mercoledì 8 luglio 2015

Essere condizionati - 2

(Essere condizionati)

Ieri sono tornato al lavoro, dopo i tre giorni passati nel gruppo dell'Adamello. Come annunciavo ho tenuto spento il condizionatore. Il risultato è stato impressionante: ho boccheggiato fino all'uscita dall'ufficio, pressione bassa, fiacchezza, debolezza, sonnolenza, resa prossima a zero. Il corpo dà segnali inequivocabili: temperatura eccessiva, impossibilità di dissipare il calore, ridurre le funzioni vitali al minino. Dal punto di vista ecologico è logico, coerente. Solo che io non sono in un contesto governato dall'ecologia ma rispondo anche all'azienda per cui lavoro. L'ecologia dei rapporti professionali mi dice che non posso arrivare alle condizioni di ieri.
E'  un conflitto tra criteri etici differenti, uno dei molti che, ad esempio chi frequenta un GAS, conosce molto bene.
Se fossi radicale probabilmente non sarei qui. Se fossi solo un po' meno radicale avrei dovuto prendere ferie o permesso retribuito oppure lavorare ad un livello sufficiente di produttività.

Oggi ho acceso, a tratti, il condizionatore. E' relativamente vecchio, può essere regolato poco, la massima temperatura a cui è programmabile è ventotto gradi. Nei vari corsi di formazione permanente ci spiegarono che la temperatura deve essere programmata a circa cinque o sei gradi meno di quella esterna. Sarebbero quindi trentadue o trentatre gradi, non ventotto.
Un'approccio verdognolastro sarebbe :- fai comprare un nuovo condizionatore ecologico, così "salvi l'ambiente". Ovviamente sarebbe un atto di elevato impatto ecologico, molto antiecologico.

Insomma, si passa da una valutazione all'altra, in un labirinto o percorso tortuoso.
Uso un approccio attento o critico: uso il condizionatore il minimo possibile, accendendolo per periodi limitati, in modo che possa lavorare e non boccheggiare come ieri. Ora è spento e le braccia mi si appiccicano sulla scrivania. Più tardi lo accenderò di nuovo.
Cerco di essere più coerente complessivamente rinunciando a parte di coerenza su alcuni aspetti specifici, locali, del bilancio etico, personale, ecologico, economico e morale complessivo.


14 commenti:

  1. ho tenuto spento il condizionatore

    Lavori da solo o in stanza con qualcuno?
    Sei in proprio e puoi decidere tu?
    Ma il ventilatore ce l'hai?

    Oh, come sono curiosa! :D

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    1. Sono in ufficio da solo e posso decidere io.
      Il ventilatore potrebbe essere una buona situazione.
      Non so se esso possa essere compatibile con le mille milla regole sulla sicurezza.

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  2. Ma perchè, tu credi che tutto quello che scrivi e commenti su internet sia a costo ecologico ZERO?

    Hai idea dei server che occorrono per sostenere cose come i social e di tutto il traffico che generi quando schiacci ENTER a ogni tuo commento ?

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    1. In effetti, chissa' quanta energia/risorse/etc costa tutto questo...

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    2. Il costo del web è assai elevato.

      "Our computers and smartphones might seem clean, but the digital economy uses a tenth of the world's electricity — and that share will only increase, with serious consequences for the economy and the environment"
      The Surprisingly Large Energy Footprint of the Digital Economy

      > Hai idea dei server che occorrono per sostenere cose come i social e di tutto il traffico che generi quando schiacci ENTER a ogni tuo commento ?

      Io cerco di essere relativamente sobrio e leggero.
      Si torna alla questione delle docce: se la popolazione non è sobria e tende al pesante o al più pesante possibile e continua a crescere esponenzialmente a botta di 80M homo in più all'anno (una Germania intera da cacciare nel mondo stipato) non c'è alcuna considerazione che tenga.
      La vostra crescita (demografica) è incompatibile con una buona vita in cui ci sia anche un po' di informazione e tecnologia a supporto.

      Riporto quanto aveva scritto Messer Pigiatasti

      "una persona, x necessità; n persone, n*x necessità. Se le n persone sono attente e sobrie si riduce il problema, ma se basta che n sia sufficientemente elevato perché, indipendentemente da quanto attente e sobrie siano quelle persone, si creino situazioni gravissime."

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  3. mi sa che io oggi sono stato più ecologista di te

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    1. Molto bene! :)
      Pensa che che in questo edificio ci sono stati problemi e un sopralluogo dei vigili del fuoco: il quadro elettrico / vano contatori era surriscaldato.
      Carico elettrico molto altro protrattosi per ore e ore.
      Una comunicazioni aziendal - condominiale ha richiesto di ridurre i consumi elettrici.
      Questo caldo merdoso, solo uno dei segni del riscaldamento dovuto all'inquinamento antropico, consuma le persone ma anche gli ecosistemi e pure i "tecnosistemi".

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    2. Ecco, abbiamo verificato un certo tipo di esposizione -- caldo intenso, ma fino a un certo punto. Ora soffermiamoci un attimo a pensare a quella specie di luoghi alla Dubai e simili...

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    3. Ci sono persone che trovano belli i deserti aridi. A me le zone aride, desertiche o subdesertiche, hanno sempre fatto cagare.
      In un certo senso all'orrido estetico, biologico corrispondono culture che non possono essere meglio.

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    4. Il mio riferimento era alla smodatezza del ricorso al condizionamento e millemila altre forme di spreco energetico in luoghi vistosamente inadatti alla permanenza umana eppure abitati. Roba che al confronto noi "spreconi" siamo più tirati di Paperon de' Paperoni (quello che le tarme nel borsellino).

      P.S. Trovandomi costretto a scegliere tra dover (soprav)vivere in un deserto arido o in un incubo urbano degradato non avrei dubbi. Certo, sarebbe dura...

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  4. UnUomo, a proposito di decrescita, guarda qui:
    Coppia riesce a vivere con 15 euro a settimana, ecco come fanno.

    Cosa ne pensi?

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    1. Nel GAS ci sono tre o quattro gasisti che vivono una decrescita radicale come quella della coppia mantovana o anche superiore per certi aspetti.
      Taglio di tutti i consumi voluttuari e autoproduzione, baratto, riuso, autoriparazioni, automanutenzioni, autocostruzioni di quasi tutto.
      Essi sono senza figli e mentre io sono a sudare in ufficio ora saranno in qualche fresco torrente di montagna o nel loro orto a lavorare.
      Il problema che massacra questi tentativi è quando essi hanno a che fare con cose imposte dal sistema o dalla salute, tipo notai, tasse extra o necessità di cure (ad esempio dentista).

      Si può ridurre la propria impronta ecologica anche del 50%, del 60%, forse più.
      Io però, col tempo, mi sono accorto che approcci così radicali sono ideologici/religiosi e incompatibili con il 99% della popolazione.
      Penso che sia ragionevole e realistico lavorare sulla diminuzione della specie che è già realtà, visto che molti paesi importanti (Germania, Italia, Giappone, Russia, ...) sono/sarebbero già in sensibile decrescita demografica (se non fossero sottoposti allo tsunami migratorio).

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    2. Sono cose che è possibile fare e, se uno ne è convinto, possono anche essere gratificanti. Ci sono però delle condizioni di base: sono cose che è possibile fare fintanto che è una minoranza ai limiti dell'irrilevanza a praticarle. Se il modello dovesse diffondersi, diverrebbe impraticabile in tempi brevissimi.

      Faccio un paragone -- vivere d'espedienti, barbonescamente, in contesto urbano. Fino a non molto tempo fa era perfettamente proponibile, con qualche disagio si trattava d'uno stile di vita non troppo complesso e relativamente sicuro. Oggi il numero di coloro che vivono d'espedienti è numericamente esploso (non è difficile capire il perché e il per chi), il che ha portato a galla una competizione che ha provocato una degenerazione dell'ambiente nel quale si articola la vita barbonesca. Dormire in un sottopasso, oggi, equivale a rischiare la vita. Tentare l'accattonaggio espone al rischio di vedersi "incerchiare" di legnate dai concorrenti. I "benefattori", assediati da persone che chiedono, e chiedono, e chiedono (pretendono? estorcono? impossibile saperlo quando un estraneo t'avvicina) sono sempre più diffidenti e distanti, talora ostili, senza contare che essi stessi dispongono in misura sempre minore di eccedenze da destinare a chi chiede. C'è poi il capitolo dei lavori occasionali, quelli che un tempo non ci si preoccupava troppo di assegnare ("ma sì, tagliami l'erba del prato, che di do cinquemila lire") e che oggi espongono a rischi assurdi sia per l'inaffidabilità potenziale di chi si offre per l'attività, sia per il rischio rappresentato da normative di sicurezza e fiscali che sono un cappio al collo, in bilico sull'orlo d'uno sgabello instabile.
      Il modello della coppia frugale è encomiabile nel contesto attuale, ma è destinato al fallimento (o, almeno, a indurre una qualità della vita da incubo per disagio e precarietà) qualora venisse applicato su larga scala.

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    3. Una volta la torta era più grossa, le fette meno disuniformi e i mangiatori di fette molto minori: una porzione rimaneva per alcune persone "fuori dal giro".
      Ora la torta è più piccola, sono triplicati i mangioatori, la disuniformità delle fette, con alcune già enormi ulteriormente cresciute. Cosa vuoi che sia successo alla porzione che rimaneva?
      Sempre più piccola, a volte assente. I mangiatori sempre di più e anche i mangiatori "fuori del giro" sempre di più.

      Ah, le meraviglie della crescita demografica.

      C'è sempre più competizione, sempre più dura, spazio sempre minore e ciò impatta anche persone che vivono alternativamente, frugalmente.

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