mercoledì 21 ottobre 2015

'sto modo mai

Leggevo le considerazioni di Gaia sulla orribile petrolicità della nostra vita. Vivendo metà in provincia e metà in città una parte notevole della mia impronta è dovuta ai trasferimenti. Con un approccio di ecologia radicale come il suo dovrei semplicemente eliminarli al 90% o anche oltre. Non sono così radicale e allora cerco di fare tutto il possibile per diminuire l'impatto.
Il primo punto - anzi, il punto zero! - è di usare l'auto il meno possibile. Non è così semplice. Direi che la decrescita serena non avrà successo perché richiede
  • impegno personale
  • flessibilità (anche
  • intelligenza
  • un po' di disciplina, programmazione, organizzazione
  • un approccio sistemico centrato sul trasporto pubblico

Il martedì sto tentando di andare in palestra di cointegro e poi in milonga da Flora, senza tornare a casa e poi in città, come facevo in passato.
Allora, per evitare l'uso dell'auto:
  • devo gestire la logistica in città => bici,
  • devo capire come tornare tra i colli la notte (no mezzi pubblici per il rientro dalla sera tardi)
  • devo chiudere l'anello il mercoledì mattina, senza bici => a piedi.


Così cerco di mettermi d'accordo con _nni, il mio maestro di tango dei colli il giorno prima, il lunedì se verrò in milonga e potrò tornare con lui. Poi anche le previsioni meteo visto che devo gestire la logistica verso e da palestra in bici con una decina di minuti di robuste pedalate (col borsone, il gobbo (poncho) impermeabili diventa scomodo e difficile.
Insomma. la faccenda è piuttosto articolata.
Ieri sono arrivato un po' più tardi in ufficio e uscito decisamente tardi, passate le venti tra le altre cose sgobbando bene e intensamente oltre dieci ore. Fortunatamente nell'economia di questo lavoro c'è anche il fatto positivo di un po' di flessibilità negli orari. Senza sarebbe impossibile.

Ieri sera mentre pedalavo in modo piuttosto intenso dall'ufficio alla palestra, era già buio,
Vabbè, provo.
'nzomma,...
che ambaradan però
uff, smonta e smonta le luci du palle e il borsone e ... uff!

Mentre pedalavo sentivo il benessere e il piacere di muovermi in bici in una strada a quell'ora assai poco trafficata. Dopo ore di ufficio i muscoli delle gambe che pompavano, il fiato più intenso. Bello!
Poi è stato piacevole tornare insieme con il mio maestro.
Con i soldi risparmiati gli ho offerto l'ingresso in milonga e poi egli mi ha offerto un paio di buoni tranci di pizza caldi che eravamo affamati, la notte, al ritorno.
Ridotto la petrolicità della serata del 50%.
Ho dato un esempio.
Dimostrato che la (im)mobilità privata su gomma può decrescere.
Impegno personale, flessibilità, intelligenza... 'sta roba, 'sto modo non avrà MAI successo.



30 commenti:

  1. Quando andavo in palestra in bici non usavo la borsa ma lo zaino del militare. Suggerirei di fare altrettanto, ti serve uno zaino capiente. Se vuoi, vendono le cerate da montagna con la gobba predisposta per alloggiare lo zaino.

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    1. Sto ancora provando varie cose. Martedì ho verificato che il borsone sta bene nel portapacchi della bici.
      Quel tipo di cerata l'ho indicato come gobbo alias poncho .

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    2. Esistono due scuole di pensiero. Molta gente ama i bauletti, portapacchi, copertine, eccetera. Io invece, sia in moto che in bici, non voglio attaccare niente al veicolo e preferisco portare le cose su di me, quindi appunto, zaino e pantavento o tuta.

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  2. tanta stima uomo, magari tutti si impegnassero come te.

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    1. Mmh, penso che cose così NON saranno MAI diffuse a meno che non lo imponga una drastica riduzione delle risorse che importiamo dall'estero.

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  3. Molto bene mettersi daccordo per andare allo stesso posto con un`unica auto. ..si sta in conpagnia e si aiuta l `ambiente consumando meno benzina. Il car sharing sta prendendo piede anche da queste oadti, alcune persone lo usano non solo per andare a lavori ma pure per spostamenti di una certa distanza, anche per andare all`estero. La trovo un`idea intelligentissima.

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    1. Il viaggiare molto, troppo, è un tratto comune a molti tangheri, specie a quelli che vivono in città o province che non hanno (una decente) vita milonghera (molte le province così!).
      Viaggiare con altri tangheri diventa piacevole, economico, ecologico.

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  4. se essere ecologici significa farsi il sangue marco trattasi di autolesionismo

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    1. Avevo scritto che non può mancare l'impegno personale.
      Tutto questo, ovviamente, non è comodo come l'auto propria. Le cose di valore richiedono sempre impegno, Francesco. Tu ora tieni un diario centrato su impegno, sacrifici, sbattimento per (ottenere risultati per) la corsa. Si può fare per la corsa, si può fare per compagnia, arte, ambiente, etc . . Poi si sta anche bene, come sai.

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  5. I veri ecologisti sono gli Amish. Un bel calessino per andare in ufficio, un po' difficile da parcheggiare ma non paghi il bollo e non inquina. Altrimenti ari la terra e vivi di quello che viene su.
    Ma poi Uomo, io non ho capito la faccenda delle due auto...

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    1. I veri ecologisti? Leggevo ieri in Effetto Cassandra che la nostra specie è strutturalmente biocida. A livello filosofico ci sono varie discussioni aperte su questa connotazione (infernale).
      Ho due vecchie auto: una la uso da ottobre a maggio, l'altra da giugno a settembre.

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    2. Ma perche' due? Perche' questa soluzione inusuale?

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    3. Perché l'auto estiva non può essere usata in inverno (non ha spazio per le catene, non ci posso caricare la legna, il bagaglio più ingombrante quando si va in montagna, etc.).
      L'auto non-estiva, d'altra parte, non è figherrima e piacevole come quella estiva in estate. Quindi distribuisco i miei sei o settemila km al'anno tra le due.

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    4. Mark, sei sicuro che in Italia non ci sia un bollo per il cavallo e per il calesse? Mi informerò.

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    5. Il cavallo viene considerato un bene "di lusso" e una volta doveva essere dichiarato nella dichiarazione dei redditi.

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  6. In bici a Roma è come attraversare la striscia di Gaza.

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    1. Leggo i tanto ciclopici quanto frustranti per insuccesso tentativi di Marco Pie. (v. Mammifero Bipede) di introdurre, a livello sistemico, un qualche principio di biciclomobilità a Roma. Decenni di malapolitica...
      Ogni popolo e ogni città ha la mobilità che si merita.

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  7. Io reintrodurrei il cavallo. Ci sarebbe anche il vantaggio di non dover più tagliare l'erba, con l'ulteriore vantaggio della concimazione.

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    1. Cosa fanno alcune persone più o meno edonistiche che se lo possono permettere? Appena possono fuggono in qualche angolo rurale d'Italia e si mettono su un cavallo.
      Direi che siamo agli antipodi degli ingorghi colossali che caratterizzano ogni giorno la maggior parte delle città non piccole italiane.
      Coi crescitisti fate ironia come la può fare un monco di una gamba rispetto a coloro che ne hanno due.
      Invece a pensare a scenari migliori avete come riferimento l'inferno o quasi della quantità tecnoprogressista consumista crescitista.
      Poi andate a sdilinquirvi per qualche giorno in qualche bel villaggio di mare, in qualche maso in montagna, etc. per poi tornare in massa a far crescere la rovina, il degrado e l'artificializzazione dei non luoghi in cui vivete tutto il resto dei giorni.
      Direi intelligente, eh!?

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    2. Senza contare che il nostro (insufficiente) territorio già non può alimentare le milionate di bipedi che lo calpestano, figuriamoci se ci mettessimo altrettanti cavalli... be', se non altro avremmo concime in abbondanza, però poi voglio vedere i cavallerizzi andare in giro con paletta e sacchetto, come dovrebbe fare (per legge) chi se ne va in giro con un cane. Mi correggo: con badile e carriola. :)

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    3. Ah, dimenticavo: t'immagini come sarebbero le "scatolette" di cibo per cavalli? Roba da rotolarsi dalle risate.

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    4. Questa costipazione antropica è insensata da milioni mila punti di vista. Eppure questi coglioni della crescita senza se e senza ma fingono di non accorgersi delle conseguenze o, peggio, come fanno certi cattonatalisti, le considerano quisquilie.

      Se ricordo bene il letame equino è uno dei migliori. Torneremo ai velcoemente a disputarci e a rubare il letame. E penso che sarà un bene per la Vita.

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    5. UomoCoso, certe tue sparate stridono come le dita sulla lavagna.

      Allora facciamo cosi, io sono Dio e ti proibisco di vivere a più di 10km dal posto di lavoro, ti proibisco di andare in giro per balere, ti proibisco di andare in gita ovunque tu non riesca ad arrivare con mezzi azionati da forza animale.

      Va bene cosi?

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    6. Altrimenti siamo sempre li a fare i froci col culo degli altri.

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  8. @Uomo - "voi crescitisti"

    Io per la verità rifuggo certi atteggiamenti. Trascorro il mio tempo libero a leggere evitando il più possibile il casino. Direi che, a parte l'attività fisica in piscina, e qualche birra sotto casa con gli amici, non faccio altro.
    Ho la mania del riciclo (tu sai che detesto con tutte le mie forze il concetto di incenerimento) e ho una tendenza all'attenzione per il bene comune molto alta (che altri preferiscono smantentellare)

    Quindi, che dire: occhio, che forse in fatto di ecologia potrei batterti ...

    ;-)

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    1. La mia risposta era sarcastica. Tu l'avevi messa su un sarcasmo ad un luddismo pauperista (che mi appartiene solo in piccola parte) e io ho rilanciato.

      Per il resto ti ho risposto qui.

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    2. Hehe, lo so che eri sarcastico! Bella quella pagina che hai linkato...ti ho risposto lì: mi ha attribuito 3.9 ettari di consumo (si ma io riciclo di brutto e ottimizzo a livello collettivo). L'algoritmo non stima tutte le volte che io organizzo webinar e teleconferenze per i colleghi invece di farli spostare fisicamente...(per dire, eh)

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  9. ecologia radicale che diminuisce del 50% l'inquinamento da gas, acidi, diossine ecc...Tu UUIC quanto saresti disposto a fare a meno della modernità,e di tutto ciò che ti "toglie" rispetto a come era l'universo prima dell' era dei computer...è solo una questione di petrolio, di comodità personali, oppure di uomini liquidi ?

    Ahhaahah...buona giornata liquida.

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    1. Gaia è eco-radicale. Io sono molto meno ecologico rispetto a lei.
      Sto scrivendo col furbofono e già questo è pesante. La modernità è pesante per il pianeta vivente.

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