martedì 23 dicembre 2014

Tavveleno



Io ho provato sulla mia pelle gli effetti dell'azione incendiaria No Tav nel nodo ferroviario bolognese, impiegando un'ora e un quarto in più per arrivare al lavoro, dei quali mezzora di attesa all'addiaccio e anche stasera sarà dura, dovrò uscire prima anche perché stasera iniziano le feriefrequentazioni col bipedinone che mi aspetta, sua mamma e il resto dell'altra famiglia sono già andati altrove.
Un po' di rabbia iniziale, Poi l'ho lasciata andare e ho riflettuto.
Lo sfascio del sistema ferroviario ordinario (a media velocità) che trasporta il 92 o il 93% dei passeggeri in corso da vari lustri, i ritardi, la chiusura di linee, di scali, raccordi, la distruzione dell'ingegneria, la riduzione dei servizi, le cancellazioni a culo delle corse dovuti al drenaggio di risorse pro AV (da decenni il sistema AV parassita circa l'80% degli investimenti) ha comportato disagi e ritardi di molti ordini di grandezza, qui non li ho documentati se non solo alcuni altrimenti sarebbe stata una noja. Senza menzionare la distruzione del sistema di trasporto merci ferroviario a favore della ipertrofia tumorale catramitica, stessa roba ugualmente scadente, antipolitica. Ieri ho provato a trovare una soluzione per recarmi dai miei in treno, a Natale, praticamente impossibile: hanno eliminato i tre quarti dei treni non AV e per i rimanenti non esistono più coincidenze, solo attese di ore, poi dovrei ricordare i guasti definitivi alle funzioni ordinarie in stazione centrale di Bologna.
Ovviamente la tenia della Compagnia delle Opere infiltrata nel ventre dello stato, il ciarlatano che proprio a Bologna insultava anche la lingua italiana di stesse priorità per catrame e ferro, ha blaterato di terrorismo.
Il terrorismo di uno stato contro le valli resistenti allo scempio dissipatorio AV, contro le comunità locali, contro i servi del fiscoglebainpsTAV da cui proviene l'80% del gettito fiscale ammassati sui treni alla frutta che l'80% dei denari va a quelli elitari, di quello non si parla, del terrorismo di questa strategia di stato marcio lemon capitalistico nessuna menzione.
Ancora una volta io ti salgo sui piedi e se tu reagisci, sei un bruttocattivoterrorista.
Non tutti sono idioti che hanno messo la crapa all'ammasso.
T'avveleno la mente? No grazie.

No TAV!

75 commenti:

  1. Il gigantismo idiota della nuova stazione AV in cui, solo per fortuito caso non hanno inserito pure uno zuccherificio, una pista da sci artificiale, un maxi cinema e uno stadio di calcio, ha comportato che...siano finiti i bajocchi, come si dice a Bologna.
    L'interramento dei binari AV che avrebbe dovuto liberare binari (e per la cui costruzione avrebbero dovuti essere soppressi solo temporaneamente 4 binari del fascio verso via Carracci) ha così, comportato, de-facto, la soppressione permanente di quei quattro binari, una diminuzione netta delle funzionalità per il traffico ordinario. In altre parole... molte coincidenze non sono più possibili.
    Ad esempio, per chi viene dalla "mia" linea e deve andare verso la parte occidentale della regione, ci sono simpatiche coincidenze di soli 53'.
    Semplicemente non c'è spazio perché in stazione ci sia il treno della "mia" linea E quello per MO RE PR PC che appunto, parte prima.
    Puoi sempre prendere un servizio Business o Smart Gold in TitosoPlas in AV a tre o quattro volte il prezzo, né!?

    RispondiElimina
  2. Uno dei motivi per cui sono felice di essermi trasferita è che non faccio più la pendolare. Certi giorni quei treni erano troppo somiglianti ai gironi infernali.

    Buone feste :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non pendolare è molto meglio che pendolare per quanto bene.
      Buone feste a te.

      Elimina
  3. Il tuo modo di ragionare è storto per tanti motivi.

    Primo, io sono circondato di inceneritori che non solo bruciano i rifiuti milanesi e lombardi ma anche le famose ecoballe campane. Se io dovessi ragionare con la logica NoTav dovrei bruciare 4/5 dell'Italia.

    Secondo, se passa la logica che gli attentati sono un modo lecito di fare politica, però se e solo se li fanno certi personaggi, allora quelli che non hanno la patente di "resistenti" possono legittimamente definirsi "resistenti ai resistenti" e iniziare a fare attentati contro i "resistenti", da cui guerra civile.

    Inoltre, il concetto della "valle incantata" che per qualche ragione misteriosa ha il diritto di non subire gli stessi torti che subiscono quelli che vivono fuori dalla valle incantata è risibile. Se esiste una regola, deve essere universale, altrimenti non esiste la regola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appoggio tutto ciò che ha scritto Lorenzo.
      Il mio pensiero non è assolutamente così articolato e ben strutturato ma credo che non ci sia nulla di intelligente nella protesta che distrugge e che, quindi, non ci si allontani troppo dall'essere uguali a quelli che per distruggere hanno il beneplacito del potere.

      So cosa significa viaggiare col treno. Sono stata pendolare per anni e ora mi faccio regolarmente Brescia - Cesena utilizzando solo treni regionali. Proprio per questo penalizzare ulteriormente un servizio che già fa schifo non mi sembra sinonimo di rinnovazione e volontà di cambiamento.

      Elimina
    2. E' molto semplice. Gli stessi "resistenti" che incendiano in nome della Val di Susa pensano che sia legittimo bruciare i rifiuti napoletani a trecento metri da casa mia con un inceneritore pagato da me, facendo pagare a me anche il trasporto delle ecoballe. Perché se loro incendiano sono partigiani antifascisti, se io invece protesto perché i campani dovrebbero pagare lo smaltimento dei loro rifiuti e dovrebbero smaltirli a casa propria, io sono fascista, razzista, omofobo e chi più ne ha più ne metta.

      Elimina
    3. x Mareva:
      La prima distruzione è ecologica ed economica di un sistema corruttivo per cui è l'edilizia speculativa (anche infrastrutturale) a devastare il paese.
      Accusare di distruttività chi agisce contro la distruzione è come accusare un chirurgo di essere cruento.
      Il servizio BS - Cesena come tutti i servizi che NON sono sulla dorsale alta velocità TO - MI - BO - FI - RM - NA è degradato pesantemente con
      o - soppressione dei collegamenti diretti
      o - aumento dei tempi di percorrenza
      o - aumento dei costi
      o - riduzione delle fasce orare dei servizi
      Non mi ricordo se abbia pubblicato qui dentro un risultati di uno studio di un ex ingegnere ferroviario che demoliva le credenze e la mistica Sì Tav con i numeri della distruzione del sistema ferroviario ordinario.

      x Lorenzo:
      Qui dentro sono stato pesantissimo con le idiozie "diritto alla casa", "diritto a migrare" e altre puttanate del genere con cui il movimento No TAV si è rimbecillito.
      Ciò non toglie un bif alla sovranità territoriale locale che NON è quello nazionale.
      Insomma, nessun goriziano ha alcun diritto di scegliere su ciò che deve succedere in Val di Susa a danno dei locali come nessun milanese, bresciano o bolognese deve pipparsi i rifiuti napoletani o di altre province.
      La sovranità territoriale significa che tu non puoi fare il frocio col culo degli altri: se fai il frocio ci metti il tuo. Se devi metterci il culo degli altri semplicemente non hai alcun diritto di frociare.

      Elimina
    4. "Accusare di distruttività chi agisce contro la distruzione"
      Falla logica.
      Se funzionasse come dici te, allora chiunque sarebbe autorizzato ad uccidere un omicida o a rubare ad un ladro. Non solo ma bisogna anche stabilire se la relazione è di uguaglianza, quindi te puoi rubare al ladro solo quanto a rubato lui, di più o di meno.

      La sovranità territoriale o esiste anche qui dove abito oppure non esiste da nessuna parte. Non ha nessun senso che gli "pseudo-residenti" della tale valle (che poi bisognerebbe fare un censimento) abbiano la sovranità territoriale mentre gli abitanti del ghetto non ne abbiano nessuna.

      Non solo ma se esiste sovranità nella valle allora dovrebbe esistere sovranità della Lobardia, da cui invece di pagare 10 di tasse e vedermene tornare 1, io pagherei 1 di tasse e darei gli altri 9 alla Lobardia che mi desse i servizi funzionanti e gratis.

      In ultimo, tieni presente che la sovranità della valle termina fuori dalla valle, le popolazioni che vivono aldila della valle potrebbero mettere un simpatico dazio per cui il valligiano se vuole importare una patata la paga mille euro al chilo.

      Elimina
    5. Il principio di giustizia è un principio morale di democrazia territoriale responsabile.
      Il fatto che si sia lontani da questi principi non significa che bisogna deprecare azioni e tentativi di realizzarli.
      Insomma, il pensiero che si cavi un occhio a chi ne ha due perché gli altri sono monocoli è piuttosto... storto come è storto incolpare e deprecare la lotta di chi combatte per non farsene cavare uno.

      Il principio di sovranità locale è anche un principio per cui le tasse devono rimanere nella provincia in cui sono prelevare, insieme con tutto il resto, rifiuti, inquinamento, gente.

      Sì, è così: le popolazioni al di là potrebbero richiedere mille euro al chilo: se ai valsusini va bene pagano, altrimenti si coltivano le patate in casa (ovviamente devono avere una popolazione sostenibile per la produzione locale di patate e di altro e i campi che non sono compatibili con il massacro di infrastrutture a beneficio di altri che già sopportano) e mandano a scopare il mare gli speculatori: mangiatevi le vs. patate da 1000€/kg.
      L'autonomia sovrana e autarchica ha una quantità spropositata di vantaggi, ti dà una forza straordinaria.

      Elimina
    6. Oppure muori.

      Comunque la giustizia è uno di quei principi che o è universale oppure non esiste. In alternativa, se ammettiamo il fatto che la giustizia possa esistere solo in certe condizioni allora introduciamo il principio che qualsiasi autorità è arbitraria e veniamo appunto alle teorie anarchiche - libertarie che sai. Se la valle deve essere sovrana allora ogni singolo villaggio dentro la valle e ogni singolo valligiano dentro casa sua. Poniamo il caso che si voglia scavare un fosso per farci passare un cavo del telefono, io ho la sovranità e non voglio che passi davanti casa mia. Se te abiti subito dopo, fatti tuoi, stai senza telefono e ti attrezzi via radio, sempre che io non decida di disturbare il segnale. Se ti attrezzi con un eliografo, io potrei volere costruire una vela.
      Insomma hai capito.

      Tutta la storia del NoTav è evidentemente illogica, non nel merito ma nel modo e negli pseudo-principi.

      Elimina
    7. A me sta bene, No TAV.
      QUINDI
      No Inceneritori
      No ILVA
      No Forestali
      No RAI
      No un milione di dipendenti delle municipalizzate e partecipate
      No immigrazione senza visto
      No pensione senza accantonamento
      No debito

      Eccetera. Mi servono tante, tantissime molotov.

      Elimina
    8. Le teorie anarchiche - libertarie infatti le reputo interessanti ma non per strani e moralistici principi astratti ma solo per il fatto che possono responsabilizzare le persone.
      Quello sarebbe solo un tassello impazzito se non venisse anche con gli obblighi, i doveri dell'anarchismo ovvero non sarai sfruttato e quindi non sfrutterai e ti risolvi le gabole derivanti dalle tue scelte.
      Ovviamente

      No Inceneritori
      No ILVA
      No Forestali
      No RAI
      No un milione di dipendenti delle municipalizzate e partecipate
      No immigrazione senza visto
      No pensione senza accantonamento
      No debito

      Sono mille cose che ho sempre scritto qui!

      Elimina
    9. Tralasciamo per un momento l'ovvio problema se sia o meno funzionale scomporre l'Italia in unità atomiche che nascono e muoiono come libera aggregazione di individui indipendenti. Se sia possibile fare arrivare l'acqua da A a B passando attraverso "n" di queste entità atomiche.

      Consideriamo l'Italia attuale. Cosi come per il caso del decremento demografico, per ottenere la LIBERTA che adesso non abbiamo e la responsabilità che viene con la libertà, bisogna passare per un cataclisma che distrugga tutte le istituzioni esistenti, sia quelle statali che quelle ideologiche e crei nello stesso tempo le condizioni per cui gli Italiani diventino individui disposti e capaci di vivere la libertà e la responsabilità connessa, coi vantaggi e gli oneri che questo comporta.

      Io non temo le variabili economiche, temo i morti per la strada. Allo stato attuale cerco di ritagliare la mia libertà attraverso la rinuncia. Tante più rinunce io faccio, tanto piu sono libero. Ma se dovessi ottenere la mia libertà in maniera attiva e non passiva, se dovessi ragionare come i No TAV dovrei essere disposto a fare e subire violenza insensata.

      Mi sembrerebbe più facile provare a migliorare le cose non votando i soliti noti.

      Elimina
    10. > Allo stato attuale cerco di ritagliare la mia libertà attraverso la rinuncia.
      > Tante più rinunce io faccio, tanto piu sono libero.

      Ecco, questo è un principio spirituale, di dignità di straordinario valore.
      Più sei forte, sobrio, autonomo, che significa anche rinuncia a tutte le puttanate che i sistemi 5 cercano di inculcarti come indispensabili, più sei forte e felice e non controllabile.

      MrKeySmasher, in un commento, aveva già sottolineato che più ti sottrai, anche con la rinuncia, al condizionamento, più sei libero, meno essi ti fottono, sfruttano.

      Diciamo che la rinuncia è uno dei tabù di questa stupida cultura del dirittismo a tutto che deboscia le masse.

      Elimina
    11. A parte il fatto di avere ascoltato i racconti dei vecchi su com'era la loro vita e essere stati educati a non lasciare niente nel piatto e avere indossato i vestiti dei fratelli con le toppe...

      Capire che la rinuncia è l'unico modo incruento per ottenere la libertà richiede un minimo di capacità di pensiero autonomo. E richiede anche la capacità di valutare il "valore" delle cose, mettendole in prospettiva.

      E poi c'è sempre un minimo di "agoghe" spartana, per anteporre la libertà e l'indipendenza al godimento bisogna passare da una (più o meno) metaforica "via del guerriero".

      Il "dirittismo" cala dall'alto ma sale anche dal basso. E' quello che mettono nel frigo i genitori per i figli, quello che i ragazzi indossano, il modo in cui passano il tempo, eccetera.

      Vedi bene che il modello americano è esattamente il contrario di quanto stiamo dicendo. Una persona esiste solo se e tanto più consuma. Io ho provato a dire ad alcune mie conoscenze che avrebbe avuto più senso comprare meno ma comprare meglio. Hanno provato e gli si è spalancato un mondo nuovo. Ma glielo devi portare da fuori.

      Elimina
  4. Eppure... Eppure...
    Un'Italia tutta attraversata da alta velocità sarebbe più collegata e farebbe risparmiare tanti spostamenti su gomma...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Potrei demolire questa mistica dell'alta velocità ovvero di una tentativo di farti viaggiare in Ferrrari Testa Rossa per mezzora su una pista da RN a Faenza e poi farti viaggiare su dei tratturi supposto che non siano stati chiusi perché i soldi erano stati destinati alla pista AV.
      Così arrivi in 10' ai 360 km/h da Rimini a Faenza e poi impieghi 8 ore per raggiungere con il mulo Marradi.
      Intelligente, eh!?
      Sembra 'na assurdità, vero!?
      E invece è vero, dovrei scrivere della puttanata cosmica dal nome altisonante di Iurolinc, ad esempio.

      Elimina
    2. Si immagino i container di pomodori che si spostano sulla Alta Velocità, pochi vagoni più in là Montezemolo con la tartina al caviale.
      O il cavaliale lo danno via a poco o i pomodori costeranno tantissimo.
      L'alta velocità non sostituisce il trasporto su gomma, casomai sostituisce il trasporto aereo.

      Elimina
    3. @Lorenzo il mio riferimento era al solo trasporto di persone.

      @Uomo, come sopra. Da utente finale, se devo fare a/r Roma Milano in giornata tiro fuori cento euro, ma almeno il viaggio è umano...

      Elimina
    4. Rimando ad alcune note sulla cialtronesca antipolitica pro trasporto merci su gomma e pseudo TAC italica.
      A proposito di copiare dai paesi che vanno bene.
      In Germania politica pluriennale di riattivazione e costruzione di scali ferroviari aziendali per la movimentazione di merci anche a carro singolo (il presidente di DB Schenker dice che una volta che le merci sono state messe su un TIR ci rimangono e quindi è molto semplice: basta non farle andare sul TIR neppure per un km, con risultati di aumento del traffico merci su ferro a botte del 4 o 5% all'anno, sottratte al catrame).

      Quindi qui si gettano via 24G€ per l'edilizia pseudoferroviaria per trasportare aria, là si fanno le piccole opere di scali ferroviari aziendali, rete capillare e automazione.
      La Germania se la cava ancora benino, noi siamo nel caccone.

      Elimina
    5. Il trasporto su gomma delle persone non è un problema, come sa chiunque viaggi in autostrada. Il problema sono gli autotreni. Anche perché poche persone si spostano per centinaia di chilometri ogni giorno sulle strade, la maggior parte fa casa-lavoro-casa. Mentre ogni giorno bisogna spostare materie prime e merci e bisogna distribuirle.

      Diverso appunto il caso dei pendolari che dai sobborghi confluiscono verso il centro città ogni mattina e migrano in direzione opposta ogni sera. Ma la TAV non c'entra con quest'ultimi, si tratta del famoso "trasporto locale".

      Elimina
    6. Io non sono contrario ideologicamente all'AV.
      Io sono contrario de-facto perché essa è diventata, in sinergia con l'antipolitica catramitica dei trasporti, il più straordinario ed efficiente sistema di distruzione e smantellamento del sistema ferroviario ordinario.
      Il rapporto 93 / 7 e 20/80delle persone trasportate la dice lunga sull'insensatezza della AV all'italiana.

      Elimina
    7. UomoCoso, abbiamo un problema. Non basta strutturare una rete ferroviaria. Per esempio, questa estate vado in montagna e dietro una curva in mezzo al nulla trovo un micro stabilimento che imbottiglia acqua minerale e la carica sugli autotreni che poi scendono a valle su una strada che io avrei paura a fare in moto. Le coltellerie di Premana, che sono sul fianco di un'altra montagna, come le portano le lame al mercato?

      Presumo che si potrebbe migliorare il trasporto su lunga distanza ma l'orografia italiana e la distribuzione capillare di piccole e medie aziende nei posti più improbabili, rende il trasporto su gomma non eliminabile.

      Elimina
    8. Gli Svizzeri hanno una rete ferroviaria eccellente. Essi sono più montuosi di noi.

      Aggiungo che lo sbrodolamento edilizio casuale è una delle concause della immobilità catramitica italiana.

      Elimina
    9. gli svizzeri si concentrano prevalentemente nelle città almeno nelle attività produttive iomportanti inoltre la svizzera ha una conformazione territoriale ridotta, rispetto all'italia dove c'è una distanza di 1300 kilometri tra bolzano e lampedusa

      Elimina
    10. Una dorsale ad alta capacità ha un senso in Italia. Anche l'alta velocità sulla dorsale.
      Ma tutto il resto che non è sulla TO - MI - BO - FI - RM - NA ovvero i 5/6 del paese sono incompatibili con l'AV.
      Andare da TV a PD in alta velocità non ha senso, come non lo ha tra ME e CT etc.

      Peccato che tutti i collegamenti IC siano stati di fatto eliminati.
      Se uno deve andare da città a città che non sia sulla dorsale AV impazzisce o gli fanno fare dei giri dell'oca a costi esosi e tempi peggiorati, con almeno un cambio se non quasi sempre almeno due.

      Guarda, ci sono dei casi pazzeschi, prova a vedere come andare da LU a BA, da TV a SI, da TO a PE, c'è da spararsi

      Elimina
    11. Io scommetto che volendo nel nord Italia, fino alla Toscana, si potrebbe rendere capillare la rete ferroviaria e ridurre lo spostamento di merci su gomma. Se ragioniamo in termini di "penisola", vi dico che sotto la Toscana è già tanto se ci sono le strade e se sono asfaltate.

      Elimina
    12. Per esempio, tutti i centri maggiori della Brianza sono stati edificati in corrispondenza di scali ferroviari e in origine anche gli insediamenti industriali lungo gli assi stradali che entrano a Milano, (es. Sesto S.G.)
      Buona parte della infrastruttura esiste già solo che è stata dismessa dopo il boom economico, cosi come erano state dismesse le linee dei tram che portavano gli operai alle fabbriche per sostituirle con gli autobus.

      Elimina
  5. Wannabe: "se devo fare a/r Roma Milano in giornata tiro fuori cento euro, ma almeno il viaggio è umano..."

    Troverei più saggio fare in modo che uno non debba aver bisogno di fare Roma/Milano/Roma in giornata, del resto è solo questione di organizzazione sociale (per non so quanti secoli andare da Milano a Roma ha richiesto settimane, il che dimostra che non è indispensabile farlo). Se non ne hai bisogno, di fronte alla scomodità lasci perdere (risparmiando, e qui ritorniamo al valore della rinuncia); se, al contrario, non avendo bisogno decidi d'andare comunque da Milano a Roma, l'affrontare un viaggio disagevole aggiunge una dimensione avventurosa alla scelta ludica del viaggio-per-il-gusto-del-viaggio, dunque valorizza il viaggio.
    Rendere lunghi e disagevoli i viaggi, compresi quelli per spostare merci in lungo e in largo, fa sembrare il mondo più grande e rafforza la percezione dell'importanza del proprio territorio più prossimo. Se consideri importante il territorio che ti circonda, lo ami di più (non ne hai altri e te ne rendi conto!), e di questo avremmo tanto bisogno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è bisogno di rendere disagevoli i viaggi, basterebbe non vendere la mistica del viaggio come necessità esistenziale.

      Come dico sempre, secondo me vale di più andare a piedi dal paese X al rifugio Y impiegandoci mezza giornata che andare a Budapest con la scusa della architettura ma con un altro fine che Francesco poi ci dirà, dato che è una delle mecche europee di una certa cinematografia. Oppure andare sul Mar Rosso a prendere lo squaraus nel villaggio o nella gita del diving.

      L'importanza e l'amore per la propria terra è una cosa che si deve insegnare.

      Perché non si fa? Per le conseguenze del concetto di "propria terra". In orizzontale e in verticale. Siamo in una epoca in cui si fa di tutto per creare il famoso "cittadino del mondo" che non ha radici ne topografiche che culturali. E si crea un vuoto che puoi riempire con quello che ti pare.

      Elimina
    2. hai ragione Lorenzo il legame con la propria terra è anche espressione della tua identità, chi perde legame con questo perde anche se stesso

      Elimina
    3. Questo intervento di MKS e anche di Lorenzo li trovo molto saggi.
      Il viaggiare che diventa fine invece che mezzo!? Non va bene!
      Radicamento e conoscenza ed amore per la propria terra.
      Agli antipodi dello sradicamento velocizzato progressista. No grazie!

      Elimina
  6. Lorenzo: "in mezzo al nulla [in montagna] trovo un micro stabilimento che imbottiglia acqua minerale e la carica sugli autotreni che poi scendono a valle su una strada che io avrei paura a fare in moto."

    Senza spirito polemico, Lorenzo (non accenderti subito, per favore). Imbottigliare l'acqua e trasportarla qua e là a me sembra una grande stupidaggine sia da un punto di vista economico che ecologico. L'acqua in bottiglia è uno di quei commerci sul nulla che proprio non riesco a capire e che vedrei volentieri scomparire.

    Lorenzo: "Le coltellerie di Premana, che sono sul fianco di un'altra montagna, come le portano le lame al mercato?"

    Qui il caso è diverso. Una coltelleria sicuramente non sviluppa volumi merci ingenti (intesi proprio nel senso di metri cubi), per cui basterebbe razionalizzare e scegliere i mezzi adatti, laddove vediamo impiegare sempre e comunque camion di dimensioni non idonee alla situazione viaria italiana. Un'integrazione a questo tipo d'approccio potrebbe essere l'organizzazione di un numero maggiore di viaggi con una mole unitaria minore di trasportato, con l'effetto collaterale di creare un minimo d'occupazione in più. L'aumento di prezzo della coltelleria sarebbe minimo e, considerando che un coltello di qualità ti dura letteralmente una vita o più, fatta la tara della rincorsa delle mode del momento non si tratta d'un articolo di largo consumo. Insomma, anche considerando l'approvvigionamento delle materie prime non credo che una coltelleria, a meno che sia condotta con fini altamente speculativi (oggi chiamati marketing), abbisogni di grandi volumi di traffico.

    C'è da dire che non sono un esperto del settore...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dov'è la polemica?
      Lo stabilimento mica è mio. Mi ha sorpreso che qualcuno abbia avuto l'idea di montare l'impianto in una località cosi scomoda. L'ho citato appunto come esempio estremo di attività che esiste a dispetto della apparente illogicità.

      La polemica dell'acqua in bottiglia è risaputa, ci sono volumi sull'argomento, che non solo include l'opportunità ecologica della faccenda ma anche le modalità con cui sono assegnate certe concessioni a certe aziende da certi enti pubblici, eccetera. Poi si inserisce nel problema dell'acqua pubblica, ci sono capoluoghi in Italia dove l'acqua è razionata oppure non è potabile o entrambe le cose.

      La coltelleria ha un valore storico, considerando che esiste da epoca immemore e che sopra ci sono le miniere abbandonate da cui si cavava il ferro.
      Da un punto di vista pratico, volendo, si potrebbe portare due binari in Valsassina e a quel punto il problema sarebbe limitato al trasporto per il tratto tra Premana e lo scalo corrispondente. Non so se l'opera sia fattibile in pratica perché la valle è stretta e l'accesso ripido per cui ci vorrebbe un altro tunnel. Ho citato questo esempio per dire che di realtà cosi ce ne sono infinite quindi per ridurre il trasporto su gomma bisogna ragionare in termini di "backbone" ma poi servono anche i rami e i rametti,

      Insisto, la Lombardia potrebbe anche creare una rete ferroviaria capillare IN PERDITA, facendo il conto che la spesa per le infrastrutture anti economiche si recupera in qualità della vita e conservazione ambientale. Se non dovesse trascinare 15 regioni italiane dove a fatica ci sono le strade e quindi conferire risorse che vengono poi sprecate dallo Stato in assistenzialismo improduttivo.

      Aspetto le repliche dei soliti "piangi e fotti".

      Elimina
    2. Personalmente non ho nulla da eccepire.

      Elimina
    3. Io non sono cittadino del mondo.

      Elimina
    4. Portare una ferrovia in valsassina è una follia, sia per i costi che per l'impatto ambientale. Magari una teleferica o simili eh, manteniamo un minimo di contatto con la realtà..

      Elimina
    5. Michele, portare una ferrovia in luoghi remoti (ammesso che ormai in Italia esistano ancora luoghi remoti, che non è vero; ma restiamo pure sulla teoria) può essere una follia o non esserlo, esattamente come portarci una strada e un camion. Dipende dal tipo di ferrovia, di strada e di camion dei quali stiamo parlando. Certo, se per ferrovia intendi una ferrovia standard con tanto di elettrificazione e massicciata con portata equivalente alle ferrovie "ufficiali" hai ragione. Una ferrovia può però essere leggera, a scartamento ridotto, con portata limitata, velocità altrettanto limitata, massicciata in proporzione, treni anche a un solo vagone/locomotore, locomotore diesel o dieselettrico... L'obiezione più ovvia è che una ferrovia del genere non è "interfacciabile" con le ferrovie standard, per cui richiederebbe carico-scarico merci e persone nel punto di raccordo. Vero. Occorre però ricordare che stiamo parlando di piccole vallate remote, con piccoli traffici, senza esigenze di rapidità e frequenza nei collegamenti. Occorre anche ricordare che con il meccanismo dei container e una semplice gru a ponte si può caricare e scaricare un vagone in una manciata di minuti e con un costo risibile.
      Lo stesso discorso si applica al concetto di collegamento stradale, che molte volte è effettivamente più vantaggioso rispetto alla rotaia (anche ridimensionata): anche se cercano di convincerci del contrario, per il minuscolo borgo in vallata o per il paese sperduto nella campagna più piatta che può venire in mente, non serve un'arteria a grande scorrimento, basta un viottolo ben progettato e "non invasivo", da percorrere ovviamente con mezzi, carichi e tempi adatti alla situazione.
      Invece, ci hanno messo in testa che ogni luogo deve poter essere raggiungibile come tutti gli altri, e che se non lo è va reso tale, il che è assurdo. Eppure, la nostra attuale incultura ci porta a credere il contrario, a una specie di imperativo categorico insensato per il quale non devono esistere aree remote e, quando esistono, vanno omologate e collegate come se fossero Milano o Londra. E' da pazzi! Per andare da Sesto San Giovanni a Milano ci vogliono cinque minuti di treno? Bene. Però va altrettanto bene se per percorrere i sei km che separano Pinco da Palla (noti paeselli sperduti in qualche vallata alpina), ci vogliono due ore a dorso di mulo va altrettanto bene. Non serve che ci sia un'autostrada, basta che chi vuole ci possa arrivare (investendo il tempo e le energie che servono, se no vada a stare a Milano, se gradisce e se c'è ancora posto).

      Elimina
    6. Prima di stabilire se una cosa sia fattibile o meno bisognerebbe vedere qualche progetto.

      Comunque una volta che si decide che in una certa valle alpina invece che prati, mucche e pecore ci vanno le fabbriche, bisogna risolvere tutti i problemi annessi e connessi. Ma questo implica una attività di gestione del territorio e pianificazione che in Italia è impossibile. Non è impossibile perché l'autorità dello Stato è debole, è impossibile perché si è scelto di deresponsabilizzare chiunque abbia un incarico decisionale, dall'assessore del piccolo comune fino al Presidente del Consiglio. Se tu sei "amico" delle persone giuste puoi costruire o demolire qualsiasi cosa in qualsiasi modo in qualsiasi posto. Delle conseguenze non si occupa nessuno fintanto che non c'è la famosa "emergenza" che nel dizionario italiano significa "una rogna eterna che da da vivere a migliaia di persone e ai loro discendenti".

      Elimina
    7. mks girala come vuoi ma una ferrovia è un infrastruttuta a alto costo di installazione e mantenimento. conosco bene quella zona e non ci sono né la densitá di popolazione né il traffico né la geografia neanche per una valutazione di fattibilità. stai parlando di km di gallerie per sostituire tre furgoni e un carretto. piuttosto fammi la edolo tirano se hai tutti quei soldi da spendere, almeno chiudi una maglia e fai una ferrovia di montagna fighissima.

      Elimina
    8. Allo stato attuale la Lombardia non ha soldi nemmeno per gli abulatori. O meglio i soldi ce li avrebbe ma poi li manda a Roma che li spende in forestali siciliani, in impiegati di enti inutili e in cattedrali nel deserto.

      Come scrivevo sopra, puoi anche fare una struttura anti economica se nel quadro generale questo consente un miglioramento della qualità della vita.

      Si parlava per ipotesi.

      Elimina
    9. Michele, stavo sul teorico perché non conosco nulla del caso specifico. L'idea generale resta: un collegamento non deve per forza essere un super collegamento, e dimensionare si può e si deve. Certo che se poi si pretende di mandare degli autotreni da millemila tonnellate su per una strada che è poco più che una mulattiera non ci si deve stupire se si spacca tutto. Del resto, non si può neppure pretendere che ogni borgo sia raggiungibile con mezzi adatti solo a situazioni ben diverse. Vorrà dire che quel che serve nel borgo lo si "manderà su" con dieci viaggi con un furgoncino distribuiti su tre giornate, anziché con un unico viaggio con un autotreno. Così facendo di gallerie non ne serve neppure una, perché basta quella stradina tortuosa che segue ansa dopo ansa la montagna (riducendo enormemente pure il rischio frane). Se invece che una strada stretta stretta fai un paio di rotaie a scartamento ridotto che portino un mezzo che è poco più che un carretto non è che cambi molto. Ma no, la leggenda dello "sviluppo" richiede che lassù s'arrivi con un'autostrada a sei corsie o con una linea elettrificata almeno a doppio binario standard per portarci di tutto e di più, superfluo compreso. Non ha senso! E' come quando si pretende di far fare le olimpiadi ai paralitici: è una farsa.

      Elimina
    10. http://it.wikipedia.org/wiki/Premana

      una ferrovia per 2295 persone frazioni incluse. Vedi tu di che stai parlando.

      Elimina
    11. Adesso però mi girano. Solo un cretino fa una obiezione del genere visto che nessuno penserebbe mai di fare passare i binari da Premana, al massimo si potrebbe farli passare nel fondovalle in modo da raccogliere passeggeri e merci di tutti i comuni lungo il percorso.

      Detto questo, si parlava di casi limite di proposito, proprio per indicare che la situazione italiana è fatta di una orografia complicata e da una attività produttiva dispersa in tantissime aziende piccolissime, piccole e medie. Almeno, finché non sono morte tutte.

      Di che stai parlando? A parte l'italiano semplificato, concordo. E' una discussione demenziale perché non si fa il minimo sforzo per capire "di che" si sa "parlando".

      Elimina
    12. Lorenzo qui se c'é un cretino non sono io.. a fondo valle c'é già una ferrovia, la milano lecco sondrio tirano. Quindi mi sembrava chiaro che intendevate una diramazione..

      se invece intendi tirare una ferrovia parallela al torrente varrone, ti ricordo che quella è una valle a v molto ripida e tutti i comuni sono in quota. Quindi di nuovo quello che dite non ha senso.

      in ogni caso in quella valle abitano al più qualche migliaio di abitanti e la spesa non vale l'impresa.

      la lezione è: incazzati quanto ti pare ma se vuoi parlare seriamente di strade e ferrovie devi conoscere il territorio o almeno studiare mappa e popolazione, altrimenti dici solo cazzate. E i nostri politici sono maestri nell'usarle per giustificare spese folli come quella che proponete .. ma almeno loro lo fanno per interesse.

      Elimina
    13. Qualcuno in un altro post mi aveva accusato di amare i trenini .. beh in un certo senso è vero.

      Elimina
    14. Non so, a me sembra di averlo scritto in italiano. Si parlava appunto di casi limite in cui tutta la questione è antieconomica.

      Poi sul quanto sia tecnicamente fattibile e quanto antieconomica bisogna fare dei calcoli, tenendo presente che praticamente qualsiasi cosa a parte le pecore e le mucche è antieconimico quando si parla di paesi di montagna. Non è antieconimica solo la ferrovia, anche imbottigliare e poi portare l'acqua minerale con un autotreno.

      Se per ipotesi i montanari dovessero auto-finanziare tutte le infestrutture di cui hanno bisogno scoprirebbero di non poterlo fare e quindi sarebbero costretti ad emigrare.

      Quindi che qualsiasi investimento sia in perdita è scontato, a quel punto devi decidere dove mettere la soglia oltre il quale è "troppo" in perdita.

      Per esempio, io preferisco buttare via soldi per la Valsassina che per Roma Capitale.

      Elimina
    15. Comunque io mi incazzo solo sulle prime, poi mi deprimo. Non c'è niente di peggio che avere a che fare con una macchina inutile. Una cosa che gira gira e non va da nessuna parte, un carro davanti al bue, uno che legge e non capisce.

      Elimina
    16. E aggiungo un'altra cosa: i geni che "studiano le mappe e la popolazione" sono quelli che hanno tirato una linea tramviaria attraverso il comune dove vivo, facendola passare per il centro, davanti al Municipio, tutto bello, suona la banda, peccato che i treni vadano avanti e indietro vuoti portando due o tre immigrati. Il traffico continua ad aumentare, sempre studiando "mappe e popolazione" hanno fatto un bel gioco dell'oca coi sensi unici e adesso gli autobus articolati passano nel vicolo sotto casa mia, con 50 centimetri di spazio su ogni lato, cosi che potresti stringere la mano dalle finestre delle case ai passeggeri. Senza contare che studiando "mappe e popolazione" a nessuno viene in mente che se chi viaggia in auto verso Milano e deve prendere il tram o il bus o la metropolitana bisogna che ci siano dei parcheggi o meglio i famosi "punti di scambio intermodale". Che non esistono perché sono una seccatura, quindi se vuoi parcheggi l'auto dove capita. Il Comune studia la "mappa" e ci mette i simpatici parcheggi a pagamento nel raggio di 10 chilometri, cosi per invogliare la gente ad usare i mezzi pubblici. Quelli che studiano le "mappe" sono gli stessi per cui si costruiscono cose improbabili nei posti improbabili. Se poi uno deve andare a lavorare in quei posti, sempre se i palazzi non rimangono vuoti, prende 3 mezzi diversi e deve farsi un chilometro e mezzo a piedi. Ma siccome c'è chi studia le mappe, magari si fa un bel ponte sospeso in acciaio che scavalca un viale e che collega un angolo di periferia al cortile di un centro commerciale, un ponte dove nessuno metterà mai piede.

      La follia non è nei commenti di questo post, che sono scritti nel vento, la follia è nel "mondo reale".

      Elimina
    17. Gli "esperti"... gli "scienziati"... i sacerdoti della nuova religione, eletti a cardine tra il reale e l'immaginario nella nostra società schizoide. Come tutti i sacerdoti, leve nelle mani del potere, spesso depravati in grado di compiere nefandezze che annichilirebbero qualsiasi individuo dalla sensibilità appena normale. Essi stessi potere e cinica doppiezza, quando abbastanza abili e scaltri da superare il filtro passamerda. Persone.

      P.S. Gli esempi proposti sono solo a titolo didascalico, senza pretesa di particolare rappresentatività. Ce ne sono per tutti i campi, compresi quelli della cosiddetta "valorizzazione territoriale".

      Elimina
    18. Storicamente, sono esistiti due tipi di "esperti", i sedicenti "esperti" di provenienza scolastica, la cui "esperienza" derivava dall'avere imparato a memoria le sacre scritture e gli esperti riconosciuti per i meriti acquisiti compiendo imprese straordinarie.

      Oggi come oggi per essere "esperti" bisogna avere un curriculum accademico e avere una buona rete di relazioni. Non contano i risultati concreti, in nessun campo. Per cui si tratta di sedicenti "esperti" del primo tipo.

      E' una caratteristica tipica delle società decadenti, in cui gli amministratori ingrassano facendo fallire le imprese a loro affidate, i generali assistono a bellissime parate ma sono inetti in guerra, le imprese compiute dagli antenati diventano leggendarie perché irripetibili.

      Elimina
  7. se la popolazione fosse concentrata solo in grossi centri la rete ferroviaria sarebbe più efficiente e meno svantaggiosa la punto di vista economico, inoltre si sarebbe una riduzione dell'uso della macchina quindi più ecologia. L'idea del trasporto sui binari oppure del potenziamento del trasporto su mare avrebbe successo in Italia solo se la popolazione fosse meno dispersa e più concentrata. Se poi uno vive in un piccolo centro sulla montagna o sul mare dimenticato da dio l'estensione della rete provocherebbe danni ambientali enormi.

    RispondiElimina
  8. Spesso le strade poco asfaltate sono quelle che portano ai buchi di culo dispersi, spesso non presenti sulle cartine solo perchè qualche fesso vuole vivere come gli eremiti. Ovviamente il i costi di manutenzione non sono secondo me giustamente convenienti.

    RispondiElimina
  9. Gli anarco insurrezionalisti vanno arrestati e condannati

    RispondiElimina
  10. Scusa ma esattamente dove lo vedi il capitalismo im tutto ciò? Ti prego evita rispiste tipo che il capitalismo è arricchire gli amici.

    odio questi argomenti perchė si attribuiscono al mercato le schifezze della politica .. quindi la soluzione è ancora più politica. E gli amici degli amici intascano e ringraziano.

    RispondiElimina
  11. Quante considerazioni interessanti!
    Su vari piani: tecnico, filosofico, economico, ecologico.
    Mi piacerebbe rispondere ma ora non ho tempo.
    La vita è un viaggio, un cammino. Arrivare a destinazione prima possibile?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già.

      Ma poi hai visto quanti marchi francesi nella grande distribuzione in Italia e quanta fretta di fare arrivare più in fretta e meglio i prodotti d'oltralpe ? A chi serve di più, a noi o a loro?

      Fatta questa considerazione, ce ne sono a valanga altre decine, alcune anche ben sintetizzate in molti commenti. Quella che mi inquieta di più è sulle possibilità di inquinamento da amianto nel forare tutte quelle montagne. Già solo questo, per me, renderebbe il tutto inaccettabile.

      Infine: come si può parlare di "terrorismo" quando ci sono intere popolazioni che si oppongono a certi progetti ?

      Cosa dobbiamo ancora vedere? Bava Beccaris che spara sulla folla e bollare tutti i milanesi come "terroristi"?

      Mah...

      Elimina
    2. Però, che considerazioni!
      Per non facilitare la vendita di prodotti francesi (che poi i Francesi possiedono tutti i marchi italiani) facciamo saltare ponti e strade. E' un po' come il marito che si evira per fare dispetto alla moglie.

      Inquinamento da amianto, la Lombardia è coperta di Eternit, è ovunque. ai lati del vicolo che percorrono i miei nipoti per andare e tornare da scuola ci sono le tettoie di orti e autorimesse che sono fatti di Eternit e sono li da decenni. Poi se si deve soppesare il fallout degli scavi bisogna calcolare l'inquinamento prodotto dallo spostamento di merci e persone senza lo scavo. Infatti non è che senza il tunnel non c'è inquinamento, probabilmente ce n'è di più.

      Il "terrorismo" consiste negli atti di violenza, non nella "opposizione". Poi mi piace il concetto variabile di "popolazione". Cioè l'Italia è una e indivisibile e siamo tutti fratelli quando si parla di "sociale", di "solidarietà", di "integrazione & accoglienza", della famosa "questione meridionale" o di "Roma Capitale" ma quando si parla di opere infrastrutturali allora scopriamo che ogni dieci chilometri c'è una "popolazione" nativa che vanta sovranità sulla sua terra.

      I Milanesi non esistono.

      Elimina
    3. Si, Lorenzo, le considerazioni che si possono fare sono veramente tante e mi pare che più in alto avete tutti enucleato punti molto interessanti su cui riflettere.

      Io che ti posso dire? Foriamo la Val Susa e riempiamo anche quelle terre di amianto perché tanto la Lombardia ne è già piena e sia i miei che i tuoi nipotini lo stanno già respirando? Lo facciamo respirare anche ai valsusini per par condicio?
      Non so poi dirti se e quanto inquinante sia presente (avranno sicuramente fatto tutti i carotaggi del caso, io non conosco i dati quindi non so essere preciso)

      I milanesi non esistono: e allora? Spariamo sugli abitanti di Milano perché una parte consistente sono oriundi veneti, marchigiani, pugliesi o campani ? Se un abitante della Val Susa è oriundo ligure non ha diritto di esprimere dissenso a causa di un progetto che potrebbe distruggere il territorio che lui abita ?

      Il senso di ciò che intendevo dire era: interi paesi che abitano la Val Susa stanno esprimendo una tale ostilità e un tale dissenso che credo non possa essere ormai trascurato. Il rischio è, appunto, quello di arrivare a situazioni insostenibili.

      E faccio un'altra precisazione: anche la situazione di chi oggi già vive sotto un inceneritore è insostenibile. Anche l'amianto presente il Lombardia deve essere rimosso al più presto.

      Elimina
    4. "Foriamo la Val Susa e riempiamo anche quelle terre di amianto perché tanto la Lombardia ne è già piena e sia i miei che i tuoi nipotini lo stanno già respirando? Lo facciamo respirare anche ai valsusini per par condicio?"

      Facciamo un ragionamento per assurdo: diciamo che domani viene a mancare qualsiasi fonte energetica per cui se vogliamo avere la luce in casa bisogna costruire una centrale nucleare. Siccome gli unici pirla che pagano e subiscono qualsiasi cosa siamo noi imbecilli, la centrale nucleare la costruiamo nel nord-Milano, a spese nostre e poi la corrente la mandiamo che ne so, a Reggio Emilia o a Ascoli Piceno?

      Torno a dire, se esistono delle "regole", devono valere per tutti. Quindi si, se serve scavare un tunnel si scava il fottuto tunnel. Altrimenti, se non esistono le "regole" perché ognuno pensa a se stesso, da domani pretendo l'indipendenza della Lombardia come minimo e la costruzione della muraglia lombarda sull'argine del Po. E poi procediamo a stringere accordi con chi ci sta simpatico e gli altri si fottono.

      "Se un abitante della Val Susa è oriundo ligure non ha diritto di esprimere dissenso a causa di un progetto che potrebbe distruggere il territorio che lui abita ?"

      Primo, vedi sopra.
      Secondo, i cosiddetti NoTAV non sono residenti in Valdisusa.
      Terzo, se io non posso respingere gli Africani allora i Valsusini non possono respingere il resto del mondo. Se io non ho voce in capitolo sul mio quartiere i Valsusini non ce l'hanno sul loro.

      Il dissenso MIO non solo viene trascurato, viene perseguito. Ci sono non so quante leggi italiane che, in contrasto con la Costituzione, puniscono la libertà di pensiero e di espressione, per non parlare di tutte le leggi che mi vengono imposte senza che io possa in nessun modo esprimere dissenso o peggio, sottrarmici.

      L'amianto in Lombardia non viene rimosso perché in Italia non funziona niente. Però non vedo attentati dinamitardi per promuovere la rimozione delle lastre ondulate di Eternit.

      E faccio un'altra precisazione: nella Pianura Padana c'è un inquinamento dell'aria che in certi periodi dell'anno è sui livelli di Pechino, aria solida. Però che io respiri la fuffa che c'è nel sacchetto della aspirapolvere non frega una ceppazza a nessuno, invece il supposto amianto del tunnel, quella è una questione per cui vale la pena di mettere le bombe.

      Illogico, contraddittorio, paradossale. A me sta bene che i Valsusini decidano a casa loro. Ma non voglio i compagnucci a fare lotta di classe fuori dal contesto e poi pretendo che mi siano garantiti gli stessi diritti dei Valsusini.

      Elimina
    5. Mi è molto chiaro il senso del tuo discorso.

      Riguardo ai compagnucci, considera che io li ritengo attualmente tra i più pericolosi: è di gran lunga meglio un nemico che un falso amico. I peggiori danni li hanno fatti e li stanno facendo proprio quelli che si spacciano per "gli amici del popolo".

      E t'ho detto tutto...

      Elimina
    6. per me i valsusini come tutti i movimenti farlocchi sono pagati da qualcuno per fare casino e per tutelare gli interessi di questo qualcuno

      Elimina
    7. Non c'è bisogno di pagare. C'è gente che in questo genere di "battaglie" trova una ragione di esistere.

      Per esempio quelle due poverette che sono andate ad aiutare i bambini in Siria e che sono state sequestrate da qualche banda di tagliagole, di poi è calato il silenzio tombale.

      O quel ragazzo dei centri sociali di cui mi sfugge il nome che viveva in Palestina non so bene a che titolo e che poi è stato sequestrato ed ucciso da un'altra banda di tagliagole.

      Io non si dire quanto contribuisca l'ambiente in cui uno cresce e che ti condiziona in un modo o nell'altro, non so quanto conti la "militanza" che poi di definisce e perdi la capacità di vedere le cose dal difuori ma dubito che ci sia un calcolo dietro.

      Ci sono modi più redditizi di guadagnarsi la vita che andare a prendere botte o tirare bombe molotov.

      Elimina
    8. Comunque, se esiste una obiezione ad un'opera pubblica questa deve essere in termini di rapporto costi/benefici.

      Se esiste una democrazia rappresentativa, le leggi le fanno le Camere (mi correggo, le facevano le Camere, adesso una il Caro Leader l'ha abolita).

      il movimento NoTAV non tira bombe contro la ferrovia, le tira contro la Repubblica. Io posso anche essere d'accordo nel demolire la Repubblica con tutte le sue istituzioni ma è importante che ci mettiamo d'accordo sul cosa e sul perché.

      Se una regola vale per Tizio, allora vale per tutti, me compreso. Se invece la regola vale solo per Tizio allora viene meno il patto fondativo dello Stato e di conseguenza ridiscutiamo tutto dai fondamenti.

      Elimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  13. Michele, evidentemente ho perso la capacità di spiegarmi. Non fa niente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No prob.. il tuo mi sembrava un generico "bisogna scegliere il sistema più adatto al posto" e questo è ovvio, solo sei incappato nell'esempio sbagliato.

      i miei 2 cent sulla valle di susa: non serve alle persone e il trasporto merci su rotaia in quel valico è in calo.

      stiamo parlando quindi di un opera inutile, fatta fondamentalmente per muovere soldi, dal pubblico alle tasche di alcuni privati.

      questo capita fin troppo spesso con le grandi opere, mentre vengono trascurate quelle piccole potenzialmente più significative

      oltretutto l'assurdità dell'opera ha coltivato questo serbatoio di "antagonisti" di tutti i generi che di sicuro non fanno parte di uno stato sano

      Elimina
    2. Astraendomi dal contesto, faccio notare due falle logiche:
      1. affermare una cosa come "il dato X è in calo" vale esattamente quanto affermare "il dato Y è in crescita", visto il contesto.
      2. se io avessi un incidente e mi portassero al prontosoccorso, non mi piacerebbe che il medico dicesse "mah, visto che la respirazione è in calo meglio non sprecare risorse". Il fatto che una certa variabile sia in calo non è solo la causa di un fenomeno, è anche e contemporaneamente l'effetto. Come abbiamo detto altre volte, se tu trascuri le strade, si formeranno le buche, la gente le troverà scomode e quindi le percorrerà sempre meno. Se dici "il traffico diminuisce, non tappiamo le buche", si formano altre buche, la gente ci va ancora meno.

      Elimina
    3. > mentre vengono trascurate quelle piccole potenzialmente più significative

      Ecco, qui ci sarebbe da aprire un trattato su alcune cose italiche come
      o - lo sdilinquirsi per le cattedrali nel deserto e il nuovismo di massa
      o - la viscerale ostilita' per la manutenzione e per gli approssi sistematici e sistemici

      Elimina
  14. a loré, mollami. il traffico merci è in calo su linea tradizionale saturo, quindi siamo in un contesto limitato dalla domanda (in calo) e non dall'offerta, costante e disponibile. la nuova linea non svilupperà oltre il traffico quindi no, le tue obiezioni sono sbagliate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche la merda è in offerta costante e disponibile ma nessuno la mangia. Esattamente come le ferrovie italiane. Chiunque abbia preso un treno in vita sua cercherà di evitare l'esperienza se appena ha una alternativa. E vale per un sacco di altre cose, io per esempio preferisco andare in moto con la pioggia e con la neve piuttosto che usare il trasporto pubblico.

      Sull'aumento e sul calo, sulla causa e sull'effetto, se non ci arrivi non posso farci niente.

      Elimina
  15. bravo, hai colto il punto. di merda c'è tanta offerta e poca domanda. investire risorse per sviluppare l'offerta di merda in questo contesto storico non è utile, punto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene ma per essere d'accordo con questa metafora bisogna dire che una certa soluzione tecnica è "merda" perché (ammesso che sia vero) non c'è la domanda.

      Ma a questa affermazione io oppongo sempre le due obiezioni.

      Primo, io posso decidere di costruire una strada in mezzo al nulla, quando c'è domanda zero proprio perché lungo la strada si costruiscano le stazioni di rifornimento, i magazzini, le piazzeforti e perché attorno a queste strutture sorgano i villaggi e le città. Quindi è la soluzione tecnica che CREA la domanda, non ne viene creata. Se per ipotesi la benzina costasse mille euro al litro, torneremmo ad usare le macchine alimentate a carbone o a merda, quindi la domanda di merda aumenterebbe. Cosi come se fossimo costretti a coltivare l'orto per mangiare, la domanda di merda per concimare aumenterebbe. Infatti fino a tempi recenti c'erano persone che si guadagnavano il pane seguendo le carrozze e raccogliendo la cacca dei cavalli oppure quello che oggi si chiama "umido" della raccolta indifferenziata.

      Seconda obiezione, se io ho la mia strada e per ragioni mie voglio spostare le risorse sulle navi, non devo fare altro che rendere l'uso della strada disagevole, per esempio tagliando i fondi per la manutenzione e/o imponendo un pedaggio. Nello stesso tempo investo nella costruzione di navi e porti. Ad un certo punto la domanda (o meglio l'utenza) si sposterà dalle strade alle navi. Quando l'economia inizia a dipendere dalle navi, il meccanismo si alimenta da solo, c'è domanda di navi. Significa che la "domanda" di una certa soluzione tecnica o di un prodotto o di un servizio non si determina per leggi della fisica indifferenti all'uomo ma si determina come effetto di strategie speculative in cui qualcuno alla fine guadagna. Non è affatto scontato che la soluzione X sia "merda" perché non c'è la domanda, anzi, spesso capita che la soluzione Y che ne prende il posto è "più merda" di X ma conviene ai padroni del vapore.

      Elimina
    2. Io prendo il treno, il treno puzza, arrivo a casa, mi cambio, mi faccio la doccia e dico "la prossima volta vado in macchina". Prendo il treno, ritardo, sciopero, guasto, manco l'appuntamento di lavoro, torno a casa e dico "la prossima volta vado in macchina".
      Ad ogni giro scende la "domanda".
      Se devo spedire un container e per spedirlo via ferrovia devo spendere 100 ore in burocrazia e non so se, quando e come arriverà a destinazione, poi devo preoccuparmi delle tratte intermedie, alle fine mi rivolgo ad un autotrasportatore che mi ritira il container nel cortile della mia azienda e lo scarica nel cortile del cliente, col minimo di sbattimenti.

      Che poi non è diverso da "se devo tacchinare una tipa e questa sta tutto il giorno col cellulare in mano, mi taglierà via una fetta di culo per comprarne uno anche io e fare l'abbonamento della telefonica pur di potere usare uozap e scambiare messaggi con la tipa. La differenza di sapore e di colore tra la merda e la cioccolata si può mascherare in vari modi.

      Elimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.