sabato 28 novembre 2015

Mutande chiazzate

Settimana intensa e alla fine con forti tensioni al lavoro.
Sono finito su un progetto a trovarmi a fianco un brillante sregolato incurante. Direi un precox che sparge la sua roba non di rado fallace, sbagliata e che ha scambiato disponibilità e collaborazione con altro. Se dovessi trovare una immagine efficace: lascio in giro le mie mutande chiazzate di cacca... se non ti piacciono spostale.
Giovedì avevamo una demo, qualche minuto prima apro una cosa sulla quale mi aveva chiesto un aiuto, patatrac, si schianta. Allora, cazzo vai avanti su altre robe quando hai 'sti problemi?
Gli avevo già detto che non ero d'accordo sulla disorganizzazione di compiti e attività specificando anche su quale punto critico. Giovedì e venerdì mattina ha continuato come se non gli avessi detto nulla. Venerdì pomeriggio allora ho affrontato la questione: riusciamo a trovare un accordo sul metodo di lavoro?
No. Rivolgiti alla capa.

Allora qui c'è un problema di rapporti e dignità umana prima che di tutto il resto.
Se non fosse che il progetto è critico per l'azienda, io dovrei arrivare alla educazione diretta, che sarebbe una lotta continua. Gli esiti? Pessimi per il progetto.
Io conosco questi persone che potrei indicare come realizzatori precoci: buttano fuori della roba che appare come funzionante in cui all'interno c'è il contenuto del vaso di Pandora.
Il fatto che il tale sia un consulente esterno è parte del problema: viene, fa della roba, va, il resto sono cazzi di chi rimarrà. Dopodomani crolla tutto? Boh, non mi riguarda. La liquidità appariscente che caratterizza la contemporaneità caratterizza non poco anche questo progetto, il contesto, i criteri. Poi ci sono i probemi personali, l'ego, la politica del fatto compiuto, disordine e sciatteria,  l'ansia da prestazione e la frenesia del fare della roba.
Lunedì mattina ho organizzato una riunione a tre: potrrà essere pesante ma certi problemi è necessario affrontarli prima possibile. Questa orribile tensione ha lati positivi, io vivo anche di adrenalina e quando arrivo ad un certo punto mi piace lo scontro. Certamente il progetto non ne giova.



16 commenti:

  1. Penso che in ambito lavorativo si finisca per provare più o meno la stessa gamma di situazioni. Ne dico due che ho trovato particolarmente fastidiose:
    1. cliente che ti chiama mentre sei a casa perché il tale servizio critico non funziona e, nonostante tu sappia che in ufficio ci sono delle persone, nessuno risponde al telefono. Tu corri in ufficio e quando apri la porta trovi le persone A e B che si stanno facendo i fattacci loro mentre il telefono squilla, driin driin.
    2. classica riunione con le slide powerpoint con dentro WAM!, SPLASH! KAPOW!, grafici privi di senso, obbiettivi tipo "entro il 2017 avremo delle colonie su Saturno". Mentre stai considerando se vale la pena di alzare la manina per dire che per mille motivi tutto cioò non ha senso, senti il collega a fianco che interviene per fare i complimenti alla presentazione e al progetto cosi ben concepito.

    Riguardo invece le sorprese dell'ultimo minuto, a chi non è capitato di andare dal cliente, pigiare un bottone e vedere non solo un crash dell'aggeggio ma anche un simpatico testo che consiste in una stringa e una bestemmia.

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    1. > quando apri la porta trovi le persone A e B che si stanno facendo i fattacci loro
      > mentre il telefono squilla, driin driin. 

      Qui non capisco se con "fattacci loro" intendi "cose personali non lavorative" oppure se stiano lavorando ignorando la questione urgente.
      Non posso dire che il collega stia facendo cose sue personali; dico che è disordinato, sregolato. Se non hai finito il minimo per quella cosa perché vai avanti? Sarebbe come se nel montaggio di un automobile uno piantasse lì di lavorare sulla scocca e iniziasse a lavorare sulla tappezzeria o il montaggio dell'impianto elettrico: cosa succede a tappezzeria e impianto elettrico quando dovrai riprendere a saldare?
      Oppure: hai montato alla culo la portiera anteriore destra, perchê passi al portellone del vano bagagli quando la prima non si chiude neppure?
      Con il collega, _calpi, sono a questi livelli.
      Una volta ho messo a posto la portiera anteriore destra e ora pretende che sia egli a montare le portiere e io a metterle a posto.
      Qui si aprirebbe un laboratorio di psicologia per ego fuori controllo...

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    2. Il fatto che tu non capisca indica che sei ancora nella fase "ingenua" in cui ti fidi delle persone. Due dipendenti di una azienda qualsiasi, quando non sono continuamente sorvegliati dall'Occhio di Sauron e minacciati da una spada fiammeggiante, fanno qualsiasi cosa tranne lavorare. Vedrai lunghe partite a "solitario", vedrai grandi discussioni di "fantacalcio" alla macchinetta del caffe, via via a salire fino ad arrivare al programmatore che lavora per altri (non limitato ai programmatori, alla ATM qui da me c'era uno che aveva un laboratorio di falegname nella officina della azienda in cui svolgeva un'altra professione) mentre è seduto nella tua azienda o quello che si porta a casa qualsiasi cosa non imbullonata a terra.

      D'altra parte, siamo il Paese dove un medico ha tre lavori, lo pseudo-lavoro per la Sanità Pubblica, il lavoro come professionista nella stessa identica struttura in modalità "intra moenia" e magari anche uno studio privato da un'altra parte. Dove serve esattamente gli stessi clienti, facendo concorrenza alla azienda che lo stipendia.

      Nel tuo esempio delle automobili, se non ci fosse una organizzazione paramilitare spietata di capetti e capoccia che fanno il contrappello e misurano col cronometro, su 100 operai 10 lavorerebbero per passare il tempo, 70 giocherebbero a carte, leggerebbero il giornale, eccetera, e 20 ruberebbero il materiale dell'azienda per montare e rivendere automobili proprie. Che poi è la ragione per cui la famosa "collettivizzazione" dei mezzi di produzione tanto cara ai marxisti non ha mai funzionato, nemmeno quando c'era il Partito leninista a fornire i capetti e i capoccia.

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  2. Ma soprattutto ogni prodotto informatico ha sempre qualcosa che non gira. Mai vista una roba fatta bene

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    1. In linguaggio tecnico si dice che ogni software ha dei bug. In teoria però il "prodotto" non dovrebbe essere "rilasciato", cioè distribuito come prodotto finito fuori dalla fase di sviluppo, fintanto che i "bug critici" sono zero e i "bug non critici" sono sotto un certo numero.

      Quindi di solito il problema è che il "prodotto" viene rilasciato quando ancora non è pronto.

      Capita per due ragioni:
      - chi sottoscrive accordi/contratti non sa e non vuole sapere cosa vende e/o cosa compra.
      - chi decide le specifiche del "prodotto" pone degli obbiettivi e/o dei vincoli, in termini quantitativi o qualitativi, non realistici.

      Semplifichiamo, se non vedi roba fatta bene è perché i dirigenti delle aziende sono cialtroni e tra gli sviluppatori il tasso di disturbi mentali è elevato.

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    2. Vendere problemi.

      Se alcune tipologie di prodotti fossero fatte con la stessa qualità dei prodotti della cialtronogia informatica avremmo tassi di incdentalità che nessuna persona sana di mente accetterebbe.

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    3. Aggiungo che io ho improntato parte degli studi e gran parte del percorso professionale al kaizen e alla qualità totale.
      Devo dire che la.maggioranza delle persone non solo no ha questa mentalità ma è ostile ad essa.
      Risultati: vengono giù ponti in Sicilia, il monte Toc nel bacino del Vajont, trasfusionano uno con sangue del gruppo sbagliato, il servosterzo delle Alfa fa rumori orribili a fine corsa, ergastolano rumeno evade due volte e va a fare rapine violente eccetera eccetera. Mi chiederei perché la tecnologia informatica dovrebbe fare eccezione e non essere cialtronogia quale è.

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    4. UomoCoso, sai cosa ti da la mazzata finale?
      La epifania che ti sorprende quando capisci che nel "mondo reale" non conta niente quello che sai fare o che fai, conta la capacità di intessere relazioni.

      Il tecnico bravissimo nel suo lavoro è e sarà sempre uno scagnozzo, il venditore di fumo che intrattiene relazioni con il mondo diventa Briatore. Briatore diventa il capo della squadra corse Benetton anche se non sa girare una brugola.

      Infine, per chi vive di relazioni, il fatto che il "prodotto" sia fatto cosi o cosa, che funzioni bene o male, che sia utile o dannoso, non importa.

      Il prodotto è solo una scusa per intrattenere relazioni, un espediente. L'importante è tenersi in movimento come gli squali e fare passare l'acqua nelle branchie, sgagnare tutto quello che ti passa davanti. Senza connotati negativi, solo meccanica.

      Per cui, di contro, ai tecnici alla fine si insegna a fare finta di lavorare e su quello sono effettivamente misurati.

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  3. Dal tuo post ho capito che:

    1) il progetto e' critico per l'azienda
    2) il tuo collaboratore e' un consulente esterno che e' impreciso / approssimativo / inconcludente nel lavoro

    Domande:
    a) siete obbligati a tenervi lui?
    b) lo pagate in ogni caso???
    c) se il progetto va male, su chi ricade la colpa?

    Io non sono in un'azienda vera e propria, ma devo dire che non sono come il tipo che descrivi, ne' come i tipi che descrive Lorenzo.
    Il mio capo mi ha educato bene, io lavoro bene e il capo e' contento (almeno finora) e percepisco un ritorno per il mio lavorare bene.
    In uno dei progetti abbiamo una azienda come controparte. Ecco, tra due settimane li sbattiamo fuori, sono in ritardo nei pagamenti a noi e sono continuamente in pausa caffe', non fanno alcunché di quello che devono fare, e se lo fanno vanno a rilentissimo, si parla e si riparla sempre delle stesse cose, com'e' possibile che esistano realtà del genere? E probabilmente non sono neppure i peggio.

    Va beh, scusa se ho divagato, buona fortuna Lunedi.

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    1. > impreciso / approssimativo / inconcludente

      Impreciso sì.
      Approssimativo sì.
      Inconcludente?
      Ni.
      Nel senso che è brillante e veloce a realizzare dei prototipi. E' un realizzatore di scenari per palchi di teatro o sfondi cinematografici. Ci sono artigiani che sono maestri in questo (chi è appassionato della nota esalogia cinematografica tolkienana sa di cosa sto parlando).
      Allora una facciata iperrealistica di edificio sul fondo del palco è il massimo. Ma se cambi il contesto quello è il peggiore scenario possibile: supponi che a Nuvola vendano un appartamento al secondo piano di quell'edificio, che tu abbia organizzato il trasloco, sia arrivata lì sotto coi camion, prendi le chiavi, le infili nell'uscio in legno...

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    2. a), b) Non posso risponderti, sono questioni sul piano di dirigenza dell'azienda.
      c) Il progetto è un bambino che è stato concepito con il programma di farlo nascere a metà del quarto mese.
      Rischio problemi (gravi): 1 - ε.
      Io devo pararmi il culo: quindi ho informato per iscritto tutte le scelte dei capi sulle quali ho rilevato lacune gravi in termini di ingegnerizzazione, evoluzione, manutenzione, fragilità, instabilità, eccetera.
      Ora devo pararmi il culo anche per la robaccia che _calpi caccia dentro.
      Io sono un martello: meticoloso e preciso e documento tutte le scelte. Se la riunione di lunedì sortirà alcuni effetti, come il fatto che ciascuno dei due deve essere responsabile per il ciclo completo (test e manutenzione comprese) della parte di sistema che lavora, andremo in quella direzione. Altrimenti si apriranno scenari ostici: lavorare con una persona da cui difenderti? Come può finire l'uscita di un ambulanza in cui a metà degli incroci ci sono discussioni e scazzi pesanti tra i due dell'equipaggio?

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  4. Poi dovrei raccontare un episodio che dice molto sul'ego del prototipizzatore ...

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    1. UomoCoso, quanto ci scommetti che il cialtrone che "produce" alla fine viene visto meglio di te che "remi contro", pur avendo tu tutte le ragioni del mondo?

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    2. Facciamo l'esempio classico:
      Azianda XYZ che produce minkilli plastificati e usa il gestionale K e il CAD W.

      Si incontra il capoccia della azienda XYZ col venditore della azienda Pincopalla, risultato, cambiamo tutto il software in 15 giorni. Lo scopo di entrambi è "muovere" le cose.

      A quel punto interviene il "tecnico" della Pincopalla e ci sono queste due opzioni:
      - propone la procedura corretta che sarebbe procedere ad un esame delle procedure e degli strumenti attualmente in uso presso l'azienda XYZ, vedere le aree dove si possono apportare dei miglioramenti, redigere un progetto con i passi necessari allo sviluppo, al testing e al rilascio in produzione, procedendo per incrementi successivi.
      Inevitabilmente questa procedura indica che il contratto tra XYZ e Pincopalla è assolutamente fallato, nelle specifiche e sopratutto nei tempi.
      - sostiene entusiasticamente qualsiasi idea del "settore vendite" della Pincopalla, millantando che il software sia già pronto, salvo alcune piccole modifiche e che la introduzione nella XYZ sarà rapida ed indolore.Questo permette di chiudere il contratto e poi tutti i problemi successivi saranno scaricati sui livelli intermedi e inferiori delle due aziende XYZ e Pincopalla, che otterranno rispettivamente una quantità enorme di problemi nelle procedure e negli strumenti e lo sforamento dei costi tanto che il lavoro alla fine sarà svolto in perdita.

      Il fatto è che il "tecnico" che interviene a correggere i contratti suicidi che la sua azienda sottoscrive coi clienti viene visto come un elemento ostile, che "rema contro", quindi o viene eliminato o tenuto in posizioni non decisionali. Mentre il "tecnico" che opera in modo da validare tutti i contratti, non importa come, viene visto come una risorsa preziosa e nessuno gli chiederà conto del cliente insoddisfatto e del lavoro in perdita (la colpa sarà dei subordinati, come i soldati italiani decimati per diserzione in faccia al nemico dopo Caporetto).

      A questo aggiungiamo che la bassa forza, cioè i "tecnici", programmatori e simili, per loro natura tendono ad essere ineducati e portatori di personalità problematiche. Due programmatori lasciati a se stessi sono sostanzialmente incapaci di lavorare armonicamente allo stesso progetto e di solito covano disprezzo per i superiori e rivalsa nei confronti dell'azienda.

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  5. Man, i consulenti bravi costano. Vuoi un consulente come dici tu? Allora caccia i soldi e vedrai che lo trovi.

    La verità è che tutti vogliono abbassare i costi, e questi sono i risultati.
    Del resto, i dipendenti e i "dirittismi" sono per te un fardello insopportabile. I mondi perfetti non esistono.
    Rallegrati, che almeno il tuo consulente parla in italiano. A breve dovrai interagire a distanza con un centro "di eccellenza" del sud est asiatico.

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  6. Se per fare quel che si deve fare ci si concedesse quei tempi che sono realisticamente indispensabili e ci si limitasse a quelle attività che sono realisticamente utili... sai che pacchia, come si vivrebbe meglio? Invece.... corri... corri... fai questo... fai anche quello... poi si inciampa, si cade e ci si fa male. E si finge di stupirsene anche se era già tutto nelle premesse.

    P.S. Nella scuola, ho visto cose che voi umani... e sai cosa? continuo e continuerò a vederne. Anche in merito ai "consulenti esterni", dei quali non c'è effettivamente bisogno. Eppure, pare che le dirigenze ne siano innamorate, forse perché generano "movimento", come dice (secondo me a ragione) Lorenzo.

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