mercoledì 14 settembre 2016

Un ulteriore sfregio

  • Chi disprezza compra
    Detto popolare

A La Zanzara ieri, giustamente, Cruciani ha attaccato Parenzo: non hanno senso le "battaglie civili" della "sinistra" quando essa lavora in tutti i modi possibili per far arrivare alloctoni e ostili e con usi e "valori" esattamente e ferocemente contrari.
Ho saputo del dramma di Tiziana Cantone (qui, qui, questo interessante perché svela altri dettagli) . E di alcune cose nient'affatto scorrelate come questa oppure, come diceva sempre Cruciani, in Calabria Saudita questa.
Oggi sono sgomento. Tiziana è finita si è messa in un tritasassi che l'ha annientata. Avrei scritto cose veementi, qualche anno fa. Forse il cinismo, ora, oppure un po' di saggezza in più mi lasciano più introspettivo. oggi non voglio urlare.
Io che considero le femmine, le donne, come l'altra metà del mondo, quella metà di un uno sacro di due metà. Gli anni di studio del (neo)tantra mi hanno lasciato questa sentimento e comprensione della sacralità del maschile e del femminile.
Ma, come insegnano i buddisti, mai allontanarsi dalla realtà, dalla sua osservazione.
Le "battaglie civili" stendono un sottile strato di colore politicamente corretto sulla punta del ghiaccione (iceberg), Ciò che è sotto è il Chaos, come spiegavano i greci, ovvero l'etologia evolutasi in centinaia di migliaia di generazioni. L'eros è perfino barbarie; ora le gesta testosteroniche dei nostri "bravi ragazzi" fanno rumore più d'una volta; il resto del mondo, e.g. l'Egitto, si basa ancora su cose così.

Uno dei libri più importanti della mia vita è stato La Regina Rossa di Matt Ridley: i maschi della nostra specie, quando la vita era una dura battaglia quotidiana per la sopravvivenza, erano terrorizzati dall'idea di dover tirar su figli di altri (si noti che è una mezza analisi, se tu tieni figli di altri, altri poi terranno i tuoi). I tentativi di reprime e controllare la sessualità femminile, di demonizzarla, sono uno dei pattern etologici di quasi tutte le culture. Le rare culture matriarcali sono eccezioni, direi, da questo punto di vista. D'altra parte, anche le femmine con la loro ricerca del maschio alfa, non migliorano affatto le cose (sul piano biologico, etologico la stessa critica che Andre Van Lysebeth imputava alle donne sul piano sociologico, pedagogico, prime complici della misoginia, qui uno dei casi famigerati).
Io non so cosa ha fatto Tiziana Cantone: se avesse fatto del sesso creativo, scoppiettante, osceno, lussurioso, artistico e averlo condiviso, potrei solo pensarla come eroina, come ho sempre fatto, forse idealizzando(la, ma non troppo). Ma le masse sono di idioti maschi sbavosi che più disprezzano più bramano gli "oggetti" delle loro pulsioni.
E' orribile? Sì, è orribile e scemo. Ma il giudizio "scemo" è sul piano culturale ovvero è ciò che emerge dall'acqua. Poca roba; figurati poi se si tratta di quella vernicetta.
Certamente, anche se non si può dire, Tiziana è stata debole nel senso che non ha retto e i deboli, da sempre, sono i primi a soccombere. La realtà è di diversi, forti e deboli, carnefici e vittime, maschi e femmine, anche se i lobotomizzati te la menano su da mane a sera che saremmo tutti uguali, l'uguaglianza ugualista per scemi che, semplicemente, non esiste. Infierire sui deboli è da vigliacchi.

Ignorare la realtà, così cara ai buddisti, è la fonte di ogni male, è il male.
Ecco le isterie e lo scandalo sclerante dei sinistri sinistranti, ancora una volta del tutto irrazionali, assurdi, inconcepibili. Delle mentecatte come Eretika sono proprio l'esempio di persone che si schiantano a bordo strada perché essa, schifosamente, razzisticamente, fascisticamente, machisticamente, non va dove dovrebbe andare, la realtà sbagliata perché non è come le loro piccole menti scadenti vorrebbero fosse.
Abbiamo così tanti problemi per cui importarne a milioni, in vari ordini di grandezza ancora peggio, ad esempio proprio sul rispetto delle femmine, non ha alcun senso.
Sarà un'Europa sempre meno per donne? Sì e lo sarà per merito dei kompagni collaborazionisti che importano ulteriori problemi enormi come se i nostri non fossero già sufficienti. Anche solo questo è un ulteriore sfregio a Tiziana, alle donne.


81 commenti:

  1. Non conosco il caso..i video sono stati estorti oppure no?
    Nel primo caso capisco il dramma... nel secondo boh...se ti filmi o ti fai fare fimini devi sapere che rischi che vadano in giro, sono cose abominevoli per chi lo fa alle tue spalle ma che si devono mettere in conto prima. Mi dispiace comunque per l'epilogo. Oggi i giovani usano il corpo in modo molto "mediatico" e queste sono drammatiche conseguenze della cosa.
    Trovo molto piú drammatico il caso della ragazzina tredicenne abusata per lungo tempo da un branco di uomini del paese nella piü grande omertá generale.

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    1. Il Primato Nazionale riporta che una sentenza cita la volontarietà delle riprese e anche dell'invio ad alcuni siti.
      Tiziana ha collaborato alla sua triturazione mediatica, almeno inizialmente.
      Sì, usare il corpo in modo "mediatico" senza sapere che ci si espone ad una terribile berlina.

      La storia della tredicenne abusata da otto ragazzi (tra i quali, Cruviani riportava, il figlio di un capo ndranghetista) è una storia ancora peggio. Già.

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  2. Non commento a proposito dei morti.

    Però ti sbagli sulla faccenda dei "figli degli altri". Proprio in epoche dove la vita umana valeva zero e ogni giorno era una scommessa, diventava necessario occuparsi dai "figli degli altri", tanto che spesse volte era specificato per legge. Ancora oggi rimane nella normativa italiana l'impronta di quel passato quando i minori che non possono essere accuditi dai genitori vengono accollati obbligatoriamente ai parenti più prossimi. E' il concetto del clan o del legame di sangue che NON A CASO le modifiche di legge più recenti puntano a smantellare, sia in basso, quindi i legami familiari, sia in alto con il legame tra sangue e terra. Fa tutto parte del Piano.

    Riguardo Cruciani, un cinico sempre in posa e insopportabile. Parenzo fa la spalla del due comico e rappresenta lo stereotipo dello pseudo-intellettuale "di sinistra". Si tratta di uno spettacolo tipo CSI dove si fanno autopsie e si mostrano le larve sui cadaveri.

    La "sinistra" è una disgrazia di dimensioni bibliche ma, come ho detto e ripetuto, è solo un paravento delle famose elite apolidi.

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    1. Dal puntyo di vista dell'onestà intellettuale, avrebbero potuto e potrebbero incazzarsi come delle iene color che non tenatrono mai di coprire (e quindi ingravidare) una femmina (di proprietà) altrui.
      Ma se tu vai a scopare le donne degli altri, allora, è ovvio che altri tentino di scopare la tua.
      Quindi potrai rischiare di mantenere figli di anonimi come anonimi manterranno i tuoi.
      (attenzione che si parla di sconosciuti, forse anche competitori, non di parenti, quindi famiglia).
      Ma questo ragionamento è, appunto, basato su un ragionamento, è culturale e viene spazzato via dalle reazioni istintuali.

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    2. Ancora UCoso, il tuo modo di pensare è "moderno", nel senso peggiore del termine. Secondo te perché le donne non trasmettono il cognome nella nostra tradizione mentre trasmettono l'ebraismo agli Ebrei?

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    3. (una volta era) Madre certa.

      Da questo punto di vista avrebbero dovuto passare anche il cognome.

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    4. Quindi la risposta qual'è?

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  3. A proposito di un'Europa sempre meno per le donne...
    Ecco la gioia, la fantastica opportunità, il progresso della società multietnica.

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    1. Le donne trovano quello che cercano.

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    2. Se fai un giro su Internet ci metti qualche secondo a trovare il senso di quello che ho scritto.

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  6. Volevo stare zitta ma non ce la faccio.
    La ragazza in questione aveva 31 anni. Sempre la ragazza in questione era ben consenziente a fare il video in cui si divertiva molto a sostenere che il moroso era un cornuto, e sempre la stessa ragazza lo ha fatto girare tra i suoi amici.
    Ora, non c'è nulla di criticabile nel fare un filmino di prodezze sessuali, non c'è nulla di male nel far pompini e ancora non c'è nulla di male nel far vedere il video. Già sulla parte del bullarsi di star tradendo ci sarebbe da discutere per la parte che riguarda la mancanza di rispetto ma tralascio.
    Quello su cui c'è da fermare il pensiero è che una persona di 31 anni non avesse messo in conto la possibilità che accadesse quello che è accaduto. C'è da meditare sul fatto che non è andata a testa alta perché convinta del suo operato. C'è da riflettere sulla assoluta incapacità di reazione di una persona adulta.
    Non c'è nulla di drammatico, c'è una serie di eventi prevedibili con un minimo di logica e buon senso. E se non sei in grado di sostenere la responsabilità delle tue azioni è più che giusto che tu soccomba. Non è "finita" in un tritassassi, ci si è messa da sola.
    Riassumendo non sono né il suo suicidio né la sua morte a renderla una martire sull'altare della cattiveria di mondo e social.

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    1. E' tutta una commedia AlaCosa.
      Ormai non esiste più ne il concetto di "normalità" ne il concetto di "morale".

      Non si tratta dei trentenni ma dei quindicenni. Tutti fanno finta di non sapere che i ragazzini riempono Internet con video porno amatoriali girati a scuola o nelle loro camerette.

      Video che quando va bene si possono catalogare nelle tre o quattro casistiche convenzionali ma che attraversano anche tutte le categorie del fetish.

      Sono cose che sono sempre esistite solo che una volta il "normale" era il gioco della bottiglia e la toccatina di sfuggita e il resto era "trasgressione", adesso il porno o anche il fetish è la anti-normalità-normale quotidiana.

      Mi fanno ridere, tutti. Non i "giornalisti", un mestiere veramente disgustoso, mi fanno ridere i genitori, gli insegnanti, le figure degli "educatori". Cosa pensano che ci facciano i ragazzi con Internet, considerata nella accezione contemporanea? E con lo scemofono? Fanno finta di non vedere che i loro figli imitano certi esempi invece di altri?

      I trentenni che oggi hanno 15 anni saranno stanchi di tutto.

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    2. Per il resto, UCoso qui, il padrone di casa, è a tanto cosi da pubblicarci oltre che la cronaca scritta delle sue imprese amatorie anche il video documentario. Secondo me lo frena il fatto che ha solo due mani.

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    3. Lorenzo a me non fa specie che si facciano le cose, video e sesso fetish compreso (dove non c'è costrizione ovvio). Mi fa specie che non si pensi mai alle conseguenze prevedibili e logiche e che si parli poi di bullismo giustificando atti scriteriati a monte. E non scriteriati nel contenuto ma nella leggerezza da gas elio con cui vengono compiuti.

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    4. Ti fa specie perché non hai capito la situazione.

      Allora mi devo dilungare.
      In questi giorni in Parlamento si discute la proposta di legge per la "legalizzazione" delle "droghe leggere". Stringi stringi, la motivazione è che sarebbe inutile vietare un comportamento che ormai è considerato "abituale", "normale".

      Un passo indietro.
      Qualche anno fa sul treno che attraversa la Brianza e raccoglie i pendolari la Polizia ha arrestato una banda di spacciatori stranieri, non il giorno dopo, qualche anno dopo che ebbero cominciato l'attività. Questi spacciatori vendevano la droga principalmente ai ragazzi che andavano o tornavano da scuola.

      Non finisce qui. Richiesti sulla ragione di questo business ferroviario-scolastico, gli spacciatori addussero questa ragione: è vero che gli studenti hanno meno soldi di altri (ndr, il panettiere sotto casa dice che comunque comprano le focacce con pezzi da 50 euro) ma c'era il bonus che le ragazzine (o i ragazzini, a seconda dei gusti) pagavano la droga con prestazioni sessuali.

      Ora, prego notare:
      1. che opinione può avere dell'Italia e degli Italiani un immigrato che va sui treni a vendere droga ai ragazzini che in cambio gli fanno i servizietti.
      2. i babbi che vedono le figlie uscire con la cartella alla mattina e pensano che sul treno parleranno con le amiche della interrogazione di storia, invece vanno a fare i servizietti agli spacciatori magrebini in cambio di droga.

      Passo avanti.
      In questi giorni i "giornalisti" hanno riempito lo spazio vuoto con un altra "notiziona" - "ragazza minorenne (?) violentata (?) nel bagno della discoteca mentre le amiche riprendevano la scena con lo scemofono."
      Due considerazioni: lasciando perdere i fatti di cronaca in se stessi, questo non è una eccezione, è LA NORMA. Se tu vai a domandare alle "amiche", ti diranno che sul momento riprendere lo stupro (?) con lo scemofono sembrava divertente, una cosa che comunque fanno tutti, niente di strano.

      Viene in mente nessun post di questo blog a proposito di una certa località vacanziera? E la considerazione sui "babbis separati" obbligati ad accondiscendere?

      Tutti i pezzi si incastrano a risolvere il rompicapo. La "conseguenze" NON ESISTONO se non nella storia costruita a tavolino dai "giornalisti". Perché nella realtà ci sono persone che pubblicano video con gli animali e vivono felici e contente della loro "normalità". E con loro vivono felici e contenti genitori, insegnanti, compagni, eccetera.

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    5. I tuoi "atti scriteriati" sono come la pista di coca o il cannone, una abitudine. Poi magari quando attraversi per andare dal panettiere ti tirano sotto. Quindi attraversare la strada è un atto scriteriato?

      Ripeto, se parti dal presupposto che QUALSIASI COSA è "normale", farsi di droga, avere Vendola come mamma, comprare la droga andando a scuola in cambio del servizietto, ficcarsi un paletto di ferro in un sopracciglio, riprendere con lo scemofono un cadavere mentre i soccorritori cercano di passare tra la folla, applaudire ai funerali, eccetera eccetera... QUALI CONSEGUENZE dovresti temere? Conseguenze a cosa?

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    6. Non a caso il mantra contemporaneo è la "legalizzazione", il "diritto". Il "diritto universale a fare o essere qualsiasi cosa". Dove "diritto" non ha solo la componente passiva di "qualcuno mi deve garantire che" ma anche quella attiva di "è giusto che".

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    7. Ecco, il mondo si divide in due, quelli che leggono questa pagliacciata e la prendono sul serio e quelli che prima ridono e poi maledicono.
      L’educazione digitale che ci manca

      La EDUCAZIONE (digitale) che (ci) manca.
      Italiani, povera gente inconsapevole di tutto, di quello che fa e che dice.

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    8. x Alahambra:
      > Non è "finita" in un tritassassi, ci si è messa da sola.

      Sì, Tiziana ha avuto, inizialmente, un ruolo attivo nella divulgazione/pubblicazione di quel filmato.
      Infatti, nel testo della pagina, avevo collegato l'articolo de il Primato Nazionale che svela, appunto altri dettagli, citando parti di una sentenza dalla quale emerge il ruolo attivo di Tiziana nella divulgazione del video (testo: "questo interessante perché svela altri dettagli").
      Allora, per essere più chiaro, ora modifico il testo, barrando "è finita" e affiancandolo da "si è messa".

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    9. x Alahambra:
      > non sono né il suo suicidio né la sua morte a renderla una martire

      Non ho usato il termine martire; ho scritto che, forse, potrei pensarla, come eroina. Del resto avevo parlato di idealizzazione a eroina anche per anche per Sara Tommasi. Questa, a differenza di Tiziana Cantone, aveva già vissuto il tritasassi mediatico e, in qualche modo, ha evitato di soccombere.

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    10. Lorenzo sei un nobile idealista.
      E gli idealisti sono ciò che manca, che manca di più in questo mondo sempre più grettamente utilitarista, di tubi digerenti semoventi.

      > non esiste più ne il concetto di "normalità" ne il concetto di "morale"

      La normalità, come sai, è funzione dello spazio e del tempo. cambi i luoghi o cambi il tempo e la normalità cambia, a volte anche con "soluzioni di continuità".

      La morale, essa stessa, può essere... immorale, come ha picconato Nietzsche in "La genealogia della morale": la morale dei monoteismi (e quindi dell'illuminismo e del marxismo) è stata sovversiva e, per molti versi, patologica, immorale.

      La morale, inoltre, in qualche modo, è indipendente dal genere.
      "Non desiderare donna d'altri!", sebbene "maschilista" secondo alcune letture, pone un vincolo proprio sui maschi.
      Solo che ora, con la tecnologia, per le femmine il vincolo rigido "sessualità <-> riproduzione" è stato rotto.
      Quindi
      o - o si rimuovono i contraccettivi (e quindi poi si arriva subito alla questione di cosa fare di altri usi, correlati, della tecnologia, come gli antibiotici, come vedi, anche se non ti piace, il mondo è complesso) e si torna alle femmine "controllate" dai maschi (che a loro volta non potranno più godere della promiscuità o essa calerà quasi fino a zero) e quindi è chiaro che poi le femmine non potranno trombare con questo e quello e quindi neppure farci dei video
      o - oppure sai che esistono i contraccettivi, le telecamere nei furbofoni, l'editoria in proprio anche di cortometraggi, anche porno, la loro diffusione.

      Del resto, qui siamo a ruoli quasi invertiti: io critico della modernità che ne osservo gli effetti e tu, da sempre critico del mio antimodernismno, nel ruolo di critico severo della modernità nella morale.

      La liquidità non è solo nell'uso della tecnologia, nel consumismo, anche sessuale, come paradigma di vita. la liquidità, come scrisse più volte Baumann, riguarda anche le relazioni, riguarda anche la sfera erotica.

      Nel caso di Tiziana Cantone il dirittismo, una stronzata che non ha alcun senso, non lo ha MAI, non cambia un tubo. Ella, di fatto, è riuscita ad usufruire di un diritto di fatto di esibire la propria sessualità in pubblico ma questo ha comportato il fatto che ne venisse tritata.

      Mi ricorda un po' le note, giustamente durissime, di alcuni alpinisti valdostani a proposito del fatto di aver osservato, sui ghiacciai del Bianco, giorni addietro, turisti in pantaloncini.
      L'accesso ai quattromila "garantito" alle masse nn ha elevato, in alcun modo, il livello medio di conoscenza della montagna e dei suoi rischi.

      Io sono, da sempre, per l'abolizione di strade e impianti di risalita, in montagna.
      Mi chiedo se tra qualche anno sarei anche per l'abolizione della porno editoria in proprio in Internet.
      Ad esempio, io penso che la battaglia contro la canapa sia una cazzata colossale.
      E, a istinto, mi vien da pensare che anche la battaglia contro il porno autoprodotto sia una cazzata colossale.

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    11. Secondo me non hai capito bene cosa ho scritto.

      Io non ho detto quale dovrebbe essere la "normalità" o quale dovrebbe essere la "morale".

      Ho detto che non esiste più il concetto di "normale" o di "morale" perché entrambe le cose sono state estese, stirate, allargate, approfondite, in modo da INCLUDERE chiunque, qualunque cosa.

      E' una macchina che si è messa in movimento parecchio tempo fa e parliamo sempre del famoso Piano.

      Siamo tutti uguali e siamo tutti diversi, l'unico modo per rendere vere entrambe le affermazioni è abbassarsi al minimo comune denominatore, quindi essere uguali e diversi nell'essere praticamente nulli.

      Ora, senza allargarci a tutti gli aspetti del vivere, parliamo del "digitale". A parte il fatto che quasi nessuno sa cosa significhi propriamente il termine, il fatto è che abbiamo degli strumenti concepiti per dare modo alla gente di condividere idee che però sono adoperati da gente condizionata dalla nascita a non avere idee, a conformarsi alle idee di altri. Il risultato è che questi strumenti nati per consentire la condivisione finiscono per essere adoperati per condividere il minimo comune denominatore, quindi gli sfinteri che tutti noi possediamo.

      Non c'è nessun problema negli strumenti, nelle tecnologie. Il problema è sempre lo stesso, il Piano che richiede la riduzione dell'essere umano a qualcosa tra l'oggetto inanimato e la bestia.

      Chi ha o dovrebbe avere responsabilità di educare, di guidare, di decidere, RIFIUTA queste responsabilità, si adegua anzi domanda di esserne sollevato. Quindi se poi tua figlia finisce su Internet in un video che ripete soltanto altri centomila video analoghi, è implicitamente "normale".

      Quando arriva l'ordina dagli azionisti di NON pubblicare informazioni (quasi mai) o opinioni (quasi sempre) su argomenti importanti, ecco che si riempe il giornale col gossip. La figlia di UCoso vittima di bullismo. Ripresa mentre faceva un servizietto ad un magrebino. Eccetera eccetera.

      Poi anche tu UCoso a volte pensi tutto storto. Per esempio sembri non capire che la "sessualità" non è ne una rappresentazione ne una partita di tennis.

      La "sessualità" è qualcosa che è radicata negli istinti più primitivi e attraversa trasversalmente tutti gli strati sia dello "individuale" che del "sociale". Essendo qualcosa che è quasi completamente irrazionale e inconoscibile, converrebbe maneggiarla con cautela.

      Ma siccome è anche un potente strumento di condizionamento dell'essere umano e quindi della società, la "sessualità" è una di quelle cose che ci vengono tirate contro come un'arma. Nello specifico, ricollegandomi al discorso sugli USA, la iper-sessualizzazione dell'esistenza, ovvero condizionare la gente a credere che il "sesso" sia uno dei, o l'unico, primo motore dell'universo e che bisogna pensare tutto e tutti in funzione di quello. Lo scopo è banale, la riduzione delle persone all'eterno stato adolescenziale.

      Ecco che ci sono attrici e cantanti quarantenni che si esibiscono in comportamenti "adolescenziali" che poi vengono assunti a modello dai veri adolescenti. E' la "normalizzazione", la "banalizzazione" di cose che in passato esistevano ma erano percepite come devianza, eccesso.

      In pratica siamo dentro una parodia porno di un film della Marvel.

      Riguardo i tuoi pensieri sulle "battaglie contro", siamo sempre li, tu vieni da una certa direzione e sei condizionato di conseguenza a certi automatismi, non te ne rendi conto. Non c'è niente da fare.

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    12. La sessualità arriva all'animo delle persone.
      Ma ci arriva in modo specifico per ciascuna di esse.
      Per alcune è sport, altre esibizione, altre è dipendenza, altre ancora non hanno una vita sessuale (io per cinque anni, con qualche sporadica interruzione), per altre è una routine etc..

      Ciò in cui non ti seguo è la deresponsabilizzazione dell'individuo: assunto che l'imbecillizzazione di massa, cosa ampiamente osservabile, è un fatto oggettivo, le persone che si mettono nel tritasassi mediatico del porno fai-da-te sono una minoranza.
      Di queste, solo alcune, rare, soccombono dalla pressione mediatica.

      La vita è difficile, è difficoltà, glora e infamia, e tante cose. Se tu blocchi questo o obblighi a quello, sposti la lente, vedi alcune cose deformate, ma altre, nel frattempo, sono uscite dal focus.
      Esisteranno persone deboli, persone che soccombono, persone con dipendenze via via più forti fino al distruttivo.

      Infatti, l'unica cosa regionevole è educare le nuove generazioni al fatto che il sesso puà diventare esoplosivo e quindi anche pericoloso.
      Certo che se una persona è gragile, ha dipendenze, etc. sarà attratta dall'esplosivo e dal pericoloso.
      Informare ed educare, ancora, è necessario ma non sufficiente.

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    13. Oh signore.
      Riproviamo.

      Ci sono due stati, per tutti noi.
      Lo stato del conformista inconsapevole e quello del conformista consapevole.

      Ovvero, fare il video con lo scemofono e mandarlo in giro è un cliche, una ripetizione meccanica di un comportamento stereotipato. Lo fanno (quasi) tutti, lo faccio anche io. Perché? Perché è una "figata".

      Ma è una figata anche avere in mano lo scemofono, usare la "app" pincopalla, iscriversi al servizio caiosempronio, eccetera. Cose che fanno (quasi) tutti quindi sono comportamenti obbligati.

      La vita è difficile perché si invecchia ci si ammala e si muore. Se rimanessimo tutti congelati ai vent'anni, la vita non sarebbe affatto difficile, al massimo sarebbe noiosa.

      E' il vuoto che spinge la gente a muoversi. Un mio amico tempo fa mi ha detto che se alla mattina lui non ha una lista di cose da fare, non importa quali, si sente morire.

      La lista alla fine te la danno gli altri e tu ti conformi.

      Riguardo il sesso, purtroppo o per fortuna tu non sei il mio interlocutore. Ti osservo e basta.

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    14. Anzi, cerco di osservare il meno possibile perché se a te diverte esibire a me non diverte assistere. Secondo me, l'ho già scritto, qui non siamo tanto lontani da mettere il video.

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    15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    16. Di fronte ad eroina desisto. Non ho la forza per replicare di fronte ad una affermazione così enorme e inappropriata e fuori contesto e slegata dalla realtà.

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    17. AlaCosa, il tuo errore secondo me è il "possibilismo" magnanimo ma superfluo.

      Scrivi "a me non fa specie" ma non hai inquadrato il "cosa". A nessuna persona ragionevole "fa specie" che un certo numero di persone mangino lo stucco raschiandolo dalle pareti. Il mondo è notoriamente vario. Ma proprio perché siamo ragionevoli, quando trovi lo stucco raschiato dalla parte sullo scaffale del supermercato perché moltissime persone lo mangiano, ecco, li dovrebbe suonare un campanello d'allarme.

      Ovvero, come ho scritto, la percezione del giusto/sbagliato che poi confluisce nel quotidiano e nella normalità.

      Non si tratta di vietare, di impedire o di giudicare. Si tratta di capire come, dove e perché si definisce la "media" delle persone, i riferimenti, i modelli.

      Torno a dire, è risaputo che nelle acque reflue di Milano ci sono tonnellate di cocaina. Viene rilevata dalle analisi sulle varie sostanze inquinanti. A me non fa specie che qualcuno sniffi la bamba, comincia a farmi specie se lo fanno (quasi) tutti, se da atto trasgressivo di pochi diventa abitudine di consumo per molti o per tutti.

      Perché, per la centomilionesima volta, nelle cose umane NIENTE ACCADE PER CASO.

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    18. Compresi i discorsi che si fanno qui e altrove, niente accade per caso.

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    19. > la ripetizione meccanica di un comportamento stereotipato

      Questo vale anche per i divieti.
      Non lo faccio perché è vietato /disdicevole/non è di moda.
      Il conformismo non è solo sugli atteggiamenti, riguarda anche le omissioni.
      Eppurre dovresti capirlo e saperlo anche da solo.

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    20. Alahambra, potrai pure non essere d'accordo sull'eroina (peraltro, nel caso di Sara Tommasi io scrissi i perché di quella idealizzazione ed è semplice e ragionevole).
      Ci sono le glorie della moda, ci sono quelle della cucina, quelle del calcio e ci sono pure quelle del sesso.
      Scandalizzarsi!? Nessuno te lo vieta.

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    21. Non è il di cosa Uomo, è il soggetto. Come si fa a far assurgere ad eroina una che non aveva idea di quello che stava facendo? Non ce la faccio, è assurdo oltre ogni limite.

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    22. Lorenzo stavolta non hai colto il punto. Il senso è che quando cesserò di notare quanto poco sano sia quello che adesso è (o viene fatto passare per) normale sarò una persona peggiore, perché spenta o rassegnata.
      Continui a sostenere che il problema in questo caso è che lei abbia fatto il video, quando a me pare evidente che il problema risiede nella totale mancanza di senso delle conseguenze. Mi chiedi quali conseguenze.
      Esemplifico: se non guardo quando attraverso verosimilmente prima o poi un'auto mi stira (conseguenza). Se non presto attenzione quando trito la cipolla prima o poi mi affetto un dito (consrguenza). Se taglio un ramo standoci seduta sopra casco con tutto il ramo (conseguenza).
      Se faccio girare un video porno mio mi daranno della troia e mi insulteranno (conseguenza). Posso pure devidente di fare lo stesso tutte quelle cose ma devo pure sapere a cosa vado incontro. A 31 anni non è proponibile non saperlo.
      Ma poi vedi, questa si è suicidata perché non ha pensato prima e per Uomo è una eroina e quindi di che stiamo parlando? Di normalità? A me non sembra proprio.

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    25. No AlaCosa, il fatto è che io conosco la natura degli aggeggi, se non quella delle persone.

      Quando dici "faccio un video" non intendi che prendi il treppiede, metti la pellicola nella cinepresa, monti la cinepresa sul treppiede, sistemi le luci e poi dici "azione". Il giorno dopo prendi la pellicola e la porti dal fotografo a farla sviluppare in cinque copie e poi distribusci le copie agli amici.

      Questa procedura "classica" presuppone che ad ogni punto tu eserciti un notevole atto di volontà e che tu possa decidere tra diverse opzioni, per esempio non sviluppare la pellicola, farne solo una copia e tenere copie e negativo in cassaforte invece che distribuirli.

      Ai giorni nostri invece la gente ha in mano lo scemofono tutto il giorno e lo spippola in continuazione. L'espressione "faccio un video" significa tre o quattro movimenti delle dita, gli stessi con cui cerchi i pokemon o guardi le email. E devi tenere lo scemofono in mano per la durata del video, un atto relativamente naturale per chi ce l'ha in mano sempre e comunque. Poi due toccatine allo schermo e oplà, hai inviato il video ad una lista di contatti dentro una "app".

      Ripeto, ancora e ancora, non solo OVVIAMENTE non esiste più "normale" o "morale", tutti fanno tutto, in qualsiasi modo e momento. Ma le modalità con cui si FANNO le cose sono le più immediate e irragionevoli possibile.

      Il prossimo step dello scemofono è il "wereable device", cioè un aggeggio che porti addosso come una collana o un orologio. Immaginati cosa ci vuole a "fare un video" e a condividerlo con il mondo. Non te ne accorgi neanche, potresti riprendere ed essere ripresa 24 ore al giorno senza dovere muovere un dito.

      Riguardo farsi dare della troia. Credimi sulla parola perché non mi va di entrare nei dettagli ma ci sono situazioni dove "fare la troia" è un modo per essere accettati, approvati, popolari.

      Quello che non funziona nella nostra discussione sul caso di cronaca è che UCoso è un esibizionista quindi per lui tutti dovrebbero mostrarsi reciprocamente nell'atto della copula, tu invece vedi la "sottovalutazione delle conseguenze" che NON CI PUO' ESSERE quando tutti fanno tutto e quindi le "conseguenze" sono NORMALI.

      Io non voglio entrare nel caso in questione, anche perché non ne so nulla. Però siccome vedo che ci sono migliaia, milioni di gente che è immortalata mentre fa ogni genere di cosa e NESSUNO SI SUICIDA, altrimenti ci sarebbe una ecatombe, direi che si tratta di una eccezione rispetto alla NORMA che dicevo.

      Ultima nota: quando dico che tutti fanno tutto non intendo solo faccende di tette e culi, intendo medici e infermieri che fanno selfie con cadaveri o mandano in giro foto di pezzi di corpi e similia, piloti di areo che si riprendono a farsi le canne mentre sono in volo e via via.

      Che ci siano delle "conseguenze" è evento eccezionale, la norma è che passi tutto in cavalleria perché tutti fanno tutto.

      Eh, cara mia, non hai ancora visto quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

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    27. > UCoso è un esibizionista

      Ahahah.
      Lorenzo, come sei buffo.
      :)
      Io sono esibizionista come lo è, fisiologicamente, più o meno, ogni homo.
      Inoltre, nell'ambito dell'eros, finché non si torna ad avvicinare natura e cultura (etologia) continueranno ad esserci dei disastri.

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    28. > Come si fa a far assurgere ad eroina una che non aveva idea di quello che stava facendo?
      > Non ce la faccio, è assurdo oltre ogni limite.

      Io mi meravigli che sia gente che idolatri attori, o pedatori della palla, cantanti di plastica, etc. .


      Questa pagina, comunque, principalmente vuole sottolineare la dissociazione sempre grave e diffusa nei comportamenti sessuali.
      Talmente grave che più questi sbavosi insultano gli "oggetti" delle loro pulsioni, più li bramano.

      Sul fatto che mettersi in questo tritacarne mediatico senza averne cognizione, forza, costanza e resilienza sia un'assurdità, convengo pienamente.

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    29. Lorenzo

      Non lo fanno affatto "tutti" quello di essere attori, registi e produttori di porno in proprio.
      Quante persone arrivano a questo punto? 1%? 0,1%? 4%? 0,0%?
      Se si arrivasse allo 0,3% sarebbero 9000 donne che si autoproducono.
      Come ordine di grandezza potremmo esserci.
      Quindi il 99.97% delle donne non lo fanno.

      Direi quindi che la stragrande maggioranza delle donne non produce affatto alcun porno in proprio.

      E' chiaro che se ti discosti da una maggioranza così netta, ti prendi onori (vanagloria, direi, come in tutto il mondo della spettacolo, in quello erotico ancor più vana) e oneri pazzeschi, estremi, come il linciaggio morale pubblico.

      Il "così (non) fan tutti" non dice nulla.
      Più c'è allineamento e più il discostarsi dal comportamento maggioritario è rischioso.

      I progetti ad alta redditività, ad alto valore aggiunto, sono i più rischiosi.

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    30. Tu NON LO SAI quanti lo fanno, ciccio.

      Secondo la mia esperienza diretta DA DENTRO gli aggeggi che tutti usano, il 99.9% lo fa.

      Vedi bene perché insisto che vivi, viviamo tutti dentro una commedia.

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    31. Ah, no, tu non sei esibizionista come "ogni Homo".

      A parte che ti ho detto cento volte che "homo" è un genere, non una specie e dovresti smettere di usare termini pseudo-tecnici che fanno figo solo al circolino ARCI.

      Tutti qui abbiamo fatto o facciamo le nostre cosettine senza renderne editto il mondo. Per esempio io conosco tot persone, nessuna mi racconta quando e come incula la partner o quando e come viene inculata dal partner.

      Ancora, dentro la commedia.

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    32. Nota: ognuno di noi si misura, oltre che in base alle azioni, anche in base alla gente che frequenta.

      La differenza tra un fatto di cronaca e il non-fatto di cronaca consta principalmente nella differenza nella gente con cui questo fatto è condiviso. Ci sono "amici" che ti aiutano e ci sono "amici" che ti prendono a calci quando sei a terra.

      Tradotto in parole povere, se qualcuno manda a me un video, più o meno è come mandarlo su Urano, non lo vede nessuno. Se lo manda a Pasquale, è come proiettarlo sul maxischermo in piazza.

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    33. Ultima cosa: come sempre, non bisogna credermi sulla parola. Si può fare una piccola ricerca, per esempio intorno ai reati/denunce di cui si occupa la Polizia Postale.

      Cosi si vede quanto sono diffusi certi comportamenti/utilizzi della tecnologia contemporanea, con le relativamente ovvie conseguenze.

      Potrei aggiungere dettagli personali ma, siccome io non sono Pasquale, evito. UCoso, credimi sulla parola, praticamente chiunque ha uno scemofono in mano prima o poi fa le stesse cose che fanno tutti. Poi ci sono dei fattori al contorno che amplificano o smorzano gli effetti secondari.

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    34. > Secondo la mia esperienza diretta DA DENTRO gli aggeggi che tutti usano, il 99.9% lo fa.

      beh, io in effetti sono parecchio fuori da questo mondo, anche non tanto come altri.

      > A parte che ti ho detto cento volte che "homo" è un genere, non una specie

      Homo Sapiens Sapiens è l'unica specie sopravvissuta del genere Homo. Quindi c'è, ora una biiezione, una corrispondenza uno a uno.
      Perché vuoi fare il pedante?

      > conosco tot persone, nessuna mi racconta quando e come incula la partner o quando e come viene inculata dal partner.
      > Ancora, dentro la commedia

      Qui la commedia la stabilisco io e se non ti garba clicchi la crocetta in alto a destra e non frequenti questo luogo.
      Non c'è alcun obbligo di lettura di questo diario, Lorenzo.
      Certamente sei libero di esprimerti in modo caustico. Ma non capisco perché voglia metterla su questo piano quando sai che è una tua scelta leggere e commentare.
      Se non vuoi leggere pagine sull'eros, accedi via Web e controlla la categoria della pagina, evitando quelle classificate come "eros".
      Fine.

      In quanto alle regressioni indotte da tecnologie troppo potenti per le persone che le usano, sfondi una porta aperta. Io vedo tutti i giorni gli effetti dell'autossicodipendenza che non è certo meno grave delle dipendenza da connessione.

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    35. UCoso, non si tratta affatto di essere caustici, si tratta di riportare i dannatissimi FATTI.

      Questa frase:
      "Io sono esibizionista come lo è, fisiologicamente, più o meno, ogni homo."

      Contiene una affermazione falsa, quella sullo "esibizionismo fisiologico" e l'uso stereotipato (pseudo-intellettuale) di una parola impropria.

      Nel primo caso faccio presente che l'esibizionismo di cui il caso in oggetto, cioè pubblicare foto o video verso il mondo, è diventato un problema con l'avvento NON CASUALE di due fenomeni:
      - diffusione alle masse di strumenti elettronici di produzione di contenuti audiovisivi e condivisione (entrambi controllati, non indipendenti)
      - imposizione di modelli comportamentali fondati sulla NECESSITA DI APPARIRE, ovvero di ottenere la "fama", la "popolarità", A QUALSIASI COSTO.

      La vita diventa un continuo "talent show" e quando non hai alcun talento particolare, come per la faccenda del "valore economico", non ti resta che la prostituzione, non tanto e non solo nel senso immediato, prima in senso lato.

      Poi certo, un una folla di X persone ci sono rappresentati tutti i possibili comportamenti, c'è chi gestisce se stesso e le situazioni in un modo, chi nel modo opposto e tutte le condizioni intermedie.

      Ma le persone si distribuiscono in una certa curva. Come ho detto, i famosi "nativi digitali" sono persone che non conoscono altro che i modelli di cui stiamo parlando, non solo limitatamente ai "media" ma nella vita in generale.

      Ai miei tempi c'erano i drogati e c'era chi si ubriacava ma io nel mio giro di conoscenze non avevo ne drogati ne bevitori abituali. Oggi è il contrario, è difficile nel giro di conoscenze avere qualcuno che non si droga e non beve.

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    36. AlaCosa diceva delle "conseguenze".

      Quello che lei non capisce è che le "conseguenze" sono un fatto assolutamente accidentale ed anomalo in un contesto in cui (quasi) tutti fanno le stesse cose e non ci sono "conseguenze". Oppure, se vogliamo dirlo in un altra maniera, le "conseguenze" fanno parte della stessa "normalità" delle azioni che le provocano, quindi sono ugualmente accettate, anzi normali, appunto.

      Facciamo un esempio. Ai tempi di mio nonno era assolutamente normale andare al casino, non il posto dove si gioca, il posto dove si pagava la "marchetta" per incontrare una prostituta. C'erano delle conseguenze drammatiche? In certi casi ci saranno anche state ma nella maggioranza delle situazioni era un fatto della vita, accettato come tale, "normale".

      Il discorso di AlaCosa è come dire "io non obbietto al fatto che uno vada al casino, obbietto che non valuti le conseguenze". Quali conseguenze, quelle drammatiche eccezionali o quelle praticamente nulla della normalità?

      C'è una giornalista televisiva americana che è stata ripresa di nascosto in una stanza mentre si guarda nuda allo specchio e poi il video è stato pubblicato su Internet. Invece di suicidarsi ha preso tipo 50 milioni di dollari (dico una cifra a caso, non ricordo) di risarcimento dalla catena alberghiera di cui era ospite.

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    37. > Contiene una affermazione falsa, quella sullo "esibizionismo fisiologico"

      Ogni persona che ama la socialità è (in parte) esibizionista.
      Ogni persona attenta alle mode è (in parte) esibizionista.
      Ogni persona nel mondo dello spettacolo è (n parte) esibizionista.
      Ogni persona che balla in un luogo pubblico è (in parte) esibizionista.
      Ogni persona che sfoggia oggetti posizionali è (in parte) esibizionista.
      Ogni persona che abita un edificio importante è (in parte) esibizionista.
      Ogni persona culturista o lampadata o truccata è (in parte) esibizionista.
      E potrei andare avanti...

      Quindi, detta in maniera più precisa, il numero di persone che traggono soddisfazione nell'esibire qualche caratteristica è molto alto.
      In un certo senso anche tu esibisci, con le parole e i commenti, una tua spartanità.

      Certamente entro una distribuzione: ma il grosso della guassiana è fatta da persone che hanno piacere ad esibire qualcosa.
      Poi ci sono gli esibizionisti e gli schivi, alle estremità.

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    38. Devo dire che a furia di leggere troppo velocemente e a spizzichi e bocconi, Lorenzo, non ti seguo più, mi sono perso la tua tesi.

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    39. Ah signore, UCoso - doktor Freud.

      La "socialità" è come la partita di calcetto. Te vuoi fare il bel gesto cosi gli amici ti complimentano e sei eroe per un minuto. Ma non ti viene in mente di calarti le mutande e cacare in mezzo al campo, perché sempre di esibizione si tratta ma invece di complimenti predi sberle sul coppino.

      Ergo, l'esibizionismo non coincide con l'atto in se ma a monte include la valutazione del COSA esibire in funzione del RISULTATO, o del RITORNO che l'esibizione ingenera.

      Parlavo prima della vita come talent show. C'è gente che, non avendo altro modo, sale su un palco e, pur di avere il riflettore addosso per un minuto, si esibisce in una opera sinfonica di pernacchie o si infila in manico di scopa in gola. La famosa "ora del dilettante" che alla fine è una parata di mostri.

      Qui ci sono due "utilità", quella di chi si esibisce e quella di chi gli fornisce il contesto per esibirsi.

      Io esisto, occupo un volume di spazio, rifletto la luce, quindi "mi esibisco". Ma, ripeto, mi aspetto di essere giudicato in conseguenza delle mie azioni. In certi contesti anche in conseguenza del mio aspetto fisico.

      E' una cosa diversa da esibirmi in una performance mirata a suscitare un certo ritorno, idealmente di approvazione.

      Poi è molto diverso il concetto di "piacere" dal concetto di "utile". infatti il "piacere" può tranquillamente essere auto-lesionistico e razionalmente anti-utile, cioè dannoso, controproducente.

      Però il "piacere" è qualcosa che motiva lo "ultra-uomo" di Nietzsche, non l'utente di Facebook. Quest'ultimo è più tipo la scimmietta con la nocciolina che a tratti si tocca il pipino.

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    40. La mia tesi generale è che l'evento di cronaca da cui argomento del post è uno scandalo creato ad arte dai media di regime per riempire dello spazio e distrarre la gente da cose più impellenti.

      Nello specifico non voglio commentare sulla vita di persone che non conosco.

      Posso aggiungere che so per certo ma chiunque può documentarsi velocemente, che pubblicare contenuti "sessuali" di varia natura è un comportamento diventato "normale" per via della natura degli strumenti e per via dei modelli comportamentali che vengono imposti alla gente fino dalla infanzia.

      Comportamenti condizionati che non riguardano praticamente ogni aspetto dell'esistenza, ogni ABITUDINE.

      La mia tesi in risposta ad AlaCosa è che non si possono valutare "conseguenze" di un comportamento assunto come assolutamente normale. Le conseguenze che ci potrebbero essere sono alla pari di finire sotto una macchina uscendo di casa. Sarebbe diverso se il comportamento alla base fosse percepito come "deviante", a-normale. Ma cosi non è.

      La mia tesi rispetto a quello che hai aggiunto tu in seguito è semplice: tu sei un esibizionista, non so perché ti incazzi quando lo scrivo, è un fatto palese. Non esibizionista nel senso che esisti fisicamente e rifletti la luce, nel senso che SCEGLI di mostrare certe cose perché ne hai un RITORNO. La mia opinione è irrilevante perche sono fatti tuoi. Il fatto rimane e si riscollega al discorso di AlaCosa.

      Io non sono "anonimo" qui o altrove perché non mi preoccupano le conseguenze di quello che esibisco.

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    41. Dico esattamente quello che dico io Lorenzo: a comportamento di prassi A si reagisce con risposta di prassi B.
      Mi dicono (non lo so direttamente perché mi rifiuto di entrarci) che Facebook è stracolmo di immagini esplicitamente sessuali a cui segue una pletora di insulti. Quindi la mi tesi è che se pubblichi la tale immagine, visto che il luogo lo frequenti, sai anche che la reazione sarà l'insulto. Posso decidere di non pubblicare, posso decidere di pubblicare e sbattermene, quello che non posso fare è non considerare che mi insulteranno pesantemente.
      Nel caso in questione se per prima faccio circolare filmini non posso non considerare che prima o poi verranno fuori e che verrò insultata. Non perché insultati sia eticamente corretto, intendiamoci bene, ma perché la realtà dei fatti dice questo.
      Uomo finge di non capire e cambia discorso, ma è tutto qui il perno: la responsabilità delle proprie azioni ed il pensare prima di farle.
      -e poi mi si dica pure che rubo ossigeno, per quel che mi riguarda questo non è un dramma e lei non è una povera vittima né una povera ragazza-

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    42. No AlaCosa, non funziona cosi.

      Su Internet QUALSIASI cosa "pubblica" è infarcita di ogni possibile perversione, dal feticismo sessuale al ceceno che taglia la testa ad un prigioniero con la motosega.

      Quindi chi fornisce questi servizi adotta degli algoritmi che tolgono il "grosso" automaticamente e poi paga dei tizi che fanno la revisione dei contenuti pubblicati e censurano quelli che non sono conformi al contratto di servizio.

      La revisione e censura lascia il tempo che trova quando è travolta dalla semplice massa di merda che la gente pubblica. Quelli che spippolano tutto il giorno sullo scemofono non stanno risolvendo degli integrali multipli, non stanno scrivendo un romanzo. Io conoscevo dei tizi che passavano la giornata a commentare i culi delle donne che fotografavano di nascosto vendendo al lavoro, in pausa pranzo, tornando a casa. Avevano anche fatto un sito con categorie, recensioni, eccetera. Si parla di 15 anni fa, non di adesso, eh.

      Riguardo agli insulti, ti sbagli perché se tu pubblichi le foto della patata su Internet nella maggior parte dei casi i commenti sono di appassionati di giardinaggio e orticultura. Non so se mi spiego.

      Gli insulti sono casi sporadici e eccezionali che richiedono un certo tipo di contesto. Per la stessa ragione per cui quando c'è un omicidio in ambito "domestico" la Polizia indaga prima i parenti e gli amici della vittima.

      La tipologia è varia. Per esempio, è diventato normale che due amanti girino dei video o scattino delle fotografie dei loro momenti intimi. Poi su 100 persone, 99 sono "bravi ragazzi e ragazze" che questi ricordi li tengono per se e 1 li pubblica a tutto il mondo, magari dopo una separazione.

      Oppure c'è il caso della compagnia di "amici", che non sono amici manco per niente, che va ad una "festa" che non è festa, prendono di mira una ragazzina per una qualsiasi ragione, invidia, antipatia, perché non la smolla, perché l'ha smollata al tipo sbagliato, eccetera. Questa si ubriaca o si droga, gli "amici" la usano come pupazzo, filmano tutto e il giorno dopo condividono a scuola.

      Eccetera.
      L'interruttore che è scattato non è il "sessismo", o il "cyber bullismo" o che ne so. Semplicemente ai miei tempi ci muovevamo dentro limiti molto ma molto più stretti. La "festa" era un tavolo con la spuma e i panini, il giradischi con i "lenti". Gli "amici" era gente con cui o finiva a pugni oppure gli avresti affidato la tua vita. O entrambe le cose in momenti diversi. Anche ai miei tempi c'erano le ragazzine che la smollavano a destra e a manca. Ma non c'era il luogo e il modo per cui potessero raccogliere insulti, perché al contrario di ora, non c'era il momento della GIURIA del talent show.

      Ripeto, non voglio entrare nel merito di un evento che si conclude con un morto.

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  7. Risposte
    1. Continui a non capire UCoso. Su Youporn o PornHub trovi clip ritagliate da film porno industriali.

      Ma se tu chiedi ai professionisti del settore, ti diranno che il porno come industria è finito nel momento in cui ogni persona ha in mano gli strumenti per realizzare i suoi film porno e condividerli GRATIS con tutto il mondo.

      Se siamo condizionati in modo da vedere nel "porno" la normalità, diventa normale prendere una webcam o uno scemofono e fare un video dove si adoperano gli sfinteri in associazione con oggetti, cose più o meno viventi o altre persone, copiando e ripetendo gesti già ripetuti all'infinito e rimbalzare l'ennesima ripetizione su Internet.

      Fossi in te invece di preoccuparmi dell'approccio proibizionista in Russia, mi preoccuperei di dovere convivere con milioni di ritardati, idioti nel senso etimologico, le due su tre categorie della "sinistra", il sottoprodotto del Piano.

      Ecco, invece di cosa è vietato, che fa ridere il solo pensiero, preoccupati di quello che non solo è consentito, non solo è un diritto ma è un modello.

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    2. Il problema non è di "sinistra": i comunisti sono, da sempre, patologicamente sessuofobi e moralisti.

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    3. A volte ti leggo e mi lasci perplesso per la banalizzazione del concetto.

      Ti ricordi che io dico sempre come la "sinistra" sia popolata da TRE categorie. Le prime due sono sostanzialmente degli gnomi ma la terza, quella dei furbastri, è quella che tira i fili.

      I furbastri sono "xfobi" e "xisti" solo CON GLI ALTRI, ovvero distribuiscono divieti e permessi, maledizioni e benedizioni a seconda di come gli conviene. Puoi stare sicuro che nel loro privato non sono affatto "xfobi" e "xisti".

      Ritorno sempre ad un certo blog dove mi coprirono di insulti per la faccenda delle "olgettine" fino a che non commentò una sedicente prostituta che testimoniava come i "compagnucci" fossero tra i suoi clienti abituali e che non solo non fossero meglio degli "altri" ma che pagavano coi soldi del "sociale" prestazioni che non testimoniavano il pieno apprezzamento della figura della donna, mettiamola cosi.

      Comunque non è questo il problema. Il problema è che non è affatto una questione di preferenze, gusti, abitudini PERSONALI ma questione di COMPORTAMENTI CONDIZIONATI.

      Possiamo fare finta di non vedere oppure possiamo anche essere ciechi. Tanto alla fine non mi viene in mente nessuna soluzione che non sia la solita guerra civile.

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    4. > I furbastri sono "xfobi" e "xisti" solo CON GLI ALTRI,

      Guarda che questo è un comportamento molto vecchio, pre "sinistra".
      Bisognerebbe risalire a quando il detto "Predicare bene e razzolare male" è apparso in qualche scritto, ad esempio.
      Gli stessi patrizi romani vietavano le orge (riti dionisiaci) al popolo e le praticavano nelle loro domus.
      Direi che la sinistra non era ancora stata definita. ;)

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    5. Non è proprio esatto. I patrizi romani fino ad un certo punto erano obbligati a conformasi alle virtù della loro casta, cosa che non riguardava la plebe. Quando Annibale sconfigge i Romani a Canne e li massacra, con gli anelli dei patrizi strappati ai cadaveri ci fa una montagnetta.

      In seguito le "virtù" si spostarono nelle provincie, nelle terre di frontiera e Roma divenne corrotta. Non solo i patrizi ma anche la plebe che ne dipendeva, ne era mantenuta. Nel film "Il Gladiatore" c'è una semplificazione che illustra un certo meccanismo di equilibri all'interno di un mondo già decadente: l'imperatore esautora il Senato ottenendo il favore della plebe con il proverbiale pane e giochi.

      Comunque la "sinistra" è quella che sta mandando tutto in malora ai giorni nostri. Fa poca differenza chi ha mandato le cose in malora mille o duemila anni fa.

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  8. In quella storia a fine infausto Il Giornale scrive che c'erano un sacco di problemi che si sono sovrapposti.
    Tiziana è stata l'elemento fragile che è soccombuto.

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  9. Gli uomini che hanno vilipeso quella ragazza, sono ovviamente individui disturbati sessualmente, sicuramenti sono stati educati a considerare il sesso come una cosa sporca.
    Le donne che hanno offeso quella ragazza, sono state parimenti represse e convinte di essere il sesso debole.
    Questa e'gente che mi fa schifo, perche'sapendo che respirano ho la consapevolezza che mi stanno rubando ossigeno.

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    1. Sara mi dispiace comunicarti che il 90% delle persone rientra nella categorie dei rubatori di ossigeno. Fosse solo il sesso, il problema, saremmo già parecchi passi avanti.

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    2. Lorenzo, il fatto che il 90% de la_ggente si comporti come il 90% de la_gggente non è misura di alcunché.
      C'è una quantità pazzesca di lobotomizzati e pure di dissociati e l'eros è una delle dimensione del vivere nella quale le persone sono più ipocrite.
      Il sesso, in questo caso, è solo un dispositivo.
      I problemi sono più profondi: ipocrisia, frattura tra tecnologia e natura (e istinto), incapacità di accettare che nel mondo ci sono deboli e soccombono, comportamenti gregari, mode, etc. .

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    3. Sarà, il motto che ho citato in apertura di pagina dice più di tutto il resto.
      Una marmaglia di falsi e ipocriti.
      Il merdame che io scopo le altre che sono troie e la mia sta chiusa in casa virginea, santa e mamma.
      Poi si torna a ciò che ci stanno innestando a forza a milionate di islamici che sono ancora peggio di questa merda.

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    4. Non ho capito la frase:
      "il fatto che il 90% de la_ggente si comporti come il 90% de la_gggente non è misura di alcunché."

      Infatti "il fatto che il 90% de la_ggente si comporti come il 90% de la_gggente" è la misura della gente.

      Di cosa dovrebbe essere la misura, del merluzzo?

      Il "sesso" non è disgiunto dal resto. Tranne casi patologici, noi siamo costruiti in modo che esista un "censore razionale" che tiene sotto controllo le funzioni "irrazionali", tra cui appunto il "sesso". Nelle due categorie della "sinistra" (che ovviamente non sono esclusiva della "sinistra), cioè gli idioti e gli eterni adolescenti, il "censore razionale" è sottosviluppato, come tutte le funzioni superiori, perché sono persone costruite apposta in quella maniera.

      L'idiota e l'eterno adolescente fa tutto secondo idiozia e adolescenza, compreso le cose attorno al sesso.

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    5. > è la misura della gente

      La questione importante è la misura dei comportamenti.
      L'osservazione della realtà comprende anche la misura di quante persone seguono ciascuna delle varie classi di comportamento.

      Dire che xy,z% delle persone adottano un certo comportamento (fanno o non fanno) non significa nulla sul valore di quel comportamento.

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    6. Infatti io non ho scritto che 'sti sbavosi "insulta ciò che bramni" sono sbagliati perche sono tanti, pochi, medi o son lo ef,g%.
      Ho scritto che sono delle persone piene di problemi in quanto dissociate e una persona piena di merda non può che avere comportamenti di merda.

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    7. A me non sembra che le persone abbiano tutti questi problemi quanto che siano costrette in una eterna adolescenza.

      Non sanno come comportarsi, non sanno decidere, non sanno controllare gli impulsi. Fanno cose prive di senso ma senza intenzione, come i bambini quando tormentano le lucertole.

      Il guaio è che gli vengono messi in mano strumenti che richiederebbero un diverso spessore per essere usati propriamente.

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    8. E qui arriva la comica.

      Oggi leggevo non so quale pseudo-intellettuale che straparlava dei mali di Internet.

      In sostanza tra una citazione di Marx e l'altra, sosteneva che Internet dovrebbe essere controllata dallo Stato.

      Lo stesso Stato che si preoccupa di fare qualsiasi cosa pur di creare i cittadini-servi-citrulli che poi deve proteggere da se stessi mettendoli sotto tutela.

      Non fa una piega, il ragionamento.
      Eppure lo pubblicano sul giornalone di regime perché sicuramente per la maggioranza ha un senso.

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    9. > A me non sembra che le persone [...] che siano costrette in una eterna adolescenza.

      Una persona che adotti comportamenti adolescenziali e che se ne assuma le conseguenze è matura.

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    10. > tra una citazione di Marx e l'altra, sosteneva che Internet dovrebbe essere controllata dallo Stato

      La visione marxista e illumninista di una società di uguali(zzati) è coerente con la pseudo soluzione.
      Poiché non puoi che ugualizzare al peggio, la conseguenze è che assumi che siano tutti, ugualmente, mediocri. La soluzione (vertici a parte, più uguali degli altri) è quello di un insieme di leggi, di dispositivi e di strutture per lobotomizzati.
      ti devo fare una norma per come tiene la legnaia in giardino, c'è una norma per come devi trombare, di nroma c'è una deroga ad una norma che ti impone semafori rossi alle tre di notte quando nel giro di 1.5km non c'è alcun veicolo, c'è una norma che ti vieta di acquistare del formaggio di fossa. Ci sarà una nroma che stabilisce cosa tu possa accedere in rete.

      Nietzche aveva pensato al superuomo che non puà che essere nobile ed essere libero da costrizioni alle regole.
      I marxisti pensano al subuomo, rincoglionito e ugualizzato, talmente mediocre che diventa funzionale alle regole (che i più uguali definiscono a proprio benefixio).

      Beh, come libertario sottolineo ancora che il problema maggiore non è stato nella libertà a Tiziana di gettarsi nel tritacarne, ma nell'ondata di merda generata dai dissociati sessuali.
      Certamente tizaiana è stata debole, non forte e certamente esistono 'sti poracci che l'hanno massacrata.
      Il mondo non è Walt_disney.

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    11. Una persona che adotta DI PROPOSITO un certo comportamento è responsabile delle sue azioni.

      Ma una persona che si comporta in un certo modo inconsapevolmente, perché quello è l'unico comportamento che può concepire, essendo stata condizionata in quel modo dalla nascita, non è più responsabile di una zanzara quando ti punge.

      Io non definirei "nobile" lo ultra uomo di Nietzsche ma di sicuro, nella sua accezione, è un uomo libero perché si fa le sue stesse regole.

      La "nobiltà" è un concetto in contraddizione con la auto-determinazione, infatti richiede che si segua un codice. Si è nobili quando ci si conforma al codice della nobiltà e si è ignobili quando lo si infrange.

      Ripeto, non voglio parlare del caso.
      Ma il problema secondo me non esiste. Muoiono ogni giorno persone in tutti i modi possibili ed immaginabili.
      Non mi preoccupo degli eventi accidentali ma di quelli che sono conseguenza di un meccanismo e che quindi sono una ripetizione.

      Non c'è un problema di suicidi di massa per via dei file pubblicati su Internet. C'è casomai in problema di cambiamento dei costumi e di percezione dei limiti (cioè che non ci sono limiti).

      Adesso racconto un aneddoto un po' ridicolo. Tempo fa mi scrive una tizia di qualche posto nel napoletano. Mi racconta la rava e la fava, studia legge ma vuole fare la modella. Per farla breve c'è un certo "fotografo" che le ha detto che se lei lascia fare le si spalancano le porte del mondo della moda e dello spettacolo. Seguono foto in abbigliamento e pose tipo fiera di paese. Io le dico, ascolta lo zio Lorenzo, riprendi i libri, laureati in legge e poi fai tutte le foto che ti pare.

      Mi ha mandato a dare via il culo.

      Sul momento ho pensato che avrei dovuto fare il "fotografo". Lascia fare a me, ciccia.

      Ecco, consideriamo l'aneddoto microscopico: quanti direbbero a una che manda le foto di un ipotetico book "vai a studiare"?? Te lo dico io, pochissimi.

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    12. Per la cronaca, oggi ho fatto una prova.

      Ho aperto Google, ho digitato il nome di un servizio di "video-chat" che è stato chiuso alcuni anni fa.

      Poi ho selezionato "video" e Google, nonostante i filtri sui contenuti, mi ha messo come primo risultato il video di una ragazzina di forse sedici anni intenta a lucidare gli ottoni nella sua stanzetta.

      Ripeto, una normale ricerca di Google, non un sito dedicato.

      Poi sono andato su Youtube, ho digitato "italia", ho ordinato i risultati per data, mi sono usciti tipo 30 video falsi con una immagine di un porno giapponese come copertina. Ancora, con tutti i filtri di Youtube.

      Non avendo lo scemofono non posso verificare la risposta di piattaforme tipiche. Ma dubito che abbiano più mezzi di Google per filtrare i contenuti.

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  10. Felicemente destato dal suono della pioggia mi sono riletto tutti i commenti.
    Devo dire che per alcuni passaggi di Lorenzo ho dovuto trattenere le risate per non svegliare UnBipedinone.
    Avendola come mamma è stato il massimo.

    Ridere per non piangere.
    Devo dire che, ancora una volta, mi rendo conto di avere comportamenti e usi .. "fuori dal mondo".
    Sono così naif che avrei consigliato alla studentessa inlegge di laurearsi e poi di esibirsi e mi sarei preso uno sfanculamento pure io. Anche questo non male... Che risate!

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    1. Mi è capitato di tutto, dal Mario di turno che dice "ciao sono Mario, ti mando una mia foto" e mi arriva il primo piano del peperone, poi fa "ci incontriamo al XYZ?". Oppure una/uno sedicente minorenne che vuole essere la mia schiava. Considerato che è probabile che la minorenne schiava sia lo stesso Mario del peperone. Potrei scrivere un libro di barzellette.

      Intanto, ecco un esempio di cui sopra:
      Chat con la banana

      (a me comunque non capita mai la Incontrada).

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  12. La scoperta dell'acqua non calda, nemmeno tiepida, freda

    E io che pensavo che si trovassero a casa per giocare a scacchi e che lo scemofono servisse per fare ricerche bibliografiche.

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