lunedì 26 settembre 2016

Perché a casa?



Perché ero a casa domenica in una delle mille giornate di questo tempo monotamente, implacabilmente sereno, solatio? Perché mi sono reso conto che camminare nella polvere di una savana secca tendente sempre più al giallo bruno aumenta oltre misura il mio nervosismo.
Sabato mattina c'era uno sgradevolissimo puzzo di materiale vegetale ancora fresco/non secco bruciato. Ad una certa ora ho udito e quindi visto passare velocemente un'autompoma dei vigili del fuoco per la stradina che, da sotto casa porta alla fattoria là in fondo, attraversando campi e bosco. Più tardi ho visto che c'erano tre punti di fumo e relativi focolai , nel bosco, un chilometro e mezzo più in là.
E di novo, sulla strada in fondo,vedo passare i camion cisterna per il trasporto dell'acqua potabile. Sono centinaia le frazioni che si appoggiano su fonti che sono ai minimi o già secche.
A parte un paio di ore di pioggia tra quei venerdì e sabato nulla.
Io odio sempre di più questo tempo orribilmente monotono da mesi, questo tempo sereno di morte.
Mi fa talmente schifo osservare gli spaventosi effetti della siccità che mi passa la voglia di camminare.

6 commenti:

  1. Qui invece è tutto normalmente verde e c'è ancora acqua nei torrenti.

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  3. Da noi nebbia e umidità al 98% come 11 mesi l'anno. Per la gioia delle mie articolazioni e del mio umore.

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  4. Io odio sempre di più questo tempo orribilmente monotono da mesi, questo tempo sereno di morte.

    Mi ricorda l'incipit de ''Lo straniero'', la stessa sensazione di arsura della vita, del vissuto e dei segni.
    E il giallo è un colore acido, è normale che innervosisca.
    Bella somma.

    ===

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.