lunedì 26 settembre 2016

Miliardi di comportamenti così

Quest'estate mi sono fermato in città da _mlero le volte che siamo andati in milonga usando, in due o più, la sua auto. Sempre colla sua auto siamo andati, con UnBipedinone, al remoto paesino trentino per il "ponte" di Ferragosto e altre cose così. Per ciò e altro l'auto estiva ha fatto un po' meno della metà (duemila e rotti chilometri) rispetto agli altri anni.
Sto cercando di organizzarmi per stare da _mlero la notte tra martedì e mercoledì in modo da non muovere l'auto nell'unica uscita notturna  infrasettimanale in città. Se ci riuscirò potrei arrivare anche a un terzo circa di chilometri in meno anche sull'auto non estiva, arrivare a un 6/7000 km/anno.
Sono riuscito a mantenere una certa costanza nell'obiettivo di mangiare carne non più di due volte alla settimana, anche se ne sono ghiotto.
Ora _mlero dopo i miei "rompimenti" ha una buona bici per girare in città, qualche volta avrà pedalato invece di essere stata seduta in auto.
Aria condizionata in ufficio non più di tre o quattro accensioni di un paio d'ore in tutta l'estate.
Purtroppo questi buoni risultati saranno stati inficiati dalla spaventosa impronta ecologica del viaggio in aereo perla e dalla Sicilia.
Ora che _aria, la vicina di casa, non segue più lezione del lunedì riuscirò a mantenere la costanza di tornare in treno? Significa arrivare a casa più di un'ora dopo. Mi sono organizzato col furbofono e scritto anche gran parte di questa pagina. Ma ora la temperatura è mite ma poi dovrò aspettare il treno quasi mezzora al freddo. Vedremo.
Cercare un po' di ecologia con una vita più spartana è dura.
Penso si possa essere ecologisti ed ecologici solo con scelte radicali.
_mlero mi ha detto, scandalizzata, che una sua vicina medica sarebbe intenzionata a buttare via quasi tutto i suoi (a volte quasi nuovi) arredamento, suppellettili ed elettrodomestici  perché si sposerà e andrà a vivere col futuro marito (da quanto intuisco  un "buon partito").
Ecco il consumismo più becero.
I miei sforzi sono annullati da miliardi di comportamenti più o memo così. Colla beffa del paradosso di Javons: comportamenti parsimoniosi consentono ad altri sprechi maggiori.

61 commenti:

  1. Io ti leggo ma non ti capisco. Davvero non ti capisco.

    Da quello che scrivi sembra che la gente abbia la facoltà di scegliere. Non è cosi, per due ragioni.

    La prima è di ordine pratico. Come tu stesso affermi quando si tratta di te, il fatto di dovere avere una vita composta da relazioni personali, lavorative, eccetera, ti obbliga ad adeguarti alle "richieste" del contesto. Esempio banale, se tu ti devi presentare al lavoro alle nove di mattina in un certo posto, potrebbero esserci o non esserci mezzi pubblici per arrivarci e potrebbe volerci il triplo che con l'auto. Da cui alzarsi alle cinque e passare tre ore in viaggio all'andata e altrettante al ritorno per andare al lavoro diventa improponibile.

    Questa problematica rientra nel novero delle conseguenze del fatto che il "mondo" è pensato con certi criteri invece che con altri.

    La seconda ragione per cui la gente non ha la facoltà di scegliere è che non ha la capacità di distaccarsi dal conformismo indotto dalla propaganda martellante. Non solo perché ovviamente lo "anti-conformismo" ha dei costi in termini di esclusione ma principalmente perché le persone sono condizionate dalla nascita all'idea che tanto più ti conformi ai modelli di comportamento "di massa", tanto più vieni premiato. Cioè che fare come gli altri è una cosa buona, giusta, naturale e infine, obbligata. In nuce è il medesimo concetto del principio del "fatto compiuto" o del "dato di fatto". Questo è il migliore dei mondi possibili, non solo bisogna conformarsi, deve essere sancito per legge.

    Questa rientra nel novero delle cose che non capitano per caso ma perché dietro c'è un disegno, un progetto.

    Un capitolo a parte riguarda la incoerenza. Più che un problema in se, cioè nelle conseguenze pratiche immediate, per me rappresenta un problema di analisi, comprensione e azione. Ovvero, diventa difficile regolarsi se hai a che fare con qualcuno che può essere indifferentemente in A e in Non-A, che in un momento afferma e in un altro nega.

    Se dal piano individuale ci spostiamo a quello collettivo, la incoerenza è un pre-requisito di tutta una serie di sistemi che attualmente sono dominanti, basta leggere gli editoriali di Repubblica. Giusto ieri leggevo Mauro che sosteneva come il problema di Renzi sia quello di non rifarsi a sufficienza alle gloriose tradizioni della "sinistra" precedente la caduta del Muro. Non gli è scappato per caso, è pagato profumatamente per scrivere saggi del genere.

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    1. Ah, mi sono dimenticato una piccola cosa, il concetto di "spreco".

      Io sono sovente irriso perché mi danno del "braccino corto" e io replico che per me si tratta di spendere in maniera oculata.

      Il fatto è che in funzione del secondo punto di cui sopra, cioè del conformismo, la gente ritiene di avere la NECESSITA di possedere, fare, andare, vedere, assaggiare, eccetera. Qualsiasi situazione che sia appena sotto il "minimo necessario percepito" è vissuta come una intollerabile privazione, una mutilazione. Non sei veramente vivo, persona, cittadino, se non puoi soddisfare le NECESSITA di cui sopra.

      Esempio: gli organi di propaganda annunciano un tale evento (es. expo, passerella sul lago, ecc) Il giorno dopo la gente si ammassa per partecipare all'evento, costi quello che costi, senza sapere ne capire esattamente di cosa si tratti. Ma è NECESSARIO farne parte, essere li con gli altri. Se non ci sei, sei meno degli altri.

      Da cui, per farla breve, se quello che fai per definizione è NECESSARIO, non esiste lo "spreco". Tuoi figlio DEVE avere certi vestiti, certi gadget, DEVE andare in certi posti e fare certe cose, altrimenti è "meno" degli altri, un subumano. Qualsiasi sia il consumo di risorse, essendo necessario, non può essere "spreco".

      Nello stesso tempo, come scrivevo da Sara, pare che i liceali del giorno d'oggi conoscano meno di un terzo delle parole che conoscevano trenta o quaranta anni fa.

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    2. E ancora, prego notare le implicazioni sul concetto di "scelta" (più o meno consapevole).

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    3. Tu assumi che il peggio venga indotto da certi piani.
      Io invece penso che certi piani sfruttino, scaltramente, il peggio esistente a proprio (esetemporanemo) vantaggio, incrementandolo ulteriormente.

      Il comportamento gregario è un comportamento di specie: kompagni, crescitisti, furbastri, speculatori, parassiti, demagoghi, criminali, etc. lo sanno benissimo e cercano di sfruttare l'etologia di specie per i propri disegni, crimini e speculazioni.

      Ovviamente ora è diventato molto più fine: le masse, in un supermercato, sono trattate implicitamente come pecore o bovini. Così pure per le "libertà" di scegliere (ad esempio, con la truffa del bipolarismo, ti fanno credere di poter scegliere tra, sostanzialmente, lo stesso menù stampato in due modi diversi), oppure il modello di auto, oppure il consumismo A o quello B, oppure se rincoglionirti in un modo piuttosto che un altro.

      Anche la citrullizzazione, oltre che essere manovrata (e non un fenomeno indotto e prima assente) viene pompata, ma trova terreno fertile. E' molto più facile essere mediocri che eccellere.

      Ora è tutto più subdolo.
      Si pensi al plagio di massa / propaganda filo statunitense in Siria o quello filo massmigrazionista, i poveri profughi, la Russai cattiva e tutte ste cazzate per scemi.

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    4. Non sono d'accordo sul fatto che esita la "massa" nel vuoto, come fenomeno fisico naturale. Questo è un modo di pensare in linea col concetto del "fatto compiuto" o del "dato di fatto", nonche una derivata della visione del mondo suddiviso in "classi".

      La massa esiste come prodotto di un macchinario disegnato e fatto funzionare appositamente per condizionare le persone allo stato sub-umano. Perché chi vende la "uguaglianza" tutto vuole tranne che le persone siano indipendenti. Devono essere tutti egualmente servi.

      In questo consiste fondamentalmente la menzogna delle menzogne del "compagnesimo". La dittatura del subumano è PERMANENTE, cioè deve per forza esistere il subumano, altrimenti crolla tutta la piramide di fanfaluche. A costo di crearlo, il subumano.

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    5. Non so quante conversazioni demenziali ho avuto con impiegati che si lamentano che lavorano troppo, li pagano troppo poco, non hanno tempo di fare niente, poi il tempo disponibile lo spendono nei centri commerciali, a casa a guardare canali a pagamento o in qualche divertimentificio. E ogni giorno tutti i movimenti sono fatti con le (minimo) due auto per famiglia. I figli che ai miei tempi andavano all'oratorio a piedi, adesso vanno alla scuola calcio (altro abbonamento, divise, trasferte, ecc) accompagnati in macchina.

      La Gigabyte Society.

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  2. Alla prima stazione mi sono accorto di aver dimenticato gli occhiali a casa. Visto che saranno due giorni fuori casa sono dovuto tornare indietro col primo treno.
    Guarda caso anche oggi hanno soppresso il treno delle nove e rotti.
    Mumble mumble, scendo in auto?,
    Poi dove la metto, vicino all'ufficio non si può, sotto casa di aver_mlero è a pagamento, domani poi ancora in città in auto, invece che in bici. Incubo... manco per il cazzo.
    Insomma sono treno verdone il lavoro in ritardo di due ore. >:/

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  3. Plaudo alla tua ecologia applicata, Uomo, al tuo portare al pettine i nodi con azione e lucidità;
    i Padroni del petrolio, cioè le famiglie apolidi che, tra le altre azioni economiche comandate alla categoria dei burattini politicanti, hanno ottenuto la demonizzazione della canapa su scala globale per sostituire i resistenti derivati naturali ( tessuti, carta, altro ) con le fibre sintetiche derivate dall'oro nero ( demonizzazione che fa tutt'oggi milioni di proseliti imbesuiti, ed anche tra coloro che spendono la maggior parte del proprio tempo vitale complessivo nella vita virtuale, fingendosi eruditi per avere sempre ragione ... ) ...
    ti vogliono comunque bene, se prendi l'aereo.

    :)

    [ ... ] una sua vicina medica sarebbe intenzionata a buttare via quasi tutto i suoi (a volte quasi nuovi) arredamento, suppellettili ed elettrodomestici [ ... ].

    Orrore.
    Spero che, qui, ''buttare via'' sia stato espresso come sinonimo di ''liberarsi di'' : ci sono parecchi mercati on-line e concreti, dove vendere o, al limite, regalare i propri beni materiali in dismissione.

    ===

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    1. Il problema è che il petrolio è ovunque e il plasticame è solo l'aspetto più apparente.

      > 'buttare via'' sia stato espresso come sinonimo di ''liberarsi di'

      No no, ha detto a _mlero che poiché non ha tempo (né voglia, aggiungo io) chiamerà qualcuno per farsi svuotare la casa. _mlero mi diceva che parlava proprio di gettare via (nei cassonetti o nelle zone rifiuti ingombranti, ma dubico che l'abbiente donna lo faccia di persona).
      _mlero sta cercando di fare qualcosa per evitare che quella roba finisca, di fatto, in un inceneritore.
      Solo che io ho zero tempo, men che meno per seguire la vicenda.

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    2. Il problema è che il petrolio è ovunque e il plasticame è solo l'aspetto più apparente.

      Ringraziare il “buon” Rockfeller e compagnia, e, per quanto riguarda l'esplusione della canapa dalla produzione di carta ( con la canapa si realizzava una carta di qualità superiore a quella prodotta con la cellulosa degli alberi, cui noi siamo abituati ) ringraziare William Randolph Hearst, il magnate dell'editoria E dell'industria del legno che aveva investito somme ingenti nell'acquisto di terreni boschivi, e che venne poi satireggiato da Orson Welles in “Quarto Potere” ( “Citizen Kane” ), film che venne boicottato nel “Paese della Libertà” in quella che fu praticamente una [ censura ] spinta dallo stesso Hearst.

      Inoltre l'Ufficio di Propaganda del regime statunitense iniziò a produrre film in cui veniva demonizzata la cannabis ... il sistema scelse il petrolio e i derivati, e oggi abbiamo un mondo di plastica.

      No no [ ... ].

      Che comportamento da cialtroni arricchiti ...

      :(

      ===

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    3. C'è una insensata ostilità ideologica recente alla canapa. In questa regione la si coltivò con incredibile successo, tant'è che da alcuni paesi emiliani veniva la canapa, l amigliore del mondo, con cui si facevano le vele delle navi della Marina Britannica.
      Hanno mandato a ramengo un'intero settore del primario in cui c'era eccellenza a livello mondiale.
      E sono fantasmi, perché se si considerasse, ad esempio, il livello di pericolosità, dovrebbeo essere sradicate tutte le vigne.
      Mah.

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    4. Pazzie, sostenute da fobie iniettate mediaticamente con deliri del tipo ''oggi ti fai una canna, e domani l'eroina in vena'';
      un amico di mio babbo, da giovane coltivava la canapa ...
      sono disegni decisi al Livello Superiore ed eseguiti dai burattini politicanti, e la gente si adatta.
      Ma qualcosa bisogna pure darglielo per sballarsi, e allora vai con l'alcool ( 8 M alcolizzati, a 0039 ) che nessuno si sogna di etichettare come i pacchetti di sigarette ...
      quasi tutti i miei amici si sono fatti qualche canna, alcuni di loro la fumano settimanalmente, e nessuno di loro è schiattato per questa pratica tranquilla;
      un amico che si rovinò il fegato da giovane con il socialmente accettato alcool, è morto qualche mese fa.

      ===

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    5. La questione, ancora una volta, è che nei confronti delle sostanze psicotrope si utilizza un approccio morale invece che uno etico.
      Dunque, l'alcol che è una delle droghe più pericolose e con impatto più grave viene considerato moralmente accettabile, mentre la canapa che, in termini di pericolosità in confronto è una bazzecola, non lo è.
      Perché?
      Perché, come dissi parafrasando Mauro Corona, la morale e il diritto che ne consegue sono storti.
      Un termine meno colorito e più rigoroso sarebbe anacronistici.
      Io rimando sempre a quella pietra miliare della filosofia che è "Genealogia della morale" di Nietzsche.
      Ricordo che la morale è la stessa morale marcia e corruttrice che sostiene l'apologia della "accoglienza" (coercitiva) di milioni di invasori, in parte rilevante ostili e violenti e con mire egemoniche e del lupo che va a giocare a Fifa2 con l'agnello e altre idiozie del genere.
      Si torna ai monoteismi (e alle varie porcherie da essi generatisi, illuminismo e marxismo) e alla loro brutale e rozza semplificazione ugualista della realtà.
      Poi, per tornare al tema di questa pagina, si tornerebbe all'incompatibilità 'sta tra roba e l'ecologia (non per nulla i monoteismi incorniciano e organizzano, dal punto di vista ideologico, il meglio del merdame antropocentrico ecocida).

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    6. Siamo in sintonia, Uomo.

      ===

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  4. Eh, caro UCoso, i "miliardi" sono altri, come c'è scritto qui:
    Finite le riforme, progettiamo il futuro.

    Le autostrade non sono "rete", la rete è quella della "gibabyte society". Intanto però ti stampo con la stampante 3D interconnessa in banda ultra-larga il Ponte di Messina, che crea centomila milioni di "posti di lavoro" e non stare a guardare il capello cosa c'è collegato alle due estremità del ponte. Intanto stampiamolo, poi vediamo.

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    1. Ricordati che R. era il cafone arrogante che insultava l'oncologa Gentilini, volendole spiegare che gli inceneritori "non fanno venire i malanni", anzi, fanno bene alla salute e fanno uscire aria ossigenata di bosco al profumo di violetta.
      Ora, Il Demagogo, cerca di ottenere consenso con un'opera tanto grande quanto nefasta (come diceva Grillo, per collegare i tratturi calabresi con quelli siciliani), in una situazione di deficit sempre più grande.
      Il Keynes de nonantri.

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    2. No, non ci capiamo. Sua Eccellenza non è li perché i militanti cuociono le salamelle alla Festa dell'Unità. Vai a vedere chi è il suo consigliere economico (post sul mio blog).

      Leggiti un po' Questo articolo

      Insisto, tutto quello che vedi e che senti fa parte di un Piano disegnato a tavolino. Sua Eccellenza è un funzionario, esegue. La demagogia cala da livelli molto più alti, quelli dove si muove la gente come Soros.

      Non è stato Renzi a ridurre gli Italiani nello stato in cui si trovano, ci lavorano da cent'anni, io l'ho visto succedere da quando ho memoria. Renzi è solo uno degli "n" passaggi.

      Comunque, per andare nel concreto, pensa quanta bicicletta devi pedalare per andare in pari col Ponte sullo Stretto.

      Ah poi mi aspetto che ci siano gli "ecologisti" a presidiare il cantiere come in ValSusa.

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    3. Pedala pedala Bartali - UCoso, che ci pensano questi a sistemarti, te e lo "spreco".

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    4. E' tutto un fiorire di commenti che auspicano la... "fine dell'austerità". Nessuno la chiama furto integenerzionale o finanze allegre, cicalesche. La chiamano "fine dell'austerità".
      "Destra, sinistra", sopra, sotto, avanti e indietro.
      Pensa che prima che R. il demagogo si insediasse al potere, PD e Scelta Civica furono le due uniche forze politiche che ponevano attenzione al "pareggio di bilancio".
      Ora è andato tutto in merda.
      Su Il Primato Nazionale, i socialisti fascisti, da giorni articolo su Keynes in colonna destra.
      I pentastellati saranno ancora fermi al reddito di cittadinanza. R. ripropone la "crescita" a deficit.
      In questo luogo ho sempre sottolineato questa fissazione psicotica per il tumore crescita, per il deficit, su dirittismo e furto intergenerazionale.
      Ecco, questi vari peggio combinati ora ripartono alla grande.
      Il POnte sullo stretto.
      R. riesce a superare, in peggio, la ghenga di B.
      In più con la credenza di questi manigoldi, di essere la crema, il fiore dell'intelligenza del paese.
      Il fiore dei cialtroni demagoghi e furbastri.

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    5. Io vorrei che fossero solo cialtroni nostrani, come il prosciutto. Invece no. Dietro ci sono le famose elite apolidi della megasuper Finanza, le cricche tipo Trilateral e Bilderberg.

      Eh lo so che sembra la solita tesi complottistica, che parte dai giudo-pluto-massonici del Duce e arriva alle scie chimiche. Ma è li da vedere, basta guardare appena sotto il primo livello.

      Nel caso del Caro Leader, basta guardare chi sono i "consiglieri" e chi glieli ha messi a fianco. Nel caso del Corriere, chi sono gli azionisti. Niente di particolarmente occulto.

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  5. figa, ultimamente mi sto trovando troppe volte ad essere d'accordo con Lorenzo.....

    ah UUIC, ma sai da zero a cento quanto ho voglia di tutti questi patimenti????????

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    1. Sopratutto, Francesco, chiedi a UCoso se suo figlio è propenso a seguire le sue orme oppure no.

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    2. La vita spartana porta incredibili piaceri, seco.
      Ieri ho fatto tutto in bici:
      stazione -> lavoro; lavoro -> casa di _mlero; casa di _mlero -> palestra; palestra -> Milonga Sì; Milonga Sì -> casa di _mlero.
      Oltre un'ora di bici.
      La notte poi, fino in palestra, poi in milonga e poi a casa de La Longobarda, traffico scarso, strade vuote, un vero e proprio piacere.
      Io ho sempre amato andare in e tornare dalla milonga in bici. E anche ieri è stato un grande piacere.
      I patimenti ci possono essere in auto, quando vedo code lunghe di auto bloccate con dentro i loro autisti bloccati. Bloccati anche nella testa.

      Lorenzo, io sono meno spartano dei miei e mio figlio è meno spartano di me. Entropia generazionale.

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    3. Io invece sono più spartano di mio nonno e di mio padre, mio fratello che ha famiglia e figli, più o meno pari, ci rivedo riflessi di entrambi gli avi. Questo dimostra che la "entropia generazionale" è una teoria falsa.

      Posso pensare a due elementi che condizionano/permettono/favoriscono certe scelte invece che altre.

      1. esempio, educazione
      2. contesto scolastico ed amicale

      Mio nonno, che pure non era contadino ma geometra, mi ha introdotto al mondo arcaico del fare con le mani. Andare in bicicletta a raccogliere le bacche del Sambuco in qualche sentiero della campagna brianzola per fare la conserva. Mio padre voleva le biro scariche per darmi i soldi per comprare le biro nuove, si andava a settembre tutti in fila come le papere a comprare eskimo, scarpe, pantaloni, astuccio con matite, quaderni, cartella per prepararsi all'anno scolastico. Le scarpe, pantaloni, ecc che poi ti dovevano durare un anno comprese le partite di pallone in strada sotto casa.

      A scuola andavo con i figli degli operai e degli impiegati delle fabbriche che alla mattina facevano il concerto di sirene. Tutti i bimbi, più o meno benestanti, erano abituati allo stesso modo. Non era un condizionamento sovietico dall'alto, era l'Italia ancora radicata nel contesto di sobrietà rurale.

      C'è stato qualcosa che ha interrotto questa continuità, presumo nella seconda metà degli anni '80, inizio degli anni '90.

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    4. Ah, poi prego confrontare la TV che guardavo io da bambino, che all'inizio era Carosello in bianco e nero, con la TV che guardano i miei nipoti oggigiorno.

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  6. Ecco ulteriore approfondimento

    Cito:
    "«Essendo ospite dell’azienda che aveva vinto la gara ed è in causa con lo Stato per la costruzione del Ponte, ho detto che alla luce del fatto che la nostra parte l’abbiamo completata, che il Ponte può diventare lo strumento per unire Palermo a Milano con l’alta velocità, e unire la Calabria e la Sicilia messe a posto»."

    "«Io alla Leopolda dissi che dovendo scegliere tra la banda larga e il Ponte sullo Stretto ero per la banda larga e che bisognava finire la Sa-Rc e le linee ferroviarie in Sicilia, e lo confermo ma dopo due anni e mezzo di governo la banda larga è a gara in tutte le Regioni, la Sa-Rc si percorre in quattro corsie e il 22 dicembre sarà terminata, in Sicilia i soldi per viadotti e ferrovie sono realtà»"

    "«Sulla variante di Valico abbiamo dovuto sbloccare gli ultimi cantieri, adesso c’è. E poi la Torino-Lione, il Brennero, la Salerno-Reggio, il Quadrilatero, e poi il Ponte sullo Stretto.»"

    Tutta farina del suo sacco, naturalmente.

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    1. Poi mi vieni a dire dei "comportamenti".

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  7. Si fa ciò che si può, ma alle volte è troppo impegnativo. Mi piacerebbe andare al lavoro in autobus, ma dove vivo adesso è improponibile.

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    2. I singoli cittadini hanno dei limiti fisici, pratici;
      il problema, è stato anzitutto lo sviluppo irrazionale ( disegnato dal mulo, come diceva Le Corbusier ) delle città “italiane” nel dopoguerra, da cui piani urbanistici astrusi oppure inesistenti, linee dei trasporti pubblici difficilmente estensibili, con efficacia ed economia, nel territorio extra-urbano, e traffico incasinato anche in città medio-piccole come nelle metropoli;
      { raziocinio : OFF }.

      =

      Mezzo-Paese ( o anche tre-quarti ) da ridisegnare, e la vedo dura.

      ===

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    3. Come osservava Pasolini, l'ultimo tentativo di urbanistica fu fatto sotto al fascismo.
      Dal dopoguerra in poi, quasi sempre, l'antiurbanistica della speculazione, del "mercato" citrocapitalistico (il valore aggiunto incamerato dai proprietari di fondi, tutta la devastazione e i suoi effetti scaricati su ambiente, collettività e casse pubbliche).

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    4. Esatto;
      dopo, è stata la discarica, da nord a sud, niente e nessuno escluso ( vedi anche l'espansione a cazzo di 02 aka Milano, che sarebbe ''l'unica metropoli italiana'' secondo Aldo Nove ).

      ...

      Ah, e il mitico libretto della casa di cui tutti parlavano nei giorni immediatamente successivi l'ultimo sisma fieramente distruttivo ?

      ===

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  8. A Milano sono tanti i ciclisti adesso

    Di base incoscienti e sovente maleducati. Sul naviglio molti sfrecciano incuranti di runner, bambini, persone col cane. Riescono a battere in sfacciataggine persino gli scooteristi. Gran brutta categoria

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    1. La questione non è se si ci siano dei maleducati tra i biciclisti, ma se siano, in proporzione, più o meno degli automobilisti, degli scooteristi, dei camionisti, dei motociclisti...

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    2. Sono mooooooooolti di più, più arroganti e più deleteri.

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    5. Osservazione della realtà a te tanto cara.
      Il 90% dei ciclisti che si incontrano non hanno il minimo rispetto delle norme: vanno contromano, non sanno cosa sia un semaforo uno stop od una precedenza,stanno sui marciapiedi, non scendono dalla bici per attraversare etc etc -ne ho ancora a bizzeffe di esempi-
      Peggiorato dall'arroganza del "ma io sono sano ed ecologico" quindi a loro tutto è concesso.
      Sono percentualmente moooooooolti do più e ugualmente criminali dei motorizzati. Pessina categoria ha ragione Francesco.

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    7. I "ciclisti" che usano la bicicletta per muoversi sono una categoria piccolissima.

      La maggior parte sono automobilisti che prendono la bicicletta solo per fare un po' di movimento. Siccome il "movimento" deve essere "sportivo", assumono un atteggiamento "competitivo", come se fossero in gara. E' la stessa cosa che fanno i motociclisti della domenica che fanno la gita sul lungolago incarogniti come se fossero al GP.

      A questi aggiungiamo i "nuovi italiani", cioè gli immigrati, che usano la bicicletta (rubata) con l'idea di fondo che l'Italia sia il Paese del Balocchi.

      In generale, il guaio è che siamo troppi in troppo poco spazio, quindi è inevitabile pestarsi i piedi a vicenda. Non esistono spazi dedicati, es percorsi ciclabili, percorsi pedonali, quindi tutti si ritrovano negli stessi spazi angusti ad usarli in modalità differenti.

      Dato che non siamo educati alla convivenza ma a sgomitare, a imbrogliare, a scavalcare la file, eccetera, chiaro che l'affollamento produce effetti deleteri.

      D'altra parte, quando uno compra un SUV o una mountain bike, nel suo immaginario non esce di casa per percorrere una via di Milano affollata di gente, esce di casa per scendere a rotta di collo sentieri inesplorati della Nuova Guinea, schivando indigeni bellicosi e fiere.

      Concludo dicendo che, oltre il solito discorso sui modelli comportamentali derivanti dal lavaggio del cervello, per convivere meglio bisognerebbe obbligare tutti ad andare a piedi per un mese, poi in bicicletta per un mese, poi in moto per un mese. Solo vivendo queste modalità come "normale/quotidiano" si capisce come funzionano le cose.

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    8. Ve lo dice uno che va (o andava) in moto e va in bicicletta o a piedi TUTTI I GIORNO, non per sport.

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    9. Io uso il termine di biciclisti per indicare coloro che usano la bici per spostamenti necessari (a differenza dei ciclisti che lo usano nel tempo libero, per diporto).

      Gli autocentrici, molto spesso autossicodipendenti, non si rendono conto dei colossali disastri che comportano con il loro uso compulsivo dell'auto.
      Sono totalmente sprofondati in essa che non si accorgono che sono talmente ingombranti che sono essi che ingombrano il 99% dello spazio.
      Il problema più grave NON è il (bi)ciclista indisciplinato da 0,7mq ma l'automobilista che con i suoi 6mq è, con regola, dove non dovrebbe essere.

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    10. Ma che c'entrano i mq con il comportamento? Il ciclista che mi esce contromano da un curva a gomito è pericoloso per me e per lui quanto la panda. Cambiare argomento da patate a gatti non serve.

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    13. Se avessi tempo recupererei alcune immagini che... spiegherebbero più di mille parole.

      > vanno contromano, ... stanno sui marciapiedi

      Beh, tu non vuoi capire la relazione con lo spazio...

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    14. Eh già... che fa il paio con la suicida eroina.
      Ma che ci perdo tempo a fare io...

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    15. AlaCosa, apparentemente ti serve esattamente l'insegnamento che ho detto, cioè essere costretta ad andare SOLO a piedi per un po' di tempo, poi SOLO in bicicletta, poi SOLO in moto.

      Cosi facendo, capisci come funziona il meccanismo dello stesso spazio fisico occupato da persone intente ad attività che sono differenti e a tratti incompatibili.

      Faccio un esempietto banale. Io abito nella periferia di Milano. Apparentemente è una distesa omogenea di strade ed edifici. Cosi ti sembra se la percorri in auto.

      Se la percorri a piedi o in bicicletta ti accorgi subito che tra i comuni della periferia esistono delle "terre di nessuno" che è molto difficile e pericoloso attraversare. Significa che non puoi andare dal Comune X al Comune Y che sulla carta sono confinanti, a piedi o in bicicletta. Prova a pensare alle conseguenze per esempio sulla possibilità di usare i mezzi pubblici, dovendo fare il giro dell'oca per andare da A a B.

      Oppure, ancora più semplice. Devi andare da un amico che abita in via Pinco. Se ci vai in macchina il labirinto di sensi unici cambia poco il disagio, allunga di qualche minuto il tempo che sei seduta in auto. Adesso pensa fare la stessa strada in bicicletta, magari al freddo o sotto l'acqua. Allungare il percorso di DUE TERZI non è una cosa da niente.

      E via via. Per fare un altro esempio, in brianza tempo fa si sono inventati la moda dei dossi artificiali, cioè degli ostacoli in mezzo alla strada, per rallentare le auto. Peccato che il peggio che ti può capitare se prendi un dosso che al buio non vedi con la macchina è rompere la marmitta, con la moto significa cadere e farsi molto male, magari picchiare su un ostacolo e lasciarci le penne.

      Potrei continuare all'infinito.

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    16. Lorenzo non mi interessa quanto sia più difficile.
      Io vado a piedi la maggior parte delle volte e attraverso solo sulle strisce anche se allungo il percorso così come non passo ai semafori con il rosso.
      Mi aspetto, anzi no pretendo che gli altri facciano lo stesso perché esistono delle norme. I ciclisti sono tenuti a rispettarle come tutti gli altri. Fotte sega se fa freddo, utilizzino un mezzo alternativo. Se c'è una ciclabile esigo che stiano su quella e non sul marciapiede e se non c'è la ciclabile esigo che stiano sulla strada tenendo strettamente la destra. Esigo che non mi taglino la strada (io a piedi o in macchina non fa differenza), che si fermino agli stop, che con il rosso aspettino.
      Perché sai Lorenzo se le regole esistono allora devono essere rispettate da tutti, altrimenti arriviamo ai tempi moderni egli ad personam che giustamente detesti e che critichi ferocemente.

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    17. Mi fai ridere. Io domani esco in bici e mi piazzo in mezzo alla strada, visto che ho gli stessi obblighi ho gli stessi diritti e quindi tutte le auto si incolonnano tranquille dietro di me. Poi arrivo e parcheggio la bicicletta a lato strada, non mi interessa se porto via il posto ad una auto. Lo stesso faccio a piedi, dove non esiste il marciapiedi apposito, cammino in mezzo alla strada e tutti i veicoli, biciclette incluse, si incolonnano dietro di me. Quando mi fermo, mi metto in piedi a lato strada, eccetera.

      Le regole esistono SOLO SE sono uguali per tutti in entrambe le direzioni, non in una direzione sola per cui c'è chi lo prende e chi lo mette.

      Il tuo discorso è abbastanza affine allo "pseudo-ecologismo" di UCoso, quando pretende che nove decimi dell'umanità si tolgano di torno per fare spazio al suo volere essere idealmente bucolico.

      Te uguale, vuoi che tutti rispettino un codice che esiste, insieme a tutta la infrastruttura, per togliere di mezzo qualsiasi cosa che non siano gli autoveicoli.

      Ipocrita nel migliore dei casi. Anche perché, faccio presente che sono rarissimi i casi di qualcuno schiacciato da una bicicletta mentre è estremamente frequente quando si parla di autoveicoli. Solo che nella tua logica, quando un pedone viene spiaccicato da un'auto o un camion, è un "danno collaterale", accettabile, normale.

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    18. Perche, ciccia, gli automobilisti che rispettano tutti il "codice", non si fermano MAI a dare la precedenza ai pedoni o, quando è il caso alle biciclette. Però quello va bene perché è la prassi, compreso il fatto si sorpassare a qualsiasi costo, con due centimetri di spazio, perché il "ciclista" non ha il "diritto" di stare in mezzo alla strada, cioè il diritto di esistere.

      Non entriamo poi nella evidenza che è impossibile portare i bambini in un posto qualsivoglia che non sia recintato. Anche quelli devono "rispettare", non si sa cosa, comunque sono un altro elemento estraneo, che deve essere confinato e se possibile eliminato.

      Se non fosse che ho altre rogne da grattare, domani organizzerei un movimento di pedoni e ciclisti guerriglieri che, rispettando alla lettera il "codice", interrompano la circolazione veicolare, per esempio attraversando le strisce pedonali avanti e indietro per mezz'ora o nel caso dei ciclisti, spostandosi in gruppi di cento sulle strade principali.

      Poi riparleremmo dei diritti e dei doveri.

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    19. Ma no Lorenzo, non metto al centro le macchine anche perché ho la patente ma non guido da tipo 15 anni. E dove vivo io corro molto di più il rischio di venir investita da una bici portata da un idiota che da una macchina.
      Gli stessi idiote che hanno la ciclabile ma stanno sul marciapiede pedonale e strombazzano per passare. E sì, normalmente quando fanno così li faccio incolonnare dietro di me.
      Parliamo dei gruppi di ciclisti? Volentieri. Normalmente stanno tutti belli vicini tipo giro d'Italia invece di fare come dovrebbero ed agevolare il sorpasso di veicoli più veloci.
      Oh, quando attraversano una strada i ciclisti devono scendere dalla medesima e portarla a piedi.
      Ribadisco a scanso di equivoci: io vado a piedi per la maggior parte del tempo e non guido.

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    22. Non ho detto che TU metti al centro qualcosa. Ho detto che nel mondo contemporaneo non c'è spazio per niente altro che gli autoveicoli.

      Mentre chiudono i negozi, attorno a casa mia ci sono un sacco di centri commerciali. Nessuno è facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta. Ce n'è uno dove hanno costruito un ponte d'acciaio per consentire l'attraversamento dei viali che però non è mai stato aperto e mai calcato da un pedone. Nel frattempo il centro commerciale ha fatto in tempo ad aprire e chiudere.

      E' una barzelletta perché ci viene imposto un modello di vita di tipo americano per cui esci di casa e ti infili in auto, non scendi nemmeno per ordinare il pranzo o per guardare un film ma il nostro contesto è completamente differente, non viviamo in grandi spazi vuoti, viviamo accatastati come le sardine in scatola.

      L'ultimo dei problemi sono i ciclisti indisciplinati. Da ragazzo andavo in bicicletta in posti che oggi per me sono inaccessibili. Per esempio andavo in palestra in un comune vicino alla sera e tornavo alle 11 di notte. Adesso non solo non c'è modo ma se ci fosse sarebbe morte sicura.

      Comunque, se tu facessi come ho detto, cioè partissi da casa mia per andare a piedi al lavoro, poi in bici, poi in moto, capiresti tante cose.

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    23. Voglio dire, l'osservazione selettiva.

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    24. ragazzi, i ciclisti sono delle merde, punto.

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