martedì 5 gennaio 2021

Mediterraneo

Allora, infojati da Salvatores, domenica sera ci siamo visti Mediterraneo. Bah.
Francamente, non capisco come potè ricevere un Oscar come miglior pellicola in lingua straniera.

Io non no un buon rapporto con le storie farsesche. Ad esempio nella esalogia tolkeniana Il signore degli anelli + Gli hobbit, già il primo poi maggiormente nel secondo e nel terzo hobbit, il pathos de Il Signore degli Anelli e il suo essere coinvolgente perché verosimile, era stato rimpiazzato da una connotazione generale tra il farsesco, appunto e il buffonesco.

Insomma, girare una storia alla fine del secondo conflitto mondiale, con linguaggio e modi anni ottanta, l'ha resa abbastanza patetica, una pellicola di quelle che tra qualche mese non ricordò via via più nulla. Meglio così.
Rosa Canina dice che Salvatores è proprio l'emblema del politicamente corretto progressista (io non sono così d'accordo, alcuni temi che ho visto trattare da Salvatores sono politicamente scorretti): il fatto che abbia voluto fare dell'ironia piuttosto sbracata, rozzetta sul fascismo parrebbe darle ragione.

Tutto il mio folle amore - 2

(Tutto il mio folle amore - 1)

  • La felicità, purtroppo, non è un diritto ma un colpo di culo.

Avrei voluto scriverne prima ma... tant'è. Allora, da che parte iniziamo? Un po' come in Come dio comanda c'è il rapporto tra un padre "separato" (contumace e redivivo doipo sedici anni, in questo caso) e il figlio, un po' come in "Educazione siberiana", la questione dei minorati, in questo caso un ragazzo autistico. Salvatores dà uno sguardo ad oriente, in questo caso i Balcani della Slovenia e della Croazia, citandone e la crudezza (Dragan) e la macedonia culturale (slava, gitana, ora technusa). E' la prima volta che associo l'autismo al suo manifestarsi (_civa era insegnante di sostegno di un ragazzino autistico che la distruggeva regolarmente). Insomma, del tutto profanamente, avere un  figlio autistico è una sfiga tremenda.
L'incontro di Vincent con il papà Willy musicista cantore di Modugno è errante sulle strade dei Balcani adriatici, una coppia di squinternati in situazioni bislacche. La moltiplicazione diventa interessante e ben narrata: un po' di avventura, di imprevisti, i sentimenti di una relazione padre-figlio che si improvvisa, l'eros che spunta qui e la, Willy strappazzatore di femmine sedotte con i suo concerti e con Vincent e la sua iniziazione al sesso (non ho ben capito l'amazzone - acrobata equense e il suo tentativo di aprirsi quasi immediato con Vincent). Una storia maschile, con la figura del padre adottivo (Mario) che mi è piaciuta, per saggezza, solidità e capacità di comprensione.

A proposito, la felicità: i diritti non esistono, men che meno quello a ciò che è immateriale, sottile, imprescindibile da afflizione. Colpo di culo? Neppure, visto che certamente non puoi determinare la corrente della vita e degli eventi che la determinano ma è tua responsabilità notarci bene, anzi, meglio possibile.

Caro diario, qualche giorno fa avrei scritto molto cose su questa pellicola ma ora finisco qui, la lascio come pagina vissuta. Tra l'altro, sabato scorso, scorrendo la colonna pellicole di questo diario, mi sono reso conto che non ricordo quasi nulla dei tre quarti delle pellicole viste.

sabato 2 gennaio 2021

Tutto il mio folle amore - 1

Volevo scrivere qualcosa del lavoro di Salvatores che ogni pellicola che vedo di lui mi piace sempre di più, dopo L'educazione siberiana, Come dio comanda, Il ragazzo invisibile.
Riascoltando, ora, Domenico Modugno, Cosa sono le nuvole, sulle parole di Pasolini sulle parole di Shakespeare mi è venuto un groppo in gola, gli occhi umidi e pianto qui.

Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

Ah malerba soavemente delicata
di un profumo che dà gli spasimi
ah tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

Ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito
e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così


I migliori anni della nostra vita

Rosa Canina, alla fine, ha detto :- Anche nel cinema la vecchiaia acquista importanza.
Non è escluso che ci sia un mercato che tira, considerato l'aumento dell'età media. Ma non mi intereressa.
Qualche giorno dopo Il Sorpasso abbiamo visto un altro lavoro con Lean-Luois Trintignant. Una storia di amore così intenso tra una pilota di auto da corsa e una donna, incontrata nel collegio dove entrambi avevano i figli che non dura, per tornare, in una sorta di rinascita, zoppicante, di amnesie e vuoti mentali, in vecchiaia. Insomma, egli è un gran donnaiolo e le vincite nel mondo delle gare gli permetto di strapazzare molte donne e questo non va bene per lei che, lo lascia. Dopo molti anni, il figlio di lui trova il modo per rimetterli in contatto: una relazione che riprende con gli acciacchi degli anni ma anche con la saggezza e il distacco della terza età.
La pellicola attuale (49a del regista) descrive la seconda parte di quest'amore, cinquantatre anni dopo. Cercando chi fosse la "gran sana" che interpretava Anne Gauthier da giovane, ho scoperto che... era proprio Anouk Aimeée, da giovane in Un uomo, una donna, sempre di Lelouche (sesta pellicola) e quindi Un uomo, una donna oggi (Un homme et une femme vingt ans déjà), del 1986.
Beh, questo trittico, lungo cinquantatre anni in mezzo, è proprio interessante e ora dovremo vedere anche la prima e la seconda pellicola delle tre. 

La persona giusta, nel posto giusto, al momento giusto.
Inizio interessante, poi via via meno. Lelouche tende, nel prosieguo, ad un romanticismo che talvolta è edulcorato, stucchevole. la parte più interessante, ripeto, è la composizione in trittico, più che quest'ultima pellicola. Anche il cinema andrebbe studiato.




Quando ci sposiamo?

Devo dire che non ho mai avuto un periodo riposante come questo, nella mia vita. Rosa Canina ed io facciamo delle dormite pazzesche. Da una parte questo rimarca come i ritmi "normali" siano decisamente innaturali, dall'altra che una volta che cala il cortisolo tutto rallenta e i cicli di sonno e veglia si assestano in rapporti più naturali. Questa stagione di splendide oscurità garantiscono piaceri intensi e diffusi, il riposare, lo stare accanto al fuoco, il godersi le candele accese e la luce soffusa e gemütlich e, pure, dormire, andando a letto presto, non di rado poco dopo le ventuno. Nella notte tra San Silvestro e Capodanno abbiamo ronfato, in due riprese, poco meno di dodici ore e, dopo pranzo, ho di nuovo dormito per un'ora circa!
Questo compensa alcune cose: leggo notizie di innevamenti fantastici, su in "alto" Appennino: sono lustri che quei piccoli comprensori turistici sono senza neve (qui, ad esempio, il disastro dell'anno scorso). Quest'anno potrebbero fare girare gli impianti e tutto è fermo per il virus corona. Staranno imprecando e bestemmiando! Di sotto le nostre ciaspole fremono e non possiamo accontentarle.

Oggi, andando al mercato dei contadini, le ho chiesto :- Quando ci sposiamo?
Giorni felici, di casa, di noi.


venerdì 1 gennaio 2021

xxx zzz... tilt!

Avevo intraletto qualcosa sulla morte di Agitu Idea Gudeta e intravisto la solita caterva di demenze razziste anti e una sorta di linciaggio pregiudiziale (il vicino fassista rassista leghista che la minacciò...). L'assassino è stato un ghanese. Immaginate l'iradidio razzista anti se invece che un negro fosse stato un bianco!?

Quale è il modello che questi coglioni invasati di città vogliono realizzare? Un modello razzista in cui, a priori, i colpevoli sono i bianchi, i locali, i borghesi, i padroni, la comunità invasa xenofoba. Non è il crimine o le modalità in cui esso è stato commesso ma i sospetti sul colore, i pregiudizi (il solito fascistoide bianco locale razzista...) etc. .
Stendo pietosi veli su questa cacca apologetica dei paradisi multiculturali, sui relativi razzismi anti, sulle sinistre narrazioni tanto apologetiche quanto artefatte. La circuitazione di queste piccole menti scadenti è evidente, la vittima viveva nella provincia reazionaria, era capitalista, era padrona, doveva pagare stipendi, l'assassino un negro.

zzzzz xxxxx  zzz xxx zzz... tilt!

Rimando alle riflessioni di Gaia che rimane lucida, equa e con una visione ecologica.

Da tirare la cinghia

 

Adoro questi giorni di tempo piovoso. Anzi, più su è nevoso. Dopo anni di orribili inverni siccitosi, dominati dall'anticiclone africano, quest'anno neve a josa e noi... bloccati, non si può andare a ciaspolare. °#§=(/%$xx!
Ieri abbiamo avuto una finestra di tempo sereno e soleggiato e, Rosa Canina, _zzz ed io ce ne siamo saliti sul monte sopra casa. Abbiamo camminato per cinque ore ca. con pause (saluti ad un conoscente vicino allevatore di capre) e altro, un bell'anello passando per campi, poderi isolati, piccole frazioni. Anche per case da tempo abbandonate, in avanzato stato di ammaloramento. Nella seconda metà del XIX secolo, inseguito alla una forte crescita demografica che portò al primo conflitto mondiale, vennero "colonizzati" aree agricole da... miseria. Alcuni toponimi (Ca' Fame, Ca' Sete, Ca' Inferno) non lasciano spazio all'immaginazione. Furono i primi poderi ad essere abbandonati nella fuga verso la città industriale nel dopoguerra: negli interni nei quali i "visitatori" hanno lasciato il passaggio dei loro segni, soliti nomi, cuori trafitti, etc. abbiamo letto date dei primi anni settanta: già cinquant'anni di abbandono ed edifici in rovina (prima cede il tetto poi va alla malora tutto il resto). Osservando i resti di magri prati, le esposizioni, l'assenza di una strada carrabile che li collegasse al resto del mondi, stalle piccole e fienili ancora più  magri, si capiva che erano posti da tirare la cinghia,
La camminata di San Silvestro o Capodanno è ormai una tradizione consolidata (v. 2019, 2016, 2015, 2014, 2013, 2012).

Cena alle 19, alle ventuno e qualcosa eravamo a letto, abbiamo ronfato fino alle sette di stamani. Abbiamo riso un sacco per alcune cose di ieri /stanotte e abbiamo fatto l'amore lussoriosamente. Viviamo un'epoca di incredibile abbondanza.

Oggi giorno di pigrizia, pioggia, pioggia, accanto al fuoco, slurpati gli avanzi di ieri e altroieri.

Buon 2021!

(immagine via appennino4p.it)