venerdì 24 luglio 2015

Kepler, Portofino e gli Insapiens Insapiens

Al giornale radio di Rai3 (che sarebbe il canale "colto", il che è tutto dire) al GR delle 6:45 hanno passato la notizia della scoperta di Kepler 452b. Un servizio tra il sensazionalistico ed il giulivo, in cui ho ascoltato pure "possibilità di portarci delle piante".
Sebbene la notizia abbia una qualche rilevanza astronomica, sul piano delle informazione di massa è stata una delle orribili sceneggiate per idioti di massa. Dai tempi dell'avvento della scatola inquina-menti (seconda metà del secolo scorso) è stata persa l'irripetibile occasione per fornire a il_bobbolo una possibilità di migliorarsi, di avere una base di scienza e conoscenza al posto di cosci di prosciutti, ore di discussioni del nulla sulla pedata, propaganda religiose e delle assurde teorie neoreligiose (setta marxista, crescitismi, citrocapitalismi, dirittismi, etc.).
Insomma il messaggio veicolato dal ciarpame irradiato via etere è (per dirla con parole in voga) :- State sereni, potete continuare come fatto fino ad ora (crescita ed ecocidio) tanto c'è Kepler 452b.
Ovviamente non è stata citata la distanza, 1.4k anni luce, la stragrande maggioranza non capirebbe neppure cosa è un anno luce, figuriamo millequattrocento.

Queste notizie sono segno inequivocabile della profonda stupidità della specie.
Come consentire, a Portofino, passati pochi mesi dalla questione Concordia (relativamente poco importante) e da tutti gli allarmi sulla distruzione nella vita nei nostri mari (che significa che potete pure via via scordarvi il vostro fritto che non "si crea" in fabbrica o nel centro commerciale) alle grandi navi da crociera, una delle devastazioni peggiori in termini di inquinamento - il teratoma antropico produce sempre nuove escrescenze - di ridurre da 0.7 miglia a 0.3 miglia la distanza alla quale passare dalla costa. Alla faccia della riserva marina (che serve a ripopolare i mari di pesce). Poi è facile prendersela con lo Schettino quando è un intero sistema marcio, i cui capri espiatori sono uno dei principali pilastri.
Tutto come prima, peggio di prima.
Francesco, scusami, ma io posso solo desiderare la riduzione drastica di questa specie di orribili energumeni dementi e arroganti.

(stazione di Cremona, 2042
Si è sparsa la notizia di un interregionale per Kepler452b)


51 commenti:

  1. Lo sai quale è l'unico requisito richiesto per fare il giornalista?
    L'obbedienza pronta, cieca ed assoluta.

    Secondo te esiste nella RAI un giornalista capace di trattare l'argomento "astronomia" con un minimo di competenza o anche di capire la differenza tra un articolo sufficientemente documentato e un copia incolla condito con vernacolo romanesco?

    Chiudo con la annosa domanda: secondo te quale è la funzione della RAI?

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    1. E quindi? I comunisti. E poi? Bandiera rossa.

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    2. I comunisti sono come gli unicorni.
      In realtà, l'ho detto e ripetuto, si tratta delle tre categorie degli idioti assistiti, degli eterni adolescenti e dei furbastri che fanno carriera sulle altre due categorie.

      E quindi?
      Purtroppo ce ne sono milioni.

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    3. Si certo, ma poi è anche colpa dei venditori furbastri, che devono vendere e farsi i soldi alle spalle di chi invece lavora duramente

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    4. No, i venditori, che sono dentro la terza categoria, fanno "i soldi" a scapito della categoria degli idioti e di quella degli eterni adolescenti. L'ho già detto. Gli idioti lavorano duramente solo accidentalmente perché di norma seguono il "capo" proprio per scansare il lavoro e ottenere comunque la scodella di pappone. Gli eterni adolescenti non lavorano o al massimo fanno dei "lavoretti", sempre procurati dal "capo". I "soldi" arrivano alla terza categoria grazie ai grandi numeri, cioè tramite la manipolazione delle "masse".

      Io mi limiterei a guardare il tutto dal difuori se non fosse che ha il simpatico corollario di fare il deserto.

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    5. Nel caso di Portofino non sono certo i comunisti i mandanti dell'operazione.

      Diciamo l'ampio insieme di persone
      o - che lucrano sul problema crociere, dal fornaio che porta il pane nei porti di scalo fino agli azionisti dei gruppi croceristi;
      o - fanatici del liberismo contro la natura senza se e senza ma
      o - tutto il merdame che ha in odio qualsiasi limite e vincolo a protezione di ambienti naturali che ostacoli il loro metabolismo economico e la relativa ingordigia
      o - gli invasati di vario tipo e commistioni, crescitisti, antropocentristi, dirittisti, etc.
      o - gli antagonisti a priori al'ecologia.

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    6. Visto che qui abbondano i "dotti economisti", se gli idioti e gli eterni adolescenti lavorassero duramente ci sarebbe un surplus di risorse e i regimi del "socialismo reale" sarebbero ricchi sfondati. Invece no. Perché tutti lavorano il meno possibile, quindi c'è un perenne deficit di risorse e i regimi del "socialismo reale" producono miseria.

      Nel nostro caso la RAI, nonostante l'imposta altrimenti detta "canone" e nonostante i soldi che lo Stato azionista immette nel bilancio, ogni anno produce un simpatico buco di bilancio.

      Sarà dovuto al fato che in RAI lavorano tutti duramente o al fatto che sono in troppi e pagati troppo?

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    7. UomoCoso, secondo te quanto me ne può fregare di Portofino, vedendo quello che vedo io fuori dalla mia finestra? A volte mi sembra che tu viva in una dimensione parallela.

      Facciamo il caso delle "navi da crociera".
      A me non interessa niente dell'argomento ma per spirito speculativo esamineremo:
      1. i croceristi. Milioni di poveri coglioni a cui è stata instillata l'idea che la "vacanza" consista nel farsi portare in giro su una nave attrezzata a circo, dove la menzogna fondamentale è che il crocerista in quel momento conti qualcosa invece di essere un signor nessuno come il resto dell'anno.
      2. i marittimi. Se pensiamo che il comandante è Schettino e il timoniere indonesiano non lo capisce quando parla, figurarsi a scendere i livelli della nave, cosa c'è nella sentina.
      3. le compagnie di navigazione e le agenzie turistiche. Sono il moderno equivalente dei circhi viaggianti di una volta, venghino siori e siore, la donna barbuta, l'uomo forzuto, il domatore che mette la testa in bocca al leone.

      Tutto questo si fonda, per l'ennesima volta, sulla pochezza della gente. Sul nulla che la gente ha in testa, un vuoto che viene riempito di cazzate da gente che sostanzialmente non ha un mestiere.

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    8. Le riserve marine sono, attualmente, gli unici posti nei quali le specie marine si riproducono e poi vanno a popolare il resto del mare ormai vuoto.
      Non solo, in letteratura è noto che solo le riserve marine integrali hanno questa capacità di ripopolamento: aoppena allenti le condizioni di protezione, tra inquinamento, pesca di frodo, turismo di massa, turismo con panfili disturbatore, etc. crolla la capacità di conservazione della biodiversità e di ripopolamento.

      Quindi le riserve marine sono massimamente importanti ed è importante che siano più vaste ed integrali possibile.
      Se tu e noi viviamo nel tumore antropico padano, italiano, europeo, ... dovremmo lottare con la massima energia affinché non raggiunga anche alcune nicchie residuali.

      Sul resto, concordo.
      Dovrei raccontare il sarcasmo di _nni, mio maestro di tango dei colli su un tanghero che ha questa smania delle crociere.

      Robe orribili in formicai galleggianti per croceristi di massa che fuggono in massa dalla bruttezza dei posti nei quali vivono e che hanno contribuito a creare che credono di essere qualcosa invece di essere un signor nessuno come il resto dell'anno.

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    9. Si le riserve marine.
      UomoCoso, io dalla finestra vedo un incrocio tra il mondo di Blade Runner e un borgo pakistano. Io sto morendo qui e ora, non nel mondo iperuranio delle "specie marine" e della meta-ecologia.

      Anzi, quello che succede nel mare ha le sue origini qui dove vivo io e quindi se una battaglia si deve combattere, vincere o perdere, è qui, non a Portofino.

      Le caratteristiche nefaste della RAI non hanno conseguenze su Portofino, ce l'hanno qui dove vivo io, è insieme causa ed effetto di questo mondo stravolto e dei mutanti che ci vivono.

      Io capisco che se parliamo delle specie marine evitiamo di parlare della periferia di Milano e che è più simpatico, elegante e facile. Non ci si sporca di sangue e merda con Portofino.

      Boh.

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    10. UUIC: "Se tu e noi viviamo nel tumore antropico padano, italiano, europeo, ... dovremmo lottare con la massima energia affinché non raggiunga anche alcune nicchie residuali."

      In realtà dovremmo lottare con la massima energia per ridurre le dimensioni del tumore e riportare l'organo territorio gravemente malato alla sua condizione fisiologica di organo sano. Ma no, la soluzione arriverà dalla tecnologia/magia, e il pianeta nuovo di zecca lì a portata di mano ne è la prova. Mica per niente la notizia è stata data nei termini farlocchi e tendenziosi in cui è stata data, nè. Problemi? Quali problemi? Basta prendere quell'interregionale e partire. Biglietto gratuito, ovviamente.

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    11. > la gente ha in testa, un vuoto che viene riempito di cazzate

      Allora, tu puoi cercare di elevare il livello medio delle persone
      Oppure degradi i sistemi al peggio medio.
      Ho già citato il caso della televizione che è servita a peggiorare, a cafonizzare e cialtronizzare ancor più la_gggente.

      Il caso della
      ISTAT e della decisione di abolire i numeri romani è paradigmatico di questa livellazione al peggio.

      Questo problema NON è solo un problema italiano.
      Il fatto che l'inglese sia una orribile quanto misera lingua è il frutto di un impoverimento durato secoli.
      Il fatto che in Germania abbiano deciso di "abolire" la "esse dura" ('ß') va nella direzione di una semplificazione verso il peggio.
      La stessa per cui si donna indiana "italianizza per legge" una donna indiana che non spiccica una parola di italiano.

      Da questo punto l'avvallo ideologico della ugualizzazione sinistra non è affatto trascurabile.

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    12. Messer Pigiatasti, tu lo sai che da sempre sottolineo che il problema numero 0 (zero, viene ancora prima del problema n° 1) è la crescita demografica e quindi dell'impatto antropico.

      Se vivessimo in un miliardo o in un miliardo e mezzo, gran parte dei problemi attuali semplicemente non esisterebbe.
      Eppure tutto va in direzione ostinata e perversa della crescita demografica e non solo.
      Come faresti ad organizzare tutto quel crocierame se gli homo fosser un sesto o un ottavo degli attuali?
      Un ottavo delle crociere...
      Noooo, che orribile cosa.
      Etc etc.

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    13. Raga, per caso vi interessa comprare un pianetino in qualcuna delle galassie vicine?

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    14. Lorenzo: "ANZI, QUELLO CHE SUCCEDE NEL MARE HA LE SUE ORIGINI QUI DOVE VIVO IO E QUINDI SE UNA BATTAGLIA SI DEVE COMBATTERE, VINCERE O PERDERE, È QUI, NON A PORTOFINO.

      LE CARATTERISTICHE NEFASTE DELLA RAI NON HANNO CONSEGUENZE SU PORTOFINO, CE L'HANNO QUI DOVE VIVO IO, È INSIEME CAUSA ED EFFETTO DI QUESTO MONDO STRAVOLTO E DEI MUTANTI CHE CI VIVONO.

      IO CAPISCO CHE SE PARLIAMO DELLE SPECIE MARINE EVITIAMO DI PARLARE DELLA PERIFERIA DI MILANO E CHE È PIÙ SIMPATICO, ELEGANTE E FACILE. NON CI SI SPORCA DI SANGUE E MERDA CON PORTOFINO. "


      Mi son permesso di riscriverlo in maiuscolo perché pesa, eccome se pesa! Il punto chiave sta proprio lì. La linea che si segue, invece, è incongruente con il problema (enorme) rilevato: bisogna "ristrutturare" le città per poterci stipare ancor più gente facendo sì che possa vivere in modo almeno tollerabile (rendendo quindi meno percettibile il problema), quindi giocare un po' con le carte come i prestigiatori e creare qua e là qualche sparuta area di "protezione" più o meno integrale dove non si protegge proprio un bel niente perché i danni indotti dalla massa brulicante non sono arginabili neppure a distanza, affinché chi sopravvive negli inferni urbani possa continuare a credere che da qualche parte esiste un luogo-rifugio. Oggi sono le (finte) "riserve naturali", per un futuro prossimo che comincia già oggi, quando l'inganno delle (finte) riserve non reggerà più, è pronto il sogno della colonizzazione delle galassie. Demenziale.

      Ah, è già pronta l'obiezione: eh, ma un tempo dicevano lo stesso della possibilità di varcare un oceano, oggi gli oceani si sorvolano in un battito di ciglia. Vero, ma... ssshhh... non ditelo in giro, esiste una piccola differenza di scala.

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    15. C'è un difetto nella espressione "si sorvolano".

      Infatti io con le mie risorse posso nuotare qualche centinaio di metri. Se mi ci metto di buzzo buono potrei fabbricare una zattera e navigare qualche chilometro.

      Per traversare gli oceani con grande periglio e patimenti mi serve una regina di Spagna che mi fornisca di caravelle e ciurma.

      Se lo voglio fare in un battito di ciglia mi serve una organizzazione di inimmaginabile complessità che mi fornisca degli strumenti di cui io ho la stessa conoscenza e controllo che può avere una mucca e quindi io infilo una porta, mi siedo dentro il marchingegno magico e poi infilo la stessa porta e oplà mi ritrovo da un'altra parte.

      La semplicità è la economicità sono ovviamente illusorie, perché è tutto il contrario, si tratta di complessità inimmaginabile e costi esorbitanti. Sono mezogne vendute dalla organizzazione di immane complessità che ha la necessità di perpetuarsi e per perpetuarsi deve nutrirsi di persone.

      Fa venire in mente una serie di film genericamente intitolati con una parola che inizia con la M e finisce con la X? Cosa succede alle macchine se la gente smette di andare in vacanza dall'altra parte del mondo?

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    16. Guarda, Lorenzo, mentre scrivevo quel commento avevo cominciato a dilungarmi proprio sulla complessità e sui costi "invisibili" che hai poi evidenziato tu. Ho lasciato perdere perché ho pensato: "Non posso scrivere un romanzo ogni volta". Ovviamente hai ragione.

      Visto che mi stuzzichi, ti propongo la seconda parte dei pensieri che avevo in mente: se mettiamo in proporzione il tempo che ci si è impiegato per arrivare al grado di complessità che permette di arrivare agli antipodi (circa 20.000 km) in 26-28 ore dal momento in cui per andare da Milano a Roma ci voleva una settimana buona con le distanze da percorrere per arrivare su 'sto benedetto Kepler 452b, quanti millemila secoli o millenni di ulteriore "evoluzione tecnologica" dovremmo attraversare? [1] Secondo me è tutta fuffa, perché non ci si arriverà mai. E quando'anche ci si arrivasse, rimarrebbe da mettere in conto la questione dell'adattamento biologico a un nuovo ambiente, la competizione con le specie locali (in particolare, ma non solo, microorganismi e parassiti vari), la compatibilità alimentare e la respirabilità a lungo termine dell'atmosfera e... Insomma, una catena di situazioni che urla che 'sto Kepler 452b possiamo tranquillamente lasciarlo perdere.

      [1] 20.000km : 200 anni = 1400 anni luce : x anni
      Personalmente non saprei neppure scriverlo un numero in notazione non scientifica a base 10 che equivalesse ai chilometri che costituiscono 1400 anni luce! Se lo sai fare tu, fallo, che mi incuriosisce vedere quante cifre compongono quel numero.
      I 200 anni sono ovviamente una semplificazione; diciamo che corrispondono grossomodo al tempo che è stato necessario impiegare per passare dalla mobilità basata su mezzi "naturali" (trazione animale, navigazione a vela e così via) a quella basata sui mezzi odierni.
      Prendi per buono che sono perfettamente consapevole dell'approssimazione del rapporto che ho indicato; anche le approssimazioni, però, hanno un loro valore per farsi un'idea della scala della quale si sta parlando. E' una scala abnorme!

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    17. E' un discorso complicato.
      Prima cosa, non possiamo immaginare il mondo da qui a mille anni.
      Seconda cosa, la Storia non consiste in un progresso lineare, per esempio tra la "scienza" ellenistica e romana e la "scienza" contemporanea ci sono stati mille anni di regressione.
      Terza cosa, esiste una proporzione per cui tanto più la tecnologia richiede una apparato complesso, tanto più questa tecnologia è limitata a pochi. Se si volesse allargare la "base", non ci sarebbero abbastanza risorse sul pianeta. Per cui, a naso direi che prima che siano possibili i viaggi su scala astronomica bisogna essere capaci di produrre quantità di energia e di risorse materiali virtualmente illimitate, quindi svincolate dai limiti fisici della Terra. Per la mia ragione di uomo odierno, è una cosa abbastanza vicina alla divinità ma un uomo di duemila anni fa avrebbe visto me come un semidio, quindi chissà.

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    18. Torre di Babele, versione 2015+

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  2. In se la notizia dell'esopianeta potrebbe interessare, ma solo a livello di piccola curiosità, non le avrei dato l'enfasi che ha avuto. Riguarda solo la ristretta cerchia degli astronomi impegnati a quel tipo di ricerca. A cosa serva per la stragrande massa dei bipedi italioti è un mistero, per i quali direi che è una notizia totalmente inutile. Forse alla Rai non avevano altre notizie positive da propinare agli obnubilati, fimotici cerebrali nostrani.

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    1. C'è lo sdilinquirsi tecnoprogressista e lo sbavare per un altro passo della tecnica e della tecnologia.
      Proprio quel tecnoteismo antroppocentrico ed ecocida, crescitista che sta procedendo alla distruzione della vita sul pianeta ovvero della base che permette la stessa esistenza della specie homo.
      Rispettare i limiti e decrescere nella sostenibilità comporta azioni che non accetto ideologicamente né voglio fare (io) praticamente, allora mi balocco con l'idea di poter andare su Kepler 452b.
      Nel frattempo posso continuare, alleggerito, svampito e giulivo, a crescere, inquinare, distruggere.

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  3. Ma quanto la fate lunga. L'idea di pianeti distanti e potenzialmente colonizzabili è affascinante in sé. Ci han scritto fiumi di letteratura sopra, alcuni dei quali parecchio pregevoli.
    Ma no, bisogna sempre e dico sempre riuscire a ricondurre tutto all'unico argomento conosciuto (conosciuto poi... diciamo meno alieno). Tranne nel caso del tango: per quello l'anima vola e si possono importare le cose dall'estero.

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    1. Alalhambra, perché devi fare la qualunquista pressapochista!?
      Io ho scritto e motivato perché ritengo non solo cialtronesco ma persino dannoso quel modo di divulgare la notizia.
      Poi se vuoi diciamo che va tutto bene così hai ragione e puoi contuinaure a rimanere giuliva e qualunquista pressapochista.

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    2. Io do ragione a AlaCosa.
      Ho scritto sopra la ragione. Il problema della RAI non è certo che è anti-ecologica ma che serve da megafono e a distribuire soldi agli "amici" dei demagoghi.

      Se dobbiamo farla lunga, io la farei lunga sul bilancio e sulla esistenza stessa della RAI, non su una notizia sconclusionata condita da commento da sciroppo miracoloso, tra tutte quelle che passano.

      Una cosa poi dovete sapere, anche senza considerare che i giornalisti RAI non sanno nulla di qualsiasi argomento: migliaia di persone nel mondo, dentro i laboratori delle università, sono pagate per fare degli esperimenti inutili su argomenti di cui non importa nulla a nessuno. Nel frattempo adoperiamo comunemente tecnologia vecchia di cento o duecento anni. come quella dei veicoli.

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    3. Alahambra, ho l'impressione che di quella letteratura ne hai letta solo un minima parte. Ti garantisco che proprio in quel ramo, scegliendo i titoli giusti, puoi trovare un sacco di ragioni per le quali la colonizzazione d'un pianeta esotico, quand'anche ipoteticamente raggiungibile, rimane una pessima idea. Oltre alla fisica esiste anche la biologia, e non è che le cose siano proprio lineari come sembrano.

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    4. EC: "...ho l'impressione che tu ne abbia letta solo una minima parte".

      Non sia mai che mi prenda l'abitudine di esprimermi col linguaggio televisivo, ovvero straziando la grammatica e la sintassi oltre i limiti della decenza.

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    5. Devo anche risponderti? Sul serio? Meglio di no per te, fidati.

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    6. Perché mai? Ho solo attestato un fatto: esistono un sacco di titoli nei quali ci si sofferma sugli enormi problemi dell'incompatibilità biologica in caso di colonizzazione di pianeti extraterrestri, ma anche sul caso inverso, ovvero sugli effetti dell'introduzione di specie extraterrestri sul nostro pianeta. In entrambi i casi, pasticci su pasticci.

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  4. Ma come Uomo…non sei contento di Kepler? Cosi' Potrai finalmente mettere su una nave spaziale tutti i migranti e mandarli la'… e pure lontani! :)
    Scherzo…
    No… invece io mi sono emozionata. Ma ti rendi conto… un anni di Kepler sono 385 giorni… quasi un nostro gemello. Mi commuove. E' una cosa… stupefacente… a me questo da' una strana felicita'.

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    1. Il problema semmai e' se quelli di Kepler decidono di venire a colonizzarci visto che il loro sole e' piu' anziano del nostro… cosi' oltre ai migranti ci ritroviamo anche gli extraterrestri… ^__^

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    2. AHAH...cazzo, ma ti immagini Uomo e Renzo come sclerano?

      Io invece volevo proporre a Uomo l'acquisto di un pianetino qui dietro, a qualche anno luce. Così, si fa il mondo tutto suo, foreste, fiumi, montagne.

      Giusto un paio di baite. Poi ci mettiamo una quindicina di abitanti e una scuola di ballo serale.
      Poi quando si spacca la minchia, gli facciamo pagare una squadra di tangueri / tanguere extra (e lì poi recuperiamo sullo sconto iniziale del pianeta)

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    3. Visto che Alahambra citava la fantascienza... se non ricordo male qualche tempo fa vi proposi la lettura di Guesting Time, proprio sul tema sollevato da Spirito Libero...

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    4. Se arrivano i Kepleriani, UomoCoso non so ma per quanto mi riguarda mi trovate nella Area 51 che sto imparando in dieci minuti a pilotare un F-18 per poi decollare insieme ai reduci di guerra e ai redneck per fargliela vedere a colpi di mitraglia dopo che un ebreo e un nero gli hanno infettato il computer con un virus.

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    5. > sto imparando in dieci minuti a pilotare un F-18 per poi decollare insieme ai reduci di guerra
      > e ai redneck per fargliela vedere a colpi di mitraglia dopo che un ebreo e un nero gli hanno infettato il computer con un virus.

      Ahaha, Lorenzo.
      Ti voglio bene! :)

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  5. Una chicca per UUIC: in un TG di oggi si sono spinti così in là da accompagnare la "notizia" con immagini di panorami alieni fantasiosi uno più affascinante dell'altro. Ovviamente senza specificare che si trattava di simulazioni artistiche (cosa ovvia, direte, ma... lasciate perdere, che c'è sicuramente chi ci casca e crede siano roba vera).

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  6. ma io dico solo due cose rapide che oggi è stato un venerdi lavorativo pazzesco

    1) mai andato in crociera. se qualcuno di voi dovesse sentirmi dire che vado in crociera, è autorizzato ad assoldare un killer della mafia bulgara al fine di sopprimermi.

    2) ragazzi, non scherziamo sui pianeti lontani. che l'idea che ci sia un pianeta come il nostro è una figata pazzesca. che cazzo sono stato a leggere e vedere robe di fantascienza per una vita ?????

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    1. Che in giro per le galassie ci siano non uno ma chissà quanti pianeti anche molto simili al (come il è un'esagerazione) nostro è una cosa talmente ovvia che non dovrebbe neppure valere la pena starne a parlare. Ancora una volta è una questione di scala: data una quantità sufficientemente grande di eventi casuali, la possibilità che in un tempo sufficientemente lungo si verifichino almeno due eventi comparabili diviene una certezza.

      P.S. Ai signori dei Tiggì sarà poi venuto in mente che se il pianeta in questione si trova a 1400 anni luce di distanza quel che stanno riportando è una "informazione" (si fa per dire) che risale all'epoca di Gregorio Magno?

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    2. Sì e un arcobaleno è solo luce riflessa, la faccia su Marte una casualità di ombre e la musica vibrazioni nell'aria.
      Che palle! E che tristezza non cogliere il resto.

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    3. Ecco un'Alahambra tra il metafisico e il romantico.
      :)

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  7. Uomo, leggo la didascalia della foto e rido. Meravigliosa! :D

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    1. Sì, ma è riso amaro. Un po' come ridere di Fantozzi -- bisogna avere il senso del grottesco e riuscire ad essere sufficientemente incoscienti da non sentirsi coinvolti. Per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto l'arguzia ma non sono riuscito a ridere. Proprio non ce l'ho fatta. E' come cadere dalle scale, spezzarsi la schiena, quindi ridere perché hai visto una scena simile in un filmetto di Ridolini quand'eri bambino.

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    2. Sai, Mr., è vero ció che scrivi: è un riso amaro, un riso a metá, proprio perché sono ben conscia del dramma. Paradosso, allora? Puó darsi. Io la vedo, tuttavia, in altro modo: il mio "riso" placa per un momento la rabbia. Una grande rabbia, sí, nel dover quotidianamente assistere alla lenta e progressiva autodistruzione.

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    3. Per la serie "ridere per non piangere", insomma.

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    4. Grazie Lisa.
      Sei stata l'unica (o la prima) ad osservare quella didascalia distopica sul Lombardistan con 40M di homo nel 2042.

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  8. UomoCoso, vedi perché non sposo le tue argomentazioni "ecologiste":

    "MARTEDI' 28 luglio è un giorno speciale per la rete in Italia. Alle 11 sarà ufficialmente approvata la Carta dei diritti di Internet, che subito dopo sarà illustrata nella Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, alla presenza del professore Stefano Rodotà, della presidente Laura Boldrini e dei membri della commissione che l'hanno elaborata"

    http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2015/07/25/news/carta_diritti_internet-119749241/?ref=HRER3-1

    Il solo fatto che in un luogo fisico esistano un "professore Rodotà" e un "presidente Boldrini" e che qualcuno li prenda ad esempio equivale all'annuncio della Apocalisse. Non entro nemmeno nel merito del significato della parola "diritto" in questo ambito e non argomento circa l'evidenza che Rodotà, Boldrini e la "commissione" non hanno nessun potere su Internet.

    Le uniche cose su cui si potrebbe effettivamente esercitare una autorità sono le aziende che forniscono la connettività e i cosiddetti "servizi a valore aggiunto", ovvero le "telefoniche". E' per altro risaputo che le "telefoniche" fanno quello che gli pare nella ignoranza, inazione se non complicità delle autorità preposte. Quindi viva viva la "carta dei diritti", cantiamo Bella Ciao compagni.

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    1. Lorenzo: "[...] Rodotà, Boldrini e la "commissione" non hanno nessun potere su Internet"

      Vero, però ce l'hanno sui frequentatori italiani di internet, il che è abbastanza inquietante, particolarmente se si considerano i personaggi, il loro contorno e i loro scopi inquadrati nella situazione normativa che hanno contribuito a creare, sanzioni incluse.

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    2. Carta dei diritti di Internet

      Ah, ecco l'asimmetria del dirittismo. Diritti (quali?) senza alcuna menzione ai doveri.
      Questa roba mi fa vomitare solo un po' meno di altre cose ancora piu' storte, prese sull'onda emotica e falsipocrito-squinternate come questa.

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    3. No, non ce l'hanno il potere. E' tutto finto. E paradossale. Giusto oggi sentivo un commentatore alla radio, che di solito fa lunghe tiritere sullo stato canaglia che usa i suoi "sbirri" per conculcare i "diritti", invocare il pugno di ferro dei prefetti, lacrimogeni e manganello per disperdere le proteste dei "facinorosi" (sic) che si oppongono alla distribuzione silente, occulta e vigliacca degli immigrati nei Comuni italiani.

      L'accesso ad Internet p è, oppure non-è. Quello che possono fare lorsignori è impedire l'accesso ad Internet, anche se è in contraddizione con il famoso "progetto per la banda ultra-larga" per cui lo Stato conta di spendere centinaia di milioni delle nostre imposte per posare cavi in tutta Italia il cui unico scopo pratico è la TV via cavo. Non a caso sono anni che nel PD ogni tanto si ode una vocina nelle retrovie che dice di chiedere ai compagni cinesi come si fa a "regolamentare" il Web, che loro sono decenni avanti.

      Bah, a che pro alzarsi la mattina? Tanto siamo finiti, chi più chi meno.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.