mercoledì 20 marzo 2019

Ultimo tentativo



Dunque, se tutto andrà bene. venerdì farò sostituire gli penumatici termici con quelli non invernali (il gommista li chiama stradali, mah, non è che gli altri siano da corridoio).
Forse sarà la volta che verrà un po' di neve. :)
E' l'ultimo tentativo in questo orribile inverno di siccità e polvere.

20 commenti:

  1. Ciao Uomo io ho risolto ilnproblena gomme facendomi mettere dei pneumatici quattro stagioni, che vanno bene tutto l'anno e sono un buon compromesso tra quelli invernali e quelli cosiddetti "stradali", che hanno il difetto di consumarsi molto più in fretta. Mi trovo bene con questa soluzione e la consiglio.

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    1. Sono gli invernali (o termici) che si consumano in fretta se usati con temperature (del manto streadale relativamente) elevate, Spirito.

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    2. Gli pneumatici "invernali" sono ovviamente più morbidi e scolpiti, perché devono aderire alla strada quando è bagnata o peggio. La gomma si ammorbidisce ulteriormente con l'aumentare della temperatura, quindi se vai con gli invernali in estate, ovviamente si consumano di più che in inverno.

      Viceversa, gli pneumatici "estivi" sono più duri e meno scolpiti proprio perché li usi con la strada rovente e più abrasiva (sabbia, sassi, ecc). Quindi si consumano meno col caldo e poco in inverno (perché aderiscono meno alla strada).

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    3. Io non ho mai usato gli invernali....

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  2. Io, che sono "ecologico", sulla motoretta ho un solo paio di gomme, sempre le stesse, finché diventano dure, non finché si consumano. Infatti, essendo ecologico, consumo poco le gomme cosi non disperdo poveri nell'aria. E vado piano, cosi consumo poca benzina e pochi freni, come sopra.

    Non come voialtri del teratoma.

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    1. Dovessi mai trovarti in coda dietro di me, ti sentiresti sicuramente "frenato" e verresti preso dall'irresistibile desiderio di sorpassarmi il prima possibile. L'espressione che uso comunemente per descrivere la mia condotta su strada è che "guido come un cadavere morto". E mi va bene così: davanti a me, la strada è sempre libera (dietro è un altro paio di maniche, ma basta non guardare nello specchietto retrovisore).

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    2. La mia abitazione e' in collina e con strade con forti pendenze.
      Il rischio di fare danni gravi, le poche volte che uso l'auto, in caso di neve, non trascurabile.
      Io nego le auto decine di anni, se qualcuno non me le distrugge, quindi preferisco, per quanto possibile, prevenire.
      Il tempo che utilizzo gli pneumatici invernali non utilizzo quelli non-invernali, quindi il consumo non e' che aumenti.
      Purtroppo, in questo inverno di orribile siccita', solo una volta, qualche dito di neve, il 16 dicembre, poi piu' nulla.
      Forse ora che stamattina me li cambiano...
      Sperem!

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  3. La normativa sulle gomme invernali è una mezza pagliacciata creata ad hoc per ingrassare i gommisti. Per rendersene conto basta guardare i test di omologazione delle gomme, dove basta anche un 15% in più di aderenza sulla neve per far passare una gomma da estiva a invernale. Io sulla moto ho messo un treno di gomme marcate M+S e le uso tutto l'anno, durano il 40% in più delle gomme "estive" che avevo prima pur avendo lo stesso grip.

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    1. Anche io, come ho detto, ho un solo tipo di gomme e manco so che tipo sono. Quando piove vado piano, problem solved. Anche perché quando avevo diciottanni andavo in giro con un mio amico che aveva un'auto cosi scassata che quando eri seduto si vedeva la strada sotto. Tipo i Flinstones. Adesso pare che le auto non possano circolare se non hanno tutti i servo-cosi del mondo e tutti gli air-cosi e gli ABS-ESP-ABC-DEF-cosi. Anzi, cosa 'spettano a mettere in commercio le auto a guida autonoma, che si sa che gli incidenti capitano per colpa del guidatore.

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    2. Il problema delle auto a guida autonoma non è tanto la loro fattibilità che è ormai una certezza da anni, il vero problema è la sicurezza informatica.
      Avere un'auto sempre connessa al mondo esterno tramite un sistema di comunicazione tipo GPS e tecnologie come internet espone il veicolo al rischio di venire hackerato o cracckato in ogni istante. In questo momento le case automobilistiche stanno spendendo molti più soldi per la sicurezza informatica (la cosidetta Cyber security) che per la mobilità elettrica, senza per altro poter dare garanzie (e forse la garanzia che un'auto non verrà attaccata dall'esterno non ci sarà mai). Quindi il rischio per la mobilità del futuro non sarà più che gli incidenti avvengano per distrazione o incapacità del guidatore ma perchè qualcuno si diverte a mandare a sbattere la gente come in un videogame :D

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    3. C'e' un intero reticolo di veicoli a trazione elettrica che...
      .
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      .
      si chioama ferrovia e che e' stato massacrato in lustri e lustri di antipolitica catramitica.
      Mi fanno scompisciare queste assurde mode dell'autoelettrica e i vari falsi che le sosttengono (ad emissioni zero pppprrrr, senza polveri fini pppprrr e minkiate del genere).
      E' solo un metodo verdognolastro per riformulare il problema .
      Nel frattemnpo, Lega/Salvini, nelle loro priorita' mettono
      Il TAx per il nullaminkia in Val Susa e poi
      'na ventina di austostrade.
      Ecco, forse non si baloccano con le riverniciature di verde dei sinistranti cocomeri.
      Tra un problema e un problema rivestito di opportunita' meno peggio il problema nudo,.

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    4. Ma l'hai vista la "sperimentazione" delle autostrade elettrificate? Quella che vorrebbe linee elettriche aeree (sulla falsariga di quelle che furono dei filobus) sulla rete autostradale per collegarci i camion con un pantografo... Sentita in un TG. Evidentemente le droghe allucinogene, oggi, sono calate di prezzo più del dovuto...

      P.S. Ho testè fatto una miniricerca, trovando questo riferimento, caso mai ti fosse sfuggita la "notiziona".

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    5. "... il vero problema è la sicurezza informatica"

      Ahahahahah... le comiche.
      La "sicurezza informatica" NON ESISTE da nessuna parte, per nessuna cosa. E' IMPOSSIBILE collegare un aggeggio ad una rete aperta come Internet e ottenere la "sicurezza informatica".

      Infatti, continuo a dirlo alla banca, che fare tutto con lo scemofono è esattamente come usare la carta di credito in giro per ristoranti e negozi, solo che la banca mi voleva mettere un "massimale" di SESSANTAMILA EURO, dicendo che con lo scemofono le transazioni sono "sicure". Cioè, se trovano il modo di clonare la mia carta di credito il massimale credo sia tipo duemila euro, se invece accedono allo scemofono il massimale è sessantamila. Geni.

      Mark, l'auto si può rendere relativamente sicura facendo in modo che il software sia su un supporto read-only e non si possa modificare. Ovviamente questo esclude gli "aggiornamenti" via Internet (eventualmente li potrebbero fare i concessionari) ma direi che se ne potrebbe fare a meno.

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    6. Ah, per la cronaca.
      La banca mi conferma che se qualcuno entra nel tuo conto con le tue credenziali tu puoi fare denuncia all'autorità giudiziaria ma poi la banca dice che sei stato incauto, colpa tua e nessuno ti rimborsa.

      Cosi, visto che alcuni miei conoscenti non si fanno tanti problemi.

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    7. MrKeyCoso, il motore elettrico è semplice, è efficiente e tutto quanto ma senza la batteria non andiamo da nessuna parte. Qualsiasi altro metodo, per esempio fare ricaricare la batteria via wireless annegando un qualche trasmittente nell'asfalto, implica ENORME spreco di energia per elettrificare tutta le strade (o anche solo le autostrade).

      Vorrei evitare di fabbricare auto elettriche e poi dovere anche fabbricare 10 centrali nucleari per alimentare la rete elettrica che le fa muovere.

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    8. "La "sicurezza informatica" NON ESISTE da nessuna parte, per nessuna cosa. E' IMPOSSIBILE collegare un aggeggio ad una rete aperta come Internet e ottenere la "sicurezza informatica".

      Appunto. Le auto a guida autonoma sono connesse a internet. Degli hacker hanno già dimostrato che è possibile entrare nella app Tesla e usarla per localizzare l'auto, aprirne le portiere e partire. Certo, per riuscirci presumo che ci vogliano delle conoscenze informatiche e una dotazione hardware/software che non sono alla portata di tutti, ma se fosse così semplice bloccare un attacco dall'esterno penso che non sarebbe successo.

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    9. Le auto sono connesse a qualche rete anche senza essere autonome. Se guardi o ascolti le pubblicità non ti dicono le specifiche del motore o del telaio, ti dicono quanti e quali roboanti aggeggi elettronici/social sono di serie. Tipo che puoi sincronizzare il tuo scemofono con la plancia dell'auto.

      Le auto autonome non richiedono la connessione ad Internet più di quanto la richiedano le auto "convenzionali" che ci sono in commercio in questo momento.

      Comunque, ripeto, se si mette tutto il software su un supporto Read Only, significa che non puoi modificarlo, quindi è intrinsecamente sicuro, per via "meccanica".

      Non significa che non puoi collegarti ad Internet ma che non puoi modificare via Internet il software dell'automobile. Puoi guardare i video dei gattini.

      Certo, se poi qualche pazzo pensa di manovrare le auto come pedine di una scacchiera e la "intelligenza" che le muove è "remota" e comunica con le singole auto via Internet... be', fa tanto Skynet e SICURAMENTE è un sistema per creare una infinità di problemi. C'è una ragione per cui gli aerei potrebbero volare autonomamente già oggi ma ci sono ALMENO DUE piloti ai comandi che DEVONO eseguire le operazioni critiche (atterraggio, decollo) manualmente.

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    10. Ah, non c'è mica bisogno dell'hacker per smontare un servizio remoto, basta un guasto dell'hardware (o una ruspa che tira su un cavo) oppure un aggiornamento non adeguatamente testato.

      Altra ragione per cui, una volta testato il software che muove l'auto autonoma, conviene NON modificarlo se non in concessionario, con gli opportuni aggeggi a prova di bomba e con un aggiornamento testato all'impossibile. L'idea che tutte le auto collegate ad un certo servizio siano immobilizzate perché non riescono a "parlare" con la mamma via Internet oppure che un update azioni i freni dieci secondi dopo, è abbastanza ridicola.

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    11. Giusto, Lorenzo. Vale anche per i mitici programmi impiegati in ambito amministrativo: ricordi la questione delle "cartelle pazze"? Non che l'abbia letto da qualche parte, ma la mia impressione è che si sia trattato di un errore nel software -- un programma fallato che gira su un sistema di calcolatori, con la loro velocità stratosferica, è impareggiabile nel trasformare un errore in una valanga di innumerevoli errori, potenzialmente anche più gravi di quello originario. Con personale umano al lavoro in una catena di uffici, l'effetto domino sarebbe sicuramente molto più contenuto, se non altro per un fattore di inerzia (e magari qualcuno si accorge pure che c'è qualche errorino in corso d'opera e blocca tutto prima che diventi una tragedia).

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    12. In realtà non è un problema del software o dei programmatori ma della parte "politica" o "commerciale" della faccenda.

      Il "commerciale" non si interessa minimamente dei tecnicismi, sono solo un impiccio, un fastidio. A questo consegue che le specifiche del programma sono o indefinite o irrealistiche e che le scadenze troppo ravvicinate. Per cui alla fine si pubblica "in produzione" un software non finito e non testato.

      Capita anche con la meccanica convenzionale che un certo prodotto abbia dei difetti ma col software è tutto più frenetico e, essendo "immateriale", più difficile da verificare prima e dopo il "botto".

      Che poi, ci servono le auto autonome? No, ci servirebbe riprogettare tutto il nostro modo di vivere in modo che non ci servano cosi tante auto. Che è esattamente IL CONTRARIO dell'interesse di chi vuole vendere auto.

      Capisci dov'è l'inghippo?

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