio.

Noto una certa schizofrenia sopra di me in azienda. Il prodotto consegnato al cliente è, per ampi aspetti, poco più che prototipale . Ho passato due ore al telefono "sul fronte" giovedì e insieme col cliente ci siamo imbattuti in una serie di problemi. Il cliente si è quasi adirato, a momenti. La cosa buffa è che io sono la persona più inadatta del mondo a raccontare fregnacce. Per me, fare alcune parti in quel modo non avrebbe acconsentito ad un esaminando di una scuola professionale triennale di superare l'esame.
Il brillante collega che aveva ideato il sistema aveva realizzato "per ieri" un prototipo che è stato "esteso"/"aumentato" verso un prodotto "industriale". Solo che siamo ai fondamenti dell'economia e dell'ingegneria aziendale: un prototipo NON è un prodotto.
Non puoi fare un bambino in quattro mesi anche se
  • te lo chiede il mercato
  • non ci son risorse
  • l'ha detto il grande capo
  • cosa vuoi che sia
Io per formazione nordica (ritorno sempre a dichiarami idealmente asburgico-tirolese) non concepisco questa incultura che non saprei neppure come definire. Io speriamo che ce la cavo?! Vendi e fotti?! Lasciali sbraitare?!

Stavo osservando i problemi delle forti nevicate in centro Italia. :- Oh, ma non riesco più a uscire di casa.
O cazzo di un coglione, ma non è che in dieci secondi ti sei trovato un muro bianco, non cadono in pochi secondi 215 centimetri di neve!
Dove è la pala? Perché non ce l'hai!? Perché non hai spalato con regolarità col procedere della nevicata?
Perché ...

Dove vivo qui in collina esistono persone che NON hanno un paio di scarpe robuste, di scarponi o scarponcini. Ma non siamo mica a Taormina, eh!? Sono quelli che si lamentano che poi il comune non pulisce, scendendo a piedi in stazione con le scarpine da città. Siamo alla follia. Io ho notato questo orrible pattern non so se di inedia, fancazzismo, cialtroneria, fatalismo, cretinismo qui dove abito, dove la maggioranza dei vicini non muove letteralmente un dito in occasioni simili, ne scrissi qui. Insomma, la_gggente o la dirigenza di un'azienda non cambia granché. Poi succedono brutte cose. Ah ma non non lo sapevamo!
No, non è così.

Penso alla gioia dei soccorritori quando riescono, dopo aver lavorato duramente e in condizioni difficili, a soccorrere, a salvare una persona. Deve essere una cosa bellissima!!
Sregolatezza e genio, infamia e grandezza.

45 commenti:

  1. A Milano è un po' che non nevica seriamente ma quando fui ragazzo nevicava abbastanza. Il primo giorno era un casino ma poi più o meno tutto tornava a funzionare. Per dire quanto sia cambiato l'atteggiamento della gente, ricordo nel lontano '85 venne quasi un metro di neve e io andavo lo stesso a Milano con il bus. L'autista ad un certo punto sul viale si ferma e fa, "scendere a spingere" e tutti giù come Fantozzi con la neve alle ginocchia a spingere il bus. Adesso sarebbe fantascienza.

    Per il lavoro, UCoso, tu non ti sei ancora rassegnato al fatto che quella è la modalità con cui funzionano le aziende. Non solo la tua, anche la Microsoft o la Samsung. Tempo fa ti dissi che la ragione è banale: il management della azienda non ha nessuna competenza e nessun interesse in ambito tecnico, non gli importa niente se il prodotto è tondo o quadrato, se funziona o non funziona, il prodotto è solo un pretesto.
    Per inciso, nota che anche la Scuola italiana è un pretesto, tante cose sono solo un pretesto, per esattamente la stessa ragione.
    Se la gente fosse misurata su quello che sa fare, moltissimi morirebbero di fame.


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    1. > e tutti giù come Fantozzi con la neve alle ginocchia a spingere il bus.

      La sclerosi di questi sistemi elefantiaci è anche la loro complessita'. Ho gia' affrontato q dentro il tema della legge di Tainter, i rendimenti decrescenti della complessita'.
      Ora come si svolge: l'autista utiliza il cellulare di servizio e chiama il numero dedicato. Questo inoltra la chiamata al responsabile per quella zona della citta' che non e' presente. Dopo venti minuti si riesce a trovare il responsabile territoriale che verifca l'ultima circolare scritta alla culo. Parte subito un "Non mi assumo la responsabilita'". Viene interpellato il dirigente capo che da via libera all'invio di un camion soccorso. Il camion soccorso pero' non e' provvisto di catene e quindi riparte un altro ambaradan.
      Insomma, dopo quattro ore l'autobus e' ancora li.
      Quattro ore e problema non risolto rispetto a venti minuti e qualche persona con i piedi bagnati. Considera che ora c'e' anche l'imbarbarimento (anche questo merdame a stelle e strisce) delle cause spillasoldi: mi hai fatto scendere, mi sono bagnato i piedi a spingere il bus, cito l'ATM e le chiedo un risarcimento di 6000€.
      Ancora una mancanza di misura, di respons-abilita' che diventa complesista' e conflittualita' giuridica extra. Ecco quindi i vari "Non mi assumo la responsabilita'" che hanno pure un qualche fondamento.

      Le strutture in grande (come la Protezione Civile) potrebbero avere dei lati positivi, economie di scala, specializzazioni e mezzi, strumenti reperibili anche da altre zone, ma, se esiste solamente qualche parte che non e' funzionale diventano degli incubi, diventano campioni di inefficienza, corruzione, dissipazione di risorse pubbliche.

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    2. Guarda, tempo fa parlavo con un amico con figli in età scolare e mi diceva che doveva andare a dipingere le aule della scuola.
      Io gli dico "ma te ti ricordi che al liceo le abbiamo dipinte noi, le aule".
      E lui "altri tempi, adesso lo fanno i genitori e poi ai ragazzi mandalo lo psicologo perché non sanno socializzare".
      Ma lo stesso amico poi corre se il figlio lo chiama che ha dimenticato le chiavi di casa o gli si è bucata la bicicletta. I nostri rispettivi babbi ci avrebbero preso a calci in culo.

      Non è questione di strutture, è questione di individui, lo dico e lo ripeto. Oggi gli adulti sono bambini e i bambini sono larve.

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    3. Ed è tutto studiato a tavolino.

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    4. In questo c'e' anche la sinistra femminilizzazione della societa'. Sotto ho citato i grandi uteri che ti impediscono di diventare adulto.
      Cio' che e' maschile e' bandito dai cretini lobotomizzati, diventa subito nazifascioleghista xenogobo sessista e altri patetici appellativi per idioti.

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  2. C'è anche una ridottissima attitudine mentale a concepire, e ancor più a sopportare, il disagio. Il disagio è semplicemente inconcepibile. Attenzione, non sto parlando di chissà quale sciagura, sto parlando di disagio. Essere mentalmente ed emotivamente attrezzati per tollerare il disagio è il primo passo per saper concretizzare qualche comportamento anche solo minimamente reattivo.

    Aggiungo che alla base di questa attitudine c'è anche la poca disponibilità a percorrere una catena coerente di rapporti causa/effetto. Non mancanza di intelligenza, mancanza di disponibilità ad usarla. Ricorrere all'intelligenza è uno sforzo, ovvero a sua volta una forma di disagio.

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    1. Eppure, MrCoso, se fosse vero quello che scrivi, le stesse persone non riuscirebbero a sopportare tutti i disagi che conseguono il malfunzionamento della Cosa Pubblica e i comportamenti maleducati del prossimo. Per non parlare delle questioni epocali e dell'impatto di queste questioni sul quotidiano.

      Invece, a me sembra che si tratti di tre cause concomitanti:
      1. gli adulti sono bambini mai cresciuti.
      2. le persone non hanno più una griglia di riferimento riguardo "giusto" e "sbagliato".
      3. le persone non hanno uno scopo, un fine, un passato e un futuro, esistono solo nell'istante presente.

      Non penso sia questione di non concepire il disagio quanto di avere una percezione completamente sbagliata della realtà, in ogni momento. Faccio un esempio: ormai la gente applaude ai funerali, se capita davanti ad un incidente con morti e feriti si mette a fare fotografie col cellulare e poi le distribuisce, inveisce contro i soccorritori che intralciano il traffico, eccetera. Fanno queste cose senza nemmeno il dubbio che non sia "normale"; cioè la cosa giusta da fare.

      Percezione sbagliata, malata, della realtà corrisponde ad azioni e reazioni altrettanto sbagliate, malate. La gente sta nello zig quando dovrebbe stare nello zag.

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    2. Quando fai esempi osservi fenomeni concreti. Innegabile. Eppure, mi sento di notare che non mi pare poi così vero che il disagio venga sopportato -- piuttosto, non esiste alternativa, non esiste possibilità di sottrarsi. Quello che a te sembra "sopportazione" io la interpreto come il vecchio far buon viso a cattivo gioco.

      Il disagio al quale facevo cenno è d'altro tipo, molto meno "esistenziale", molto meno pervasivo, molto più occasionale e semplice da tollerare. Ad esempio? Che so, il ghiaccio su un marciapiede.

      P.S. Il livello di intolleranza nei confronti dell'altro disagio, quello che deriva da situazioni sulle quali non abbiamo possibilità di intervento, lo cogli anche solo prestando attenzione al nervosismo nel quale viviamo immersi. E' poi così normale che noi si sia tanto nervosi o il nervosismo è la conseguenza di quei malesseri ai quali non possiamo sottrarci?

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    3. Non so, bisogna che chiariamo il significato delle parole.

      Io non sopporto nessun disagio SE NON HO MOTIVO. Il motivo può dipendere o da uno scopo centripeto, per esempio sopporto una dieta per stare meglio, oppure centrifugo, per esempio sopporto la privazione del sonno perché sono di guardia.

      Sopportare il disagio non può essere un atto istintivo ma la conseguenza di una decisione e la decisione è conseguenza di un atto più generale di volontà dare ordine al mondo.

      Un disegno di ordinamento del mondo presuppone l'esistenza di postulati, regole e della percezione della realtà. Se tu non hai una o più di una di queste cose non puoi avere una volontà, non puoi decidere e quindi non puoi sopportare il disagio.

      A meno ovviamente di essere immobilizzato contro la tua volontà e essere costretto a subire ma è un caso limite che non vale la pena di considerare.

      Secondo me le persone sopportano o non sopportano non tanto perché sono costrette o non sono costrette, quanto perché non percepiscono la realtà e non sono capaci di decidere le proprie azioni. Come dicevo, sono come bambini.

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    4. Facciamo un altro esempio: io voglio andare a trovare Mario, ci posso andare a piedi, in bicicletta, in autobus o in automobile. Come scelgo la modalità?

      Apparentemente la persona che non sopporta il minimo disagio prende l'auto perché è più comoda. E' un modo di vedere la cosa.

      Però secondo me dietro la scelta automatica, inconsapevole, di prendere l'auto c'è appunto la mancanza di un sistema di riferimento e la errata percezione della realtà, a cui consegue la incapacità meccanica di prendere decisioni.

      Non so come spiegarmi meglio. Diciamo che la faccenda del disagio per me è il sintomo della malattia e la malattia è l'incapacità di esercitare un atto di volontà, un atto di ordinamento del mondo.

      Infatti una espressione tipica dei nostri tempi è quella per cui le cose "capitano", tutto è "dato di fatto", fenomeno naturale inaccessibile, inevitabile. Quando, eventi atmosferici e geologici a parte, per tutto il resto è esattamente il contrario, niente capita, viene fatto capitare.

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    5. Allarghi il campo di osservazione oltre le mie intenzioni, parlando di situazioni complesse. Starei più sul banale, con un esempio di questo tipo (estensione della stupidaggine del ghiaccio sul marciapiede già citata)...

      Devo andare da A a B per acquisti, fa un freddo cane, so che il gelo genera ghiaccio. Soluzioni? 1. Sto a casa, potendo rimando gli acquisti. 2. Se devo uscire "cammino sulle uova", adeguando il mio passo e la mia attenzione alla situazione contingente.

      Ora, impiegare il quadruplo del tempo per andare da A a B e dover tenere le "antenne dritte" è senza dubbio un disagio, ma è cosa ben da poco rispetto allo spaccarsi le ossa. Eppure... quanti ne vedi procedere con sfacciata sicurezza per poi spaccarsi gomiti, polsi e coccige per essere scivolati sul ghiaccio e poi lamentarsi perché "il Comune non ha buttato il sale"? (le persone un minimo elastiche sanno benissimo che sale o non sale, se c'è gelo il rischio di qualche lastra si riduce ma non scompare, che c'è comunque da affrontare un disagio)

      Ovvio che se parliamo di una valanga che travolge, abbatte e sommerge un albergo a seguito di un terremoto la cosa cambia leggermente e il ragionamento non si applica con tanta facilità.

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    6. Si ma il tuo esempio è illogico perché la persona che pretende il sale ovunque dovrebbe allo stesso modo pretendere di andare all'ospedale, entrare e vedere il medico, invece di fare file di giorni e attese di mesi, oppure pretendere che il modulo della tassa sui rifiuti non gli arrivi il 15 agosto scadenza il 17. Pretendere che ogni estate sia fatta la campagna di prevenzione per le zanzare o la derattizzazione. Pretendere che lo stato non nazionalizzi la banca dei compagni a botte di 20 miliardi. Perché mai deve avere l'insofferenza selettiva solo per il ghiaccio e non per tutto il resto?

      Poi, chiaro che una persona anziana ha difficoltà a muoversi e deve uscire per comprare il necessario ovviamente ha delle criticità diverse da un ragazzo di vent'anni che deve andare dalla morosa.

      Torno a dire che secondo me nel discorso si sopra di UomoCoso il cardine di tutto è la incapacità delle persone di decidere perché gli mancano le basi e la percezione è alterata.

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    7. Tra "lamentarsi" e "pretendere" c'è una qualche sfumatura. Lamentarsi è alla portata di tutti noi, pretendere no, comporta qualche passo in più, magari più energico di quello consentito dall'esigenza di mantenersi entro i limiti della legalità. Oggi ci lamentiamo molto, ma abbiamo ben chiaro quanto sarebbe frustrante (pericoloso?) pretendere. E la nevrosi cresce, come accade a tutti gli animali in gabbia.

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    8. Toh va, ecco la La squadra del soccorso alpino inviata da Torino. Ah no, è la nazionale jamaicana di bob. Ah no, sono i migranti-richiedenti asilo-profughi che ottengono la cittadinanza essendo socialmente utili.

      Poteva mica mancare anche nell'occasione di una valanga che spazza via un albergo, lo squillo di tromba della propaganda. Si deve combattere il populismo razzista sempre e ovunque, no?

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    9. Senza tirare in ballo lo stoicismo, direi che Messer PigiaTasti ha colto un aspetto importante. L'artificializzazione dell'urbanismo ha prodotto masse di "fighette" sempre piu' esigenti, sradicate dal mondo, dalla realta' dei cicli naturali. Infatti ho citato (qui) quanto i raccontava l'altrio ieri, sul treno del ritorno il mio amico scienziato foggiano.
      Il disagio e'... mancanza di flessibilita', di saper adottare comportamenti corretti nelle varie situazioni.

      Su queste incapacita' e de-responsabilizzazioni delle persone si potrebbe aprire un'intera enciclopedia.
      Una volta si citava, con una certa ammirazione, il sistema sociale scandinavo, che ti accompagnava dalla culla alla bara.
      Una sorta di regressione infantile, nella quale il grande utero statale prende il posto di quello materno.

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    10. > La squadra del soccorso alpino inviata da Torino

      La propaganda e' talmente grottesca, palese, grossolana che mi fa quasi ridere. E non c'e' proprio un cazzo da ridere.

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    11. Io insisto, non è il contesto urbano/artificiale che condiziona le persone ad essere "fighetta". Invece è un condizionamento studiato a tavolino e che viene messo in opera fino dalla prima infanzia, mirato a deformare la percezione del mondo e a togliere i riferimenti che consentono di definire lo scopo delle nostre azioni.

      Il sapersi comportare richiede prima di capire dove ci si trova e come, poi di progettare, cioè di proiettarsi in avanti tramite una sequenza di gesti per andare da A a B.

      E' qualcosa di molto più in basso della semplice abitudine alle comodità o all'essere confinati in ambienti protetti. E' un handicap, una menomazione molto più grave e radicale.

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    12. Una volta se eri cazzone semplicemente schiattavi o avevi danni e conseguenze che mettevano in pericolo il livello di vita gia' precario.
      Certamente anche la solidarieta', come tutto, ha i suoi contro. Essa diventa assistenzailismo e deresponsabilizzazione, impedisce, fisicamente, il soccombere di stupidi nella selezione naturale che c'era fino ai primi decenni del secolo scorso.

      Io non nego che il rincoglionimento e le regressioni di massa non siano studiati e/o sfruttati alla bisogna da gruppi ristretti di persone. E' suffciente osservare cosa sta succedendo con le migrazioni di massa e i piani sostituzionisti ammsssi esplicitamente da Soros (amico intimo dei Clinton) e da documenti ufficiali delle NU (ad esempio Replacement migration: is it a solution to declining and ageing population?).
      Solo che i pessimi comportamenti nel micro (ho citato il comportamento fancazzista, cialtrone dei miei vicini) indicano che il problema riguarda anche semplici pratiche quotidiane o quasi, nelle quali non e' la mancanza di cultura libresca la causa ma proprio la mancanza di nozioni base del vivere.
      Si', una menomazione piu' grave e radicale.

      Il parallelo che posso osservare e usare come esempio: l'introduzione di mappe elettroniche su dispositivi mobili e dei navigatori ha portato ad una grave regressione, nelle masse, delal capacita' cognitiva di rappresentazione mentale delle informazioni spaziali e dell'elaborazione dell'informazione relativa.
      La tecnologia che estrae competenze, le atrofizza annullandole e che peggiora le persone.
      Una delle varie concause.

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    13. UCoso, io parlo di cose evidenti, come Sara che rilancia la petizione in favore degli orsi in Indonesia o come la litania del barcone ripescato da piazzare davanti al Duomo. Sono pensieri e azioni che possono esistere solo in un contesto di assoluta decadenza morale e materiale.

      Una volta il "cazzone" era un sottoprodotto statistico del normale andamento demografico, alti, bassi e "cazzoni".

      Oggi il "cazzone" viene FABBRICATO, è un prodotto industriale seriale, c'è dietro tutta una filiera, infinite macchine e processi intermedi.

      E' importante capire che le cose non "capitano". Come ho detto e ripetuto, una volta per spostare migliaia di persone da una parte all'altra dovevi predisporre strade, ponti, pozzi, carovane di salmerie, attendamenti, latrine, infermerie, flotte e porti.

      Adesso la gente invece pensa che il "migrante" esca dalla capanna e puff, venga de-materializzato e puff, rimaterializzato sul "barcone" o peggio, puff, rimaterializzato sotto casa, ignudo e affamato.

      Avviene la famosa "sospensione del giudizio", un po' come quando guardi il film "Terminator" e non ti domandi come funzionino i paradossi temporali o anche solo come funzioni la macchina che "sposta" uomini e robot indietro nel tempo. Lo prendi cosi come viene.

      Attenzione ad un altro corollario. Se tu non hai ne i concetti di "giusto" e "sbagliato" e non hai la percezione delle cose, se vedi un ponte che sta per crollare, ti sposti più in la e fai le spallucce. Ti cambia qualcosa? E' esattamente quello che succede attorno a noi ogni giorno e lo vedi nel tuo piccolo quando raccatti l'immondizia degli altri o ti lamenti dei treni.

      Oggi alla radio ne ho sentita un'altra: a Roma da qualche parte si tiene il convegno sui finanziamenti alla agricoltura inclusiva a cui partecipano non so quali capoccioni governativi.

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  3. Io non so cosa vuol dure difendersi dalla neve, ma da un'esondazione media si. E mi do da fare fin quando posso, ma ci sono eventi naturali catastrofici cui è difficile senza opportuno aiuto e assistenza affrontarli. Io non so se molta di quella gente abbia fatto qualcusa e poi si sia arresa. Posso dire che è estremamente vergognoso la mancanza totale di aiuto di enti e stato di molte altre cose che vanno al di là di spalare neve dal portone e da un metro di strada.parlo di energia elettrica, di acqua e di cibo e di medicine.

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    1. Non ci si "difende" dai fenomeni naturali, ci si convive, ci si adatta.

      Ci sono due opzioni. Se tu parti dal presupposto di dovertela cavare da te in qualsiasi condizione, sarà necessario munirsi di tutti gli accorgimenti che adottavano gli avi. Per esempio, scegliere con cura i luoghi dove costruire edifici, ponti, strade. Per esempio avere le scorte per sopportare periodi di isolamento forzato.

      Se invece parti dal presupposto di delegare buona parte del tuo benessere e/o sicurezza al persone incaricate di un servizio pubblico, dovrai pretendere che queste persone siano organizzate, preparate ed equipaggiate per fare fronte alle necessità che si presentano, con un margine ragionevole.

      Senza andare ai cataclismi, se devi smaltire l'immondizia in proprio è un conto, se te la vengono a ritirare per smaltirla in uno stabilimento adatto, un altro conto. Idem se devi procurarti l'acqua da bere in maniera autonoma o se te la porta un servizio di terzi, eccetera.

      UCoso fa un discorso un po' confuso, come ogni tanto gli capita, che sovrappone le due questioni. Secondo me il problema che abbiamo in Italia è che consideriamo perfettamente normale che tutto quello che è "pubblico" non funzioni, che sia una cialtronata, un baraccone che serve a sistemare parenti e amici. Nello stesso tempo, per vari motivi siamo impediti ad essere completamente autonomi. Quindi rimaniamo nel mezzo, un po' di questo e un po' di quello, per fortuna non viviamo condizioni estreme e quindi in qualche modo ce la caviamo.

      Il fatto è che non ti puoi aspettare che gli altri facciano quello che tu non vuoi fare. Se una percentuale altissima di infermieri, vigili, insegnanti, poliziotti, eccetera, si fanno esentare, presentano certificati, adottano ogni espediente per ritagliarsi una nicchia di fancazzismo senza responsabilità, poi a salire lo stesso vale per i dirigenti piccoli, medi e grandi, alla fine quello che abbiamo è il "migliore dei mondi possibili", cioè quello che come Popolo ci meritiamo.

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    2. Quello che ho scritto sopra vale per tutti ovunque nel mondo. Per esempio uno stereotipo risibile ma interessante dei film americani che in occasione di qualsiasi evento, dal black out alla invasione aliena, la folla si da al saccheggio e alla devastazione.

      Ovvero, sembra che gli Americani non temano tanto il cataclisma quanto di essere ammazzati e derubati dal vicino di casa appena va via la luce.

      Da noi invece abbiamo questa idea che lo Stato debba "aiutare". Un po' come lo "aiutino" che tutti i concorrenti dei concorsi radio-TV invocano dal conduttore. Non so perché a nessuno viene in mente che 1. lo Stato siamo noi e 2. ognuno ha diritti e doveri.

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    3. > ma da un'esondazione media si

      Allora, se uno abita in una zona golenale o depressa, e non e' cretino quando e' in situazione critica inizia PRIMA a prendere delle contromisure. POrta al primo piano o in soffitta tutti gli oggetti di valore che non possono entrare in contatto con l'acqua.
      Si organizza con sacchi di sabbia, una piccola pompa a motore, si prepara (se arrivano 50cm di acqua riesce a resistere).
      Insomma, si possono fare molte cose intelligenti per tamponare e mitigare situazioni rare.

      > di acqua e di cibo e di medicine.

      Questo vale anche per acqua, vettovaglie, e medicine.
      Si chiama PRE-VIDENZA.

      Il cattocontadino cocomero del GAS, nell'occasione dell'ultima nevicata e' stato "isolato" oltre tre giorni. Se gli chiedessi se fosse stato "drammatico" ti risponderebbe con uno sbadiglio. Aveva tutto lassu', cibo, atrezzi, pale, legna, acqua...
      Allora, se la maggioranza delle persone che vivono in zone piu' o meno isolate fosse cosi', potresti veramente concentrare gli aiuti su situazioni realmente critiche.
      Le buone pratiche individuali diventano partecipano efficacemente alla soluzione del problema generale.

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    4. @ LORENZO

      >Non ci si "difende" dai fenomeni naturali, ci si convive, ci si adatta.

      hai ragione termine errato per cio' che volevo esprimere.

      Poi Lorenzo io di base sono dell'opinione che se posso fare io faccio,senza aspettare, il problema è quando le cose si complicano nonostante quello che faccio e ci vogliono attrezzature che io non posso permettermi. Quindi datosi che paghiamo fior di tasse e il minimo pretendere l'aiuto dello stato, certo se non mi chiedessero nulla ok la zattera me la preparo e me la metto in garage caso mai mi allago.

      >Il fatto è che non ti puoi aspettare che gli altri facciano quello che tu non vuoi fare. Se una percentuale altissima di infermieri, vigili, insegnanti, poliziotti, eccetera, si fanno esentare, presentano certificati, adottano ogni espediente per ritagliarsi una nicchia di fancazzismo senza responsabilità, poi a salire lo stesso vale per i dirigenti piccoli, medi e grandi, alla fine quello che abbiamo è il "migliore dei mondi possibili", cioè quello che come Popolo ci meritiamo.

      io credo che se il popolo italiano si è ridotto a come te descrivi è perchè i piccoli stanco ha preso es. dai grandi. con una sola differenza che il piccolo soccombera' sempre seppur riuscisse a rubare, frodare e quant'altro. Infine ci sono persone che il loro dovere lo fanno cmq anche se non vogliono farlo e per di piu' pagati pure un niente.

      @ UOMO

      e chi ci dice a noi che loro non abbiano fatto cio' che potevano? io non credo siano rimasti a guardarsi mentre si isolavano. tu puoi fare poco ... in condizioni climatiche rigide, e solo con le mani, pale o qualche trattorino. nessuno immaginava forse che avvenisse quello che è accaduto. ti faccio un es. da me abbiamo avuto 4 giorni di gelo che in molte case le tubature si sono congelate, nessuno immaginava che accadesse una cosa simile da noi che l'inverno è mite e non rigido come in Friuli. chi sapeva come cavarsela lo ha fatto, ma tanti non avevano idea e sono stai regolarmente senz'acqua per mezza giornata.
      Io dico solo che in quelle zone devono essere muniti per emergenze tutti i comuni , gli enti ecc. ecc. non è accettabile che non si è potuti arrivare a quel hotel prima del giorno dopo è gravissimo, oppure intere frazioni isolate per 4-5 giorni almeno senza corrente, cazzo ti cucini o ti riscaldi seppure avessi tutto il negozio che la settimana prima hai svaligiato. tu comune e voi enti dovete tutelare, obbligarmi anche ad evacuare zone a rischi sotto le montagne ma non per una slavina, che è stata tale solo per il terremoto forse, ma per qualunque urgenza sanitaria se accadesse poichè è diffcile arrivare in soccorso in quelle zone. uomo e qui sono incazzata nel mio paesello di 4 gatti mi obbligano a portare catene a bordo caso mai ci fosse ghiaccio su strada tra l'altro molto raro, se mi trovano senza mi multano cazzo. quindi come si impone qui in un paese di 4 mici un obbligo tale, si posso obbligare i comuni e gli enti in zone a rischi di munirsi di veicoli regolari e funzionanti atti a muoversi con quelle condizioni. paghiamo le tasse ci spolpano e tu lo sai. se non ci chiedessero un cazzo allora ok.

      e le medicine le puoi anche avere ma se non sai inniettartele muoriiiii come quella vecchietta.

      scusami Uomo i cazzi che son volati, ma mi riservo di credere che le persone che vivono una certa realtà forse abbain fatto un qualcosa datosi che lo stato non serve a nulla.

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    5. Ieri ho letto il testo della mail di richiesta di aiuto inviata dall'albergo Rigopiano.
      Essi si erano dati da fare e avevano tenuto sgombro piazzale e tutto lo stradello che conduceva fino alla strada pubblica.
      Questa fu gia' un azione previdente.
      Ora, ci sono voci dicono che ci fosse una turbina guasta e che cio' abbia impedito di liberare la strada.
      Qui bisogan vedere cosa e' successo: mancanza di fondi? qualche cialtrone fancazzista che se ne e' fregato? non sono arrivati i pezzi?
      Come vedi, Magnolia, non e'solo questione di avere mezzi ma anche di manutenerli e di tenerli funzionanti.

      tutto questo richiede risorse, stime (si', non puoi dotarti di mezzi per eventi che non sono ordinari, da questo punto di vista l'idea di una Protezione Civile nazionale avrebbe anche un senso, non possiamo avere 20x turbine in Abbruzzo, se serve 19x le facciamo affluire, in emergenza, dalle altre 19 regioni, in ingegneria e in economia devi dimensionare i sistemi con criteri "a regime" non sui picchi eccezzionali).

      Infine, non posso non notare che questi eventi sono dovuti a molte concause, tra i quali la complessita' dei sistemi, la mancanza di resilienza, la loro dipendenza dall'esterno o da sistemi tecnologici che hanno anch'essi dei domini di funzionamento al di fuori dei quali si bloccano, dall'antipolitica di gestione demografica dei territori (urbanismo da una parte e spopolamento dei territori rurali, distruzione sistematica, anche per eccessi normativi, del settore agricolo, i contadini sono le PRIME risorse che presidiano e manutengono un territorio).

      Siamo in una situazione in cui si parla di sperperare 24G euro per il TAx in Val di Susa, non so quanti miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto e altre migliaia di opere enormi, grandi, medie che non servono a un cazzo se non a peggiorare il sistema e agli amici degli amici e poi, appunto, non si riescono a fornire dei ripari provvisori per il bestiame agli allevatori e, S CA N D A L O S O, si impedisce per violazione di piani urbanistici, che essi se li costruiscano (le deroghe servono solo per la costruzione di grandi opere nefaste).

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    6. UCoso, non c'è legame tra sgomberare la strada dalla neve e il fatto che dalle montagne retrostanti sia precipitata la valanga sull'albergo. In condizioni "normali" avrebbero patito il disagio di rimanere isolati qualche giorno.

      Tempo fa sono andato su in mezza montagna in Valsassina e c'era un rifugio ricostruito perché quello precedente era stato spazzato via nello stesso modo. In un altro luogo ho trovato un cippo in memoria del conduttore di un rifugio che, recatosi a verificare lo stato dell'edificio, fu travolto dalla neve. Diciamo che andare in montagna è come andare per mare, ci sono sempre dei rischi e, oltre a prepararsi per quanto possibile, bisogna fare i conti con eventi catastrofici, perché si verificano in ogni caso.

      Piuttosto, è abbastanza strano che nel 2017 una nevicata isoli delle intere vallate e interrompa i servizi fondamentali. Sono passati ormai 40 anni da quando l'Umanità ha messo piede sulla Luna e siamo ancora messi cosi? Direi di no, a me sembra che il problema sia che le risorse non sono distribuite con criterio e non sono gestite in maniera efficace. Mentre posso capire che i sindaci siano commisurati al luogo che amministrano, non mi capacito delle strutture pubbliche che dovrebbero essere preposte sia alla gestione del quotidiano (vedi alla voce "emergenza continua") sia alla gestione delle emergenze (vedi "poteri speciali").

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    7. Voglio dire, quando senti un Presidente del Consiglio dire che per migliorare la "efficienza" delega "poteri speciali" ad un certo "governatore", mi vengono in mente le Indie e i pirati di Maracaibo.

      Ovvero, si sta dicendo che le distanze tra Roma e l'Abruzzo sono siderali, incolmabili e che le procedure, le normative, il personale, che sono predisposti alla "gestione" del territorio devono essere accantonati per fare ricorso alla "eccezionalità", procedure eccezionali, decisioni eccezionali, poteri eccezionali, cose e persone eccezionali.

      Da cui, 1. ammettiamo che la macchina "standard" non funziona ed è sostanzialmente inutile, 2. diciamo che siamo disposti a tutto, nel bene e nel male, tra cui il non potere sollevare obiezioni se poi le cose vanno cosi o cosà, in particolare riferimento ad abusi o spese eccessive.

      Il fatto che la gente non sobbalzi all'idea che "neve - legge marziale" non dipende dal fatto che siamo "fighetta" ma che non abbiamo più alcun senno.

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  4. Ohi, ma sapete che sono d'accordo con Lorenzo al 100%.

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  5. Non si può fare "un bambino" in quattro mesi neppure se lo dice il grande capo.. A noi ci direbbero anche di farne in tre ;)

    Quanto a quello che succede nella mia terra... Fa male, malissimo.

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    1. I montanari abbruzzesi e' gente in gamba con le contropalle. Si riprenderanno anche questa volta, Pippa.

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    2. Pippa, tu sai meglio di me che quando il capo ti dice di fare il "bambino" in tre mesi non intende che tu faccia un vero bambino, con tutti i pezzi, che piange, mangia e caca. No no, il "bambino" è un qualsiasi ente che assomigli vagamente ad un bambino, quello che basta per avere il pretesto per centomila meeting, slides coi grafici, scambi di cartaccia, eccetera. Quando si porrà il problema che al "bambino" manca una gamba e mangia solo limatura di ferro, tu avrai già "partorito" altri tre "bambini", tutti ugualmente solo vagamente somiglianti ad un bambino. Perché alla fine le aziende possono fallire e di solito non falliscono per via del prodotto o del servizio, ma il capo prende comunque i bonus e alla peggio salta su un'altra diligenza e hop, continua come prima anzi meglio.

      UCoso, il problema non sono i montanari abruzzesi ma il fatto che in teoria devi portare strade, acqua, luce, ospedali, eccetera, ovunque in Italia. Ma mentre ci sono posti senza acqua, ci raccontano dei fantastici piani per la "banda ultralarga".
      Non so se è chiaro.

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    3. @ Lorenzo

      >UCoso, il problema non sono i montanari abruzzesi ma il fatto che in teoria devi portare strade, acqua, luce, ospedali, eccetera, ovunque in Italia. Ma mentre ci sono posti senza acqua, ci raccontano dei fantastici piani per la "banda ultralarga".
      Non so se è chiaro.

      ecco mi inchino hai detto tutto e di piu'.

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    4. @Lorenzo

      Allo stato attuale se tu per esempio sei un IT, dovrai fare lo stesso lavoro di 3 IT cinesi per convincere il "management" a non affidare ad un'azienda asiatica i servizi che tu eroghi.
      Quindi i tuoi 3 figli devono anche essere geni e parlare 4 lingue dalla nascita, perchè nel frattempo i cinesi non sono più contadini trasferiti in città ma tecnici con esperienza pluriennale.

      Oh, poi io la globbalizzazzione non la volevo mica. Abbattiamo lo statobbrutto, lo statoladro, la concorrenza èbbella, il mercato premia i migliori, e via così (che poi erano sempre discorsi da manager furbacchione, però picevano tanto).

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    5. NotteCoso, ne io ne te ne nessun altro può "convincere il management". Primo, i fenomeni sono puramente meccanici e non c'è modo che un ingegnere o un netturbino cinesi costino come gli omologhi italiani. Bastano solo le imposte direte e indirette a tagliare la testa al toro. Secondo, il "mangement" pensa solo alla poltrona in pelle, all'ufficio con la finestra grande, alla scrivania e al ficus, ai bonus e all'auto aziendale. Tutto il resto è solo un pretesto, completamente secondario. Può fallire l'azienda, può fallire la Nazione, può venire il Diluvio, gli importa sega.

      Lo Stato siamo noi. La Costituzione americana comincia con "We The People" e anche nella nostra c'è scritto che la sovranità spetta al Popolo, seppure con la mordacchia del "che la esercita nelle forme" tipica di certi manierismi sovietici. Non esiste Stato come concetto astratto e bisogna essere pazzi per solo concepire il termine "sovranismo". Questo concetto non riesce a penetrare nelle teste dei malati di mente di "sinistra" per i quali esistono le "classi" ed esiste il Partito, da cui tutto emana, dal culla alla tomba, per citare UCoso.

      Nello specifico dell'Italia il problema della Pubblica Amministrazione è che da sempre ha due scopi, facilitare il malaffare degli pseudo-imprenditori alla DeBenedetti, vedi il caso MPS e distribuire regalie ai Meridionali. E tanto più l'Italia viene meridionalizzata, tanto peggio funziona, sia perché aumenta il tasso di analfabetismo, sia perché è sempre più egemone la mentalità del "familismo amorale". Il problema quindi non è cosa fa il montanaro nelle sue pertinenze, il problema è cosa fa la Pubblica Amministrazione, dal Comune su su fino allo Stato del Caro Leader.

      TI invito a tacere.

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    6. Il kompagno noglobal Casarin, sara' diventato anch'egi un furioso sìglobal NoBorders / melting poto o altra merda del genere?

      Quando Trump inverte questo incensare fanatico delle meraviglia del globale e ulra "Comprate americano, assumete Americani" e' diventato, di colpo, un gasista in grande, una persona che ribadisce l'importanza dell'economia locale.

      Ora, se 'ste affermazioni le avessero fatte il seminatore di guerre Obama o Killary Clinton (il che e' impossibile visto che hanno il problema progressista / ugualista / sìglobal nel loro DNA ideologico) avrebbero tutti osanato (per poi, ipocritamente, come ho osservato in tanti, troppi kompagni comunistoni rivoluzionari che sono evaporati al primo impegno anche minimo col GAS,continuare a comprare merdame cinese che costa meno, per poi sfondarsi i conti con l'aifon o il viaggio in Madagascar o alle Maldive).

      Il problema dello stato, nottebuia, dello stao centralista, e' che non funziona, in quanto deresponsablizza i territori. Neppure le regioni vanno bene, la scala regionale e' gia' troppo grande e, come abbiamo visto, ci sono troppe dissipazioni, troppa corruzione, troppo peculato, in Sicilia, col "poverello" Formigoni, con Galan, nella malasanita' calabrese che e' la peggiore e la piu' costosa d'Italia.
      Quindi bisogna responsabilizzare i territori, renderli quasi chiusi su tutto (dal recuperare le risorse, acqua potabile, fino alla fiscalita', fino alla gestione dei rifiuti) e questo ha un senso su scala un poco sopra quella comunale,diciamo provinciale o "cantonale".

      Il mercato ha un senso ma anch'esso dei limiti. Quando le persone acquistano un prodotto, quel prezzo contiene o NON contiene anche altre cose: standard ecologici nella produzione, lavoro locale o esotico, condizioni dei lavoratori, etc.

      Così siamo arrivata al paradosso dei post/ultra/diversamente comunisti che col loro fanatismo ugualista/siglobal sono diventati i primi sostenitori, i piu' fanatici sostenitori del peggior capitalismo parassitario transnazionale e dei meccanismi piu' beceri di distruzione delle varie societa'.

      Questo comporta delle scelte. Io mi metto le mani nei capelli quando sento i nostri consorzi contadini dei colli e delle montagna emiliani dire che possono andare avanti solo se venderanno il loro prezioso parmigiano/reggiano ai cinesi.

      Grazie per l'intervento, nottebuia, sul quale, in parte, concordo.

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    7. Il compagno Casarin segue le orme di quel vecchietto triste del compagno Capanna, che una volta faceva strage di maschi e femmine mentre predicava la rivoluzione col ciuffo corvino e il megafono e adesso è un anziano calvo che vive di memorie e si aggrappa ai vitalizi. Che per inciso, sono una super-pensione che gli permette di non dovere passare le estati a guardare i cantieri in canottiera e ciabatte.

      UCoso, spiegami che senso ha la "responsabilità" di un territorio, è come dire la responsabilità di un triangolo o la responsabilità del congiuntivo. Il territorio è l'ennesimo concetto astratto, esattamente come lo Stato di NotteCoso, ergo NON ESISTE.

      Esistono le persone e solo le persone possono essere chiamate a rispondere di quello che fanno, ergo essere "responsabili".

      Il problema dello Stato è che de-responsabilizza certe persone e responsabilizza altre, in base alla convenienza.

      Per esempio, te prova a non pagare una rate del mutuo, vedi se interviene il Governo e diventa tuo socio finanziandoti a perdere. Invece, se Tizio e Caio fanno fallire una banca portando i soldi in Svizzera, ecco pronti tot miliardi. Nessuno ha visto e se ha visto non ha potuto fare nulla, è capitato, è un dato di fatto e, come dice Gentiloni, non si tratta di capire cosa succede per fare VENDETTA, dobbiamo solo fare funzionare meglio le cose. Certo, io gli chiederei cosa intende per "fare funzionare meglio", se invece di 10 miliardi bisogna ingropperne 20 o 5.

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    8. A proposito dei "territori", ci sarebbe da ripetere la pappardella dei prefetti, dei questori, dei funzionari pubblici di grado "n" messi ovunque in maniera capillare. E poi bisognerebbe definire il perimetro di un "territorio", se l'Italia è un territorio, se una regione è un territorio, se una provincia è un territorio, se un comune è un territorio, se il mio cortile è un territorio e per ognuno, di chi è la sovranità. Poi si può salire, per esempio andare ad esaminare che apporto esiste tra il mio cortile e le DUE sedi del Parlamento europeo.

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  6. per stemperare un po', sulla neve mi sembra magnifico il messaggio che ha lanciato il Sindaco di Uboldo (VA):
    "Le previsioni nelle prossime ore e nei prossimi giorni danno qualche fiocco di neve anche nella nostra zona che, per nostra fortuna, non dovrebbe essere colpita dagli stessi fenomeni dei nostri amici del centro-sud.
    Alcune raccomandazioni.

    1) E’ inverno. La neve accade. Prendetelo come dato di fatto.
    2) La neve è acqua. L’acqua si scioglie.
    3) Se dovesse essere necessario spargere il sale lo spargeremo. Voi non lo vedrete il sale. Il perchè lo scoprite cuocendo un piatto di pasta.
    4) A Sydney, dove stanno giocando un ATP di tennis è estate.
    5) Danno 2 cm di neve al massimo. I mezzi non escono se non ci sono almeno 5 cm. Rassegnatevi. O pulite voi oppure attenderemo il disgelo come a San Pietroburgo attendono il 10 maggio.
    6) Siete tanti “rappresentanti di classe”. Se calcolate 2 rappresentanti di classe per classe significa che la domanda “ma domani chiudete le scuole?” me la potrebbero fare 80 persone. Capite che la strada per il vaffanculo è aperta.
    7) E’ inutile che per non fare la domanda a me la fate a: Mazzu, Paola, Sonia, Marco o ai loro mariti/mogli. Non è aggirando l’ostacolo che si ottengono le risposte. Si ottiene però lo stesso risultato del punto di cui sopra (cfr. punto 6).
    8) E’ inutile che scrivete anche a mia cognata. Lei è adeguatamente preparata e sa che certi messaggi non me li deve nemmeno mandare quando “lo zio lavora” .
    9) Per 2 cm di neve non serve che col SUV praticamente entriate in aula. I bambini avranno freddo comunque (cfr. punto 1). I bambini si bagneranno i piedini (cfr. punto 2).
    10) Abolite fino al 21 marzo p.v. i gruppi whatsapp genitori.
    11) Se non avete le gomme da neve state a casa.
    12) Se non avete le gomme da neve e siete un pericolo pubblico anche al 10 agosto state a casa fino al 31 luglio. Nevica fino allora.
    13) Se non avete le gomme da neve e non usate mai la macchina non è un buon motivo per tirarla fuori per andare all’Auchan o all’Esselunga a far scorta di cibo. E’ neve, non è la guerra nucleare.
    14) Se avete in casa un anziano/a non serve che faccia l’equilibrista in bicicletta per raggiungere il cimitero. Gli abitanti del posto non si muovono e possono attendere
    15) Non telefonate in Comune in maniera compulsiva come due anni fa fino a tarda serata.. Il rapporto è sempre 10.800 a 1. Immaginatevi di essere quell’1 prima di dire/fare qualsiasi cosa.
    16) Dovesse nevicare di più non preoccupatevi, non serve che ci scrivete la vostra opinione su come fareste voi. Non ci interessa.
    17) Guardate che qualsiasi cosa accadrà, dal nulla alla tormenta di neve, Sandrino e/o le forze di opposizione riunite diranno che potevamo fare meglio e di più. Hanno ragione. Hanno sempre ragione. Ma me ne strafotto. Lo dico in maniera preventiva .
    18) Il mio meteorologo di fiducia non sbaglia al Palio. Quando mi scrive “piove” puntualmente “piove”. Mi ha scritto “2 cm”. Saranno 2 cm. Mica farà giusto solo al Palio!
    19) Vale sempre la frase dell’Alfonso: “incazas no, tant la nef la sa daslengua”."

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    1. Io aggiungerei:
      20) smettete di guardare la TV, ascoltare la radio, leggere il giornale. Servono solo ad imbottirvi di stupidaggini. Non solo l'informazione è completamente asservita, quando non f propaganda cerca di creare scandalo la dove non c'è. Aprite gli occhi, pensate con la vostra testa.

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    2. Ahah, Baffus.
      Mi sono fatto alcunme grasse risate. :)

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    3. Baffus
      Ieri mi sono guardato la sfuriata di Sgarbi, che apprezzo su altre cose, sulla questione dei mancati aiuti al Rigopiano.
      Sgarbi, e' via via declinato verso la demagogia.

      Una cosa che e' difficile da far capire a la_ggente e' che i limiti esistono, anche nelle risorse, nelle persone, nei mezzi disponibili nel soccorso.
      E' certamente doveroso e opportuno che a fronte di una richiesta di aiuto si cerchi di valutarne importanza/necessita'/urgenza.
      Degli amministratori saggi devono utilizzare le risorse disponibili secondo delle priorita'.

      Se io mandassi una squadra a intervenire Vattelapesca poi cosa succerebbe a Vienilapera, dove mi hanno chiesto anch'essi intervento?

      Purtroppo il dirittismo all'intervento non e' conciliabile con i limiti del sistema.
      Non lo sono neppure alcune persone - l'ho scritto - cretine che qui da me non hanno scarponcini e, scendendo verso la stazione con le scarpe fighette da ufficio sbraitano "che il comune non ha pulito, salato e riscaldato la strada".

      Sindaco di Uboldo (Varese) ha usato un po' d'ironia per riportare ad un po' di buon senso.
      Rithengo che il passaggio

      "Il rapporto è sempre 10.800 a 1"

      sia fondamentale.
      Certo non si puo' non chiedersi perche' di questi impazzimenti collettivi sempre piu' diffusi.
      Una volta, probabilmente, gli anziani non si sarebbero certo sognati di andare al cimitero in bici con neve e ghiaccio perche' sapevano che NON avrebbero potuto contare sul venire soccorsi, su un intervento di ricomposizione di una frattura del femore, ne' su un lungo ricovero ospedaliero ne' sull'altrettando lungo processo riabilitativo.
      La necessita' aguzza l'ingengno.
      Allora, cosa succede con l'abbondanza? anche di sisteni di soccorso?

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  7. "Degli amministratori saggi devono utilizzare le risorse disponibili secondo delle priorità." Ne parlavo con amici nei giorni scorsi siamo in un tempo in cui qualunque cosa succeda l'importante è creare polemica, trovare responsabilità, in cui tutto è dovuto. Pensa se avessero mandato una turbina a pulire la strada che portava la resort Rigopiano, resort a ****; pensa se non fosse caduta la valanga (sembra non ci siano ricordi storici di valanghe cadut ein quella zona); sicuramente qualcuno, qualche giornale, qualche tv, qualche politicante dalla tastiera facile avrebbe scritto cose del tipo "si impiegano i mezzi di soccorso per mettere in salvo i ricchi dal loro resort e si lasciano gli allevatori in mezzo al freddo e al gelo"; "una turbina per 25 facoltosi nel loro resort di lusso e niente per le centinaia di abitanti delle frazioni ...". Si è perso il senso del buon senso, del dovere ed anche di cosa abbiamo diritto e di cosa no.

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    1. Se ho capito bene, l'edificio dell'albergo Rigopiano NON ha avuto una storia urbanistica limpida, cristallina. E' un'altra tessera del mosaico. I grandi problemi sono quasi sempre il risultato di piu' concause.
      Allora, piu' che la polemica - ritorno al mio amato kaizen - e' capire come migliorare da questi eventi.

      > si lasciano gli allevatori in mezzo al freddo e al gelo

      L'altro giorno ho fatto il viaggio in treno col cattocontadino ultraprolifico cocomeriano del GAS, stava andando a vendere le uova del suo micro allevamento ultra bio montano in citta'.
      Mi raccontava che i due gatti due di Genuino Clandestino, con tre palanche in croce, sono riusciti a costruire, per piccoli contadini di montagna (vado a memoria) una casa in legno (costo, chiavi in mano 9k€) e tre ricoveri temporanei per bestiame.
      Penso che in parte sia stato annunciato con un progetto/idea (vedere qui) di autonomia nella solidarieta', di azione in piccolo, in rete, locale.
      Ora, possibile che ancora che la corazzata ultrafotonica con milion mila euro, dello stato-protezione civile (PC) sia stata ancora pressoche' inetta rispetto ai piccoli contadini e al problema del ricovero del bestiame? del mantenere i piccoli contadini nel loro territorio terremotato?

      La risposta e' che in parte e' possibilee, e, come dissi al nostro conigliastro verderosso, dipende anche dal fatto che Genuino Clandestino interviene direttamente, in modo MOLTO efficace, ma non deve rispodnere a possibili recriminazioni giuridiche (Tizio che cita in causa la PC in causa perche' ha costruito casa in legno e/o ricovero a Caio ma non a lui o prima a Caio che a lui).

      Il buon senso e' anche osservare che sistemi in grande hanno dei pro (ho fatto l'esempio di 20 regioni con 20x turbine che si possono concentrare nella zona d'emergenza) ma anche tutti i problemi di sclerosi, di rendimenti decrescenti, di inefficienza delle strutture in grande.

      Quando un centralinista chiede conferma a colui che chiama per il soccorso, e' anch'esso buon senso.

      In tutto questo, aggiungo, che molte parti hanno perso il buon senso.
      Forse anche costruire il Rigopiano in quel luogo.
      Che non e' molto diverso dal passare dalle 150 galline felici in quel prato tra i boschi ad un allevamento nuovo, qui in provincia, con 1 milione di galline. E poi imporre le stesse regole idiote ad entrambi gli allevamenti.

      La scala ha un suo valore, nel bene e nel male.

      Si torna poi al mio giovane e baldo vicino che quella volta, bestemmiando e imprecando, passo' tre quarti d'ora a cercare di fendere con l'auto i 70cm di neve caduti, per non spalare per 20'.

      La polemica, se sprone, se pungolo, se stimolo a migliorare, a tornare con i piedi per terra, nella neve, puo' anche essere utile.

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