sabato 21 giugno 2014

Le pendenze della vita



Ho scritto che ho fatto tardi stanotte. Sono arrivato dal gommista con mezzora di ritardo, alle 15 invece che alle 14:30, dopo pranzo mi ero steso,  avrei voluto che fossero stati diecimi minuti e invece sono crollato.
Sono poi andato a prendere il bipede in rampichino e siamo venuti a casa in bici. Ecco, nella parte finale, sulla salita erta verso casa, ho mangiato la polvere. L'ometto che una volta era bimbetto lagnava e stava indietro, ora mi fa mangiare la polvere. E' il tempo che passa.  Zero allenamento, che a far vita in milonga poi non si fa vita sui pedali. Gli anni che passano, io ho passato il picco, egli in piena massima pendenza di potenza in crescita. Sono felice che il mio prodotto sia sulla soglia della potenza di gioventù anche se questo metro è duro nel confronto.
L'altro giorno è andato su verso la valle alta, al fiume. Treno e bici. La madre era agitata, io sereno. In tre amici. Che bello, in bici e la libertà a scoprire angoli di Natura magnifica, da soli, nella spensieratezza dei primi giorni no-scuola, di prima estate. E' la loro strada e iniziano a percorrerla.
Le pendenze della vita. Prima su, poi giù.

4 commenti:

  1. Stasera ti sei dato alla scrittura uomo ? Senti, ma tuo figlio e' andato a vedere la partita al bar perche' tu non hai la televisione, vero ? :-)

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  2. deve essere ansiosa però la tipa, eh?

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. x Francesco:
    Mi sono preso un'oretta, mentre il bipede era andato a vedere Germania - Ghana. No televiore dal 2001... :)

    x Sara:
    Si' , per come la conoscevo io, ansiosa.
    Io non saro' mai come kveste madri italianen con Kinder sempre sotto sottana.
    Seeeeeee
    Ahahah

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