mercoledì 22 luglio 2015

Ucasiscies

Il mio abbonamento ferroviario annuale dovrebbe arrivare a novembre.
La tecnica di stampa (stampa termica su cartoncino leggero, v. immagine qui sotto) produce scritte poco durevoli. Già ora praticamente non si legge più la data di scadenza, si legge a fatica quella di inizio decorrenza.
Faccio presente la cosa ad un controllore  :- Vada all'assistenza clienti, le scriveranno a mano la data di scadenza, apporranno un timbro.
Mi sembra ragionevole.
Ieri ho perso in cosa quasi 25' di attesa e scopro che... non si può fare.
Non si preoccupi, abbiamo tutti i dati dell'abbonamento qui.
Appunto, facciamo che prendete questo e mi ristampate il biglietto (non è un duplicato, quello solo uno - cosa fa se uno viene scippato due volte? che uno si chiede poi dell'esistenza di queste cavillotiche disposizioni, l'abbonamento è personale, non ha alcun senso una truffa basata sulla possibilità di ottenere molteplici duplicati).
Non si può fare.

Direi che è tutto molto complicato.
Sì, è molto complicato! ammette la ferroviera.

Immagino che non ci sia il sistema informativo adeguato. Oppure c'è ma il personale non lo sa usare o non lo conosce. Supponiamo che il sistema informativo abbia delle lacune: per adattarlo dovrebbero fare un bando intergalattico vidimato da sei notai, con circa seicentododici pagine di capitolato, poi assegnare la commessa ad un'azienda di amici che non realizzeranno la miglioria per uno.tredici milioni di euri, consegnando la nuova versione in ritardo e che... ha tanti bachi che non permette di ristampare gli abbonamento annuali. Poi l'azienda di non-amici ricorre al TAR e tutto rimane bloccato per sette anni. Ancora una volta la legge di Tainter. Già.
Ucas? No, Ucasiscies!
Ufficio complicazioni affari semplici in sistemi corrotti, ipervincolati e sclerotizzati.


22 commenti:

  1. Lo scopo delle Ferrovie era di dare lavoro a più persone possibile, con la scusa dei treni, dall'apprendista all'amministratore delegato. Nessuna novità.

    A margine, leggo che l'azienda dei trasporti di Roma è strafallita e "qualcuno" la dovrà ricapitalizzare con qualche centinaio di milioni di euro. Idem con patate.

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    1. Io fossi in te mi troverei un lavoretto nel pubblico. Stipendiuzzo, pensioncina e ti te se a post !

      Guarda, pago volentieri le tasse per mantenerti, vai tranquillo ! Anzi, se vuoi possiamo fare anche a debito per le generazioni future! :-))


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    2. Ecco, adesso apriamo il capitolo su COME si "trova" il "lavoretto", cioè come si diventa dipendente pubblico o para-pubblico, dall'apprendista all'amministratore delegato.

      Per esempio, l'altro giorno sentivo Fassina criticare l'ipotesi di abolire la tassa sulla "prima casa" perché a suo dire sarebbe "immorale", visto che ci sono persone con l'attico in centro e ci sono i disoccupati, i pensionati al minimo, i poveri, eccetera.

      Allora, due domande ovvie: che rapporto c'è tra la tassa sulla casa, l'attico in centro e i poveri? Cosa propone Fassina, in linea con la storia gloriosa del Partito Cretinista, per i proprietari di casa, i disoccupati, i pensionati, i poveri, eccetera?

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    3. Io sono perplesso.
      Perché a fronte delle notizie pessime come quella del fallimento dell'Atac e della "ricapitalizzazione" nottebuia la mette sulla battuta di spirito.
      Forse è perché, nelle condizioni attuali, non c'è nulla da fare.
      Forse per noi servi del fiscoglebainpsatac meglio schiattare dissanguati ridendo che schiattare dissanguati senza ridere.

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    4. Io rido per non piangere.

      La realtà è complessa e mostra innumerevoli sfaccettature. Una di queste, è quella che c'è un enorme interesse a privatizzare, perchè c'è sempre bisogno di qualcosa dove poter dirottare enormi masse di capitali famelici.
      Si privatizza, si spreme, si svende, in attesa che la musica finisca e scoppi l'ennesima bolla. C'è ancora un po' di ricchezza da mangiare, in beni nazionali.

      Qundi, come dire, più il sistema pubblico non funziona, più la gente si lamenta e urla allo scandalo meglio è, così si favorisce l'opera di smantellamento.

      Io faccio finta di non capire tu e Renzo da quale parte della barricata vogliate schierarvi in questa guerra, però da come parlate sembra che diate (o finiate per dare, e il che sarebbe molto peggio perché assai poco furbo) una buona mano al grande capitale finanziario, che vi ringrazia.

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    5. Il problema NON è privatizzare o non privatizzare.
      Riformulando puoi anche scegliere tra ingordigia del privato da una parte e inefficienze e assistenzialismo del pubblico.

      Il problema è come rompere il problema, come alterarlo.
      Quale è il problema? Che la ricapitalizzazione viene caricata semplicemento sulla fiscalità generale, ovvero, andando ad aumentare il carico e l'ingiustizia sociale su cittadini e paesani di altre regioni del centro nord.

      Ancora una volta bisogna responsabilizzare eletti ed elettori ovvero amministratori e coloro che li delegano su base territoriale con una sorta di autarchia fiscale draconiana.
      Il risultato è: state attenti a scegliere bene o manle perché se scegliete / operate / non vigilate / ne approfittate poi... se si crea un buco di bilancio e un debito un giorno vi troverete NON con un trasfefimento di capitali ma ... senza autobus.
      Quasi certamente in luoghi diversi, ci saranno scelte diverse, perché in quel territorio funziona meglio il privato e in quell'altro funziona meglio il pubblico.
      E' molto oltre al capitalismo (finanziario) è molto più importante: trovare tutto quanto possa rompere e questi problemi e il fatto che non solo non migliorino ma peggiori in seguito a assistenzialismo/sfruttamento/trasferimenti/delocalizzazione che li alimentano.

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    6. Agfgiungo che i miei modelli di riferimento sono il civismo molto più vicino all'idea di beni comuni che trovo in paesi del Tirolo o della Danimarca che alle orribili privatizzazione di paesi barbari come gli USA, il Messico etc.
      Pero questi hanno trovato un qualche modo un modus vivendi legato alla loro origine: come puoi pensare a beni comuni tra pionieri che non hanno in comune quasi nulla se non il fatto di essere pionieri? Li responsabilizzo imponendo il modello del privato che, in alcun condizioni, funziona.
      Certamente peggio, se uno osserva il sistema sanitario degli USA, ad esempio, e quello di alcune nostre regoni del nord, si passa dall'inferno all'eden.

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    7. Si, ma è il risultato quello che conta, al netto di tutto.

      E poi conta COME tu vuoi dire una cosa o veicolare un messaggio. Insomma, capiscimi: le vie dell'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni.

      C'è solo Renzo che fa finta di credere che ci sia un complotto con la tana del bianconiglio. Ma non c'è nessun complotto: chi ha soldi e potere ti dice tutto in faccia.

      In altre parole: se tu hai benefici a dire quello che dici, hai la mia stima perchè ognuno porta a casa il pane.
      Se dici quello che dici perchè ci credi, allora permettimi: ti stai veramente tirando la zappa sui piedi.

      Non vivrai con poco perché si sarà affermata la visione decrescista, ma vivrai con poco perché ci sono 4 stronzi che devono avere il jet per fare il week-end vicino alla stazione spaziale, lo yacht da 50 metri ancorato a Montecarlo e il castello in Scozia.
      Ricchezza sfacciata e povertà assoluta. Che gusto c'è a essere ricchi se non ci sono i poveri? E' 'na storia vecchia come il mondo...direi la solita storia, non c'è nessuna novità.



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    8. > è il risultato quello che conta, al netto di tutto

      nottebuia, tu sai che la tua frase hai dei limiti rigorosi entro cui vale.
      Se ho freddo, non è che per il risultato [al netto di tutto] mi metto a bruciare il Guarneri del Gesù, vero!? Concoderai.
      Se l'ennesimo buco dell'amministrazione non so se capitolina o della provincia romana o della regione laziale è ottenuto sanguisugando le mie tasse di emiiano servodelfiscoglebainps, io alzo la manina e affermo
      "al netto di tutto un par di pifferi".

      Io non credo a nulla. Osservo un sistema che crea problemi e le cui presunte soluzioni li aumentano ed acuiscono. Come scrivo sono interessato a rompere quel problema e ad alterarlo in modo che possa migliorare evolvere (o anche collassare, un problema collassato è assolutamente positivo).
      Si prova, si riprendono dati, misure, etc. e si vede come va.
      Cosa c'è di "fideistico" in tutto questo?

      Se tu isoli otto persone in un maso e sei fanno gli stronzi tentando di accapparrarsi l'80% delle provviste, i rimanenti quattro
      o - se sono idioti iniziano a portare il rimanente 20% ai furbi, con strani frasi come "poveri, sono disadattati, dobbiamo essere compassionevolei senza se e senza ma, sono persone che hanno il diritto di, avevano problemi in infanzia con "
      o - se sono imbecilli non fanno nulla
      o - se sono normali, stimolati dal conflitto, riprendono il loro 40% di dispensa e lo mettono sotto chiave
      o - se sono intelligenti, prendono i quattro furbi e li cacciano a pedate dal maso

      Il dipolo ricco/povero è sottoposto molo bene qui al sarcasmo tagliente di Natalino Balasso.
      Come fai a rompere questo dipolo?
      Uscendo da esso.
      Finché i "poveri" non avranno altro interesse ad essere "ricchi" o "più ricchi" per metterlo in culo agli altri, il sistema si perpetua.
      Ancora, il dipolo è funzionale ad una visione moralistica del problema (male di qui, bene di là) che ne è la principale causa.
      Permettimi, ma questo artificio dialettico mi pare un po' liso.

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    9. Si, ma un conto è dire che certi servizi pubblici fanno schifo e dunque chiedere che vengano gestiti meglio. Questo mi pare lecito.

      Un altro conto è invece abbattere il servizio pubblico facendo generalizzazioni, assolutamente false (perchè c'è anche tanta gente che ha il senso del dovere e, anche da dipendente pubblico, lavora molto e anche bene).

      Si possono fare anche molti distinguo nelle cose, articolando certi concetti. Secondo me questo è importante...

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    10. Scusate per gli errori nel mio commento precedente.

      > Si possono fare anche molti distinguo nelle cose
      Il passo da qui al benaltrismo è millimetrico.
      Ci sono così tanti problemi che continuiamo esattamente come ora (ovvero delocalizzando il problema).
      Un principio è che se tu non affronti un problema esso non rimane costante, esso peggiora!

      Il territorio deve trovare un modo per gestirsi il problema.
      Se assumiamo una qualche democrazia.
      Altrimenti, per me si potrebbe pure metterci Kim Jong-un e sono certo che i risultati sarebbero straordinari in poco tempo (per moltissime cose la Corea del Nord è un paese molto più civile dell?Italia).
      In un certo senso se assumi la democrazia prendi anche la responsabilità e se non vuoi assumere la responsabilità non puoi neppure avere una pseudo democrazia.

      Si torna sempre lì, nottebuia.
      Una democrazia territoriale con la unica morale della democrazia che è quella della responsabilità e della respons-abilità.
      O tutto o niente.

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    11. Nottebuia, sei un cretino, mi tocca ripeterlo per l'ennesima volta.

      Nel caso dell'ATAC non si tratta di "i servizi pubblici non funzionano", si tratta di "azienda pubblica che produce un passivo di tot centinaia di milioni di euro". Per produrre centinaia di milioni di passivo ci vuole tempo, non succede nel corso di una notte. E non succede perché c'è un losco piano per privatizzare l'ATAC, opzione che tra l'altro non è nemmeno in oggetto. Invece succede perché non esistono meccanismi correttivi che scattino dopo i primi mille euro di passivo, succede perché fare debiti per garantire gli "amici" è perfettamente naturale. Tanto che siamo qui a dire che "basta austerità" non di fronte ad un surplus di risorse ma di fronte alla bancarotta e siamo qui a teorizzare che fare più debito sia lo strumento per aumentare la "ricchezza".

      Questo è il Paese dove esiste la RAI, azienda che garantisce il "servizio pubblico" con un canale e che "sta sul mercato" con gli altri trentanove canali nonostante un referendum abbia sancito il contrario e la RAI, nonostante sia finanziata con una imposta ad hoc, ogni anno fa il suo bel passivo che lo Stato, in quanto azionista unico, ripiana. Ogni anno, per decenni.

      La cosa che trovo veramente spassosa è la tirata sulla "gente che ha il senso del dovere e lavora molto e anche bene". Si tratta di una contraddizione in termini, infatti una persona cosi perché mai dovrebbe lavorare nel "pubblico", dove si trova nelle condizioni peggiori da ogni punto di vista? Infatti quello che succede nella realtà è che il "pubblico" col tempo seleziona i peggiori, quelli che non avrebbero altre alternative occupazionali e quindi si adattano ad un lavoro privo di soddisfazioni e malpagato, in cambio dell'ingresso in una categoria di super-tutelati.

      Il distinguo e l'articolazione dei concetti secondo cui c'è il buono e il cattivo ovunque è un esercizio retorico assolutamente circolare, inizia, fa un giro e torna a zero. Non cambia una virgola rispetto al fatto che lo scopo del "pubblico" è di distribuire risorse a capocchia. Che funziona cosi ovunque solo che in Italia per le ragioni che abbiamo detto allo sfinimento, il "pubblico" esiste SOLO per quello e "pubblico" è contiguo a "sociale", da cui bandiera rossa e "bella ciao".

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    12. >Invece succede perché non esistono meccanismi correttivi che scattino dopo i primi mille euro di passivo,
      > succede perché fare debiti per garantire gli "amici" è perfettamente naturale.
      > Tanto che siamo qui a dire che "basta austerità" non di fronte ad un surplus di risorse ma di fronte alla bancarotta
      > e siamo qui a teorizzare che fare più debito sia lo strumento per aumentare la "ricchezza".

      Oggettivamente, è molto, molto difficile trovare dei torti nel ragionamento di Lorenzo.

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    13. Torno a dire: se un tale Fassina dice che la tassa sulla casa è "morale" e abolirla sarebbe "amorale", perché ci sono i "poveri", categoria generale in cui rientrano i giovani, i vecchi e quelli di mezza età, cosa può significare?

      Che secondo Fassina la funzione dello Stato è quella di ridistribuire la "ricchezza", espropriando a questo per dare a quello. Cioè che lo Stato esiste per fare "giustizia sociale".

      In questa logica è ovvio, l'ho già detto, perché il "debito" è infinito e allo stesso tempo buono. Perché il debito è funzione della "giustizia" e siccome la giustizia è un concetto metafisico, il debito a sua volta è un concetto metafisico.

      E qui veniamo al dotto economista con le sue equazioni che esprimono concetti metafisici.

      Non c'è nessun problema ad esprimere con una equazione il concetto che la crescita del debito all'infinito generi crescita della ricchezza all'infinito. Siccome c'è l'equazione, deve essere vero.

      Come corollario, debito infinito -> ricchezza infinita -> ridistribuzione -> giustizia che tende al Paradiso.

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  2. Caro UnUomo, è tutta l'Italia ad essere così. Ipernormazione tipica delle società arrivate alla frutta.
    Pochi mesi fa ho aiutato un cittadino russo mio amico a comprare un rudere di immobile dalle mie parti; non ti dico le difficoltà incontrate, dal codice fiscale - lui è nato quando c'era l'URSS ed ora il paese non esiste più - al pagamento solo con assegno bancario; le banche non hanno URSS nella lista dei paesi esistenti; alla autorizzazione che il notaio deve chiedere al Ministero degli esteri per le condizionidi reciprocità, eccetera... Alla fine il mio amico mi ha detto: ma perchè da voi è tutto così complicato?" "Per la burocrazia autoreferenziale e per poter esigere sanzioni ai cittadini a causa delle innumerevoli difficoltà" gli ho risposto; e lui "Pensavo che la Russia fosse il paese più idiota del mondo, ma mi sbagliavo!"

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    1. Gli avresti dovuto anche dire: compagno, quando l'Unione Sovietica era il Faro, qui ci siamo ispirati al vostro fulgido esempio. Poi ci avete detto che era tutto uno scherzo ma a quel punto ormai avevamo messo in piedi tutto il baraccone.

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    2. x Arturo Tauro:
      > Ipernormazione tipica delle società arrivate alla frutta.
      Sì, da sempre sostengo che tra le molte decrescite sia necessaria anche quella normativa.
      Ma è una questione anche culturale. Già Alessandro Manzoni descrisse le cervellotiche e cavillesche grida.
      In Italia ci sono 700k leggi, 10 volte tanto in Germania, il regolamento edilizio del comune di Bologna sono 12 volumi da 800 pagine ciascuno e quello di Monaco di Baviera un A4 fronte retro, L'abusivismo edilizio è nullo a Monaco e nient'affatto nullo a Bologna (anche se non ai livelli allucinanti del sud italia),, a Monaco abbattono in poche ore quanto abusivo su segnalazione dei cittadini, qui si sono edificati interi palazzi.

      x Lorenzo:
      Penso che ci siano differenze enormi in civismo all'interno dell'unione/federazione/impero russo. Non è escluso maggiormente che in Italia.

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    3. Io non immagino niente, mi baso sui fatti. I fatti sono che l'Italia repubblicana è stata costruita con l'idea di venire a patti con il progetto rivoluzionario comunista e questo è evidente a partire dalla Costituzione.

      Poi gli idoli della religione terrena sono stati abbattuti ma nel frattempo si era edificata in Italia una Chiesa e la Chiesa, riferimento per milioni e milioni di persone, non poteva sciogliersi.

      Il Russo che viene in Italia, se non è un mafioso con le catene d'oro da cinque chili al collo e se ci resta abbastanza tempo per avere a che fare con la nostra burocrazia, non può che trovarla familiare.

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  3. Questo articolo andrebbe censurato perché non fa "molti distinguo nelle cose, articolando certi concetti" e non considera "tanta gente che ha il senso del dovere e, anche da dipendente pubblico, lavora molto e anche bene":

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_luglio_25/roma-si-fermata-capolinea-bus-1598f666-3290-11e5-9218-89280186e97d.shtml

    CI sono degli spunti di umorismo messicano-sindacale veramente fantastici come il manifesto del PD in cui si annuncia che le officine funzioneranno anche al pomeriggio, oppure "un contratto integrativo che riconosceva il premio di produttività a chi si era presentato al lavoro almeno metà delle giornate e non aveva accumulato più di cinque giorni di sospensione per motivi disciplinari"

    Questa gente ogni mattina si guarda allo specchio e ride.

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    1. Un altro articolo sulla stessa falsariga: una certa azienda sottoscrive un accordo con i sindacati rispetto alla conduzione di un determinato stabilimento.

      Uno immagina che i vertici della azienda e dei sindacati si siano incontrati un una sala riunione della stessa azienda, invece no, a Palazzo Chigi, coi corazzieri, in pompa magna, manco fosse la sigla di un trattato internazionale.

      Ecco:
      http://video.corriere.it/renzi-scherza-landini-non-riesci-sederti-quella-sedia/ccb3e7c4-31f1-11e5-bd67-c2a2bc967818

      "A firmare l'accordo, oltre i rappresentanti del governo, anche i presidenti delle regioni interessate, Campania, Marche Lombardia, Piemonte. "

      In nome di Odino qualcuno mi dica perché al tavolo con una azienda e i rappresentanti dei dipendenti ci sono anche il Governo e i Presidenti delle Regioni.

      Poi qualcuno mi racconta la favola della "economia ultra-liberista", del "mercato", eccetera.

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    2. Arriveranno

      Barnard, Salvini, Grillo, Brunetta, nottebuia, Mastella e Casarin che ti diranno che e' colpa dell'euro, dei finanzieri tedeschi, del capitaismo e del liberismo.
      Appunto.
      Renzi aggiungera' che bisogna chiedere all'Europa un po' di flessibilita' che non puo' essere una maestra con la penna blu e rossa che segnala gli errori.
      Gli errori?
      Quali errori!?

      Si potrebbe ridere se non fosse che e'solo una delle mioion mila notizie di questo paese in cui l'antietica pubblica e' seconda solo a quella della Grecia e di qualche repubblica delle banane.
      Perche' poi facciamo attendere due ore duemila turisti in coda sotto al sole per ... "assemblea sindacale".
      Quanto mi mancano le mie piccole bombe atomiche tascabili.

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    3. > duemila turisti in coda sotto al sole per ... "assemblea sindacale"

      Ho dimenticato il collegamento.

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