lunedì 18 aprile 2016

Via migliore?

Il mio bipede è stato a casa ammalato la settimana scorsa: tonsillite. Era tutta la settimana che mi diceva che sabato ci sarebbe stata una "festa" (ovvero un evento danzante in città al quale mi aveva anticipato avrebbe voluto partecipare fino oltre le due). Io gli avevo anticipato che  ero contrario. Poi sabato mi ha messo giù un muso lungo così e io mi sono cakomollizzato. Zio canchero, ci vediamo così poco e così le poche ore che abbiamo insieme vanno alla malora. Ho riflettuto un po'. Era venuto da me in treno + piedi, poi aveva fatto un po' di lavoretti. Insomma, mi stava dicendo: papà, vedi che sto bene e che mi do da fare!?
Poi mi ha detto che ha preso dei buoni voti (ad esempio in matematica un otto meno), il bipede si è dato da fare su alcune lacune.
Io ho osservato tutto attentamente e riflettuto un po'. Poi ho pensato che... si sarebbe potuto divenire ad un accordo: visto che ci tieni tanto, facciamo così: tu vai senza sciamannarti che non è certo il caso, ancora sotto antibiotici e io max ore zero trenta ti vengo a prendere. Quando gli ho detto la cosa il viso si è rasserenato, ho percepito la sua felicità. In effetti è uscito puntualissimo, niente sudore, calmo. Io ho gioito molto per il fatto che UnBipedinone abbia rispettato i patti al millimetro. Anche ieri si è dato da fare.

A cena, ieri sera, prima che lo riportassi da sua madre mi ha chiesto: papà, sabato prossimo!?!?
Sa che ho in programma un gruppo per un trekking mare e monti, in Toscana per quattro giorni.
Gli ho risposto :- Va bene!
Le condizioni sono che tu tenga tutto in ordine, questo, quello, codesto e quell'altro.
Ho percepito ancora una volta la sua felicità. Vuole invitare la sua fidanzatina, cucinare per lei, portarla in alcuni posti incantevoli, radure ai margini del bosco, più in alto  sulla collina.
Mi ha parlato anche del menù, di cosa vuole cucinarle, esprimendo qualche preoccupazione per i niet che arriveranno da mamma.
Io osservavo i muri categorici, inespugnabili che esistevano dai miei (quelli per i quali me ne sono andato a metà università mantenendomi studi e vita con un lavoro a tempo parziale), muri che sono ancora altrettanto granitici su alcune cose (ad esempio il divieto de-facto di usare la casa nel remoto paesello in Trentino che rimane vuota quarantanove settimane all'anno).
Io li trovai e li trovo così assurdi eppure, se io sono come sono, lo devo anche a quei "no comunque e a prescindere". Sarà giusta migliore la mia via, responsabilizzatrice, invece di quella assolutista?

17 commenti:

  1. Nemmeno io so qual e' la via migliore.
    Pero', in effetti, ragionare e spiegare e richiedere di mantenere gli impegni presi e' una cosa auspicabile.
    Pero', fammi capire la seconda parte: tu presteresti la casa a tuo figlio per stare solo con la sua fidanzatina? Ho capito bene?
    Lo sai vero cosa succederà, no?
    E i genitori della fidanzatina lo sanno?

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    1. Non so cosa succederà. A quale punto di intimità e sesso arriveranno. Per il momento sono a poco più che baci, ad un accenno di petting (come si dice in italiano? preliminari? linguaggio dell'eros povero...).
      Non so quanto e come siano informati i genitori della ragazza. In genere dalla città la vengono a prendere in valle perché da una certa ora della tarda sera non ci sono più mezzi pubblici.
      Domani lo chiederò al mio bipede.

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    2. A me imbarazza tutto ciò.

      L'altra sera alle 22 mi chiama mia madre e io non avevo ancora cenato. Come mai così tardi?
      Appena rientrati da lavoro io e fidanzato ci siamo sbranati, avevamo voglia sfrenata di sesso.

      A mia madre ho detto che ho fatto tardi a lavoro...

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    3. Se ti imbarazza, fai bene ad evitare di parlarne.
      Del resto devi anche sapere che figli e genitori capiscono molte cose, anche quando le parole ne indicano altre.

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  2. In teoria il "divieto" è la conclusione di un ragionamento logico. Quindi ci sono delle premesse, uno svolgimento e una conclusione.

    Ci sono due modi per superare il divieto, non accettare le premesse come ne "il mondo dei matusa vs i giovani", oppure postulare un "salto" illogico, come in "fantasia al potere".

    Non vedo differenza tra "divieto categorico" e "responsabilizzazione", la seconda cosa esiste se la prima è stata metabolizzata, fatta propria. Esiste invece una differenza tra il babbo che esce la mattina e torna la sera e non sa e non vuole sapere i fatti tuoi, ergo si esprime con le Tavole della Legge contro il babbo che "dialoga" e nei fatti fa "micro-management" il più possibile.


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    1. Il ragionamento logico e il sì/no al quale esso dovrebbe portare ha parametri sfumati, indicatori che forniscono dati "intermedi": non più mezzi febbre da un giorno e mezzo ma ancora tre pastiglie di antibiotici, gola che non fa più mezzi male ma ancora un po' di debolezza...

      Quindi non bianco - nero ma grigi vari.

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    2. Non è cosi. Il "si/no" risale alla definizione di "bene/male" e "giusto/sbagliato".

      Facciamo un esempio: se tu devi mandare una sonda nello spazio ad una distanza tale che le comunicazioni hanno intervalli lunghissimi, sei costretto a dotarla di una sua "intelligenza", che allo stato attuale altro non è che una serie di IF THEN ELSE rigidi e immutabili. Non importa quale sia la condizione reale, la sonda eseguirà ciecamente una data procedura, anche se non è adatta.

      Questa è la modalità "babbo di una volta" con i "divieti assoluti". Ti mandavano per il mondo con un set di IF THEN ELSE.

      Se invece tu stai controllando un drone a poca distanza, puoi ricevere e inviare un flusso costante di informazioni praticamente in sincronia con la stato del drone. Il drone può avere la sua "intelligenza" IF THEN ELSE ma in pratica è solo un backup o un meccanismo di fall back (potrei tradurre ma oggi non ho voglia). In sostanza tu puoi apportare in ogni momento delle piccole correzioni perché sei in contatto continuo e fai "micro-management" sul drone.

      Questa è la modalità "babbo moderno", cioè io ti "responsabilizzo" tramite il link "babbo amico" che in realtà (idealmente) è uno strumento di micromanagement perché il figlio è responsabile FINO A PROVA CONTRARIA e quindi la faccenda funziona fintato che hai la ragionevole convinzione di sapere cosa sta facendo in ogni momento.

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    3. > Il "si/no" risale alla definizione di "bene/male" e "giusto/sbagliato"

      Ma cosa è giusto o sbagliato? Sai, Lorenzo, come relativista io ti dico che il mio metro diventa l'etica, ovvero la valutazione contestuale di un atto e dei suoi effetti a breve e medio termine e intravvedere, se ci si riesce, di quelli a lunghi.

      Se ci sono dei valori quelli sono dati dall'esempio di vita, quotidiana, non da divieti e precetti. I ragazzi guardano ciò che facciano e le parole hanno scarso effetto.
      Sua madre, io siamo appassionati da sempre di ballo e danza. Non ha senso quindi imporre dei divieti a priori, sarei estremamente falso e ipocrita.
      Piuttosto contestualizzo: sei in convavelescenza, devi studiare: allora vai all'evento per la sua parte di socialità (amici, fidanzatina, etc.) stai tranquillo (per non sudare, non sciamannarti) e poi a nanna relativamente presto.

      Certo che il ragazzo è responsabilizzato. Del resto avviarsi alla maturità significa diventare respons-abile e responsabile e ciò non lo si diventa da un giorno all'altro allo scadere del diciottesimo anno.

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    4. Si boh. Parli una lingua che fatico a capire perché ci sono dentro un sacco di parole a cui diamo significati diversi.

      Cosa è giusto/sbagliato? L'ho detto prima, una volta era il babbo a distinguere giusto o sbagliato con le Tavole della Legge. Non esisteva nessun relativismo, esisteva il famoso "finche abiti sotto questo tetto fai come dico io" e fine della discussione. E non c'era l'esempio, dato che il babbo era figura assente, c'era invece il timore della punizione quando non si seguiva la Legge. Il concetto di "responsabilità" era quello etimologico, che il babbo tornava e se ti chiamava tipo "vieni subito qui" erano schiaffoni.

      Adesso i babbi sono "relativisti". Questo ha due conseguenze, la prima è che si devono mettere sul livello dei figli, la seconda è che la "gestione" richiede il contatto continuo, perché se perdi contatto col figliolo questi non ha il senso della divinità severa che lo giudicherà, pensa invece di essere lui stesso la divinità.

      Il concetto di "maturità" odierno è abbastanza labile dato che gli adulti tendono alla eterna adolescenza.

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    5. Oppure, diciamola in un altro modo. Per un genitore odierno il figlio è "maturo" perché più o meno tendono ad essere uguali.

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  3. Lorenzo, cosa dici?
    Straparli.
    Educare non è far applicare le tavole della legge ma ragionare, dare l'esempio lascindo perdere i sermoni, esigere, vietare, cercare compromessi, mollare l'orgoglio ed essere capaci di tornare sui propri passi ma anche perdere la pazienza, incazzarsi, urlare, sbattere porte, castigare.
    saper dire di no ma anche di sì, essere capaci di durezza ma anche di tolleranza.
    fare tutto e il contrario di tutto, perchè ogni figlio è un'entità a sè stante e ciò che va bene per un figlio non è detto che vada bene per l'altro.
    Non esistono nè tavole della legge nè ricette educative rigide e irremovibili e si possono fare mille e più errori con i figli, tutti più o meno rimediabili.
    L'unico errore non rimediabile è, a mio parere, farli sentire non voluti bene.
    "Essere duri senza perdere la tenerezza" mi sembra un buon monito.

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    1. Come no, confrontare questo: Tempo Di Storie Felici

      Con questo: Non esistono nè tavole della legge

      Però attenzione, una delle due cose è FALSA e l'altra è VERA.

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    2. Jared Diamond racconta che la perdita collettiva di memoria (lo spazio temporale che egli indicava, logicamente, è quello di un paio di generazioni, quindi intorno a cinquanta anni) porta a "dimenticare" i problemi, rischi, pericoli.
      Ovviamente "dimenticare" problemi, rischi, pericoli è il miglior modo per arrivare a problemi, rischi, pericoli. Gli anacronismi sono uno dei cinque fattori principali di collasso di una cultura.

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    3. Oltre all'infantilismo pianificato c'è anche la femminilizzazione pianificata, ovvero cosi come dicevo sopra non si distingue più tra adulti e ragazzi, tra veci e bocia, non si distingue più tra uomini e donne.

      Di conseguenza il "patrimonio" e il "matrimonio", cioè i compiti/funzioni/ruoli del padre e della madre sono interscambiabili e sostanzialmente vuoti di contenuto.

      Cosi Vendola partorisce, pieno di dura tenerezza e cose preziose perché conquistate con sforzi immani e immani durezze diventano prive di valore, viceversa, cose prive di valore perché sono "diritti" o "natura", diventano preziose.

      Un mondo al contrario.

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    4. Mauro Corona, che ha ancora radici nella saggezza della Terra, nelle leggi (dure è un aggettivo antropocentrico insensato) della natura, lo chiama "mondo storto".
      Masse sempre più grande vivono in ambienti sempre più artificiali. Ma il nostro sistema corpo - spirito - mente - emozioni si è evoluto in milioni di generazioni in un ambiente naturale, NON in un contesto artificiale.
      Quindi l'artificiale è patologico, patogeno in sé, strutturalmente. La sovrappopolazione peggiora molto la patogenicità.
      L'abominio delle cosorobearcobaleniche (gruppi vari non eterosessuali a sfruttamento di donne forno per i loro capricci egoici du zootecnia umana) è solo uno dei segni di questa hybris. siamo a buon punto in una nuova Torre di Babele molto più alta, complessa, pesante.

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  4. Forse i "no" servono, ma piu a me pare che nella vita poi vada sempre bene anche a tanti mediocri.

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