lunedì 19 settembre 2016

Vicina in the cacc

La vicina di casa (quella che aveva tirato una ciabatta a Osho) è in crisis: ha perso per un accidente una vecchissima utilitaria che usava. La signora ha già non pochi problemi: lavoro più che precario, una gamba malconcia per cui cammina solo con un bastone, debiti, da sola, non ha più alcun parente, a parte uno zio lontano o qualcosa del genere, acquistò una casa troppo grande con rate del mutuo pesanti per la sua condizione lavorativa... Potremmo dire che... la sfiga ci vede benissimo.
In realtà non si tratta affatto di sfiga ma di assoluta mancanza di previdenza ed una serie di scelte se non fallimentari certamente cattive/discutibili in catena. Generazione peace & love di fricchettoni spensierati (e lerci e disordinati, sciatti), ora è finita come la cicala di Esopo all'arrivare dell'inverno. Quando sei nella merda fino alle narici, basta un piccolo folata di brezza che l'onda...
Per lustri nessuna idea né azioni relative per preoccuparsi della vecchiaia.

D'altra parte mi è arrivata la busta arancione dell'Inps con un'anticipazione di calcoli e stime sulla pensione che prenderò. Ad iniziare da settant'anni.
Lavorare molto, pagare molto per prendere poco.
Perché io sto pagando la pensione ad un sacco di furbastri che in combutta coi politicastri demagoghi da questi eletti, sono andati in pensione a trentaduennniseimesieungiorno per i cosiddetti diritti acquisiti. Diritti acquisti un cazzo! Visto che a me viene imposto il dovere acquisito di sostenere questi ladri. Di fatto un vero e propri furto intergenerazionale spacciato, in modo politicamente corretto, come "diritto".
Per lustri l'idea e il sacrificio di "accantonare" (per altri) un sacco di denari del mio stipendio che non servirà praticamente a un cazzo quando ci saranno i problemi della mia vecchiaia.

La vicina di casa è nella merda e non posso non occuparmi di lei, anche sei nei limiti del possibile, di un po' di solidarietà umana tra vicini, l'unica che penso sia giusta. Anche la solidarietà non può che essere locale. Ella mi dà una mano con i fiori quando sono via, io cerco di aiutarla in altri modi. Ogni tanto filosofiamo e scambiamo due parole piacevoli.
Quindi ho fatto già un bel giro di telefonate: l'idea era quella di trovare un'occasione, tipo auto dell'anziano che se ne è andato e che va benino è un peccato rottamarla dalla a me così risparmi i settanta euri di rottamazione. Ma non è affatto così facile (l'ondata di invasori ha fatto incetta anche di auto marginali/finali, entrando anche qui in competizione brutale cogli strati più poveri della nostra società). In questo periodo, inoltre, sono decisamente carico col lavoro.
_mlero citava, tra i problemi della decrescita demografica, proprio il fatto che saranno molte le persone così, senza risorse, senza figli e nessuno che si occupi di loro (ovviamente sono problemi risibili rispetto ai problemi tipici del collasso da sovraccarico antropico).

Io penso che non posso trascurarla, anche solo per il fatto che se dovesse andar via la sua casa potrebbe essere acquistata o data o venduta a gente pessima o peggiore.
Visto il decadimento generale della società questa probabilità si alza di giorno in giorno.
L'egoismo intelligente al quale accennava sempre Osho, appunto.
Resta il furto da parte di gente come questa e questa e questa e ... (la lista è lunga così) che io subisco mensilmente.


26 commenti:

  1. Il sistema pensionistico è una menzogna, una balla, una truffa. Si chiama anche "sistema solidaristico" perché appunto i vitalizi sono arbitrari e sostenuti dalla fiscalità generale, quindi non subordinati all'accantonamento.

    E' una di quelle cose che non si possono dire, un po' la "resistenza", il "sociale" o recentemente come la "europa" o i "rifugiati". Milioni di Italiani sono imbottiti di queste stupidaggini paradossali e fanno finta di crederci.

    Come dicevo altrove, la paura più grande è che il teatro chiuda i battenti, che questa commedia venga interrotta. Piuttosto mandiamo tutto alla malora.

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    1. Comunque pochi giorni fa sentivo una assemblea di sindacalisti alla radio in cui si diceva che prossimamente bisogna pre-pensionare non so quanti "lavoratori" e che il Governo troverà i fondi necessari.

      Nel frattempo, oggi apro il Corriere e leggo:
      "Lavoro, crollano le assunzioni a tempo indeterminato: -33,7% in sette mesi"

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    2. Truffa, rapina generazionale, sfruttamento.
      Anche sfruttamento. Come raccontai in passato, ho una "talpa" nei vertici del PD trentino che mi racconta che essi (i vertici pidini) sono perfettamente consapevoli di sfruttare i "doni, ricchezze, opportunità, gioiosi fratelli e [appunto] pagatori di pensioni" facendo pagare loro dei contributi che questi non riceveranno MAI come pensione.
      L'alternativa è un crollo ancora più vicino di questa orribile baracca pensionistica che cattolici, kompagni, dirittisti e demagoghi vari hanno imbastito in lustri e lustri.

      I diritti acquisiti...
      Già.

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    3. Lo sanno anche gli scagnozzi delle due altre categorie ma vivono nella speranza che il redde rationem cada su altri.

      Certo che è impensabile una vita nella menzogna. Non so come facciano.

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  2. Oggigiorno il "buon vicinato" é una pratica sempre piú in disuso. Invece é bene, nel limte del possibile, darsi una piccola mano a vicenda.
    Ìi ho parlato con alcuni dei miei vicini per la prima volta in anni la sera del terremoto in Emilia, che sentimmo anche qui. Solo quella paura ci fece guardare negli occhi per la prima volta e capimmo che poteva toccare a noi, e i primi a potersi darsi una mano non potevamo che essere
    noi. Prima di allora, ognuno per i fatti propi... a stento un saluto.

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    1. Diciamo che esiste una sorta di psicologia della catastrofe che osserva, che in esse, si creano dei legami duraturi.
      In realtà, a livello sociale, le catastrofi PEGGIORANO e demoliscono parte dei legami civici, civili.
      Ci fu, in Effetto Cassandra, un articolo di uno scienziato cubano che dimostrò come, negli anni della Grande Crisi, la società cubana si imbarbarì non poco.

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  3. torno al tuo blog, ed ecco un post interessante:

    1. persone noncuranti del futuro. sono più di quanto si creda. fino ad adesso la rete di relazioni familiari le ha aiutate, in futuro venendo meno la famiglia del mulino bianco andranno nella merda
    2. _mlero ha ragione: non fare figli o farli ma non certo con il senso familiare dei nostri vecchi comporterà che decine di migliaia di vecchi moriranno ogni anno da soli nel loro letto. se devo dirlo, io faccio tanto sport e attività in genere per esorcizzare il rischio. poi magari mi vene un ictus domani e addio Francesco. confido nella statistica, che posso dire....
    3. le pensioni: sono, lo sappiamo, il vero problema italiano, tra baby pensionati e pensioni retributive che pagheremo ancora per chissà quanti anni. ma l'economia è una partita di giro. i nonni aiutano i nipoti disoccupati e precari. giusto o no che sia, così è. e poi diciamolo, c'era e c'è un convitato di pietra su questo tema. assolutamente trasversale.

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    1. Francesco, ti piombo addosso come un falco ma te la cerchi.

      Le persone "noncuranti" si dividono in due tipi, quelli che hanno qualche problema mentale, che in qualche maniera vanno affiancati e quelli che contano di proposito sul fatto che nel "sociale" c'è posto per tutti. Infatti, vedi bene che ogni giorno arrivano diecimila africani i quali, pronti via, trovano vitto, alloggio, cure mediche, abbonamento Internet, scemofono, bicicliette da rubare, eccetera. Perché loro si e la vicina di casa di UCoso no? Le vogliamo negare un domani una casa popolare, un vitalizio, uno scemofono, una bicicletta rubata?

      I vecchi non muoiono cosi, come cadono le foglie. Prima devi passare da una lunga agonia ospedaliera. Che è quello che ci sta ammazzando. Infatti, mentre tu ti fai venire la bava alla bocca pensando a cosa combino io, CHE PAGO DI TASCA MIA, in questo preciso momento MILIONI di anziani che campano di pensione, nello stesso tempo godono di esenzione e che purtroppo non hanno accantonato nulla ne per la pensione ne per la sanità, si stanno facendo curare negli ospedali, benino, male o malissimo, comunque costa un botto.

      Questi vecchi hanno la colpa di avere sottoscritto tutta la balla, lo scenario di cartapesta del "sociale" e della "solidarietà", per cui non devi pagare tu personalmente per i servizi di cui usufruisci, deve pagare la "collettività" e non andiamo ad indagare in cosa consista effettivamente la "collettività". D'altra parte, non dicono al circolino che a Cuba ci sono le migliori cure mediche gratuite? Perché non ce le possiamo avere anche in Italia? Hasta la Victoria siempre, comandante Che Guevara.

      Nei fatti ci sono due risposte: la "collettività" è la fiscalità generale, da cui pressione fiscale astronomica e il deficit, da cui Debito Pubblico altrettanto astronomico (se non in termini assoluti, rispetto al PIL).

      Il problema delle pensioni non sono i "baby pensionati", è che tutta la baracca, come dicevo, è concepita col criterio della "solidarietà", ovvero che la pensione è un diritto a prescindere e che deve essere garantita dallo Stato. Questo si traduce semplicemente nel pagare le pensioni con la fiscalità generale e con il deficit, come qualsiasi altra cosa.

      Non c'è nessuna differenza tra i diversi "servizi pubblici" o tra i "diritti". La salute è un diritto e la pensione è un diritto, entrambe le cose vengono erogate con criteri completamente arbitrari, cioè come graziosa concessione dei partiti e finanziati con la fiscalità generale e il deficit.

      Poteva andare diversamente? Si, se gli Italiani avessero rigettato le balle sul "sociale", avessero respinto la manfrina di "una mano lava l'altra" per cui tu fai finta di non vedere cosa faccio io e io in cambio faccio finta di non vedere cosa fai tu e invece avessero chiesto a chi amministra la Cosa Pubblica di presentare il rendiconto, quanto entra, come e dove viene speso.

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    2. Faccio un esempio da bambini: se tu vai in banca coi soldi del salvadanaio e sottoscrivi una gestione patrimoniale, bene o male che sia poi effettivamente gestita, ti mandano ogni mese un rendiconto.

      Invece se tu versi all'INPS tutti i mesi una certa cifra, senza sapere perché quella cifra li invece che di meno o di più, nessuno ti rende conto di nulla, i soldi che versi semplicemente svaniscono. Poi un giorno, ancora, del tutto arbitrario che potrebbe essere prima o dopo senza alcuna ragione, ti tocca la tua pensione, di ammontare arbitrario, che non corrisponde a quanto versato, che nel frattempo è svanito.

      Adesso chiediamoci perché lo stesso italiano medio pretende il rendiconto della gestione dei suoi soldi quando la fa la banca e invece non chiede nulla quando la gestione la fa lo Stato (che poi in realtà la fanno certe persone e i loro amici).

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    3. > ogni giorno arrivano diecimila africani i quali, pronti via, trovano

      Ecco, ora vedere questa orribile sinistra sentenza del tribunale civile di Modena. I kompagni giudici hanno ammesso un ricongiungimento anche in totale assenza di redditi, sia del marito, presente, che della moglie che vorrebbe ricongiungersi
      Arrivano mille mila alloctoni col "diritto" a tutto.
      Ovvero tutta la macchina funziona in modo che parte del mio reddito svanisca, finisce anche a pagare i "diritti" di questi due "doni, ricchezze, opportunità, gioiosi fratelli, culturalità e pagatori di pensioni".

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    4. > 3. le pensioni: sono, lo sappiamo, il vero problema italiano

      Non è che siamo tutti uguali, però.
      Essi che vivono sfruttando me e il mio lavoro e io che sono OBBLIGATO a svenarmi lo stipendio per mantenere loro e che POI non avrà un cazzo nella mia pensione.
      Criminali e loro vittime NON sono uguali, anche se pure oggi Ezio Mauro su Repubblica la smena con 'sta uguaglianza (degli alloctoni e degli autoctoni, nella sua visione delirante ugualista, panmixista).

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    5. I tipi come Mauro sono quelle facce di uomo qualunque che finiscono a dirigere campi di sterminio e poi tornano a casa la sera a leggere le favole ai figli.

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    6. Io penso che da sempre i religiosi fanatici siano uno dei pericoli più grandi per la società. Quelli che ti vogliono migliorare, redimere contro la tua volontà.

      Non saranno certo Ezio Mauro e la confraternita della religione illuminista-progressista-internazionalista-marxista-universalfratellanzista de La Repubbica e del PD a fare eccezione.

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    7. Io di fanatici veri ne ho incontrati molto pochi. Invece conosco tantissimi scemi, mai cresciuti e furbastri. I furbastri, come dico sempre, ne fanno una carriera della loro "ortodossia". Infatti il signor Mauro prende dei bei dindini per scrivere e pubblicare il saggio che tanto piace al committente.

      La mediocrità del mostro della porta accanto è più deleteria degli eccessi di un Savonarola. Perché è ovunque, perché corrode qualsiasi cosa, perché diventa parte del paesaggio.

      E perché, come puoi vedere, te la ritrovi nel menu di tutte le tavole. Nei giornali, nelle TV, nei tribunali, delle università, ovunque.

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  4. Io non prenderò la pensione, so che morirò barbona, ma condivido ciò che hai scritto.
    Aiutare il prossimo indipendentemente dal valutare i suoi errori è da gran signore. Non tutti sanno usare la bilancia nelle scelte che fanno.
    Uomo sei gran bravo uomo?
    Ciao ^_^

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    1. Volevo scrivere che p...sto cellulare:
      Uomo sei un gran bravo uomo!

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    3. Io non mi vanto affatto di quello, veramente poco che ho fatto.
      L'ho fatto anche, talvolta, con malanimo. Anche perché la vicina viene a rompere i coglioni quando arrivo a casa stanco dal lavoro che ho voglia di tutto meno che di parlare con vicini, quando devo preparare cena, etc. Insomma, non c'ho voglia e neppure tempo.
      Detto questo, in qualche modo un minimo di solidarietà è un dovere etico.
      Come scrivevo, può sempre finire che nella sua abitazione ci arrivi, purtroppo, della gente mediocre, molesta, peggiore.
      Quindi meglio prevenire.

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    4. UCoso, la "solidarietà" è un concetto marcio. Sta ad indicare un "impegno etico-sociale verso gli altri". E' affine ad un altro concetto, quello della "carità", cioè lo "amore disinteressato verso gli altri", con la sottile differenza implicita che nel primo caso si è sullo stesso piano, nel secondo caso su piani diversi.

      Invece per me aiutare gli altri in certe condizioni è un dovere che deriva da un codice che è necessario seguire per ottenere e conservare un certo status. Non si tratta ne di "equalizzazione" ne di "amore", si tratta di una ennesima variante di lavoro.

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    5. Perché alla fine, come scriveva Dante, fatti non foste a viver come bruti ma ad inseguir virtuta e canoscenza. Inseguir virtute è un lavoro.

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    6. Possiamo dire che il dovere che deriva da un codice è un dispositivo etico. Puoi dire che serve ad ottenere un certo status. Oppure perché è una semina di un raccolto per il futuro. Perché dai una mano a mantenere il tuo biotopo in certe condizioni, etc. .
      Ci sono varie buone ragioni a favore di un impegno di prossimità. Certamente è un impegno, un lavoro.
      Del resto, in altra pagina, si parlava pure di lavoro per cani, gatti e pesci. C'è anche quello per i vicini con i quali c'è un discreto rapporto.

      Sì, inseguire virtute è un lavoro, Di miglioramento su se stessi e sulla comunità. Un tentativo di contrastare l'entropia sociale.

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    7. L'entropia, vedi bene, è incrementata al massimo dallo "egualitarismo" del "sociale".

      Ovvero, si fonda su due concetti chiave del marciume, il primo è che le cose "capitino" (il "dato di fatto" o il "fatto compiuto"), il secondo è che le cose siano "dovute" (da cui "diritto").

      Invece le cose accadono, anzi devono accadere, come atto di volontà consapevole, come assunzione di responsabilità dovuta ad un ruolo e quindi ad un codice. Se vogliamo fare della letteratura romanzata, si torna all'antico concetto dello "onore".

      "Onore", una parola comune ai Latini e ai Celti, ha la stessa radice di "onesto".

      Significa "essere degni di stima, di rispetto, per le proprie virtù". E chiudiamo il cerchio con la "virtute" dantesca.

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    8. Da cui il concetto del "rispetto". Nell'universo "egualitario", tutti hanno "diritto" al "rispetto" per il fatto di esistere. Concetto palesemente assurdo, il rispetto è qualcosa che si guadagna perseguendo la virtù. Insomma te lo devi guadagnare.

      Un corollario è che al giorno d'oggi pochi sono degni di rispetto. Facciamo il caso di un "pubblico ufficiale". In teoria chi ha questo status DEVE conformarsi ad un certo codice di condotta da cui deriva l'implicito rispetto, della carica e dell'uomo che la impersona. In una contesto di tipo sudamericano il "pubblico ufficiale" è qualcuno che è stato incaricato per rappresentare gli interessi di certi suoi "amici" e quindi usa la carica che impersona per compiere azioni disonorevoli. Per cui non c'è corrispondenza tra la "figura retorica" che dovrebbe esigere rispetto a prescindere e la "figura reale" che invece comanda disprezzo.

      E' un mondo alla rovescia, UCoso, quello in cui viviamo ai nostri giorni. Non succede per caso.

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    9. Questi due commenti sul valore dell'onore e sulle "condizioni" ambientali (utilitariste/ugualiste) della societa' sono bellissimi, Lorenzo.
      Grasie per il regalo.
      Una persona nobile è colei che segue le virtù e la sa difendere.
      _rio, il tuo alter ego anarchico, tesoriere del GAS, è proprio una persona d'onore, nobile. A volte così moralmente eccellente che... pensa che anche gli altri siano tutti come lui.

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  5. Io non prenderò la pensione, so che morirò barbona, ma condivido ciò che hai scritto.
    Aiutare il prossimo indipendentemente dal valutare i suoi errori è da gran signore. Non tutti sanno usare la bilancia nelle scelte che fanno.
    Uomo sei gran bravo uomo?
    Ciao ^_^

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