giovedì 2 luglio 2015

Essere condizionati

L'anno scorso ho usato un poco l'aria condizionata nei pochi giorni di caldo di quell'estate piovosa ma anche molto umida.
Quest'anno no. Mi sono accorto - come se ci fosse bisogno di accorgersi di questa ovvietà - che l'aria condizionata ti condiziona, distrugge le tue capacità di termoregolazione del corpo: diventi un'ameba incapace di sopportare qualche in grado in più o in meno rispetto ai tuoi 24 o 25 o 26. Inoltre, dopo, come ameba, fuori, a casa schiatti e stai peggio che se non ci fosse il condizionatore che ti condiziona. Insomma no aria condizionata: non solo ti rammollisce ma, come tutti i processi termici, è massimamente energivoro dal punto di vista dei consumi energetici (elettrici, in questo caso). Inquinamento personale. ambientale, dissipazione di risorse, degrado complessivo.
Solo che... è una coperta corta. Riesco ad usare le t-shirt un solo giorno o al massimo due, a casa mi devo poi docciare che sono piccicoso come un vassoio di gelato evaporato sotto il solleone.
Risparmi energia da una parte, la consumi dall'altra (lavatrice, trasporto detersivo, etc.), acqua (lavatrice, doccia).

Questo dimostra ancora una volta che, anche cercando di vivere in modo accorto, c'è un'impronta ecologica base che non può essere compressa. Inoltre l'impronta ecologica è proporzionale al numero delle persone, e se queste crescono in modo esponenziale, l'impronta cresce in modo esponenziale. In un mondo finito. Follia.
Il fatto buffo è che voi siete condizionati
Non solo autossicodipendenze ma anche appendici a mente congelata del proprio condizionatore: un coacervo di stupidame vario:  moralistismi, crescitismi, panmixismi, filomassmigrazionisti, umanismi, dirittismi, tecnoteismi, consumismi servizismi, masochismi (leggere queste interessanti note!!), etc. ed ecco che sei ben condizionato.

La corsa verso il baratro. Anche se Giovanni Sartori usa un eufemismo.


120 commenti:

  1. Però in quegli schemi che hai citato manca una considerazione e cioè quella delle mie tre categorie più una. La "sinistra" non è omogena al suo interno.

    E' evidente che il borghese figlio di papà che si mobilita ingenuamente e meccanicamente per le "minoranze", i "deboli" e gli "oppressi" soffre di qualche complesso, di qualche problema mentale.

    Ma è anche evidente che uno che è obbiettivamente svantaggiato perché, per varie ragioni, gli mancano i mezzi culturali, intellettivi, fisici, eccetera, tema di essere "lasciato indietro" quindi scelga di fare parte di una ideologia/movimento/chiesa/partito che prometta di trovargli sempre e comunque un posto e una scodella di minestra, vedi alla voce "diritti".

    La spirale discendente è evidente nel Pubblico Impiego, che oggi rappresenta il bacino elettorale del PD perché impiega gente personalmente e professionalmente "svantaggiata" che pensa apertamente o intuisce soltanto che se non ci fosse qualcuno a garantirgli una tutela non troverebbe posto nella società. DI conseguenza il PD deve garantire che il Pubblico Impiego serva a garantire i "diritti" agli svantaggiati e necessariamente ad ogni giro il sistema diventa sempre più inefficiente e auto-referente.

    (nota, PD è la concentrazione ovvia del cattocomunismo di 70 anni, per brevità).

    Tutte e tre le categorie della "sinistra" sono come organismi specializzati che possono vivere solo dentro una certa nicchia ecologica, quella del Partito/Chiesa/Stato che garantisce i "diritti", quindi fanno di tutto per creare, mantenere e possibilmente estendere questa nicchia ecologica.

    L'ultima, quella dei fenomeni da baraccone, tende a vivere vicino alle altre tre solo perché uno strumento usato per creare, mantenere ed estendere l'ecosistema è il caos. E nel caos le cose diventano confuse, indistinte, puoi diventare una icona alla moda o finire in una fossa senza nome, il fenomeno da baraccone ha delle opportunità.

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  2. Oh ma come, hai la lavatrice. Pensavo lavassi nel fiume con la cenere... del resto, che vuoi che sia! Si può costringere il proprio figlio a usare solo acqua fredda o a non lavarsi, si può non usare la lavatrice.

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    1. Oppure potrebbe usare il fiume per fare girare una ruota che alimenta un generatore che alimenta la lavatrice (o fare girare la lavatrice direttamente). La lavatrice di perse è solo un coso di acciaio con dentro l'acqua, che gira. Sempre volendo, si potrebbe usare un detergente completamente naturale.

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    2. Alahambra, nella stagione fresca (non calda) uso
      1 camicia / maglietta alla settimana
      0,25 alzoni alla settimana (uso i calzoni per alcune setttimane, diciamo 4), a rotazione tra loro.
      2 paia di calze alla settimana
      1 paio di mutande alla settimana
      1 canottiera alla settimana

      Rimango pulito perché mi faccio, quando è non caldo, circa due docce alla settimana (prima di andare in milonga).
      Aggiungo le docce dopo uscite sportive (alcune delle quali avvengono la domenica prima della milonga).
      Siamo, diciamo , ad un centinaio di docce all'anno. Questo mi permette di essere pulito e con capi come camicia/maglietta che mi durano una settimana => cerco di usare la lavatrice con parsimonia.

      Ho fatto il calcolo che, tutto compreso, farò meno di una ventina di lavatrici all'anno.

      Col gas abbiamo fatto un corso di produzione di lisciva.
      Io uso con oculatezza detersivi (cari) 100 % naturali e 100% biodegradabili acquistati col gas e prodotti da Officina Naturae.
      Ciò nonostante ho la mia impronta ecologica.
      100 persone come me hanno 100 volte la mia relativamente e comunque alta impronta ecologica.
      Con notevoli sforzi essa può essere ulteriormente ridotta, come fanno alcuni pauperisti/ecologisti/decrescitisti radicali.
      Come ho detto più volte a Francesco, io NON sono un decrescitista/ecologista così radicale.

      Con mio figlio abbiamo raggiunto un compromesso: acqua calda per 3 o 4 minuti. Ora si fa docce calde e brevi, non sono più i 10', 12' o 15' di una volta.

      Quando la caldaia attuale arriverà a fine vita, farò installate un campo solare termico.
      Insomma, si può cercare di ridurre un po' ma non cos'ì tanto.

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    3. Dovrei aggiungere, alla contabilità, anche i lavaggi per i capi milongheri.

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    4. A proposito, pochi sanno che con la tecnologia attuale se ci attrezziamo per produrre una certa quantità di energia elettrica per sostenere il consumo di picco, poi produciamo sempre quella quantità, che la usiamo oppure no, perché le centrali vanno sempre, non si possono spegnere. Quella che non usiamo, va sprecata.

      Fa ridere?
      In Italia abbiamo trovato la solita furbata di comprare l'energia elettrica dall'estero, cosi non siamo obbligati a produrla in proprio. Ovviamente però la paghiamo di più.

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    5. Sulle docce soprassiedo che è meglio e mi limito a dire che appena arrivata ai 18 e non più costretta non mi vedresti neanche col cannocchiale.
      Sul resto sai come la penso: inutile fare rinunce che non ti pesano e non quelle scomodecsul serio per poi imporre invece agli altri cose ben più pesanti.
      Un paio di mutande settimana non si può sentire e nemmeno due docce, specie di 3 minuti l'una. Ogni parola è peggio delle precedenti e rabbrividisco dal profondo. Non è provocazione, è che proprio non si può leggere una cosa così nel 2015.

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    6. Be, la stessa biancheria per una settimana in estate è inverosimile. O meglio, dopo tre giorni meglio non entrare in ascensore con te.

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    7. x Alahambra:
      Io capisco che tu voglia non capire, visto che si tratta di questo.
      Del resto non ho voglia e neppure i mezzi per cercare di convincerti.
      Rabbrividisci pure.

      x Lorenzo:
      Ho scritto delle peggiori antipolitiche del mercato elettrico italiota, L'ebetino trivellino fiorentino e il suo parolame per grulli si guarda bene dal toccare gli interessi di alcune corporazioni "fossili" e inceneritrici.
      Poi ci sarà sempre qualche citrullo che tira fuori un qualche mito, un feticcio, il nucleare, oppure qualche capro espiatorio (è colpa delle rinnovabili o altri slogan per idioti del genere).

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    8. Lorenzo, ho scritto nella stagione fresca, non calda.
      Ora colle magliette arrivo a due giorni. idem per fantasmini (non posso usare i sandali, ora il sentiero è diventato scorbutico di erbacce) e latri capi, Sudo e quindi si devono lavare con molto maggiore frequenza.
      Io ho un olfatto assai fine e sarei il primo a danneggiarmi.

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    9. Costruendo meglio le case nuove e demolendo quelle vecchie, cosa che dovremmo fare a prescindere, lo dico sempre, si potrebbe fare a meno del condizionamento e produrre l'acqua calda per la doccia a costo zero.

      Io ho un paio di scarpe DecaCoso tutte traforate, sono molto comode in estate. Ovviamente è sempre plastica ma il piede respira abbastanza. Certo non sono scarpe che possono fare parte dell'abbigliamento di un commerciale. A me non puzzano i piedi posso portare i calzini più giorni ma magliette e mutande sono un altro paio di maniche perché sudo abbastanza e andando sempre a piedi o in scooter sono esposto agli elementi.

      Il consumo energetico è una cosa che bisognerebbe studiare.

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    10. Come rispondevo a nottebuia, la letteratura ha visto che il bilancio delle case passive se non attive è doppiamente fallimentare, sui grandi numeri
      1 - hanno fattura di qualità e quindi costano più energia e materie di qualità per essere prodotte
      2 - nella maggioranza dei casi vengono condotte così male, ovvero in modo energivoro.

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    11. Non capisco il punto. Costruire case di "qualità" è necessario a prescindere, visto che la gente ci deve vivere dentro. Il problema a questo punto è definire in cosa consiste la "qualità". Se per "qualità" si intende un grattacielo con gli alberelli piantati sui terrazzini lungo tutta la facciata, chiaro che siamo sempre nel modello Dubai-Base Spaziale. Ma la ragione di essere del grattacielo, oltre l'ovvio di dovere costruire in verticale per monetizzare la superficie ridotta, è il simbolismo della torre-del-potere. Banalmente, per non usare il condizionamento bisogna evitare le superfici vetrate e usare la ventilazione naturale, non è rocket science come dicono gli Americani. Basta copiare le costruzioni antiche. E' anche chiaro che costruire ed abitare in un certo modo, o meglio, in modo vivibile, è incompatibile con il concetto delle città attuali, come Milano. Milano non è un posto vivibile, è l'inferno. Altro che problema di condizionamento.

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    12. no dai, dimmi che scherzi su docce, mutande e camicie.....

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    13. x Lorenzo:
      Sostanzialmente d'accordo. Copiare l'edilizia antica per quelle parti in cui era insuperabile. L'edilizia antica, a misura d'uomo e d'ambiente, è incompatibile con l'antiurbanistica eusociale, con i nuovi formicai umani industrializzati e modulari dei grandi numero del teratoma.
      La costipazione padana è una degli esempi di degrado della vita, dell'ambiente dovuto ad aberranti pressioni antropiche.

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    14. x Francesco:
      Non capisco cosa ci sia da scherzare.

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    15. e non lo so vedi te.....

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    16. Uomo, posso essere onesta e sincera, senza ombra di sarcasmo?
      Capisco l'ecologia, l'ambiente, il risparmio. Tutto. Ma con un uomo che

      a) non indossa biancheria pulita tutti i giorni
      b) non si fa la doccia quotidianamente (o pressoché quotidianamente)

      non intavolerei nemmeno una blanda sessione limonatoria.

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    17. Ma non lo sapresti mai, o donna quindi tonta di natura, perché UomoCoso prima dell'incontro galante si lava, si profuma e si cambia.

      Scopriresti che gli crescono le alghe addosso solo dopo essere entrata nella sua quotidianità, dovresti andarci a convivere.

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    18. E poi diresti, come tutte quante "lo credevo diverso"... perché oltre a non essere miliardario, agente segreto, pilota di caccia, ladro internazionale di gioielli, poeta, spadaccino, eccetera, non si cambia nemmeno le mutande.

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    19. Uomo scusa se non leggo i commenti prima ma...

      ...un paio di mutande la SETTIMANA???

      ...shock!...

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    20. Nel caso di Uomo ci servirebbe una convivenza.

      Nel tuo caso è lampante che sei un coglione.

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    21. mah...../2

      (si potrebbe capire anche senza convivenza, non sottovalutiamo troppo il gentil sesso)

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    22. Ho specificato cosa succede nella stagione non calda.
      E' del tutto ovvio che se mi lavo con relativa frequenza i capi che indossono rimangono puliti.

      Le mutande...
      Allora, dopo ogni cacata io mi lavo il culo.
      Per l'urina io mi pulisco il banano con la carta.
      Nella stagione non calda, dove non si suda, perché le mutande dovrebbero essere cambiate con più frequenza della canottiera, date queste condizioni?
      Nella stagione caldak, se non uso il condizionatore, arrivo a una doccia breve al giorno. I fantasmini durano un paio di giorni, come le magliette, anche gli altri capi vengono lavati pià frequentemente.
      La biancheria è pulita se tu sei pulito.
      Non lavoro in cantiere o nel bosco o a incatramare le strade, non cucino granché.

      Non è che mi lavo prima degli incontri galanti.
      Mi lavo quotidianamente.
      Oltre alla doccia c'è un lavarsi piedi busto, braccia, ascelle e quello è quotidiano.

      Non capisco la vostra meraviglia.

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    23. La meraviglia deriva dal fatto che hai osato contraddire il modello spacciato notte e dì per mezzo di millemila inserzioni pubblicitarie. Non importa se sei più lindo e profumato d'una rosa appena sbocciata -- non sei conforme, e questo è un grave peccato agli occhi d'ogni automa correttamente programmato.
      Tra parentesi, non con le esatte modalità che hai descritto (mica siamo fatti con lo stampino, nè!), ma gran parte di quel che hai scritto vale anche per me. E, indovina un po', non è ch'io me ne vada in giro puzzando come una lontra!
      Continua per la tua strada.

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    24. Si Pippina, è lampante nella tua testolina.
      Va bene UomoCoso, vengo dalla tua e faccio coming out: ebbene si, magari mi cambio le mutande più spesso di te ma le mie sono bucate o senza elastico perché appunto le lavo ma non ho voglia di andarle a comprare.

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    25. Tra le altre cose, ci sono infiniti problemi alla pelle, dermatologici se sottoponi la tua pelle a lavaggi così frequenti: indebolisci la sua barriera acida, la sua resistenza ad agenti aggressivi ed inquinanti esterni.
      Se su questa pelle metti capi con tracce di sostanze chimiche velenose, tossiche, aggressive (come detersivi, tensioattivi, sbiancanti, agenti ottici, odori (profumi scadenti) sintetici), aggiungi danno al danno.

      Io cerco di usare il discernimento, per quanto possibile. Una buona disciplina di pulizia e salute personale per rimanere una persona pulita, decorosa.

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    26. Anche io ho qualche mutanda bucata.
      Io mi rompo i coglioni a fare acquisti (shopping) che ho mille mila cose migliori da fare. Proprio mi rompo i coglioni.

      Così ogni tanto la mia vecia mi regala (a Natale) una paccata di biancheria e poi io vado avanti un tot di anni, fino a che non si consuma.

      Quando sono troppo bucate le caccio via.

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    27. ma le mie sono bucate o senza elastico
      A che serve una mutanda senza elastico? Non scende giu?

      Comunque, le vostre mamme non vi dicevano che bisogna indossare sempre biancheria pulita perche' se vi viene un coccolone e vi portano all'ospedale e il medico vede che avete le mutande sporche, allora fate una pessima figura?

      Quanto ridevo io per questa spiegazione... l'ho trovata persino in "Witches abroad" di Terry Pratchett, quindi, mi e' rimasta la curiosità di quanto diffuso sia questo modo di intendere le cose...

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    28. Mia nonna mi ricordo che mi correva dietro, mi infilava una mano nella schiena ed esclamava "signur signur, sei tutto sudato". A quel tempo, sotto l'eskimo, il maglione con le toppe sui gomiti (completava l'insieme i jeans di mio fratello con altre toppe sulle ginocchia o i pantaloni di velluto a coste, le finte clark scucite in punta causa pallonate) e la camicia portavo la maglia di lana e forse facevo il bagno (nella vasca) una volta la settimana. Dato che come uscivo di casa mi conciavo come il piccolo spazzacamino si dava per scontato che se la signora che buttava tutto dalla finestra mi avesse preso in testa con un piatto, all'ospedale avrei fatto la figura di un ragazzino di periferia preso in testa da un piatto mentre giocava in strada, dato che erano tutti cosi.

      Oggi quando esco in moto di solito faccio la check-list del kamikaze che comprende appunto la biancheria pulita.

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    29. I bambini puzzano meno degli adulti, sappilo. Certo, possono venire a casa lordi di fango, ma gli odori dei bambini (anche se si lavano una volta la settimana) non vanno oltre l'odore del "pulcino", come dice mia madre.

      Un adulto invece puzza di più.

      Mi viene in mente un'altra domanda:

      Uomo, tu le mutande le porti solo di giorno? Questo (che non le porti di notte mentre dormi) spiegherebbe che durino di più (non una settimana pero! :D)

      In alcuni paesi europei, per esempio, abituano a dormire i bambini tassativamente senza mutande, perche' l'elastico stringe. Inoltre tenere le mutande di notte viene visto come poco igienico. Voi come siete stati abituati? (lo so, lo so, e' molto offtopic. Perdono.)

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    30. Io non sopporto il reggiseno di notte. Per il resto dipende dalla stagione. Le mutande, però, me le tengo, a meno di buoni motivi per toglierle.

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    31. Fate come volete, io cambio la mutanda ogni giorno. Mi piace anche usare il bidet, a dispetto dei nord-europei.

      I nostri bisnonni (che non erano certo crescitisti, figli della pubblicità piuttosto che esibizionisti con il tatuaggetto) l'hanno infatti chiamata mutanda volendo indicare il fatto che deve essere cambiata. (così come chiamavano "agenda" le cose che devono essere fatte, tanto per capirci)

      Poi, voi "moderni" decrescitisti, fate pure come vi pare o annettetevi alla Tedeschia che non ha mai avuto il bidet.


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    32. Io sto con nottebuia sempre e comunque.

      Se sono in compagnia dormo nudo sennò con una t shirt al massimo

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    33. Grande Fra! Esatto: la T shirt, mai la canotta della salute in cui magari potrebbe incorrere Renzo...

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    34. Spedizione punitiva da Intimissimi, va...

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    35. Lorenzo: Pigiama significa pigiama e basta o pigiama con mutande di sotto? (va beh, se ti sembra una domanda troppo personale puoi anche non rispondere)

      Pippa: idem! Esattamente come te!

      Nottebuia: l'hanno infatti chiamata mutanda volendo indicare il fatto che deve essere cambiata: grande! :)

      Del resto: non sapete che terrorismo mi fa la mia famiglia acquisita riguardo il fatto di far tenere le mutande di notte ai bambini.
      Infatti, dicono che in particolare per i maschi c'e' il bisogno di "stare larghi", per le ragioni ovvie che ogni maschio sa e che le mamme dei maschi imparano dall'osservazione sperimentale. Inoltre, dicono che tenere forzatamente i testicoli troppo vicino al corpo potrebbe aumentare l'incidenza di alcune malattie o di sterilità nei maschi (in quanto e' importante che la temperatura non sia troppo alta).
      Alla fine, a casa mia c'e' il doppio standard: figlia femmina con le mutante (preferisce così' anche lei), figlio maschio con le braghe del pigiama (che pero' vengono cambiate più' spesso del sopra del pigiama).

      Va beh, vi interessava? No eh? Ve l'ho scritto lo stesso :D

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    36. @bulutn

      LOL, soluzione sempre dai nonni: i boxer!

      ;-)

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    37. Nottebuia: vero!
      Ma per bambini piccoletti i boxer non li trovi troppo facilmente... sono più frequenti le mutande tradizionali.

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    38. x bulutn:
      > Uomo, tu le mutande le porti solo di giorno? [...] abituano a dormire i bambini tassativamente senza mutande
      Sì. Di notte ho dei boxer ad hoc e magliette solo per la notte. Larghi perché i mammasantissimi devono stare belli larghi ed arieggiati, come osservavi.

      x nottebuia:
      Nelle varie cose in cui l'Italia è decisamente più civile di vari paesi del nord Europa c'è l'igiene personale e domestica.
      Il bidet è un dispositivo altamente ecologico che ti permette di essere sempre pulito con minimo consumo di acqua e ciò comporta che anche le mutande rimangano pulite (con altro risparmio di acqua, detersivo, energia).
      Il bidet è un dispositivo decrescitista, in quanto diminuisce le quantità di acqua utilizzata e decresce il sozzume personale. :)

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    39. Pigiama senza niente altro. In Inverno a volte metto qualcosa sopra.

      UomoCoso, il bidet è il segno che noi abbiamo smesso di andare in giro a incendiare villaggi da duemila anni. Sicuramente "civile" ma come corollario c'è che non contiamo più un cazzo.

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  3. Io per risparmiare in estate lavo quasi tutto a mano tranne lenzuola e asciugamani… bacinella, sapone e olio di gomito :)

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    1. Buone macchine lavatrici usate bene,a pieno carico, coi programmi giusti, consumano più o meno di un lavaggio a mano?

      La bella Spiritina che lava i fazzoletti... :)

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    2. Uomo io non possiedo lavatrice… uso quella a gettoni… :)

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    3. Mmh.
      Ci dovrei pensare. Pro e contro. La valutazione non è banale.

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    4. Uomo, costruisci questa: Bicycle Powered Washing Machine.

      Ce ne sono diverse di soluzioni artigianali: qui.

      Oppure c'e' la lavatrice-bici chic, firmata: qui

      C'e' anche questo modello, ma a me viene un crampo solo a pensarci:
      lavatrice a pedale.

      La lavatrice accoppiata alla bici risolverebbe il fatto di dover fare il bucato e anche la cyclette. Io se fossi proporrei addirittura delle palestre-lavanderie, dove vai a lavare i panni con gli altri, pedali e ciacoli.
      :)

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    5. :)

      Certo che se sei a far lavaggio ciclistico non fai altre cose.
      Mi sembrano divertimenti per gente che ha poco da fare.
      Ad esempio in realtà di campagna o di transizione (e non robe idilliache con cui si baloccano certi radical-chic urbani) hai sempre quantità elevate di impegni. Molto meglio una soluzione con lavatrice tradizionale e autoproduzione di energia elettrica, ad esempio con il microidroelettrico e/o micro eolico e/o campi fotovoltaici.

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    6. Eh beh, Man...ma in un'ottica di energy harvesting, in effetti chi va in palestra lo fa per consumare energia. Perchè non catturare parte di quell'energia ?
      Perchè non attaccare una bella dinamo a tutte quelle cyclette che pedalano a vuoto ?

      ;-))

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    7. Credo che qualcuno abbia già tentato qualcosa del genere.

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  4. io rivoglio la lavastoviglie!!!

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    1. Da solo dovrei aspettare troppo, si creerebbero muffe, funghi e vapori di cesio ad aspettare di riempirla.
      Oltre alla perdita di tempo di presciacquare i piatti (i miei non lo necessitano, visto che per tradizone famigliare li si lascia puiliti quasi da metterli via come sono) caricarla e svotarla. Troppo sbattimento.
      Col passare del tempo ho adottato tecniche di lavaggio di posate, pentole e stoviglie che riducono al minimo l'uso di acqua e detersivo.
      Quando avrà un campo solare termico ridurrò ancor più i detersivi. Ora, anche per quelli piatti, acquisto quello (caro) 100% naturale e biodegrdabile di Officina Naturae.

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    2. io quello che si ricarica della coop, nondimeno è la cosa che più detesto.

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    3. Lavare i piatti dopo il pasto, per me, è una tortura. Rimando a qualche ora più tardi (pranzo) o al mattino (cena).

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    4. Io sono di quelle cagacoglioni che ti toglie il piatto da sotto, pur di smaltire in fretta le stoviglie...

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  5. Da crescitista, io ho un pannello solare sul tetto che mi genera l'energia necessaria a far funzionare il condizionatore. Sfrutto quindi l'eccesso di energia che il sole mi invia per rinfrescarmi.

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    1. Quindi lo fai andare solo alle 12.

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    2. Molto bene.
      Ma potresti fare meglio.
      Il fatto di autoprodursi parte dell'energia è una delle cose migliori.
      Rimane il problema di un uso accorto da parte tua del condizionatore. Se invece succede, come nel 90% dei casi, che sono i condizionatori che condizionano il_bobbolo che essi condizionano, rimane l'inquinamento personale e il degrado complessivo.

      Ormai in letteratura è acclarato il fallimento delle case "passive": si è visto che esse vengono condotte male o malissimo, con stili di vita energivori, spreconi, basati sulla dissipazione.
      E' inutile che tu abbia un'auto che risparmia il 30% del combustibile se, proprio per questo, è costata il 25% in più in costruzione e fai il 50% in più dei chilometri.

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    3. @Lorenzo

      Uso apposta il condizionatore con parsimonia, in modo da poter vendere quel minimo di surplus a Uomo, che suda e decresce

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    4. @nottebuia sarà mica che la mancanza di condizionatore non aiuta le donzelle a rilassarsi e quindi Uomo non chiava?

      Eccola la soluzione :D

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    5. Le donzelle, in genere, sono più/assai freddolose.
      Tra le donzelle c'è una percentuale più alta di resistenti al condizionamento.

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    6. Ma scusa UomoCoso, i condizionatori nei posto dove vivi tu sono regolati per -4°C come in America?

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    7. Mi dicono che in Asia i condizionatori sono regolati in modo ancora più sadico che negli Stati Uniti.

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  6. Ognuno trova le sue vie verso il risparmio. Il problema sono quelli che non le cercano neppure, quelle vie, o sono troppo limitati per trovarle. Per quanto si risparmi, rimane l'aspetto inevitabile che ha già osservato UUIC: una persona, x necessità; n persone, n*x necessità. Se le n persone sono attente e sobrie si riduce il problema, ma se basta che n sia sufficientemente elevato perché, indipendentemente da quanto attente e sobrie siano quelle persone, si creino situazioni gravissime. Il caso Italia è un chiaro esempio di situazione gravissima, anche se ci piace credere alle favole. Chi è scettico si faccia un giretto in riva al fiume più vicino per cambiare idea a bomba, a meno che abiti in Tirolo o luoghi simili -- Lorenzo, come sono i fiumi dalle tue parti? racconta, che c'è chi non ci crede.

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    1. Il problema delle "mie parti" è che ci vive troppa gente.

      Secondo Wikipedia in Lombardia abitano 419,16 ab./km².
      In Italia ci sono 201,73 ab./km².
      Negli USA ci sono 34 ab./km².

      Evidentemente la faccenda della "migrazione" tra gli effetti collaterali ha quello che la distribuzione demografica non è ne uniforme ne bilanciata. La Lombardia è sovrappopolata e tutta questa gente deve vivere, lavorare, spostarsi, consumare, bere, mangiare, cacare, eccetera.

      I fiumi dalle mie parti sono spariti perché li hanno coperti per costruirci sopra delle strade, visto che passavano in mezzo alle case. E' rimasto scoperto solo il Lambro, che come gli altri è un collettore fognario, però è a cielo aperto. Rispetto alla mia infanzia è un po' meglio, sia per via della de-industrializzazione, sia perché hanno messo qualche impianto di depurazione e qualche controllo sugli scarichi.

      Bisogna allontanarsi un po', a est c'è l'Adda e a ovest c'è il Ticino. Del Ticino mi ricordo di averci fatto il bagno una estate di una ventina di anni fa, ad occhio nudo non era brutto, almeno nella zona del parco. Dell'Adda conosco la parte a monte e anche quella non sembra tanto male, non so dire a valle.

      Comunque, un corollario del discorso di cui sopra sul ricostruire le case in un'altra maniera è ovviamente quello di abbassare il più possibile la densità abitativa. Non solo la Lombardia è sovrappopolata ma l'area metropolitana di Milano è un inferno sulla terra e tanti più sforzi fanno per renderla "internazionale", tanto peggio diventa perché le periferie continuano a fare schifo e il centro si spersonalizza.

      Si lo so che è utopia.
      Ribilanciare l'uso del territorio richiederebbe una capacità di pianificazione e esecuzione molto sopra le possibilità tecniche, logistiche, umane e politiche dell'italia.

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    2. Il Tirolo dura poco.
      Quello meridionale, molto cattolico, ha uno dei peggiori tassi di crescita demografica d'Italia.
      Basta vedere cosa è successo a Bolzano e nella conca di Bolzano, nelle Groeden, in val Pusteria, o a Merano.
      A Bolzano praticamente non hanno più spazio, hanno costruito anche nei vasi da gerani e per alcune modifiche ferroviarie devono fare i salti tripli carpiati.
      Merano si è conurbata con Lagundo.
      Siamo alle piccole brianze altoatesine

      Dal dopoguerra sono raddoppiati (vado a memoria, da 200k a 400k). Ora http://www.footprint.bz.it/ è giuù ma sarebbe interessante capire quanti Alto Adige sono necessari per sostenere la popolazione e il suo tenore di vita dell'Alto Adige.

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    3. Nota: i cretinisti per esempio non riescono a contare. Se ci riuscissero capirebbero che "accogliere" gli Africani in Lombardia è diverso che accoglierli in Calabria (4 volte meno abitanti per km) o nel Wisconsin (100 volte meno abitanti per km).

      Allo stesso modo i cretinisti non capiscono che costruire per vivere non significa fare dei casermoni economici attorno ad una piazza con una statua in mezzo, che i bisogni dell'uomo non si risolvono mettendo le fabbriche lungo i viali che partono dai sopraddetti casermoni e gli orti dei pensionati negli spartitraffico.

      No dico niente degli "imprenditori" perché sarebbe superfluo, in Italia ai bambini si insegna che nella vita bisogna essere furbi, non abili e capaci.

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    4. Il problema è che l'aritmetica e la matematica sono indigeste a queste persone che vivono di dirittismi, di neoreligioni e di altre assurde credenze. Se conosci la curva esponenziale - e molti la conoscono, avendola studiata al liceo o all'università - non puoi non sapere che caratteristiche ha.
      Solo che essi - per dirla con un pensatore della sinistra, Sartre - essi sono in malafede.

      tanto che problema c'è^ basta proclamare
      o - il diritto alla casa
      o - il diritto alla salute
      o - il diritto alla mobilità
      o - che il mondo è di tutti
      o - il diritto ai figli
      o - il diritto alla felicità
      (e una lista che non finisce più di castronerie e assurdità).

      Trovi un capro espiatorio ideologico (la Merkel, il capitalismo, i fascisti, le banche, il liberismo, il diavolo, etc.) e tutto si può proclamare.

      Cretini è anche riduttivo.

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    5. Due persone di buon senso. Due mosche bianche. Anzi, due mosche che hanno deciso che non intendono vergognarsi d'esprimere pubblicamente quel che pensano. Secondo me, nel proprio intimo, sono moltissimi a pensare le stesse cose, solo che si credono i soli e si credono "strani", per cui quando va bene zitti e mosca, quando va male tutti lì a sperticarsi per sostenere cose che sanno benissimo essere insostenibili. (Il meccanismo non è molto dissimile da quello che ho accennato altrove, dove si parlava di docce e mutande.)

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  7. comunque che nella casa di UUIC ci sia comunque il condizionatore è ben più strano della lavastoviglie o della lavatrice.....

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    1. Ovviamente a casa mia NON c'è alcun condizionatore.
      Quando parlo del condizionamento parlo dell'ufficio.
      A casa ho un ventilatore a piantana, Che non ho ancora tirato su dalla cantina, quest'anno.

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    2. ah ecco mi pareva strano..... io ho ereditato un paio di condizionatori nell'acquisto della casa ma non li accendo mai, sopporto benissimo il caldo. in ufficio ed in macchina è diverso, essendo incravattato

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    3. Io abito in una mansarda con le finestre esposte verso l'alto e verso Sud. Praticamente se la NASA ha bisogno, posso andare su Marte senza tuta. Per quello dico che in una casa un po' curata si vive bene senza condizionatore, che del resto io non avevo mai visto nelle case prima dei 30 anni. Anche quella è una moda farlocca.

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    4. Nel 2003 ho imparato varie cose su come bisogna condurre una casa affinché rimanga fresca.
      Il nostro meridione ha un sacco di cose da insegnarci: sostanzialmente il sole deve rimanere fuori, lo devi chiudere fuori.
      la casa deve essere areata di notte, per rinfrescarsi, ed essere chiusa di giorno, per evitare che il caldo entri.

      Ad esempio, io ho guadagnato qualche grado (in meno d'estate, un delta minore in più d'inverno) applicando una persiana a motore ai due lucernari: solo con questo accorgimento io evito quasi un paio di migliaia di watt (di riscaldamento) per varie ore al dì, d''estate.
      D'estate i lucernari sono oscurati (dalle persiane completamente chiuse) per quasi tutto il tempo.
      Ecco, con accorgimenti così aumenti notevolmente la resilienza termica.
      Devo aggiungere che la casa è di edilizia discretamente coibentata (diciamo, come voto, 7/8). Le case a struttura di CA con ponti termici e tamponamenti assai scadenti sono ingestibili.
      Se poi, nei pressi, è tutto biologicamente morto / artificiale, si formano isole di calore tremende. Io abito ai margini del bosco.
      Ecco, il risultato di un sistema sano si ottiene su molteplici fronti.

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    5. Si, infatti dovrei cambiare serramenti. Ma volevo cambiare casa. Ne avevo trovata una ma ho dovuto disdire. Adesso non so cosa fare, qui case decenti non ce ne sono. Mannaggia.

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    6. Nonostante le leggende, è lecito affermare che in ambiente urbano non hai spazio di manovra sufficiente per fare nulla che possa avvicinarti ad uno stile di vita più ecologico. Pretendere che un abitante d'una qualsiasi città possa affrancarsi dall'artificialità è come pretendere che un pollo in una stia grande quanto una scatola da scarpe si procuri vermi per cena razzolando a terra. Provo profonda compassione per chi vive in città, mista a un po' d'avversione per via del fatto che chi vive in città estende la negatività forzata del suo stesso vivere per chilometri all'intorno. Alcuni mi forzano all'estremo peggiore per come arrivano a disprezzare ciò che è estraneo alla propria gabbia pur continuando a pretendere di ricevere tutto quel che occorre per viverci (ricordo un'affermazione incongrua di Francesco in merito agli alberi di prugne...).

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    7. Bah, per quanto riguarda me io sono nato nella periferia tra fumi, sirene e cemento. Uscirne significa doversi reinventare la vita e purtroppo quando avevo l'età ho lasciato partire diversi treni, un po' senza esserne consapevole, un po' per mancanza di motivazioni. Adesso ogni giorno che passa le mie opzioni diventano sempre meno.

      Comunque lo "ambiente urbano" che conosciamo non è per forza l'unica possibilità, pur conservando le premesse. Invece quello che conosciamo è il risultato di un processo di "crescita" incontrollata, perché quando l'Italia si stava trasformando non c'erano le risorse umane, la volontà, le idee, forse nemmeno le risorse per fare diversamente, oltre ovviamente la onnipresente volontà di guadagno e magari di rapina.

      Secondo me la ragione principale delle cose che sono sbagliate è la inadeguatezza delle persone che se ne dovrebbero occupare, moltiplicata per decenni.

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    8. x MrKeySmasher:
      > in ambiente urbano non hai spazio di manovra sufficiente per fare nulla

      Vedi considerazioni di Ugo Bardi su formicai umani ovvero sull'antiurbanistica eusociale.

      Tra le mille mila pessime conseguenze della crescita del teratoma umano c'è il degrado e l'alienazione degl stessi umani nati, cresciuti in strutture per la zootecnia umana intensiva.Sono arcinote in letteratura, le patologie fisiche, psicologiche e degli atteggiamenti sociali degli allevamenti intensivi, compresi quelli antropici.
      Un circolo vizioso di crescita - sradicamento dalla terra - artificializzazione - alienazione che alimenta se stesso.

      Anche in persone che apparentemente sono lontane dai segmenti sociali più alienati.

      Quando Francesco scrive la sua indifferenza/ostilità per gli alberi da frutta io mi rendo conto che l'alienazione arriva a tutti i segmenti sociali.

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    9. x Lorenzo:
      > risultato di un processo di "crescita" incontrollata, perché quando l'Italia si stava trasformando non c'erano le risorse umane, la volontà, le idee, forse nemmeno le risorse per fare diversamente,
      > oltre ovviamente la onnipresente volontà di guadagno e magari di rapina

      Uno dei miei maestri di tango, _nni, è tornato di recente da qualche giorno nei Paesi Bassi e da Strasburgo.
      Mi racconta di città con senso civico pazzesco, con piste ciclabili, città giardino, verde ovunque.
      Nel frattempo eravamo arrivati ad una dei paesi cintura intorno a Bologna, una strada con orribile distese lineari di edilizia dozzinale, capannoni vuoti, nuovi capannoni, nessuno stile, nessun verde, asfalto, parcheggi casuali, negozi di ciarpame, cineserie, pachistanerie.
      Mi dice "E una volta quelli del nord erano i barbari".
      Io gli mostro lo scempio continuo, il tumore ai lati della strada in cui il verde è stato sistematicamente rimosso, non preogettato, non voluto, abbattuto.

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    10. Forse l'ho già scritto: qui progettano la copertura di otto corsie della autostrada Milano-Brescia per 500 metri al costo di 200 milioni di euro, 400 mila al metro, perché la suddetta autostrada passa in mezzo alle case e ai capannoni che vogliono demolire per fare altre case. Però sopra la copertura ci metteranno dei "pannelli solari" e ci faranno (pare) una passerella per collegare due giardini sui due lati, sconosciuti perché sono nella terra di nessuno fuori città. Ahh, allora è una cosa sostenibile.

      Quando ti guardi attorno e vedi il nonsenso e l'orrido, quando capisci che questo è il massimo che possiamo fare, perdi un po' di voglia di vivere. Nel mio caso diventa peggio quando mi rendo conto di non avere la forza di andarmene.

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    11. Io non ho nulla contro gli alberi da frutta anche perché la frutta la mangio. Ma non faccio pipponi trascendentali su di essi

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    12. Il contesto in cui era stato scritto il tuo commento tra l'indifferente e l'ostile è chiaro.

      Voi ignorate quello che è ovvio, ovvero che gli alberi sono gli unici che possono restituire ossigeno fissando il carbonio in forma solida che homo sta mettendo in modo suicida nell'atmosfere e che, secondo vari scienziati, una delle poche possiblità di evitare il collasso ecologico sia di forestare il mondo (oltre al decrescere demograficamente in modo radicale).
      Ad orecchie che vogliono essere sorde non ci sono neppure le campane che possano funzionare. Anzi, diresti che sono pippone anche quelle.

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    13. Il contesto in cui era stato scritto era la risposta allo SchiacciaTasti e alla sua "mi fa pena quello che non ha a disposizione un albero di prugne".
      Altro che pipponi, appunto.

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    14. UomoCoso, tecnicamente sono le alghe del mare a fare quel lavoro. Infatti gli alberi nella terra preistorica non esistevano, quelli che conosciamo noi sono relativamente recenti.

      Comunque il concetto di Francesco era che lui mangia beve caca eccetera ma non gli interessa come compare la prugna nel suo frigorifero, non lo vuole sapere e sopratutto non vuole essere coinvolto nel processo se non nella parte finale, mangiare la prugna.
      E' una scorciatoia, un artificio retorico.
      Infatti noterai che Francesco si sottopone a sessioni "sportive" prive di senso pratico, al limite del masochismo, proprio perché le usa come valvola di sfogo rispetto alla sua esistenza completamente artificiale. Solo che non ci pensa. O preferisce non pensarci.

      Allo stesso tempo sono d'accordo che un certo "ecologismo" è evidentemente una posa. Cacciare un animale con uno stecco appuntito, uccidere, sbudellare, scuoiare, fare a pezzi con una pietra aguzza e cuocere sulle braci per sopravvivere è abbastanza diverso da tenere delle galline in un pollaio per non parlare di coltivare l'insalatina nell'orto.


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    15. Lorenzo a sto giro sei un grande. Alahambra lo è sempre

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    16. Grazie Francesco :) Purtroppo qui vige sempre il cattivo gusto di cambiare le carte in tavola e non prendere le cose nel loro insieme ma solo la parte che interessa, modificandola comunque a piacimento.

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  8. Ho scritto snobbo e barbaro sullo sporco, ma l'acqua e il sapone a poco a poco se lo son portato via con loro
    :)
    Riguardo ad alcuni aspetti del tuo stile di vita, solo due cose mi sono sembrate veramente strambe: il conservarsi la pisciazza per poi buttarla sugli alberi e il fatto che riesci a portare la stessa mutanda per un'intera settimana. Al di là della stagione, Uo', secondo me, cambiarsi la mutanda tutti i giorni è ecologico.
    Mi piace la tua sincerità.
    Uo', ciao me ne vado. :)

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    1. > cambiarsi la mutanda tutti i giorni è ecologico

      La moda ultima è di prendere le parole e di usarle per mille accezioni nuove, diversamente corrette oltre che quella corretta e originale.
      Possiamo anche ignorare che le lavatrici consumano acqua, energia elettrica che i detersivi eutrofizzano i corsi d'acqua, i mari, tanto poi siamo arrivati all'ultima acciuga e poi scrivere che cambiarsi le mutande tutti i giorni e fare sette lavatrici al giorno sia ecologico.

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    2. Meno giri di parole e più cambi di mutande.

      Con affetto, Clorinda.
      ;)

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    3. Più giri di rotelle e neuroni, acqua e sapone e meno cambi di mutande.

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    4. Uo', ma perché fai così? Nn è vero che i tuoi giri di rotelle e neuroni sono bassi. O almeno, io non potrei mai discriminarti per questo.

      Cambiati le mutande. :)

      Sorrisi.

      E non insistere.

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    5. Insomma, convincimi perché dovrei cambiarmi le mutande (molto) frequentemente.

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    6. ahahahahahaha, ma non crederai mica di poter fare questo tipo di giochetti con me?! In più non ho neanche il tempo, non predico bene e razzolo male.

      Buon fine settimana.

      Alla prossima

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    7. Clorinda mi sei salita assai nel ranking

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    8. Mi stai dicendo che è ufficiale, che sei sicuro al 100%, che puoi gridarlo ai quattro venti: che sono sempre stata al PRIMO POSTO?!

      ;)

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  9. Riflettevo e ... ci deve essere anche una differenza tra maschi e femmine sulla questione delle mutande.
    Possibile che le femmine rilascino, dai genitali, più umori che i maschi?
    Sicuramente durante le mestruazioni.
    In tal caso si potrebbe anche capire la maggior tensione delle femmine su un cambio di mutande più frequente.

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    1. Uomo, probabilmente è così, dipende anche dalla frequenza delle cerette intime. Meno peli, più pulizia.

      Ma d'estate è auspicabile anche più di un cambio al giorno.

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    2. Infatti le donne usano i salvaslip, per quello che posso capire si tratta di un tipo di assorbente usa e getta che serve per risparmiare la mutanda e che in certi modelli ha anche una "protezione anti-odori".

      Ecco un approfondimento su questa tecnologia misteriosa:
      http://it.wikihow.com/Sapere-Quando-Sei-Pronta-a-Indossare-un-Salvaslip

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    3. Anche volendoli usare quotidianamente *non* sostituiscono un cambio di biancheria....

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    4. Quando i maschi parlano di salvaslip mi viene da sorridere!

      A mio avviso, il salvaslip e' più dannoso della sola mutanda in cotone. La mutanda in cotone lascia traspirare meglio, per cui e' più igienica e genera meno cattivi odori.
      Certo, ci sono situazioni in cui non si può evitare. In quel caso, bidet più frequente e cambio salvaslip aiuta.

      (Non sapete che stress i paesi barbari senza bidet. Per fortuna esistono le catinelle, ma sono scomode. Come fanno questi barbari??? il bidet esiste solo in Italia!!!)

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    5. I maschi non ne parlano di salvaslip. Ma non parlare di una cosa non significa che quella cosa cessa di esistere, esiste lo stesso. Se una cosa esiste, in questo caso un prodotto industriale, significa che esiste una ragione, un bisogno, più o meno sensato.

      Allo stesso tempo, il fatto che non esista il bidet significa che non esiste la ragione, il bisogno. Ergo, la gente nel mondo si lava meno e/o si lava con modalità differenti.

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    6. Il bidet è segno di civiltà.

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    7. UomoCoso, ci vuole un po' a spiegare ad una amica americana che in un locale pubblico di una località turistica non c'è un bagno ma c'è solo una turca, cioè appena un gradino sopra la latrina militare, un buco con un'asse di legno sopra per accucciarsi. Però abbiamo in bidet, sintomo di civiltà.

      Boh, siamo pronti per Tsipras.

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    8. Mio padre mi insegnava che i bagni pubblici sono segno di civiltà.
      Ora non ci son più bagni pubblici, ad esempio.
      La turca è uno dei cessi più igienici per i luoghi pubblici, a "igienicità passiva o strutturale".
      Io mi riferivo ai bagni delle abitazioni privati, direi che non ho mai visto un bidet pubblico visto che non ha senso.
      Il bidet permette di rimanere pulito dopo aver defecato e di farlo con minimo consumo di acqua, risparmiando acqua su docce e su lavaggi di biancheria.
      Cosa c'è che non va nel bidet?

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    9. Non c'è niente che non va nel bidet.

      C'è qualcosa che non va nel concetto di "civiltà". Te sei la stessa persona contraddittoria che dice che i treni e le stazioni sono indecenti.

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  10. Uomo, tu quoque, ti sei scandalizzato per il pigiamino antisesso-maschera argilla??

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    1. Ho una certa insofferenza per i pigiamini, ciabattine e altro abbigliamento notte fuffo-pucci-puccioso.
      Già, i miei limiti.
      Per le mascherine di argille, bava di lumaca, erbasempregialla del Macchu Picchu? scotto da pagare per la vostra bellezza. La bellezza costa!

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    2. Soprattutto è il sogno della bellezza quel che costa, perché puoi anche spalmarti da capo a piedi nell'estratto di bava di yak guatemalteco ricondizionato [1], meglio se applicato con coscienziosità da personale qualificato [2], senza che la tua bellezza sostanziale cambi d'una virgola. Però potrebbe cambiare la percezione che hai della tua bellezza e, di conseguenza, il tuo modo di porti e di atteggiarti, il che potrebbe in effetti migliorare il tuo aspetto e il tuo inserimento sociale.

      [1] ...che non esiste, ma potrebbe essere creato e venduto al prezzo desiderato, dato un congruo investimento e una campagna pubblicitaria sufficientemente aggressiva e persuasiva che tocchi le "corde" e i portafogli giusti
      [2] ...che non esiste, ma che potrebbe nascere come professione parallela e, ovviamente, costosissima alla campagna commerciale di cui in [1]

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    3. ... che detto da uno che si vanta di non farsi la doccia per tutti i mesi invernali è proprio degno di considerazione, sisi...

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    4. Fai un po' come credi, Alahambra: considerami, non considerarmi... vedi tu.

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    5. Alahambra deve correggere tutti.
      Si alza dalla cattedra, prende la verga e inizia ad applicarla a tutti.
      Tu fai questo
      Tu non devi fare quello
      etc.

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    6. Alahambra ha il brutto vizio di pensare e di dire quello che pensa. Ha anche il pessimo vizio di ricordarsi quello che ciascuno dice e di mettere assieme i pezzi nel fare le sue valutazioni.
      In questo caso, per esempio, è parecchio ridicolo il tuo commento, posto che non sono io che voglio imporre un singolo figlio, che non sono io che costringo mio figlio a 3 minuti di doccia calda altrimenti il gelo, che costringo il medesim a fare la pipì in un vaso. Posso continuare...

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    7. > non sono io che voglio imporre un singolo figlio

      Infatti sono milioni di egoici incontinenti che impongo la loro prole agli altri.

      > non sono io che costringo mio figlio
      Tu non hai figli, quindi non hai mai affrontato la questione di come educare un figlio e come gestire la quotidianità. Forse puoi iniziare a chiederti come gestiresti tutte le volte in cui i suoi atti/usi/azioni violino alcune tue disposizioni/sensibilità.
      Supposto che tu abbia l'onestà intellettuale di ammettere che ciò non solo potrebbe succedere ma sarebbe certo.

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    8. E poi sono io quella che non vuole capire.
      Sai, la maggior parte di quello che scrivo qui non è per te, ma per altri che comprendono quello che dico. Questa è una di quelle, non serve che tu risponda.

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    9. Posso anche dire che non serve neppure che tu scriva, direi.
      Molte cose le potresti scrivere a casa tua, direi.

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  11. Vediamo se e quanto riuscirò a resistere in ufficio senza condizionamento pure con questo caldo africano.

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    1. UUIC, ricordi com'era il tipo di caldo che abbiamo avuto verso il 20-25 di giugno? Ecco, quello era il tipo di caldo comune per l'intera estate quando ero un ragazzotto. A metà/fine giugno eravamo sotto l'influsso del cosiddetto "anticiclone delle Azzorre", un anticiclone d'origine atlantica che porta temperature simili a quelle attuali, ma con un tipo di arieggiamento e tassi di umidità ben diversi da quelli portati dall'anticiclone africano di questi giorni. L'anticiclone atlantico, anche in virtù di quella minore umidità (l'umidità genera effetto serra), consentiva un maggiore abbassamento delle temperature durante la notte, con maggiori escursioni termiche nell'arco delle ventiquattr'ore e di conseguenza la possibilità di dosare meglio l'esposizione personale. Per dire, questa mattina alle 7 c'erano già ventotto gradi, a fine giugno si iniziava la giornata con non più di 18-20 gradi! E non vivo in centro città, dove sicuramente la situazione è anche peggiore per ovvie ragioni.

      Ma queste sono solo fantasie. Il cambiamento climatico non esiste, così come non esiste l'eccesso di popolazione (e di conseguenza di antropizzazione) che ne è quanto meno concausa.

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