domenica 23 ottobre 2016

Patatrac

Patatrac stasera.
Le premesse, non erano le migliori. Ieri e stamani mi frullava in testa 'sta palle che ci saremmo visti stasera, e poi lunedì e martedì e poi pausa mercoledì con mio figlio e poi giovedì e poi ancora da sabato a martedì. Eccheppalle! Poi, risucchiato nel lavoro, il pensiero è andato via.
_mlero mi aveva detto che ci saremmo visti stasera, ella di ritorno dai suoi. Forse io avrei dovuto dirle di no.
Arrivata mentre avevo appena iniziato a lavare i pavimenti. Uffchepalle, la casa sottosopra e sposta qui e sposta là. La sentivo come una in mezzo ai piedi. Io non riesco ad essere carino in quei casi, avere gente tra i piedi mi irrita, anche se sono affetti.
Poi, a cena, su una mia osservazione a UnBipedinone che mangia acetobalsamico condito con varie pietanze, forse col dente un po' avvelenato per la mia scorbutichezza (pare che non esista il sostantivo, beh, lo conio ora) butta lì una battuta-frecciata.
Mi sono adirato, molto. Non ti devi mettere tra me e mio figlio. Duro, ad alta voce, indice puntato.

Si è alzata, ha preso il suo carrellino, le scarpe, in silenzio, è andata via, tornata a casa sua.
L'ho trattata male, Mi sono scusato, via SMS. Avrei dovuto dirtii che stasera avevo troppo da fare invece di essere malcontento.
Non dico di no per non essere sgarbato col risultato che... divento peggio: scorbutico, freddo, astioso.
La verità è che io NON voglio proprio una relazione che sia vedersi quasi ogni giorno. E' una cosa che non riesco a sopportare, in cui non riesco ad entrare. Di recente ho avuto un attacco allergico di una certa importanza, inizio a pensare che non sia del tutto scorrelato.
Ella è carina, discreta, quasi ideale. A parte una cosa: vorrebbe una relazione se non quodiana quasi.
Io no.
Io non voglio trattarla male perché ella non se lo merita. Forse il caso che facciamo una pausa di riflessione.
Io proprio non c'ho più voglia di una relazione che non sia lasca.
Un giorno durante la settimana, fine settimana alterni, qualcosa di più, occasionalmente, poi qualche giorno di vacanza. Per me lo stare insieme per lo stare insieme non solo non ha valore ma è 'na rottura di coglioni.


(via qui)

129 commenti:

  1. Un giorno durante la settimana, fine settimana alterni, qualcosa di più, occasionalmente, poi qualche giorno di vacanza. Per me lo stare insieme per lo stare insieme non solo non ha valore ma è 'na rottura di coglioni.: secondo me glielo dovresti dire così. So che è un po' forte, ma se è la realtà quella è. Non sempre fa bene girarci intorno.

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    1. nei fatti, glielo ha già detto. amen

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    2. Le ho detto varie volte che voglio una frequentazione lasca. Una trombamicizia, anche fedele , ma lasca.
      Le ho detto tutto questo mercoledì scorso mattina.

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    3. Amen mica tanto. Ci sono donne che tornano da tipi che le picchiano con un bastone.

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  2. Devi scegliere, purtroppo, un tipo di donna che condivide la tua idea di non vedersi tutti i giorni.
    Conosco bene quella idea, per una donna a cui tu piaci è difficile rispettarla: SALLO. Almeno per me lo fu in certo senso.

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    1. Io non sono adatto ad una relazione "canonica".
      Sforzarmi non solo non ha senso ma poi porta a questi malanimi astiosi.

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  4. Man, penso che molte relazioni si sfasciano per aspettative diverse. Ci sta.
    Penso però che queste cose che dici ora relative al tuo carattere dovevi dirgliele subito. Patti chiari amicizia lunga.
    Invece avete iniziato in un nodo in cu sembravate appena sposati...viaggio alle Eolie, giornate insieme..penso che una si senta autorizzata a credere che stavate davvero insieme seriamente e non una frequentazione sporadica come vorresti tu.
    Se non sbaglio lei ti ha pure dato la sua casa di vacanza questa estate e tu ci ha passato dei giorni con il figlio è l'amico senza di lei....non so, prendere si è poi mettere paletti? Non é molto bello.
    Forse lei é stata inopportuna con la battuta ma a me pare che tu l'abbia presa come pretesto....e si,l'hai trattata malissimo, ma qui in tanti ti avevamo segnalato che lo stavi facendo già da un po'...scusa la schiettezza. Io non credo che susarsi via SMS possa bastare.

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    1. > Penso però che queste cose che dici ora relative al tuo carattere dovevi dirgliele subito. Patti chiari amicizia lunga.

      Pensandoci ora, c'è stata una piccola ma sensibile "modifica" strada facendo.
      Ad esempio, prima si è aggiunto il martedì, nelle frequentazioni, poi dalla settimana scorsa lunedì.
      Sono stato un po' come la rana nell'acqua nella marmitta sul fuoco: la temperatura aumenta istante dopo istante senza che io me ne accorga.
      Anche i fine settimana nei quali io sono con Leo: all'inizio li saltavamo, poi è iniziato, non ricordo quando, che _mlero c'era anche in qualcuno di quei giorni.
      La questione, ancora, che io non riesco a dire di no, di volta in volta.
      No, quello via SMS è stato solo un pensiero. Le parlerò dicendo che non riesco di entrare in questa storia, che le voglio bene e non mi va né di trattarla male, né una storia "canonica" fatta, sostanzialmente, di frequentazione con qualche buco qua e là.
      Sto riflettendo, in queste ore, se tagliare proprio o fare una pausa.

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    2. Forse una pausa é meglio. Lei deve riflettere su come tu intendi il rapporto. Se non le va bene allora non ha senso continuare. Il punto però é anche un altro, Uomo...e tu lo sai. Lei é molto più presa di te. Tu la stimi per alcune cose ecc ma non ne sei innamorato. Quindi, temo che la cosa non abbia un grande futuro. Siete troppo lontani sia come coinvolgimento che come aspettative.

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    3. L'ho chiamata in pausa pranzo.
      Mi dispiace averla trattata male ed è l'ultima cosa che voglio.
      Stasera e domani starò per i fatti miei, come mi piace, come mi fa bene, come è necessario per meditare un po'.
      Giovedì parleremo viso a viso (al telefono non è bene, oltre a non piacermi).

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    4. > Lei é molto più presa di te.
      > Tu la stimi per alcune cose ecc ma non ne sei innamorato.

      Io farei, ancora una volta, il restauratore.
      In dialetto locale le direi :- At voi ben!

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    5. Restaurare ha senso se hai qualcosa per le mani di davvero prezioso e imperdibile...
      Puoi volerle bene si, ma a lei comunque questo tuo bene non basterebbe comunque. Vuole altro da un rapporto e tu sai che non puoi/vuoi darglielo...
      Spero comunque che vi chiarite, é sempre brutto lasciarsi con una litigata.

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    6. Io ritengo che il saper vivere tra uomini e donne sperimentato in secoli sia una cosa preziosa, perché porta seco le soluzioni a molti problemi dovuti all'impedenza Marte <-> Venere.
      Ad esempio 'sta roba che nella coppia "moderna" bisogna stare in due e fare tante cose insieme se non più cose possibili insieme non c'era mica una volta.

      Anche nel linguaggio, si diceva Ti voglio bene! e non Ti amo.

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  5. Io non riesco ad essere carino in quei casi, avere gente tra i piedi mi irrita, anche se sono affetti.

    Capita anche a me, quando parto a testa bassa per eseguire una mansione sgradevole dopo un buon lavoro auto-motivazionale ...

    :D

    (pare che non esista il sostantivo, beh, lo conio ora)

    Idem con patate : mancano un sacco di sostantivi, nella lingua italiana, e pure a me piace coniare al volo un sostantivo mancante.

    Mi sono adirato, molto. Non ti devi mettere tra me e mio figlio. Duro, ad alta voce, indice puntato.

    Chi prende posizioni nette è impopolare, vecchia storia.

    L'ho trattata male, Mi sono scusato, via SMS. Avrei dovuto dirtii che stasera avevo troppo da fare invece di essere malcontento.

    Ti stai ingannando, Uomo ?
    Cioè ...
    secondo me, e semplicemente, hai piantato i paletti per recintare il tuo dominio familiare, di cui _mlero non fa ancóra pienamente parte, essendo lei un'osservatrice in questa fase.

    ...

    Ah, capito;
    beh ...
    lei, se ci tiene pazzescamente a te, dovrebbe sopportare il tuo schema, sperando che tu cambi idea nel corso del tempo.
    Ma ...
    glielo hai detto chiaramente che non vuoi un rapporto in cui si sta insieme tutti i giorni, così come lo hai scritto a noi, qui sul tuo blog ?

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    1. > quando parto a testa bassa per eseguire una mansione

      Come scrivevo, nella pagina precedente, per me sono mansioni piacevoli, quando fatte nel giusto tempo e nelle giuste condizioni.
      E' un po' come quando cucino, mi arrabbio se qualcuno mi vuole parlare. Quando cucino - e sono una macchina super efficiente ed organizzata, altrimenti non avrei preparato quel pranzo, domenica, in circa mezzora, sia pur avendo qualche semilavorato già pronto - cucino e non faccio conversazione.
      Io penso che sia normale: quando un avvocato sta facendo l'arringa di difesa, la interrompe per conversare con gli astanti?
      Un'ostetrica, durante il parto, lascia lì tutto e si mette a parlare al telefono?
      No.
      Il fatto che io stia lavorando senza un compenso monetario, non significa nulla.

      La questione è che racchiusa nell'ultima frase di questa pagina: quando non c'è un qualche motivo per stare insieme (ieri sera non c'era se non fosse, appunto, per vedersi e passare la notte insieme, tra l'altro con sveglia mia alle cinque e cinquata) io non ho affatto piacere ad avere una portatrice_di_vagina in mezzo ai piedi.
      Se c'è vuole attenzioni e io sono impegnato in tutt'altro.

      Dirò tutto questo molto chiaramente quando le dirò, di nuovo, che non sono un tipo adatto per la relazione che vuole.

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    2. UUIC: "Se c'è vuole attenzioni"

      Questo è un punto critico per tantissime persone: uomini e donne e vie di mezzo, anziani e bambini e vie di mezzo. Troppi fanno una fatica immane a capire che vivere insieme non vuol dire sottrarsi la vita a vicenda. Troppo pochi comprendono che ognuno ha un suo territorio, per quanto sublimato e simbolico possa essere, che chiunque altro deve rispettare religiosamente. D'accordo che l'egocentrismo è un tratto etologico radicato nella nostra specie, però direi che se non è possibile stare fianco a fianco senza intralciarsi si è davvero superato il segno. Direi quindi che almeno oggi e almeno dalle nostre parti si è effettivamente superato il segno -- siamo ormai afflitti da una subcultura basata sull'invadenza. Sono un po' preoccupato al pensiero dei correttivi che inevitabilmente riporteranno le cose in carreggiata.

      P.S. E' un ragionamento generico, stimolato dalla tua narrazione ma non necessariamente riferito ad essa in modo diretto.

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    3. x MrKeySmasher:
      > subcultura basata sull'invadenza

      Pensa anche il concetto nobile, alto dell'accoglienza, connaturato al femminile.
      I disegnatori del nuovo mondo l'hanno reso subcultura, catechesi e prassi dell'invadenza dell'invasione e l'hanno martellata e la martellano da mane a sera a il_bobbbolo.
      Noi maschi siamo per avere un nostro spazio solitario.
      Questo è tradizione che si perpetua oralmente in varie culture.
      Anche il fatto di femminilizzare alla prostrazione la società dei sostituiti e sostituendi è un meccanismo utilizzato poi per una penetrazione coercitiva di massa da parte di culture altre, specie se ostili.

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    4. La tua scelta del termine "penetrazione" mi sembra illuminante, visto che parli di "femminilizzazione" sociale. Che la società venga "femminilizzata" proprio per indurla ad accettare le "penetrazioni" come un fatto naturale? Se così fosse, anche la pervasiva propaganda pro-omosessualità (precipuamente maschile) potrebbe assumere un significato diverso da quello apparente.

      Sia ben chiaro, non sto facendo il laido con giochi di parole idioti, sono serissimo e quanto mai "asettico" nelle intenzioni. Sempre più mi rendo conto che la deformazione del linguaggio è a tutti gli effetti un'arma.

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    5. Che la società venga "femminilizzata" proprio per indurla ad accettare le "penetrazioni" come un fatto naturale?

      Sì, MKS.
      Viviamo in un Paese femmineo e femminiello, come tante volte ho scritto su FB ( adirando i benpensanti e le benpensanti, prendendomi, una volta di più, del ''fascista'' ).

      ===

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    6. Troppo pochi comprendono che ognuno ha un suo territorio, per quanto sublimato e simbolico possa essere, che chiunque altro deve rispettare religiosamente.

      Eh ...
      sarebbe un bel punto di arrivo.

      ===

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  6. UUIC forse stavolta hai trovato chi ti supera in libertinaggio...non che io sia contrario a tale status; tuttavia c'è sempre un punto di approdo alle pulsioni, come sottolinei tu: dare una certa continuità:"... Per me lo stare insieme per lo stare insieme non solo non ha valore ma è 'na rottura di coglioni".
    Mi pare di capire che va facendosi strada...la concretezza.
    Che sia dovuta all' avanzare dell' età?

    Buona settimana UUIC

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    1. Perché libertinaggio?
      Ieri proprio, il sesso al quale si associa, il concetto di libertinaggio, non c'era, zero. Forse proprio per quello?
      Ero un antilibertino, intendi?

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  7. Ma cosa vuol dire "lo stare insieme per lo stare insieme"?

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    1. L'espressione è letterale.
      Nel senso di "stare insieme senza avere alcunché da fare insieme".
      Domenica sera
      o - non abbiamo cenato, ella ha digiunato
      o - era tardi, quindi non avremnmo avuto tempo per leggere o guardare un film
      o - non ci sarebbe stato del tempo per fare l'amore
      o - io avevo ancora un tot di incombenze da finire, in parte fatte stamani.

      Insomma, lo stare insieme per... stare insieme.
      L'unica cosa sarebbe stato di... andare a dormire insieme.
      Nota: da solo dormo meglio.

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    2. Gioia, te lo spiego io.

      L'essere umano è animale gregario. Quindi, salvo stati patologici, ci piace stare insieme ad altre persone. Si tratta della semplice vicinanza, che può implicare una discussione sulla teoria dei quanti o il fatto banale che, ad un livello primordiale, si dome meglio quando si dorme in compagnia.

      Ora, le persone non sono tutte uguali. Tra donne, tra uomini, tra uomini e donne.

      L'amicizia maschile non è "totalizzante", ovvero consiste nella cooperazione verso il raggiungimento di uno scopo, per esempio ci si raggruppa per la caccia, si compie l'impresa, ti torna a casa, si festeggia e poi ognuno nella capanna sua. Nel momento in cui ci si ritrova, massima coesione, che la vita di ognuno dipende dagli altri. Quando non c'è necessità, ognuno va per conto suo.

      Nel rapporto di coppia la donna invece vuole diventare il "tutto", il centro dell'universo. Questa idea agisce a tutti i livelli, dal fatto di vivere a stretto contatto, sia fisico che mediato (v. telefonate continue, mi pensi ma quanto mi pensi), alla ingerenza in ogni decisione e aspetto del vivere.

      Ora, UCoso vede in _Cosa una "amica" la cui funzione nelle sue giornate è relativamente definita, circoscritta, inizia e finisce, poi ognuno a casa sua.

      _Cosa vede in UCoso un compagno, quindi vuole il nido, vuole averne il dominio (cosa che include oggetti animati e inanimati) e vuole essere se non il "tutto" almeno una parte preponderante della vita di UCoso. Dice "mi pensi, ma quanto mi pensi", UCoso risponde "non rompere che ho da fare, ti chiamo io per metterci d'accordo per trombare".

      Il fatto è che UCoso un po' sente di avere il guinzaglio in mano, un po' non è abbastanza motivato per fare come fanno gli uomini, cioè mentire e fingere che avere attorno una donna ventiquattro ore al giorno sia piacevole.

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    3. Nota bene. Le donne questo non lo capiscono perché per loro lo "innamoramento" è appunto questione "totalizzante". Ma agli uomini non piace averle sempre appiccicate addosso. Belle, simpatiche e tutto quanto ma sono diverse e questa diversità impone il compromesso. Il compromesso (es. andare per negozi) costa fatica, a chi più, a chi meno.

      Alle donne viene relativamente facile sacrificare se stesse "per amore", ovvero per la fantasia "totalizzante" che vivono in un dato momento. Gli uomini invece ragionano per scopo e per dovere, se le condizioni non sono "logiche" nel rapporto dare/avere, se ne vanno.

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    4. Sì, penso che ci sia la nota e problematica impedenza marziani - venusiane che hai ben descritto.
      Il fatto che io abbia meno testosterone e quindi meno "voglia" di sesso, attribuisce meno importanza all'importanza di stare insieme.
      Analisi lucida, la tua, dal lato maschile del mondo.

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    5. Molto chiaro Lorenzo, grazie.
      Ma ci saranno donne a cui fa cagare andare per negozi?
      E uomini ai quali piace toccare un fianco morbido, nel sonno?
      Non so, chiedo senza polemica.
      Perchè a me, per esempio, andare per negozi fa schifo.

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    6. Esistono anche uomini ossessivi e appiccicosi che vogliono essere onnipresenti e se non scatti sull'attenti rispondendo subito quando ti cercano iniziano a frantumarti le palle, pardon...le ovaie. Peró nell'analisi lorenziana c'é del vero. Io mi guardo bene dall'ossessionare un uomo con la mia presenza ma se vedo che uno non mi corrisponde, lascio stare. Non sto attaccata a cozza, ecco. Questo non va fatto mai, non serve a nulla e fa scappare l'uomo ancora più lontano.
      Bisogna volere le stesse cose, ecco.
      Nel caso di Uomo, come detto sopra, sono troppo distanti per coinvolgimento e aspettative e in più lui non é nemmeno innamorato. Ecco perché non può funzionare.

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    7. Bisogna che ci capiamo.
      Esiste gente che [qualsiasi cosa] ma quando io dico che ci sono donne che tornano da uomini che le picchiano col bastone non intendo dire che ce ne sono tre in tutto il mondo ma che è un comportamento relativamente comune, cosi comune da essere uno stereotipo, da cui il famoso "femminicidio". Gli uomini muoiono cadendo da un ponteggio o investiti da un camion, le donne muoiono ammazzate a bastonate dagli uomini sui quali fantasticavano.

      Gioia, ammettiamo che sia vero che a te non piaccia andare per negozi, ignorando il fatto che le donne mentono a se stesse prima che agli altri. Infatti non ho ancora conosciuto una che abbia ammesso che preferisce il riccastro sul macchinone allo spiantato sul motorino, a dispetto di ogni evidenza. A parte che andare per negozi era solo un esempio, comunque non fa differenza, visto che evidentemente la gente non affolla i musei o che ne so, i club degli scacchi.

      Agli uomini piace toccare robe più o meno morbide ma ovviamente da svegli. Il fatto è che non possono passare le giornate a toccare cose morbide, quindi rimane la faccenda dello scopo. C'è un momento per toccare, un momento per riordinare la collezione di macchinine, un momento per la moto e un momento per il calcetto con gli amici. Le donne sono necessarie solo per la prima cosa, nelle altre sono un impaccio (es, "basta con 'ste macchinine che portano via un sacco di spazio", oppure "vendi la moto, ci serve un'auto familiare").

      Gli "uomini onnipresenti" sono di due tipi. Il Vito Catozzo meridionale sul genere "hai guardato la mia donna" e quelli che sanno che a certe donne piace il bastone, essere soggiogate, per una strana tendenza al masochismo sul genere "mi bastona perché mi ama moltissimo".

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    8. Ah Gioia, te ne dico un'altra.

      Gli uomini nelle donne cercano due cose, nelle relazioni temporanee, il sesso. Nelle relazioni a lungo termine, un partner.

      Il partner dello "amore" femminile è una creatura di fantasia ma per gli uomini è un socio in affari, un allenatore, un contabile, insomma qualcuno che è ABILE, CAPACE, che FA e FA FARE DELLE COSE. Si dice che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna. E' una versione un po' romanzata, nel senso etimologico del termine, cioè ogni Lancillotto ha la sua Ginevra. In realtà l'uomo ammira nella donna-compagna-partner, la capacità di raggiungere e permettere di raggiungere degli scopi pratici.

      In un'altra epoca, in cui generare e mantenere una famiglia era prioritario, in cui l'innamoramento era del tutto secondario rispetto agli aspetti amministrativi e contrattuali e in cui esistevano ed erano consentiti, servette e bordelli, UCoso probabilmente avrebbe anche potuto sposare _Cosa, per le ragioni sopra descritte, cioè che ne ammira gli aspetti pratici.

      Allo stato attuale, UCoso non ha questa necessità, probabilmente perché ha già dato ed ora si vede meglio nella auto-sufficienza piuttosto che in una società.

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    9. Riassumo, se volete trovare marito dovete essere tope e dovete spaccare la legna. Quello è l'ideale della moglie nell'universo maschile.

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    10. Lorenzo, me la togli una curiosità?
      Tutte 'ste affermazioni perentorie/peregrine sulle donne da cosa le ricavi? Vissuto, tue frequentazioni, romanzi harmony? Hai amiche "intime"? (non in senso fisico, intendo)
      Perché mi paiono un poco banali e datate. Per mia esperienza, buona parte delle donne disdegna sia negozi che bastoni, viaggia da sola e se la cava su più fronti. In breve esperienza in un parco avventura, ho notato ragazze molto più temerarie dei compagni/maschietti, notti survival nei boschi perlopiù al femminile. Ho amici che fanno una fortuna "sfrullinando" (decespugliando) perché gli uomini di casa son fighetti. Certo, io son montanara, ma dubito che tutte le donne, milanesi e non, siano come le descrivi. E che gli uomini siano così monopensiero e monointento. O forse me lo auguro soltanto.
      (beh, stavolta mi sa mi tocca uno sveglia_Cosa ;) )

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    11. Tutti concordiamo (superati i 20 anni) sull'evidenza che uomini e donne hanno attese e aspettative difficilmente sovrapponibili. E va bene, qui ci siamo.
      Ma io, per la mia struttura altamente irrazionale (e questo Lorenzo è un tuo cavallo di battaglia...ma c'è un "ma"), fatico a ricondurre tutto al filo antropologico/evoluzionistico.
      Per formazione e professione devo riconoscere che ci si porta appresso altro, che il cumulo di input che ci spinge a fare o non fare una certo gesto, non deriva solo da quel mix sapiens e neanderthal che portiamo nei geni. All'uomo del neolitico era chiaro che solo il villaggio, la tribù, l'appartenenza, potevano garantire sicurezza. Stop. Zero alternative, zero seghe mentali, zero conflitti.
      Ma siamo nel quaternario e siamo (malamente spesso, si sa) evoluti. Quindi ora, che per scaldare casa non devo far legna a forza, ho del tempo. Non entro neanche nel merito del buon uso del tempo, ecc ecc, dico solo che ora abbiamo infinite alternative, ci facciamo seghe mentali, attraversiamo infiniti conflitti.
      L'approccio "scientifico", risponde parzialmente alle nostre domande, perchè c'è altro in gioco.
      In me, altamente irrazionale, si generano cortocircuiti che hanno base neurologica e chimica, ma non solo. Io agisco anche spinto da una storia, che è la mia e quella delle persone che mi hanno cresciuto, dei luoghi che ho attraversato, delle carezze e dei calci in culo.
      Di fronte all'Altro non c'è solo Gioia sapiens che faceva la raccoglitrice e adesso invece compera i pomodori al mercato. Di fronte all'Altro io porto milioni di vettori e slanci e paure, che sono la storia di cui sopra.
      Tu dici che le donne mentono a se stesse (oddio, anche molti uomini, quindi parlerei di razza umana). Beh, un essere umano che mente a se stesso sta nel terrore, si racconta mondi altri per non sopportare lo strazio di vivere il suo. Chi ha un minimo di lucidità e di senno, preferisce il dolore della verità.
      Pertanto se ti racconto che le luci del centro commerciale mi risultano insostenibili e che fin da ragazzina disdegnavo (pensa che pirla) quelli col macchinone, sono nel vero. Il mio vero, che tiene conto della genetica e della storia.
      Concludo.
      Quando amo, amo (ahimè) abbastanza irrazionalmente. Ma sono stata sempre amata con altrettanto slancio illogico. Quando amo, consapevole del mio limite (il bisogno di prossimità), provo a lasciare spazio e respiro, a mettermi di lato.
      Allora può capitare che l'irrazionalità diventi altro e ci si accorga di poter costruire qualcosa assieme.
      Ho sempre amato uomini ai quali, piaceva toccare un fianco di notte.

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    12. Gioia, ci sono sempre scostamenti rispetto alla media, si vede che tu ti scosti di un tot.

      Ma ripeto, se la media non fosse come ho scritto, non esisterebbero i centri commerciali e i divertimentifici, la gente non si metterebbe in coda a migliaia per partecipare ai famosi "eventi di massa" come EXPO.

      Riguardo la notte, insisto, non è quello il problema, come ben dimostra UCoso.

      L'Ideale di UCoso sarebbe avere _Cosa in una casetta a cento metri da casa sua, lei viene la sera, cena, si mette nel letto, la mattina si veste e se ne torna a casa sua. Arrivo a dire che magari se quando UCoso è al lavoro _Cosa tornasse a stirare di nascosto qualche camicia non sarebbe male.

      Gioia, te lo sai vero quale è la professione più antica del mondo. Si tratta di una professione perché c'è una domanda, limitata e circoscritta nel tempo e nello spazio e c'è una offerta. Capisci che il professionismo, oltre al requisito della quantità ha anche un altro requisito, quello di tirare una riga tra personale e impersonale, cioè quanto ognuno fa entrare l'altro nel proprio mondo. La transazione economica esplicita, contrattualizzata, serve a garantire il massimo della impersonalità. Il livello subito sopra è la tresca in ufficio tra il capoccia e la segretaria, dove c'è una minore impersonalità ma ci sono comunque barriere abbastanza esterne. E via via.

      Aggiungo una cosa: te non sai nulla della tua illogicità (per definizione) e soprattutto di quella degli altri. L'unica cosa che puoi misurare, valutare, sono le azioni. Io dico sempre che la gente la conosci solo nelle situazioni difficili, estreme, quando cadono le (alcune delle) finzioni e maschere. Il guaio è che anche in quel caso le donne hanno un meccanismo automatico per cui, quando quello che vedono non corrisponde al loro immaginario, negano l'evidenza. Ed ecco che i nani diventano giganti, i giganti nani, i criminali principi decaduti, le carogne artisti incompresi, eccetera eccetera. Questo innesca un filtro negativo per cui i peggiori di noi, quelli che sfruttano meglio la possibilità di solleticare il fantastico femminile, vengono selettivamente premiati. Poi certo, tutto cede di fronte all'attrito della convivenza e torniamo a bomba all'argomento in oggetto.

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    13. @awak-lettere-a-caso.
      La tua "curiosità" esprime in termini un po' più sofisticati del consueto la miserrima obiezione riguardo il fatto che ne io ne nessun altro conosce personalmente tutta l'umanità. Io conosco uno con un fiore che cresce in mezzo alla fronte. Quindi?
      "Per mia esperienza, buona parte delle donne disdegna sia negozi che bastoni, viaggia da sola e se la cava su più fronti."
      Io non conosco NESSUNA donna che disdegni i negozi. Al massimo non ne fa una ossessione. Purtroppo le mie opzioni sono sempre meno ma in un altra vita prometto di compilare un elenco di donne in cui mi imbatto personalmente che "disdegnano" i negozi, ammesso che esistano.

      Per il bastone, fortunatamente sono pochi gli uomini che ne fanno uso. Cosi, per fare una ipotesi oziosa, sarebbe interessante misurare la risposta del 100% delle donne a fronte di un 100% di uomini bastonatori. Ah, no, aspetta, non è una ipotesi oziosa, esistono già oggi MILIONI di donne in altre "culture" che sono PER LEGGE animali da soma e se non basta, molte di queste vengono anche sottoposte alla mutilazione genitale (che ovviamente non inficia lo spaccare la legna). Invece di fare l'indagine presso le tue conoscenti e amiche, io ne farei una presso le donne svedesi che si accompagnano ai "nuovi-svedesi", quelli che hanno fatto lievitare il numero di violenze sessuali in Svezia del 1500% in pochi anni.

      Sul cavarsela su più fronti, benissimo ma chissenefrega. Se questa tua idea è sottesa a quella della "svirilizzazione" della società, sfondi una porta aperta. Queste donne che se la cavano sui fronti, sono quelle che adesso non sanno come mettersi davanti alle cliniche dove altre donne sono usate come incubatori in batteria per fabbricare bambini da vendere ai gay. O quelle che hanno la carriera e i figli ritardati perché sono cresciuti da servizi para-scolastici statali e dalle TV.

      Comunque, direi che se _Cosa fosse G-I-Jane come quelle che descrivi, avrebbe steso UCoso con una mossa di Krav-Maga prima di andarsene. Invece no. Scommetto che torna a Surriento.

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    14. x awakeat4am:
      > buona parte delle donne disdegna sia negozi
      ????

      > che bastoni, viaggia da sola e se la cava su più fronti.
      > In breve esperienza in un parco avventura, ho notato ragazze molto più temerarie dei compagni/maschietti

      Tu hai un punto di osservazione di un ambiente ancora naturale, non alienante e artificiale come quello urbano e dell'urbanismo diffuso.
      Siete e siamo delle minoranze sempre più piccole.

      Le persone con il sapere del fare quotidiano, i saperi del vivere, autonome e autonomiste, sono sempre di meno.

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    15. x gioia:
      > Ma siamo nel quaternario e siamo (malamente spesso, si sa) evoluti.

      Classico errore dei "culturalisti".
      L'etologia sta alla cultura come la parte sommersa del ghiaccione sta alla vernice di quella emersa.
      E' sufficiente alzare anche solo poco il fuoco emotivo e vedi la cultura evaporare come una traccia di umidità al sole di luglio.

      > Ho sempre amato uomini ai quali, piaceva toccare un fianco di notte.

      A parte i miei, io non conosco coppie di una certa età, tra i parenti e amici vicini, che dormano insieme.

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    16. "Non conosco coppie di una certa età, tra i parenti e amici vicini, che dormano insieme".
      Agghiacciante.
      Io non conosco coppie, di qualsiasi età, tra parenti ed amici vicini, che NON dormano insieme.
      A parte i miei quand'ero piccola. Letti separati. Ma erano sessantottini.

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    17. Lorenzo.
      Ho anche un po' riso, anzi sorriso. La transazione economica impersonale versus l'abbandono inconsulto.
      Per una che si commuove alle lacrime guardando "Up", è un mondo spigoloso.
      Comunque grazie, ho preso appunti. Sia mai.

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    18. Non so cosa sia "Up".

      La faccenda secondo me è abbastanza semplice. Tu incontri una persona, ci parli, ci passi del tempo e dovresti riuscire a farti una idea di chi hai davanti.

      Chiediamoci come sia possibile che _Cosa arrivi ospite sgradito a casa di UCoso con la sua valigina, Ucoso, infastidito gli dica di andare a ciapà i ratt e lei se ne torni con le pive nella valigina.

      (nota, le pive sono le cornamuse, strumento comune in tuta Europa, fa riferimento all'esercito marcia verso la battaglia con la banda in testa e fugge con le cornamuse mute, riposte nella borsa).

      Magari, dico magari, conviene non fare il viaggio di nozze PRIMA di avere acclarato il "come mai" di cui sopra.

      A meno che uno lo faccia "sportivamente", ovvero senza personalizzare più di tanto l'atto ginnico, il prima e il dopo.

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    19. Ah si. In merito a questo sono totalmente concorde.
      Up:
      https://www.youtube.com/watch?v=F2bk_9T482g
      Ma secondo me è meglio se eviti di guardare Lorenzo...

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    20. Bah, visto, letteratura tipicamente femminile perché descrive una condanna all'ergastolo come se fosse il fine ultimo dell'esistenza.

      Nel mondo maschile c'è Elena moglie di Menelao, storia di corna e coltellate su scala divina/planetaria o l'Ulisse di Dante, che dopo essere tornato ad Itaca a reclamare moglie e casa facendo strage dei Proci, riparte per le Colonne D'Ercole e "fatti non foste a viver come bruti".

      Se gli uomini fossero quelli descritti nella animazione che hai collegato sopra, saremmo ancora sui rami degli alberi a vivere di frutta.

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    21. Ma si...mica dicevo che anelo a questo. Mi fa piangere e basta Lorenzo. Così. :))
      Calzo il copione: leggera e frignona.

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    22. Scusa. Donna, irrazionale, svampita e frignona.
      Sono io.

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    23. Anche a me fa piangere se considero che rappresenta benissimo l'inutilità dell'esistenza.

      Nota che le donne non sono ne svampite ne frignone. Sono anzi estremamente pragmatiche e capaci di sopportare l'insopportabile.

      Sono irrazionali nel definire gli scopi, cioè la ragione per sopportare l'insopportabile. Come dicevo, se non fosse cosi, se le donne fossero capaci di analisi e di ragionamento, da cui conclusioni sensate il mondo sarebbe molto differente. Dal burka al veganesimo.

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    24. Nota che qui stiamo parlando di un uomo, Ucoso, che segue una logica contro una donna _Cosa che è palesemente illogica e quindi sopporta cose che lui non sopporterebbe mai.

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    25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    26. Avevo mixato due frasi.
      Conclusione, non otterrà mai ciò che desidera.

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    27. Per ottenere quello che desideri devi sapere cosa desideri. Che è un po' diverso da quello che dici di desiderare o anche da quello che pensi di desiderare.

      Il "mai" sta alla base del marketing. Se tu ottenessi quello che "desideri" al primo giro, non ti potrebbero più vendere altre cose che "desideri". Il "desiderio" deve rimanere insoddisfatto, generare frustrazione e come l'asino con la proverbiale carota davanti, trasformarsi in lavoro.

      Nel caso in oggetto noterai che UCoso si è guardato bene da spiettellare a _Cosa le cose che scrive qui come premessa.

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    28. @ uuic
      Al di là del mio ambiente, continuo a pensare che "non ho ancora conosciuto una che abbia ammesso che preferisce il riccastro sul macchinone allo spiantato sul motorino", "per la maggior parte delle donne è incomprensibile, bello il paesaggio, non ci si può arrivare in macchina, magari due passi coi tacchi alti?", "considerata la psiche femminile, più tu ti neghi più lei ti vuole", "le donne non vogliono la verità", etc., siano datati cliché.
      Per questo chiedevo a Lorenzo la fonte, che per me non è tanto la ristrettissima cerchia di amiche/conoscenti, quanto la rete, forum, gruppi fb, blogger, pur facendo la necessaria tara sull'(auto)menzogna. Le donne nei boschi le incontro, da sola io e da sole loro, e pure noto quasi un sorpasso nella componente femminile di gruppi di guide ambientali escursionistiche o alpine. Buona quota anche nell'apicoltura. Quest'idea di tutte appiccicose gnègnè tra tacchi&trucchi non mi pare rispondente alla realtà.
      Nemmeno mi convince il "quando io dico che ci sono donne che tornano da uomini che le picchiano col bastone non intendo dire che ce ne sono tre in tutto il mondo ma che è un comportamento relativamente comune, così comune da essere uno stereotipo, da cui il famoso "femminicidio". Gli uomini muoiono cadendo da un ponteggio o investiti da un camion, le donne muoiono ammazzate a bastonate dagli uomini sui quali fantasticavano." Credo che in molti casi gli uomini arrivino a tanto non perché abituali "bastonatori", ma perché non in grado di accettare/gestire donne con ritrovata autonomia, poco disposte a continuare storie per interesse e quieto vivere.

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    29. Si, adesso mi faccio descrivere "la realtà" dalle donne. Oh signore, riso amaro.

      Si riciclano sempre le stesse due ideine ridicole, cosi come i terroristi sono bravi ragazzi che improvvisamente si "radicalizzano" oppure compiono atti inconsulti a causa di depressione o altri disturbi mentali, i mariti uxoricidi sono bravi ragazzi che improvvisamente non accettano l'autonomia della moglie.

      Non si considera l'ipotesi che l'uxoricida sia una bomba inesplosa che fa tic tac fino dall'inizio, che ce l'abbia scritto in faccia, no no. TUTTE le donne sposano il principe azzurro, non è colpa loro se poi TUTTI i mariti si rivelano imbecilli e qualcuno anche pazzoide. Il pazzoide "capita" come i numeri della lotteria, si estraggono tot mariti imbecilli ogni anno e la povera sfortunata che pesca il pazzoide si prende la coltellata.

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    30. Allora la domanda seguente è: visto che gli uomini sono tutti imbecilli e soggetti all'impazzimento casuale, imprevedibile ed improvviso, che cavolo li sposano a fare?

      Si formino delle comunità di amazzoni che si riproducono col sistema di Vendola e gli uomini dentro dei recinti a pascolare. Se proprio proprio serve, si tira fuori dal recinto l'esemplare, si adopera e lo si rimette dentro a cose fatte.

      L'unico problema è che cosi non ci sono più i pirati-principi decaduti, i criminali-artisti incompresi, i netturbini-inventori, le guardie giurate-poeti, non si può fare dispetto al papi sposando il magazziniere, eccetera eccetera.

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    31. Forse si possono considerare più ipotesi, non è sistema binario. Dopo averti chiesto se avevi amiche "intime", ho letto in altro tuo commento che non consideri né considereresti mai le donne come tali. Beh, potevo arrivarci, visto l'atteggiamento inutilmente ringhioso con chi si permette di esprimere una sua (femminea) (ridicola) ide(in)a.

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    32. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    33. Non son stata così drastica, non per nulla ho messo un "credo". Poi sai che c'è, io sto per conto mio da un tot, per mia ed altrui fortuna, poi magari so potare ma la legna non la taglio e nemmeno sono topa, quindi sarò moglie di nessuno, e al momento mi domando ma che intervengo a fare, se non ho il physique du rôle, e se poi rimango male?

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    34. awakeat4am
      La mia impressione, visto che non ti conosco che per qualche pagina letta nel tuo diario, è che tu abbia un punto di vista assolutamente "non conforme" e che tu viva in un ambiente che NON è affatto l'ambiente dei grandi numeri, quello delle masse urbane sempre più inette, incapaci, artificializzate.
      Ovviamente ci vorrebbero delle misure.
      Poi uno va in un outlet o ad uno stadio e osserva delle differenze di genere.
      Anche quando vado in montagna, osservo delle differenze di genere tra uomini e donne.

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    35. Piuttosto, chi ti ha chiesto se sei topa o meno?

      Qui si tratta di proporre una teoria che descriva il fenomeno delle diverse aspettative che hanno Ucoso e _Cosa, partendo dalle cose che hanno condiviso fino a qui, cioè azioni e reazioni.

      La mia teoria è che le donne si auto-ingannano per abitudine e tutto quello che deve fare l'UCoso di turno, se sufficientemente motivato, è inserirsi in questo meccanismo di auto-inganno alimentandolo il minimo indispensabile.

      A me sembra che tu sia un esempio abbastanza lapalissiano di auto-inganno nelle cose che scrivi, cito l'ultima, quella delle "amiche intime".

      E' una balla colossale, nessun uomo considera una donna come un "amico". Non è per cattiveria, è che le donne non possono essere inquadrate nel sistema cooperativo-gerarchico delle amicizie maschili. Un uomo può FINGERE di avere una donna come "amico", specie in un mondo come quello contemporaneo dove è tutto apparenza e finzione. E qui torniamo a bomba, a chi serve o giova questa finzione?

      A proposito del "credo", due cose.
      La formula dubitativa non aggiunge con connotato positivo quando fai una affermazione. Solo un pirletta ha bisogno che tu gli conceda il beneficio del dubbio a priori. Ma anche questo è uno stereotipo contemporaneo, bisogna sempre affermare e negare nello stesso momento per non essere "[una cosa brutta]sti".
      Il concetto di credere implica il concetto di accettare un certo fatto come dato senza verificare se sia vero o falso. Ergo, metafisica. Scrivendo "credo" ancora non aggiungi un connotato positivo, al contrario, dici che o si accetta il fatto cosi come lo introduci o lo si rifiuta.

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    36. Che poi, insisto, tutte queste cose le diciamo nel contesto del Mondo Nuovo. Io esco di casa e incontro un sacco di donne col velo sulla testa e circondate da marmocchi. Vorrei chiedere a loro a proposito di mariti e indipendenza o di uomini e "amiche intime".

      Ancora, contraddizione, paradosso, inganno. A chi giova?

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    37. x gioia
      >> Non conosco coppie di una certa età, tra i parenti e amici vicini, che dormano insieme.
      > Agghiacciante.
      > Io non conosco coppie, di qualsiasi età, tra parenti ed amici vicini, che NON dormano insieme.

      Ancora, non ho misure, dati statistici, su numeri sufficientemente grandi.
      Riporto quello che vedo/ascolto nella sfera dei miei prossimi.

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  8. Ma non ha nessuno che possa aiutarla ad aprire gli occhi su questa relazione (va be' molte volte che neanche questo funziona, adesso stavo giocando io a fare l'illusa), visto che da sola non ce la fa proprio? Purtroppo si è illusa, crede di poterti cambiare (è una storia vecchissima di tranvate colossali), e la tua tecnica di farti lasciare non funziona. Glielo devi dire in modo chiaro e tondo che non ti piace e non vuoi stare con lei. A me dispiace per questa donna.

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    1. > non ti piace

      Non è vero.
      Non sono innamorato (nel senso di passioni, lussuria e fuochi ardenti).
      Ma sto con _mlero anche se non è il mio ideale fisico proprio perché mi piace per molti, molti aspetti.

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  9. Ricapitolo: tre minuti dopo esservi conosciuti vacanze assieme, lei ti presta la casa, pucci pucci, dormite uno dall'altra, vacanze assieme pure con amici e figlio, la interpelli per questioni strettamente legate a tuo figlio (e sono stata zitta lì per carità cristiana) e poi le piazzi una scena del genere?
    Sorvolo sulla definizione per te che tanto la abbiamo pensata tutti e mi auguro che lei fugga di gran carriera dal tuo egotismo ed egocentrismo.

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    1. Vedi, siamo diversi. La "scena" per me è molto meno rilevate del rapporto malsano della "pseudo-famiglia-che-va-e-viene". UCoso non può dire "non metterti tra me e mio figlio" dopo che ha messo il figlio nel lettone con lui e _Cosa.

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    2. Appunto, dico la stessa cosa.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Eh no. La tipa le domande se le doveva fare prima, non quando i buoi sono scappati dalla stalla. Se una cosa (tipo UCoso qui) ha le zampe palmate e fa qua qua, di solito è una papera.

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    5. Per quanto riguarda il precipitare verso una relazione sempre più fitta, Alahambra, non ti posso che dare ragione.
      Mea culpa!

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    6. Ovviamente ribalti le frittate Uomo.

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    7. Dai, scendiamo dal pero.

      Gli uomini imparano dalla prima adolescenza a raccontare qualsiasi balla a fingere qualsiasi tormento, a recitare qualsiasi personaggio se questo serve ad arrivare alla patata.

      La ragione è banalmente spietata: alle donne non piace la verità. Fanno il contrario di quello che dicono, dicono il contrario di quello che fanno. Gli piace la finzione, il raggiro, la complicazione, la scenografia di cartapesta, l'intrico, il dramma.

      Ora, UCoso conosce una, questa gli fa capire che è interessata. UCoso ci prova, questa gli dice di si. UCoso ci da di pialla e di bulino e questa dice sempre si.

      Magari ogni tanto _Cosa gli avrà buttato li qualche frasetta d'amore/romantica e UCoso, che ha percepito solo un ronzio, gli avrà risposto come facevano gli antenati cavernicoli "si cara" e "certo cara". Oppure Ucoso avrà ripetuto un suo repertorio consolidato di cose da dire alle donne per farle contente nei momenti topici, tipo il tango, fai un passo di li, lei fa un passo di la, tu fai una giravolta di qui.

      Non c'è colpa perché non c'è inganno. Ognuno in questo gioco delle parti trova quello che stava cercando. Se non fosse cosi, a _Cosa bastava poco per fare "due più due uguale quattro". Non ci sarebbe colpa nemmeno se UCoso gli avesse raccontato di essere un agente della CIA o il nipote dello Zar.

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    8. Lorenzo non ho intenzione di infilarmi con te in disquisizioni vacue rispetto a cosa caratterizzi o meno una donna. Il mio pensiero è molto simile a quello di Gioia.
      Stando sul pezzo, il fatto che _mlero non sia stata accorta a sufficienza (pensiero che condivido abbastanza) non toglie il fatto che Uomo, per quello che mi riguarda, si sia dimostrato uno stronzo. Ragion per cui, posto che in una situazione così non mi ci sarei messa, fuggirei da lui alla velocità della luce.

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    10. Il termine "accorta" si attaglia a Biancaneve che si addentra nel bosco dove abita il Lupo.

      Non si attaglia ad una donna adulta che ha già incontrato un certo numero di UCosi e che ha già visto, detto e fatto tutto quello che c'era da vedere, dire e fare.

      Mi fai abbastanza ridere, AlaCosa per il fatto che tiri la solita riga banale dell'uomo stronzo e/o imbecille appena si palesa che non è il corsaro spericolato-principe decaduto-poeta sensibile che ti immaginavi.

      Vuoi sapere cosa c'è di vacuo? Il gioco della "povera vittima".

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    11. Ribaltiamo allora il gioco. La povera vittima è UCoso voleva solo del sesso senza amore e adesso viene obbligato al more uxorio.

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    12. Lorenzo sto dicendo una cosa diversa, e porca miseria la sto dicendo dalla prima volta che sono approdata nei blog di Uomo.
      Uomo non è una persona solida. Non lo è. È alla perenne ricerca di qualcosa di diverso da quello che ha (quanto meno in campo relazionale) e di quello che la realtà è (e questo nella vita generale). È capriccioso, è instabile, vuole tutto ed il suo contrario, rincorre quelle che non lo vogliono e scappa da quelle che lo vogliono, si fa paranoie mentali inesistenti ma poi non si fa le domande che dovrebbe farsi, si infila in situazioni che poi non sa gestire, pretende una totale condivisione dei suoi interessi e delle sue idee salvo poi reclamare spazi che lui per primo rende comuni. Ciliegina sulla torta l'egocentrismo e l'egotismo che lui porta a dei livelli professionali. Tutto questo fa sì che abbia degli atteggiamenti da stronzo.
      Ora, Uomo ha più volte sostenuto qui che tempo addietro avrebbe voluto conoscermi. Ho sempre evitato di dar corso e di esprimermi in merito perché con un uomo che si comporta come lui non ho nulla da condividere, e mi è stato chiaro dalle prime 10 righe che ho letto, figuriamoci lo avessi visto. Questo perché sono una donna senza alcuna smania di salvezza del prossimo che capisce esattamente quello che le si dice e dice esattamente quello vuole si capisca. Per intenderci: se ti chiedo se hai voglia di uscire è perché sono interessata a saperlo e non per la dietrologia "glielo chiedo così capisce che voglio uscire io e se non lo capisce è perché non mi ama". È un esempio molto cliché beninteso, ma esplicativo e mi sembra in linea con ciò che tu pensi del genere femminile.
      _mlero non si è resa conto di come è fatto Uomo, molto male per lei. Capita di prendere tranvate nei denti, ma ovviamente mi dà da riflettere su di lei. Mi darebbe ancora più da riflettere ed alzerei le mani se lei tornasse, perché ora non può non essere evidente. Sprovveduta, incauta, poco accorta, poco assennata, illusa... scegli un po' tu quello che preferisci, cambia poco, non toglie una virgola al fatto che lui sia quello che è.
      Per inciso. In situazioni come questa "povera vittima" non è espressione che mi appartenga e siccome ormai mi conosci a sufficienza ti pregherei di non scadere in così basse provocazioni che sai fare molto meglio.

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    13. Alahambra, stai abusando della mia pazienza.
      Ero arrivato quasi a cancellare il tuo commento.
      Hai scritto, qui in casa mia, troppe robe reboanti prive di alcun riscontro oggettivo e del tutto opinabili.
      Tu conosci poco, quello che viene scritto qui che è una mappa estremamente sintetica della mia vita, che riporta una parte estremamente ridotta di quanto avviene nella mia vita.
      Dovresti avere il buon gusto di renderti conto che puoi avere delle idee o poco più e di non comportarti da cafona in casa di altri.
      Non c'è alcun obbligo di volermi bene, tanto meno di leggere queste pagine.
      A proposito di illogicità e invadenza femminili.

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    14. Io dico e affermo che NON CAPITA di prendere tranvate sui denti.

      Rileggiti prego, parte prima:
      "Sprovveduta, incauta, poco accorta, poco assennata, illusa..."

      Questi aggettivi descrivono un minore o una persona incapace di badare a se stessa, ergo...

      "In situazioni come questa "povera vittima" non è espressione che mi appartenga"

      Menzogna. Lo dici in maniera obliqua descrivendo la persona come qualcuno incapace di badare a se stesso che PER DEFINIZIONE viene abusato, circuito dallo "stronzo" della favola.

      In questa sede è irrilevante quanto sia narcisista UCoso, per ipotesi _Cosa potrebbe essere 10 volte peggio, per quello che ne sappiamo.

      Qui si dice di due adulti che si frequentano, fanno cose eterogenee insieme e come risultato hanno coinvolgimento ed aspettative (apparentemente) differenti.

      UCoso non ha messo le mani avanti il giorno zero, d'accordo. Non l'ha fatto perché NESSUNO di noi lo fa (tranne me in certi casi, che sono pirla). Nessuno lo fa perché alle donne non piace.

      Allo stesso tempo _Cosa non si è fatta scrupoli più di tanto, per quello che ne sappiamo. Avrebbe potuto girare un po' attorno ad UCoso se la convivenza era un requisito/scopo irrinunciabile, invece di partire a razzo.

      Il caso di UCosino è palese, errore doppio, di entrambi, eccesso di familiarità che io, per esempio, non mi permetterei mai.

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    15. C'è un ovvio problema logistico, mi pare. Sulle prime ci si incontrava su un "terreno neutro" e l'isola estiva è stato il non plus ultra. Ambito dove la quotidianità non esiste.

      Tornati al mondo reale, comincia il problema di abitare nelle rispettive case, cosa che definisce fisicamente e metaforicamente l'entrare ognuno nel mondo privato dell'altro. Si sa che poi cominci a lasciare lo spazzolino, il pigiama, i vestiti, eccetera. Infatti ho dei conoscenti che hanno due o più armadi di vestiti nelle case di due o più "fidanzate", ognuna all'oscuro dell'altra.

      Ciliegina sulla torta, come dicevo, capita che i giorni liberi di UCoso vedano la presenza forzata di UCosino, ergo un altro livello "personale" che volenti o nolenti bisogna condividere.

      Purtroppo la conclusione che UCoso dovrebbe trarre da questa storia è che allo stato attuale non può avere storie di durate media o lunga senza portarsi in casa una "fidanzata", per via del fatto che la logistica gli impone una familiarità eccessiva per storie superficiali.

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    16. Uomo, cancella ciò che vuoi. Non farai che rafforzare il mio pensiero, formatosi per le tue dichiarazioni qui e nei commenti su altri blog. Questa è solo una parte della tua vita? Certo, quella che ritieni esemplificativa o interessante o importante della tua vita e su questa ci basiamo tutti.

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  10. Non sei innamorato, non lo sei mai stato di lei.

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    1. No, non sono innamorato di lei.
      Se dico che le voglio bene, ma non la amo (nel senso della risposta a Clorinda) è la verità

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    2. Tante, troppe chiacchiere in questa discussione (peraltro interessanti). Ma l'unico punto che conta è proprio questo. Che UnUomo non è innamorato. Punto. Tutte le varie questioni (modalità e tempi dello stare insieme, spazi personali, interessi comuni e non, rapporto col figlio, ecc...) si risolverebbero piano piano. Ma UnUomo vuole solo "bene" a lei. Ma questo non basta.

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    3. La questione non è che non sia sufficiente, non basti.
      Anzi, io mi sperimenterei proprio su questo.
      La questione è che io NON voglio una relazione fitta, basata sulla convivenza e normalità (lo stare insieme come valore in sé).
      Anche se fossi innamorato pazzo (come lo fui con A-Woman) NON vorrei assolutamente una relazione fitta / (quasi) convivenza.

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    4. Ma va', Uomo ...
      se tu fossi innamorato di _mlero, non ragioneresti così ...
      non ragioneresti affatto.

      :)

      ===

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    5. Lo sapete vero che adesso Lorenzo Il Pedante Sofista vi chiede di definire il concetto di "innamorato".

      Resto in attesa.

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  11. Ammettiamo per una volta che si 'sperimentino'relazioni e non che una relazione sia una promessa, che nasca sotto la stella dell'innamoramento cieco da 'io non vivo senza te'. Se non riconosciamo il concetto del vivere/ sperimentare cadiamo nell' inganno che vede il rapporto d' amore passionale come l' unico degno e duraturo. Non è così. Può funzionare solo ciò che cresce e si rinnova. Anche dalle tranvate ci si riprende.
    Il matrimonio fondato sull' amore ha fallito. E su questo sono in linea col pensiero di Lorenzo. Conta il costruire insieme in un legame solidale e 'buono', volendosi bene. Questo per far durare una relazione.
    La relazione passionale è violenta. Nasce per violarci.Distrugge più che costruire. La costruzione, semmai, segue.
    Uomo non è innamorato semplicemente perché non segue il bisogno n°2, non è la spinta che lo ha portato verso un rapporto di quel tipo. Io credo che uomo, con la donna attuale, voglia provare una relazione fondata sulla stima, costruendo un senso al rapporto che sia 'ecologico' col proprio essere, non stravolgente. Credo che sia una prova. E penso sia giusto che ciò accada, con tutto il fluire di cose che ciò comporta. Mi auguro che in tutto questo, uomo abbia perlomeno vissuto in modo 'innocente' il percorso. Sul concetto d' innocenza si potrebbero scrivere fiumi...
    Sarebbe assai triste addentrarsi in rapporti con la coscienza della fine, dell' inadeguatezza. Situazione da sconfinamento cinico. Ma non credo sia il caso.

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    Risposte
    1. > triste addentrarsi in rapporti con la coscienza dell' inadeguatezza

      Questa è la riflessione di questi giorni.
      Se una offre una pera e l'altro cerca un pettina o fors'anche una fragola, ha alcun senso continuare? E poi arrabbiarsi?

      Innocenza come non nocenza.
      Non ho alcuna intenzione di essere nocente e neppure di essere nociuto.

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    2. Esse, quello che scrivi nobilita una situazione che, almeno secondo la visioni di molti qui, che seguono Uomo suo blog da anni, lé molto più terra terra..
      Uomo ha conosciuto mlero in un momento in cui era single da troppo tempo e forse lei pure. Stanchi di stare soli, si sono appiovrati l'uno sull'altra senza prima chiarirsi le intenzioni sul rapporto. Hanno bruciato tutte le tappe di una conoscenza troppo in fretta, per poi rendersi conto di non essere compatibili.
      Così, mentre mlero si affannava a marcare il territorio, Uomo ha iniziato a dire che boh e che ma, che peró forse da soli si sta anche bene e che non vuole troppe rotture di coglioni....ha proprio detto così...se fosse come dici tu non credo avrebbe usato termini del genere nei confronti di una persona che comunque gli ha dimostrato interesse e presenza, forse troppa e forse male, ma in buona fede. Lei ha fatto l'errore di tante di noi donne che pensiamo che perché con uomo ci frequenta e abbia dell'intimità con noi voglia anche una relazione vera...non é così, non sempre almeno.
      Quello che qui si contesta ad Uomo é di aver proseguito anche quando sapeva bene di non volere un rapporto classico e di averlo fatto presente a lei troppo tardi. Non dico che Uomo volesse solo il sesso occasionale tout court ma é evidente che non vuole nemmeno una relazione che possa crescere ed evolvere nel senso che dici tu...sarebbe bello se lo fosse...ma cosi non é, purtroppo.
      Detto questo, ogni storia all'inizio andrebbe presa con le pinze, senza proiettare, come ha fatto mlero, troppe aspettative di coppia senza prima assicurarsi della piena disponibilità dell'altro in tal senso.

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    3. > e forse lei pure

      No, ella si era lasciata coll'ex da poco. Ordine di grandezza di uan dozzina di giorni o di un paio di settimane.


      > non vuole troppe rotture di coglioni
      ...
      > non credo avrebbe usato termini del genere nei confronti di una persona che comunque gli ha dimostrato interesse

      Ti sbagli.
      Ad esempio quando cucino e c'ho gente a casa io lo dico molto chiaro. Ora non rompetemi i coglioni perché non riesco a parlare mentre cucino.
      Lo dico in modo goliardico ma dico proprio così.
      Sono molto interessato agli amici, eh!

      > é evidente che non vuole nemmeno una relazione che possa crescere ed evolvere nel senso che

      No, io non voglio una relazione che si infittisca.
      Come le ho già detto io anelo ad una trombamicizia lasca. Ci si vede, di tanto in tanto (ad esempio, come succedeva con A-Woman, una sera durante la settimana, il fine settimana quando sono senza mio figlio). Fine.

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    4. Ok, quindi ella si era lasciata da poco. Questo spiega l'ansia di riaccasarsi al più presto come se fosse l'ultima chance della vita. Ha sbagliato lei, hai sbagliato tu, avete sbagliato entrambi. E' umano sbagliare. Sbagliamo tutti quando ci incaponiamo a far sopravvivere malamente storie senza futuro. Io sono la prima a dirlo a me stessa. Rivedila, ringraziala per i bei momenti e proseguite le vostre vite senza rancore. Ci avete provato, non é andata. Amen.

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    6. Spirito, so benissimo di non poter esser preso a modello per i comportamenti "medi" (è da bambino che mi sento definire come uno "strano"), però succedesse a me di veder naufragare la mia attuale relazione impiegherei ben più di quindici giorni a trovare il desiderio di intesserne una nuova (ammesso e non concesso che quel desiderio saltasse effettivamente fuori, indipendentemente dai tempi necessari). Ora, non dico che questa mia affermazione cambi chissà quanto le cose, però dovrebbe aggiungere un tassello al tentativo di interpretazione della telenovela che ci narra UUIC e che seguiamo esclusivamente nella forma di innumerevoli stringhe di caratteri su uno schermo, ovvero con assai meno dettaglio e oggettività di quel che consentirebbe il classico "buco della serratura".

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    7. Mr...non siano tutti uguali. C'é chi ha bisogno di tempo dopo una rottura per entrare in una nuova relazione e chi ci si butta a capofitto senza riflettere tanto....per i più svariati motivi che non vado a elencare. Ovviamente é un errore. Le rotture vanno metabolizzare. Ho riavvisato in mlero un eccessivo bisogno di avere un nuovo uomo accanto e questo l'ha resa troppo ansiosa di legarsi. In genere gli uomini temono queste situazioni perche' si sentono investiti di troppe responsabilità e quindi si allontanano. Ciò non toglie che Uomo doveva essere chiaro da subito sui suoi paletti relazionali, ma quando si inizia una relazione spesso ci si lascia un pò trasportare dal momento, e solo dopo escono fuori le diversità nelle aspettative.

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    8. UCoso non ha problemi a stare accanto, ha problemi ad averla in casa.

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    9. Lei non vuole uno accanto a parole ma uno con cui convivere 7 giorni su 7. Per questo é impossibile la quadratura del cerchio.

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  13. Osservo che molte osservazioni tendono al vissuto personale piuttosto che alla statistica.
    Le modalità di interazione tra donne e uomini sono così comuni ed evidenti che c'è una intera letteratura, più o meno macchiettistica, su di esse.
    Ovviamente ci sono sfumutre ed eccezioni ma di tali si tratta.

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    1. UCoso la cosa scontata è che ti attiri il biasimo delle tue lettrici.

      Però, dato che le donne sono donne, qualcuna sarà solleticata dal tuo essere un po' carogna e scopatore.

      Dipende come te la giochi.

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  14. ma è tutto così semplice e banale dai.... e lo diciamo dal primo momento. l'aggiunta è che se finisce questo rapporto oggi UUIC è praticamente contento

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    1. Vorrei fermare sul nascere l'instaurarsi di legami affettivi e sentimentali sulla base di un rapporto nel quale non mi trovo bene. Più si va avanti, più i legami si infittiscono e si intrecciano.
      Già domenica sera mi ha fatto male veder andar via _mlero così.

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    2. Sei coerente nell'incoerenza.

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  15. Va beh comunque ti sei comportato da zozimo.

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    1. zozimo...
      https://youtu.be/kmACsAZCEoQ

      :)

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    2. è la vita......nelle situazioni bisogna starci

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  16. Giusto Uomo, un po'il carrarino lo conosci.

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  17. Se portaste a teatro le conversazioni di questo post, non sfigurereste di fronte al pubblico più smaliziato.
    Siccome a me piacciono le metafore e le allegorie messe insieme con il contare ed il raccontare,ovvero con la poesia e la matematica, posso dire che Marte e Venere sono come i numeri naturali , le frazioni, da una parte,ed i numeri irrazionali trascendenti dall'altra*.
    I primi sono elencabili,razionali,per estensione,
    logici.Marziani.
    I secondi, inelencabili, irrazionali, trascendenti, Venusiani.Ma il mondo esiste per via dell'esistenza di tutti questi numeri messi insieme.
    *Per essere precisi, una parte dei numeri irrazionali, come la radice di due e di quelle di tutti i numeri primi é elencabile.
    Ma pigreco ,che é irrazionale e trascendente fa parte dei Venusiani, inelencabile dunque.

    Non puoi sapere come si sta
    portandosi appresso un incavo
    ed io ignoro come si viva
    con un appeso volubile peduncolo
    sappiamo solo che facendo
    connubio di spazi vuoti e pieni
    diventiamo eclisse irresistibile.

    Marco Sclarandis


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    1. Ciccio, l'obiezione ovvia è che nella tua "metafora" noi siamo gli attori o i pagliacci, non dici però chi sono gli spettatori smaliziati.

      Resto in attesa.

      Ti do un aiutino: non è che per caso siamo noi stessi gli spettatori del nostro spettacolo teatrale e quindi non c'è nessuna separazione tra umanità miserabile e divinità osservante?

      Vai vai.

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    2. Marco: "inelencabili, irrazionali, trascendenti".

      Per chiarezza: trascendente in matematica vuol dire "non-algebrico" ovvero "non esiste alcun polinomio di qualsivoglia grado a coefficienti razionali non tutti nulli di cui tale numero sia soluzione." Confronta qui: Numero trascendente

      Inoltre, che significa "elencabile"? Provo ad indovinare: che puoi listare le sue cifre una dietro l'altra fino alla voluta precisione.
      Un numero trascendente può benissimo essere "elencabile": le cifre di pigreco sono note, esiste un algoritmo per calcolare pigreco alla precisione voluta.

      La parola trascendente forse fa sognare, ma in matematica ha un significato ben preciso che è diverso dall'immaginario associato alla parola. E di solito non è esattamente quello che uno si aspetta che sia. Quindi: magari non azzardate paragoni semantici matematici se davvero non sapete cosa state dicendo...

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  18. @ Uomo : ma di cosa ti preoccupi ?
    E' sufficiente [ abolire le frontiere ] !

    ^_____^

    ===

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    1. Ecco Nicolo' Cavalli e il suo gongolarsi in una miscela tossica di demagogia, apologia della liquefazione, globalismo, crescitismo ed economicismo.
      E questi sarebbero i vertici, le nenti della sinistra radical chicblobal e del mondo.
      Siamo veramente fottuti!

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  19. bulutn,
    credi che non conosca la famosa dimostrazione diagonale di Georg Cantor?
    Che appunto dimostra l'impossibilità logica di elencare tutti i generi di numeri, naturali irrazionali, irrazionali non-algebrici, e quindi definiti trascendenti nell'ambito matematico?
    E anche qualcos'altro di ambito matematico?

    "Quindi: magari non azzardate paragoni semantici matematici se davvero non sapete cosa state dicendo..."

    E poi perché dici,bulutn, "non azzardate", al plurare?
    Sono un singolo individuo, non una coppia di gemelli siamesi.

    Forse questa frase la devi rivolgere a qualcun'altro.

    (bulutn, il commento affrettato
    fa inciampare nel selciato)

    Lorenzo, per te l'obiezione sarà ovvia.
    Ma non per me.
    Colgo, ma forse mi sbaglio, che devi aver frainteso l'intenzione del mio commento.
    Se anche fosse o non fosse, non sarebbe successo nulla di grave ;-)

    ;-) Marco Sclarandis.

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    1. Io non fraintendo, leggo.
      Non ci sono interpretazioni della frase:
      "Se portaste a teatro le conversazioni di questo post, non sfigurereste di fronte al pubblico più smaliziato."

      1. lo scrivente si descrive come una entità esterna che osserva e giudica, assurdo visto che nel momento in cui scrive fa parte della cosa che sta osservando.
      2. portare a teatro implica un'altra idea di separazione tra il palcoscenico e la platea. Altra idea assurda perché qui non esiste nessuna separazione, chi legge può in ogni momento fare un passo ed entrare in scena. Dato che la maggior parte dei commenti si strutturano sotto forma di dialogo aperto.
      3. l'idea di "non sfigurare" con l'inverso "sfigurare" di fronte al "pubblico", che può essere "smaliziato" o "non-smaliziato". Qui andiamo in un livello di aberrazione che è sopra le mie capacità di descrizione e analisi.

      Fossi in te abbasserei un tantino il tiro, perché dovresti considerare l'opzione dello spettacolo nello spettacolo.

      Per inciso, ovvio l'errore di BuluCosa, la poverina non è avvezza a certi giochi.

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    2. Oppure, mettiamola in altri termini: noto che le persone fanno un uso di Internet che per me è incomprensibile.

      Ho considerato l'idea che mi manchino dei pezzi ma l'ho scartata perché le caratteristiche intrinseche dello strumento non sono opinabili, quindi ho concluso che in sostanza dipenda dalla trasposizione di modi di essere che (forse) hanno senso in altri ambiti dell'esistenza e che qui invece non ne hanno.

      Concludo che è inevitabile la cacofonia se non ci sforziamo di ridurre tutto al minimo comune denominatore. Il guaio è che la cacofonia sembra attirare alcuni invece che essere un disturbo.

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    3. Argomento diagonale di Cantor: ovvero: che i numeri reali non possono essere messi in corrispondenza biunivoca con i numeri naturali. Non c'entra un accidente con la trascendenza.

      Guarda, va bene lo stesso.

      Se mi dici che sei laureato in matematica però non ci credo.

      Mettiamola così: se uno mi fa una battuta usando impropriamente un concetto di matematica io ci rido volentieri, ma se uno cerca di vendere un concetto giustificandolo con una sorta di "autorevolezza" derivante da un concetto scientifico, allora sento fastidio e mi viene da sottolineare le imprecisioni.

      Lo so che tu non ti rivolgevi a me, ma il mettere la matematica a giustificare un commento che mi pareva avere un tono più serio che scherzoso mi ha fatto commentare come ho fatto.

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    4. Giusto per ribadire il concetto, hai scritto: Ma pigreco ,che é irrazionale e trascendente fa parte dei Venusiani, inelencabile dunque.

      Falla leggere ad un matematico (laureato in matematica, un qualsiasi ricercatore in Matematica va bene) e vedi cosa ti risponde. Chiedigli se riesce a giustificarla in un qualche modo. Se riesce a dargli un senso esatto dove "elencabile" significa "che può essere messo in corrispondenza biunivoca con i numeri naturali (o interi, o razionali)" e l'affermazione risulta vera allora ti invito a condividere tale spiegazione.

      Se invece l'affermazione come sta scritta per un matematico non ha senso, allora forse ti spiegherà come mai io ho voluto venirti incontro e cercare di attribuire un senso possibile all'affermazione che avevi fatto.

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    5. Bene, bulutn, credo che comunque ci siamo capiti.
      Lungi da me di attribuirmi chissà quale autorevolezza tanto meno da laureato in matematica.Se tu lo sei, ti ammiro.
      Comunque ti riporto una frase di Georg Cantor, letta pure su un libro di testo per le scuole superiori:
      "L'essenza della matematica risiede nella sua libertà".
      Che cosa voleva davvero significare?

      Buona domenica

      Marco sclarandis.

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    6. E' una palese cretinata, non importa se l'ha detto Cantor.

      Infatti la matematica esiste in funzione dei concetti primitivi che emergono da sotto il livello della coscienza e che noi prendiamo cosi come sono perché non siamo capaci di farcene una ragione.

      Cantor probabilmente voleva dire che la matematica è una "creazione", un atto creativo che nella sua idea associa l'umano al divino. Per la ragione che ho scritto sopra, è l'esatto contrario, ovvero il fatto che noi produciamo matematica senza sapere COME, ci dice che forse esiste il divino e che noi siamo il risultato della Creazione, di certo non che siamo i Creatori.

      Poi c'è l'antico sottoinsieme della "scintilla", dello Spirito che viene infuso in ogni essere umano e che quindi ci dona l'Anima, in funzione della quale saremmo capaci a tratti di compiere o concepire la "divinità". L'idea di Dio che si fa Uomo. In questa ottica la matematica, che rispecchia in un certo modo l'universo, sarebbe un "potere divino", concessoci dal Creatore quando ci fece a sua immagine. Ancora, questo dipende dal fatto che si considera l'universo essere esattamente quello che ognuno di noi IMMAGINA di vedere, quando in realtà il concetto di "esistere", cioè se le cose sono fuori di noi o sono solo in quanto noi le pensiamo, spalanca un certo numero di problemi irrisolvibili.

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    7. Nuvoletta, tosta, tostissima!
      :)
      'na testa, zio petardo! :)

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    8. La matematica è un linguaggio, uno strumento di osservazione. Non è che il mondo funziona in modo matematico, è che i membri più "brillanti" della nostra specie (brillanti per certi versi ma non necessariamente per altri) hanno ideato quel linguaggio in modo che fosse adatto a descrivere quel che osservavano, tant'è che il linguaggio si evolve con l'accumularsi della conoscenza. Trattandosi di puro artificio semantico finalizzato all'analisi e alla comunicazione, con lo scomparire della nostra specie la matematica non avrà più ragione d'esistere e scomparirà a sua volta.

      Gli esperti mi correggano se ho scritto una sciocchezza, ma lo facciano a ragion veduta, ovvero cercando di sfrondare dalla questione ogni ombra d'antropocentrismo (ammesso che siano in grado di farlo, perché come ho scritto si può essere "brillanti" in modo molto selettivo e colui che è un genio in un certo ambito può tranquillamente essere un piffero in un altro).

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    9. Bah, direi che non serve essere esperti.

      Primo, la matematica è un sottoinsieme del linguaggio, ovvero una versione specializzata che si è evoluta dalla capacità innata degli esseri umani di contare. Non servono "menti brillanti" per "ideare" il linguaggio o la matematica, entrambe le cose sono innate.

      Le "menti brillanti" servono per elevare la complessità del linguaggio. Per esempio, non sappiamo da quanto tempo gli esseri umani contano ma in tempi storici tutti sapevano contare abbastanza da fare commercio. Gli Integrali non furono inventati prima che se ne sentisse il bisogno, nella seconda metà del 1600.

      Il linguaggio in generale non serve per osservare, serve per esprimere le sole idee razionali che affiorano alla coscienza. Il pensiero umano produce molte più idee di quelle che sono conoscibili ed esprimibili.

      Il linguaggio si fonda su concetti primitivi innati, supra questi esiste la parte convenzionale, ovvero la "lingua", il codice particolare usato da una certa parte dell'umanità. Le lingue si imparano, non si impara il linguaggio.

      Tutto questo è necessariamente antropocentrico dato che fino ad ora non abbiamo incontrato una specie capace di un tipo di pensiero astratto/razionale che noi possiamo comprendere. L'unico linguaggio e l'unica matematica che conosciamo sono quelli prodotti dall'umanità.

      I tentativi di stabilire un contatto con altre specie, ovunque nell'universo, si basano sulla corrispondenza tra il loro linguaggio e il nostro. Ovvero noi cerchiamo come segni di "intelligenza" le analogie con il nostro modo di pensare. Cerchiamo qualcuno che ci somiglia, non l'intelligenza qualsiasi.

      Ancora, inevitabile visto che non conosciamo altro e anche di quello che conosciamo, sappiamo poco o niente.

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    10. Aggiungo una postilla riguardo il limite del linguaggio ai concetti razionali.

      Il limite è funzione della necessità di ottenere un risultato. Se io dico "Ucoso, ci sono tre cervi vicino allo stagno", è vitale che UCoso non prenda fiaschi per lanterne.

      Veniamo all'arte.
      Anche l'arte usa delle convenzioni e quindi una specie di "linguaggio" ma lo fa senza la necessità di essere comprensibile in maniera univoca. Quindi se io dipingo un quadro di toni blu e azzurri, UCoso ne ricaverà una sensazione di tranquillità e MrCoso una sensazione di angoscia. Nessun problema, dato che l'artista a sua volta cerca di esprimere concetti che sono sotto il livello della sua stessa coscienza.

      In certe condizioni, per esempio quando un faraone chiede all'artista di ottenere uno scopo preciso, incutere timore reverenziale, l'arte diventa più convenzionale e stereotipata, si avvicina al linguaggio, si "razionalizza" perché devono essere razionali le premesse, il metodo e il risultato, deve essere comprensibile col minimo fraintendimento.

      Il processo va anche nella direzione opposta, uno scritto, che di solito è di esattezza quasi matematica, può essere concepito in modo da essere incomprensibile a livello razionale ma suscitare "emozioni", cioè idee irrazionali, nel lettore.

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