domenica 11 giugno 2017

Goliardia, tette, Mercurio traslochi

Vorrei sposare un uomo con le tette e la figa. Con cui fare una gara di rutti e scorregge nel letto.
Mi aveva appena raccontato che nella vacanzina del liceo all'Elba si era trovato bene in camera con alcuni compagni [goliardia] che aveva scelto, quelli che non sono fighetti [poi uno strano termine del loro lessico  tipo "urbanii" che ora  non ricordo].
Gli stavo chiedendo poi come andasse con UnaBipede e si era fatto pensieroso, poi quella frase.
C'è il solito cozzo tra natura e cultura: da una parte egli è attratto da altre femmine (mi aveva detto di una "molto carina" al saggio di musica), del fatto che coi suoi amici maschi si diverte ma non con UnaBipede, (che mi pare bellina ma anche con scarsi interessi da alcune risposte che ella mi ha dato) almeno non in egual misura, dall'altra ha l'ideale dello sposarsi e vivere felici e contenti.
Così esce 'sta frase parecchio goffa però espressiva del suo stato d'animo e delle sue riflessioni.
Osservo che il suo proseguire verso una prima maturità comporta anche la conoscenza (e il disincanto) dei rapporti con l'altra metà del mondo.
Ritengo che sia positivo che abbia due "modelli" da confrontare: sua madre che vive stabilmente e abbastanza serenamente col secondo marito ed io che vivo felicemente indipendente. Certo, la possibilità di scegliere porta seco sempre l'onere del discernimento e non è questo ambito a fare eccezione.
È la seconda sera che ho una tanghera che dorme qui sotto. Venerdì sono stato a Firenze con la mia compagna di studio (di milonga, non quell'altra del tango) e siam tornati alle sei, si è fermata qui.
Ieri sera tardi è arrivata _civa che vuol venire a far torrentismo col gruppetto di sei di oggi.
È arrivata con un bel vestito e tutta civettuola mi ha quali subito chiesto :- Ti piace?
Io ero con la mia maglietta  Mercurio traslochi (che non so neppure come mi sia arrivata) che uso per dormire, le braghe corte da trekking che userò oggi (ero andato da poco a portare urina e organico nel prato in fondo) un abbinamento  orribile  "a cozzo" più della frase di mio figlio.
_civa è una persona gradevole, ricca di interessi e fine che però non mi attizza fisicamente.
Sono ancora fermo alla "bella figa" e con qualche anno in meno, schema piuttosto rigido ma anche liberatorio: la natura ora comanda.
Raspa, rimaniamo ancora e sempre perfetti amici.

57 commenti:

  1. Gli potresti troncare gli entusiasmi dicendo la verità e cioè che il "divertimento" è una idea giovanile, con la maturità viene sostituito da "diversi gradi di sofferenza" per cui, al massimo, puoi ambire alla "atarassia", ovvero alla quiete, l'assenza di dolore. Al massimo, per brevi tratti.

    Ma lui non ci crederà, perché come tutto il resto, finché non ci sbatti il muso non te ne capaciti.

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    1. Sì, l'esperienza diretta è fondamentale.
      Anche se (per il momento? l'età non è ancora in là a sufficienza?) io sarei meno pessimista: piuttosto che "assenza di dolore" io userei il termine di "serenità".

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    2. Bellissimo commento, Lorenzo. E, soprattutto, veritiero.

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    3. Non mi prendo alcun merito, come (quasi) sempre, mi limito a citare i precedenti. Putacaso, capita che (quasi) nessuno li conosca o li ricordi, questi precedenti.

      Se io dico "atarassia", quanti nel blog di UCoso pensano allescuole post-aristoteliche stoica, epicurea e scettica?

      Inoltre, nota che mentre scrivo questo mi si ribadisce che sono uno "sfigato" saccente, manco fossi un "miliardario" o un "uomo assai importante".

      Unire i puntini.

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    4. Sono d'accordo con te, Lorenzo. Tanto che non ho imposto la vita ad alcun figlio. Chi l'ha fatto o intende farlo, evidentemente, non è d'accordo col tuo assunto, oppure è un sadico.

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    5. ...oppure, dimenticavo questa terza possibilità, è uno poco portato a organizzare razionalmente i propri pensieri. O, quarta possibilità, è un individuo poco empatico. Quinta possibilità: non pensa proprio e si lascia trascinare dai desideri del momento, quelli che nascono dalla pancia... o perfino un poco più giù.

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    6. Oppure pensa che il senso della vita sia questo.
      Come ho detto, i film americani sono ingegnerizzati alla perfezione, sono un bigino di filosofia.

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    7. Oppure non è uno costantemente insoddisfatto e costruisce la sua quotidianità in modo positivo e costruttivo, capace di affrontare gli inevitabili disagi senza che siano tutti dei drammi.

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    8. Io sono notoriamente uno sfigato ma mi sembra che essere "insoddisfatti" sia lo stato normale dell'essere umano, quello che ci spinge avanti. Cito due fenomeni ovvi, il primo il proverbio "l'erba del vicino è sempre più verde" e il secondo le due dottrine elaborate storicamente proprio per attiture la frustrazione che deriva dall'essere insoddisfatti, ovvero quella ascetica (es. buddismo) e quella edonistica (es. epicureismo).

      Nota che entrambe puntano alla RIMOZIONE con due metodi diversi e quindi sono "sottrazione", "negativo", non possono essere "addizione", "positivo".

      Facendola corta, per essere naturalmente "positivi" bisogna essere incoscienti, come a volte lo sono gli immaturi. Faccio un altro esempio: di cosa si preoccupano gli "animalisti"? Del fatto che gli animali siano consapevoli e quindi la vita che gli imponiamo gli risulti insopportabile come risulterebbe a noi se fossimo al posto loro. Viceversa, cosa idalizzano? Il vecchio mito dell'età dell'oro perduta, lo "stato di natura", il "paradiso terrestre", che guarda caso è la "giovinezza" del mondo e dell'uomo.

      Sempre cose che non invento io.

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    9. Inoltre, banalmente, se un Ulisse, un Eric il Rosso o un Cristoforo Colombo non fossero stati "costantemente insoddisfatti" e avessero costruito la quotidianità in modo positivo, senza dubbio ci sarebbero stati molti meno drammi, tuttavia l'umanità sarebbe ancora sull'albero primevo.

      Qui mi ricollego all'altro discorso sulla "musica" e sulle "storie". Una volta gli artisti girovaghi cantavano l'Iliade oppure le chansons des gestes. Adesso cantano:
      - Da quante pompe mi fate dovrei stare a Pompei
      - Da quante tipe ho bombato dovrei stare a Bombay!

      Da cui ci si dovrebbe anche chiedere cosa significa essere "insoddisfatti" contro "positivi" al giorno d'oggi.

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    10. "Oppure non è uno costantemente insoddisfatto e costruisce la sua quotidianità in modo positivo e costruttivo, capace di affrontare gli inevitabili disagi senza che siano tutti dei drammi."

      E allora perché lamentarsi?

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    11. Confondi obiettivi e desideri con insoddisfazione.
      Lo stato normale di ogni essere vivente è l'omeostasi ed a quello costantemente ogni essere vivente tende.
      Uno può avere un desiderio (che ne so... volare) e sforzarsi d raggiungerlo in modo positivo (che ne so... fa studi di ingegneria e costruisce un elicottero) e l'umanità progredisce. Oppure può incarognirsi perché non ha le ali e frignare ed essere insoddisfatto tutta la vita e l'umanità non va da nessuna parte.
      Ora, il fatto che la maggior parte della gente non faccia altro che lamentarsi di quello che non ha/non va senza muovere un muscolo in prima persona non significa che sia una condizione ineluttabile.

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    12. Infatti Mr. FrantumaTasti. Ma quello che penso di te, delle tue teorie che portano al fallimento e del tuo esser insegnante lo sanno anche i muri ormai.

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    13. Son lieto di saperti felice.

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    14. Io non confondo, tu lo fai.

      L'essere umano non è come "ogni essere vivente" perché ha due cose con conseguenze catastrofiche, la consapevolezza e la capacità di immaginare, che sono due facce della stessa medaglia.

      Se noi avessimo solo il cervello del rettile, allora si, potremmo solo avere "desideri", intesi come semplici pulsioni. Ma abbiamo molto più di quello, noi guardiamo il cielo, guardiamo le stelle e vorremmo essere Dio, da cui il famoso "peccato originale" e il "libero arbitrio".

      E' sempre lo stesso discorso, chi non è capace di intendere e di volere non è responsabile delle sue azioni. A nessuno verrebbe in mente che un animale sia "responsabile", per farlo bisogna attribuirgli una coscienza (super)umana, uno "spirito" che però è "soprannaturale".

      Le due dottrine sopra elencate servono ad ottundere il pensiero, una rivolgendolo verso il proprio interno, facendolo diventare il più possibile centripeto, l'altra rivolgendolo completamente all'esterno, assottigliandolo il più possibile spalmato all'infinito sulla "realtà sensibile".

      Infine, l'umanità non progredisce perché uno sogna di volare, da Icaro a Leonardo. L'umanità progredisce perché è costretta e tipicamente l'occasione dove si investono più risorse, in tutte le direzioni, è la guerra. L'aereo e l'elicottero, come praticamente qualsiasi altra cosa, per dire la pennicillina o le scatolette, sono stati sviluppati come armi e solo in seconda battuta hanno avuto impieghi commerciali.

      La maggior parte della gente a me sembra essere condizionata a ripetere comportamenti stereotipati come robot. Infatti continuo a dire che venuta meno la necessità e diventato massimo il condizionamento, la maggior parte della gente è più idiota di quanto lo fosse in passato.

      Prego notare che il significato di "positivo, costruttivo" di solito significa esattamente questo, cioè l'essere conforme ad uno stereotipo.

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  2. ma quando ti ha visto col pentolone di piscio che ti ha detto?

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    1. Ma pure al piscio ti attacchi? Lo preferisci davvero dentro allo stesso fiume dal quale poi, di riffa o di raffa, si "pesca" l'acqua da bere invece che nell'orto dal quale poi, di riffa o di raffa, si raccoglie quel che si mangia? Non ti pare la stessa cosa? (Con la variante non secondaria che col secondo metodo ciascuno si mangia il proprio stesso piscio, mentre col primo ce lo beviamo allegramente in compagnia.)

      Giusto per banalizzare, ovviamente, però il concetto di fondo non è tanto lontano, eh!

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    2. Non ho esteso agli e alle ospiti la mia abitudine ecologica, Francesco.
      Forse dovrei fare una campagna per sensibilizzarli.
      Per i fondamenti ecologici della raccolta delle urine, rimando alla pagina Plin plin e all'articolo riportati, visto che le pagine originali collegate non sono più in rete.

      Il concetto semplice è abbiamo spaccato il ciclo chiuso per il quale feci e urina ritornavano come fertilizzanti ai campi, boschi, prati: questo significa che questi nutrienti (oltre ad essere persi dal terreno, con relativa perdita di fertilità dei suoli) vanno a eutrofizzare corsi d'acqua (i depuratori non ne rimuovono che una piccola parte).
      Direi che è piuttosto semplice da capire.

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    3. Ci sono dei film in cui si vede il commerciante di merda giapponese che gira per i villaggi a raccogliere le feci, pagando un quid, per poi rivenderle a chi cercava fertilizzante.

      Una pratica che da noi fu eliminata già in epoca romana per via delle ovvie conseguenze epidemiche, è estremamente pericoloso mescolare le feci con gli alimenti e l'acqua potabile.

      Il "ciclo chiuso" si può fare se sei un eremita. Basta che passi di li un viandante e addio.

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    4. > Il "ciclo chiuso" si può fare se sei un eremita

      Ni.
      Mio padre mi raccontava che quando era bambino (e le sostanze chimiche velenose, tossiche, non biodegradabili erano un milionesimo delle attuali e non venivano usate a raglio come ora ocn gente che mette l'amuchina pure nell'insalata finta che mangia eccetera eccetera), data la carenza di fertilizzanti (dovuta anche a sanzione/autarchia), arrivava regolarmente dalla campagna un'autobotte a prelevare il contenuto della fossa biologica del condominio.
      Una persona mi informò che c'erano talvolta furti di letame umano nei vari accumuli, in paese, che si formavano (alla base) dei cessi esterni.

      Ora le città sono cinquantuplicate in dimensione e sarebbe impossibile: molti delinquenti scaricano di tutto nelle fogne, dall'olio esausto ai solventi nitro delle vernici, etc. .

      Per rompere il ciclo patogeno, il letame umano deve essere utilizzato per fertilizzare campi destinati ad altro, ad esempio alle produzioni di fibre o di colture per l'alimentazione di animali.

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    5. Anche il processo di fermentazione è piuttosto potente: se immergi la mano nel cumulo ove ammucchio i residui vegetali del mio orto un paio di giorni dopo un "rabbocco" te la ustioni. Credo di poter affermare che la temperatura "al cuore" si aggira sui 50/60 gradi per un paio di giorni. Aggiungere deiezioni animali aumenterebbe sicuramente quella temperatura almeno d'una decina di gradi. Le deiezioni umane sono, a tutti gli effetti, deiezioni animali.

      Aggiungo un aneddoto. Mio padre, ultraottantenne, è oggi schifato dall'idea che qualcuno possa urinare nell'orto. Sempre lui, sessant'anni fa, partecipava senza remore allo svuotamento del pozzo nero di famiglia (una decina di persone) con corda e secchio. Il materiale recuperato veniva versato, nudo e crudo, direttamente nei solchi dell'orto già preparato per la coltura, in primavera (pratica sconsigliabilissima!). Per qualche ragione tutt'ora considera normale quella pratica e schifosa quella dell'urinare occasionalmente nell'orto.

      Perché racconto quest'aneddoto? Per evidenziare che molte volte siamo vittime di forme di "ingessamento mentale" per le quali anziché ragionare accettiamo fideisticamente le pratiche che abbiamo assorbito nelle fasi di formazione giovanile.

      Detto questo, conoscendo le condizioni di salute medie della popolazione attuale e avendo contezza dell'inquinamento chimico che oggi si mischia allegramente a quello organico, anche potendo procurarmele non vorrei certamente nel mio orto deiezioni umane proveniente da persone estranee ad una ristrettissima cerchia. Nello stesso tempo mi chiedo quanto possano essere più "sane" le deiezioni animali, viste le condizioni di allevamento e trattamento industriale non sempre "nitido" di quei bei fertilizzanti insacchettati che si comprano nei consorzi agrari. "Stallatico concentrato maturo pellettato" c'è scritto sul sacco. Sì, e dentro cos'altro c'è? Quel che dichiara l'etichetta corrisponde davvero al contenuto o corrisponde "a termini di legge" (cioè non corrisponde ma finge di corrispondere)?

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    6. Capisco che siete bene intenzionati ma scontate una strana inconsapevolezza della Storia e della attualità, per cui fate confusione tra "arte" (sapere fare le cose) e ignoranza, ovvero fare le cose perché non si comprendono le conseguenze.

      Faccio un esempio banale: oggi se qualcuno prende la peste, che è ancora endemica in certe zone, viene immediatamente messo in isolamento e trattato con gli antibiotici. In passato si metteva a letto e alitava sui familiari, col risultato di una bella epidemia di peste polmonare, che, contrariamente alla vulgata sulle pulci dei ratti, era la malattia che sterminava gli Europei. Dai e dai, gli antichi avevano capito che poteva servire separare i malati dai sani, per esempio coi lazzaretti. Quello che però non sapevano è che qualsiasi forma di contatto era vettore della epidemia, per esempio le acque di scarico o il personale che, stante il periodo di incubazione ed esistendo portatori sani, andava e veniva.

      Ancora oggi, ci sono stati casi di infermieri e medici che hanno contratto la malattia "Ebola", nonostante l'uso di scafandri e dei disinfettanti. Ognuno di quei casi, manifestatisi in Europa, avrebbe potuto scatenare l'apocalisse.

      La prima causa di morte nel mondo, che io sappia, non è l'Ebola o la peste ma la dissenteria. Che è causata da un patogeno relativamente banale che si trasmette col cibo e con l'acqua, tipo la salmonella.

      Una mia amica americana rimase sconvolta nel vedere come sono disposti i cibi da noi nei negozi perché da loro c'è la psicosi della contaminazione. Una psicosi che deriva non dalle diverse popolazione ma dalla catena molto più lunga e articolata dei passaggi che portano il cibo dal campo alla tavola.

      Vabe, vi piace un po' la posa "pauperista", ci devo fare il callo.

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    7. Ah, una cosa ovvia è il famoso cagotto del turista. Tipo uno va a fare immersioni nel Mar Rosso e mangia sulla barca dei locali. I locali che non si lavano le mani dopo essersi puliti il culo e nemmeno lavano stoviglie e contenitori. E' solo fortuna che il turista si prenda dei batteri o dei virus relativamente benigni e se la cavi col cagotto e magari qualche linea di febbre.

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    8. Conseguenze...
      E' questione di rapporti costi/benefici, pro/contro.
      Se non hai altro modo di fertilizzare i campi (ad esempio importando fertilizzanti) il contro di un raccolto gramo (e quindi di far la fame) rendeva interessanti i benefici anche del letame di origine umana, anche considerando i rischi.

      Ci sono molte buone pratiche in agricoltura, come quella di usare i concimi di origine umana per coltivazioni ad uso animale o di altro tipo (ad esempio, tessile).

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    9. Eppure non ci capiamo.

      Facciamo il caso dei vermi che sono relativamente comuni tra i bimbi piccoli. I vermi crescono nell'intestino e rilasciano le larve/uova che si fermano nella zona perianale. Il bimbo sente prurito e si gratta, poi con le manine tocca i giocattoli che tocca un altro bimbo e quest'ultimo si mette le mani in bocca, oplà il verme passa in un altro ospite.

      Un altro caso sono le "cisti canine", dovute ad un altro parassita il cui ciclo vitale prevede che il canide predi un erbivoro affetto dal parassita, prenda il parassita a sua volta e cachi sull'erba, il parassita in forma incistata resiste per mesi o anni sull'erba fintanto che arriva un erbivoro e se la mangia, cosi il ciclo riparte. L'uomo può prendere il parassita sia dal cane che dall'erbivoro, tipo la comune pecora.

      Le "pratiche" contadine si basavano sul prova-sbaglia-correggi esteso per millenni. La parte "sbaglia" era quella dove la gente moriva e quando lo "attrito", cioè le morti, non erano ne immediate ne massicce, non si imparava la lezione ma si confondeva nel "rumore di fondo" di tutte le altre sfighe di quell'esistenza grama.

      Se tu tocchi una qualsiasi cosa su cui ci sono spore di qualsiasi cosa e poi ti tocchi una qualsiasi parte esposta, oltre la bocca, il naso, gli occhi, queste spore possono dare luogo ad una infezione. Ovviamente le infezioni più pericolose sono quelle specializzate per la specie umana ma ci sono anche quelle "inter specie" e quelle che ammazzano tutto, tipo l'antrace (le cui spore, per inciso, sono sulle carogne degli animali e si diffondono per via aerea).

      Anticamente non si usavano affatto i concimi nei campi perché non esistevano. Si ricorreva invece alla pratica del "maggese", ovvero la rotazione di culture diverse e di periodi di riposo del campo in oggetto.

      I concimi si usavano nell'orto, che era ovviamente di estensione estremamente limitata e quindi bastava la cacca delle galline o del mulo o quello che era.

      Da cui, stante anche la contiguità tra uomini e bestie anche nell'ambito della abitazione, quando circolava un patogeno, l'epidemia era garantita.

      Solo l'isolamento delle comunità evitava il peggio e infatti i cicli delle epidemie coincidevano con l'apogeo degli imperi e delle civiltà, quando aumentava la popolazione e la gente si spostava con relativa frequenza.

      Un altro caso classico erano le guerre, per via degli accampamenti che riproducevano le stesse condizioni impossibili del villaggio ma con molta più gente in uno spazio ridotto. Ancora nella Grande Guerra si moriva di epidemie da trincea.

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    10. Ah mi sono dimenticato l'esempio che volevo fare (cit):
      "Il batterio è normalmente presente nell’intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell’intestino umano e viene eliminato con le feci. Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune (che si verificano specialmente nei tessuti necrotici), si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina".

      Trattasi del Tetano.

      A cui segue (cit):
      "In Italia, infatti, la vaccinazione antitetanica è stata resa obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 (Legge del 5 marzo 1963, n. 292) per i bambini nel secondo anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame, ecc). Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al primo anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al terzo, quinto e dodicesimo mese di età. Una dose di richiamo (associata con le componenti contro la difterite e la pertosse - Dtap) viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14 anni (tetano, difterite a ridotto contenuto di anatossina e pertosse - Tdap)."

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    11. Prima che esistesse il vaccino la gente che era spesso a contatto con la terra (inteso come terreno) semplicemente moriva di brutta morte e amen.

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    12. Lorenzo, ovviamente non mi riferisco alle situazioni "apocalittiche" che descrivi. Altrettanto ovviamente conosco il valore della prudenza. Poi però mi si deve spiegare perché è "figo" accalcarsi come le foche su una spiaggia sabbiosa o a bordo piscina ed è invece "malsano" interagire in modo spontaneo col proprio orto dove non entra alcuno che non sia colui che lo conduce. Se costretto a scegliere tra rotolarmi nel solco a fianco ad una fila di pomodori nel mio orto o sul bagnasciuga di una qualsiasi spiaggia di Rimini non ho dubbi su quale sia la soluzione meno rischiosa.

      Poi, parlando di alimentari, c'è la questione del rischio chimico, i cui effetti sono meno immediati rispetto al rischio biologico ma senz'altro non meno letali. Per quello facevo riferimento allo "stallatico maturo concentrato pellettato"... da dove arriva? Oltre alla merda di vacca (ammesso e non concesso che sia effettivamente di vacca), cosa ci hanno infilato dentro così, tanto per smaltirlo, per di più guadagnandoci? E ancora: cosa c'è nell'acqua del pozzo che uso per bagnare i pomodori? Devo preoccuparmi di più per l'escherichia coli o per i solventi clorurati e i metalli pesanti?

      Capirai che quel che hai scritto ha sicuramente una sua preziosa ed oggettiva valenza, ma non esaurisce l'ampio ventaglio delle cosa da considerare.

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    13. Non capisco la logica.

      Io ho scritto che nessuno in passato sapeva che il Tetano si prende quando la polvere della merda o la merda direttamente finisce dentro una ferita abbastanza profonda. Mia nonna per esempio era convinta che fossero i chiodi arrugginiti e io da bambino mi domandavo cosa ci fosse nella ruggine del chiodo.

      Ma se l'avessero saputo, fino a che lo Stato non ha distribuito il vaccino non avrebbero comunque potuto farci niente, visto che vivevano perennemente a contatto con la merda e a rischio di procurarsi delle ferite.

      L'ambiente rurarle non è affatto "sano", è che prima era associato alla ignoranza e alla impotenza, dopo è diventata l'ennesima ricorrenza del "mito del buon selvaggio".

      Adesso mi dici che la spiaggia affollata è uguale o peggio. A parte che ovviamente non è vero perché in spiaggia corri molti meno rischi che in metropolitana, comunqu cosa cambia rispetto a quello che ho scritto? Si diceva delle pratice "pseudo-ecologiche" di UCoso, non del fatto che UCoso fa il bagnino a Riccione.

      Il "rischio chimico" non lo conosci. A meno di non usare solo l'acqua piovana, qualsiasi altra fonte idrica può essere contaminata da una sostanza X o da più sostanze senza che tu lo sappia. Non solo per la ragione che l'acqua si sposta e ci potrebbe essere una discarica di "Pipponio" a tot distanza da casa tua ma anche perché ci sono degli inquinanti naturali, per esempio in certe zone d'Italia c'è l'Arsenico, oppure ci potrebbe essere un gatto morto.

      Riguardo i prodotti per l'agricoltura, tipo concimi, antiparassitari, ecc, è un discorso un po' di fantasia. Ovvero, in teoria si, se tu e i tuoi familiari viveste in una località remota e cacaste tutti nell'orto e mangiaste le verdure cosi concimate, sarebbe meglio che usare prodotti industriali. Ma già se vengo a cacare io nel tuo orto le cose cambiano. Mentre l'eventuale "Pipponio" forse ti fa male a lungo termine, una qualsaisi infezione che ti porto io ti fa ammalare più o meno gravemente nel giro di qualche giorno. E si, vale anche se ti stringo la mano e a salire in funzione di quanto/come ci scambiamo. Idem per le bestie, tu vai al mercato e compri un maiale, una volta c'era il vantaggio che i tempi erano dilatati per cui le malattie ci mettevano troppo per comunicarsi, adesso quando un maiale è infetto devi abbatterne migliaia o milioni tutto attorno e gli allevamenti sono un rischio biologico per l'uomo, vedi il caso della influenza suina e di quella aviaria.

      Chiudo dicendo che un conto è prendere una carota da terra e ficcarsela in bocca, un altro è prendere la carota e lavarla più volte con l'acqua corrente. Le verdure in busta dei supermercati di solito non solo sono lavate ma sono anche controllate a campione per i contaminanti. Poi magari c'è dentro il "Pipponio" e dopo tot anni ti viene la "Pipposi", possibilissimo. Ma è un'altra faccenda. La "Pipposi" ti può venire perché hanno usato il "Pipponio" per verniciare i mobili di casa tua o che ne so.

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    14. Non è mica un caso che: leggere qui.

      Adesso va di moda il "latte crudo" ma la cosa può avere un minimo di senso solo quando tutta la filiera a partire dalla stalla è super-controllata e protetta. Il "latte crudo" dei tempi di mia nonna era un discreto rischio. E lo stesso i formaggi "molli" (la percentuale di acqua aumenta il rischio di proliferazione dei patogeni).

      Eccetera.

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    15. > Le verdure in busta dei supermercati di solito non solo sono lavate ma sono anche controllate a campione per i contaminanti.

      Altro Consumo (fino a quando fui abbonato) rilevava presenza batteriche molto pesanti nelle verdure in busta. L'espressione plastica con "verdura quasi marcia" venduta a sei o sette volte il prezzo della corrispondente verdura sfusa è precisa.
      Lasciando perdere le pietose qualità organolettiche e gastronomiche.

      Il latte crudo e pastorizzato.
      Varie ricerche tendono ad attribuire la sempre più diffusa intolleranza al lattosio alla distruzione della flora batterica del latte, quella cattiva ma ANCHE quella BUONA.

      L'inquinamento chimico (basso o moderato) è molto più pericoloso di quello organico (basso o moderato): al secondo il corpo può reagire migliorando il sistema immunitario, al primo accumulando sostanze tossiche (ad esempio nella massa grassa).

      Dovrei tornare sulla questione delle vaccinazioni "millemila vaccini": il sistema immunitario DEVE affrontare delle malattie per esercitarsi, apprendere e rinforzarsi. Non ho tempo.

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    16. Mi fai ridere. Il "corpo" non reagisce "migliorando il sistema immunitario", reagisce con la morte o la invalidità. Tu non sai come era una folla solo cent'anni fa, era un circo di nani, storpi, ciechi, sdentati, eccetera. Quelli erano i "forti" sopravvissuti al "miglioramento del sistema immunitario", la mortalità infantile era uno su tre.

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    17. Trovo veramente da fighetta del Bosco Verticale la considerazione che il latte pastorizzato ti provoca la "intolleranza", considerato quello che ti capita se bevi quello non pastorizzato di mucche non vaccinate e medicate, portato in giro in contenitori non refrigerati e puliti.

      Io posso riscrivere qui la Storia del mondo da Babilonia fino a ieri ma tanto non serve a nulla. Ci sono le "ricerche".

      Amen.

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    18. La buona pratica era quella di bollire il latte, una volta. Ora che la brucellosi e altre malattie sono diventate rare, la qualità degli allevamenti migliorata e trasporto e conservazione del latte sono sottposti a protocolli e procedure severi, la percentuale di prendere malattie col latte crudo è estremamente ridotta.

      Quando ero piccolo, nel paesino della nonna, andavo a prendere il latte dal contadino e poi lo si bolliva almeno cinque minuti.

      E' noto, in medicina, che il sistema immunitario migliora e apprende col tempo.
      Io, ad esempio, ho preso varie malattie esantematiche, come il morbillo, e ho avuto una vita più che sana (a parte qualche problema ai denti, la sinusite da cui sono guarito, la solita appendicectomia, etc.).

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    19. Ma siccome sono didascalico e anche un po' Don Quijote de la Mancha, ecco una lista:

      "Le malattie contraibili con il latte crudo sono: brucellosi, antrace, tubercolosi, listeriosi, salmonellosi, febbre Q, campilobatteriosi, coliti enteroemorragiche ed infezioni staffilococciche/streptococciche"

      Da cui:
      "Il 12 dicembre 2012 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto ministeriale che dà attuazione del disposto "comma 6 dell'art. 8 del decreto-legge 13 settembre 2012 n. 158. Informazioni obbligatorie per il consumatore di latte crudo o crema cruda". Sia la confezione del latte (art. 1) sia il distributore automatico (art. 2) devono riportare visibilmente la dicitura: «prodotto da consumarsi previa bollitura»."

      In teoria la "fighetta" di turno dovrebbe comprare il latte crudo e bollirlo prima di berlo, sottoponendolo ad un trattamento termico molto più drastico della pastorizzazione. Oppure non bollirlo, contravvenendo alle disposizioni di legge (responsabilità verso terzi) e esponendo se stesso e gli altri ai rischi sopra elencati.

      Ovviamente, come per la storia dei vaccini, si può sempre scaricare attorno le proprie responsabilità quindi fare conto che chi vende il latte crudo abbia fatto tutti i controlli e abbia predisposto tutte le procedure per ridurre al minimo il rischio di Antrace (per assurdo, l'Antrace è a livello di arma biologica).

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    20. Quando si dice "la qualità degli allevamenti" si intede che le bestie prendono più antibiotici di noi, non che le stalle sono pitturate di verde coi fiori gialli. Non ci sono pasti gratis.

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    21. E poi mi taccio.

      Qui siamo nella stessa condizione della "omeopatia", ovvero gente che se la tira convinta di saperla più lunga che in realtà NON SA NULLA dell'argomento in questione e sopratutto non sa come funziona il mondo fuori dalle parentesi del "mondo fatato" reso possibile dal fatto che tutto attorno ci sono degli automatismi.

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    22. Io taccio perché non ho tempo per rispondere a certe affermazioni strampalate, iperboliche.
      Conosco personalmente persone che hanno bevuto per anni latte crudo (da quando sono disponibili i relativi distributori) senza alcun problema.
      E' lo stesso motivo per cui, qui, non ci sono vaccinazione (per il momento) contro colera oppure tifo.
      Ora, assumiamo la modernità in toto oppure no, senza pendolare per speculazione retorica da una parte all'altra come fa comodo.

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    23. Mi stupisco ingenuamente che una persona relativamente "normale" pensi e scriva una frase come "conosco personalmente persone che".

      Qui siamo ad un livello di inadeguatezza del pensiero e del linguaggio che alla fine spiega perché non funziona nulla tutto attorno.

      Tu non sai cosa sia la "modernità" UCoso, ti limiti a fingere, ad esempio cito:
      "Nel 1896, Pfeiffer e Kalle svilupparono il primo vaccino anti-tifico composto da batteri inattivati dal calore."

      La faccenda del vaccino, lo ripeto ancora e ancora, è che NON è una cura, è un modo per sopprimere il gruppo dei portatori della malattia. Il tifo si cura anche con gli antibiotici, per inciso. Siccome ogni vaccino, cosi come la aspirina, ha degli effetti avversi, il fatto che sia somministrato alla popolazione generale o solo a certe categorie più esposte dipende da criteri epidemiologici.

      Tristezza.

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    24. Assumi la modernità in toto oppure no.

      Il tifo e il colera qui sono spariti. Quindi significa che , di norma, non ci si vaccina più.
      Il livello degli allevamenti è molto più alto che in passato, significa che i rischi del latte crudo sono scesi rendendo convenienti i pro del latte crudo.

      E' lo stesso motivo per cui quando passi in treno per il Tarvisio o il Brennero il 19 gennaio, con bufera di neve, puoi lasciare a casa ciaspole, scarponi pesanti, guanti e grasso.

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    25. Il tifo e il colera non sono "spariti".

      Perché gli Italiani visitano aree del mondo dove sono endemici e arrivano stranieri ogni giorno da aree dove sono endemici. Una volta il viaggio durava abbastanza da manifestare i sintomi, poi c'era l'eventuale quarantena. Adesso si sale e si scende dall'aereo in giornata.

      Il tifo e' una malattia batterica che si comunica per via oro-fecale, quindi è favorita dai contesti dove si beve o si mangia qualcosa di contaminato dalla feci. Sono molte le malattie con le stesse modalità, quindi per esempio nel caso della pastorizzazione del latte, si prende a "bersaglio" il batterio più resistente al calore. La profilassi "generica" tutto attorno rende improbabile imbattersi in un portatore della malattia e/o entrare nella catena di trasmissione del batterio.

      Idem per il colera, per cui aggiungo:
      "I vaccini contro il colera somministrati per via orale forniscono una protezione ragionevole per circa sei mesi e hanno il vantaggio di proteggere anche dall'infezione da Escherichia coli."

      Qui non si capisce il meccanismo. Prendiamo l'epatite B. Negli anni '70 ci fu l'ondata della promiscuità sessuale e dell'uso ricreativo delle droghe, dopo un paio di decenni si manifestò la diffusione dell'epatite B, che si tramsette più o meno come l'HIV, nella popolazione generale in termini quantitativi sufficienti a giustificare la somministrazione del vaccino contro l'epatite B fuori dalle categorie professionali già immunizzate come gli operatori sanitari. La vaccinazione immediatamente precedente la maturità sessuale ha ridotto percettibilmente la diffusione dell'epatite B e, se protratta, ridurrà sensibilmente il serbatoio di portatori sani.

      Nota che l'ultima epidemia di colera in Italia non è di tremila anni fa, risale al 1973, Napoli.
      Ci scommetto le scarpe decathlon sfondate che non ne avevi idea.

      Te vivi nel mondo fatato di quelli coi gatti, avanti cosi.

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  3. Sono ancora fermo alla "bella figa" e con qualche anno in meno, schema piuttosto rigido ma anche liberatorio: la natura ora comanda.
    Raspa, rimaniamo ancora e sempre perfetti amici.


    Applausi, fratello.

    ===

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  4. non troppo giovane però, altrimenti son solo danni

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    1. Le donne giovani, ad un certo punto, desiderano avere dei figli.
      Questo è/sarebbe certamente un problema per me.

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    2. Non ho capito. Mi stai dicendo che se una donna giovane e bella vuole venire con te tu ti preoccupi che un giorno questa vorrà dei figli? Tu non metti il carro davanti ai buoi lo metti in un altro fuso orario.

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    3. _ela anima di seta, con la quale uscii una volta, mi disse chiaramente che desiderava molto avere un figlio.
      Io non ho impiegato neppure un solo minuto del tempo mio e suo per la seduzione. Credo che lo scrissi pure, qui dentro.

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    4. Adesso ti spiego una antica runa magica che ti potrebbe aiutare: tu devi dire "si cara" senza ascoltare una parola di quello che ti dice. Fai quello che devi fare tanto il proverbiale "cuneo" (cioè che ti stufi) arriva molto prima che figlio si - figlio no diventi una questione.

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  5. ma vuoi vedere che alla fine, dopo aver messo incinta una ragazzina, il tuo figliuolo ti si diventa un poco " recchia" come si dice dalle mie parti? ma tu sei uomo di ampie vedute e sicuramente non troverai nulla da obbiettare no?

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    1. Ecco un commento di alto livello...

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    2. non mi sembra che tu abbia sempre avuto alti livelli...dimentichi quando l'estate scorsa ci raccontavi delle tue performance di coiti anali in vacanza ? usando un linguaggio violento e scurrile? dunque, mi sono solo abbassata al tuo livello.

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    3. La stai facendo fuori dal vaso e in casa altrui.
      Se cretina: se non ti va di leggere di costi anali puoi evitare di farlo evitando di andare in luoghi che non ti piacciono.
      Voi sinistra(n)ti avete queste pulsioni masosadiche, siete dissociati.

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    4. Uomo, l'odio per i sinistri non porta a nulla di buono e spesso nemmeno di concreto.
      L'Odio è una spirale viziosa.

      ===

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    5. { ah ... la pessima abitudine della doppia negazione }.

      ===

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    6. Non vorrei alimentare la discussione sorta da un commento sguaiato, fuori argomento e volgare.

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  6. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.