giovedì 9 luglio 2015

Si, no, demagogia pura

  • Intervistatrice: Questo fatto che abbiano votato al referendum no che cosa [significa]?
    BC: Scusi, se io le offro di andare in pensione a quarantasei anni con, non so, ventimila euro al mese, lei mi vota o no? [... ] Ignoranza e demagogia. Demagogia pura.
    Bernardo Caprotti, intervista

Un "compagno" (ex gasista, l'impegno etico del gas per quanto saltuario è scomodo, meglio le parole e l'ideologia cattocomunista, pieno di figli) mi aveva segnalato questo articolo insieme ad altri articoli da tifo da stadio da parte della sinistra.

La Grecia ci sta insegnando qualcosa.
Sulla sua pelle sta dimostrando a tutto il mondo civile cosa accade quando un Potere si impossessa, o lavora per farlo, di un Paese, di un popolo, di una classe politica.

Qui la demagogia e l'ideologia danno il peggio e lo fanno in sinergia. Il tifo per la demagogia greca non è solo un problema della sinistra, ammorba Salvini, Grillo, il sinistrame e il destrame sociali radicali, Brunetta, B. da sempre contro il rigore della culona inkiavabilen.

Il "Potere" significa: i creditori.
I creditori significa: c'è stato una serie di prestiti di capitale.
I creditori significa: i debitori.
I debitori hanno comprato del capitale, consapevoli che esso costa, deve essere restituito con gli interessi.

La Libertà che non è questo orribile mescolone di demagogia, dirittismo, furbismo e ideologia ha un prezzo. Il no ha un prezzo.
Il prezzo è, ad esempio, quello di non sottoscrivere dei prestiti per evitare di mettere un potenziale cappio nelle mani dei creditori. Solo degli idioti possono pensare che i creditori siano magnanimi, altruisti o brave persone "solidali". Idioti o persone in malafede: io mi faccio prestare i capitali e poi cerco di fregarti. Poi io che credo di essere intelligente intellettuale lo rivesto con delle paroline: lo chiamo ristrutturazione del debito (lo stesso falso ideologico de "termovalorizzatori", "ecologia del fare", "riqualificazione del territorio" e altra cacca del genere).
La Libertà è indipendenza, essere autosufficienti, a livello di paese/nazione è autarchia o, nella visione ghandiana, l'autonomia del villaggio.

I greci si autodeterminino, i loro creditori si gestiscano il problema di aver prestato capitali e col rischio che ciò comporta. Io sarei proprio favorevole alla bancarotta della Grecia, al loro ritorno ad una moneta locale/nazionale come deve essere.

E in Italia? cosa fare?
Qui c'è il dilemma. La demagogia più becera dilaga sia tra i sì global sì euro che tra i no euro sì crescita. Perché alla fine, il leviatano ecocida drogato, sta facendo di tutto affinché la crescita riparta.
Io invece ho attenzione per due questioni.
  • Il localismo delle monete, del contrasto alla globalizzazione, anche delle monete e la sovranità più locale possibile, ogni azione contro internazionalismo e globalizzazione è importante. 
  • Ecologicamente, nel senso più rigoroso e specifico del termine, decrescita e decrescita dell'insostenibilità come primo criterio politico. Questo è molto legato al pareggio di bilancio che ora non può che essere attivo di bilancio per rientrare dal debito che è ecologico prima, quello finanziario è solo una sua espressione. Non alimentare il mostro nutrendolo col deficit.

Il principio del pareggio di bilancio è a un livello etico, filosofico nonché ecologico oltre che economico superiore al piano dell'ecologia politica della sovranità locale.
La questione quindi non è euro sì lira no ovvero euro no lira sì.
La questione è: come è possibile diminuire la metabolizzazione ecocida economica?
Se il ritorno alla lira significasse la stampa allegra di TIR di banconote e la ripresa della distruzione consumistica, infrastrutturale, edilizia del Paese, l'adulterazione di farseschi pareggi di bilancio ottenuti stampando le banconote corrispondenti al deficit, sarebbe ancora peggio.
Tornare alla lira è funzionale alla ripresa della crescita del teratoma umano e della sua impronta?
In tal caso meglio l'euro e il concetto di ecologia della sostenibilità finanziaria: non puoi spendere più di quanto incassi e se hai debiti devi spendere meno di quanto incassi per risparmiare capitali (risorse) per ripianare il debito.


89 commenti:

  1. Risposte
    1. Il marxismo e le sue dottrine sono una derivazione del cristianesimo e dell'ebraismo. Questo è celebrato e la foto lo immortala.
      Ecumenismo in atto.

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    2. L'ecumenismo della imbecillità, della follia e della ignoranza.

      Nello specifico della foto, chi realizza il sincretismo della croce e della falcemartello è un coglione. Infatti la croce era il supplizio riservato dai Romani agli schiavi ribelli o ai criminali a cui si voleva riservare una punizione esemplare, comunque non cittadini romani. E' diventato un simbolo proprio perché rappresenta non semplicemente la dedizione ad una causa ma un sacrificio particolarmente doloroso, un supplizio, una tortura, subito per testimoniare la Parola del Signore (per chi ci crede, c'è anche la questione del Figlio di Dio che accetta di farsi uomo nel modo più penoso possibile).

      La falcemartello sono un simbolo praticamente opposto alla Croce, non il simbolo di un martirio accettato volontariamente ma il simbolo della rinascita delle "classi lavoratrici" attraverso la rivoluzione e l'emancipazione dal giogo servile. Il comunista non accetta passivamente la sua condizione come "imperscrutabile volontà del Padre", contando su una ricompensa ultraterrena, invece rivolge i suoi strumenti di lavoro come armi contro la Borghesia che opprime e sfrutta il Lavoratore, si impadronisce del potere e dei mezzi di produzione per collettivizzarli.

      Il sincretismo significa che in entrambi i casi il messaggio, il nucleo fondamentale della due ideologie è ormai secondario rispetto al pragmatismo della pensioncina e dello stipendietto.

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  2. Che faccio flambo? ;-)

    Man, siamo alle solite.

    Sfugge un fatto semplicissimo e banalissimo: IL CAPITALISMO SI BASA SUL DEBITO.
    Il pareggio di bilancio è una immane e sesquipedale cazzata.

    Hai mai visto un giovane di 24 anni che aspetta di averne 55-60 per acquistare una casa solo perché attende di racimolare i soldi e mantiene il pareggio di bilancio ?????

    Nel tuo mondo ideale solo i figli di un ricchissimo padre avrebbero i soldi per fondare una start-up (mentre normalmente succede che un giovane ha un'idea e poi qualcuno la finanzia, ossia l'impresa parte in debito e poi va a pari dopo qualche anno)

    Sempre nel tuo mondo non esisterebbero le società per azioni. Nessuna azienda cercherebbe finanziamenti.

    Tu hai un'idea di società a metà tra il FEUDALE-MEDIOEVALE e il SOCIALISTA REALE da piano quinquiennale.

    Vedi tu.

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    1. Nottebuia, vedo che il fatto di lavorare in economia non ti ha reso scevro da strafalcioni e stupidaggini che dette ad un qualsiasi interrogazione di economia in un corso di scuola superiore non ti pemetterebbero neppure di arrivare a settembre.

      > IL CAPITALISMO SI BASA SUL DEBITO
      Il problema non è il capitalismo se non come modello economico che modella l'etologia.
      Per centinaia di miglilaia di anni e in tempi storici fino al secolo scorso, diciamo, il pattern etico intergenerazionale è stato "lascio il podere ai miei figli MEGLIO di come l'ho ricevuto da mio padre".
      Questo vincolo etico è stato rotto di recente e ribaltato: lascio il podere molto peggio di come l'ho ricevuto.

      > Il pareggio di bilancio è una immane e sesquipedale cazzata
      Insomma, siamo al tossico che urla isterico che l'astinenza, il non farsi è una immane e sesquipedale cazzata
      Infatti solo degli idioti potrebbero pensare che accumulando deficit di anno in anno, si possa migliorare.
      Nessun azionista approverebbe un direttore generale che prometta di mantenere in rosso il bilancio.
      Vedo che non c'è più alcun pudore nello scrivere cazzate immani e il fatto di ripeterlo in milioni peggiora le cose perché voi con la testa farcita di credenze distruttive pensate che ragliare in compagnia sia un evidente indicatore di giustezza delle enormità ragliate.

      > un giovane di 24 anni che aspetta di averne 55-60 per acquistare una casa
      Hai la memoria corta.
      Perché fino all'avvento dell'euro ovvero ad una diminuzione di inflazione e tassi, in un contesto apparentemente favorevole dovuto alla gonfiata crescita economica a debito (nostro), era praticamente impossibile acquistare casa col mutuo.
      Io conoscono molte persone delle generazioni precedenti alla mia che si sono comprati coi mutui e/o in parte autocostruita la propria abitazione.

      > solo i figli di un ricchissimo padre avrebbero i soldi per fondare una start-up
      Dai, nottebuia, non è degno di te scendere ad artifizi retorici così grossolani.
      Da sempre sono esistiti gli investimenti e il fatto che una impresa sana ha un piano di rientro, di ammortamento dell'investimento.
      Nelle tue mezze verità manca la fine della frase
      " l'impresa parte in debito e poi va a pari dopo qualche anno"
      e restituisce il capitale con gli interessi.

      Nozioni base di economia: investimento, ammortamento, capitale, costo del capitale, interessi, etc.

      > nel tuo mondo non esisterebbero le società per azioni
      Che sciocchezza.
      Se tu acquisti una parte di azioni di una società ti assumi la possibilità di reddito E anche una parte di rischio.
      Non c'è nessun sistema - a parte le fanfaluche dirittiste, demagogiche e dirittiste - nei quali ci siano le SpA con azioni solo redditizie, senza oneri.

      Il fatto che tu lavori in economia e ti manchino questi fondamenti poiché io mi rifiuto di credere che tu possa ignorarli - indica che sei in una sorta di mescolone tra fondamentalismo dirittista-crescitista e malafede.

      Il fatto è che noi abbiamo il 98% della piramide sociale che è così inquinata.
      In pausa pranzo siamo quasi arrivati ad una discussione furiosa perché io ho affermato cose del genere.
      Ha, i diritti qui e i diritti là.
      Nella storia dell'umanità, del mondo, non sono mai esistiti i diritti ma osservare queste ovvietà ha fatto soli diventare ancora più irascibili e paonazzi i miei interlocutori.

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    2. Il fatto che io ritenga il pareggio di bilancio un criterio PIU' importante della sovranità monetaria dice tutto su quanto siano radicalmente differenti le nostre posizioni.
      E sull'altro punto, la sovranità monetaria?
      Quale la tua posizione nottebuia? ritornare alle monete locali (dracma in caso della Grecia) o rimanere nell'euro?

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    3. HAHA!! A brigante, brigante e mezzo ;-)

      Ovviamente la Grecia dovrebbe tornare alla sua Dracma e ricominciare un percorso in maniera autonoma, camminando sulle sue gambe.

      Tu comunque non consideri il VALORE di un oggetto. Vedi tutto come mera somma, senza poi nemmeno considerare che molto di ciò che produciamo degrada e muore (c'è più lavoro per ricostruzione-mantenimento che per costruzione di roba nuova)

      Per "crescere" non c'è bisogno di fare tante cose male, basta farne 1 sola bene, che abbia un VALORE.

      E' chiaro che questo è assolutamente relativo: siamo noi a stabilire cosa abbia valore e cosa sia bene o male (in base a un progetto di vita, sia singola che come comunità, ovviamente).

      Certo: se estrarre e bruciare petrolio fa muovere un po' di soldi, non è detto che questo sia "ricchezza". E' solo un fuoco di paglia e io so che tu sai che io so! ;-)))

      Per il resto: siamo sempre al punto. Il debito che tu contrai è sostenibile?

      Chi lo valuta? In genere lo valuta chi ti finanzia: se tu mi dai i soldi ma io sono un pirla la colpa è di entrambi (a mio modesto avviso). Cioè io non credo alla semplificazione della formichina laboriosa e della cicala spendacciona.

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    4. > la Grecia dovrebbe tornare alla sua Dracma e ricominciare un percorso in maniera autonoma, camminando sulle sue gambe

      Oh, questo è molto buono. Su alcune cose siamo d'accordo.

      > (c'è più lavoro per ricostruzione-mantenimento che per costruzione di roba nuova
      Ed è il motivo per cui non si riparano/manutengono le cose ma le si buttano via sostituendole con cose nuove, di peggiore qualità e ad obsolescenza più veloce.

      > Per crescere
      Intendi "Per svilupparsi".
      Come già scritto siete rozzi e imprecisi anche nel linguaggio, come sottolineato molte volte. Nel vostro culto nominate la crescita come un mantra, fino ad usare il termine anche per fare la parmigiana di melanzane.

      > se estrarre e bruciare petrolio fa muovere un po' di soldi, non è detto che questo sia "ricchezza"
      Alcune persone portate su questo paradosso del PIL che cresce con le peggiori nefandezze e cose ammettono a denti stretti che in effetti...
      Dopo due minuti salgano in auto per stare in cosa sotto il sole in tangenziale est. Ah, il metro, il treno, la bici no, eh!?
      C'è una psicologia irrazionale sempre più diffusa.
      Non solo, le persone poi voteranno il demagogo migliore che prometterà loro la TEEM, il passante nord e il nuovo stradone.
      A deficit. O tagliando sulle ferrovie, etc.

      > Il debito che tu contrai è sostenibile?
      Questa è la chiave di volta.
      Infatti fanno archi di debito-credito senza quest chiave. Il risultato è che dopo un po' il sistema crolla.
      Non si devono realizzare terne creditore - relazioni di debitocredito - debitore che non siano sostenibili.
      Se non sono sostenibili il crollo dell'arco è la cosa meno peggiore che possa succedere. Inoltre questa cosa educa le due parti per il futuro.

      > la colpa è di entrambi
      Sì.
      Ovviamente ora c'è il gregge che bela che sono i tedeschi i soli cattivi brutti egoisti.
      E' così grottesco questo teatrino delle mezze verità.

      > non credo alla semplificazione della formichina laboriosa e della cicala spendacciona
      Nottebuia meglio di Esopo.
      Già.

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    5. C'è il solito problema del termine "crescita" e del "PIL" che sono diventati un po' gli idoli polemici della "decrescita" (io virgoletto tutto perchè concordo sul fatto che si debba sempre capire cosa ci sia dietro ai termini).

      Penso che se tu rileggessi qualsiasi cosa io ti abbia mai scritto, non credo potresti attribuirmi la produzione di schifezze fatte tanto per aver la scusa di fare qualcosa e quindi "crescere".

      Siamo sempre noi a organizzare come vivere, partiamo da questo assunto (come ti dicevo).

      E poi prendiamo anche atto che vorremmo tutti star bene possibilmente senza prevaricare gli altri o a spese degli altri. Naturalmente, se tu vuoi raggiungere questo obiettivo, occorre molto lavoro.

      Esempio: se non volessimo inquinare e sudare ed evitare molti assurdi viaggi di lavoro, dovremmo ricorrere alla Webcam e alla teleconferenza.
      Se vogliamo refrigerarci senza consumare petrolio, dobbiamo fabbricare pannelli solari a resa elevata.

      Converrai con me che una webcam o un pannello solare non crescono su un albero, ma bisogna lavorare e moltiplicare gli sforzi per arrivarci.

      Se poi tu chiami tutto questo "decrescita" a me sta bene, ma io non la chiamo così perché presuppone un aumento di "VALORE" e di "QUALITA' ", che per me presuppongono maggiore fatica e maggiore INVESTIMENTO di risorse (se non altro umane, intellettive, ne converrai).

      Grecia.

      Chi ha prestato il fiume di soldi lo ha fatto nella convinzione che sarebbe riuscito ad aumentare i suoi capitali prima che scoppiasse la musica finisse e scoppiasse la bolla.
      E' il solito discorso: si balla e ognuno pensa di fare il furbo. Poi, però, quando la musica finisce chi rimane in piedi non deve venire a raccontare la storia delle cicale cattive...Capisci, Man che intendo?

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    6. La semplificazione della formichina laboriosa e della cicala spendacciona (e ladra) non è senz'altro una semplificazione, ma è basata su realtà osservabili.
      Al momento (ed è così da che ho iniziato a lavorare), la mia capacità di reddito è da doppia a tripla rispetto alle mie esigenze di spesa, proprio perché sono "formichina", ovvero sobriamente evito di buttare via gli sforzi del mio lavoro in... diciamo stupidaggini. Dunque, avanzo un tot di potere d'acquisto ogni mese, che regolarmente accantono sotto forma di deposito (occhio: non di investimento, di deposito). Diciamo che questo mese ho accantonato l'equivalente di un quintalotto di rame, o di tonno, o di cinque ettolitri di vino da pasto, o... Bene, il tempo passa senza che io, formichina, tocchi quel potere d'acquisto accantonato pensando a quando ne potrò avere bisogno. Nel frattempo, il Mario Draghi di turno (e tutta una schiera di personaggi non certo migliori a vari livelli di dirigenza politica, economica, imprenditoriale, religiosa, sportiva...) ha organizzato un bel progetto di espansione monetaria, ovviamente per spingere l'economia e accrescere il benessere. Gli anni passano, il progetto va avanti, il benessere migliora, io invecchio. A un certo punto (quando, nota bene, mi si dirà che non ci sono i mezzi per provvedere ad una pensione dignitosa e che avrei dovuto provvedere in proprio a forme di previdenza) le mie condizioni individuali fanno sì che io abbia bisogno di accedere al potere d'acquisto accantonato trent'anni prima ma... MIRACOLO DELLA CRESCITA ECONOMICA!!!... i miei cento chili di rame sono solo più venticinque perché son passati alcuni zingari in giacca e cravatta e si son serviti, il tonno è annegato, il vino è finito nel bicchiere di qualche prelato d'alto bordo. La formichina non aveva evidentemente chiuso bene la porta della propria dispensa o, più probabilmente, avrebbe dovuto munirsi di fucile automatico d'assalto con tanto di baionetta in cima e sbudellare qualcuna delle cicale della crescita, quelle che hanno attivamente e intenzionalmente operato per trasferire il suo potere d'acquisto nelle loro putride manacce ladre.
      Ripeto: un deposito, in un mondo sano (e con deposito puoi intendere anche i soldi contanti sotto al classico materasso), conserva nel tempo il proprio potere d'acquisto. Quando non accade è perché sono in circolazione "cicale" carnivore OGM con i loro meccanismi di grassazione degli esiti del lavoro altrui.
      Volendo potremmo anche parlare del ruolo assunto da coloro che, senza essere dirigenti, dissipano per anni oltre le proprie possibilità per poi fingersi indigenti e passare dalla parte di coloro che chiedono assistenza perché "non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese". Oh, quanti ne conosco! Ma il discorso si farebbe troppo lungo.

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    7. Nel linguaggio comune "crescita" intende un aumento delle quantità fisica di un sistema, di una persona, di un ente.
      In economia il significato è praticamente lo stesso ovvero l'aumento delle quantità fisiche, economiche, transazionali dei sistemi:
      aumento della produzione e consumo di questa e quella risorsa
      aumento del numero di auto immatricolate
      aumento del numero di appalti
      aumento del numero di visitatori
      aumento del numero di strade e del numero delle loro corsie
      aumento della produzione di condizionatori
      aumento dell'energia consumata dai condizionatori e prodotta da centrali micro, mini, medie e mega
      aumento del numero di abitanti di un frazione / comune / provincia / regione / nazione
      aumento delle sale cinematografiche
      aumento del fatturato di questa e quella azienda
      aumento dei servizi erogati da questa e quell'azienda e quindi aumento dei dipendenti, dei km fatti dai dipendenti, dei consumi energetici e di spazio per gli edifici e le infrastrutture necessarie all'attività economica di quell'azienda.
      aumento del numero di televisori, furbofoni o tavolette (tablet) per persona/famiglia
      aumento di dimensione e risoluzione dei loro visori, aumento delle loro necessità energetiche


      A tutti questi aumenti corrisponde uno o più aumenti dei rifiuti (non biodegradabili) prodotti dal processo metabolico economico, aumento del consumo di risorse finite non rinnovabili, aumento della superficie delle zone biologicamente morte / senza capacità fotosintetica e quindi di (ri)produzione di risorse rinnovabili,

      > una webcam o un pannello solare non crescono su un albero, ma bisogna lavorare e moltiplicare gli sforzi per arrivarci

      La questione è che come insegna la legge di Tainter (per voi sul piando dell'economia è legge di ricardo o dei rendimenti decrescenti, oltre ad un certo limite produrre una webcam o una pannello solare è peggio di non produrli ovvero cioò che si ottiene non compensa ciò che si è dovuto pagare o i rifiuti che si sono dovuti produrre per ottenerli.

      Il termine "decrescita" tende, come dipolo, proprio ad evidenziare la necessità di una diminuzione assoluta del metabolismo economico, antropici e delle quantità fisiche ad esso correlate, in paritcolare diminuzione del consumo di risorse, diminuzione dei rifiuti, diminuzione delle pressione antropica.

      > si balla e ognuno pensa di fare il furbo
      Per questo è importante il fallimento / bancarotta della Grecia.
      Educare i furbi che hanno partecipato al ballo insensato.


      Per il resto, MrKeySmasher ha evidenziato, nel suo commento, che alla fine si tratta di rame, di tonno o di vino da pasto.
      Ancora, tutte queste risorse sono fisiche, reali.
      Non solo finite ma in netta diminuzione.
      Quindi i crescitisti, nel loro fondamentalismo, ignorano che il processo metabolico economico di cui apologizzano la crescita quantitativa assoluta senza se e senza ma, si nutre di rame, tonno, vino, energia per lavorarli, produrli, distribuirli, gestirli quando sono da esso degradati in rifiuti.

      Inoltre la crescita è un fenomeno sedativo da molteplici aspetti.
      A questo si aggiungono i furbismi e i parassitismi che MKS ha elencato ma che sono propri dell'etologia di specie, non certo solo dei meccanismi crescitisti.

      In ogni caso, ancora,, sì e assolutamente sì su pareggio/attivo di bilancio e su sistemi quasi autarchici su base provinciale.

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    8. Key, il tuo discorso mi pare di buon senso.

      Hai il problema che hanno tutte le persone di buon senso. Non spendo tutto e risparmio ciò che posso per affrontare la vecchiaia o situazioni eccezionali in cui potrei aver bisogno di molte risorse.

      Ma il problema è proprio questo: come fare a mantenere il "VALORE" di ciò che io risparmio e a trasferirlo inalterato nel futuro? (personalmente non pretendo di guadagnare, ma almeno di avere quello che ho accantonato).

      Da qui si aprono tante strade.

      Vuoi la moneta senza inflazione? Ce l'hai: è l'eurone, la moneta ideale per chi campa di rendita. Non entro in dettagli, ma non sta funzionando perché rende conveniente importare e non lavora più nessuno.

      Diversamente potresti investire in case. Potresti comprare rame, oro, platino, terreni, o investire nei pannelli solari.
      Oppure tenere i soldi sotto al materasso. Decidi tu, non sta a me dirti che siamo in un mondo di ladri (ma è sempre stato così sin dalla notte dei tempi, senza con questo voler giustificare nessuno. Solo per metterti in guardia e avvisarti che un mondo perfetto non esiste)



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    9. Il problema del mantenere/accrescere le risorse risparmiate accumulate nel tempo non è certo solo economico. I sistemi monetari e di altre forme finanziarie hanno solo ampliato la scala del problema.

      Se tu metti conservanti nel cibo, esso diventa tossico.
      Se non li metti, esso deperisce prima o subito.

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    10. @Uomo

      E allora, vedi, Man che bisogna sempre lavorare e brigare se si vuole che le cose non deperiscano?

      Solo che io chiamo questo "crescita", "sviluppo", "evoluzione". Ma io non punto alla SOMMA, come dici tu. Punto al VALORE, che è qualità.

      Un Uomo primitivo stava in una grotta. Un Uomo nel 2015 sta in una casa con Webcam e Pannello solare. Sostenibile e tutto quanto.

      Dico che Un Uomo è "cresciuto". E' cresciuto il valore dell'abitazione. E' cresciuta la "ricchezza"...

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    11. Nottebuia, mi auguro che quel che proponi siano più che altro battute di spirito.

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    12. Esiste una sola "ricchezza", il tempo.

      L'uomo antico aveva MOOLTO più tempo per se stesso di quanto ne abbia l'uomo contemporaneo. E' vero che noi viviamo fino ad 80 anni e l'uomo antico viveva molto meno, a seconda del periodo ma noi passiamo le giornate in attività conto terzi, come formiche operaie, le nostre vite non ci appartengono.

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    13. Da quello che dici, UUIC, ricavo che potrei/dovrei lavorare un terzo di quel che faccio e smettere di produrre ricchezza a beneficio d'altri. In alternativa, potrei convertirmi al consumismo più compulsivo e bruciarmi per intero lo stipendio in... diciamo sciocchezze, o addirittura cominciare a indebitarmi a mia volta. In un impeto di arguzia potrei/dovrei smettere del tutto di lavorare e fingermi indigente per avere accesso ai meccanismi di tutela sociale. Da settembre comincerò a lasciar intuire ai ragazzini questa nuova filosofia prima di metterla in pratica, sarà interessante vedere le reazioni delle famiglie.

      (ovviamente non ho la benché minima intenzione di farlo -- è giusto una sparata per rafforzare l'idea)

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    14. Leggo solo ora l'ultimo commento di Lorenzo. L'idea che ne sta alla base, anche se espressa in modo meno ironico, mi pare assai similie a quella che ho voluto evidenziare.

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    15. Mi sembra strano doverlo esplicitare. Chiunque abbia un lavoro nel senso contemporaneo della parola sa che il TEMPO è il lusso estremo, la cosa che si possono comprare i ricconi e che tutti gli altri sono costretti a centellinare.

      Non importa nulla il pannello solare, l'auto, il frigo pieno, eccetera, quando non hai letteralmente il tempo di vivere, quando sei un pezzo di una macchina e quando vivi coi tempi meccanici.

      E' una questione nota e stranota che risale ai primordi della "rivoluzione industriale". Ancora, siccome io non sono un genio, che qui non se ne parli secondo me è ennesimo sintomo di disonestà intellettuale.

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    16. > il TEMPO è il lusso estremo

      Qui dentro ho scritto più volte che tempo e spazio sono i (nuovi) lussi.
      Tra parentesi il nuovi in quanto... ci sono alcune considerazioni.
      Mia madre mi diceva che quando era piccola lavoravano dai piccini agli anziani tutto il tempo lavorabile, a parte due pomeriggi all'anno, natale e pasqua. Lavoravano moltio più di ora, non c'erano parole come disoccupazione.

      Il lusso dello spazio non è questione recente: da sempre lo spazio è uno dei lussi.

      > la cosa che si possono comprare i ricconi e che tutti gli altri sono costretti a centellinare

      Non è questione di censo, non solo.
      In riferimento al commento odierno di bulutn posso dire che le persone che io conosco che hanno più tempo sono quei gasisti decrescitisti radicali ai quali accennavo nel mio commento di risposta. Essi lavorano con reddito molto meno di me, lavorano senza reddito più di me, hanno complessivamente molto più tempo libero.

      Sull'uso del tempo che è una dimensione anche culturale e filosofica, aggiungo un aneddoto: un conoscente ha un amico che è comandante (skipper) di panfili. Il tale lavorava per un ricco e noto imprenditore italiano. Egli diceva che spesso riceveva ordine di muovere questo o quel panfilo da un porto ad un altro per "rappresentanza" nel senso che in una certa località più o meno esclusiva (Capri, Porto Ercole, Portofino, etc.) c'era un evento mondano, era necessario far presenza nel porto. Ma l'imprenditore non poteva andarci per mancanza di tempo.

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    17. Non mi riferivo a te UomoCoso, sveglia.

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    18. Tranquillo, il disonesto sono io.

      Ma che cos'è questa storia del tempo?

      E' ovvio che il bene più prezioso è la vita umana stessa e (quindi) la possibilità di disporne.
      Certo che se tu mi fai lavorare dall'età di 8 anni in miniera o a zappare i campi 12 ore al giorno, che cosa mi rimane?

      Ma quando mai è successo nella Storia che ci fosse un periodo così prolungato della "giovinezza" come negli ultimi 60 anni??

      Ma che state a dire???

      Man, ma allora c'ha ragione Lorenzo a dire che la campagna è bella solo se non devi guardare il culo del bue, lasciatelo dire...

      Comunque, io sottolinerei pure il fatto che pochi di noi stanno effettivamente beneficiando dell'enorme aumento di produttività del lavoro registrata negli ultimi due decenni.

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    19. Si diceva dell'essere disonesti?
      E' una considerazione un po' "ottimistica" perché l'alternativa è quella di essere semplicemente pirla.

      Le problematiche del lavoro sono nate con la meccanizzazione, semplicemente perché il tempo della macchina non è il tempo dell'uomo. Ancora oggi le fabbriche fanno i famosi "turni" proprio perché la macchina non si deve fermare.

      Invece i contadini non lavoravano per la maggior parte del tempo, non solo per la ovvia considerazione che erano costretti a seguire il ritmo delle stagioni ma anche perché il lavoro dei campi ha un ritmo diseguale, non omogeneo e scomponibile a piacere un sotto-unità come il lavoro meccanizzato. Non solo devi aspettare il tempo giusto per seminare ma una volta arato e seminato devi guardare le piante che crescono, non puoi farci niente. Certo, bisogna accudire le bestie, posto che un contadino ne aveva poche, nell'arco della giornata basta poco e il resto non c'è niente da fare.

      Che poi questa vita non producesse molto surplus di risorse, cioè era una economia di sussistenza, è ovvio ma non c'entra niente col fatto che oggi abbiamo un grandissimo surplus ma non abbiamo il tempo per goderne. Uno si può comprare una moto da trentamila euro ma poi la lascia nella rimessa perché non ha il tempo e il modo di usarla. Anzi, io per anni e anni sono uscito di casa col buio e rincasato col buio, il resto lo passavo dentro una stanza condizionata e illuminata artificialmente, praticamente avrei potuto essere in un posto qualsiasi e non me ne sarei accorto.

      Una cosa divertente poi è che lo "uomo nuovo sovietico" non era uno che lavorava mezza giornata, era Stakanov, quello che stabiliva il record di carrelli di carbone riempiti un una giornata. Masochismo evidente.

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    20. Riassumo: se non fossimo pazzi, invece di cercare disperatamente di convincerci che questo è il migliore dei mondi possibili, si dovrebbe cercare il migliore compromesso.

      Dicevo a UomoCoso che oggi chi vive in campagna è un privilegiato, quindi idealmente dovremmo cercare tutti di tornare alla campagna. Se uno mi dice "quanto è bella Milano, quanto ci si sta bene", per me è ovvio che o mente oppure è squilibrato.

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    21. Invece i contadini non lavoravano per la maggior parte del tempo...

      Certo, bisogna accudire le bestie, posto che un contadino ne aveva poche, nell'arco della giornata basta poco e il resto non c'è niente da fare...

      Ma no, Renzo, no. Nein.

      Tu non hai la minima idea della vita di campagna.

      Fammi un favore, parla con qualche vecchio, prima che muoiano tutti.

      Vedrai che ti racconteranno che invece c'era sempre da fare, in campagna perchè si faceva TUTTO.

      Dall' impagliare una sedia in vimini o una cesta per trasportare cose, al riparare gli attrezzi, il carro, tosare una pecora. Mungere le vacche e fare i formaggi, dar da mangiare agli animali.
      Battere il grano, tagliare la legna, spalare il letame, portare i sacchi di grano al mulino, ammazzare il maiale con tutta la lavorazione del caso, eccetera, eccetera, eccetera...

      L'elenco dei lavori in campagna è infinito.

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    22. Se non capisci queste cose, di che cazzo parli, Renzo?

      Renzo, cazzo, hai 50 anni...e ancora pensi che un contadino stia ad aspettare la pianta che cresce e non fa niente tutto il giorno???

      Ma io mi domando e dico...ma come cazzo è possibile...

      Uomo, fai qualcosa, portati Renzo a tagliare la legna, portalo a raccogliere il mais, fagli vedere come si fa la farina di polenta e poi fagli preparare una polenta...Così vediamo se ha tempo di aspettare che crescano le pere sull'albero...


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    23. E' vero che la vita contadina non meccanizzata e non industrializzata (dunque non la vita contadina d'oggi) richiede una somma di attività pressoché infinite per quantità e varietà. Cionondimeno, è vero che a periodi di intensità ai limiti dell'invivibile si alternano periodi nei quali il carico è decisamente minore, addirittura agevole. Non per niente andava a finire che il "padrone" di turno, sapendolo, si inventava quelle belle cosette che erano i servizi di corvée. Dunque, in sostanza non è cambiato nulla: schiavizzati allora, schiavizzati oggi. Quello che è cambiato sono le forme ed il contorno.

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    24. Le corvee erano comunque limitate alla stagionalità, limitate dalle condizioni climatiche e di luce e alle condizioni proprie del lavoro fatto con le mani e pochi utensili. Continuiamo a non capire la differenza tra il tempo di prima e il tempo di oggi.

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    25. NotteCoso sei un cretino. La raccolta del mais si fa UNA VOLTA, di solito intorno a Giugno, non tutto l'anno.

      La farina non si fa a mano, si porta la granaglia al mulino e il mulino è alimentato di solito da una ruota a pale immersa in un torrente.

      Per la sgrantatura delle pannocchie esisteva una apposita sgranatrice a manovella.

      Sei tu che non sai una fava, buffone.

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    26. A proposito, anche il formaggio si fa nella bella stagione. La ragione per fare il formaggio, cosi come ammazzare il maiale, è che serve del cibo conservabile per le stagioni in cui la campagna non produce niente. Se la campagna non produce niente, significa automaticamente che non c'è lavoro.

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    27. Per esperienza diretta so che i contadini sono sempre sepolti di lavoro.
      La differenza sostanziale (che rende difficile ma anche gratificante il loro lavoro) è che il lavoro cambia con le stagioni.
      Quando non c'è lavoro in campagna, c'è lavoro in stalla, quando non c'è lavoro in stalla si disfa il maiale o si ripara la stalla, quando non si ripara la stalla c'è il diserbo dell'orto, quando non c'è il diserbo dell'orto si ripara il tetto della legnagia, quando non si ripara il tetto della legnaia si va a comprare la mucca da Marco, quando non si compra la mucca c'è la lama delal falciatrice che si è spezzata e deve essere saldata, quando ...

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  3. zero voglia di flame. salto. tanto la mia posizione sulla Grecia è nota.

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    1. Sono andato a rileggermi la tua ultima pagina della quale condivido parte della diagnosi.
      Però non ho trovato una terapia.

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  4. l'aforisma finale è una belinata!

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    1. Aforisma finale?

      Intendi la frase finale

      "In tal caso meglio l'euro e il concetto di ecologia della sostenibilità finanziaria: non puoi spendere più di quanto incassi e se hai debiti devi spendere meno di quanto incassi per risparmiare capitali (risorse) per ripianare il debito."
      ?

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    2. Dai Sara, esistono delle commedie coeve ai "filosofi" che descrivono proprio quella situazione.

      Tra l'altro è anche ovvio che l'idea che l'uomo "ben nato" non si sporca le mani con una attività "manuale", cioè qualsiasi cosa che abbia una vaga attinenza tecnica/meccanica ma che l'unica occupazione consona sia lo studio delle lettere, è ben radicata nell'area "greca" dell'Italia, da cui sovrapproduzione di "letterati" e "giuristi" e panorama arcadico.

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    3. Talete faceva soldi con le olive.

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    4. Sto leggendo, un po' alla volta, Il Giuoco delle Perle di Vetro.
      Ecco, la castalia descritta da Hesse a me garba poco proprio per la sua inconcludente, astratta lontananza dal lavoro, dalle necessità del sostenersi e del sostentamento, dal fatto di non elevarsi, non sublimare "sporcandosi" le mani.

      Peraltro, è necessario che molti filosofi e pensatori sono molto chiari nell'indicare i guasti che deriva da questo sradicamento dalla terra poi allontanamento dal lavoro manuale.

      L'area greca d'Italia ha una ostilità nei confronti del lavoro manuale più elevata di quello del nord. Ciò emerge anche nel linguaggio: è comune attribuire del tutto impropriamente il termine di "dottore"
      nelle varie forme dialettali a qualsiasi interlocutore.
      Quasi un tentativo di "elevarlo" a persona dotta e di distanziarlo da ciò che non è dotto/intellettuale.

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    5. il problema non è territoriale Lorenzo il problema è che in Italia nessuno produce più o ha competenze tecniche meccaniche. I pochi di questa categoria stanno tutti all'estero. L'italia vive solo sulla finanza

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    6. Si ciao. Il "problema non è territoriale".
      Allora mi tocca citare l'ennesimo articolo, ne pubblicano uno identico OGNI ANNO: Fino a qui tutto bene, diceva il tizio che cadeva dal centesimo piano

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    7. ho detto che in italia mancano le industrie, anche quelli bravi del nord emigrano all'estero e non rimangono in Padania. Il nord si è meridionalizzato e le poche industrie rimaste effettuano subfornitura nei confronti delle industria tedesca.

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    8. SI ma questo non dipende dal destino, dipende dal fatto che ABBIAMO SCELTO la stessa strada della Grecia e cioè il "piangere e fottere" sistematico. Non da oggi, all'atto della costituzione della Repubblica.

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  5. Comunque io ho fondato una Start Up.

    Mio padre non mi ha dato un cazzo, per mettere insieme il primo milione di lire sono andato a montare condizionatori d'estate, in qualità di magutto, presso un mio amico.

    Col primo milione di lire ho affittato un negozietto, ho comprato due cavalletti da lavoro Ikea e ci ho messo sopra un telo a fiori, una lampada e il PC che avevo in casa. Col primo lavoro ho comprato un secondo PC e uno scanner. E cosi via, per il primo anno ho lavorato reinvestendo nella attività tutti i proventi, risparmiando ovunque possibile.

    La faccenda del debito è una farloccata per un'altra semplice verità di cui ho esperienza diretta: andare in banca e chiedere su che basi si concedono finanziamenti. La banca non fa "venture capital", non presta soldi a nessuna Start Up, non importa quanto geniale sia l'idea, quanto dedicate le persone, la banca non vuole diventare socia. Per prestare soldi chiede garanzie e le garanzie sono o altri soldi o beni immobili come case o macchinari. In sostanza la banca ti presta 10 euro se tu possiedi beni per 20 euro.

    Quindi il debito non è fisiologico, il debito, escludendo lo strozzinaggio, ha alla base una truffa. La truffa è operata o da chi presta i soldi, tipicamente io presto i soldi di UomoCoso, prendo gli interessi sul prestito e poi se UomoCoso non rientra dal prestito sono fatti suoi, oppure una truffa da parte di chi si fa prestare i soldi, che falsifica bilanci e/o millanta garanzie che in realtà non possiede.

    Come al solito qui c'è chi straparla di qualsiasi cosa per dimostrare una tesi preconcetta. Cioè si parte dalla conclusione e si cerca di motivarla con una teoria a ritroso, non importa quale sia.

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    1. "La banca non fa 'venture capital' [...] Per prestare soldi chiede garanzie e le garanzie sono o altri soldi o beni immobili come case o macchinari. In sostanza la banca ti presta 10 euro se tu possiedi beni per 20 euro."

      Ecco, ora qualcuno mi spieghi perché nessuna banca mette nero su bianco delle garanzie di solvibilità in termini reali per i depositi che metto nelle loro manacce ladre e che essi usano per acquisire reddito a rischio zero. Anzi, qualcuno mi dovrebbe spiegare perché lo Stato (in teoria, la collettività) non impone procedure che nella pratica ed efficacemente garantiscano chi deposita il proprio potere d'acquisto reale. E' evidente che il meccanismo correntemente praticato è in mala fede, e che lo Stato (che non è la collettività, anche se dovrebbe esserlo, ma i suoi governi, indipendentemente dalla sfumatura cromatica) è tra gli attori dell'intenzionale implementazione di meccanismi di trasferimento verso l'alto del potere d'acquisto (ricchezza reale) generato dagli individui di basso profilo, ovvero che non contano un cazzo se non come schiavi pagatori.

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    2. Io ho chiesto alla banca e mi hanno detto papale papale quanto ho scritto sopra e cioè se voglio un prestito gli devo portare in garanzia la casa, non una idea imprenditoriale.

      Quindi, ribadisco, se una banca presta soldi a qualcuno in assenza di garanzie solide, non dipende dal "capitalismo", dipende da una truffa o da parte di direttore/impiegati che, per vari motivi tutti disonesti, non rispettano i normali criteri oppure da parte del cliente che falsifica le garanzie. Ma il "debito" non è affatto "fisiologico", nella migliore delle ipotesi è una truffa, nella peggiore è un atto folle e masochista.

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    3. Diverso il caso di qualcuno che investe nel "venture capital". In quel caso l'abilità consiste nello studiare le imprese che chiedono finanziamenti in cambio di compartecipazione e pescare quelle che hanno possibilità di successo, per poi uscire quando il capitale investito si è moltiplicato.

      In questo meccanismo non esiste "debito", oppure se esiste muore immediatamente con il morire del "venture capital".

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    4. @Lorenzo

      Questo ti dimostra che in banca ci lavora gente abbastanza furba, no?

      E come mai le banche di tutta europa hanno invece riversato così tanti soldi in Grecia? Come mai a loro non hanno chiesto le stesse garanzie che chiedono a te?

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    5. Ripeto: IL DEBITO NON E' FISIOLOGICO, E' UNA TRUFFA.

      Quindi la risposta alla domanda è: il debito di Grecia (ma insisto che noi in realtà parliamo dell'Italia) esiste perché si è messa in atto una gigantesca truffa.

      Presumo che chi ha partecipato abbia avuto un interesse, le banche hanno prestato i soldi altrui, hanno incassato gli interessi finché è stato possibile e adesso troveranno un modo per accollare le perdite ad altri. I governi, sia quello greco che quelli europei, hanno creato consenso in cambio di assistenzialismo, secondo prassi e non gli importa perché nessuno farà mai un processo di Norimberga ai cattocomunisti italiani o greci, i cittadini hanno dato volentieri via il culo in cambio di soldi facili, perché la prostituzione è il mestiere più antico del mondo e adesso fanno finta di non sapere.

      In tutto questo il "capitalismo" non c'entra una fava. Piuttosto c'entra il fatto che le istituzioni hanno la stessa "qualità media" che si trova in un campione di tot persone prese a caso per strada, anzi, nelle istituzioni tende a concentrarsi un numero maggiore di figli di troia perché è quello che ci vuole per fare carriera.

      NON E' UN CASO che il debito diventi catastrofico in Grecia o in Italia, dipende dal fatto che i Greci e gli Italiani condividono la stessa attitudine ad essere cialtroni (tutti, cittadini e governi) e la stessa attitudine ad essere manigoldi.

      I nostri pensionati che da decenni sguazzano nel retributivo hanno sempre saputo che l'avrebbero scaricato su figli e nipoti ma non ho mai visto nessuno piangere davanti all'ufficio postale per questo.

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    6. > non impone procedure che nella pratica ed efficacemente garantiscano chi deposita il proprio potere d'acquisto reale

      Non solo non è così ma con la pratica della riserva frazionata si è data la stura ad un aumento patologico della speculazione bancaria. Le banche prestano capitali che non hanno.
      Il corrispondente privato del deficit, della rottura della "parità aurea", dei prodotti finanziari a debito, del monetarismo stampacarta.
      Tutti accrocchi per fottere gli onesti, le generazioni future, per creare ricchezza inesistente che significa rastrellarla e predarla da altri luoghi e altre persone.

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    7. Però attenzione: se il debito è una truffa, come qualificare quelli che non solo lo spacciano come "fisiologico" ma lo sostengono come necessario alla "crescita" e quindi al benessere di una Nazione?


      Se chi è attivamente impegnato a fare debito è lestofante in flagranza di reato, chi sostiene il debito sistematico è il mandante.

      Norimberga.

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    8. comunque ragazzi, c'è debito e debito..... la butto lì, senza colpo ferire....

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    9. E quindi il punto quale sarebbe?

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    10. > c'è debito e debito...

      Ad esempio anche chi ha studiato economia a livello elementare sa che
      1 - esistono gli investimenti che sono debiti che hanno prospettiva, che portano ad un miglioramento del sistema
      2 - che se investi devi tagliare sui consumi e sul voluttuario (il termine è fare sacrificio, ovvero fare cose che hanno dimensione temporale quindi spirituale / sacra).

      I demagoghi della sinistra così ferocemente contrari all'austerità (dopo essere stati ferocemente favorevoli all'austerità quando la sbandieravano a mo' di libretto rosso contro B. e il berlusconismo) ora hanno ampliato il motto di questi "Piu tutto per tutti" al "Più tutto per più tutti" accampano stupidaggini in serie, del tipo
      - aumento dei diritti, dei servizi, del tenore di vita
      E
      - aumento degli investimenti per la crescita.

      Sì sì.
      Debito e debito.
      Ma a sinistra c'è questa insana cosa del voler rendere tutto uguale, di ugualizzare tutto. Di non voler discriminare neppure tra investimenti e tra spese superflue, per i consumi, etc.
      Perché discriminare significa che NON esiste la botte piena e la moglie ubriaca e quindi, neppure il "Più tutto per più tutti!".
      Sarebbe confutare i dogmi della propria religione.

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    11. No, il punto è che la "sinistra" fa risalire il debito al capitale e quindi, essendo l'esistenza del capitale un crimine, ne consegue che il debito, riequilibrando le ricchezze, è un atto dovuto e necessario.

      Stiamo parlando di gente che nei propri "sacri testi" prevede l'esproprio anche violento della proprietà privata per collettivizzarla e darla in gestione al Partito. Rispetto a questo il debito è nulla, non esiste, anzi, anche il fatto di riconoscerlo come tale significa fare una concessione al "nemico di classe".

      Prego notare che Tispras fino ad ora non ha fatto nulla di concreto proprio perché per farlo dovrebbe riconoscere gli interlocutori come partner invece che come "nemici". Se venisse a patti coi creditori si rimetterebbe nella linea dei governi precedenti e si troverebbe nei guai col suo elettorato, al quale è stata ammannita la solita ricetta rivoluzionaria/bananifera "venceremos, podemos, hasta la victoria siempre companeros", eccetera.

      Insisto anche nel sottolineare che la Grecia ha avuto una guerra civile tra comunisti e monarchici che è stata abbastanza analoga alla situazione italiana, da noi la sordina l'hanno messa gli Americani che occupavano militarmente l'Italia. Ha avuto anche il suo bel regime dei colonnelli, che avremmo potuto avere anche noi ma evitato per la stessa ragione.

      E' come guardarsi in uno specchio.

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  6. Ciao uomo, tutto ok? Due parole. Non entro nel merito nella questione Grecia o Germania. Dico solo questo: abbiamo votato per entrare nell'euro? No. Poi per fare i precisi, nella Costituzione è riportato che l'Italia non può cedere la sovranità a terzi, e noi l'abbiamo fatto. Infine, la Germania ha un sacco di risorse che noi e altri paesi nella UE non hanno. Una Germania senza risorse e che deve importare tutto sarebbe peggio della Polonia. Noi abbiamo grandi difetti, ma la Germania ha voluto l'Italia nell'euro a tutti i costi aiutandola a truccare i conti (e gli stessi tedeschi hanno truccato i loro). E adesso dimmi che l'ha fatto perchè ci vuole tanto bene :) UK e Danimarca sono fuori euro, non vedo il problema. Poi dai un occhio alle parole di Amato che ho riportato sul blog, Sapevano che non avrebbe funzionato. Mors tua vita mea? Ok. io sparo bene e sono armato, quindi posso ammazzare chi voglio perchè ho i mezzi: ecco questa è la morale dell'EU(RO).

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    1. Non è cosi.
      Primo, la Costituzione dice che l'Italia non può cedere il territorio a terzi, non la sovranità politica. Infatti, quando scrivevano la Costituzione, non esisteva un governo italiano ma c'era un esercito straniero che occupava l'Italia e c'è ancora, per inciso. La Costituzione più bella del mondo, da cui è cominciato il consociativismo del "partito della nazione" è servita a mettere la sordina ad una guerra civile che è rimasta incombente fino agli anni '80.

      L'Euro è stato voluto perché ha reso sostenibile fino ad ora il Debito Pubblico. Tutta la politica italiana si fonda sulla necessità di sostenere l'assistenzialismo statale, cioè il voto di scambio, a qualsiasi costo.

      Nessuno ha mai pensato che l'Euro servisse all'economia, anzi, era abbastanza chiaro che l'avrebbe demolita. Ma, ripeto, la Spesa e il Debito andavano sostenuti e procrastinati il più a lungo possibile, ad ogni costo. Chiaro che i nodi vengono al pettine ma ogni generazione di Italiani spera che i cazzi piovano sulla generazione successiva.

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    2. Ciao AB. Bentornato! :)

      > la Germania ha un sacco di risorse che noi e altri paesi nella UE non hanno

      Mmh
      No
      La Germania ha un deficit ecologico leggermente meno peggio dell'Italia ma sempre assai grave.
      La Germania, come altri paesi europei, è patologicamente sovrappopolata rispetto alla propria portanza nazionale.
      Già Hitler, a suo tempo, si rese conto del problema ed un suo motto fu
      "Exportieren oder sterben!" (Esportare o morire!).

      Come scrivevo in questa pagina, certamente c'è una certa importanza nella sovranità monetaria e delle monete locali e io, ferocemente localista e no global, non posso non ammetterlo.
      Ma certamente più importante è la disciplina virtuosa, ecologica e di giustizia del PAREGGIO DI BILANCIO che ora non può che essere un attivo di bilancio per ripianare i debiti (e ci vorrà un tempo simile in dimensione a quello in cui questo orribile e nefasto debito è stato creato ovvero molti decenni).

      La morale dell'euro?
      Ne ha molte.
      A me interessa quella più importante che dovrebbe essere la sostenibilità ANCHE in ambito finanziario e nei bilanci di ciascun paese.
      E' un principio di assoluta e straordinaria importanza.
      E massimamente indigesto a non pochi paesi.
      Peraltro - e non è affatto un caso - quelli che hanno più problemi.

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    3. 'nzomma uomo, senza la Ruhr la Germania non ce la farebbe. Il 25% della sua energia viene dalla lignite di cui è il primo consumatore mondiale. Anche col ferro non scherzano. Se poi aggiungi l'estrema regolarità del territorio che facilita le comunicazioni, si capisce perchè hanno vita facile. Noi importiamo tutto: questi sono costi che il turismo non può colmare.

      A Lorenzo: e ci mancherebbe ancora che si potesse cedere il territorio: non c'entra una beata fava. Nella Costituzione non c'è nessuna traccia di "permessi" di cessione di sovranità (Art. 1), al massimo parla di limitazione (Art.11). Il che è una cosa ben diversa. Infatti alcuni avvocati sono da tempo in causa per questa questione. Non è che mi sono svegliato la mattina a scriverlo, ci pensano i giuristi.

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    4. I "giuristi" valgono quanto gli "economisti", ZERO.
      Anzi, sono negativi, cioè gente che invece di produrre qualcosa di utile e concreto si arricchisce tramite supercazzole delle disgrazie altrui.

      Ho già citato il fatto che la sovra-produzione di letterati e di giuristi sia il segno evidente che il Meridione non funziona.

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    5. x AntiBolscevico:
      > senza la Ruhr la Germania non ce la farebbe.

      Non ce la farebbe senza l'export, senza la Ruhr, senza il petrolio, senza gli ortaggi dell'europa meridionale e dell'africa settentrionale, della Turchia, non ce la farebbe senza il grana padano, senza il pesce atlantico, senza le terre rare cinesi...

      Il calcolo dell'impronta ecologica definito da Wackernagle e Rees, sia pur molto ottimistico, è un buon indicatore della (in)sostenibilità di un paese.
      La Germania ha un terribile deficit, anche se minore di quello italiano.

      > Noi importiamo tutto
      Nel momento in cui le risorse diminuiscono, diminuisce anche la nostra possibilità di trasformarle (questo vale anche per i tedeschi).
      La Grecia è messa molto peggio e le sue importazioni sono spropositate. Non si può mantenere una popolazione di X milioni di persone, ad un tenore Y avendo risorse solo per Z.
      Solo degli invasati dementi di strane e buffe teorie economicistiche, di crescitismo, di antropocentrismo possono ignorare questo fondamentale.

      Ugo Bardi è tornato oggi sul collasso greco e sono cose che sono sapute.
      Non ci vuole uno scienziato del Club di Roma, un super genio, per capire che un paese così gramo di risorse NON PUO' sostenere una impronta ecologica così greve.

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  7. Io sarei proprio favorevole alla bancarotta della Grecia, al loro ritorno ad una moneta locale/nazionale come deve essere.

    Uomo, non so se qualcuno te l'ha già fatto notare, qua sopra, ma allora tu saresti andato a votare al referendum e avresti votato No.
    E sarei stato d'accordo con te.

    ^_____^

    ...

    Volendo restare alla logica brevilinea del credito/debito, tu e Lorenzo spiegatemi perché è stato condonato il debito alla Germania Ovest, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale scatenata dalla SUA classe dirigente.
    E ...
    non è stata una grande ingiustizia, quella ?

    ( grazie ).

    +++

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    1. Bubbole, le due situazioni sono completamente differenti e ancora, metterle a confronto è ennesima prova di disonestà intellettuale.

      Cito Wikipedia:
      "Dopo la seconda guerra mondiale, in base alla conferenza di Potsdam tenutasi tra il 17 luglio e il 2 agosto 1945, la Germania dovette pagare agli Alleati 23 miliardi di dollari statunitensi soprattutto in macchinari e in stabilimenti di produzione. Le riparazioni all'Unione Sovietica finirono nel 1953. Inoltre, in osservanza alla politica di de-industrializzazione e pastoralizzazione della Germania, un gran numero di industrie civili vennero smantellate per essere trasportate in Francia e nel Regno Unito, o semplicemente distrutte. Nel 1950, quando terminarono gli smantellamenti, erano state rimosse le apparecchiature da 706 impianti manufatturieri nell'ovest e la capacità di produzione dell'acciaio era stata ridotta di 6.700.000 tonnellate.

      Alla fine, in molti Paesi le vittime di guerra vennero compensate con le proprietà dei tedeschi che vennero espulsi dopo la seconda guerra mondiale. A partire anche da prima della resa della Germania e fino a due anni dopo, gli Stati Uniti perseguirono un intenso programma volto a raccogliere tutte le tecnologiche e il know-how scientifico tedesco, nonché tutti i brevetti e molti eminenti scienziati della Germania (noto come Operazione Paperclip). Lo storico John Gimbel, nel suo libro Science Technology and Reparations: Exploitation and Plunder in Postwar Germany, afferma che le "riparazioni intellettuali" (intellectual reparations) prese dagli Stati Uniti e dal Regno Unito ammontarono a circa 10 miliardi di dollari. Parte delle riparazioni tedesche furono sotto forma di lavoro forzato. Fino al 1947, circa 4.000.000 prigionieri di guerra e civili tedeschi vennero utilizzati come forzati in Unione Sovietica, Francia, Regno Unito, Belgio e nella Germania sotto controllo americano.

      La Germania pagò ad Israele 450 milioni di marchi tedeschi come riparazioni per l'Olocausto, e 3 miliardi di marchi al Congresso ebraico mondiale per compensare i sopravvissuti in altri Paesi. Nessuna riparazione venne pagata invece per i Rom uccisi durante l'Olocausto."

      Condonato 'sto paio di ciufoli. Ad insistere ulteriormente della Germania non sarebbe rimasto più niente. Il fatto che dopo settanta anni i Tedeschi siano ancora li a rivendicare un destino egemonico potrebbe anche essere la prova che hanno ragione.

      Alla Grecia non è stata imposta nessuna vessazione, anzi GLI HANNO PRESTATO DEI SOLDI. Esattamente il contrario. Il guaio è stato a monte e cioè prestargliene troppi rispetto al PIL della Grecia che è inferiore a quello del Bangladesh. La voglia di includere tutti nella UE e la voglia di considerare la Grecia come "cuore" della Europa quando invece è periferia levantina, ha reso ciechi quelli che avrebbero dovuto mettere un freno. Oltre ovviamente la questione dell'interesse che il prestito ad un paese in bancarotta rendeva, causa il meccanismo dello "spread". Stava per succedere anche da noi, ce lo ricordiamo Monti e Fornero che fanno dei discorsi tipo Independence Day alla Televisione?

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    2. Che poi, quanto mi può stare sui coglioni un Greco che dice "per forza i Tedeschi sono ricchi e noi poveri, non hanno pagato i danni di guerra!"

      Una cosa laida e vile.

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    3. Poverini i tedeschi ... facciamogli l'elemosina, dai.

      1 ) Il fatto che gli Alleati abbiano parzialmente de-industrializzato la Germania Ovest significa che ne temevano la ricrescita ... pertanto le decisioni prese sono state abbastanza incomprensibili : la Germania andava DEFINITIVAMENTE SCHIAVIZZATA, privata di autonomia politica e resa per sempre un territorio sotto il controllo di autorità internazionali.

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    4. 2 ) Ah, vedo che hai ritagliato, copiato e incollato dalla scheda wikipediana solo quello che conveniva a te ( e se non è disonestà intellettuale questa ... ).
      Rattoppo il tuo ommissis :

      Sotto la negoziazione di Hermann Josef Abs, la delegazione tedesca raggiunse un elevato livello di riduzione del debito: con l'accordo di Londra infatti l'importo da rimborsare fu ridotto del 50% a circa 15 miliardi di marchi e dilazionato in più di 30 anni [ ... ].

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    5. 3 ) Per ben 3 - tre - volte nella Storia i krauti-di-latta non hanno pagato i debiti con l'Estero ...
      l'ultima nel 1990, in occasione della riunificazione : [ link ].

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    6. 4) Nell'Europa dell'Euro i tedeschi sforano i parametri come cazzo gli pare e poi fanno bullismo con gli altri dicendo che non li rispettano.

      Esempio: il tetto di inflazione sforato dai tedeschi sistematicamente verso il basso (la qual cosa ha consentito il mercantilismo tedesco, favorendo le sue esportazioni...)
      Ehh, ma questi probabilmente son concetti troppo raffinati per un Renzo...

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    7. 5) Le banche tedesche che hanno investito incautamente in Grecia andavano lasciate fallire a calci nel culo. Invece abbiamo dovuto metterci i soldi noi attraverso il "fondo salva stati" a colpi di imu, ici, tasse, lacrime e sangue.

      E io poi devo sentire la storia dei tedeschi bravi e operosi ? Ma cazzo, svegliati Renzo, svegliati e leggi almeno Wiki per intero...Non dico un libro di carta, ma almeno Wiki per intero...

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    8. Secondo me siete pazzi.
      Primo, io non ho tagliato niente, Marco coglione. Il fatto è che il brano riportato non viene alla voce "debito" ma alla voce "danni di guerra". Se devo spiegare la differenza tra "debito" e "danni di guerra" faccio prima a mandarvi a fare in culo perché, come sopra, passiamo da "disonesto" a "pirla".

      Secondo, i tedeschi fanno "bullismo"? Ecco bravo, NotteCoso, chiama la maestra. Faccio una domanda semplice semplice, perché si sa che tu leggi tanti libri di carta e io no: dimmi un po', con quale mezzo la Germania ci obbliga a subire le sue angherie? Perché con la storia della Grande Guerra Patriottica ce la caviamo coi "danni di guerra" ma diventa difficile estenderla anche al fondo salva-stati. Attendo risposta.

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    9. Anzi, no, non mi rispondete. Non ho voglia di discutere con degli idioti che tirano fuori il nazismo per giustificare le loro emorroidi.

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    10. E dove ho parlato io di nazismo?

      Ma sai almeno leggere ??? Ma dove minchia ho scritto io nazismo, Renzo???

      Ma te l'ho detto: quando l'inflazione è più bassa, i capitali si spostano nel paese dove invece l'inflazione è più alta.
      La Germania avrebbe un Marco rivalutato del 30% e non esporterebbe le sue cazzo di automobili nel resto d'Europa, perchè costerebbero il 30% in più.

      Ma svegliati, dai. Svegliati. Non sai come funziona il Capitalismo, non sai le regole base di come si muovono i soldi.
      Il capitalismo sono i soldi, non i tuoi discorsetti del cazzo.

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    11. Invece i contadini non lavoravano per la maggior parte del tempo...

      Te dovresti passare una giornata in campagna, perchè probabilmente non sai neanche se quando si zappa si procede in avanti o indietro...
      Manco quello probabilmente sai, altro che libri...

      I contadini non lavorano per la maggior parte del tempo...pazzesco...

      Ma esci dalla stanzetta, che c'hai quasi 50 anni...

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    12. Qui se c'è qualcuno che fa discorsetti del cazzo e che dovrebbe uscire dalla stanzetta sei tu, imbecille.

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    13. Dai, spiega a un imbecille che i contadini non hanno un cazzo da fare. Vediamo dove arriva il senso del ridicolo. Fammi sognare, Renzo, fammi divertire che è venerdi oggi...

      Sentiamo la spiegazione con gli equinozi, dai...

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    14. Per tutti gli altri riassumo:

      1. Tsipras alla Germania non ha chiesto indietro dei soldi che la Grecia gli aveva prestato, gli ha chiesto i DANNI DI GUERRA. Il "debito" della Germania che sarebbe stato condonato non è stato calcolato sulla base di prestiti effettuati ma sulla base delle condizioni imposta ai vinti dai vincitori, che, come ho citato nel brano sopra, comprendevano anche la spoliazione delle popolazioni tedesche deportate e il lavoro forzato, nonche il sequestro di persona degli esperti tedeschi nei settori tecnologici. Tutto questo di giustifica alla voce "Tedeschi criminali di guerra", ergo "nazismo".

      2. confermo che il lavoro dei campi occupa in termini di ore MOLTO MENO del lavoro meccanizzato. La ragione l'ho già spiegata, il lavoro dei campi non è omogeneo e non si può suddividere, cioè non segue il tempo della macchina. Non sono mai esistiti contadini che lavoravano su turni di 24 ore, oppure che aravano e seminavano in inverno.

      3. visto che qui giochiamo a rimettere in scena il 1930, insisto nella domanda: con che strumenti e mezzi la Germania obbliga noi e tutti gli altri a stare al suo gioco? Quali sono le leve che la Merkel possiede per obbligare Tispras a fare una cosa o un'altra?

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    15. Ah poi se qualche genio mi dice che i Tedeschi durante la guerra hanno svuotato le casse dei Paesi occupati, io risponderei che durante la stessa guerra qualcun altro ha svuotato le casse dei Tedeschi. Se l'oro non ha fatto il giro completo ma si è fermato da qualche parte lungo la strada, bisognerebbe andare a vedere dove. Cosi a naso mi viene da pensare che se hanno smontato le fabbriche per portare in Francia e in Inghilterra, magari potrebbero avere inavvertitamente anche portato qualche cassa d'oro. Quello che è successo nell'Est non lo sapremo mai quindi inutile parlarne.

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    16. Sempre più spesso noto un antigermanesimo che non ha alcun fondo razionale.
      Invece di osservare i danni orditi da Lo Stato Canaglia - e tutte le più grosse catastorfi planetarie sono dovute all'azione, all'ideologia, ai modelli nefasti statunitensi, ad iniziare dal consumismo e dal crescitismo a deficit/debito che lo sostiene e ne è sostenuto - qui si additano i magnakrauti come causa del male.

      I tedeschi sono parte in gioco: hanno venduto BMW, Porsche e Audi agli evasori italiani e greci, hanno esportato capitali ai paesi entrati nell'area euro.
      Ma come osserva correttamente Lorenzo, questo è avvenuto solo per volontà di italiani e greci.
      Non mi risulta che ci siano brutten kattiven nazisten che vadano a rastrellare milioni di benestanti persone e li sottraggano alla concessionaria Maserati per portarla alla Porsche, intimando loro di acquistare il nuovo Cayenne o la Panamera pena la fucilazione.

      Scatta un meccanismo in cui ci si vuole deresponsabilizzare :- è colpa loro.
      Questo ovviamente permette di sovolare sui propri problemi,
      Come già osservato fino alla noja, notebuia e bagnai tutti, la moderazione salariale e la lotta all'inflaizone, non solo,la lotta alla più becera speculazione inflattiva, ancora una volta dimostrano che NOI abbiamo un problema folle di speculazione e di inflazione, oltre alla demenziale mistica proinflazionistica che è una delle demenze della crescita senza se e senza ma.

      Il fatto che si passi al tifo da stadio e si dimentichi che TUTTI i trattati, tutte le regole, tutti i spaventosi deficit nelle bilance dei pagamenti e dei flussi dei capitali sono stati LIBERAMENTE voluti, sottoscritti, attuati, implementati da italiani, greci, etc. fa parte di questo "essere fuori di sé" che aumenta i nostri problemi.
      Però è più bello dire che il secchione studia troppo. >:)

      Ah come bello pensare che sia sempre colpa di altri.
      Io, in modo cinico, penso invece che sia necessario imparare dai tedeschi ciò in cui sono bravi ed essere contenti e felici di ciò in cui siamo meglio noi.

      Lorenzo, i contadini e chi vive in campagna è sepolto di lavoro.
      Il fatto che in ambienti rurali si creda di risolvere il problema del troppo lavoro conigliano baracche di figli, è dovuto, in parte, al fatto che un contadino crede che tot mani possano aiutarlo nei lavori.
      Peccato che poi il podere debba essere diviso in quattro, cinque, sette...
      Un tipico esempio di miopia e di etologia di specie.

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    17. Riguardo l'essere sepolto dal lavoro, è una mistica del tutto falsa. Te l'ho spiegato perché. Il contadino segue il ritmo delle stagioni, per cui ci sono certo momenti di attività frenetica come la mietitura o la vendemmia ma poi ci sono mesi di inattività quasi completa.

      Esempio celeberrimo:
      Albero degli Zoccoli

      Confronta la scena della macellazione del maiale:
      Maiale

      Con questa:
      Macellazione industriale

      Poi considera che il contadino uccide il maiale una volta l'anno ed è un evento memorabile, la fabbrica uccide un maiale al secondo e funziona 24 ore al giorno. Il concetto del LAVORO è completamente diverso. L'addetto all'impianto meccanizzato ha evidentemente molto meno tempo.

      Il problema dei contadini, da sempre, non era il lavoro ma la proprietà. Infatti il contadino che non possiede la terra è "precario", non solo non ha la sicurezza di cosa gli riserverà il futuro, dipendendo dalle decisioni di altri ma deve anche consegnare una quota di quanto raccoglie. Il discorso della "suddivisione del podere" riguardava i contadini possidenti, quindi quelli che già stavano bene. Quelli che lavoravano solo la terra di altri non avevano questo problema.

      Riguardo il figliare, mio nonno non era contadino, era operaio in una acciaieria dove entrò a 13 anni e ebbe sette figli. Non di proposito, ovviamente ma le condizioni al contorno erano quelle, per tutti. Bisognerebbe sentire la testimonianza dei figli degli operai di allora, se si viveva meglio nel "fondo" (una stanza nel seminterrato) in paese oppure in campagna dalla zia.

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    18. Io conosco la vita dei contadini del gas, ascolto i racconti di mia madre e dei suoi fratelli, quando ero piccolo ho visto e vissuto la retroguardia, ormai finale, di quella vita.

      Non c'è solo il lavoro agricolo ma tutta una serie di lavori sugli strumenti, sul cibo, sulla manutenzione, veterinari, di autoproduzione, di riparazione, etc, che venivano fatti in casa.
      Certamente esistono ed esistevano stagioni meno cariche (inverno) ed altre molto cariche (stagione dei vari raccolti).

      Riproduzione;: certamente esitevano dei problemi (mancanza di anticoncezionali) ed una mentalità. Ma tutt'oggi, con anticoncezionali disponibili per le masse e informazioni, i tassi di natalità urbani sono sensibilmente più bassi di quelli rurali.
      Proababilmente varie concause.

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    19. UomoCoso, c'è un corollario abbastanza ovvio: i contadini da sempre sono contro-rivoluzionari.

      Secondo la propaganda, dipende dal fatto che sono "ignoranti", cioè meno "formati" dal commissario politico degli operai. Invece dipende dal fatto che la rivoluzione, con seguente esproprio dei "mezzi di produzione" per darli in gestione al Partito, non va nell'interesse del contadino che possiede tutta o parte della terra che coltiva (e questo è ovvio) ma nemmeno nell'interesse del contadino fittavolo, proprio per il concetto diverso del TEMPO che porta la rivoluzione "operaista". Volendo semplificare, il contadino, anche nelle peggiori condizioni, sta comunque meglio del "proletariato urbano", non vede il senso della collettivizzazione per poi essere costretto a lavorare la terra con le modalità del lavoro meccanizzato.

      Poi c'è anche l'altrettanto ovvio legame psicologico del contadino col suo lavoro, che è un modo di vivere, che lo definisce come persona, molto diverso dal rapporto dell'addetto all'impianto meccanizzato, che potrebbe accudire una macchina o un'altra e non farebbe alcuna differenza.

      Dai, ancora mi sembra strano doverle scrivere queste cose.

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    20. Grazie per i contibuti video.
      Aggiungo che l'ecologia profonda insegna lo straordinario valore dell'uccisione e della macellazione degli animali che mangiamo.
      Quando posso cerco di partecipare alla macellazione del maiale e alla sua lavorazione, anche se sono molti anni che non succede più.
      Prossimo inverno, spero, nel paesino di mia madre in Trentino.

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    21. Sull'ostilitù della sinistra maggioritaria, tecnoteista, progressista, illuminista, urbana, industrialista alla cultura contadina vedere questa pagina.

      C'è da aggiungere che esiste, come sottolinei, anche un problema di incultura greca/mediterranea che disprezza i lavori manuali e quelli della terra.
      Problema abbastanza diffuso, visto che i contadini, storicamente sono tra le caste/classi sociali considerate quasi sempre inferiori.

      Il contadino essendo legato ai cicli della terra è un conservatore ovvero reazionario rispetto alle insensatezze a alla hybris tecnoprogressistta e al culturallismo ad esse associato.
      Per quello vennero fatti fuori in Vandea e a milioni da stalinisti e khmer rossi.

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    22. Caro Lorenzo coglione, ma stiamo discutendo di debito greco, o di danni di guerra - ? - che la Grecia dovrebbe pagare ( in un presente ucronico ) ?

      Poi, spesso ( anche oggi, in altro ambiente internettiano ) leggo di ''Paese improduttivo'' riferito alla Grecia.
      Ma l'''improduttivo'' che molti usano, riguarda anche la scarsa industrializzazione greca.
      E' un problema che conosco, perché riguarda la mia adorata Lettonia ...

      Bene, che cosa è stato fatto nella ex-Repubblica Socialista Sovietica sul Mare Baltico, all'indomani dell'indipendenza ?
      Abbattuto lo Stato ( improduttivo ), e molte aziende statali ( improduttive, secondo gli standard occidentali ), introdotto il neo-liberismo ( oggi la Lettonia ha un debito pubblico che è solo il 40% del PIL, e inflazione bassa ), negli anni seguenti sono emigrati 6 - 700.000 cittadini lettoni su 2,7 milioni = il 25% circa della popolazione.
      In Grecia, simili misure porterebbero ad emigrare ( anche nella vicina 0039, ovvio e non pochi ) 2,5 M di greci.

      EHY !
      Un momento, Lorenzo ...
      sia io che te ( che UUIC ) siamo contrari ai flussi migratori massivi, giusto ?

      In un organismo amministrativo in cui vigono meccanismi di solidarietà e re-distribuzione delle risorse produttive ( non a gratis, ma a condizioni agevolate ), il Governo incentiva lo spostamento di industrie e/o l'apertura di nuovi stabilimenti nelle regioni che hanno un apparato produttivo più debole.
      Questo, in soldoni, significherebbe che Bruxelles dovrebbe coprire parte delle tasse di quelle aziende che decidono di aprire in Grecia ( Bulgaria, Romania, Ungheria, Lettonia ... etc. ) anziché in Cina.

      QUESTO mi aspetterei.

      E invece ?

      A Bruxelles siedono piccoli contabili da piccola bottega, incapaci di un discorso politico, che si limitano a somme e sottrazioni e ringhiate in faccia ai debitori.
      =
      Che miseria.

      Nel Dopoguerra, i vincitori condonarono parte del debito della Germania Ovest ( Accordi di Londra, 1953 ... e non solo ) e la inclusero nel Piano Marshall ( in cui ricevette più dell'Italia ! ) : ci fu, insomma, un progetto di ri-costruzione e crescita.

      Oggi, i piccoli contabili di Bruxelles sono capaci solo di ringhiare per conto di banche e grandi finanzieri, senza proporre uno straccio di progetto.

      Unione-?-Europea ?

      +++

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    23. Uffa, che palle però.
      La faccenda del "debito" condonato alla Germania è stata tirata in ballo da diverse fonti, per primo Tsipras. Come ho detto, è un espediente dialettico da due soldi perché la Germania non ha chiesto soldi in prestito, non aveva un "debito" verso creditori, doveva invece rifondere i "danni di guerra" secondo i termini decisi dai vincitori. Volendo questi vincitori avrebbero potuto fare come i Romani con Cartagine, radere tutto al suolo, ridurre tutti i Tedeschi in schiavitù e (secondo la leggenda) spargere il sale cosi da non fare ricrescere nemmeno l'erba sulle rovine. Invece, per ragioni di opportunità, passato qualche tempo dalla fine della guerra si decise che era più opportuno permettere alla Germania di risollevarsi, come infatti poi fece.

      Ora, ribadisco, mettere sullo stesso piano i danni di guerra, che per inciso alla Grecia li avremmo dovuti pagare noi per primi, dato che i Tedeschi invasero la Grecia venendo in soccorso al Regio Esercito italiano e i debiti contratti attingendo agli "aiuti" resi disponibili dalle varie istituzioni, non ha nessun senso. Che lo dica Tispras lo capisco, essendo egli un demagogo uscito dalla "sinistra radicale", serbatoio di cretini per definizione. Che lo dicano altri invece offre due alternative, o l'idiozia o la disonestà intellettuale.

      I contabili di Bruxelles è cosa buona e giusta che facciano i contabili. Le decisioni le prendono i Governi e le leggi le fanno i Parlamenti. Anche qui, vedo grande confusione sotto il cielo.

      Non è che i Governi e i Parlamenti siano sordi, ciechi e muti, è che l'Italia è la bella copia della Grecia, quindi se passasse il concetto che ci si può indebitare a strafottere tanto poi qualcuno condona il debito, oppure che si può spendere i soldi a capocchia tanto poi c'è sempre un "progetto" che consiste in altri soldi da spendere a capocchia, la cosiddetta Europa salterebbe per aria in quattro e quattrotto.

      Personalmente rabbrividisco alla idea degli Stati Uniti d'Europa in cui un Renzi conti quanto la Merkel. Preferirei di gran lunga dire che le gurre di indipendenza sono state un grosso sbaglio ed essere annesso all'Austria.

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    24. Riguardo il destino dei Greci, ancora, mi viene da ridere. Alla fine della fiera, a chi tocca trovare un modo di vivere decentemente entro i confini del loro Paese? Questo modo glielo devono trovare le istituzioni europee perché loro non sono capaci? Adesso Tsipras chiede altri cinquanta miliardi di aiuti. Vedremo come li farà fruttare. Secondo me non avere permesso il fallimento della Grecia significa che l'Europa se l'accolla a tempo indefinito, punto. Esattamente come l'Italia si è accollata il Meridione a tempo indefinito.

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    25. @ UUIC : mi piace ( e m'è sempre piaciuta ) la tua idea di trasformare l'economia in chiave ecologica e ( brutalmente ) sostenibile.
      E continuo a preferire certa mentalità ''settentrionale'' a quella mediterranea, un po' frescona, del campare alla giornata ...
      ma credo che il processo di trasformazione debba essere consapevolmente partecipato.
      Ora, il Governo europeo ( che è meno di un vero e proprio ''Governo'', ma influenza le nostre vite, eccome ) non è capace di comunicare un percorso che non sia l'accensione di un mutuo.
      Non gliela fa, non è proprio nelle corde di questi politici spiaggiati e re-inventati sportellisti.
      Di più, si comporta come un bancario truffaldino, che rosica soldi al cliente.

      +++

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  8. x Marco Poli:
    > In Grecia, simili misure porterebbero ad emigrare ( anche nella vicina 0039, ovvio e non pochi ) 2,5 M di greci.
    > [...] siamo contrari ai flussi migratori massivi, giusto ?

    Paul Chefurka lo indica come "l'elefante nella stanza".
    Greenpeace li indica come "problemi senza soluzione".
    La Grecia e' il paese europeo piu' avanti nell'insostenibilita'.
    Decisamente meno avanti rispetto ai risultati della "crescita" che, si videro in Cina, Russia, India, nella stessa Grecia, che si sono visti in Ruanda, che si vedono in Yemen, in Iraq, in Siria.

    Dove dovrebbero emigrare 2.5M di Greci in un mondo stipato come una scatola di sardine?

    > il processo di trasformazione debba essere consapevolmente partecipato

    Il mio medico (dello sport) di famiglia mi racconta dell'ostilita' di molti suoi pazienti alle cure che egli indica loro.
    Questa e' una delle forme del "diritto" a(i problemi alimentati da)ll'assitenzialismo a cui, secondo molti sinistri, corrisponderebbe un dopvere di altri (certamente non loro) ad essere sfruttati per sostenere, appunto, tale assistenzialismo. Diciamo che i sinistri sono cosi' allergici al concetto di dovere che non lo nominano e lo traducono in "obbligo di essere accoglienti, solidali, etc." o di parole fuffa come centalismo democratico.

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    1. Sarebbe interessante vedere cosa succederebbe se i Greci venissero qui a cacare nelle aiuole come fanno i "migranti" altrimenti detti "profughi".

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