domenica 31 dicembre 2017

Ora o mai più

Ieri sono state u paio di ore abbondanti molto eccitanti.
Girato per la città, visitato un paio di botteghe per il sesso. Le ho regalato questo (qui una recensione del fratello maggiore, ho scoperto ieri questa Scandarella e le sue recensioni assai birbanti) un paio di altri oggetti li ho già acquistati giovedì.
Abbiamo alimentato le nostre menti che erano pronte. Curiosare, scegliere, pensare a come potremmo usare questo e a come usare quello. Si è lasciata andare. Eravamo eccitati. Poi, usciti, per le vie della città, ancora. Io scherzavo. Poi ella si è lasciata andare ancora. Mi ha accennato a cosa le piacerebbe fare in questo paio di giorni. Mi ha detto che dovremo vedere Belle du Jour, che la aveva eccitata al limite. C'è un grande potenziale e una mente curiosa. Sì, ella si è detta curiosa, che è attratta e intimorita da ciò che non conosce dell'eros.
Le ho detto che abbiamo  non molti anni di freschezza, ancora. Ora o mai più.
Ho acceso riscaldamento,preparato la legna nel caminetto, le candele. Sarà accogliente e calda la mia tana, per lei.


E' ancora poco

Al giornale radio ascoltavo di piazze contingentate, di ventimila agenti mobilitati. A Torino, dopo i gravi fatto di panico da attacco terroristico (islamico, per chi non si ricordi la realtà) hanno semplicemente abolito la festa in piazza (quelle orribili cataste di masse abrutite, nelle quali ai problemi locali si sono innestati quello esterno dei doni e risorse). Ecco il progresso verso l'inferno multietnico, multi (in)culturale, quello nei quali i gioiosi fratelli dell'islam religione di pace manifestano il loro affetto.
L'orribile miscuglione di ciò che storicamente, millenariamente esplode a contatto è diventato la norma propugnata dai razzisti anti. La guerra civile è già nelle strade. Sinistranti invasati e idioti gongolano.
Il peggior anno possibile a tutti loro con male e sofferenza dei peggiori. E' ancora poco per la catastrofe della quale siete moralmente e fisicamente responsabili.

mercoledì 27 dicembre 2017

Ora tornano



Sono a casa degli _zzz ora, con mio figlio. Dopo questi mesi di lavoro vorticoso mi si stanno ricaricando le batterie. Tempo ed energie. Eravamo a fare un po' di spesa, in quel supermercato osservavo che esistono molte belle milfe. Gli occhi nuovi...
Parlavo con lui... quelli che hanno due o tre amanti in parallelo. Devi avere una mente, ricordarti che hai detto a Franca che saresti andato a  Procida e di non raccontarle come era sulla Sass Long e dell'adrenalina di quella rossa come avevi anticipato a Natalia. Mamma  mia che casino. Troppo difficile. Per le donne di vuole tempo, denaro, risorse, energie.
Ora tornano i pensieri sessuali, il vulcano là sotto trema un poco. Iniziano i pensieri. Ora non posso pensare che sia successo veramente questo. Mi sarei ammazzato di seghe, anche solo all'idea, a sedici o diciotto anni. Semplicemente, quando sei in fondo alla riserva, l'eros cessa di esistere.
Poi fai il pieno di carburante e le lancette, sul cruscotto, tornano a puntare i pensieri lussuriosi. Tutto inizia a tramare, si alimenta... Curiosavo e leggevo questo (qui il papero originale di Molly Boswell, molto più interessante e schietto). Riuscirò a dedicarmi alla lussuria di _civa, per un paio di giorni, San Silvestro e Capodanno? Mi ha detto, di recente, dopo che abbiamo "chiuso", che ci eravamo detti che non eravamo innamorati, che io ero stato majeuta del suo piacere. Beh, non avevo avuto tempo, poca energia, ero stanco, abbiamo negletto le nostre menti erotiche. Avevo trascurato quella dimensione... majeuta. Direi così poco, quasi nulla o nulla. Assorbito dal tango, piallato dal lavoro la dimensione dell'eros non esisteva. Ora vorrei essere un istigatore, un cattivo maestro, io per lei, ella per me. Vediamo se il 30 riusciremo a fare qualche spesa insieme.

Molto severo

Ho visto anziani in riparazione, corpi consumati, funzioni che scemano e con esse la vita. Un ospedale è un luogo che può colpire, un reparto per anziani è un "Memento mori!" molto severo. Ora ci sono possibilità mai esistite prima, ci sono tecnica e strumenti. Ma questi corpi che non funzionano più inquietano, spaventano.
Domenica 24 sono uscito pensieroso, incupito. Una cosa che mi ha fatto pensare è che, poi, ci si abitua a tutto, anche a quello. Nei giorni successivi è andata meglio.

domenica 24 dicembre 2017

Aculei e pelo morbido

Le riunioni famigliari per Natale sono riunioni di porcospini: molti aculei e zone ridotte di pancini morbidi e delicati. Io nella mia amata solitudine non sono granché allenato a certi scontri, in un certo senso sono fragile e con pochi strumenti per gestire 'sti cozzi.
Ieri ho avuto uno scazzo con mio figlio perché gli avevo comunicato che saremmo partiti prima, ero intenzionato ad andare a trovare mia madre nella casa di riabilitazione. Passano un paio di ore e
arriva telefonata da mia madre, particolarmente ispida anche questa volta, che vieta, per la sera, la visita (troppo stanca per una serie di notti insonni dovute alle intemperanze della sua vicina di stanza affetta da demenza senile, capisco). Il bipede l'aveva presa malissimo poi è andato tutto in fumo... A casa mio papà che è ancora (a tratti in modo eccessivo, su alcune cose specifiche) legato al galateo e alle buone maniere si è messo a cazziare mio fratello per come aveva servito una portat(onaon)a dei suoi leggendari fagioli al mio bipede.
Affetti e coltellate, aculei freddi e pelo morbido tiepido.

Tutto sommato la vita è proprio così.
Buon Natale!

venerdì 22 dicembre 2017

Le ore oscure - 3

(Le ore oscure - 2)

Io cerco di resistere come posso, ad esempio declinando tutti gli inviti (meno uno) alla ridda di cene, a questa anticipazione frenetica del Natale. Si arriva alla festa solstiziale stufi di bagordi, dolci, mangiate. Quella dovrebbe essere l'inizio di un periodo, della rinascita del sole. A volte mi guardano un po' strani quando non accetto una fetta di pandoro e ascoltano la mia risposta :- “Ideologicamente lo mangio da Natale in poi!”.
La cosa buffa è l'ennesima sovversione, il fatto che invece di considerarsi fuori tempo, considerano me un po' strambo.
Anche da questo punto di vista questo è un  mondo sempre più lontano dall'essere calato nel tempo, nel qui e ora degli orientali, un mondo storto che anela a festeggiare Natale in Avvento, la Pasqua passati i giorni della merla, il carnevale a maggio (come delle ridicole e patetiche feste da queste parti), la sagra del crostolo/sfrappola/lattuga/chiacchera/... ad agosto e quella del tartufo a marzo. Anche l'antipatia per il pieno - vuoto, ordinario – straordinario, festivo – feriale, luce – oscurità, silenzio – rumore, etc. , fa parte di questo orribile appiattimento che non mi può che far inorridire, filosoficamente, edonisticamente, esteticamente.
Sento cittadini (artificializzati è pleonastico) che gnolano per freddo e oscurità: stamattina, osservavo i mille cristalli della brina e gli arabeschi nel principio di sottile permafrost, i riccioli impazziti del terreno cretoso congelato. La bellezza dell'inverno, delle ore oscure è evidente e mi fa felice ogni mattina che posso camminare e scendere lungo quel pezzetto di sentiero. Una bellezza così grande che annulla le luminarie pacchiane effetto discoteca pseudo psichedelica. Noi italiani custodi di tanta grande bellezza, proprio non ce la facciamo sulla luce, non so se sono peggio queste orribili luminarie discotecare tamarre o le candele mangiafumo a colori improbabili coi loro puzzoprofumi artificiali.
La bellezza dell'inverno, di milioni di miliardi di cristalli... solo gli occhi spenti e lamentosi non la vogliono vedere o non la vedono, nelle città coll'olezzo di piscio di magrebini molesti e ubriachi sui marciapiedi e la puzza di merde canine punkabbestiche. Posso anche capire ma anche questo degrado è e segno e concausa della grande bruttezza ugualista, della barbarie, dell'abrutimento.
Per questo non posso che appoggiare con decisione la proposta dei pentastellati di chiudere gli esercizi commerciali nei festivi. Negozio - ozio è un altro dipolo osteggiato da questa orribile liquidità ugualista, omogeneizzante, entropica. Un piccolo segno di restaurazione contro questo progresso regressivo, peggiorativo.
Un arabesco di brina, dono delle lunghe ore oscure, mi fa felice.


martedì 19 dicembre 2017

Antipolitica delle decisioni assurde - 10

(Antipolitica delle decisioni assurde - 9)
  • Non c’è una visione di prospettiva nel far opere pagate con soldi pubblici che consegniamo a privati (caso Maersk appunto) per loro business per far arrivare commesse di merci a basso costo dalla Cina (Cosco) e frutta dai paesi del Nord Africa e non solo . Nel migliore dei casi distruggeranno commercio e produzioni autoctone, al di là del senso delle grandi opere spacciate per utili , mentre quelle davvero di difesa del Made in Italy, del dissesto idrogeologico non trovano un cent di impegno concreto.
    Gianni Gatti via Effetto Cassandra

Se il 19 dicembre del 1973 qualcuno avesse affermato che  sarebbe stato necessario investire un intero mese di reddito (anche di più, ora, per redditi più bassi) per avere a disposizione un telefono e, che tale telefono sarebbe diventato inutilizzabile, per deterioramento fisico o "posizionale" nell'arco di un paio d'anni, lo avrebbero preso per mentecatto.
Camminando stamattina verso la stazione pensavo a quante decine di milioni di salari,  stipendi e incassi sono svaniti nel nulla. Questo solo considerando gli acquisti compulsivi per i furbofoni. Poi ci sono altre migliaia di inutili e costosi oggetti "posizionali", dalle calzature col nome americanizzato alle auto tedesche, alle casse audio mmerigane, gli abbonamenti al cinepattume via rete, etc. .
L'impoverimento del Paese e i suoi debiti non possono che aumentare. In questa realtà esistono i miti, i falsi: come osservava Alberto bagnai in Il tramonto dell'euro l'idiozia propugnatrice degli "investimenti esteri" (notoriamente da parte di associazioni di beneficenza filantropiche, vero!?). Poi la fissazione psicopatica delle infrastrutture viarie. Della follia Sì TAx "senza se e senza ma" ne ho già discusso.
In incipit le riflessioni di Gianni Gatti sull'assurdità del polo Maersk nel Savonese e una sfilza lunga così di pazzie nel furore sì global.
Masse e politicanti da esse espresse e da queste ben manipolate hanno perso il raziocinio in politica. Più infrastrutture per distruggere competenze ed economia locale, per aumentare deficit e dipendenza dall'altrove,  per impoverirsi di più e più velocemente. Ma non sarò nel coro pecoreccio e demagogico pentastellato per cui la colpa è sempre e solo dei vertici. Nella breve esperienza della "nostra" lista civica, la fissazione di politici locali e paesani e cittadini su più strade, più collegamenti, più parcheggi, più infrastrutture era oltre lo psicotico. Si noti che anche la distruzione dei paesaggi e il consumo aberrante di territorio vengono dal basso, da paesani e cittadini, da consiglieri e assessori comunali, non da ministri e parlamentari da Roma o Bruxelles.
In questa città cattocomunista vedo questi postsciocchi che non so se sono più comunisti o più consumisti.
Ora le strade sono dei colabrodo di buche indecenti, dal secondo mondo ci avviamo verso il terzo, i ponti sul Po crollano (qui, qui), i viadotti e cavalcavia si sgretolano, le micro e mini opere di difesa idrogeologica non si fanno. Se i keynesiani del "facciamo più opere per dare lavoro [a manovalanza di invasori, a deficit]" si contorcono dalle sofferenze, potrebbero pensare almeno a opere utili e alla manutenzione (qui l'utile è pleonastico) negletta.

E' tutto così straordinariamente assurdo.