giovedì 15 ottobre 2015

DDPL

  • In principio è il verbo.

Da qualche tempo seguo Menisas Allo Specchio alla quale arrivai da una pagina di Essessa che la citava. Una diarista arguta, vispa, brillante. Ma con alcune posizioni sconcertanti, che confliggono, contrastano terribilmente con tutto il resto. Sul problema migratorio (e sui suoi panmixismo, e filomassmigrazionismo non mi sono tirato indietro, le devo riconoscere la nobiltà, rara, di non aver mai censurato alcunché dei miei commenti "acuminati", a differenza di altri figuri della diariosfera).
Un po' alcuni scambi cruscantici qui, poi due sue pagine (Quale italiano parliamo, Quale italiano parliamo - 2) e io, in fine, mi trovo sbalordito, strabiliato. Non capisco se certe cose siano così assurde perché mi sfugga una qualche vena ironica, sarcastica oppure se le persone scrivano certe robe con una qualche serietà.
Demenza degenerativa primaria culturale. E linguistica.
O linguistica e culturale.

50 commenti:

  1. Visto che libero tra un po' di tempo non supporterà più i diari attualmente su quella piattaforma, riporto qui il commento (emendato di alcuni refusi) che avevo lascito da lei in Quale italiano parliamo? - 2, il 15/10/15 alle 14:30
    (i commenti in quel diario non hanno un permalink - o io non sono riuscito a estrarlo – e quindi non mi è stato possibile collegarlo direttamente).
    Come premessa ci sarebbe gli scambi avvenuti nella pagina precedente, Quale italiano parliamo?.
    -------

    > La lingua vera è quella che insegneresti a uno straniero che debba parlare italiano.

    Pensare che la lingua vera sia quella che si deve insegnare agli stranieri è come pensare che lo sci vero sia quello che si insegna ai campi scuola o agli anziani del circolo UISP [o "insegnare" 'sta roba].
    Noto questa fissazione psicotica centrata sugli stranieri. Essere fuori di sé non è un pro, è un pro-blema.

    > assorbire termini stranieri
    Nuovismo esterofilo.

    > ricchezza dell'inglese
    Dal punto di vista glottologico l'inglese è una lingua povera.
    Sarebbe come pensare che poiché gli anelli di acciaio per il naso dei tori sono più diffusi di collane incastonate di diamanti, allora gli anelli per nasi di toro siano più "ricchi", valgano di più delle collane di platino con diamanti.

    > la diversità è un arricchimento
    Questo è un'altra credenza mezza verità ovvero falsità.
    In ecologia è noto sia il valore della biodiversità in biotopi integri e distinti e IL PROBLEMA grave della diffusione di xenospecie in biotopi a esse estranei.
    La diversità NON è un mettere insieme tutto e tritare. Se tieni la farina di mais e il gesso in due contenitori distinti, potrai cucinare una polenta e stuccare. Se fai un miscuglio di farina di mais e di gesso non potrai né preparare una polenta né stuccare quel pezzo.

    > quanta politica, persino nella grammatica
    Quanta ideologia (panmixista, panfrullista) ad iniziare dal linguaggio.

    > semplificazione
    Passiamo dalla padella alla brace.
    Mike Buongiorno ha “semplificato” l'italiano eliminando il congiuntivo.
    Questo è utile e intelligente come uno che avendo in casa una sega e un coltello dentato butta via il secondo affermando che è una semplificazione o come una persona che ha subito l'amputazione di un braccio che si pavoneggia di essere stato “semplificato”.

    > Le regole sugli accenti non le sa più nessuno
    Ecco, poiché nessuno sa più come si fa a fare 1245 : 5 aboliamo l'aritmetica dalle elementari.
    Invece di migliorare le persone le ugualizziamo al peggio. Tanto c'è l'aifon no!?

    > ai bambini, che si rivolgono con il tu alla maestra
    Nelle migliori scuole del mondo si mantiene un distacco gerarchico perché questo ha numerosi pregi. L'insegnante NON è un amico né lo deve essere.
    Ancora, non è bene frullare i ruoli e neppure il linguaggio del frullamento va bene. 

    > siamo tutti "ragazzi" anche a 50, 60, 70 anni 
    Il che è ovviamente falso.

    > sono pronta a scommettere che scomparirà
    I glottologi hanno contato che sono migliai le lingue che sono scomparse e tra un po' sarà scomparsa pure l'Italia come "cultura" degli italiani. La perdita di migliaia di lingue è, in ambito culturale, il corrispondente dell'estinzione nell'antropocene di migliaia di specie, un disastro senza precedenti.
    Qualcuno come te lo considera ricchezza, opportunità, etc. 

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    2. Di fronte allo stolido nuovismo estratto qua sopra a mozziconi, mi vengono i sudori freddi e non so se andrò a leggermi il testo integrale del post e gli scambi.
      Per il momento, non posso che sottolineare il paradosso di chi, sventolando la bandiera della diversità straparlando, nella pratica non vede altra prassi ( e traguardo in sé ) dell'estrema ri-formattazione semplificatrice e uniformante.

      ===

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    3. Ho letto i due post della tipa.
      Se la strutturazione del primo mi faceva sperare in qualcosa di discutibile, il secondo è un ascensore discendente nel Delirio, riga dopo riga.

      ===

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    4. Meninas è una tipa sveglia. Ma come ho scritto a casa sua, di tanto in tanto affoga nelle proprie credenze e spegne i ragionamenti.
      Ella crede che le migrazioni di massa siano positive e quindi sono positive.
      Ella crede che l'inglese sia una lingua ricca.
      Ella crede che una lingua semplificata sia meglio.
      Ella crede che l'adozione di termini stranieri sia, a priori, positiva.

      Io non la conosco ma se dovessi trovare un riferimento culturale, direi che sarebbe quello di una pidina che segue i vari miti progressista, gliobalista, il razzismo positivista (ciò che è straniero è comunque migliore / di riferimento), panmixista, etc.
      Questo emerge anche nelle strampalate assurdità sulle lingue.
      Il fatto è che questi aspetti sono assolutamente correlati ed è difficile osservare correlazioni più lampanti.

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  2. UomoCoso ma tu che peccati devi scontare per cui ti sottoponi al martirio di discutere con gli imbecilli?

    Inutile girarci attorno cercando di razionalizzare cose irrazionali, ancora più inutile cercare intelligenza dove non c'è.

    Il guaio è che dietro la gente che straparla c'è il Piano e ci sta stritolando sotto i suoi cingoli.

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    1. Già, perché lo faccio?
      Diciamo che contribuire a contrastare l'oscurantismo e l'ugualizzazione al mediocre, al peggio, sia una attività nobile, ecologica. E per altre ragioni.

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    2. Inutile, per due ragioni. La prima è che non c'è comunicazione essendo certe fedi dogmatiche impermeabili a qualsiasi cosa, anche alla evidenza, la seconda è che la tua vocina si perde nel rombo della propaganda.

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    3. Ma sopratutto, non abbiamo la possibilità di salvare chi odia se stesso.

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  3. ti giuro che venire a capo di questo post/commento è stato per me uno studio notturno di immensa portata.
    voglio poi pensare che ti sfugga una qualche vene ironia, altrimenti mi tocca commentare che gente brillante sollazza in veri pantani di ignoranza, ovviamente mi riferisco solo in minima parte a grammatica e aritmetica.

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    1. Ricordo male o è la prima volta che appari qui?
      Magnolia, benvenuta! (un benvenuto in più non fa certo male :)

      > uno studio notturno
      Da dove scrivi? ho pubblicato questa pagina circa due ore fa.
      Se tu leggessi dalla California sarebbe già mattina, forse dall'Australia. Diciamo che in estremo oriente, in Australia, etc. è già notte.

      > gente brillante sollazza in veri pantani di ignoranza
      Tutti noi siamo ignoranti e coloro che hanno qualche strumento culturale hanno anche qualche consapevolezza in più sulla propria ignoranza.
      Io penso che probabilmente la cosa i sistemi di credenze siano più gravi delle lacune nella conoscenza personali.
      Sartre osservava che le persone sanno ma sono in malafede.
      Purtroppo il sistema di credenze che va per la maggiore quello ebraico-cristiano quindi marxista ha farcito la testa di miliardi di persone di fanfaluche e astruse idee, ad iniziare dall'ugualismo.
      Allora le persone credono con convinzione che tutto ciò che vada nella direzione di una -essi dicono - uguaglianza sia positivo.
      Poiché esiste una distribuzione guassiana delle qualità e ciò riguarda OGNI aspetto della realtà, poiché la qualità è impegno, è ricchezza, è rara, richiede lavoro, non puà essere di massa, ecco che si ribaltano i concetti e si arriva alla ugualismo e alla ugalizzazione al mediocre se non al peggio.
      Qual'è la lingua parlata in occidente tra persone di lingua diversa? quella degli imperialisti/invasori/dominatori statunitensi? l'inglese
      Allora l'inglese è vivo, è funky,è ricco, è versatile, se metti l'inglese anche nel ripieno del coniglio, diventa più squisito.

      Ai sistemi di credenze che sono nella base esistenziale di ogni persona, soccombe tutto. Persino la logica. L'aritmetica (vedi questo mio commento e rimandi o idiozie varie su presunti diritti ad ogni possibile cosa, etc. come se la realtà non fosse caratterizzata da limiti, numeri, leggi fisiche biologiche, etc.).

      Questo è un processo oscurantista che, in cascata ha ricadute che peggiorano e degradando ulteriormente il sistema.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Scusami uomo in cammino ho commentato dal cellulare...che ha un sistema di scrittura che quando scrivo un parola in automatico subito dopo mi cita il successivo vocabolo in precedenza usato in riferimento al primo e non mi sono accorta di non aver corretto.
      quindi quel "notturno" non ci azzecca nulla.

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    4. Conosco il problema.
      I furbofoni vogliono fare i furbi ma non ci riescono.
      Buondì.

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  4. Comunque, e' MENINAS allo specchio, non Menisa.

    A quanto ho capito e' una informatica (in uno dei suoi post, lessi che fece la tesi sul prolog illo tempore).

    La leggo moooooolto saltuariamente e questo non l'ho ancora letto. Poi ti dico.

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    1. Confesso che un p0' vederlo scritto come "meninasallospecchio" e la mia ignoranza sul capolavoro di Velasquez hanno fatto sì che io mi perdessi una esse. Ora correggo.
      Grazie bulutn.

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  5. già solo vedere i caratteri di quel blog mi urta, figurati se perdo tempo a leggere....

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    1. Mi sembra abbastanza ergonomico, leggibile.

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    2. Apro una parentesi UomoCoso, il font sul tuo blog è difficile da leggere per noi ipovedenti. Troppo piccolo e con le grazie.

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    3. Con Firefox: Ctrl+rotella del mouse e leggi qualsiasi roba (anch'io non ho più la vista d'un giovanotto).

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    4. Volendo io posso ridisegnare il blog di UomoCoso e vedere una pagina completamente diversa da quella che vedono gli altri.

      Ma il font di partenza rimane troppo piccolo e con le grazie. E' uno dei pochi casi in cui la finestra dove scrivi i commenti è più leggibile del resto.

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    5. Grazie per l'osservazione, Lorenzo.
      Tengo molto a semplicità ed ergonomia.
      Devo dire che, forse, inizia a diventare piccolo anche per me.
      Cercherò di aumentare la dimensione.
      Grazie.

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    6. Tieni presente che mano a mano che aumenta la risoluzione degli schermi, il font diventa più piccolo. Con un monitor 1024x768 lo vedresti enorme.

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    7. Sono passato da 12px a 14px. Con 16px diventa troppo grande.
      Meglio?
      In ogni caso, come segnala messer PigiaTasti, si può aumentare lo zoom su un sito e i navigatori dovrebbero ricordarselo.

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    8. Si può fare tutto.
      Faccio un esempio: tempo fa esisteva un ambiente desktop per Linux che si chiamava Gnome. Ad un certo punto hanno deciso di rifarlo da capo adottando un disegno tipico dei dispositivi touch screen. Quando gli utenti si sono lamentati "ma con questo coso non riesco a fare una mazza" i responsabili hanno risposto "ma si possono usare le estensioni".

      La logica fallata consiste nel progettare un oggetto che non funziona e poi dire all'utente che si deve ingegnare lui aggiungendo dei marchingegni che hanno lo scopo di aggiungere delle funzionalità che dovrebbero essere incluse "by design" nell'oggetto originale.

      Nel nostro caso, tu pubblichi contenuti su Internet perché la gente li possa leggere. E' ovvio che li devi pubblicare nella maniera che faciliti la lettura, non ha senso che tu chieda al lettore di ingegnarsi per renderli leggibili.

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    9. Ci sono due problemi aggiuntivi rispetto ai font.
      1. se tu imposti i font "classici", tipo "arial, helvetica, san serif" il browser utilizza i font installati nel sistema che assomigliano a quelli specificati, in base alle sue impostazioni base. Questo significa che se io uso Linux, Mario usa Windows e Luigi usa Mac, vediamo dei font differenti.
      2. in teoria se imposti un "web font" che viene scaricato dal browser per visualizzare la pagina, dovrebbero essere uguali, peccato che poi ogni browser disegni i web font a modo suo, quindi se io uso Firefox, Mario usa Chrome e Luigi usa Safari, vedremo lo stesso web font disegnato in maniera diversa.

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    10. Obiezioni in parte ragionevoli ovvero in parte fallate.
      Ad esempio ho verificato il carattere a 16px e il testo diventava troppo grosso.
      Il problema è che a te forse sarebbero utili ma ad altre persone risulterebbero sgradite.
      Allora non si può salvare capra e cavoli e si sceglie e qualcuno non sarà contento.
      A prescindere dagli strumenti.
      Possibilmente con qualche criterio ragionevole o meno ragionevole (scegliere un tipo di carattere, disposizione per questo diario che non siano ergonomici e quindi piacevoli per me sarebbe un masochismo assurdo).
      Se gli strumenti lo consentono, quelle persone potranno trovare giovamento da alcune funzionalità e leggere il testo con un ingrandimento sufficiente.
      La logica fallata può essere quella di pensare che una scarpa di una certa misura possa andare bene per piedi più piccoli o più grandi.

      Il 14px Non è un grande aumento (ca. il 17%) ma quello successivo, 16px (+33%) è eccessivo per me.
      Spero che vada almeno un po' meglio, Lorenzo.

      Dovrei verificare quali navigatori tengono traccia dell'ingrandimento (zoom) su un certo sito.

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    11. Questo è un Georgia che Chrome mette tra i corpo di carattere specifici, non-web.

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    12. UomoCoso, se metti di fianco il testo del tuo blog col testo del mio blog noterai che a parità di dimensione (14px), il font del mio blog è abbastanza più "grosso".

      Io sono andato a vedere nella lista dei web font proposti nelle impostazioni avanzate dell'editor di Blogger quale font sembrava offrire il migliore compromesso (per inciso, volevo imitare il font usato da Mozilla).

      Dovrei studiare il problema ma passando da Windows a Linux, ho dovuto reimpostare il font di default del browser perché apparentemente per il tuo blog non usa il web font "Georgia" ma il font generico "serif".

      La logica non è tanto quella della scarpa ma quella dei pattini a rotelle che usavo da bambino, non se se te li ricordi, quelli che si mettevano sotto le scarpe normali e che si allungavano e si accorciavano facendo scorrere le due metà allentando un dado centrale con l'apposita chiave. Un conto è facilitare l'utente e non gestire i casi estremi, un altro conto è impostare un caso estremo e poi dire all'utente di "generalizzarlo".

      Lo Zoom ha un difetto: ingrandisce il font ma non ricalcola le dimensioni del contenitore. Se la pagina ha una larghezza preimpostata fissa e idem la colonna del testo, quando fai Zoom ottieni che il testo più grande riempe lo stesso spazio, quindi vedi meno parole per ogni riga (idem per le immagini, ecc).

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    13. Ad una occhiata rapida mi sa che la differenza tra il mio testo e il tuo è che nel mio blog ad un certo punto si specifica che il testo del corpo del post deve essere 110%. Nel tuo blog non vedo questa impostazione, quindi il mio font risulta essere 14px+1.4px, tra 15 e 16.
      Siccome non ricordo di avercelo messo io, forse fa parte delle impostazioni del modello originario. RIcordo perà di avere dovuto forzare la dimensione dei commenti perché era molto più piccola del testo del post.

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    14. Ecco, se vai nell'edito di Blogger, nelle impostazioni avanzate, nella lista dove puoi selezionare il font noterai che ci sono sette o otto "font classici" e tutti gli altri sono "caratteri web" (web fonts).

      Ti suggerirei di impostare uno di questi ultimi, non cambia per la dimensione ma permette di avere lo stesso font su tutti i dispositivi che supportano i web font. Al netto di quanto detto sopra.

      La cosa strana è che Georgia esiste anche come web font, che io sappia non si usa come "font classico" (es Arial, Helvetica, sans-serif).

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    15. Guarda, potrei pure prendere la palla al balzo e fare un kaizen su ergonomia e leggibilità.

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    16. Anche a me viene di fare un kaizen quando non vado in bagno per un po'...

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    17. Mmm... magari sparo una stupidaggine, ma la butto lì ugualmente...

      State parlando di impostare le dimensioni del font in px (pixel), unità che NON tiene conto della risoluzione del visualizzatore. Probabilmente (probabilmente non vuol dire sicuramente) usando come unità di misura pt (punti) le cose cambiano e la dimensione del font si fa proporzionale al visualizzatore. Vale la pena provare?
      Ci sono pagine come questa dove qualcuno tenta di fare chiarezza sul tema.

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    18. Giusto, solo che l'editor di Blogger imposta solo i pixel. Per fare come scrivi bisogna editare il codice a manina. Non è impossibile ma è scomodo per via della parametrizzazione del modello.

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    19. Appunto, non è molto meglio?

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    20. Eh.
      Dipende dai gusti ... comunque, chi vuole una pagina dal template basico e più leggibile, deve solo aggiungere all'URL la richiesta della versione per dispositivi mobili ( ?m=1 ).

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    21. Comodissimo. :)
      SI vede che hanno cominciato a aggiungere lo LSD all'acqua di rubinetto.

      I gusti sono una cosa che va bene quando devi decidere se uscire con la camicia verde o la camicia rossa. Quando invece devi distribuire una cosa che deve essere fruita da altri, non si tratta più di gusti, si tratta di ergonomia.

      Ergonomia è un parolone che sa tanto di fuffa commerciale ma in realtà è un concetto semplice, la forma di una cosa deve corrispondere all'uso che se ne fa. Usa sedia deve accomodare il sedere, un cappello deve coprire la testa, il testo di un blog deve facilitare la lettura.

      Chiaro che a vent'anni non mi sarei lamentato del font e della sua dimensione ma adesso che ho problemi di vista, i font piccoli e con le grazie sono un problema, aggravato da sfondi non uniformi che "spezzano" la forma o da certi contrasti o troppo deboli (grigio su grigio) o troppo elevati (bianco su nero).

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    22. Ora è tardi. Mi leggerò la pagina inidcata da Pigiatasti. Direi che il per decimo compleanno potrei lavorare sulla questione della leggibilità.
      La funzione è estetica.

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    23. Tempo perso, va bene cosi.

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    24. E' comodo, Lorenzo ... salva nei preferiti l'indirizzo + ''/?m=1" e sei a posto.
      Con Uomo, con me ... con altri.
      E mentre lo smartphone-di-merda con l'Os-di-merda e il browser-di-merda che uso io forza la visualizzazione in formato mobile ogni volta che clicco su un link interno del blog e passo ad un'altra pagina, sul Pc la visualizzazione mobile persiste quando navigo all'interno del blog.

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    25. Mi sembrava di essermi spiegato, riprovo: esistono modi per ridisegnare completamente la pagina sul mio lato. Ma è concettualmente sbagliato. E' una variate della logica perversa con cui chi sviluppa progetti "free" ti dice "non ti va bene? fattene uno tuo", da cui l'antica abitudine di rifare continuamente le stesse cose.

      Adesso UomoCoso ha ingrandito il font, va meglio di prima. Il mio scopo non è rifare il blog di UomoCoso, di creare un maledettissimo "fork", cancellando e/o sovrascrivendo le sue intenzioni, il mio scopo è conservare le intenzioni di UomoCoso convincendolo ad apportare quel tanto di modifiche che secondo me migliorano la leggibilità.

      Ti invito a pensarci sopra.

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    26. Come scrivevo due osservazioni
      o - esistono dimensioni diverse per il corpo dei caratteri ma alcune che vanno a genio ad alcuni non garbano ad altri
      o - massima attenzioni all'ergonomia - leggibilità che è funzione e quindi estetica

      In questi giorni farò alcune altre prove.

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    27. Senza andare lontano, UomoCoso, il Corriere usa un font "serif" e Repubblica un font "sans-serif". La dimensione però è abbastanza più grande. Non ti annoio con la faccenda della larghezza della pagina, tempo fa avevo un blog che cambiava impostazioni a seconda dell'ora del giorno, poi mi sono stufato e prendo quello che mi passa Google.

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  6. Ma sta Meninas è una che s'incazza se le apri la portiera dell'auto e non vuole che le versi il vino... l'ideale per un lazy boy come me.

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    1. Correzione, non vuole che l'immigrato le apra la portiera dell'auto e le versi il vino. L'ideale per uno che non ha l'auto e segue una religione che proibisce il vino. Te puoi andare bene solo se ti presenti con una diversità, che se ci pensi non è tanto semplice per un lazy boy.

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    2. Temo che il commento tagliente di Lorenzo abbia del vero.

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  7. Ho letto, ma tipo purga. Perdo interesse quando chi scrive non mostra interesse al confronto, allo scambio.

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    1. Tipo purga?
      Intendi che ti ha fatto cacare?
      Direi che meninasallospecchio risponde puntualmente sul suo diario. Osservo che non è mai venuta qui ma non so per quali motivi.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.