mercoledì 22 gennaio 2014

Barbarico

Nemmeno due ore di auto e da un mondo ai margini, residuale "io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore, vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d'altare, dai borghi abbandonati sugli Appennini..." di memoria pasoliniana, vengo incorporato nella rete ferroviaria destinazione Roma.
Nelle stazioni di provincia si evidenzia, con una forza che solo la quantità possiede, il mutare del panorama umano. Il mescolio di popoli e razze è debordato dagli schermi, è in marcia e dove non arrivano le rotaie bastano i pullman purché vi sia stazione: battigia in cui ogni onda umana si frange. [...] Ne risalta la difficoltà di controllo, l'incapacità di gestione. Fallite le ideologie del recente passato, vistosamente in crisi il comando di scienza e finanza, non più così ovvio e lineare il progressivo benessere di chi basta a sé resta il fatto, incontrovertibile, che questo è il nostro tempo, il nostro mondo.
Se il primo colpo d'occhio si perde tra la varietà di razza e tipologie umane, comunque uno sguardo complesso che coglie molta bellezza, tanta problematicità ed un generico degrado, il secondo sta tra il perplesso ed il desolato. La quasi totalità degli esseri umani manipola una protesi connettiva che dispensa barlumi di vitalità.

Barbarico
Giovanni Lindo Ferretti
Mondadori
p. 130 - 131


Ecco il terzo lavoro letterario assolo di Giovanni Lindo Ferretti. Poeta cantore musicista, cattolico e allevatore. Io mi cullo di ricordi di musiche e liriche che mi hanno sempre carezzato l'anima. E così sono goloso.
Trovo sazietà nel divorare una critica antimodernista precisa e disincantata, nella reazione rurale religiosa naturale alla reazione punkfilosovietica, già tecnocritica e dissacratoria. Ferretti testimonia l'Amore per il Creato che celebra nei gesti di stalla, di campagna, di monti quotidianamente a Cerreto. Ma anch'egli è una persona di questo mondo, del nostro tempo, nulla rinnega, solo osserva con distacco, dall'alto.
Era Moroccolo che diceva che Giovanni Lindo è sempre stato religioso? Fedele alla linea e anche in questo su saggio traspare il trasporto, il ritorno devoto al cattolicità e alla chiesa. Forse si può intuire che è solo un pezzo del suo cammino, mai si era distaccato.
Godo dell'antimodernismo, della poetare critico e acuminato sui nulla dei grandi feticci, la critica al potere, al potere del nulla, al potere dei grandi feticci. Non ci sono migliore parole per descrivere le grandi regressioni di massa di queste barbariche, di cavaliere, di pastore. E poi il contributo di Ferretti a cercare di migliorare questo mondo, a fermarne il degrado, con ciò che gli è congeniale, l'arte, fattasi teatro equestre col quale provare a stimolare l'amore per la "carne e sangue" della Natura, dei cavalli, delle cose vive vere che vivono, stimolo alle nuove generazioni che tendono ad essere appendici delle loro protesi connettive e delle tentazioni a vivere vite virtuali di pixel.
Stucchevole l'incensare della cattolicità, papalina e romana d'urbe, del finale.

Egli si ritrova ad essere barbarico. Lo ammiro e lo invidio un po'.


40 commenti:

  1. Per quanto ti conosco mi sembra un po' brutale come giudizio.

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    1. uomo, sai benissimo che odio l'integralista cattolico Ferretti, da live in pankow a live in ratzinger

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    2. Ecco, diciamo che io non frequento da tempo le robe cattoliche.
      Integralista?
      No, se penso agli integralisti escono i ciellastri, i neocatecumenali e altra robaccia del genere (nota che i ciellini come Formigoni etc. sembrano appartentemente moderati, non integralisti e sono pure peggio).
      Penso a 'sta roba più che a Ferretti.

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  2. mai letto nulla, ma rimedierò ;-)

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  3. Conosci la sua musica e liriche?
    CCCP, CSI e PGR?
    Se vai sul voitubo puoi iniziare ad ascoltare un po'.
    Le liriche della musica hanno stile a quello dei testi dei saggi, sia pur in forma diversa.

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  4. Come Charlie Brown neanche io l'ho mai letto.
    Forse dovrei ravvedermi.

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  5. Preferisco Paolini (Marco) :-)

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    1. Beh, fra Ferretti e Paolini c'è un abisso. E' come paragonare Wagner a Masini...

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    2. ...abisso che trovò la sua ragione d'essere a Venaria, con le musiche di Eiunadi.

      ;-)

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    3. Alahambra, Vostra Provocazione.
      E chi sarebbe Wagner e chi sarebbe Masini (suppongo Marco Masini)?
      Chi vuoi scuotere? En Joy o me?

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    4. Wagner, sai, quel tal Richard, quello che ha composto quella bagatella che si chiama "L'anello del Nibelungo"? Quello lì.
      E nn voglio scuotere nessuno dei due. Dovresti proprio smettere di prendere tutto quello che dico per una provocazione. Non lo è, dico solo quello che penso.

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    5. @uuic... Mi scuote solo il mio estratto conto bancario :-)
      Il resto è circostanza di vita

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    6. x Alahambra:
      Ambiguità della comunicazione solo verbale... So chi è Richard Wagner, ho dovuto gugglare invece "Masini". Intendevo sapere chi tra Paolini e Ferretti associ a Masini.

      x En Joy:
      Solo il conto bancario?

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    7. Certo, sono una material girl

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    8. Paolini - Wagner
      Masini - Ferretti

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  6. x Mia Euridice:
    Si torna forse alla questione dell'arte affrontata in precedenza (v. ad esempio
    qui e seguenti). In poche parole: dipende anche dal vissuto del ... ricevente/fruitore.
    Se non hai vissuto non ricevi.
    Andai a vedere Into the Wild con la mia ex. Io uscii e rimasi zitto per mezzora, rovesciato come un calzetto, ella quasi intonsa.
    Forse ad alcuni potrà risultare perfino irritante. Mi sembra che Francesco, qui sopra, lo testimoni. Anche se immagino che egli non si riferisca a questa opera in particolare.
    Ti piace la sua opera musicale?

    x En Joy:
    Marco Paolini,.. grande! Ricordo sempre il suo monologo sul Vajont. In quello c'era il pathos della sua terra.

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    1. impareggiabile lì, lui.
      come altri :-)

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  7. Into the Wild lasciò ammutolita, commossa e frantumata anche me. Ed è difficile che io non abbia nulla da dire uscendo da un cinema. Anche perché di recente mi capita di litigare sistematicamente con qualcuno (e non per il film), ma questa è un'altra storia...

    E' che il Ferretti non lo conosco tout court. Dici che è grave?
    Però ora sto ascoltando LORO (http://www.universalmusic.it/pop/news/newsdet.php?idn=10115). E tu?

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  8. Uomo, per un quarto di secondo m'hai illusa che fossi a Roma.

    Un abbraccio ;)

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  9. Io preferisco sempre la seconda legge della termodinamica ,e tutte le sue infinite derivazioni una per tutte il biologico; contro l'individuo come misura morale.

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    1. Questa non l'ho capita, anche se mi sono impegnato.

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  10. x Mia Euridice:
    Quando una pellicola mi tocca, io starei in silenzio un po'. Ad esempio a vedermi i titoli di coda e ascoltarmi la musica di chiusura. Invece noto quasi sempre un stuolo di tonnarelli che compulsivamente si alzano, iniziano a parlare, si vestono e si diversamente dimenano. Mi sembrano tonni in tonnara.
    Ferretti e CCCP, CSI, PGR: prova, ora col voitubo è facile e gratuito. Egli lavorò anche con Battiato.

    x Astrolabia:
    È un po' che manco dall'Urbe. Da quando ci venni per dei goa e per una tiziana architetta.

    x Francesco:
    In più occasioni Ferretti, cattolicamente, ribadisce l'unica "bellezza" di ogni individuo (io che non ho gli occhiali rosa cattolico aggiungo "pure l'unica bruttezza di molti individui).
    Tu citi spesso la morale collettiva, della comunità. Quello che non capisco poi è la tua posizione favorevole alle auto (sia pur in forme alternative) rispetto alla soluzione "morale" (ed efficiente!) del mezzo pubblico (corriera bus etc. quando la ferrovia è impossibile). Vorrei capire la soluzione di continuità tra tuo pensiero e tua politica e piano operativo (mi riferisco alle tue recenti prese di posizione in Petrolitico).

    x Sara:
    Perché?

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    1. ...Ma...non è che sono favorevole a sussidiare le auto..Sono semplicemente contrario ad usare una lira di quelle fra bollo auto ed accise carburanti per niente che non sia sostenibilità, quindi no a sovvenzioni autobus, sì a produzione energia elettrica da rinnovabili, prime fra tutte idroelettrico puntiforme, e manutenzione ferrovie (no al servizio ferroviario diretto am alle infrastrutture)...Con la prius da 20 km di autonomia elettrica come la mettiamo in ambito urbano ? ...O con gli scuolabus? Od i minibus urbani ? O cl nostro teerritorio collinare i consumi vanno verso i 2 km litro sugli autobus...Non siamo in America, dove si fanno centinaia di km su strade dritte e piane con autobus pieni...Sinceramente il collegamento fra morale di comunità e di specie ed antipatia per l'ennesimo servizio di welfare insostenibile lo trovo poco pertinente..O se vuoi lo trovo pertinenete nel senso che anche qua chi usufruisce del servizio è principalmente chi lo eroga e chi lo subisce sono tutti quelli la cui vita non dipende direttamente dall'usufruire quel servizio.

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    2. La prius non ha 20 km di automonia in elettrico, neanche sul circuito urbano. In solo elettrico ne ha, forse, 3. Lo dico con sicurezza, perche' 120.000 km fatti con quella macchina hanno come conseguenza delle medie piuttosto stabili.
      E attenzione, io sono super favorevole alle auto ibride, e infatti ne abbiamo presa una.

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    3. Frncesco, in Petrolitico (anche un commento odierno) è stato ampiamente documentato che l'auto (sia pure le "migliori" o le meno peggiori) non è sostenibile rispetto anche ai mezzi di trasporto pubblico su gomma.

      Sebbene essa sia utile in contesti specifici (orografia montana o collinare, scarsa intensità antropica) quando necessario ( (sì al medico che interviene in auto nelle urgenze, no al medico che si reca al convegno in auto, neppure se condivisa, c'è la corriera o il bus che sono ancor più condivisi e quindi efficienti).

      Comunque, la mia sensazione, è che stiamo dibattendo di scenari di transizione più o meno razionali del tutto utopici.
      L'effetto Seneca nel degrado del sistema e la sua resistenza al cambiamento nonché l'arrembaggio alle risorse per crescita demografica per immigrazione faranno precipitare tutto molto velocemente annullando le possibilità di una discesa meno brutale e più intelligente.

      In altre parole il sistema 5 attuale è talmente barbaro che semplicemente non ammette scenari meno rozzi e meno insostenibili.

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    4. Un po'mi conosci Uomo. E va bene cambiare vita, ma mica avevamo bisogno dell'ennesimo santone!

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    5. Beh, così schivo e ritiratosi tra i suoi cavalli sui monti direi che più che santone potrebbe essere una sorta di asceta. Certo che anche un tipo di vita così lancia messaggi e significati. Nel tuo caso li cogli come se egli si comportasse da santone.

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  11. Hai centrato il problema: di recente ogni volta che vado al cinema mi tocca prendere a insulti qualcuno. L'ultima volta ho dovuto aggredire (senza insulti, ma alzando la voce) una delle persone che è entrata in sala prima della fine del film ("The Butler": te lo consiglio) che si è avvicinata alla mia poltrona con la luce del suo stramaledetto cellulare e dicendo ai suoi compagni d'inciviltà che l'accompagnavano che quello era il suo posto.
    Come te seguo sempre i titoli di coda, fino alla fine. E anche io mi ritrovo a litigare con flussi di idioti che non rispettano nessuno.

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  12. Del Ferretti pensiero cio che urtica la mia sensibilita' non e' la sostanza ma la forma. Quasi una forzatura dell'essere estremo ad ogni costo. Come se l'intento fosse l'estremismo di posizione che il pensiero espresso in se. Forse eppur vero che la sostanza e' forma e la forma e' sostanza delle cose. Bizzarre!

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  13. x Mia Euridice:
    La buzzurraggine ha l'indubbio pregio che, se non fai parte di essa, ti distingue da essa.
    Vorrei vedere La Grande Bellezza e poi Storia di Inverno.
    Dovrei informarmi sulla pellicola che hai segnalato.

    x Mira Pirata:
    Ad esempio il finale di questo libro, in cui è stato estremo nel descrivere più che positivamente, una celebrazione eccessiva (io ho usato il termine di stucchevole) della cattolicità e vita parrocchiale, religiosa a Roma.
    D'altra parte, onestamente, a me piace anche proprio per quel rifiggere dall'estremismo dei moderati che lo contraddistingue. Insomma, essere estremo lo contraddistingue e ciò porta ombre e non solo luci.
    Buongiorno!

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    1. Ma non rischia di diventare una dittatura interiore. Estremo a prescjndere.

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    2. Beh, Ferretti è umano.
      Ha un proprio carattere tendente all'estremo e l'estremità sono provocatorie per definizione.
      Estremo a prescindere (anche se, in ultima analisi, chi non è estremo? i moderati sono i più estremisti di tutti!()
      Anche per questo mi piace.
      Buondì Mira!

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  14. Ferretti l'ho conosciuto anni fa ad uno spettacolo con Battiato. Artista assai complesso, persona perennemente alla ricerca di un senso profondo dell'esistenza. Certo, alcune sue scelte possono essere non condivisibili e c'è anche una componente di "provocazione" estrema che lo spinge a superare steccati e barriere ideologiche. Ma è un artista assolutamente libero. E ciò risulta chiaramente "destabilizzante".

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    1. Ecco, anche per questo non mi sembra un integralista.
      Quasi certamente ancora radicale, in direzione diversa, ma non integralista. E' troppo poco rozzo per essere integralista.

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  15. Ho visto "La grande bellezza" a suo tempo, appena uscito. A me è piaciuto moltissimo. Ovvio: Fellini c'è e si vede e si sente. Ma il film merita.

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    1. Sotto la tirannia del tango lo persi.
      E ora sono in tanti a segnalarmelo,.

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