domenica 23 dicembre 2018

Casa dei lanzi

Eravamo in quattro, domenica scorsa. Una sgambata leggera per riprendere contatto con le gambe, con la terra (beh, dovrei scrivere neve), con la fatica. La mente tende velocemente al pigro, bisogna imporle una disciplina.
Un angolo negletto di alto Appennino; negletto perché lontano qualche chilometro dal crinale dove finisce la quasi totalità di alpinisti, camminatori, turisti. Lì non trovi nessuno - rispetto alle Alpi già l'Appennino è landa deserta, spopolata, anche turisticamente. Silenzio, ginepri, faggi, abeti bianchi, orme di lupo, affioramenti ofiolitici, tracce di cervi e cinghiali, pini neri.
Siamo arrivati a ciò che resta di un insediamento che fu abitato fino agli Sessanta del secolo scorso. Ca' Lenzi. Mi affascina sapere che il toponimo si originò dal fatto che l'insediamento primo fu dovuto ad alcuni lanzi/lenzi, lanzichenecchi che nelle loro scorribande, probabilmente nella loro calata su Roma, con Carlo V, nella prima metà del XVI secolo, decisero di fermarsi. In una cinquantina d'anni se ne è andato tutto a ramengo. Osservavo le cose fatte con materiali poveri locali (macigno, legno di castagno, qualche ferro battuto), ma con cura, come le feritoie lungo la stalla, per dare aria alle mucche, senza che si perdesse troppo calore (non ho scattato una foto). Tutto in malora. Impressionante e inquietante.
Territori così aspri per clima, pendenze, terreni forse risultarono miti o meno duri per genti germaniche.
Nella 4a immagine si osserva l'effetto stau, in crinale e la perturbazione in arrivo: dopo qualche ora, già tornati a casa, avrebbe iniziato a nevicare, una dozzina di centimetri di candore, di manto delle meraviglie, in una giornata vissuta due volte.







4 commenti:

  1. Sto cercando di recuperare informazioni su quell'insediamento. Devo chiedere al mio amico alpinista _fardi che mi disse di aver letto la storia di quei ruderi e dell'insediamento primigenio da qualche parte.

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  2. Nota che ancora oggi, con tutte le comodità offerte da tecnologia e disponibilità di energia, molti nordici si trasferiscono in paesi a clima caldo.

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  3. > Non capisco che senso avrebbe esaminare la logica dell'insediamento di 400 anni fa con l'ottica di un contemporaneo.

    ?

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  4. Ho scritto che mi piacerebbe avere informazioni in più sulla storia di quel luogo.

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