lunedì 13 luglio 2015

Plastica marcia di merda avariata al cubo

Il mio ventilatore a piantana si è rotto. Mio babbo mi diceva che le cose non si rompono, sono noi che le rompiamo. Già, le nuove orribili storie delle cose. Sì, ora caro papà, le cose si rompono. Non ci sono più le persone come te che mi hanno insegnato il massimo valore ecologico della qualità.
Lo avevo preso alla Coop, un'offerta; aveva un bel design modernariale, così lo avevo prenotato che non riesci a vedere come è fatto questo o quel pezzo. Quando arrivò scoprii:
  1. che era una cineseria
  2. che aveva alcune parti funzionali critiche in plastica.

Ora, la plastica è il materiale di merda (no, se fosse di merda sarebbe molto meglio) modernista per eccellenza. Plastica marcia di merda. E le plastiche dei prodotti cinesi sono di merda marcia avariata al cubo.
L'anno scorso si era rotta la cintura, di plastica, che tiene insieme le griglie in metallo cromato copriventola. Ed ero riuscito a ripararlo con del nastro adesivo. Ora si è rotto una sorta di cappuccio di plastica marcia di merda avariata al cubo che fissa il blocco motore sull'asta della piantana.
Solo dei decerebrati possono fare una parte così importante in plastica marcia di merda avariata al cubo. Di fatto è tutto da buttare (lo porterò alla discarica degli elettrodomestici, riusciranno a recuperare qualche parte). Ma quell'oggetto è costato un fottio dal punto di vista ecologico: rame, ottone, il cromo esavalente per la cromatura, le plastiche per quanto marce di merda avariata al cubo,  il trasporto, cellophane, confezione, cartone, ancora plastica marcia di merda avariata al cubo.
Non sono decerebrati. No. C'è una correità di:
  • obsolescenza programmata per cui alcuni pezzi (senza pezzi di ricambio ovviamente, si guastano velocemente),
  • puntare su prezzi più bassi possibile,
  • incultura della non qualità che caratterizza gran parte dei paesi di industrializzazione recente.

I prezzi bassi. Bassi un par di palle.
Perché io devo strarompermi i koglioni e andare a cercare un "nuovo" ventilatore modernariale o in sitle modernariato, proprio ora che arriva il fottuto caldo africano. Se uno pensa ai costi personali in tempo perso, al disagio, ai costi ambientali, alle risorse non rinnovabili consumate per sempre, al fatto che molte persone di ammaleranno di linfoma quando la plastica marcia di merda avariata al cubo di questa questo oggetto scadente sarà stata nebulizzata da qualche inceneritore, i costi delle terapie oncologiche, etc. uno si rende conto della follia di questa specie parassita e marcia. Homo Stupidus Stupidus,  specie di plastica marcia di merda avariata al cubo.
Questo USA&getta consumistico oltre ad essere scadente e guastarsi nel momento di massima necessità è follemente caro.
Ecco, tutto questo è crescita: cresce il PIL, crescono i posti di occupazione nelle fabbriche che producono plastica marcia di merda avariata al cubo, crescono le discariche, crescono gli inceneritori, cresce la monnezza, cresce il consumo di petrolio, cresce la devastazione ecologica intorno alle aree trivellate, alle raffinerie, cresce la mia rottura di koglioni, crescono i camion che portano oggetti fatti con parti di plastica marcia di merda avariata al cubo, crescono le autostrade, l'inquinamento della periferia costipata inquinata padana.
Ecco, io cercherò un ventilatore a piantana, fatto come dio comanda, con pezzi in metallo. Anche se lo pagassi 10 volte tanto, 600 o 700€, io lo comprerò e lo lascerò, funzionante, in eredità a mio figlio. Sarà dura, durissima, forse via rete.
Usare la qualità della decrescita contro la crescita della plastica marcia di merda avariata al cubo.

(via factory20)

27 commenti:

  1. Da anni ormai i prodotti hanno tempi di scadenza predwfiniti anche se so che c'e' una legge che lo vieta…
    I cinesi ormai sono la fabbrica del mondo, hanno ibtere citta' fabbrica dove la gente vive, lavora e si sposa pure.. .non escono mai di li'. Lavoro vita. E fanno tutti i piccoli elettrodomestici che invadono i centri commerciali.
    Ho comprato di recente un aspirapolvere convinta fosse italiano (Zanussi) , mi son detta "diamo una mano alle nostre povere aziende"… invece era made in china e dopo 1 giorno la vernice del tasti di accensione si stava gia' scrostando. Presumo durera' qualche mese, se tutto va bene.
    Loro producono a nastro, noi affondiamo.

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    1. Disperazionemanoneicapelli.
      Molte aziende italiane hanno delocalizzato.
      Il fatto è che... temo che quasi sempre siano rimasti i prezzi "italiani" con prodotti merdocinesi.
      Avevo, scritto, se non erro, di recente della storia dell stufetta elettrica. Manineicapelli di nuovo.

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    2. Ma veramente, se le facevano con la cacca era meglio. :)

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  2. Non ho visto il ventilatore specifico, per cui le mie parole prendile nel loro significato generale.

    Molte volte i pezzi in plastica marcia di merda avariata al cubo si possono copiare in materiali consoni, a mano. A volte l'effetto estetico non è all'altezza, ma chissene. Esempi vissuti in prima persona? Il manico della piastra per cuocere la carne, sostituito con uno ricavato da un pezzo di ramo di sambuco (funziona ormai da tre anni senza perdere un colpo; certo, per farlo e adattarlo alla perfezione ho impiegato quasi due ore). La ghiera di supporto del faro della mia Moto Guzzi ormai trentennale, ricostruita impiegando lamierino di rame recuperato da una vecchia grondaia e piattina in ferro 1cmx2mm, il tutto connesso con piegature a martello, incassi e bulloni di recupero e spessorato con l'immancabile legno di sambuco (tempo richiesto: circa sei ore; risultato: perfetto e funzionante da oltre un anno). Il tavolino per il PC col quale sto scrivendo, del quale ho conservato solo i pianali ricostruendo integralmente il resto con profilato in ferro quadrato 1,5cmx1,5cm (sono ormai quindici anni buoni che assolve il suo compito). Il lettore portatile di CD, del quale si è sbriciolato l'involucro esterno, ora funziona "da tavolo", inserito in un involucro in compensato di recupero e un listello 2cmx1cmx3m. L'interruttore del PC portatile (richiesti per la sostituzione "ufficiale: "con la manodopera, almeno una trentina d'euro più il corriere, ma non si può mai sapere", secondo il tecnico dell'assistenza -- sostituito con un interruttore esterno "a pera" per € 2,50 (ovviamente, costo della manodopera zero). Il paracoppa dell'auto, in plastica, per il quale mi sono state richieste 80.000 lire per il pezzo alle quali aggiungere manodopera non quantificata con esattezza -- riparato in proprio a costo zero, impiegando silicone per sanitari, lammierino in alluminio ricavato da lattine di bibita e bulloni di recupero (tempo richiesto, circa due ore di lavoro; durata della riparazione, sei anni fino alla sostituzione dell'auto "per anzianità").

    Ah, qualcuno dei costruttori dovrebbe spiegarmi come mai il ventilatore Termozeta ultraquarantennale di mia madre, in massima parte costruito in plastica, non si è ancora rotto una volta. Cos'è, plastica di Urano? E come mai Termozeta l'ha costruito in modo che con un cacciavite qualsiasi lo smonto pezzo per pezzo, lo ripulisco e lo rimondo in venti minuti, mentre se provi a smontare la roba moderna riesci giusto a sfasciare tutto? Avete improvvisamente dimenticato come si fa a costruire la roba o siete giusto dei furbetti/stronzetti di bassa lega? Ovviamente ho la risposta, non affannatevi. Poi chiedetevi perché non compro più nulla che non mi sia assolutamente impossibile evitare di comperare. Fosse per me, chiudereste bottega in meno di due anni, o rivedreste le vostre tecniche di marketing.

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    1. Diciamo che forse potrei provare con una o due fascette metalliche che cerchino di fare a mo' di camicia di fiorza per la cappa squarciata.
      Ma è come tentare di mettere insieme 'na plastica di merda marcioavariata.

      Ci sono plastiche e plastiche.
      Mio cognato, lombardo, mi raccontava della qualità pessima dei tondini ciaini. Quando lo hanno scoperto, puoi stare sicuro che hanno continuato con i calcestruzzi armati.

      Tu sei un riparatore formidabile e geniale.
      Diciamo che per pezzi come questo io cerco di curare anche l'estetica.
      E purtroppo la miscellanea plastica marcia di merda e materiale che dovrebbe tentare di mettere una pezza a fessure e spaccature della plastica marcia di merda non so quanto possano essere accettabili dal punto di vista estetico.

      C'è un'azienda tedesca (manufactum) che cerca di recuperare tutte le piccole aziende residuali, di retroguardia artigianale, nel mondo che fanno ancora oggetti di qualità e ne propone i prodotti.

      Stronzi ma non solo,. Obsolescenza programmata, rivenditori europei che spingono al massimo al ribasso per poter aumentare il più possibile il loro ricarico, incapacità di fare prodotti di qualità.

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  3. Posso suggerire uno slogan? Sì. Se non si può smontare non si può comprare. Provate a usarlo col negoziante, la prossima volta, e godetevi l'effetto che fa. Siate pronti, però, perché costui tenterà di prendervi per i fondelli e far passare voi per dei brontosauri. Ovviamente, uscite teatralmente senza comprare nulla.

    P.S. Non funziona se il venditore è un commesso (magari assunto per tre mesi a ottocento euro al mese).

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  4. primo: quanto lo avevi pagato

    secondo: io ho due pale della vortice al soffitto. straecologiche ed indistruttibili

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    1. Penso una cinquantina di euro, setto od otto anni fa.
      Usato un mese circa all'anno, non di più. L'anno scorso neppure un giorno.

      Io non posso avere pale al soffitto in quanto, come soffitto ho,... il tetto a vista.

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    2. e allora è durato cazzo ! quelle robe lì si rompono a prescindere dal loro utilizzo, che non lo sapevi ?

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    3. Se lo apri lo vedi come è fatto, cioè malissimo. Se mettessero un motore decente, pale di metallo e un paio di cuscinetti a sfera, durerebbe all'infinito. Nel caso mio invece il perno ruotava semplicemente dentro un anello metallico, cosi sfregando si arroventa, la plastica delle pale si storta, col risultato che quando girano fanno vibrare tutto, cosa che aumenta l'attrito quindi il calore, fino a che alla fine si deforma tutto e si scassa o si brucia qualche pezzettino.

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    4. > e allora è durato cazzo

      Il fatto che un oggetto importante si rompa dopo otto anni e si rompa in modo, di fatto, irrecuperabile, irreparabile è proprio un segno dei tempi.
      Infatti, come ossserva MKS, il ventilatore Termozeta ultraquarantennale di mia madre continua a funzionare e a funzionare bene.
      Quindi anche nel campo del materiale laido e schifoso (plastica) ci sono plastiche e plastiche.
      Quasi certamente sono resine così scadenti che si guastano a prescindere dall'uso. Vero.

      Il fatto che tu consideri durevole un oggetto che dura poco più di un lustro quando potrebbe durare all'infinito, come osserva Lorenzo, è un segno assai preoccupante del degrado percettivo, cognitivo a cui siamo arrivati.

      Lorenzo, nel mio caso, è proprio la plastica che si è degradata velocemente. Senza surriscaldamenti.
      Proprio una resina di pessima qualità.

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    5. L'hai lasciato al sole? La plastica si sgretola se esposta ai raggi solari (credo alla parte UV).

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    6. Sì, il sole cuoce la plastica, la rende dura e fragile.
      No, ventilatore sempre stato in casa all'ombra (o, per ca. 11 mesi all'anno, in cantina al fresco e buio).

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  5. Oggi è venuto un anziano con le mani tremanti per controllar la pompa della lavatrice vecchia di una decina d'anni di mia mamma, che faceva un rumore come scatola di sassi. Gli ho dato cinquanta euro. L'azienda che produce la lavatrice, la San Giorgio è passata attraverso vari fallimenti ma il riparatore mi ha detto che i pezzi si trovano ancora. Ho imparato a farli fare ad altri questi lavori perché io peggioro le cose, per esempio non avrei mai pensato che ribaltando la lavatrice l'acqua può bagnare la circuiteria e alla successiva accensione friggere tutto, ragione per cui l'anziano ha lavorato con l'orecchio a terra, inclinandola soltanto un po'. Alla fine dentro la pompa c'era una forcina, un fermaglio per i capelli e una monetina da un cent. Montaggio e rimontaggio ha richiesto un po' di accidenti e martellate ma il signore in questione sapeva dove mettere le mani.

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    1. Ho imparato a farli fare ad altri questi lavori perché io peggioro le cose

      Molti uomini, non tutti, dovrebbero seguire il tuo esempio.

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    2. io faccio anche meno. anzi io faccio un beato cazzo. posso fare solo i lavori di fatica, trasportare e spostare. riparare non è il mio.

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    3. Si impara tutto. Il guaio è quando metti le mani su qualcosa che non hai mai visto, senza sapere quale è la sequenza giusta e magari senza nemmeno gli strumenti adatti. Smontare è relativamente facile, è rimettere insieme che è difficile. Basta rompere una linguetta e addio.

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    4. Mio padre, illo tempore, riparava di tutto e di più. E bene. Peccato che non ha fatto in tempo a insegnarmi. Non avrei raggiunto quelle vette, ma almeno avrei imparato a fare un po' meglio di ora (non so saldare, per esempio, e non so usare con disinvoltura gli strumenti).

      Invece, ci sono due mie amichE che hanno fatto l'accademia delle belle arti che sanno anche usare il saldatore per i metalli, oltre che trapani, pialle, seghe varie per il legno etc etc etc. Sanno cucire, anche, e approntare costumi (anche d'epoca). Oltre che le classiche cose come dipingere, modellare, etc etc etc.

      Tutta questa manualità a me manca.

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    5. Riparare da sé da una soddisfazione incredibile, un godimento che, di tanto in tanto provai pure io.
      Uno dei criteri di acquisto da parte di alcuni gasisti radicali, "duri" è proprio questo: acquisto solo oggetti che posso riparare.
      _rio, il tesoriere, gira ancora con Uno che ha più di 400k km e che si ripara da sé. Resiste fino a che ci saranno pezzi di ricambio.

      La manualità, bulutn, è sensi, gioia, piacere di fare.

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  6. Voglio sposare mister keymaster!

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  7. Walker, ti devo dire una cosa:
    Il tuo modo di fare blog è assai poco ecologico! :-)

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  8. Esagerato. La plastica serve, tutto sta a saperla usare. Tanto per dire, se devi trasportare 1000 bottiglie di plastica o 1000 di vetro consumi più risorse trasportando le seconde. E le risorse costano, fosse anche energia solare. E in più le bottiglie di vetro si rompono facilmente. Entrambe le ricicli, certo il sapore è migliore nel vetro, ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

    Poi, il modellismo statico non navale non esisterebbe senza plastica. Ho fatto il modellista di soldatini, aerei e carri armati per anni.
    I soldatini di piombo inquinano più di quelli di plastica.
    La plastica non arrugginisce.

    Dimenticavo: prova a trasportare per 5 piani in pieno luglio senza aria condizionata un pc del 95, col case completamente in metallo e uno oggi, in plastica e metallo.

    Quanto al ventilatore, basta prenderne uno in plastica e metallo ;) Le cinture invece, vanno sempre prese in cuoio ;)

    Comunque la bachelite usata una volta era cento volte peggio della plastica. A volte facciamo passi avanti.

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    1. Io ho un po' estremizzato.
      Diciamo che mi riferisco al 93% degli usi della merdoplastica quando essa ha sostituito altri materiali.

      > 1000 bottiglie di vetro
      Una bottiglia di vertro riusata a costo ambientale decisamente basso.
      Certo che se anche il vetro è USA&getta oppure USA&ricicla i costi invece che cauzione&riusa i costi aumentano molto velocemente.

      La plastica rilascia sostanze tossiche, teratogene e oncogene in OGNI fase del suo uso specie per usi nella catena alimentare.

      C'è un 7% di usi intelligenti della plastica.
      Ma se son usi intelligenti e poi gli oggetti nei quali è usata sono stupidi, soggetti ad obsolescenza programmata veloce o usati in modo stupido, la plastica diventa una parte di un processo stupido e, quasi sempre, nocivo.

      Il mio ventilatore ha tutta la scocca e sue parti importanti e/o sollecitate meccanicamente (sottodimensionate) in plastica nera.

      > passi avanti
      C'era una catena USA di noleggio di film e audiovisivi che per evitare ai clienti il dover riportare i DVD al negozio aveva avuto la genialata di inventarsi dei DVD USA&getta che si sarebbero dovuti guastare dopo x ore dal noleggio.
      I DVD possono essere fatti solo in resine plastiche.
      Ciò che non è affatto necessario è di renderli USA&getta.
      Fu fatto un calcolo che solo per il noleggio dei DVD e solo negli USA si sarebbero prodotti 300t di rifiuti di plastica (non mi ricordo se al mese o all'anno).
      Il problema della plastica è che essa sempre più frequentemente è associata ad oggetti USA&getta.
      L'USA&getta è uno dei cinque problemi più gravi dei nostri tempi liquidi (il n° 0 rimane sempre la crescita demografica).


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      Verso il baratro?
      No grazie.

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