venerdì 7 gennaio 2022

La tresca in nuce

Abbiamo passato qualche giorno con mio fratello e la sua compagna _lcini (ormai da quasi un decennio). Prima di vederci in montagna egli mi confidò che ha una forte attrazione con una tale del gruppetto di snow boarder con i quali esce. Ella, divorziata e libera, lo attizza per bene, con foto, accenni a tacchi, intimo, etc. getta benzina sul fuoco molto bene. Il prossimo fine settimana faranno un'uscita in due (solo loro due) teoricamente sulla neve, nelle Alpi occidentali.
Tutto ciò ha comportato che mio fratello fosse via, spesso a spippolare sul furbofono, poco empatico con _lcini.
Rosa Canina (con la quale, pure mio fratello si ha accennato alla tresca in nuce, in vacanza) ed io abbiamo percepito questa dissociazione : non essere molto presente, a volte un po' freddo con la "cognata", con la voglia di andar via di tutta fretta.

Per qualche tempo questo principio di tresca mi ha molto inquietato: l'attrazione della novità diventa via via più forte con il passare degli anni in coppia e questo è come se destasse dei balrog, là in fondo.
Sono così felice con Rosa Canina e ogni mese che passa, all'aumento della nostra affiatata intimità corrisponde un aumento pure dell'attrazione del nuovo.
Paradossalmente anche il fatto delle scarsità di tango di questi ultimi mesi comporta che la valvola di sfogo del flirtare in milonga sia spenta, chiusa da tempo.
La possibilità di subire una forte attrazione erotica da parte di una donna è una prospettiva che trovo orribile, che mi inquieta. Mi inquieta al punto tale che non ho neppure più accennato alla questione, con mio fratello che non mi ha detto più nulla.

41 commenti:

  1. Hm... tuo fratello dice che è attratto da un'altra a te e a Rosa Canina e non si premura prima di dare il benservito alla compagna?

    Boh, non mi voglio immischiare, ma mi sembra più corretto, se proprio, dare il benservito alla compagna, o fare tutto in silenzio senza confidare nulla a NESSUNO, occhio non vede cuore non duole. Perché quando la sua compagna saprà, non ci resterà bene.

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    1. La "cognata" diciamo che ha snasato qualcosa: sesto senso femminile.
      Purtroppo (anche) mio fratello e la sia morosa sono, da tempo, in quello stato di quasi fratellanza, di eros nullo e poco sesso, che rende destabilizzante ogni prospettiva di una qualche novità erotica.
      Magari si farà un po' di grovigli XX-XY e poi gli scemerà interesse per la novità.
      Ora è in una sorta di limbo relazionale.

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    2. Io sono così inquietatp dalla situazione che non gli ho dato minimamente corda: oltre alla teoria molto distante dalla prassi, non avrei saputo cosa dirgli.
      Chaos, padre di Eros, si palesa.

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    3. Io, se fossi amica di tua "cognata", le direi di piantare tuo fratello SUBITO.

      Che se sta al gioco poi si dovrà inghiottire umiliazione su umiliazione.

      Io preferisco stare sola piuttosto che con uno che va dietro alle altre.

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    4. Nel diario della storia con A-Woman riportati le analisi di uno psicologo docente alla Cattolica di Milano sul tradimento
      o - con i figli
      o - con il lavoro
      o - con la famiglia
      o - con lo/la amante
      Lo psicologo, a denti stretti, osservava che nel 4o caso, la sua esperienza clinica riportava in certi casi, una riattivazione della relazione col coniuge/partner ufficiale.
      Immagino: con mio marito Pino il sesso è una noia, faccendo schiava [BDSM, esempio del tutto casuale] con Gianni, continuo a voler bene e a stare col Pino vaniglione, anche il sesso va meglio.
      Penso che dipenda
      o - dal saper gestire la cosa (inventarsi alibi, deviare, negare, ...)
      o - dal poco coinvolgimento sentimentale (forte quello mentale e/o fisico).

      Da tempo fratello e cognata sono, come scrivevo, in un limbo relazionale. Stanno mediamente mediamente insieme, niente male ma anche niente bene, relazione del fine settimana e delle vacanze.

      Pensate, Io!, che ci sono certe persone che di amanti ne hanno... due oltre! Non capisco come possano fare, anche solo per tempo e risorse necessari.

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    5. Sono tutte cavolate.
      Siamo programmati per figliare a più non posso perché in origine la mortalità, per malattie, traumi, denutrizione, esposizione agli elementi, era elevatissima e a fatica si riusciva a propagare la specie.
      La struttura base della società non è la "famiglia monogamica" ma il clan familiare che è fondamentalmente analogo al branco di lupi, dove ci sono alcuni individui dominanti che fanno un po' come gli pare e che lasciano agli altri quello che rimane. In questa logica in passato le donne si accontentavano che l'uomo provvedesse alla famiglia e che la legge tutelasse la famiglia "legittima" rispetto a quelle "illegittime". Ancora fino a pochi anni fa i figli nati fuori dal matrimonio, seppure riconosciuti, non erano equiparati agli altri nell'asse ereditario, se ricordo bene non ereditavano i beni immobili come terre e case, per ovvie ragioni. Bisogna tenere presente che nel clan familiare tutti provvedono a tutti, in qualche misura, tipo le sacre scritture che prescrivono al fratello di "sposare" la moglie del congiunto deceduto. Poi, chi sia esattamente figlio di chi, è un po' una questione secondaria. Coso qui, essendo figlio dei tempi, non si rende conto che se suo fratello dovesse figliare con una tizia, lui, cioè Coso, ne sarebbe responsabile, non per il diritto ebraico di duemila anni fa ma per la legge italiana odierna. Se il fratello fosse inabile a occuparsi dei figli, verrebbero assegnati a Coso o ai genitori.

      L'immagine speculare di quanto sopra è che gli uomini da sempre si preoccupano della propria "posizione sociale", da cui deriva la possibilità di fare o non fare, come per i dominanti tra i lupi. Le donne invece da sempre si preoccupano, stante il substrato legale, di abbindolare gli uomini "posizionati".

      Mi sembra che tanto "Io" che "Coso" abbiano una visione distorta della faccenda. Se "stare insieme" è una scelta, allora chiunque "sta insieme" con chiunque solo nei termini in cui ne ricava una utilità, che nel caso di Coso è il godere. Se Tizia è compagna di Coso, deve sapere a monte che lo "stare insieme" è funzione del tenere Coso in stato di sufficiente godimento. Appena questo stato viene meno, Coso non ha più ragione di "stare insieme". OPPURE, si addiviene ad uno "stare insieme" dove "insieme" è una sotto-utilità, tipo il calcetto degli amici e questo implica che Coso avrà almeno DUE "stare insieme", uno per lo "stare bene" e uno (o più di uno) per il godere. Infatti, chiariamo la faccenda, l'ideale di Coso è un harem. Non gli importa nemmeno che sia riservato, ci potrei entrare anche io. Se tutti e due godiamo e le signore ci stirano le camicie e ci accompagnano a fare qualche gita, Coso è contento.

      Quello che fa la differenza è proprio l'interruttore che scatta quando non si gode e non si sta bene ma si soffre, a vario titolo e quindi lo "stare insieme" diventa una scelta contro il proprio utile. La formula del matrimonio "fino a che morte non vi separi" è una condanna all'ergastolo, quindi deve essere in qualche maniera moderata, aggirata.

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    6. Infatti:
      "Sono felice con Rosa Canina, siamo ancora dei trombaioli vivaci."
      Come si vede, non è una conseguenza, è la premessa.
      Trombare -> felice.
      Che poi "felice" è un concetto ambiguo. Qui si intende più "soddisfatto".

      A me sembra tutto di una semplicità estrema. Quello che non funziona è la "coppia" come finzione, recita, commedia, in cui persone unite dal "trombare" si impegnano in attività che diano l'idea che abbiano qualcosa d'altro in comune. Finzione che collassa appena viene meno il "trombare", perché è nelle premesse. Nella premesse c'è l'ipocrisia che causa le disgrazie.

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    7. Capisco razionalmente la spiegazione di come vada il mondo data da anonimo, quella di organizzazione a branco di lupi con il figliare dei più forti, e eredità, e donne che abbindolano il più forte etc.

      Però esistono fluttuazioni (statisticamente non significative, ovvio).

      Diciamo che conosco la realtà in cui c'è un contratto e la parte forte (economicamente) "esce dal seminato" e cerca di fare i propri comodi. La parte debole (in alcuni casi) riesce a guadagnare indipendenza economica e si stufa di farsi piacere di essere relegata a "ruota di scorta". In quel caso, potrebbe decidere che gli/le sta bene rompere il contratto. Certo, il prezzo da pagare è non avere il supporto del clan famigliare acquisito, e magari perdere il supporto del proprio clan.

      Ripeto: nel mondo attuale si vive anche da soli. Non benissimo, ma si vive.

      In replica a UnUomo: a me farebbe ribrezzo avere un amante e continuare a stare con il marito. Certo, se non avessi i mezzi per sostentarmi, probabilmente me lo farei piacere (forse) per disperazione. Ma non è il mio stile. Io sono monogama, anche se l'Anonimo non ci crede. (Fluttuazione statistica?)

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    8. "Tu", il tuo esempio presuppone una coppia male assortita dal principio.
      Cioè che ci sia una volontà a priori di una delle due parti di approfittare dell'altra.
      Che è un discorso diverso.

      Coso invece qui sta descrivendo un fenomeno molto frequente, cioè che la relazione col tempo cambia e viene meno la "passione", di solito più da una parte che dall'altra e questa asimmetria causa un attrito che, come ho detto, evolve nel risentimento oppure nel cercare altrove. A me sembra che se non c'è modo di rinvigorire la "passione" spenta, ci si deve aspettare appunto il compromesso dei vecchi tempi, per cui ci si può sfogare altrove basta che poi si torni all'ovile oppure la separazione. E' chiaro che poi è come dici tu, nessuno è costretto a stare dove non vuole stare e quindi oggi le separazioni sono nettamente prevalenti, tanto che il matrimonio e la famiglia sono concetti che hanno sempre meno senso.

      Poi, alle osservazioni generali precedenti ne aggiungo un'altra ovvia, una volta le attività maschili e femminili erano separate, oggi sono sovrapposte. Significa che ovunque tu vada ci sono uomini e donne insieme, ogni giorno, tutto l'anno. Questo moltiplica le probabilità che si incontrino domanda e offerta. Per essere concreti, è normale che un marito a cui la moglie oppone la serranda calata e che si trova con la collega scosciata e/o che gli mostra i documenti e la scollatura, prima sia roso dal tarlo e poi ceda alla tentazione. Ovviamente vale anche a parti invertite.

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    9. > evolve nel risentimento oppure nel cercare altrove

      > il compromesso dei vecchi tempi, per cui ci si può sfogare altrove basta che poi si torni all'ovile oppure la separazione.

      Novita' di ieri sera: mio fratello ha lasciato _lcini, si e' separato".
      Ogni tanto riscrivete cose che penso da tempo, Nessuno, e per le quali voi usaste energicamente le vostre clave verbali.

      Dal punto di vista razionale (come se l'eros lo fosse, non c'e' nulla di meno razionale dell'eros) buttare al macero anni di affetti, intesa, basi comuni con un/una partner per iniziare un nuovo ciclo uno ciclo "solito" e arcinoto che porta da "innamoramento folle trombiamo anche tra due minuti" a "fratelli e sorelle che barba che noia", e' un'arssurdita' completa.

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    10. Coso, noi non diamo alle parole lo stesso significato.
      Per te "ragione" e "sentimento", uso volutamente termini impropri, sono due principi inversi ma equivalenti, come "ying" e "yang".
      Invece per me non possiamo conoscere e quindi comunicare solo concetti razionali. Non c'è alcun modo che qui o anche di persona, tu possa conoscere e trasmettermi delle "idee" irrazionali (nel caso di sopra, sentimenti). Invertendo il ragionamento, tu non puoi essere consapevole dei tuoi "sentimenti" e se anche lo fossi, non li potresti comunicare a nessuno.

      Ergo, stiamo scrivendo del nulla.

      Quello che ti posso dire in aggiunta al fatto che le idee irrazionali sono inaccessibili e incomunicabili, è che le idee irrazionali sono la gran parte di quello che il nostro pensiero produce. Qui sto dicendo che "idea irrazionale" come "sentimento" è ristretto al pensiero e non include il dato sensoriale, cioè sto dividendo il "sentire spirituale" dal "sentire corporeo" (es. freddo, fame, salato).

      Viceversa, se la grande parte del pensiero è irrazionale, le idee razionali sono quelle che superano il "censore" e quindi quelle di cui siamo consapevoli e possiamo comunicare. Sono una minoranza tra tutte le cose che pensiamo, una selezione.

      Ora, tornando al caso in oggetto, se ti trovi davanti ad un problema, "soffrire" è irrazionale ma analizzare la situazione e immaginare una serie di azioni per correggere il problema, è razionale. Esempio, esci di casa, ci sono 10 gradi sottozero, "che freddo alle orecchie" (sentire) -> "mmm, mi serve un cappello" (progettare).

      Se la tua "compagna" va con un altro o tu con un'altra, indipendentemente dalle tue sensazioni, poi dovrai agire e per agire dovrai analizzare e progettare, che sono nel campo del razionale. Oppure, puoi dare di matto ma in quel caso saresti "incapace di intendere e volere", quindi "irresponsabile" e nello stesso tempo "qualcosa meno di umano". Il fatto che la azione razionale sia mentire e ingannare è la prima cosa che impariamo da bambini quindi la cosa più immediata e facile. Una azione razionale è impostare la "relazione" come "coppia aperta" dove si condivide la logistica del vivere ma poi ognuno fa come gli pare per i propri svaghi. Una azione razionale è separarsi visto che non ci sono le premesse dello stare insieme.

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    11. Voglio chiarire il punto.
      Nessuno viene accusato o condannato per un impulso, un "sentire" o una idea irrazionale.
      Siamo giudicati dalle azioni che necessariamente conseguono un ragionamento, una concatenazione razionale di causa-effetto.
      Nel caso del "tradimento", la parola in origine descriveva l'azione di portare qualcuno legato al suo carnefice. Non dare uno schiaffo a qualcuno come azione automatica che non hai tempo e modo di frenare ma il pianificare ad eseguire tutte le azioni che servono a sottomettere qualcuno, renderlo impotente e poi portarlo da un luogo ad un altro, per consegnarlo, previa ricompensa, a chi gli vuole fare del male.
      Ovviamente vale anche il caso della omissione, con la attenuante "colposa", per esempio quando ometti le necessarie cautele nel fare qualcosa e da questo consegue un danno ad altri.

      Da questo deriva che il "tradimento" non consiste nel desiderare un altro o un'altra ma nel attuare il progetto che da corpo al desiderio.

      In un contesto dove ESPLICITAMENTE non era consentita la separazione, si dava solo la possibilità della "infedeltà istituzionalizzata", che tutte le parti erano costrette RAZIONALMENTE ad accettare. Nota che in questo contesto lo "adulterio" è fondamentalmente solo quello femminile perché ha come conseguenza la gravidanza.

      In un contesto dove AL CONTRARIO si insiste sulla priorità dell'individuo-monade su tutto l'universo e la "liberazione sessuale", come dicevamo altrove la necessità, più che la facoltà, di non figliare, la scelta RAZIONALE massimamente prevalente sarà la separazione. A monte, il venire meno di tutte le situazioni "istituzionali" come il matrimonio. In questo contesto lo "adulterio" sembrerebbe simmetrico ma invece non esiste, perché, altrettanto logicamente, nel momento in cui si compie si assume come premessa che siano venute meno le condizioni della relazione.

      Un mio amico mi diceva che a lui non importa se la moglie va con un altro, fino a che lui non lo viene a sapere. Prego notare, la premessa è che sia inevitabile che la moglie vada con un altro perché l'amico per primo assume di potere/dovere andare con altre e al giorno d'oggi NECESSE che la faccenda sia simmetrica. Nello stesso tempo, per non dovere concludere razionalmente che il matrimonio non ha senso, si usa l'espediente del "non sapere", quello che non hai davanti non ti obbliga ad agire RAZIONALMENTE.

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    12. Molto interessante.
      Qui arrivano mille mila questioni.
      I greci lo pensavano figlio di Chaos. Azzardato pensare che lo si possa inquadrare razionalmente.

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    13. Una relazione è sempre il risultato di una valutazione costi-benefici. I quali evolvono, col tempo.
      L'uso di questa bilancia è razionale?

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    14. Coso, la "relazione" alla base è un automatismo, consiste nella somma di espedienti evolutivi che consentono alle donne di vincolare gli uomini in modo che cooperino nella gestazione e nella cura della prole. E' altrettanto automatico degli espedienti evolutivi che consentono agli uomini di cooperare tra di loro in una struttura gerarchica. Sono cose in parte innate e in parte apprese ma sono cose cosi antiche che le diamo per scontate.

      La "relazione" che intendi tu è la interpretazione contemporanea dello "stato di natura" attraverso i filtri "culturali" che assumiamo dal contesto. Vedi la mia domanda a Sara circa che uomo vorrebbe la "femminista radicale", domanda che non arriva nemmeno vicino a Sara, dato il fatto che lei non è abituata alla speculazione. Nonostante, ironia della storia, la laurea in filosofia.

      Tu e RosaCosa non siete parte di un clan familiare che vaga nella foresta primigenia nutrendosi di quello che trova, coprendosi di pelli e riparandosi alla menopeggio. Invece vi muovete in un contesto enormemente complesso, cosi complesso che di fatto ne siete determinati. La tua "relazione" è più determinata dal contesto che dai tuoi pensieri e dalle tue azioni.

      Qui mi ricollego al discorso di "Io" sulla "correttezza" eccetera. Come dicevo, dato che siamo costretti a vivere in funzione del nostro contesto, di tutte le caselle che ogni giorno dobbiamo barrare, è ovvio che anche i cambiamenti non siano tanto una nostra decisione ma un incastro di un tot di altre caselle che dobbiamo barrare e quando queste caselle non sono barrate, non ci può essere cambiamento.

      Arriverei a dire che le scelte razionali erano all'epoca in cui andavamo in giro vestiti di pelli ma oggi non possiamo veramente scegliere, possiamo al massimo fare una mossa sulla scacchiera dove tutti i pezzi non sono mossi da noi ma dalle cose che succedono al contorno.

      Per rispondere alla tua domanda, non credo che sia una questione di costi-benefici in assoluto ma sempre di compromesso, nel senso del "meno peggio" o del "più meglio" (la stessa cosa detta in due modi) dato un certo schema di caselle o se vuoi di blocchi di Tetris che non siamo noi a determinare. Vedi bene che certe strutture come "matrimonio" e "famiglia" progressivamente svaniscono mentre nel contesto si solidifica una diversa griglia di incastri, che tendono ad isolare ogni individuo e a spingerlo più verso la "realizzazione di se" piuttosto che un "ruolo di genere".

      La conseguenza generale di quello che ho scritto è che per non essere condizionato dalle caselle di Matrix devi uscire dal contesto e uscire dal contesto impedisce la "relazione-incasellata" nel senso contemporaneo. C'è un prezzo da pagare, che si trova a monte rispetto ai compromessi "interni" della "relazione".

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    15. Per uscire dal Matrix-contesto inerente l'eros (nella sua accezione piu' ampia, relazionale) e' possibile semplicemente rinunciare ad esso (in realta' questo avviene a livello oggettivo, inconsciamente l'astinenza / autocastrazione puo' avere conseguenze notevoli e far rientrare dalla finestra cio' che e' si e' fatto uscire dalla porta).
      Insomma, il mondo e' questo, Nessuno.
      Vogliamo seguire Jung ed essere cio' che siamo o stiamo dall'altra parte, quella del "sii cio' che devi essere" di Freud?
      Certamente gli avi ti avrebbero tirato la roncola se foste andato presso la sottana della moglie, ma anche voi, ormai, girate in moto, scrivete qui sulla rete, non andate mica a piedi o a cavallo, non andate dallo scrivilettere, il sabato, al mercato, per farci avere il vostro pensiero.
      Come facciamo qui e ora? (in Arabia Saudita, in Pachistan, etc. tentano di risolvere i problemi come gli avi, ma non devono funzionare molto bene quelle societa', altrimenti saremmo noi che migreremmo in massa verso di esse e non saremmmo invasi da parte di questa feccia islamica che sposa... le cugine - il quoziente medio di intelligenza poi si vede com'è!).

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    16. Non ho capito il tuo ragionamento.
      Mi domandavi se le relazioni dipendono da un calcolo "razionale", diciamo "astratto" di costi-benefici o dare-avere.

      Io ti ho risposto che no, le relazioni alla base sono un automatismo, una serie di espedienti risultato di adattamenti evolutivi.

      Oggi noi non disponiamo più delle nostre vite perché siamo fondamentalmente asserviti alla macchina e quindi, visto che non ci possiamo autodeterminare in nulla o quasi, non possiamo nemmeno determinare le relazioni. Quindi ancora la relazione non dipende da un NOSTRO calcolo ma dall'incastro delle caselle tutto attorno.

      Tornando al discorso di "Io" circa il fatto che uno molla il partner solo dopo averne trovato un altro, sarebbe tutto diverso se vivessimo allo stato brado ma cosi, visto che siamo vincolati a centomillemila cose altre-da-noi, è il contesto che determina "should I stay or should I go". Il contesto determina come, dove e quando una relazione si crea e si distrugge.

      Un po' come ai tempi di mio nonno era il sensale che determinava il matrimonio del troglodita presentandogli le candidate disponibili nei villaggi circostanti. Moltiplicato per millemilamilioni.

      Torno a dire, l'evoluzione ci porta verso relazioni "labili", quindi niente matrimoni e niente famiglie. Le persone-individui sono atomicamente uguali, donne sono uomini e uomini sono donne, non ci sono ruoli, non ci sono doveri, i diritti coincidono con le voglie e tutti consumano in maniera parossistica senza però avere la facoltà di scegliere.

      Quindi concluderei dicendo, come per le "coppie" di scambisti, che anche le "relazioni" in generale saranno sempre più una finzione, che esisterà solo quando farà comodo e in quei limiti.

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    17. Ah poi attenzione Coso, la tua idea di "eros" nel nostro contesto è molto pericolosa.

      Ovvio, dato che le tue funzioni possono essere controllate tramite stimolazione elettro-chimica, ci vuole poco ad immaginare un "eros" come orgasmo sintetico realizzato installando elettrodi e erogatori di sostanze.
      Che poi è in concetto del "meta-universo" o della "realtà aumentata".

      Più la faccenda viene "scorporata", più è "didattica a distanza", più le relazioni, tutte, quindi incluse quelle "sentimentali" o "erotiche", sono un servizio/prodotto da consumare, dati gli incastri che dicevo nel contesto, senza attinenza con la fisicità delle persone.

      Ci dovremmo fare la domanda "io chi sono?"

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  2. A volte certi atteggiamenti, certe scelte sono il risultato di menage famigliari molto complessi.. speriamo non si innamora

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    1. Menage limiti, in questo caso.
      Storia né bene né male.
      Quando mangi riso in bianco o oassatovdi verdura per anni, poi una pizza... siciliana! :) ti ribalta, ti destabilizza.
      Non so cosa augurare a mio fratello.

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    2. Di cogliere l'attimo 😉

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  3. Secondo me ti preoccupi troppo.

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    1. Forse mi sono espresso me.
      Non mi preoccupa per mio fratello se non in misura ridotta. Mi preoccupo per Rosa Canina e me. Io ho un coinvolgimento emotivo importante nelle relazioni con donne, non saprei gestire la tresca "senza nulla far sapere" a Rosa Canina.
      Posso usare la forza di volontà, rinuncio alle distrazioni, ma poi perdo la libido con la morosa (ufficiale).
      Gradirei che questi casini stessero fuori di casa mia. Sono felice con Rosa Canina, siamo ancora dei trombaioli vivaci.

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    2. Solite distorsioni furbofoniche.

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  4. Bè è risaputo che anche alla presenza di una relazione vivace può pian piano infievolirsi la libido...sarebbe auspicabile che parlandone con una donna intelligente lei si aprisse a qualche gioco laido. Tony

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    1. Gioco laido?????

      Mah!

      Comunque non voglio sapere! :)

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    2. "Tu", la "laidezza" è immaginaria, non reale. Sono sempre le stesse cose dalla notte dei tempi. Una sculacciata sarà mica la fine del mondo.

      Forse l'ho già detto, una volta sono andato ad una fiera dell'IT a Berlino e c'erano queste signorine vestite da infermiera porca o da poliziotta porca che ti tiravano dentro gli stand con le manette eccetera. A me sembrava una cosa divertente come una parodia ma secondo me i Crucchi la prendevano sul serio.

      Parlando con un amico che si lamentava come tutti della moglie, lui sarebbe contento se tornando a casa la trovasse in lingerie o vestita da dottoressa o da poliziotta o che ne so, anche solo per la novità, invece la trova con la tuta da ginnastica, le calze di lana e le ciabatte da nonna papera.

      Potresti obbiettare "tutto il lavoro lo deve fare la moglie?" Certo che no ma deve almeno collaborare.
      Il guaio è che la moglie magari si veste da infermiera per il collega d'ufficio e, contrariamente alla teoria cosica che questo riavvii il matrimonio, di solito finisce male.

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    3. > tuta da ginnastica, le calze di lana e le ciabatte da nonna papera.

      Ahahha, Nessuno, muoro dal ridere! :) (:

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    4. Tony

      Ogni settimana che passo io divento sempre dubbioso sempre su piu' ambiti, cose, costumi.
      Temo che anche la lussuria, la laidezza non siano sufficienti quando una coppia e' bollita. Anzi, a mio avviso, solo quando una coppia e' ben affiatata, intima, ha una buona armonia e salute, si puo' permettere versioni eterodosse dell'eros.
      Nell'abito degli appassionati di sesso non canonico che io bazzicaci per qualche anno con A-Woman e' noto e stranoto che una coppia in crisi quasi sempre scoppia quando inizia col sesso "famolo strano, famolo insieme".

      Di tanto in tanto fate capolino, Tony. Sono anni che non scrivo piu' nulla che possa solleticare un qualche vostro interesse.

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    5. Io contesto.
      Non esiste "sesso non canonico", è tutto "canonico". Sei tu che hai bisogno del "proibito" per avere il peperoncino nella minestra ma è una finzione, una cosa tua tutta immaginaria. Cosi come un certo abbigliamento rende più "attraente" una donna per un mero effetto immaginario, che tra l'altro è convenzionale, ogni epoca ha i suoi. Certo a te piace il gelato al pistacchio e a me l'amarena, se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale.

      L'esempio che hai fatto degli "ambiti" non c'entra niente. Il fatto è che lo "ambito" esiste perché devi trovare altri con le tue abitudini. Se tu vuoi guardare mentre un altro scopa la tua compagna dovete essere almeno in tre. Il fatto di essere in tre MECCANICAMENTE ha già negato il fatto di essere in due, quindi non esiste più la coppia, esiste una triade. Se ci chiediamo perché non esiste in natura (che io sappia) una riproduzione sessuata tripartita, direi a naso che è un inutile spreco di risorse usarne tre se funziona con due.

      Mi dirai ma gli scambisti entrano nello "ambito", si scambiano, fanno quello che devono fare, poi escono dallo "ambito" e tornano alla vita "canonica". Non funziona, come ho detto sopra, perché lo "ambito" contraddice il "canone", quindi appena senti la necessità del primo hai già negato il secondo, figurarsi il danno cumulativo dopo "n" iterazioni. Lo dico con altre parole, la coppia di scambisti è una finzione. Tu per primo sai, non te lo devo dire io, che se domani andassi con una o peggio due o tre del tango, la tua relazione con RosaCosa salterebbe per aria. Che lei sia li a guardare può essere irrilevante o peggio.

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    6. Aggiungo a proposito del feticismo, anche quello al limite della pazzia.
      Una persona adulta non si scandalizza, dice "embè?".
      Io non sono un cultore di nessun genere ma se vedessi una certa pratica, per non esagerare diciamo quelli fissati coi piedi delle donne, direi "si, carini i piedi delle donne, però vanno lavati". Allora, mi sovviene un mio professore di liceo, non scherzo, che diceva che certe puzze corporee sono eccitanti. Boh, forse. D'accordo, che ne so, gli ormoni, se ti piace odorare le scarpe delle donne, oppure, fare come i Giapponesi che in certi angoli delle strade hanno i distributori di mutande usate, niente di male. Non c'è niente di "non canonico", nessuno "scandalo", nessuna maledizione divina, è sempre lo "embè?" che dicevo prima. Dovrei mettermi nel business delle mutante usate.

      Se non ricordo male nelle Scritture Dio fa piovere palle di fuoco sulla città dei Sodomiti perché avevano circondato la casa di un "giusto" che ospitava due "angeli" chiedendo che li facesse uscire per poi fargli il pelo e contropelo come nei film sulle prigioni americane. Ecco, quando il capo della Fratellanza Ariana ti prende come moglie si va oltre perché non è più un gioco tra adulti consenzienti, come per la pedofilia. Entrambe le cose erano comuni nel mondo antico, sia perché i ragazzini dovevano fare un certo "tirocinio" in certi ambienti, sia perché esistevano gli schiavi che erano costretti a subire passivamente.

      Il resto è tutto uguale, come i ventisette gusti del gelato nella gelateria.

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    7. Nessuno, a volte finite in papponi lunghi così.
      Se "canonico" per indicare "relazione erotica, sentimentale, a volte anxhe ufficialmente coniugale, eterosessuale, stabile ed esclusiva" fornitemi pure un altro termine che vedrò di utilizzarlo.

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    8. La coppia è finzione?
      Una voltaxserviva per trovare un buon partito, marito/moglie, per far figli (per I campi, per le guerre, etc.). Nonostante le norme severe e la pressione sociale, come osservate, uscivano lo stesso.
      Ora vincoli e pressioni, norme si sono allentate. Cambiato qualcosa? No e sì.
      No, perché le spinte biologiche verso l'esterno ci sono sempre, sì perché la tecnica (contraccettivi) hanno rimosso la questione/problema delle conseguenze riproduttive del sesso.

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    9. In quanto ai vostri "embè!?" ho dei dubbi.
      Dovrei fare qualche esperimento/misura e osservare le Vs. reazioni.

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    10. Il dizionario Treccani recita:
      "canònico1 agg. [dal lat. canonĭcus, gr. κανονικός, der. di κανών -όνος (v. canone)] (pl. m. -ci). – 1. Che corrisponde o è conforme a un determinato canone, a una norma fissata..."

      Capiamoci, Coso.
      Un povero scemo ignorante non si pone il problema di cosa ci sia oltre il suo orizzonte. Uno che invece sa che ci sono infinite cose oltre l'orizzonte, guarda le cose con distacco. Tu pensi di potere fare qualcosa di "non-canonico" che non sia ampiamente documentato su Internet o ancora prima sulle pareti dei postriboli di Pompei? Secondo te quando mi imbatto in qualche cosa "non canonica" e non entro nei dettagli, io ho una epifania o una crisi epilettica? No no, ti assicuro, è come vedere, che ne so, dei tizi della tribù Pincopalla con dei pendagli attaccati al bigolo o un pastore afgano che si inchiappetta un asino. Non solo non sono emotivamente coinvolto ma non la trovo nemmeno una cosa interessante da un punto di vista speculativo. E' come vedere uno di quei filmati ripresi dai batiscafi con qualche creatura abissale strampalata. Guardo, dico "pensa te" e passo oltre.

      La tua idea che esista "canonico" e "non canonico", lo capisci da te, viene dalla educazione giovanile, dalla idea di "lecito - illecito" e/o "benedetto - peccaminoso" e che ci sia qualcuno che ti guarda e che tu puoi indispettire o che ne so, inzigare. Mi domando quanto tempo deve passare prima che tu ti renda conto che le cose di base sono coperte dai "Dieci Comandamenti", quindi "non uccidere" è un "canone" concreto e tutto il resto invece è un gioco.

      Dato che è tutto un gioco, come il calcetto, si arriva con un certo abbigliamento in un luogo con certe dimensioni e attrezzature e poi ci si muove secondo certe regole. Cosi come la "coppia" di "scambisti", come la "squadra di calcetto" è necessaria per definizione a creare il concetto stesso di "scambismo", perché se fosse "gente che passa di li per caso" non ci sarebbe di conseguenza nessuno "scambio". Viceversa, se esiste lo "scambio" non esiste la "coppia", esistono delle persone che preferiscono andare insieme a giocare un certo gioco piuttosto che andare ognuno per conto sui a giocarne un altro.

      "relazione erotica, sentimentale, a volte anxhe ufficialmente coniugale, eterosessuale, stabile ed esclusiva".
      Hai elencato una serie di concetti differenti.
      Relazione erotica ci può essere tra trombamici o tra uno che si presta per denaro e un cliente assiduo.
      Relazione sentimentale ce l'ha Sara col suo gatto.
      L'essere coniugati significa avere ufficializzato davanti alla comunità un contratto che prevede diritti e doveri. Qui siamo nel campo della Legge.
      Eterosessuale è un neologismo significante che prediligi partner del genere opposto. Figlio della confusione mentale moderna perché i generi sono due, se fossero "n" avrebbe più senso dire "etero" che significa "diverso". Propriamente, un LGBTXYZ che va con un altro LGBTXYZ potrebbe essere definito "eterosessuale".
      Stabile, tu mi insegni che IN TEORIA potrebbe esistere una "relazione stabile" non-esclusiva e questo essere perfettamente "canonico". Senza citare i matrimoni di facciata contemporanei, pensa agli antichi nobili e ai re che normalmente avevano concubine di ogni sorta e poi la "consorte". Perfino i preti e i papi.
      Esclusiva... ecco, questo non è un "canone" come lo intendi tu ma uno dei Comandamenti e ha due ragioni ovvie, la prima è che c'è tutta una serie di ricadute dalla preservazione della "linea del sangue", la seconda è che evitando di desiderare la donna d'altri ti eviti anche le roncolate degli altri.

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    11. >tu pensi di potere fare qualcosa di "non-canonico"

      Nessuno, noto che spesso credete che io sia cosi' condizionato dall'esterno che voglia fare o non fare questo o quello perche', esternamente...
      Questa e' la vostra credenza, fate pure, avrete forse qualche ragione.
      Io voglio tornare al livello lessicale, ovvero di indicare in maniera breve, con un termine, il tipo di relazione che, fino a poco tempo fa, ante la distruzione-liquefazione, era il paradigma proposto per le relazioni uomo-donna.
      Canonico perche' proprio secondo una norma fissata.
      Insomma, se io mi metto a famolo strano, nelle piu' varie declinazioni che possono lasciarci pure indifferenti (io, ad esempio, rimango proprio con lo "embe'!?" che voi citaste rispetti a molte forme ed espressioni del sesso, mi lasciano indifferente, strano o non strano).

      Insomma, quando avete voglia di pizza peperoni e salame piccante, andate a chiedervi questo o quello? o a farvi mille mila digressioni?
      Mio figlio mi raccontava che a Napoli ti guardano storto se chiedi certe pizze. Ecco, forse qualche partenopeo ha una visione canonica della pizza e quindi NOn vi consegnera' la pizza peperoni e salame piccante, non "canonica" e vi fara' pure delle domande sul perche' e come e quando siate stati condizionati dall'esterno a favore di quella "roba" peperoni e salame piccante.

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    12. Ancora non capisco come ragioni.

      Ti ripeto, non esiste nessun "canone", se non quello che ti hanno inculcato i genitori, la scuola, il prete.
      Solo che crescendo uno dovrebbe essere capace di mettere le cose che gli sono state inculcate in prospettiva, altrimenti saremmo ancora nelle caverne timorosi del dio del tuono.

      Dato che ormai sono vecchio, non dico di averle viste tutte ma di averne viste abbastanza per essere ragionevolmente sicuro che non mi potresti stupire con nessuno dei tuoi "giochi". Ti posso anche assicurare che non mi scandalizzerebbero, i tuoi "giochi", al massimo penserei che sei un pirla, come quelli che si fanno i tatuaggi o tirano su la merda del cane con le mani, che non è proprio lo stesso di pensare che sei il demonio. Voglio dire, i bambini si mettono in bocca qualsiasi cosa, compresa la cacca, quindi?

      Non devo condividere i tuoi gusti.
      Come dicevo, a meno che sia in uno dei commenti che vanno nello spam e che tu non recuperi, ci sono quelli a cui piace annusare i piedi, quelli a cui piace collezionare mutande sporche. Ci sono quelli a cui piace essere appesi a dei ganci conficcati nella carne, quelli a cuoi piace indossare l'intimo femminile. A me possono piacere tutt'altre cose, ognuno il suo.

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  5. Bè è risaputo che anche alla presenza di una relazione vivace può pian piano infievolirsi la libido...sarebbe auspicabile che parlandone con una donna intelligente lei si aprisse a qualche gioco laido. Tony

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    1. Questo vs. commento, Tony, era finito nello spam.
      Non saprei in base a qualche considerazione guggliana. Eccolo liberato e pubblicato.

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