giovedì 23 luglio 2015

Fuori dal mondo



Arrivo dal gommista, fuori officina, per una ruota quasi a terra.
In attesa c'è un tizio che conosco blandamente di vista, lo incontravo di tanto in tanto nei pressi delle case popolari quando abitavo là dove risiede ancora mio figlio con sua madre.
Mi saluta.
Lo saluto.
Ha voglia di parlare, si mette a parlare della mia auto, mi fa qualche domanda.
Capisco che ha passione per le auto e che... io non la ho quasi per nulla se non per l'utilità che mi possono dare.
Attacca bottone, parla ancora dell'auto :- Con quella in Germania... Intuisco, ma non ne sono certo, che intenda con quell'auto in Germania si potesse o si possa "broccolare". Mah. A me sembra strano, come se uno possa broccolare per le scarpe che indossa.
Io rifletto e mi accorgo che la questione è che io sono fuori dal 90% del mondo. Ma il mondo, come è noto, significa anche relazioni per gli oggetti che usi/possiedi e la capacità di attrarre o di allontanare per ciò che (non) hai, auto inclusa.

Gli racconto che a giorni partirò per una settimana di vacanza in Calabria, ospite con _zzz e _zzzino da _uda. Ah, anche io sono originario di giù, ma ho vissuto la maggior parte del tempo [emigrato] in Germania.
Mi racconta dei suoi, che crebbe là, di fame che aguzza l'ingegno :- Mia madre faceva i soldi con la speculazione sulle differenze di cambio tra lira e marco. Erano [bei] tempi quelli, i soldi giravano [tanti].
Io rifletto e mi accorgo che la questione è che io sono fuori dal 90% del mondo. Fare i soldi speculando. E'speculazione? Non so e non ho tempo per pensarci. Ma io non ho mai vissuto fame o povertà, cazzo vuoi giudicare, mi dico.

Arriva il gommista.
Ci vede mi fa un segno e inizia a rivolgersi a me (forse perché lo avevo chiamato io al cellulare).
Io non ho mai saputo il nome... cazzo dico ora... dico un :- C'è il signore prima!
Chiamami pure Benedetto! Sorride ed è un sorriso cordiale.
Poi inizia a parlare di figa col gommista. Qualcosa che non ricordo, tipo :- Ci vorrebbe una gnocca con un bel pompino con 'sto caldo (non mi ricorda la frase esattamente ma il senso era proprio questo e io ero rimasto sorpreso).
E' tutto molto diretto e franco, anche semplice.
Mi ricorda quando andavo a ballare salsa, i benvenuti goliardici da parte di salseri ruspanti erano spesso così :- Allora, Uomo, quante fighe hai chiavato questa settimana!? Sorrisi e pacche sulle spalle. Io ero perplesso. Ci fu un anno e mezzo/paio d'anni in cui ebbi una girandola di donne (per me cinque o sei donne in quel lasso di tempo furono una girandola notevole). Però non sapevo che rispondere, ero proprio imbarazzato, che cazzo c'hanno da ridere, mah.

Io rifletto e mi accorgo che la questione è che io sono fuori dal 90% del mondo. Mi chiedo se io non sia ingessato, perché non scherzo di belle fighe e pompini anticaldo con il controllore o con la fornaia.
Penso che possa gratificante essere semplici, naturali e diretti.
Probabilmente Benedetto scopa molto più che me.
Probabilmente egli scopa e si fa fare i pompini, io esco con donne belle o bellissime, ci troviamo bene. Ma non scopo. E far suo quel tipo di atteggiamento è per me una delle cose meno naturali in assoluto.
Ieri _polfi mi messaggia che si vuole liberare per venerdì pomeriggio, mi vuol salutare prima della partenza e ... "carezze ghiacciate" [nella fontana]. Rispondo a tono. Poi stamani mi manda... "innocenti bacini" (letteralmente) che già mi scende la catena.
Devo uscire dalla Castalia e mandarle un "fammi un pompino con l'ingojo" ma sono quasi certo che otterrei un fuggi fuggi. Per essere sessuali volgarmente lo devi essere con naturalezza e fin dall'inizio e puntare al pompino più che alla donna che ti fa il pompino.
Ora ci provo e metto pure 'na foto volgare. Ci vuole un primo passo!

Io rifletto e mi accorgo che la questione è che io sono fuori dal 90% del mondo.

67 commenti:

  1. Man, chi parla tanto di sesso probabilmente non lo fa. :)
    La storia dell'emigrato in Germania mi fa pensare al film "Bianco Rosso e Verdone", con quel tizio assurdo che va in calabria con un'alfa romeo e prima che arrivi gli ciulano tutto, copriruote compresi. :)
    Ora peeo' sono curiosa: che macchina hai per cuccare potenzialmente in Germania? :).
    E' veri che alcune donne danno importanza al mezzobcon cui uno si muove..io invece no, pero' se uno si oresenta con la macchina sporca e maltenuta non mi piace.
    Riguardo alle famose chiacchere da officina su donne e pompini fantasmagorici…ripeto, secondo me e' tipico di chi vorrebbe tanto, ma non lo fa. :)

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    1. La cosa di UomoCoso con cui si dovrebbe cuccare in Germania è un vecchio spider.
      Per me è veramente incredibile che uno possa credere di (non) cuccare perché (non) ha uno spider.
      La cosa buffa è che... penso che io mi stia in parte sbagliando.

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  2. Ma nooooo!
    Semmai, "fammi un pompino etc" glielo dirai quando ti apparti con lei, no via SMS! Eccheccavolo!

    Insomma, certe cose non si possono scrivere!

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    1. Infatti non ci penso neppure coll'anticamera del cervello a scriverle quella roba.
      Non prima che sia successo fisicamente, realmente.
      Il dirty talking, il linguaggio caricato sessualmente, ovvero il registro della libido, dovrebbe essere utilizzato in certi contesti, in certi modi.
      Ma poicjé l'umanità è assai varia non escludo che ci possano essere delle donne che si eccitano, siano sedotte anche da un linquaggio esplicito prima.
      Quando le ho risposto a tono, le messaggiai che sarebbe stato bello "un abbraccio da dietro con le gambe nell'acqua ghiacciata".
      Questo è ciò a cui sono arrivato.
      Certo che anche "innocenti bacini" è parecchio sminchiante, direi.
      Io so che _polfi è impegnata, lei sa che io non sono geloso, che l'ho baciata e toccata.
      Quindi cosa diavolo significa "innocenti bacini"!?
      Vedremo cosa succede venerdì.
      Io non è che abbia mille mila ore al giorno per una nuova amica.

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    2. Quindi rispondile: Io non è che abbia mille mila ore al giorno per una nuova amica.

      Semplice!

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    3. Per mio stile personale queste cose le preferisco dire occhi ad occhi che messaggiarle.

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  3. ok, dopo questo tuo post interrompo l'autosospensione nei commenti, anche se mi riprometto di non commentarti quando scrivi di cose che sai che mi urtano.

    lo faccio perchè non deve essere una sensazione piacevole, soprattutto se capita improvvisamente, quando ti rendi conto di "essere fuori dal 90% del mondo". e, non per affondare ulteriormente il coltello nella piaga, ma immagina cosa debbano pensare gli altri quando stanno a vedere così "fuori dal 90% del mondo". fuori da noi c'è tutta un vivere la vita che dobbiamo imparare a guardare con occhi diversi dai nostri. che non è mai detto che noi si abbia ragione. anche quando è evidente che l'abbiamo. (riflettici, sembra una contraddizione, ma non lo è)

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    1. stanno a vederti, volevo scrivere.

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    2. > cose che ti urtano.
      Intuisco come si sia generata la tua reazione, dopo il libro che hai letto, le cose che ho scritto, hai interpretato alcune cose come se io volessi ...
      Cose che capitano, Francesco.
      Chi non projetta la propria mente sugli altri, alzi la mano.

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    3. > perchè non deve essere una sensazione piacevole, [...] quando ti rendi conto di "essere fuori dal 90% del mondo"

      No, la mia reazione è stato di stupore, di perplessità, ma non di sgradevolezza. Certo, ero in un'officina e quindi in ambienti che frequento assai di rado.
      Hai presente i pinguini o le foche, come sono goffi fuori dall'acqua.
      Ecco, 'na roba così.

      > fuori da noi c'è tutta un vivere la vita che dobbiamo imparare a guardare con occhi diversi dai nostri

      Questo è molto saggio, Framcesco.
      Del resto, semplicemente, non è possibile non avere un proprio punto di vista. Puoi variarlo, muoverti ma sarà sempre il tuo punto di vista,
      Pensa che De Martino, il noto antropologo, fu attaccato ed è attaccato duramente da sinistra proprio perché arrivo alla conclusione che non può esserci un relativismo assoluto.

      Se esci troppo, rischi di perdere identità e personalità, di essere dissociato in molteplici "abiti" caratteriali.
      Sono volgare goliarda in officina, sono ultras sullo stadio, sono contro il calcio negli ambienti che lo criticano, sono fine in milonga e criticone dei calendari da camionista...
      Ma alla fine, chi sei? Sei tutto e il suo contrario.
      Ecco, io ho portato un po' le condizioni al contorno.

      Benedetto era franco, diretto e quindi semplice.
      Però quel suo comportamento in altri luoghi avrebbe dei notevoli contro.

      > mai detto che noi si abbia ragione. anche quando è evidente che l'abbiamo

      Come avrai letto, io stesso quando ho sentito Benedetto parlare di speculazione, dopo un barcollare iniziale, mi sono detto che non avevo alcunché da giudicare, nel senso che non ho vissuto fame e povertà, non so come mi comporterei in quelle condizioni, quasi certamente pur di sopravvivere.
      Devo aggiungere, anche, che io non mi comporto neppure come un piccolo borghese (se la volessimo buttare sul livello di censo) o come un gasista considerato "il gasista medio", neppure come amante medio della natura mare scogliere vette boschi lagune selvagge. Non sono neppure un tanghero "campione" supposto che esistano.

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    4. io ieri sera ho chiuso una esperienza di quasi 11 mesi consecutivi di calcetto. che è tantissimo. una volta a settimana un gruppo di 20 persone (a rotazione) si è denudato in uno spogliatoio, ha dato pedate ad un pallone, spesso è andato a cena fuori dopo. non uno che sia uguale all'altro. eppure ne è sorta una comunanza che penso non potrei trovare con gente ugualissima in tutto e per tutto a me. io non giudico più, nessuno.

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    5. Ho letto.
      Questo è il valore dello sport di squadra.
      Richiede una certa (auto)disciplina e ha dei pro importanti.
      ho dei limiti su questo e me ne accorgo quando lo stare insieme (per alcuni giorni) in gruppo in natura mi porta a situazioni "nervose".

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    6. E' significativo che l'esperienza riguardi un gruppo di 20 persone, per di più accomunate da almeno un interesse comune (per quanto vacuo). Ripetere l'esperimento con 20.000 persone, poi con 200.000, poi con 2.000.000 e prendere nota dell'effetto che fa. Immaginare di elevare la scala aggiungendo uno zero ogni volta. Estrapolare delle conclusioni.

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  4. dicono che il mondo è bello perchè è vario .... invece a me pare inesorabilmente piatto, ma appiattito al peggio, almeno a guardare quel 90% che sembrerebbe "dentro il mondo"

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    1. Questione incasinata.
      Noi abbiamo una parte istintuale che è la base sommersa del ghiaccione (iceberg) del nostro carattere e una parte culturale che emerge, si vede.
      Ciascuna delle due tende ad essere piatta nei comportamenti istintivi (comuni ad un milionario e ad un senzatetto) o in quelli culturali (milionavi che pavlano con la evve secondo un vezzo e appassionati del calcio che chiamano tutti "mister" invece che allenatore il responsabile tecnico di una squadra).
      C'è la questione dei neuroni a specchio ovvero del meccanismo per cui si tende a ricercare un'empatia adottando comportamenti, usi, e abitudini simili tra simili in gruppi connotati.

      Probabilmente la specie è sempre stata così. ora aumentando i numeri forse appare ancora più piatto.
      Lo butto lì con un immagine: per le punte in alto di tre pali passa un solo piano, ma se vedi 200 pali le cui punte sono tutte sullo stesso piano ne hai percezione e ne rimani stupito, impressionato.

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  5. In Bianco rosso e verdone, l' emigrato (in Germaia) Verdone aveva una Alfa sud (tipico) tamarrissima come lui. Una spider L'aveva invece in Un sacco bello, mi pare. Altrettanto tamarro (diceva all'amico che con quella si sarebbe cuccato alla grande a Varsavia o Praga, non ricordo). Tu sei un tamarro? (rido....dai sto scherzando)

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    1. Stavo scrivendo che ... avere uno spider sarebbe segno di tamarraggine.
      Però non capisco a fronte dell'esempio che hai fatto: l'Alfa Sud non era una spider, quindi la tamaraggine è indipendente rispetti al tipo di auto.
      Boh, non ho capito se non che Verdone faceva il tamarro.

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    2. Eddai su! Ne so piú io di quali erano le auto simbolo del tamarrismo che te??
      Verdone voleva fare il personaggio del tamarro e usava auto simboli del tamarro. Non credevo di dover spiegare. A questo punto si è perso il senso della battuta. Devi proprio vivere fuori dal 90 per cento di mondo, sí. cercheró di ricordarlo.

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    3. https://youtu.be/yrreSNyK3ZI

      Eccoloo! :)))

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    4. Lisa, tu non ci crederai ma io non ho MAI visto una pellicola con Verdone. Solo alcune spezzoni, come quello indicato da Spirita qui sopra.
      Mancandomi il vissuto/il contesto non riesco ad afferrare lo spirito.

      Grazie Spirita. Abbastanza tamarro, direi. Ma lo sarebbe a prescindere dall'auto.

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  6. Il sedile ribaltabile con il tasto FUCK!! Mitico. :)

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  8. Trovati quel 10% in cui stai bene e sbattitene del resto.

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    1. Vi apparirò come cinico o .. fuori dal mondo ma ritengo che...
      Ciascuno di noi applica già questo comportamento, ovvero di frequentare quel 10% della propria cerchia di coloro coi quali si sta bene.
      Puoi immaginare che

      o - Lorenzo frequenti dei cattocomunisti
      o - Sara dei sindacalisti bersaniani cacciatori
      o - Francesco frequenti delle salsere squinternate
      o - nottebuia dei liberali dal bilancio rigoroso
      o - Pippa dei denigratori di D'Annunzio
      o - Lisa Miller dei leghisti vandeani
      ...
      ?

      In realtà penso di essere come tutti voi, pure io con la mia cerchia e quelli che sono fuori da essa e che mi stupiscono.

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    2. Lorenzo frequenta dei cattocomunisti perché non può fare altrimenti, non è abbastanza ricco da potere scegliere chi frequentare. Lorenzo è addirittura costretto a diventare socio di una coop, che è lo stesso di diventare adepto di una setta satanica, perché le coop sono le uniche a costruire case nella città dove vive.

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    3. Ciascuno di noi ha relazioni con persone che stanno sulla riva dall'altra parte del fiume.
      E' inevitabile e pure interessante, sano e stimolante.
      Difficilmente sceglieresti queste persone per una frequentazione assidua o intensa.

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    4. Quello lo pensi tu, che hai la fissa di evangelizzare tutte le creature.

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    5. eh col piffero uomo, che frequentiamo solo il 10%. in qualunque tipo di relazione sociale frequentiamo persone che riteniamo sgradevoli. non credo che sia una ricchezza, non credo sia stimolante, credo sia pero una necessità, e non solo per mantenersi da vivere (vedi lavoro). non si può giocare a calcio da soli, per dire. però rifiuto gli assolutismo. quei 20 del calcetto diversi da me sono necessariamente brutte persone? ci sono ricchi e poveri, leghisti e meridionali, laureati al politecnico e diplomati con 36/60........ se si parla di cose tendenzialmente circoscritte risultano tutte tendenzialmente gradevoli. certi discorsi non possono uscire fuori per tanti motivi, e nessuno si sognerebbe tra l'altro di tirarli fuori. ma poi credi che quelli del 10% siano poi meglio? naaaahhhh, neanche loro alla fine della fiera

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    6. @Uomo

      AHAHA !!!! Grande!!!!!

      @Renzo
      conosco anche liberali poveri, però ! Se vuoi, ti passo gli indirizzi.

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    7. Da te non vorrei nemmeno l'indirizzo di un panettiere, come minimo sul retro fanno commercio di organi umani.

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    8. AHAHA...dai, che un cervello ti potrebbe sempre far comodo... ;-))

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    9. x Lorenzo:
      > hai la fissa di evangelizzare tutte le creature

      Io non voglio evangelizzare, non ho intenti morali(stici.
      Sono mosso da un piacere per la logica e i ragionamenti e sufficientemente egoista per capire che se "il prossimo" fa cazzate danneggia anche me. Quindi bisogna educarlo per limitare i danni che mi può arrecare.

      x Francesco:
      > frequentiamo persone che riteniamo sgradevoli
      Non ho scritto che ciò non succueda. Nel tuo caso il collante è il calcetto, finito quello, torni a casa, non vai in vacanza, a prendere un calice o al cinema con quegli sgradevoli che non sia finalizzato o come finale di un evento calcettistico.
      La stessa cosa succede al lavoro, addirittura coi parenti - quanti sono sgradevoli!? -, in milonga.

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    10. Se tu amassi la logica, non scriveresti due terzi delle cose che scrivi e non so quante non ne faresti di quelle che fai. Perché sei evidentemente contraddittorio. Per esempio sei consapevole della inutilità di intavolare una qualsiasi discussione con i fanatici eppure insisti, che di perse è una azione illogica. Secondo me non è per il "piacere per la logica" ma perché di qualcosa ci devi pur parlare con 'sta gente di cui non riesci comunque a fare a meno.

      Educare nel senso socratico andrebbe anche bene ma il presupposto è che ci sia un allievo e un maestro, che riconoscono i reciproci ruoli. Siccome il mentecatto di turno pensa che sia lui il maestro e in questo è rassicurato dal costante lavaggio del cervello operato in tutti i modi, ne risulta un dialogo tra sordi (fascista!). Direi inutile esercizio di stile.

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    11. E' logico comprendere che esistono incongruenze e che siamo tutti incoerenti e incongruenti. Le persone sagge si rendono conto di questo e cercano una via e la seguono per una forma di coerenza tra conoscenza, deduzioni e comportamenti quotidiani, cercando di ridurre le incongruenze e/o di portarle su piani superiori.

      Il motto Repetita iuvant! indica che qualche risultato si ottiene con la costanza. Inoltre, ritengo meno fruttifero (anche se molto più facile e piacevole) ripetersi le cose sulle quali si è d'accordo con le persone con le quali si è d'accordo che andare nella tana del lupo.
      E' lì che si fa fatica e si ha la possibilità di convincere qualcuno.

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    12. Il motto repetita juvant confonde il pensiero con i bicipiti. Tu sai bene dove si nasconde il problema: la gente reagisce ad ogni argomentazione che va ad intaccare quella che la stessa gente pensa sia la "immagine di se stessa". Cioè, se uno si sforza di avere una immagine di grande ballerino (ad esempio) e tu gli dici che ballare è una attività oziosa, questi reagirà sia diventando del tutto impermeabile alle tue argomentazioni sia spostandosi dal campo del dialogo a quello del "personale".

      Andare nella "tana del lupo", stante l'impossibilità di cambiare la natura del lupo,, non significa affatto che tu sia san Francesco, significa che o sei un etologo e quindi vuoi osservare il lupo o sei cacciatore e col lupo ci fai uno scialle oppure sei un masochista.

      I pochi lupi che hanno la capacità di farlo, cambiano la loro natura da soli e quindi non li trovi nella "tana". Tutti gli altri non accetteranno nessun discorso che vada ad intaccare la loro "lupaggine".

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    13. Ahahahahah.... Uomo, sei troppo forte! I leghisti vandeiani!!!! Un saluto da Saint-Just (che ride anche lui)

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  9. Il mondo si divide in due, i venditori e tutti gli altri.

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    1. Beh, no.
      In quel contesto sia Benedetto che io eravamo proprio affrancati dal dipolo venditore - acquirente con la relazione compravendita che li lega.

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    2. Il venditore è colui che risolve tutte le relazioni nella trinità di calcio, macchine e fica e con questa abilità risolve anche tutte le sue necessità personali.

      Gli altri sono quelli che per vivere devono sapere fare qualcosa. Il salumiere ne sarà di salumi, il gommista di gomme.

      Detto questo, più una cosa o una persona è dentro la "media" e più fa cacare.

      Quello che non è dentro la media si può posizionare ovunque, se prendiamo la lettera M, può essere un Mengele o un Mozart.

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    3. Il tecnico spesso è anche colui che non ha la minima idea della gente che userà le sue applicazioni piene di tecnicismi, inutili orpelli, pulsanti illogici, procedure contorte.

      Il venditore è colui che deve presentarsi dal cliente, prendersi svalangate di merda + lamentele, far buon viso a cattivo gioco e poi provare a vendere qualcosa per poter continuare a pagare lo stipendio del tecnico.

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    4. Nottebuia:
      Il tecnico: non ha la minima idea se la gente usera' le sue applicazioni?????? Piene di inutili orpelli????? Ma di che stiamo parlando????

      Semmai, e do' la zappa sui piedi alla categoria, i teorici disquisiscono di teorie che non sanno se avranno applicazione. I tecnici seri non inventano applicazioni piene di orpelli. Saranno semmai gli architetti, a metterci gli orpelli :)

      I tecnici fanno il loro lavoro e sanno mettere le mani per riparare le cose. Massimo rispetto per i tecnici, che sono gli esperti pratici.



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    5. bulut, i tecnici in gamba sono più o meno il 20% del totale. Fidati.
      Il resto è gente che non è capace di andare oltre una spanna davanti ai loro occhi, perchè manca di una minima capacità di visione d'insieme del problema di cui si sta occupando.




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    6. I tecnici in gamba sono una minoranza, come lo sono i politici in gamba, gli architetti in gamba,i falegnami in gamba, i magistrati in gamba, i macchinisti in gamba, le ostetriche in gamba.
      Penso che non ci siano differenze sostanziali.
      Un tecnico può fare la cosa giusta in un percorso complessivamente sbagliato. Mi viene in mente la filiera del nucleare da fissione, un insieme di anelli più o meno ragionevoli in un processo aberrante, tanatogeno.

      Se ti alzi dal livello tecnico hai insiemi sempre più grandi di persone che vivono creando nuovi problemi, aumentando, aggravando quelli esistenti, persone che ideano percorsi sbagliati che fanno regredire le masse della specie e che peggiorano il sistema complessivamente.

      Per fare un esempio molto a caro a mio papà, quando il mare si fa grosso ci vuole il buon marinaio e il buon faro, la pratica, la tecnica e la teoria, la visione.
      Il dilemma di uno contro l'altro è uno di quelle situazioni dipolari che caratterizzano un sacco di problemi e di stallo in essi,

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    7. Al solito NotteCoso alza la sua cortina fumogena di giri di parole che non riesce ad occultare il fatto fondamentale:

      il "tecnico", per esempio il gommista, non deve avere la visione d'insieme, deve solo cambiare le gomme dei clienti e quello sa fare, punto.

      Il "venditore", è inutile distinguerli in categorie, non deve fare niente e quindi non sa fare niente. La sua unica funzione è ingannare il prossimo, non importa come ma il sistema più utilizzato è quello di fingere "amicizia/cameratismo" con la vittima di turno. Quando un venditore inizia a raccontarti di calcio, macchine o fica, l'unica risposta da dare, immediatamente, è "chi ti conosce, stai al tuo posto, ciccio".

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    8. Veniamo alla categoria dei programmatori: il problema è evidente, molti di loro vengono da un percorso scolastico di tipo "professionale", quindi gli mancano le basi culturali non per fare il programmatore ma per essere un buon cittadino. Non hanno una visione limitata solo sul lavoro, ce l'hanno per qualsiasi altra cosa.

      Questa versione del "tecnico" ha un suo perché. A chi conviene (cui prodest) avere milioni di persone che non hanno altro orizzonte che il famoso "lavoro - guadagno - pago - pretendo"? Da qui si arriva dritti alla questione del sistema scolastico.

      Stamattina sentivo una intervista a D'Alema il quale ha detto che il problema della "riforma" (di cui tutti parlano ma nessuno sa una minchia, me compreso) è che potrebbe creare le "scuole dei ricchi". I "ricchi", pape satan aleppe. Un attimo prima aveva detto che annullare le imposte sulla prima casa significherebbe restituire reddito ai "ricchi".

      Concludo con una figura retorica da commedia di Plauto, il venditore "di sinistra", uno schizofrenico.

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    9. > I "ricchi", pape satan aleppe

      Nel frequentare ambienti di sinistra critica, anarchici etc. ho constatato più volte questa demonizzazione dei ricchi.
      Anche _rio che è una persona intelligente (o meno stupida di altri) ha questa cosa tra antipatia e odio viscerale.
      Osservo, non critico neppure.
      Io ho la stessa antipatia/odio viscerale per gli invasori e per quelli islamici in particolare.
      Possiamo sostenere con molte ragioni queste antipatie, intolleranze, odi.

      Diciamo che come misantropo, potrei aggiungere benzina sul fuoco e chiedere per quale strana ragione i ricchi dovrebbero essere meglio di altri.

      Un primo distinguo: i ricchi che lo sono diventati per proprio ingegno, abilità e i ricchi per discendenza.
      Ho scritto più volte che in una società meritocratica le eredità dovrebbero essere abolite quasi completamente, se non con alcune eccezioni che abbiano utilità comunitaria, culturale (vedasi la legge che vige in Tirolo del maso chiuso, ad esempio).

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    10. Aggiungo che, dal punto di vista filosofico, persone che accumulano beni e risorse oltre al necessario per una vita piacevole, ammettiamo pure con un certo margine di sicurezza, sono persone che hanno, oggettivamente, dei problemi.
      Bauman ed altri, infatti, osservano che sono miserabili, ovvero persone perennemente affetti da una mentalità della scarsità che considerano sempre insufficiente, scarso ciò che possiedono nonostante che la realtà oggettiva sia esattamente il contrario.

      Insomma, come un obeso da 306kg che continua a mangiare come un ossesso perché convinto di poter morire di inedia, di stenti, di fame.

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    11. UomoCoso, cerca di focalizzarti su un fatto elementare, D'Alema MENTE.

      Mente perché i "ricchi" sono una frazione minima sul totale della popolazione. La maggior parte di coloro che pagano le imposte non si qualifica come "ricco" ma appartiene alla famosa "classe media", all'interno della quale poi ci sono tutti i casi possibili.

      Per esempio un impiegato che tira avanti la famiglia con uno stipendio appena discreto e che, mentre paga il mutuo riceve in eredità la casa della nonna. O il suo collega che dorme in macchina dopo il divorzio perché la casa è andata alla ex-moglie. Eccetera.

      Ma D'Alema, invece di affermare, come dovrebbe, che ognuno dovrebbe pagare le imposte proporzionalmente al suo reddito, postula l'esistenza del Babau, il "ricco", a cui il popolo deve dare la caccia armato di torce e forconi.

      Guarda caso, al popolo con le torce e i forconi serve giusto un "leader" e indovina chi è.

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    12. Oltre le premesse assurde del discorso sul "ricco", c'è poi la domanda di riserva: caro D'Alema, ma il "reddito" che tu sequestri al "ricco" poi come lo spendi? In che modo lo distribuisci ai "poveri"?

      E qui ancora andiamo a discutere del senso dello Stato, della P.A. e nello specifico della Scuola. Che notoriamente fornisce il famoso "elettorato di riferimento" a D'Alema tramite il sindacalismo dei dipendenti e l'inquadramento ideologico degli studenti (skuola okkupata). Su tutto il resto D'Alema è cieco e sordo.

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    13. D'Alema e altri sacerdoti della sinistra ovviamente dicono una cosa e fanno esattamente il contrario.
      Si consideri solo il sistema menzognero che hanno creato ad arte sul problema delle immigrazioni di massa. Ma è solo uno delle centinaia di falsi ideologici che costituscono il nerbo di religioni vecchie e nuove.

      Questa caratterizzazione delle caste sacerdotali è via via più accentuata tanto più la religione che divulgano è moralista.
      Il povero D'Alema con panfilo e tenuta vinicola è molto simile al compagno che va al centro sociale in Mercedes, per citare una tua metafora alquanto efficace.

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    14. Ma io il ladro lo capisco, è una cosa che ha un senso. La terza categoria della sinistra, quelli che si fanno la tenuta in campagna sulle spalle dei "compagni", è perfettamente comprensibile.

      Invece il demagogo da strapazzo alla Tsipras, che fa discorsi senza capo ne coda o afferma concetti paradossali non lo capisco. L'unica spiegazione è che le altre due categorie della sinistra sono popolate da automi e mentecatti, gente incapace del ragionamento più elementare.

      Infatti, non ci vuole un grande matematico per domandarsi come si può infilare la popolazione dell'Africa in Italia, fisicamente. Quante persone riescono a stare in piedi sopra una stessa mattonella.

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    15. I demagoghi sono ladri in colletto bianco.
      Speculano e ottengono potere, benefici, regalie, benefici per gli amici, etc. e lo fanno con la demagogia.
      Alimentano anche l'ego, ovviamente, ma se consideri altri tipi di risorse, come fama, potere politico, etc. i demagoghi se ne impossessano in modo ideologico.
      Sono rarissimi i capi che conducono una vita sobria. Stavo pensando a Gandhi che poi è stato fatto fuori.

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    16. No sono due cose diverse.
      Il ladro agisce in una logica di mera convenienza, nessun ladro dà fuoco alla casa che deruba.
      Il demagogo invece scatena un meccanismo che poi non riesce a controllare, con la logica del tanto peggio tanto meglio e di solito causa il crollo della casa che lo schiaccia.

      Tu puoi convivere col raffreddore, non te ne preoccupi più di tanto. Non puoi convivere con l'Ebola e solo un pazzo non se ne preoccupa.

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    17. Meno male che ora abbiamo un papa e una chiesa poveri. (sarcasmo)

      Più o meno a proposito di povertà... vi siete mai chiesti perché l'Italiano della "classe media" dovrebbe dedicare parte del suo reddito ad aiutare i "poveri" di certe zone del mondo mentre in quelle stesse zone del mondo esistono miliardari che non se lo sognano neppure di aiutare i propri compaesani? Cioè, "dona dieci euro al mese per aiutare i bimbi affamati dell'Uganda"... mentre in Uganda ci sono (anche) miliardari che non solo non aiutano i "bimbi affamati dell'Uganda", ma che sono essi stessi causa diretta di quell'affamamento. Poi, come al solito, occorrerebbe chiedersi cos'avevano in testa i genitori di quei "bimbi affamati" quando li hanno messi al mondo, ma questo è un altro discorso.

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    18. Chiariamo le cose: il meccanismo della finanza pubblica non serve ad "aiutare" nessuno, serve a generare potere tramite consenso.

      Nel film "il gladiatore" c'è il figlio patricida che esautora il Senato accattivandosi il favore del popolo col pane e i giochi. Da allora ad oggi non è cambiato niente.

      Il pane e i giochi si pagano con le imposte e, siccome non basta, facendosi prestare soldi coi titoli di stato, quindi facendo debito. Proprio ieri sentivo Renzi tutto compito dichiarare che il Governo rispetterà gli obblighi del 3% di deficit. Prego il lettore che non vota PD di calcolare quanto deficit faremo in 10 anni, con tutto che stiamo applicando le misure draconiane del rigore che i "nordici germanici" impongono ai "mediterranei".

      Poi quando l'italiano medio si vede espropriare la proprietà acquistata con i famosi "sacrifici", cioè risparmiando su un reddito già tassato in proporzioni inverosimili, a nessuno viene in mente che è il risultato della "politica economica" del debito.

      Se poi vogliamo andare ad esaminare la questione dei bambini in Uganda, ci sono cosi tanti elementi irrazionali che non so da dove cominciare.

      Se io camminando per strada mi imbatto in una folla di persone che fugge, non penso che la priorità sia "accogliere" queste persone in casa mia, penso che la priorità sia intervenire nel luogo da cui stanno fuggendo perché li c'è una emergenza, quindi chiamo i Pompieri e/o la Polizia. Questo farebbe chiunque dotato di buon senso davanti al concetto del "profugo", cioè di qualcuno che fugge da una minaccia, sopprimere la minaccia, riparare il danno, fare ritornare i profughi alle loro case. Ma siccome il "profugo" è una menzogna, perché il problema è di tipo sociale ed economico, cioè certi Paesi sono delle fogne e la gente non ci vuole vivere, non esiste una emergenza, esiste una "normalità" della fogna nella quale nessuno vuole o ha interesse ad intervenire. E quando interviene, lo fa per peggiorare le cose, vedi la famosa barzelletta delle "primavere". Quindi la priorità diventa "salvare vite", in subordine ad una certa campagna mediatica che seleziona le "vite" da considerare. Se una stessa persona si trova nel punto X allora è "da salvare", se invece si trova nel punto Y, non esiste e può sparire in pace.

      I bambini in Uganda non esistono finché non appaiono sul telegiornale e per apparire sul telegiornale devono qualificarsi come "profughi", quindi essere sopra un gommone o un qualche altro mezzo di trasporto di fortuna mentre si appropinquano ai confini dell'Italia.

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    19. Non è del tutto vero, perché i "bambini d'Uganda" (citati come mera simbologia, sia chiaro) si concretizzano nelle camere di ogni Italiano televisivamente connesso con cadenza fittissima, sotto forma di immagini assemblate abilmente per estorcere con ricatto morale i "solo dieci euro al mese" di rito (questo è un caso concreto).
      Piacerebbe sapere in quale forma le organizzazioni che spendono fior di quattrini [1] per campagne di questo tipo, Chiesa inclusa se non Chiesa in primis, fanno pressioni almeno altrettanto insistenti sui miliardari locali affinché si facciano carico loro per primi e con intensità proporzionata del problema che hanno contribuito a creare, ricavandone sicuramente profitto. E mi fermo.

      [1] Giusto per dare un'idea di che cifre stiamo parlando, a puro titolo d'esempio e dopo breve ricerca con Google vedi qui, qui o qui.

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    20. Abbe, ci sono stati degli scandali di noti volti della TV che si facevano promotori di queste iniziative e che poi si è scoperto intascavano parte o tutto. Quello però non è focalizzato sul bimbo africano, è solo uno dei temi. Se ci fai caso ci sono campagne di raccolta per ogni cosa, dai cani abbandonati agli istituti di ricerca.

      Io volevo tralasciare il folklore stile Vanna Marchi per considerare invece le faccende governative, cioè come, dove e perché vengono spesi le centinaia di milioni che gli Stati (sulla carta) assegnano ai "progetti di sviluppo e cooperazione", annesse nuove categorie professionali.

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  10. Io non frequento gente diessina, sia chiaro!
    Uomo quel tizio racconta tante frottole, mi pare chiaro, non so dirti se sia piu'ridicolo o piu'penoso.

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    1. Ho azzardato, conoscendo quello che leggo nel tuo diario e sapevo di alcune cose sgradevoli che ti erano successe in sindacato e, se ricordo bene, con parte del sindacato "bersaniano".
      Chiedo scusa se mi sono sbagliato o non era esattamente così.

      Immagino che una persona fiera e indipendente come te, con una testa che sa ragionare, faccia fatica a stare con militanti di un partito e, in particolare, del PD.

      Mah, non mi sembra che fossero frottole.
      La sua storia come emigrato, poi di sua madre, che era stato in Germania... insomma, nulla di reboante o incredibile.
      Io ero rimasto stupito solo dalla franchezza e dalla semplicità di Benedetto: donne o meglio sesso e motori, nella fattispecie.

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  11. Te lo sei fatto dare dal gommista un calendario porno?

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    1. Il gommista non mi sembra avesse appeso qualche calendario con belle gnocche alle pareti. Mi sembrava abbastanza "casto".

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    2. Peccato. Ah, chiaramente non intendevo il calendario Pirelli (ahahah), ma uno di quelli con le tipiche pollastre razzolanti e genuine, di solito li vedi appesi nelle cabine dei camion o dai gommai.

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    3. Il calendario che dice MarkCoso è appeso nel sancta sanctorum, mica in bella vista dove lo possono vedere tutti.

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