giovedì 17 aprile 2014

Inglesano

  • In principio era il Verbo.

Inglesano

o - Orribile miscuglio linguistico in cui alcune frasi raffazzonate italiane appaiono tra termini inglesi spesso usati del tutto impropriamente (per assonanza) ovvero orribile miscuglio linguistico in cui termini inglesi usati non di rado in modo cialtronesco interrompono frasi italiane ancora peggiori.
o - Gergo diffuso (anche in contesti specifici) in cui l'intento di impressionare l'interlocutore con esotismi inglesi; produce risultati grotteschi e patetici e rivela una sostanziale povertà colturale e mentale dell'emittente.
(unuomoincammino)


  • Straquoto [!!, NdUUiC] E' proprio il mio pensiero. Aggiungerei che noi abbiamo il DIRITTO di usare la nostra lingua nella nostra patria e non di diventare una colonia inglese o americana.
    Lettore_2706480, commento 17 aprile 2014 | 10:15 in forum sul corriere



Da papà (che lo aveva ricevuto dal nonno) ho avuto il regalo di un'attenzione alla qualità e alla bellezza della lingua, una certa cruscantofilia.
Il linguaggio è legato alla mente e viceversa. Se uno è vispo, ricco, arguto, preciso (in inglese si usa il termine sharp) l'altra ne viene influenzata positivamente.
Se una è tonta, povera, stupida, sciatta l'altro ne viene influenzato altrettanto negativamente.
Aggiungo, come esteta, che ciò che è sano, armonioso è bello e che ciò che non lo è brutto e viceversa.

Se non parli bene la tua lingua parlerai male anche le altre. Ora sono un po' fuori allenamento, ma parl(av)o un inglese fluente a tutti i livelli meno che quello letterario, un discreto tedesco da conversazione, qualche frase di spagnolo imparato nei miei anni di danza.
Così io trovo orribile nonché molto stupida l'adozione acritica di termini di altre lingue (in prevalenza inglese) al posto dei termini italiani corrispondenti. E poiché la lingua è viva, non si capisce come mai si debba scimmiottare un neologismo inglese invece di inventarne uno italiano.
In questo diario uso sempre termini italiani e quando ciò non si conforma al comportamento di massa, per farmi capire aggiungo l'anglicismo / la forma estera tra parentesi.

Annamaria Testa e Gianfranco Livraghi e Paolo Matteucci cercano di porre rimedio, in modo pacato e preciso, a questo abbruttimento linguistico di massa.


30 commenti:

  1. Faccio mea culpa. Nonostante abbia sempre avuto una smodata passione per il latino, e di conseguenza anche per l'italiano scritto e parlato in un certo modo, faccio una fatica immane a lasciar fuori gli inglesismi dal mio parlare quotidiano.

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  2. Posso darti una dritta per distinguerti e per attirare l'attenzione.
    In certi settori specifici il problema è particolarmente grave per diffusione e virulenza.
    Se tu avrai la costanza di usare via via più termini italiani (ovviamente congrui e precisi) come prima cosa attirerai l'attenzione.
    Sicuramente avrai molti deficienti che poveretti ridacchieranno (non sanno che stanno ridacchiando della loro mediocrità). Tu resisti.
    Passato lo scherno iniziale e pure i tentativi di contrasto, col tempo è molto probabile che tu acquisirai autorevolezza.
    Anche questa è una delle numerose pratiche per l'eccellenza.

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  3. Caput mundi regit orbis frena rotundi

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  4. Roma capitale del mondo regge le redini dell'orbe.

    Purtroppo rispetto al babbo e a mio figlio io NON ho studiato latino e ho dovuto gugglarne il significato.

    Ahahah
    Ora, non vorrai mica sostituire l'imperialismo inglese con quello italiano, no!? ;)

    Ritengo invece appropriate le citazioni greche e latine, perché quelle da quelle due culture e lingue deriva la nostra cultura e la nostra lingua.

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    1. Eh, ma purtroppo è così...

      In ogni caso, anche noi avevamo edificato il Vallo di Adriano e, ancora adesso, se apri il vocabolario di inglese tantissimi termini hanno origine latina.
      Poi ci sono le famose parole che partono e ritornano. Si fa sempre l'esempio di mass "media" (plurale di medium), che ora ci ritorna e la pronunciamo addirittura "midia" (!)

      Le lingue sono una rielaborazione continua. Il Novecento è stato indubbiamente il secolo degli Stati Uniti e i risultati si riflettono anche nella cultura.

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    2. Questa volta vado su questioni linguistiche relative al crucco.
      Föhn deriva dal latino favonius che è l'italiano favonio.
      Eppure c'è questo uso assurdo, pazzesco del termine tedesco.
      Anzi, peggio.
      Esso è stato storpiato e massacrato per cui molte persone usano, per asciugacapelli, il termini fon o, peggio ancora, fono, prefisso suffisso di origine greca che in tialiano sta per suono.
      Siamo alla Grande Bruttezza linguistica.

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    3. Sull'estetica sono pienamente d'accordo con te. C'è sicuramente una capacità di assemblare cose in maniera armonica, di dipingere spargendo colori su una tela e di scrivere o parlare.

      Però, la nostra bellissima lingua è il risultato dei tantissimi errori, delle storpiature, delle influenze esterne che l'hanno trasformata da Latino a Italiano.

      L'errore, maledetto errore (!) è, però, anche, INNOVAZIONE.
      Se vuoi, considera pure l'errore la chiave dell'evoluzione.

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    4. In italiano bistecca è un caso evidente di evoluzione linguistica per assimilazione di un termine straniero (peraltro so, per la mia passione per la gastronomia, che non c'è nulla di più variabile e regionale che i tagli in sé della carne e dei relativi nomi per quelli comuni).

      Io dico che devi rimamere forte e con bellezza e ricchezza e precisione nella tua lingua e quando sarai in armonia con essa potrai, con arbitrio uscire da essa e andare lontano, ritornando con ricordi e doni di cose nuove e lontane.

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    5. in latino "magistra", in italiano "maestra"
      in latino "medium", in italiano "mezzo"
      in latino "schola", in italiano "scuola"
      ...

      Come puoi vedere, l'italiano è tutto una "storpiatura" del latino, maltrattato da gente che lo parlava male.

      Voglio dire: se avessero seguito quello che tu prescrivi, oggi parleremmo un latino perfetto e non avremmo l'italiano, lingua bellissima.

      De Andrè diceva: anche dalla merda, nascono fiori...

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    6. E questo ti spiega anche perché la tua Italia, piena di italioti che disprezzi, è un Paese pieno di opere d'arte e la tua amata cruckland no...

      Ma ti pare che gente seria che lavora, efficiente, produttiva, esatta, si mette a dipingere opere d'arte a destra e a manca ?

      :-D

      (scherzo provoco, dai, lo so, non me ne avere, in fondo il DNA è quello italiano, che ce posso fa' ??!!!)

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    7. Sai, quando stavo con la madre di mio figlio passai molto tempo in Cermanien e ti posso assicurare che non mancano affatto i tedescoti (non saprei se la loro quota sia maggiore o inferiore a quella degli omologhi italiani, secondo me siamo lì). Il frasario tedesco della mia ex moglie era altrettanto tagliente e forse anche più ricco.

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    8. spießig, aggettivo, der Spießer (sostantivo), biedermaier (aggettivo), die Borniertheit (sostantivo), die Idioten (sostantivo plurale), blöde (aggettivo) etc.

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    9. Ancora una volta, ne abbiamo d'avanzo dei nostri per sprecare tempo con quelli dei Magnakartoffeln.

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    10. Si, ma tranquillo. Tra uomini, alla fine, ci si beve una birra, si rutta e amici come prima.

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  5. gli inglesismi sono dentro di noi. e non puoi smettere

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  6. Ma certamente no.
    Come in alcuni sono entrati, da essi possono pure uscire.
    Volere, potere!
    Non c'è alcun homo che abbia incapacità linguistiche genetiche/congenite. :)

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  7. Fatico parlare l'italiano, adoro il mio dialetto (che io considero la mia vera lingua), sbuffo che leggo notizie di politica, chiedendomi se per caso la regina Elisabetta le legga pure lei, visto che è un due per tre usare termini inglesi per cose prettamente italiane.
    Ho fatto il latino, in un corso parallelo ai miei studi: perché mi piace la struttura della nostra lingua.
    Trovo l'inglese anonimo, spocchioso, spoglio, se paragonato alla lingua francese (sempre parlando di lingue straniere). Certo un fuck è diretto, ma un vaffanculo è più gustoso.
    Ma mi devo adattare, ché il mio lui parla spesso l'inglese, avendo vissuto all'estero e non riesce a togliersi sta parlata.

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  8. Ecco una cosa che condivido con te. Ho da poco discusso con una persona a questo proposito.
    Capisco il linguaggio tecnico e l'utilizzo di quei termini che in italiano non hanno equivalenti, ma non apprezzo affatto la progressiva perdita della finezza che contraddistingue la nostra lingua, cui corrisponde un preciso lemma per un preciso significato e che è capace di differenziare ogni diversa sfumatura.
    Per esempio, non comprendo perchè bisognerebbe usare "subbati" invece che sottotitolati, imbastardendo ed impoverendo così due lingue allo stesso momento e generando un'incultura che influisce sugli atteggiamenti generali nel generare una confusione micidiale.
    Non riesco ad essere d'accordo con Francesco in questo: gli inglesismi sono attorno a noi, ma smettere con un po' di attezione e costanza si può eccome, anche senza arrivare al ritorno dell'autarchia...
    Però pure tu Uomo, non puoi mica dire che qui utilizzi solo termini italiani e poi inventarti parola di sana pianta!

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  9. x meEJ simple:
    Puoi regalargli la tua passione per il dialetto veneto e per la llingua italiana.
    Stare in coppia significa anche che ciascuno può dare il meglio all'altro.
    Poi, ovvio che ci possano essere eccezioni.

    x Alahambra:
    Ahaha, Alahambra, abbiamo una congiusnzione astrale di grande lovo e sintonia oggi, tra di noi! :)
    Alcuni termini vengono usati taloqualamente come AIDS al posto di SIDA; altri vengono scimmiottati (sopra ho citato il fono con cui alcuni si asciugano la zazzera) qui tu citi "subbare".

    Così si imbastardisce e impoverisce due lingue allo stesso momento con un degrado ad un'incultura che influisce sugli atteggiamenti generali nel generare una confusione micidiale.

    Guarda, le riscrivo perché son parole molte precise e importanti.

    Beh, perché non si può arricchire il linguaggio?
    Io l'ho fatto ad esempio con poteritica proprio perché l'italiano è povero e usa impropriamente politica per indicare anche tutto ciò che è contro la politica o antipolitico e che è invece specificatamente attinente al (problema del) potere.

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    1. Ecco, non puoi parlare di purezza linguistica e poi usare parole inventate come "taloqualamente", perchè perdi istanenamente di credibilità.
      Di conseguenza, inevitabilmente, perde di credibilità anche il messaggio che vorresti veicolare e diffondere.
      Come dire, parla e scrivi in italiano e non in una tua lingua che capisci solo tu, altrimenti un post come questo finisce direttametne nel cestino della carta straccia, per ovvii e giustificati motivi.

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    2. Ragazza giuliana, io ti devo ricordare che una lingua ha anche vari registri e tra questi c'è pure quello della goliardia, dell'ironiia e quello satirico.
      Avresti preferito un taloqualamente in corsivo?

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  10. Figurati che io scrivo e parlo male sia in italiano che in inglese o in qualsiasi altra lingua e dialetto.
    Le parole inventate sono la mia passione, assieme alle frasi sintatticamente scorrette.
    Taloqualamente mi piace assai.

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  11. Tu scrivi bene e con fine ironia, in modo piacevolmente snobbo. :)

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  12. Parlo un dialetto romano che farebbe rabbrividire il Belli e scrivo un italiano basico ricercando giusto l'armonia. Eppure l'inglese mi affascina, ma probabilmente è solo l'invidia dell'ignorante (anche quel "solo" lo genera l'invidia... eh eh..)

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  13. Straquoto! ^_^ Ahahah. Trovo infatti che anche il nostro rampante premier Renzi usi tanti inglesismi un po' a vanvera pensando cosi' di risultare più "trendy" (ahahah) e "cool" agli occhi altrui. Invece l'italiano e' una lingua bellissima che il mondo ci invidia per la sua musicalita' e sapiente miscuglio di nobili lingue antiche e influenze delle varie dominazioni. Almeno una cosa buona in questo paese di giulebbi ce l'abbiamo.

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  14. Quando ho iniziato a leggere le tue parole ho subito pensato all'articolo di Annamaria Testa letto sull'Internazionale per, poi, scoprire che la citavi proprio poco più sotto. Da "linguista" (lo virgoletto perché è una passione ma non un lavoro) mi trovi totalmente d'accordo con te. Basta ascoltare la televisione per rendersi conto che si sta disimparando l'italiano a favore di un ibrido (che mi ricorda lo spanglish parlato dagli emigrati messicani negli Stati Uniti) che oltre a suonare ridicolo rende, spesso, la comunicazione difficoltosa.
    Come ti poni, però, nei riguardi dei prestiti di necessità? (il mio famoso dei quali è computer). A me piace che esistano, rendono la lingua viva senza ridicolizzarla o violarla.

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  15. Una lingua è soprattutto un mezzo di comunicazione, ma è anche uno dei modi coi quali si esprime e si concretizza una delle più subdole forme d'imperio. Dall'estero subiamo l'inglese. Dall'interno subiamo il romanesco e il napoletano, in misura minore il siciliano. Tutti e tre, occorre dirlo, in forma svilita rispetto ai veri dialetti, che nei luoghi d'origine hanno una loro rispettabilissima dignità. Tutto sommato c'è un certo parallelismo tra l'invasione fisica e quella linguistica.

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  16. x franco barttaglia:
    I dialetti li adoro culturalmente e di panza, li aborrisco quasi tutti per la volgarità. Mi ricordo, in Lombardia, alle scuole medie superiori, degli eccessi di volgarità, in dialetto che mi allontanano da essi.
    Poi ci sono i dialetti colti, ma quella è roba bbona e rara. Il dialetto romano ha un'ampia letteratura.
    Ecco, il dialetto emiliano sul quale non ho alcun vissuto, lo amo per la sua musicalità, per il suo essere solare e aperto.

    x Spirita Libera:
    Colui che dovrebbe dare gli esempi di italiano sciacquato in Arno. Mi fanno pena.
    Il tuo uso di giulebbe al plurale (parola che imparo ora, grazie! :) non lo capisco. Intendi troppe persone sdolcinate, melliflue? Non capisco la relazione tra l'inquinamento linguistico dovuta a esterofilie di massa con l'essere sdolcinato.

    x Mareva:
    Oh, benvenuta! Ho scoperto da poco il tuo luogo interessante. :)
    Alla fine la comunicazione diventa veramente difficoltosa. Se tu rompi la mappa e le convenzioni potrai forse esprimere più facilmente alcuni concetti rudimentali ma tutto il resto, il 99% di ciò che può essere comunicato, sarà molto più difficile o addirittura impossibile,
    Prestiti di necessità? Traduzione e neologismi italiani. Come fanno i francesi.
    E' solo una convenzione e questa può essere prima iniziata o imposta e poi diventa patrimonio comune.
    Poi non capisco perché abbiamo tradotto keyboard in tastiera ma non mouse in topo? Che cazzo c'ha di meglio tastiera rispetto a topo?
    Computer? Elaboratore cosa ha che non va bene?
    Come abbrevi personal computer in PC (poi picì, piccio, etc.) non puoi abbreviare elaboratore in ela?
    Sono tutte rigidità e timidezze mentali un po' sciocchine, direi.

    x MrKeySmasher:
    La più grande e sottile operazione di imperialismo statunitense è stata la colossale mistificazione e sovversione della realtà con il quale s'ti furbastri hanno rincoglionito le masse planetarie con dei falsi storici, una vera e propria inversione delle responsabilità criminali e genocide
    - i pellerossa cattivi, i bovari (cowboys) buoni
    - i statunitensi buoni e i giappi cattivi
    - i statunitensi buoni e i nazi cattivi
    - i statunitensi buoni e i russicomunisti cattivi
    - ...
    Sui dialetti ho risposto sopra a franco battaglia.
    Sono una forma di preziosa diversità culturale ma, molti di essi non li amo. Direi che sono pochi quelli che mi piacciono e per strane ragioni, spesso incongruenti.

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  17. io mi arrabatto con le lingue estere, ma amo tantissimo quella italiana perchè ha tante di quelle sfumature per dire la stessa cosa da punti di vista diversi, è una lingua ricca, non facile ma bellissima

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  18. Una lingua ricca.
    E a differenza di altre lingue ricche anche musicale.
    La lingua italiana è la Grande Bellezza come il giardino di arti e natura coltivato per millenni.

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