martedì 11 agosto 2026

Usi e genti - 4 : albres

(Usi e genti - 3)

Con grande stupore, abituato alla presenza diffusa del peccio nelle Alpi centro orientali, qui là (scrivo da casa, ora) gli abeti rossi sono sporadici, se non rari.
Gran parte dei versanti anche in quota media vedono la presenza dei larici: qualche costa in sponda destra (rivolta a nord) vede una buona presenza di abeti bianchi; a quote più  elevate cirmoli - dei meravigliosi cirmoleti, che meraviglia! -  larici e betulle. All'ingresso della valle, nelle zone sedimentarie, calcaree, diffuse pinete (silvestre e anche qualche austriaco/nero).
Abeti rossi pochi.
Penso che... non sia casuale: ho visto che in molti lariceti c'era presenza di bovini al pascolo.
Sapevo dalle vallate tirolesi che per sfruttare in modo ottimale i pochi terreni (rispetto alle numerose bocche ;)) venne adottata la combinazione lariceto - prato: i larici, colla chioma rada, permettono al prato di vegetare bene sotto di essi. Una scelta ottimale che permette di avere a disposizione il miglior legno di conifera con il pascolo e la trasformazione di cellulosa in proteine e grassi.
Nel piccolo museo etnografico (capelli e dintorni, vedi puntata 3) ho visto alcune foto della valle a fine Ottocento inizio Novecento: solo campi, boschi e alberi pochissimi. Faceva quasi impressione quel paesaggio agricolo privo di alberi.
L'abete rosso soffre l'aumento delle temperature e aridità e siccità  (pandemia del bostrico): mi chiedo come possano fare i larici, anche a quote relativamente basse (1100 - 1300 msldm) col caldo porcomerdo che c'era, c'è  e ci sarà . Singolare, per me, questa compresenza di larici con latifoglie, grandi e vigorosi frassini, essenza dei terreni asciutti, aridi.

(a dispetto dell'ordine e cronologico e di selezione, zio gugol ha deciso di  inserire le immagini in ordine inverso)








Le comunita' locali hanno imposto, da qualche tempo, che tutti i tetti debbano essere fatti o ri-fatti in lose: qui a sinistra un dei tetti in tegole residui.


sabato 8 agosto 2026

Usi e genti - 3

(Usi e genti - 2: sacro profano umano)

La vita era dura, specie con l'aumento demografico del XIX secolo. Veramente dura. Tant'è che qui si creò una primo protodistretto per la lavorazione e l'esportazione dei... capelli. Eh, la necessità aguzza l'ingegno! 
Eppure c'erano posti ancora più poveri: andavano in Veneto e in Carnia a tagliare i capelli delle donne, talmente povere che per avere una tovaglia, un pezzo di stoffa, si facevano rapare. Avevano perfino sviluppato in linguaggio criptico, i capellatori, per comunicare tra di loro senza che gli astanti, le astanti, capissero.
Anche qui si votavano ai santi.
E lo facevano molto bene, direi.





3k ronzio fruscio

Martedì 4 u.s. ne ho approfittato per una sgambata. Veloce perché il piano iniziale di farmi un anello e due vette è stato annullato dall'arrivo di un veloce temporale che mi ha solo lambito. Una sola vetta, quindi, andata e ritorno secchi, mi sono preso un po' di pioggia, sono arrivato all'auto asciutto, visto che poi, ultimo tratto, era tornato il sole. Nel cuore delle Cozie, bellezza strepitosa, un'intera ascensione nella quale ho camminato da solo. Da solo in agosto! Fantastico!  Era una buona ventina di anni che non mi facevo un 3k e molto tempo che non camminavo da solo. Passo CAI, 400m di dislivello all'ora, per un paio d'ore.
Ecco, il camminare da solo ha una dimensione metafisica, speciale. Silenzio, il tuo respiro, la fatica (non facevo un'uscita da un mese).
Silenzio e solitudine recano seco molti grazie e doni. Durante la discesa, ultimo quinto, ad un certo punto sento un ronzio fruscio: mi giro e un grande rapace (gipeto? aquila reale?) dopo aver fatto una virata a qualche decina di metri da me, scompare tra i vapori cupi. Che meraviglia! Solo quello è valsa l'uscita.


A mezza costa la vetta sparisce tra i vapori densi.

Qui si riapre un po'. Pochi gli istanti di sereno. Agosto è un pessimo mese per l'alpinismo.

Passaggio attrezzato con catene, qualche tratto di 3o grado.
Qui mi son detto: dovrò scendere velocemente, passaggi insidiosi se su roccia bagnata.

Giornata grigia, sopra. Vapori densi via via più cupi. Ecco la croce di vetta.

Ci siamo quasi, uno dei pochi momenti di sereno.

Un bric, come lo chiamano qui gli occitani, colla classica svaporata in depressione in sottovento a valle del crinale.

Cupo alle mie spalle: qui ho preso acqua per una decina di minuti ca. . Non mi sono neppure messo la cerata, era piacevole sentire le gocce diacce sulla pelle.
Questa la zona dove il grande rapace era venuto a salutarmi.

Ecco, il "sotto" era rimasto visibile con un caldo pestilenziale.
Qui la discesa era in un incanto di giardino alpino: mirtilli, larici, cirmoli, dei giovani e floridi ontani di montagna (Alnus Alnobetula), richiedono terreni silicei, una delle poche piante azoto-fissatrici.

martedì 4 agosto 2026

Usi e genti - 2: sacro profano umano

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Non è che mi abbia entusiasmato arrivare nel borghetto con un concerto in corso di jazz. Sinatra, Anka, Armstrong, etc. . Queste valli occitane hanno la loro musica, non necessitano la patina lucido-plasticata del colonialismo statunitense, anglofono, radical chic. Perché  il gies e non la musica coreana? quella bulgara? La classica indiana col sitar?  Se proprio devi esotizzare, hai mille mila possibilità  che non sia il solito stereotipo. Scrivi canti suoni ascolti gies e fa fico: funziona così ma io non capisco, non mi adatto.
Cerchiamo di evitare il piccolo assembramento, andiamo verso la chiesa. Entro nel cimitero, leggo le vecchie tombe a terra, alcune piegate, leggo i cognomi. In Piemonte un po' come il Veneto e il Meridione, molti cognomi sono al singolare.
L'oblio sconfigge pure la geometria delle lapidi. Pensi sempre a 'sti poveri cristi che ci precedettero, spesso vite grame, di sacrifici.
Avevo notato un tizio in piedi a lato della chiesa, pensavo dovesse smaltire la birra servita nei gonfiabili accanto al concerto gies.
Entro nel tempo, scrigno non minore di secoli, devozione. Eppure i mostriciattoli ancora romanici e la piccola decorazione a stilemi longobardi, di pietà scura precedono nel tempo l'arco gotico a sesto acuto, pure le iscrizioni in gotico.
Qui c'è il silenzio che subisce il bullismo dal gies esterno e la bellezza un po' storta, asimmetrica,  a gobbe, delle pievi montane.
Noto il piccolo atlante colle braccia incrociate, si appoggiano sui quadricipiti, il peso da sorreggere è  tanto.
Esco e il tizio è ancora lì, a farsi 'na sega.
Sacro, profano, umano.

Insonnia da montagna, scrivo da furbofono, metterò in ordine domani.


lunedì 3 agosto 2026

Usi e genti - 1

Incanto.
E stupore.
Trovo affinità incredibili con quanto conosco del Trentino paraladino, romanzo occidentale. Qui la geologia consente la lose, là no, si utilizzavano le s'ciandole.
Anche la lingua d'un bot (di una volta) sono vicine.








Dança

Le pietre, i legni, le lose qui, da generazioni, osservano, nel loro silenzio, passare suoni e danze della Occitania.
In disparte, mentre Rosa Canina partecipa al laboratorio di organetto, sono seduto all'ombra.
Con tempo.
Ecco, ora ho rallentato  tutto, mi con-cedo al tempo.
Per sentire gli organetti, qui sotto a sinistra, qui di fronte le gironde, principalmente su danze.

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domenica 2 agosto 2026

La menata

 Per arrivare in questo angolo della Provincia Granda ho utilizzato, ieri, un tratto di una di queste nuove autostrade senza caselli. Ora, stamani mi accingo a pagare e, a differenza di una autostrada lombarda simile, nella quale ero entrato per errore, questa per il pagamento, un pagamento per un utilizzo del tutto occasionale, richiede una registrazione (?) nella quale deve essere fornito il numero del proprio cellulare (??). Ma questi, sono impazziti!? Cosa cazzo gliene frega del numero del mio cellulare!? Al sito dell'altra avevo fornito numero di targa e avevo pagato con la carta ricaricabile senza alcuna ulteriore menata: pochi secondi, tutto fatto. Vado a leggere le giustificazioni: per ovviare a frodi e tentativi fraudolenti.
No, non mi va bene. Non ho bisogno di alcun supervisore che mi tuteli da frodi e tentativi di frode, voi non avete bisogno e non avrete il mio numero di cellulare.
Già scritto via posta che mi facciano sapere come pagare quando dovuto: ovvio che non voglia e non abbia senso chiamarli ... dal mio cellulare. Mi hanno risposto che mi risponderanno entro... 12 giorni (sui quindici consentiti per il pagamento, di male in peggio!)
Su questa cosa andrò fino in fondo. Bisogna educare questi parassiti di informazioni riservate e la loro ingordigia di dati importanti che non sono dovuti.

Varchi

Venerdì ho ricevuto comunicazione, da un mio caro cugino, intorno alle quindici e trenta che mia zia, la sorella di mio papà, era morta.
Era mesi che era allettata. Consumata, si è proprio spenta. Ancora, il passaggio attraverso il varco, ci riporta a questo mistero insondabile della vita e della morte.
Di qua da esso possono notare che i nostri veci hanno un supporto che ne prolunga all'estremo la vita. Semplicemente, una volta, non avevano integratori, protesi, antibiotici, anestetici, complessi vitaminici, chirurgia. L'avvicinamento al varco, il trapasso erano più brevi. Rosa Canina ed io siamo passati a casa dei miei, trovandoli meglio, sereni. Un semplice convivio colla letizia di un convitto con le persone care.
Mio cugino mi ha confidato, ieri, prima, sul sagrato della chiesa, che all'ultimo, mia zia, gli ha bofonchiato un "Aiutami a morire!".

Era un caldo insopportabile, ieri, in quella città lombarda. Eppure la ecclesia, il gruppo dei fedeli, era folto. Una sorta di martirio, un cilicio termico di accompagnamento alla sorella che se n'è andata. Semplice cerimonia con un cantore, con la semplice chitarra dei nuovi culti popolari cattolici ed una voce straordinaria, con una capacità di interpretazione e di carica emotiva, su timbro e colore che non potevano non com-muovere. Ho sempre avuto problemi con la dimensione ecclesiastica, gregaria, il così fan tutti cattolico.


Nell'infoltirsi di queste occasioni funebri, mi trovo sguarnito. Non so se credere, non credere. Pensavo alla mia educazione cattolica, al tutto il bene che ho visto fare. Ora tutto questo sembra svanire. Una volta la Chiesa era l'unica istituzione che si occupava di sfigati, problematici, minorati, spastici, malati, orfani, dementi, sfortunati. La secolarizzazione ha smantellato gran parte di tutto questo. Questo al di quà dei varchi. Per la parte di là da essi, la fede porta(va) seco la grande lenizione della speranza in ciò che sarà.
Per i miei cugini, devoti e praticanti, è stato un sollievo, gli anni di assistenza incondizionata, affettuosa, sono stati grevi.
Ecco, ieri siamo passati passati per i nostri varchi, ella per il suo, noi per i nostri, ove le certezze vacillano, le fragilità si rinvigoriscono.







(unuomoincammino)

venerdì 31 luglio 2026

Ceuta e i giochini

  •  “Non trovano vie legali. la loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta”, racconta Ismail El Makdoubi, immigrato e presidente dell’associazione Exmenas. Secondo l’attivista, la recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo, che esclude i respingimenti immediati per chi raggiunge l’enclave a nuoto ha alimentato, insieme alle reti dei trafficanti e al tam-tam in Rete, la convinzione che attraversare il confine sia ora più facile. "
    (ilgiornale.it)

Questa parte dei fatti, delle cause dei fatti, rimane, mi sembra in disparte,  non è enfatizzata o riportata con la importanza che merita. Non è affatto casuale quello che sta succedendo in Europa, una pura, casuale sequenza di fatti indipendenti.

Ancora una volta è una castalia, quella della magistratura, questa volta quella iberica, che si balocca coi giochini delle perle di vetro, dalla torre di avorio, causando disastri sempre più gravi, delle catastrofi.
Solo degli irresponsabili completi possono non curarsi delle conseguenze dei loro giochini da bamboccioni viziati.
La irresponsabilità dei giudici è un problema: come scritto spesso qui, quando togli la responsabilità da persone e organizzazioni, ottieni, velocemente, il peggio da esse.
E' possibile affidare a degli irresponsabili la gestione della giustizia?
Cosa succede in una nazione in cui degli irresponsabili prendono eversivamente il potere mandando a patrasso lo stato liberale e la democrazia? Succede quel che è successo a Ceuta.

Diranno: ma è la costituzione. Chi sono coloro che difendono  e impediscono la modifica di costituzioni sempre più anacronistiche, nocive? I compagni dei magistrati e i compagni magistrati, il braccio eversivo nelle democrazie europee che si impone sugli altri poteri e che viene usato dai compagni per ovviare al fatto che non hanno potere in quanto netta minoranza.
Uno dei cinque fattori di collasso è l'anacronismo di credenze e valori.
Un grande passo orgoglione di progresso verso il collasso.


(ansa via skytg24)


giovedì 30 luglio 2026

Se Atene piange

 Se Atene piange, Sparta non ride.

Osservare attentamente il disastro in Germania. Non molto diverso dalla banlieuzzazione del Belpaese. La disinformazione è incontrastata, sulle lavatrici industriali per cervelli del mondo progressistico, arcobalengo, alfieri della superiore, unica, illuminata ortodossia tutto questo viene censurato (questo diario esploderebbe se si iniziassi a riportare la violenza e i reati degli invasori, avevo riportato solo un caso avvenuto in Germania di controllore ucciso su un treno a pugni sul cranio). Notare che qualcuno si salva ancora dalla incultura radioattiva del debito (cosa che permea la nostra sinistra populista non-arcobalenga, non-marxistica).
E' il motivo per cui mi sono rapidamente allontanato dalle lotte in Val Susa contro il TAV, visto quel mondo si alleò colla feccia islamica, feccia che ha ammazzato una persona, di recente, al corteo dei diversamente cososessuali (detto pride) a Berlino. Non è un caso che Alice Weidel sia lesbica. Non è affatto un caso.

Da Europeista penso che solo insieme gli Europei potranno iniziare un contenimento prima, una riduzione poi.

domenica 19 luglio 2026

Due cacche

"debolezza di fondo che una persona sappia cosa sia meglio per un’altra"

(VaporeSodo, Parole sante)


Stamani, a Radio 24, parlava un'insegnante patavina: la compagna cercava di dimostrare come fosse giusta la censura nei confronti di quegli studenti che avevano osato esporre uno striscione "Italia agli Italiani".

Paradossalmente criticava "slogan", pensieri unici, pensieri escludenti.

Come se la "inklusione senza se e senza ma" (lessico scemo e rozzo della sinistra) non fosse escludente.

La signora pretendeva di avere la verità in corpo e che fosse giusto agire con forza per il "bene assoluto", compreso quello degli studenti blasfemi che, poveri, non capiscono "a priori".

Radical scicchisssima, la giovin signora mi risultava persino patetica, logica e raziocinio mesi all'ammasso. Una un po' scema, obnubilata dal proprio oppio più  o meno woke, una fondamentalista che predicava agli altri.

Intanto hanno trovato la diciassettenne islamica,  una giovane serpe allevata in seno, che preparava un attentato, con appunti e altro per preparare una cintura esplosiva. Più  o meno sono la stessa cacca che vuole imporre il proprio bene agli altri  inconsapevoli.

La prima lavora alacremente per l'avvento della seconda.

domenica 12 luglio 2026

Attriti

 Così  quando vengo qui, a casa di mamma e papà - sono in uno stato di salute decisamente migliore ora - mi rendo conto di come sia difficile, per loro  per _ddova. È una convivenza.

Qui ho un po' di tempo, ascolto _ddova. La sua storia di russa ucraina, la guerra, sedici anni che non torna, le speranze di poter tornare quando il Donbass sarà sotto la "serenità russa". Della sua solitudine già scrissi. Il tempo mi permette di ascoltarla ed ella si confida. Vite molto dure, con uomini con alcolismo, galere, padri fuggiti dai figli, povertà se non miseria. Tempi duri che hanno schiantato molte persone. _ddova ha fatto molti sacrifici.

Forza di volontà. Da sola con due bambini era riuscita a laurearsi in ingegneria elettronica, quando ancora in URSS esistevano le università serali. Chi sopravvive ai tempi duri ha buone probabilità di essere una persona di valore, degna.

Ella non è un elettrodomestico; i miei non possono pensare che possano pigiare un pulsante, girare una manopola e che tutto funzioni senza null'altro. Non che lo pensino a livello oggettivo, seguono quella prospettiva emotivamente.

D'altra parte tra i miei veci e lei ci sono problemi di comunicazione, di comprensione verbale, paraverbale, corporale, tra la cultura russa e quella italiana. Non è facile neppure per me, comprendere, figuratevi per i miei vecchietti. _ddova è molto rispettosa, accomodante. Anche questo, a volte, crea problemi. Un no che sia no o un sì che sia sì potrebbero apparire scorbutici ma sgombrerebbero da molte incomprensioni e conseguenti attriti.

venerdì 3 luglio 2026

Verde smeraldo

Il fresco dopo la calura, la pioggia dopo l'arsura, sono esperienze di piccola grande felicità. Sabato, fuggiti dal forno padano, abbiano passato gli ultimi chilometri prima del paesino natale di mia madre sotto l'acqua a catini di un temporale.
Per me, boreale, un sollievo senza pari.
Questo si è ripetuto un paio di giorni dopo. Abbiamo camminato in parte anche sotto la pioggia (nella prima immagine si vedono ancora i cerchi dei goccioloni che si affogano nell'acqua). Silenzio, il verde smeraldo dell'acqua, i piccoli ruscelli e le fonti che lo alimentavano, le piccole gocce brillanti sugli aghi dei pini silvestri, sulle estremità delle foglie degli aceri, il verde smeraldo delle foglie dei faggi, le chiome ancora tenere, di primavera, dei larici.
Gioia.




martedì 30 giugno 2026

Fine giugno

Sotto questo ciliegio selvatico c'è ombra e silenzio. Sì, in questo angolo di Alpi Retiche, a fine giugno non c'è nessuno. Nessun turista, pochi anche ad agosto, ora nulla, i locali, pendolari, sono al lavoro.
Tutta l'avifauna del bosco, dei prati, e il silenzio che essa fende.
Piccole cose, serenità e felicità, qui colla mia Rosa Canina.

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lunedì 29 giugno 2026

Trentanove

Ieri siamo scesi dal treno alla stazioncina di/in una ex ridente zona di quella che era la verde Lombardia.
Rifiuti ovunque, maranza con calzini e ciabatte da piscina, sul treno controllori assenti (cercano di tornare a casa vivi la sera).

Distese di mais malforme, verde opaco tendente al giallognolo, foglie rattrappite, piccole, cadenti, mais sbrindellato dalla siccità. Ciaoni al raccolto per il trinciato. Uno di quei termometri da farmacia/banca segnava 39 gradi.
Le estati azzorriane (atlantiche) non ci sono più, sono  state rimpiazzate da quelle africane (sahariane). Non ci sono più  i temporali estivi. Quindi le precipitazioni che assicuravano acqua a campi e boschi. I grandi fiumi padani sono rigagnoli, la poca acqua tolta per qualche limitata irrigazione (in quei casi ecco il bel verde del mais florido a cui ero abituato da piccolo, il mais è quasi una pianta ornamentale per quanto bello è  quando sano, rigoglioso).
Queste aree verdi partecipano al clima locale come pompe di calore, come "frigoriferi" de-facto con la evaporazione d'acqua durante il  processo di sintesi clorofilliana. Aria sahariana più calda, più  insolazione, meno precipitazioni, meno verde. Il risultato è l'inferno termico che cresce di anno in anno. Nelle conurbazioni molto peggio.

Non è intelligente, per secoli, pigliare carbonio fossile e metterlo in atmosfera in forma di gas serra. Ora la Europa è una scorreggetta che arriva al 7% del globale  anche perché non ci sono più molte attività  produttive: la distesa di ruderi di vecchi stabilimenti e "nuovi" capannoni già cadenti, ammalorantisi era uno degli orrori intorno.

Rosa Canina ed io ci aggiravamo come trote nel forno via via meno lucidi. Con l'invecchiamento si perde  la "resilienza termica" pure.
Il meccanismo  corporeo di difesa è l'abbassamento della pressione, la debolezza, la stanchezza: il corpo riduce e limita le attività  fisiche il cui calore  metabolico non potrebbe essere dissipato. È un meccanismo efficace di difesa e protezione che "discrimina".
Il corpo è intelligente, non uno scemo inklusivo.

mercoledì 24 giugno 2026

Questi e quelli

 Sono passati più di 8 anni dalle osservazioni di Ignazio De Francisci 

"il condannato sconta la pena con i benefici tutti italiani e ricomincia a delinquere."

La situazione si è ulteriormente aggravata e la pena, in molti casi, non c'è più: il criminale, sostenuto dalla certezza della impunità, riprende subito a delinquere.
Il signor Cicalone riporta un caso ancora più grave di quello di Ramy (che Odino lo strafulmini con la sua genia), con tre morti.
Tutto questo è voluto: dagli sfascisti sinistranti e pure da un governo e parlamento democristiano, indulgente, garantista che, per difendere quelli grossi lascia, obbligato dal sinistro  ugualismo normativo, lascia intonsi anche quelli diffusi.

Nuove regole di ingaggio: se non ti fermi ad un posto di blocco devi avere la quasi certezza di finire molto, molto male, il peggio possibile: speronato, incastrato nei rottami della tua auto carambolata, oppure ferito o anche ucciso dai colpi di arma da fuoco degli agenti. Tutto è possibile quando non ti fermi ad un posto di blocco, tutto deve essere e possibile e fatto affinché tu ti fermi. L'infausta sorte dei violatori diventa efficace esempio didattico, educativo. Criminali violatori vengono eliminati il ché è utile in sé, prevenzione di altri disastri.

Questa scelta di mettere le camicie di forza, di rendere inefficaci regolamenti e regole di ingaggio con fini e cervellotici cavilli, di agire processualmente sulle FdO, persino l'impianto "nessuno tocchi Caino" "lasciate che Caino continui a fare ciò che deve fare" sono, palesemente, una scelta politica. Inibire, reprimere il sistema immunitario può comportare solo un aggravamento repentino delle patologie. E' certo e politicamente voluto.
Quando esiste una sola forza politica, rejetta, la feccia, che osa riportare restituire riportare il tabù, i tabù alla politica, essa non può che attirare l'ostilità da parte delle altre partecipi, apologetiche dello sfascio sociale, del lievismo, della ordinaria guerra civile quotidiana. "Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia" diventa rappresentazione verbale della frattura che isola la "feccia" dal resto, la rottura, la separazione che rende evidente questi e quelli. Il contrasto, la sola esistenza, rendono evidente la complicità degli eletti, la (ir)responsabilità della crème nella implementazione del collasso del vivere civile.
Moltiplicare per mille mila tessere del mosaico.

domenica 14 giugno 2026

P s d t f

Pietra, secoli di tempo, fiori.
Dopo molto tempo, tango.
Non solo tango.
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Festina lente

Per il suo compleanno, 65o, _rezza, sta attraversando a piedi l'Appennino tosco-emiliano.
Giovedì  sono fuggito dalla frenesia parossistica del lavoro (mi sta rovinando (la salute)) e lo ho accompagnato per la terza tappa.
Egli (e un altra persona che lo accompagna in questi sei giorni) camminavano molto lentamente. Sono così compresso da ritmi e tempi del lavoro che mi son goduto pure questa grande lentezza. Silenzio, la musica del vento tra le chiome di faggi, aceri e abeti, poi come onde sull'erba alta e fiorita, fiori, fiori, ovunque, fragoline, placidi bovini da carne al pascolo (una giovenca con segni di tentativi di predazione - probabilmente lupesca - a mammella e nei pressi dello stinco posteriore sinistro), la bassa temperatura della quota, ombra verde scura, sole giallo cielo sereno blu, Appennino fulgido.
Egli è arrivato assai affaticato alla locanda, ma è arrivato.
La lentezza mi ha permesso pure di diminuire il tempo di attesa per Rosa Canina che mi era venuta a prendere per il ritorno.

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venerdì 12 giugno 2026

_ddova

 Questo periodo complicato forse è alle spalle: abbiamo trovato una badante (neppure sotto tortura userò quell'anglismo ora di moda nell'inglesano che dilaga), una cara persona che ora si è aggiunta alla famiglia dei miei due veci e di mio fratello che vive (praticamente quando non è al lavoro o via) con loro.

I miei veci sono tornati quasi bimbi. Mio padre fa i capricci come un bambino e mette i bastoni tra le ruote: la fine di settimana scorsa gli ho dato una forte lavata di capo, visto che coi suoi capricci da bambino viziato cercava di imporre un suo sgarbo cercando di girare la frittata. Brillante intellettualmente, ora non ha più la capacità di manipolare gli interlocutori, la dialettica girafrittatistica. Così passo dopo passo, usando fatti e logica, l'ho portato davanti alla evidenza del suo errore. E' stato energicamente molto intenso. Anche se ha passato da tempo i novanta, vorrebbe fare il "patriarca": solo che un patriarca deve essere il primo a dare i buoni esempi, rifuggire da essere bullo in casa. Dopo la strigliata pesante mi faceva quasi pena, così inerme, forse (forse!) resosi conto dei gravi sbaglio e peccato commessi.
Mio padre,con _ddova, perde parte del suo potere "immaginario" (immaginario perché da tempo non è autonomo su molte cose) e così mette, appena può, i bastoni nelle ruote. Pare essere un motivo ricorrente, quello di noi vecchi uomini, ostili a coloro che devono prendersi cura di loro.
Perdere autonomia e avere estranei in casa non è facile per nessuno, capisco. Eppure, questi esercizi spirituali molto grevi - lo è l'invecchiare, lo è stato per me entrare nel mondo rallentato che precede l'arrivo al capolinea (usando la metafora di papà) valgono per me, per i miei fratelli, per mia mamma che si è letteralmente, fisicamente, massacrata la schiena nel tentare di assistere e "manovrare" mio padre infermo a letto.

Non è affatto facile neppure per queste donne entrare nelle famiglie. Cambiare modi di vita, essere ospiti, a tempo, dover far proprie abitudini, usi, alimentazioni, orari non propri. Facile un bel ciuffolo (mio padre, ostativo, si arrabbiò quando cercai di farglielo capire ma, come egli dice sempre, impossibile far capire qualcosa a coloro che non vogliono capire).

Ad esempio, i miei ora, per vari motivi, non possono quasi più mangiare verdura e frutta: questo non aiuta _ddova che ha molta verdura nella sua alimentazione.
Così quando mi ha raccontato un po' di lei, della sua solitudine (veramente essere sola in questo mondo, con tutti i suoi cari già morti, una figlia in Francia e il figlio in mezzo alla guerra russo-ucraina che non vede da molto tempo, morti i genitori, morte le amiche) dei sacrifici, della povertà da cui viene, dalla miseria del tirar su da sola due figli, divorziatasi da un marito alcolista con tutti i gravi problemi che quella tossicodipendenza comportava.

I miei cercano, si impegnano molto per cercare di fare quel che possono fare ancora da soli: questo aiuta _ddova ad avere meno incombenze ma, come tutto, ha i suoi contro. I miei hanno orari dei pasti posticipati di circa quattro ore rispetto alla norma. Così _ddova, si è sfogata un po' con me, dice che per lei è faticoso pasteggiare da sola. Considerando la solitudine che mi ha descritto, comprensibile.

Io ho colto questi segni e ho cercato di assecondarla un po', in casa, di pasteggiare con lei in quei tre giorni.
Ha avuto una piccola felicità quando le ho chiesto di prepararci il borsch, piatto che desideravo gustare (e preparare, ora devo risolvere il problema dell'aneto introvabile qui in Appennino) da anni. Ho notato che ella ha certamente una tecnica molto valida, in cucina e attenzione agli ingredienti (sia pur con la nota, continua, dell'attenzione al loro costo): insomma, nonostante sabato della fine settimana scorsa (sabato 30 maggio) facesse un caldo orribile, mi mangiai quasi quattro piatti di quella squisita minestra di verdure.

Borsch zuppa ucraina ma, comune in tutta l'Europa orientale. Le ho chiesto da quale parte venisse. Le sue parole furono :- "Ufficialmente sono ucraina, ma io parlo russo, sono russa di cuore, di famiglia, di tradizioni, la mia famiglia da sempre tra il Donbass e Belgorod". Era molto accorata quando diceva che spera solo che la sua terra torni Russia.
La ascoltati in silenzio, attentamente. Il mio cuore vorrebbe che Ucraini e Russi smettano di massacrarsi, che addivengano alla realtà delle molte cose comuni, ai valori che condividono. Del resto capisco che siano alle vaghezze sentimentali, considerando i secoli di inimicizie.
Ecco, _ddova è una di quelle persone povere ma con grande dignità, sobrietà, eleganza che, per quanto dimessa, rimane fine e unica. Mi ricorda, quasi, i nostri cari nonni, quelli che con dignità e spirito di sacrificio, superarono mille difficoltà rimanendo persone dignitose, con una eleganza, la eleganza sia formale che della dignità.

domenica 7 giugno 2026

Diari letti

Ho messo mano alla polverosa, non manutenuta, lista dei diari che leggo.
Il tempo passa anche nella diariosfera e numerosi di essi sono stati eliminati, li ho rimossi quindi.
Ho rimosso alcuni che non leggo più.
Ho riaggiunto il diario della egregia Gaia Baracetti: non commento più per via delle sue rimozioni occorse più volte (per le censure lo rimossi ad aprile 2022) . Però... continuo a leggere quel diario, ci sono cose di pregio.
Alcuni dei diari hanno cambiato il meccanismo dei feed, ho provato a riaggiornarlo, sono tornati in lista.