giovedì 29 ottobre 2015

M.te Acuto - Libro Aperto - 2

(M.te Acuto - Libro Aperto - 1)

Probabilmente avrei dovuto cambiare titolo di questa pagina ma visto che è successo in questa traversata di due giorni lo metto qui. Ecco, c'è stata una coppia che io vidi tempo addietro assai brillante, frizzante, pucci pucci che ha... litigato i due terzi del tempo. Osservavo dinamiche di discussioni puntigliose, di ego che cercano di comandare e manipolare l'altro, di battute accuminate. Io non sono sempre stato col gruppo: il fatto di essermi fatto tutte le cime era dovuto sì al piacere di un camminare meno tranquillo, meno posato, agevole, ma anche, dal piacere di stare da solo.
Solo...
Solo che io pensavo a quei due e percepivo i clangori cupi di un balrog sotto, memorie inquietanti del mio vissuto. Allora, mi rituffavo nell'aria nella vista, nelle altezze (sorrido, più che di altezza, per l'appennino si può parlare di "meno bassezza" :). Come è possibile che si passi dalle stelle a un inferno più o meno mitigato, controllato?

Al rifugio abbiamo incontrato una comitiva di fotoamatori saliti là in cima per fotografie agli ambienti naturali. Zio canchero, hanno fatto un casino pazzesco, anche la mattina. I primi che si erano svegliati hanno parlato come se non esistesse alcuno intorno e poi via un crescendo fino... ad un applauso. Io ero già in dormiveglia ma non ho potuto non notare questa maleducazione.
Ego debordanti che non hanno il senso dei limiti.

Al rifugio sono stati  molto carini: hanno atteso che arrivassimo (con ca' 10' di ritardo su quanto avevo annunciato loro) per iniziare la projezione di un video documentario: un prete alpinista che era stato, nel 1984, in una spedizione in Bhutan in cui ci fu un grave incidente.
Sì, la montagna è un luogo in cui avviene una introspezione dinamica (riformula il termine che indica la meditazione dinamica dello zio Osho), se non sei insensibile, se non sei morto dentro, non puoi non percepire la dimensione spirituale dell'esistenza.
In quelle immagini colorate, la saggezza di una cultura induista, buddista e tantrica che mi sorprende sempre. Una del (mio) gruppo sghignazzava quando il video citava alcune volte tantra, Lingam e Yoni. Ma quel prete projetta quelle robe?
Beh, prima di essere prete è un alpinista, qualcosa di buono ci deve essere.



91 commenti:

  1. è in quella dimensione spirituale dell'esistenza, che ho potuto trovare un senso al dolore che spesso caratterizza la vita...è dura per un essere umano un certo tipo di consapevolezza, ma è l'unico modo per conservare uno stato di amore.

    poi penso in merito alla coppia alle liti alla fine: che bisogna solo capire quanto vale la pena litigare, due persone stanno insieme per evolversi e basta se non è accaduto bisogna cercare oltre, se è invece accaduto bisogna passare al successivo scalino, che a volte puo' essere insieme, in solitario o con altri.
    Crescere Spiritualmente è quello che conta. ogni fine non è un fine è sempre una trasformazione, un nuovo stato. la vita non è involuzione, è progressione dell'essenza fino a miglior dimensione. La consapevolezza è il pane della crescita.
    la gente soffre solo a causa dell'attaccamento che è sopratutto una cosa materiale. Tenersi aperti è l'unica cosa che ci puo' salvare, nella coppia e fuori.
    aperti in senso consapevole intendo

    in questa foto trovo quiete.

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    1. Nel dairio della ex-coppia molte pagine furono dedicate all'eros. Lo zio Osho, geniale, aveva capito che anche l'eros ha una dimensione paradossale e lo espresse con una frase: Con te e senza di te.

      > quanto vale la pena litigare, due persone stanno insieme per evolversi
      Quanto vale?
      Varebbe molto se fosse un sacri-ficio, ovvero se le persone evolvessero. Ma come diceva lo zio sono due bottiglie vuote che stanno insieme cercando di attingere dall'altro.

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    2. nessuno è vuoto. molti semplicemente non sanno cosa hanno nella bottiglia e quindi lo ignorano.
      chi si accorge di cio' che ha e lo sviluppa si evolve chi non se ne accorge si ripete fin quando non fa il passo che gli serve.
      nulla avviene per caso Uomo ..voglio dire l'anima non è stupida la carne lo è, l'anima è spiccatamente intelligente sa dove è diretta ma si porta dietro il peso di un corpo che se non la segue ritarda l'evoluzione per questo a volte si ripetono gli stessi giri.

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  2. Sto pian piano maturando l'idea, supportata dall'esperienza personale e da quello che vedo e leggo in giro, che la cosiddetta "coppia stabile" sia un luogo inospitale...a parte i primi tempi dell'innamoramento..quando tendi a vedere i lati positivi delll'altro e a minimizzare i difetti.
    Meglio restare liberi, e scegliersi di volta in volta. E se va male, ognuno per la sua strada. Senza recriminazioni e strascichi.
    Forse sara' un po' drastico, ma quante rotture di palle in meno.
    Eppure, per la paura di restare soli, o per mille altri motivi piu' o meno validi, si accetta troppo spesso di stare dentro "cose" chiamate cioppia.
    Perché in fondo rassicura, e puoi dire "ho qualcuno" .Ma a quale prezzo?
    L'ho fatto anche io, non lo faro' mai piu'.

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    1. Ma anche no.
      Il fatto che, purtroppo, abbiate avuto fallimenti e delusioni non comporta né implica che il problema sia la coppia in quanto tale.
      Ci sono sovrastrutture, schemi mentali, fantasie, pensieri propri attribuiti all'altro, poca attinenza con la realtà... e tutto questo porta al fallimento.
      Ascoltarsi ed accettarsi esattamente per quello che si è invece porta a coppie stabili in cui a legare non è né noia né paura ma la reciproca volontà e piacere nel restarci.

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    2. Alahambra ha una fede e una forta volontà nella coppia.
      Ella ed io discutemmo a lungo, senza cambiamenti apparenti, su cosa sia o cosa non sia una coppia / duo.

      Per quanto mi riguarda ruppi con A-Woman perché mi ascoltai con e mi accettai per quello che ero e presi atto di differenze usuranti sul piano morale. Ella lo chiamo fallimento, io la chiamo guarigione con liberazione reciproca.
      La stabilità in coppia ha costi e rischi, non è solo benefici.

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    3. Mai detto che non abbia un costo. Ma mi insegni che tutto ne ha e quindi?
      Per altro non ho mai sostenuto che tutti siano fatti per coppia e famiglia. Quello che sostengo è che chi non è fatto per starci non può e non deve sostenere cose insulse tipo "la quotidianità è la tomba dell'amore" o "l'amore finisce sempre" o "tutte le storie sono destinate a chiudersi" perché sono false oltre che delle banali e comode scuse per giustificare il proprio fallimento o la propria voglia di altro.
      E sì ribadisco che se ti impegni per arrivare ad un punto e non ci sei riuscito è un fallimento.

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    4. Certo che è un fallimento! Del resto, se a una certa età mettiamo in fila gli obiettivi perseguiti e quelli effettivamente raggiunti, penso che in molti dovremmo onestamente ammettere che sono stati molto più numerosi i fallimenti rispetto ai successi. Essere mediamente dei falliti è assai normale, anche se nella nostra cultura pare debba rappresentare chissà quale onta.

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    5. Intanto Alahambra tu non puoi giudicare i percorsi altrui perchè ognuno fa il proprio....detto questo sonl lieta oltremodi che tu sia così matura e immagino tu abbia un favoloso compagni o marito o fidanzati con cui hai un rapporto solido e soddisfacente ..però mi chiedo. ..lo fate abbastanza? :) Perchè nei tuoi commenti sei spesso così acida che quasi quasi mi viene il dubbio che ti manchi qualcosa. ..senza offesa eh. ...meglio fallimenti e risalite che minestrine tiepide girateve rigirate :). Ciao

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    6. Aggiungo ancira, mia cara. Se io oggi sono libera e non accoppiata (stavoboer scrivere Accoppata) non mi senti affato una fallita anzi. Dove sta scritto infatti che un uomo o una donna siano da considerarsi riusciti solo se hanno qualcuno....? Idea osoleta, se permetti.
      Ho avuto delle delusioni, qualche dispiacere, ho vissuto, goduto, amati. ..sono stata amata. ..ho amato. ..ho cirnufucato (oioi) e sono stata cornifucata. ..dove sta il fallimento. ..é solo tutta esperienza che fa di me quella che sono. Falliti secondo me sino quelli che giudicano la vitaca altri per non ammettere che la propria in disatro. Spero la tua non lo sia. La mia non lo é affatto. Esco, conosco, faccio pure del gran sesso felice e mi pento solo di di essere stata tanti anni in coppia e pure male. :) Saluti

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    7. Mi scuso per gli errori di battitura! :).

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    8. Non ho mai detto che chi non sta in coppia sia un fallito. Ho detto che fine di un rapporto è un fallimento.
      Questo è esattamente quello che intendo: non si ascolta quello che viene detto ma quello che di vuole sentire nello stesso modo in cui non si legge quello che viene scritto ma quello che si vuole leggere.
      Come dicevo ho un marito perfetto per me, pieno di difetti che conosco e accetto e amo e non ho alcun desiderio né velleità di farlo essere una persona diversa da quella che è. Mi pare che questo sia parecchio raro.
      Trovo anche interessante che dire quello che si pensa invece che metterci cuoricini e fiocchetti sia preso per acidità. Mi spiace, i cuoricini ed i fiocchetti non mi piacciono.

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    9. Oh, per la cronaca. Non parlo del personale degli altti a meno che il personale non sia sventolato ai 4 angoli del mondo. Usarlo e fare illazioni dimostra quanto meno una grossa coda di paglia in fiamme. Se ti è bruciato consiglio caldamente di farti due domande.

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    10. La fine di una storia potrebbe pure essere una liberazione.
      Penso che non sia possibile trarre alcuna conclusione a priori.

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  3. ah ho dimenticato, ciao e buona giornata ^_^

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  4. Un post misantropo UomoCoso.

    La faccenda spirituale della montagna secondo me dipende da due fattori:
    - dimensione delle cose a scala sovra-umana
    - la montagna tende a preservare una natura che altrove non possiamo più vivere

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    1. C'è una dimensione
      o - biochimica
      o - psicologica (cimentarsi su limiti e in situazioni poco usuali)
      o - il contatto archetipico con la Natura
      o - gli stimoli estetici (uditivi, cinestesici, cromatici, olfattivi, tattili)
      o - la presa d'atto con un principio di infinito.

      Misantropo? I primi due punti; il terzo è un'attribuzione di merito per un prete. Mica poco per me, eh!?

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    2. Desiderare l'isolamento non è necessariamente un indice di misantropia...

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    3. La misantropia è una posa. Desiderare l'isolamento è segno di problemi mentali.

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    4. ... ma non è stato un isolamento ...

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    5. Conosci qualcuno (te incluso) che non abbia "problemi mentali"?

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    6. La definizione di problemi mentali ovviamente è di tipo statistico, cioè si fa una media (vedi "normale") e chi si discosta dalla media è ipso facto un anormale. La a-normalità è prevista dalla natura ed è funzionale alla evoluzione. Ma il fatto è che la maggior parte delle devianze è un carattere negativo e per questo di parla di "malattia", cioè una alterazione negativa delle funzioni. Se uno vede come un falco nessuno dice che è malato ma se uno vede come una talpa, è una malattia. Tra il falco e la talpa c'è la "media", cioè la condizione normale.

      In base a questa definizione, io non conosco nessun eremita perché nella maggior parte dei casi sono soggetti al trattamento sanitario obbligatorio. Conosco molti che sono scontenti (me incluso) e questo è perfettamente normale.

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    7. Faccio presente che l'isolamento viene inflitto come punizione e che l'essere umano scontento cerca nella compagnia il conforto, da cui il detto mal comune mezzo gaudio che non significa che godi nel fare stare male gli altri ma che soffrire in compagnia è più sopportabile che soffrire da soli.

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    8. E'buffo perché è uscita 'sta cosa dell'isolamento.
      Io non so a cosa si riferisse Lorenzo. Forse al fatto che per alcuni tratti io sono salito sulle vette da solo (per poi ricongiungermi col resto del gruppo).
      Aggiungo che non è solo l'isolamento la punizione. Quella più diffusa è... la mancanza di isolamento ovvero cacciare alcune persone in una cella angusta.

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    9. No cacciare le persone in una cella angusta non è peggio dell'isolamento. Leggi il romanzo Papillon e poi ne riparliamo.

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    10. Comunque UomoCoso, si tratta solo di una delle tue tante contraddizioni. Vuoi la comitiva ma poi la comitiva non ti aggrada. Vai nel rifugio ma poi gli altri ospiti ti importunano. Funziona solo se sei Briatore.

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    11. Sì, probabilmente tra le due forme punitive, l'isolamento è più penoso della costipazione, una forma più grave di punizione.

      La comitiva non ti aggrada, il rifugio...
      Mah.
      Io non sono per il fare tutto sempre insieme tutti insieme la stessa cosa. Se il sentiero 00 passa sotto la vetta e io desidero farmi la vetta, direi che non c'è alcun problema se parte del gruppo taglia sotto e parte sale in cima. Tanto ci si vede tra mezz'ora, 15' o 20'più avanti. Evitiamo di complicare le cose semplici.

      In rifugio.
      Allora, in rifugio c'è una etichetta ben precisa e nota agli alpinisti. Una di queste regole (non sempre scritte) è che dalle 22 c'è silenzio e la mattina pure.
      Poi se vogliamo dire che tutti possono fare quello che vogliono ovunque e che non va bene osservare che questo non va bene, possiamo pure scriverlo.

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    12. Prendo nota del fatto che siamo tutti diversi riguardo la faccenda della comitiva.

      Invece per il rifugio, semplicemente mi viene da dire che anche a te farebbe bene un po' di naja, per verificare il concetto di "etichetta".

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  5. di base nessuno parte per fallire quando si è coppia, poi però succede. questo è il dato di fatto

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    1. Assolutamente può succedere. Che ineluttabilmente succeda anche no.
      Non è semantica né esercizio di stile credo...

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    2. Il concetto di fallimento presuppone che ci sia una riga che bisogna attraversare per conseguire l'obbiettivo e non fallire. Non credo che sia il caso. Più che fallimento io direi che siccome "tutto scorre", le cose cambiano e le condizioni che erano vere in un dato istante non sono più vere in un istante successivo. Il concetto che la coppia sia manifestazione della volontà divina e quindi fuori dal tempo e dallo spazio, fuori dal fluire dell'universo, è abbastanza paradossale.

      In origine il problema del "fallimento" non si poneva perché la "coppia" non esisteva, esisteva invece una sfera logistica/finanziaria/amministrativa che riguardava il clan familiare, nel quale ognuno aveva un ruolo con diritti e doveri, esisteva una sfera affettiva che era molto più labile di quella precedente e poi esisteva una sfera sessuale che era ancora più labile.

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    3. Il fallimento che intendo io è quello di colui che desidera tenere in piedi una relazione ma non ci riesce. Esiste quindi un obiettivo ed una riga che non si riesce ad attraversare.
      Le relazioni iniziano e finiscono, ma sottolineo quanto sopra perché sembra da più parti passare il concetto che la relazione di coppia è destinata per sua natura a finire. Non è così: finisce perché ci sono due individui che, ciascuno dalla propria parte e per le più diverse motivazioni, non riescono o non vogliono tenerla assieme.

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    4. Eppure a me sembra semplice. La relazione non esiste, esistono le persone di cui la relazione è una delle attività. Siccome le persone cambiano, cambiano anche le relazioni. Prima della introduzione del divorzio, il matrimonio veniva conservato come "status" legale ma questo non implicava che ne fossero conservati tutti gli attributi.

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    5. Uffa Lorenzo hai capito perfettamente quello che sto dicendo che non è quello di cui stai parlando tu.

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    6. No non ho capito. Quando dici "destinata per sua natura a finire" e "ci sono due individui che non riescono a tenerla assieme" dici esattamente la stessa cosa.

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    7. È precisamente il contrario. Non è destinata per sua natura a finire, non è ineluttabile e non è inevitabile. Finisce se non si sa o non la si vuole tenere assieme. Quello che contesto è che in nome del "tutto scorre" si dicano cose come quelle che ho elencato nel commento poco sopra e ci si autogiustifichi con quelle dei propri personali errori nella gestione. Non è così.
      Sopra Uomo diceva che ho fede nella coppia ma è sbagliato. La mia non è fede perché ho prove evidenti e concrete di quel che dico, persone che sento e tocco. Io non ho fede, ho fiducia semmai e ho attorno a me esempi tangibili di quel che dico.

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    8. Qui emerge il conflitto tra personale e statistica.
      Tant'è che si dice che nell'eros non ci sono regole.
      Inoltre, permettimi, Alahambra, visto che non sappiamo nulla della tua vita, possiamo leggere le tue parole senza alcun riscontro.
      Come uno che arriva qui e dice "certo, mio zio Toni si è fatto una doccia gelata tutti i giorni, anche quando raffreddato e con la bronchite ed è sano come un pesce."
      Boh, può essere.

      La relazione è storicamente difficile e complessa e le cose difficili, complesse, oggettivamente sono fragili e instabili.
      Mi ricorda la teoria dei giochi: nella coppia non sai mai quanto investire e se questo è fruttifero o se è un dissipare, uno sprecare.
      Osservo che nella società liquida si sono liquefatte anche le relazioni e quindi le coppie.
      Bene? male?
      Non so, per il momento mi limito ad osservarlo.

      Lorenzo, le relazioni esisttono al punto tale che esistono pure in matematica e in algebra, a seconda delle proprietà e delle relazioni e degli elementi che ne godono, costituiscono gruppi, aneli, campi, etc. .

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    9. Non capisco.

      Da quello che scrivi tu sembri ritenere che la "relazione" sia un oggetto fisico invece che un concetto astratto. Ma anche se cosi fosse, tutte le cose in natura cambiano continuamente da uno stato ad un altro stato, se dovessi fare un esempio a mia nipote userei il "ciclo dell'acqua".

      Quindi, facciamo un esempio, la relazione tra due amici. Da ragazzi si fanno le stesse cose, si spendono le giornate negli stessi posti, si vive assieme e l'amicizia è quasi una simbiosi. Mano a mano che si invecchia intervengono i cambiamenti, ci si fa la ragazza e questa non vuole che esci con gli amici, iniziano gli impegni di studio o di lavoro che lasciano poco tempo, poi la famiglia, i figli, eccetera. Piano piano ci si allontana dagli amici, come conseguenza meccanica del fatto che si spende meno tempo assieme e che si hanno sempre meno cose in comune.

      La faccenda degli "errori". Questo concetto presuppone che si pianifichi una linea d'azione che preservi la "relazione" NONOSTANTE i cambiamenti intervenuti nel frattempo. E' una cosa abbastanza velleitaria, io non posso più fare le cose che facevo a vent'anni. Quindi, facciamo un altro esempio, se volessi giocare a calcetto come Francesco, non lo potrei fare con dei ventenni, potrei farlo solo con altri della mia età. Da cui non vedo nessun errore quando le strade si separano tra due persone, vedo casomai il fatto che, a fronte dei cambiamenti, si riesce a conviverci oppure no.

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    10. Prego soppesare l'idea della necessità di convivere coi cambiamenti, propri, altrui e delle condizioni al contorno.

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    11. Relazione è un concetto astratto che prevede degli individui molto concreti che la compongono. Il che è esattamente il punto: non si può dire che "la relazione" non funziona. Si può dire che le persone che ne fanno parte non la fanno funzionare. I motivi per cui accade sono millemila e non sto parlando di quelli.
      Parlo del prendersi le proprie responsabilità senza attribuirle ad una astrazione.
      Chiaro che una delle grandissime difficoltà è quella di recepire i cambiamenti dell'altro e dei propri ed altrettanto chiaro che non necessariamente questi cambiamenti sono accettati/tollerati. Ma ancora se questo accade non dipende dalla "relazione" in quanto tale ma dagli individui.
      Quindi, se una coppia si separa, la causa non è esterna ai due ma interna, poiché sono gli individui i soggetti attivi che fanno scelte.
      Nel tuo esempio il ragazzo che non voleva uscisse con gli amici è volato a tempo zero. Io e lui soggetti attivi di una coppia che non si è mai formata. Mio marito ed io conviviali da 16 anni e anche in questo caso siamo soggetti attivi di una relazione che vogliamo far proseguire. Non è "il caso" o "il destino" che agisce: sono le persone che so comportano in un modo o nell'altro.
      Spero di essere stata più chiara.

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    12. Veramente no.

      Io vedo due opzioni:
      a. i cambiamenti intervenuti per te, tuo marito e il contorno sono tali per cui tu e tuo marito avete modificato parallelamente la vostra relazione in maniera più o meno intenzionale, più o meno consapevole, in modo che questa si è mantenuta più o meno dentro i limiti della sostenibilità.
      b. i cambiamenti intervenuti - bla bla bla - la relazione si è modificata uscendo dai limiti della sostenibilità per uno dei due o entrambi.

      Nel caso a il problema non si pone. Nel caso b l'unica scelta che è effettivamente possibile è quella di continuare a vivere dentro una situazione insostenibile.

      Non vorrei fare degli esempi, sono sicuro che con un minimo di sforzo chiunque qui ci arriva da solo.

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    13. Il concetto del "dipende dagli individui" e del "successo/fallimento" sono estremamente ambigui. Sono ambigui perché implicano il concetto della COLPA.

      Non solo se andiamo a discutere il concetto della colpa si apre il Vaso di Pandora ma bisogna anche tenere presente che gli individui sono due e che ogni azione di uno genera un feedback nell'altro, senza contare l'asimmetria dei cambiamenti al contesto che non dipendono da "scelte" ma possono essere del tutto accidentali o una combinazione delle due cose.

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    14. No Lorenzo implica il concetto di responsabilità e quello di conseguenza.
      Il caso a è intenzionale questo ti sto dicendo. Non dipende da un qualche Deus ex Machina, si fa perché si vuole fare o non fare.

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    15. > non si può dire che "la relazione" non funziona.
      > Si può dire che le persone che ne fanno parte non la fanno funzionare

      E' una tecnica retorica molto comune.
      Si estrae la colpa /le cause / lre ragioni e le si delocalizza in modo da smontare le osservazioni.

      Il traffico non è un problema, sono i cattivi automobilisti.
      I furbofono / la tecnologia non sono un problema, sono le persone che non la sanno usare.
      Le migrazioni di massa non sono un problema, è una responsabilità di alcuni individui che delinquono.
      etc.


      Insomma la difficoltà non è nella relazione ma nelle persone.
      A parte che è falso.
      Ma anche operativamente non capisco cosa cambi.

      Guardi, su quella Cinquecento non può caricare 6t di ...
      Ah no, mica è un problema della Cinquecento, è un problema delle 6t.
      Cosa cambia? Ce le metti o no su quella Ciccent quel carico?

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    16. Ah sì giusto. Chiaro che l'immondizia che raccogli in montagna germina da sola da terra. Come ho fatto a non pensarci prima!

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    17. io comunque vedrei bene Alahambra e Lorenzo sposi

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    18. Sai che pure io Francesco? o.o
      Posto sempre il marito che ho non fosse quello perfetto per me *_*

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    19. x Alahambra:
      Quale sarebbe la relazione tra rifiuti e ambiente che li riceve?
      Non è una relazione.
      Tra un uomo ed una donna ci possono essere molti tipi di relazione, alcune delle quali estremamente diverse.

      x Francesco:
      :)

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    20. AlaCosa, dai, facciamo finta di non sapere tutto quello che c'è prima di questo discorso.

      Io sto mettendo in discussione gli ultimi mille anni di letteratura e dottrina ecclesiastica sul "rapporto di coppia".

      Nella letteratura c'è il farlocchissimo "amor cortese" e nella dottrina ecclesiastica c'è il matrimonio come sacramento, cioè un elemento intangibile del "disegno divino".

      L'amor cortese in origine serviva alla educazione delle genti germaniche che avevano la tendenza all'ammazzamento e allo stupro. Come corollario, permetteva anche di rimettere le donne in una posizione subordinata e circoscritta alle mura domestiche che per i "barbari" non avevano.

      Il sacramento del matrimonio è una delle infinite trappole basate sul meccanismo della colpa che costituiscono gli ingranaggi del cristianesimo e segnatamente del cattolicesimo. Come dicevo sopra se tua moglie diventa una culona inchiavabile (cit) e tu vai con la segretaria di vent'anni, lo puoi fare solo se poi il senso di colpa ti mantiene nei binari del "matrimonio di facciata". Se invece pianti la moglie allora si scatena il Diluvio perché sei un peccatore IMPENITENTE.

      Tradotto nel tuo linguaggio, il marito che pianta la moglie per la segretaria ventenne non si è impegnato abbastanza per fare funzionare la relazione.

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    21. Inutile dire che in epoche più pragmatiche, oltre la letteratura e la dottrina ecclesiastica c'era la prassi. Secondo la prassi esistevano i figli legittimi e i figli illegittimi e tutto un sistema di leggi e consuetudini che avevano lo scopo di gestire la evidenza dei fatti a dispetto della metafisica.

      Per esempio, pochi fanno mente locale al fatto che i preti fanno voto di castità, quindi non c'è bisogno di vietare il matrimonio da un punto di vista dottrinale. Esiste invece il "diritto ecclesiastico" che, siccome i preti gestiscono le proprietà personali e quelle della Chiesa, vuole evitare che i figli dei preti possano ereditare. Per cui lo scopo del divieto di matrimonio non è evitare che i preti vadano con le donne, è evitare che i loro figli abbiano i diritti legali dei figli legittimi.

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    22. Comunque tieniti il marito, io sono un pessimo affare, da ogni punto di vista. Tanto che ormai penso di tirare giù la serranda e mettere fuori il cartello "cessata attività".

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    23. >Tradotto nel tuo linguaggio, il marito che pianta la moglie per la segretaria ventenne
      > non si è impegnato abbastanza per fare funzionare la relazione.

      Sto miorendo!
      Ho le lacrime.
      :)
      (:
      +:)
      (:=

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    24. Tradotto nel mio linguaggi tutti e due non si sono impegnati abbastanza, non si sono parlati, non si sono ascoltati e non si sono capiti.
      Sul resto ti do ragione alla grande ma stiamo parlando di due cose differenti.
      E vai sereno che non ho intenzione di assediarti xd

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    25. "tutti e due non si sono impegnati abbastanza, non si sono parlati, non si sono ascoltati e non si sono capiti"
      Mi piace tantissimo questa sintesi ultima Alahambra...

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    26. Grazie Gioia. Grazie davvero.

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    27. AlaCosa scusa ma come rimedi PARLANDO al fatto che tua moglie è invecchiata e la ventenne è molto ma molto più attraente?
      Puoi solo fare come me, tirare giù la serranda e mettere fuori il cartello "cessata attività". A quel punto tua moglie diventa il tuo migliore amico e la "relazione" diventa un'altra cosa.
      Oppure la moglie, come facevano ai tempi di mio nonno, ti tira i piatti in testa quando torni ma tutto sommato accetta che tu vada con la ventenne (vedi "scappatella") purché rientri sempre a casa. C'erano anche mogli che accettavano la seconda famiglia "illegittima" pur di mantenere il menage di quella "legittima".

      I casi della vita che ti mettono davanti a cambiamenti che non puoi aggirare sono plurimi.

      Poi certo, esiste anche il caso opposto e cioè che la gente non prenda la relazione sul serio e che si incontri e si lasci come se niente fosse, vedi alla voce "trombamico". Non vale per le relazioni matrimoniali o "di coppia", vale per le relazioni qualsiasi. Cosi come si dice "l'amico si vede nel bisogno" allo stesso modo difficile pensare che uno a cui fai un servizietto nel cesso della discoteca sia un "fidanzato".

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    28. Dove le vedete tutte queste ventenni gioiosamente disposte a condividere momenti di intimità con maschietti di mezza età e oltre? Cioè, intendo escludendo le mire apertamente e/o occultamente mercenarie... (ho conosciuto personalmente diverse mogli sposate con intenti assai più mercenari di quelli d'una qualsiasi prostituta di strada -- personaggi che te li raccomando davvero, oh sì).

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    29. Dove le vediamo chi?
      Al tempo dei nonni i benestanti avevano sia le "servette" che le "mantenute", per non parlare delle già citate famiglie illegittime.
      Oggi al posto delle "servette" ci sono le stagiste e al posto delle "mantenute" ci sono vari tipi di clientelismo, a seconda del caso.
      E' venuta meno la faccenda della "famiglia illegittima" nel momento in cui si è creato il concetto della "famiglia allargata".

      Ai tempi dei nonni i poveri si dovevano accontentare del bordello quando si poteva oppure dell'incontro clandestino con le mogli degli altri nel fienile. Oggi si devono accontentare del "citofonare Vanessa" oppure dell'incontro clandestino in un motel con le mogli degli altri.

      Riguardo il concetto di "prostituzione", a parte il mestiere più vecchio del mondo, un mio conoscente dice non a torto che si paga in ogni caso.

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    30. Appunto, Lorenzo, hai descritto alcune delle numerose facce della prostituzione "occulta". A mio avviso il riferimento ai puttanieri storici o a quelli moderni, nelle loro variegate incarnazioni, è solo parzialmente pertinente con un discorso che riguarda le coppie nel senso "nobile" del termine (nota le virgolette).

      Mi permetto anche di aggiungere che per una persona equilibrata la questione della decadenza dell'aspetto è solo un particolare marginale della sessualità. Ritengo ben più grave la perdita della piacevolezza, che può avere una quantità di cause che esulano dalla fisicità -- per quanto mi riguarda, poche cose sono più antierotiche della scontrosità, dell'acidità, dell'aggressività, della micragnosità, del generico "pesantore"... tanto da parte femminile quanto da parte maschile. In secondo luogo, ma non meno importante, c'è probabilmente il fattore noia/usura, ma è un altro capitolo ancora.

      Ferma restando la mia assoluta "fedeltà", ammetto che m'è capitato di fantasticare non solo su qualche bella ragazzetta (con fantasie d'un certo tipo), bensì anche su qualche attempata signora dai modi accattivanti (con fantasie d'altro tipo). "Fantasie", e nulla più. La realtà ha un altro spessore, e non vale la pena tassarla per correre dietro a qualche sogno assai probabilmente privo di consistenza.

      Poi, come è giusto, ognuno fa quel che preferisce e non spetta agli metterci becco.

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    31. Interessante questo scambio.
      Chi ha letto quell'interessante libretto "Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere" sa che per le donne paralre dei problemi è (forse) un po' risolverli. Per i marziani, invece, parlare dei problemi è un distrarsi dal risolverli.
      Aggiungo che, come ha sottolineato Lorenzo, ci sono realtà/problemi che non si possono risolvere, neppure parlando. Ad esempio l'imprinting biologico per cui siamo attratti da partner del sesso opposto più giovani. Questo è istintivo, non culturale e quindi non può essere "risolto" culturamente, ovvero parlandone.

      Il rapporto tra una femmina e un maschio è notoriamente complicato: lo si affronta per un dare avere anche se questo viene negato dalla visione romantica. Ma la visione romantica non nega affatto un Do ut des solamente lo riformula su un piano sentimentale (secono chakra) magari negando il primo (istinto), il terzo (potere), con qualche accenno al cuore (ma i tantrici dicono che i romantici confondono il piccolo cuore - i sentimenti - con il Cuore - il non colpito) enfasi sulla comunicazione, e sull'intesa.

      Messer PigiaTasti è molto pacato e razionale anche in termini di sesso, direi. :)

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    32. Boh, secondo me le coppie scoppiano per due ragioni. Perché si incontra un altra/o che ci pare più interessante del compagno (nel caso degli uomini secondo me per la maggior parte "interessante" significa più giovane e fisicamente attraente) oppure perché per varie ragioni la vicinanza del compagno è diventato un peso, un fastidio, un po' come capita quando fai indigestione di bomboloni e poi non ne sopporti l'odore. Aggiungo che nella vita ho conosciuto pochissime persone che hanno deviato dal proprio percorso perché io gli ho fatto presente un problema. Questo significa che anche parlando continuamente l'indigestione di bomboloni arriva comunque, magari arriva prima.

      UomoCoso, per me parlare di un problema significa metterlo sul tappeto, rendere le cose manifeste. Non significa affatto risolvere il problema. Esempio, io preferisco che la mia (eventuale, ormai ho chiuso bottega) compagna mi dica "ho conosciuto un altro e preferisco stare con lui" e che me lo dica immediatamente. Questo non risolve il problema, evita piuttosto che se ne crei una cascata di altri se non me lo dice e lo fa comunque.
      Si potrebbe continuare all'infinito.

      MrCoso, scusa ma...

      "per una persona equilibrata la questione della decadenza dell'aspetto è solo un particolare marginale della sessualità."

      è una cosa che suona bene ma purtroppo è una balla colossale, tu lo sai, io lo so, lo sappiamo tutti. Stasera sono andato a mangiare una pizza a Monza, c'erano in giro delle ragazzine che potrebbero essere le figlie di mia figlia eppure appena entrano nel raggio (molto limitato purtroppo) dei sensori, suonano automaticamente tutti gli allarmi di prossimità e il sistema di inseguimento. Ora io sono "civilizzato", oltremodo inibito da mille regole e remore ma dentro di me ci sono tutti gli antenati dal primo ominide fino ad Agamennone.

      CI vogliamo raccontare la favola che una ragazzina antipatica sia repellente e che sia meglio una "donna matura" con cui abbiamo affinità elettive? Va bene, come vuoi e gli unicorni alati.

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    33. Non tutti cerchiamo le stesse cose, Lorenzo. Se rileggi non ho scritto che le ragazzette avvenenti mi fanno schifo, anzi... Ho scritto che, al di là delle fantasie, oggi come oggi ritengo che l'attrazione comprenda altri fattori, e che quei fattori possono essere più importanti dell'attrazione fisica in sè. Conosco ragazzette molto avvenenti che più che altro mi fan venire voglia di prenderle a calci, altro che averci a che fare nell'intimità! Poi, certo, se ci si limita a considerare quel che percepiscono i sensi (tutti i sensi) mi è impossibile darti torto. L'età e l'esperienza mi han portato a capire che la sensualità, nonostante l'apparenza del momento, troppe volte è foriera più di malessere che di benessere. Piuttosto che farmi prendere da certi "turbinii" preferisco di gran lunga la nota morale de "la volpe e l'uva", che mi offre più garanzie di stabilità. Non credo di dovermene vantare, ma neppure di dovermene vergognare. E' semplicemente uno stato di cose.

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    34. Piuttosto che farmi prendere da certi "turbinii" preferisco di gran lunga la nota morale de "la volpe e l'uva", che mi offre più garanzie di stabilità. Non credo di dovermene vantare, ma neppure di dovermene vergognare. E' semplicemente uno stato di cose.

      Mi ritrovo moltissimo in queste parole.

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    35. MrCoso, te lo dico in amicizia, menti a te stesso. Oppure, si apre l'ennesimo Vaso di Pandora riguardo la differenza tra sessualità ed erotismo.

      Noi siamo programmati per certi comportamenti automatici e questa programmazione si è evoluta come risposta adattativa alla pressione ambientale. La ragione per cui i ragazzi cercano le donne adulte e gli adulti cercano le ragazze è che l'uomo è programmato per cercare le femmine più fertili e in salute. A volte si dice che nella antichità c'erano canoni estetici diversi dal modello "giovanile - atletico" corrente ma chi lo dice non considera che se le giovinette a quei tempi erano culone, come dovevano essere una volta invecchiate.

      Detto questo, la mente fa giochi strani per cui considerato un campione di X individui ci sarà sempre una certa percentuale che "devia" dalla "norma", tanto minore la percentuale, tanto maggiore la devianza. A tutti noi piace aggiungere qualche dettaglio coreografico alla semplice copula, poi il gioco può essere più o meno stravagante, fino ad arrivare all'eccesso. L'eccesso confina con la "malattia" per quanto detto in precedenza riguardo la devianza che implica un comportamento non-funzionale, controproducente. Per esempio, un conto è fare vestire la compagna da scolaretta, un altro è farsi piantare dei ganci nella carne e farsi appendere al soffitto.

      Riguardo la faccenda dello scegliere la "tranquillità". E' una cosa altrettanto normale, lo dicevo per me stesso per primo, sono il campione dei paguri. Essenzialmente però mi rendo conto che il mio essere paguro dipende essenzialmente dai freni inibitori che mi bloccano nel mio moto rettilineo uniforme. Freni che sono in parte una questione di personalità e in parte indotti dal contesto in cui uno vive, diciamo "culturali". Il detto "in vino veritas" sta a significare che quando porti una persona molto lontano dal suo contesto puoi assistere a dei cambiamenti drastici del modo di essere, perché appunto vengono meno alcuni o tutti i freni inibitori.

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    36. Che poi se ci pensi è la ragione per cui ogni considerazione vale fino a prova contraria. Quanti vecchietti che pontificano se si trovassero ricchi sfondati e potenti sarebbero dispostissimi a partecipare alle "cene eleganti" con wannabe veline? Quanti integerrimi lavoratori se si trovassero in posizioni di responsabilità respingerebbero valigette piene di contante? Quanti, trovandosi su una nave che affonda, farebbero posto a donne e bambini? Si va avanti all'infinito.

      Comunque, riassumendo:
      Il mio punto di vista sull'argomento della "coppia" è che:
      1. non può esistere un "progetto" perché i cambiamenti che intervengono non sono ne anticipabili ne controllabili.
      2. i cambiamenti possono essere tollerabili con uno sforzo più o meno considerevole di adattamento oppure no.
      3. non essendo credente non penso che sia Dio ad accoppiare le persone due a due come gli animali sull'Arca, quindi disaccoppiare la coppia non costituisce una bestemmia.
      4. il disaccoppiamento della coppia non è un fallimento più di quanto lo sia rompersi i legamenti giocando a calcetto. Sono cose che capitano per il semplice fatto di vivere, la vita ti impone un attrito che mano a mano ti stacca dei pezzi.

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    37. Io penso che se fossi pieno di soldi, col potere, sarei esattamente come questo ciarpame ingombrante. E' nell'ordine delle cose.
      Per questo usai la metafora del caseificio: se devi cambiare e produrre cioccolatini NON puoi limitarti a cambiare le persone nel caseificio, devi cambiare la struttura, il sistema.

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    38. Io non penso che sarei diverso anche coi soldi. Il potere non ce l'avrei comunque perché non sono disposto a pagare il prezzo. Mi concederei forse qualche sfizio ma ormai sono troppo vecchio per cambiare completamente. Certi talenti ce li devi avere in partenza anche se inespressi.

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  6. Wow, quanti spunti generatisi da un solo post!

    Mi limito a commentare il post: una volta mi capito' di andare in Svizzera (in Engadina) e ci portarono a fare una escursione per boschi. Ero l'unica italiana del gruppo. La guida, uno svizzero tedesco, si lamentava degli Italiani che sono soliti andare in giro incuranti e chiassosi in qualsiasi frangente, e, nei giri in cui si potevano vedere animali, quelli inesorabilmente scappavano.

    In effetti il fare chiasso e l'urlare senza essere arrabbiati e' proprio tipico degli italiani, se uno vive all'estero per un po' ci fa caso. In tutto il centro, nord ed est Europa di sicuro e' così.

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    1. Da quando giro con grupp(ett)i di fatto non vedo piu' fauna selvatica.
      Vero.

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    2. Anch'io, lo confesso, a volte sono un po' italiana nel senso di chiassosa per nulla. Mi succede quando sono in compagnia di altri italiani chiassosi e ciarlieri, o quando sono contenta di essere tornata con i miei famigliari italiani. Da qui mio fratello che mi redarguisce riguardo al mio volume (e pensare che un tempo ero io che lo redarguivo!).

      Comunque, il silenzio quando si va per sentieri e' qualcosa di unico e bellissimo. Perché il "silenzio" permette di osservare e ascoltare la natura com'e' di per se', diciamo... mi viene l'esempio dell'osservatore di un processo fisico, che cerca di interagire il meno possibile.

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    3. C'è lo stesso problema anche in altri contesti.
      Concerti, riunioni, etc. .
      I presenti possono essere vivaci e allegri e via via più fino ad eccedere (in intensità e/o tempo).

      Il silenzio apre le porte sull'introspezione. A volte ho l'impresisone che per molte persone sia l'incubo peggiore da cui scappare con ogni mezzo, perfino acustico.

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    4. Mi sono tornati alla mente i ragazzini Sfizzeri che venivano a sciare da noi quando ero pischello. Quando alla sera salivano sugli autobus per tornare a casa, sembravano le persone piu' tristi del mondo.

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    5. Se fossero stati ragazzini napoletani ti sarebbero sembrati molto più allegri ma tornato a casa avresti scoperto che ti mancava metà della roba.

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    6. In tutto il centro, nord ed est Europa di sicuro e' così.

      Beh ...
      centro e nord ok ... però gli slavi ci assomigliano, e parecchio.

      ===

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    7. Non c'è bisogno di scendere così tanto di latitudine per incontrare persone che hanno piu' vitalita' di un'ameba

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    8. Mark, il punto è che per ogni cosa c'è un prezzo da pagare. Se vuoi la "gioia di vivere" puoi partecipare alla "fiesta" messicana con gli "amigos" che sparacchiano per aria con le pistole. Poi però se ti devi operare al menisco non vai all'ospedale messicano e preferisci l'ospedale di Dussendorf dove sono tutti tristissimi.

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    9. Mi par di capire che una certa esuberanza culturale si paga con pressapochismo e cose fatte cosi', un po' alla carlona.
      In effetti dagli Sfizzeri prendi la tecnologia, dagli Yoruba la danza.

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    10. Preferirei l'ospedale di Wolfsburg, a due passi dalla Volkswagen.
      Gente seria.

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    11. Ah Mark ingenuotto.
      Quello che tu sai è che Volkswagen ha installato nelle centraline elettroniche un software che regola il funzionamento del motore per superare le prove su banco mentre in condizioni su strada i valori sono notevolmente diversi.

      Quello che non sai è cosa fanno le altre aziende automobilistiche con il software delle loro centraline. Ti risulta per caso che qualcuno abbia detto "abbiamo testato su strada le auto di queste marche: A, B. C. D, E, F e Volkswagen e solo queste ultime sono tarocche"??

      Diciamo allora che tu potendo scegliere su che aereo volare, invece di Lufthansa dove sono tutti tristi preferisci Air Guatemala perché fa più allegria. Io ci credo, come no...

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    12. Quello che so è che i tedeschi fanno tanto i paladini della morale europeista ma poi combinano le truffe come i napoletani che vendono motori usati su ebay. Non che la cosa mi abbia sorpreso piu' di tanto, che i crucchi sono sempre stati bravissimi a nascondere la merda sotto il tappeto.

      Dopo il caso Lubitz, prima di salire su un volo Lufthansa una toccatina alle palle me la darei senz'altro...

      Ma tornando al discorso "gioia di vivere", credo che si possa essere delle persone allegre e solari come anche degli ottimi professionisti che svolgono diligentemente il proprio lavoro, è questione di carattere.

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    13. Guarda, una volta, tanto tempo fa in una galassia lontana lontana....

      Feci un lavoro per una società tedesca, GRATIS. Questi mi mandarono due o tre PC portatili da usare nel corso di un evento che si teneva a Roma (io vivo nei pressi di Milano). Non solo i crucchi misero una signorina a controllare ogni giorno quello che facevo e questa poi mi mandava dei fax chilometrici con tutte le correzioni, una volta finito l'evento il rappresentante di questa società mi chiese indietro i PC (io mi aspettavo che me li lasciassero come regalo) e non contento mi fece anche una partaccia perché avevo lasciato gli imballaggi a Milano quindi pretendeva che mi riportassi i PC a casa, li re-imballassi come erano arrivati e glieli spedissi a spese mie.

      Abbiamo rischiato il casus belli, te lo dico.

      Sono stato anche a Berlino ad una fiera tipo SMAU. Il concetto tedesco di "allegro e solare" consiste in uno stand con fuori delle tipe vestite da poliziotta porcella che quando passi ti ammanettano e ti portano dentro, oppure vestite da infermiera maiala che ti osculta con lo stetoscopio di plastica, eccetera.

      Poi "solare", Berlino è praticamente sul Mare del Nord, non è un brutto posto ma di certo non ispira allegria.

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    14. Ma ...
      sei stato all'IFA o al Venus ??

      :D

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    15. > i tedeschi fanno tanto i paladini della morale europeista ma poi combinano le truffe come i napoletani che vendono motori usati su ebay

      La cosa è ovviamente iperbolica e quindi falsa.
      Sarebbe sufficiente contare il numero di assassini per milla abitanti a Napoli e paragonarlo con quello di Dresda o Amburgo.

      Direi che i tedeschi sanno che gli homo tendono a fottere gli homo e quindi hanno sviluppato un'etica difensiva.
      C'e' da dire che la Germania e' stata massacrata da decenni di immigrazione spaventosa e l'etica tedesca, certamente nelle grandi citta', e' stata diluita oltre ogni ragionevole limite.

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    16. Direi che i tedeschi sanno che gli homo tendono a fottere gli homo e quindi hanno sviluppato un'etica difensiva.

      Questo è un nodo importante.
      La costruzione di un'etica difensiva individuale e collettiva è un'azione faticosa e che necessita parecchio tempo.
      Ma fa crescere individuo e collettività.
      Gli italici sono invece ancóra allo stadio puerile : quello in cui si crede ai santi e ai miracoli ... che esista il buono-buono che ti serve tutto in tavola, magari con le posate d'argento.

      C'e' da dire che la Germania e' stata massacrata da decenni di immigrazione spaventosa [ ... ].

      Eh.
      Leit motiv.

      ===

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    17. Uomo, gli assassini e le truffe non sono due eventi strettamente correlati. Lo scandalo Volkswagen è stato architettato da degli inamidati seduti in una sala conferenze, non dal teppistello che ti punta il coltello tra le scapole per scipparti. Sono due scenari un po' diversi ma in tutti e due i casi si configura un reato.
      Non v'è dubbio che il livello di illegalità in Italia sia piu' alto che in certi paesi nord europei, ma affermare che in questi ultimi sia come vivere nelle favole vuol dire far passare un messaggio sbagliato. Poi vediamo gente che va in Svizzera pensando di trovare il mondo di Heidi e invece scopre che in certi quartieri di Zurigo o Lugano le sparatorie e i regolamenti di conti tra stranieri sono piu' frequenti di quello che si potrebbe immaginare. Anche loro hanno il problema delle frontiere colabrodo. E anche la corruzione già a partire dagli strati piu' bassi della "torta" ( a livello di amministrazioni comunali, per esempio) non è poi così insolita.

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    18. Non penso che esistano molte città al mondo che possano competere con frodi e truffe dell'area campana.

      > in questi ultimi sia come vivere nelle favole
      Chi ha scritto questo?

      Ho osservato con i miei occhi il veloce degrado etico e civico delle città tedesche dovute all'immigrazione di massa.

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    19. Mark mi fa ridere il concetto di "scandalo Volkswagen" se non fosse che è uguale allo "scandalo OMS carne rossa" e uguale a tante altre puttanate che ci vengono servite nella mangiatoia dalla propaganda.

      Ripeto, vorrei tanto sapere che software c'è nelle centraline elettroniche degli altri venditori di autoveicoli. Ma non lo posso sapere perché nessuno me lo dice. Nessuno lo domanda a quanto pare, oltre me.

      Riguardo il concetto de "tutto il mondo è paese" e il concetto de "conciliare efficienza e gioia di vivere", esiste una ovvia considerazione: la efficienza dipende da leggi draconiane, cioè chi sbaglia, chi esce dalle righe, viene mazzolato. La "gioia di vivere" dipende dal principio contrario e cioè che non ci sono regole. Il problema di farsi ricoverare al Cardarelli di Napoli non è strettamente sanitario, è che la gente a Napoli va in giro senza assicurazione, col bollo fotocopiato, eccetera. Leggevo tempo fa che la maggior parte degli euro falsi circolanti in Europa sono prodotti a Napoli. E la contraddizione è palese quando tutti conoscono il fenomeno della transumanza dei malati dal Sud al Nord. Lo stesso meccanismo vale per l'Italia e la Germania. Facevi l'esempio di quel pazzo che ha fatto schiantare l'aereo che pilotava, per contro io mi ricordo anni fa quando dall'ufficio ho visto il fumo dell'incidente di Linate dove un aereo di linea ha incontrato un velivolo privato sulla pista. La prima tragedia è dipesa dal fatto che i controlli non hanno scoperto la malattia mentale del pilota, la seconda tragedia è dipesa dal fatto che a Linate non c'era un radar di terra in funzione, la torre di controllo è stata un po' approssimativa e gli aerei giravano per le piste senza sapere bene dove andare.

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  7. Solo questo, Osho permettendo...Quando le cose funzionano, che bisogno c di litigare o discutere sino a tirarlo a sangue ? Ecco allora una definizione ( a mio modo di vedere ) che si dovrà dare dell' EROS: Nè dio, nè demone, nè umano.

    A te la scelta UUIC, e buona giornata

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    1. Diciamo allora che le cose funzionano molto bene per il periodo dell'innamoramento, poi via via meno.

      Buongiorno Daoist.

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  8. Mica era un branco di carrarini?

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    1. Ahaha
      Devono essere un po' birboni i carrarini, direi. :)
      No, erano romagnoli.

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