lunedì 16 febbraio 2015

Furbofono no!



Ieri sera voleva che gli accendessi il furbofono per fargli da router per il suo giochino di rete dell'iPad (in genere uso il normalofono Nokia 29 euri e così è stato anche ieri, solo sabato, per gli acquisti, me lo ero portato, si è rilevato utile per trovare un negozio di articoli sportivi). Aveva finito di studiare storia tardi. Gli ho detto di no.
No perché anche io mi sono accorto che sono sempre lì col naso sul furbofono quando è acceso. Mi sono sdraiato sul suo letto e abbiamo parlato e scherzato, facendo un po' gli scemoni. Era un po' contrariato ma poi si è sciolto quasi subito.
Mi è piaciuto quel buonanotte, semplice, in cui siamo passati da un Uff! a un ritrovarci semplice.
Gli ho detto che per me è difficile e faticoso dirgli quei no ma che lo faccio perché gli voglio bene.
Perché vorresti portargli pure il cuore sul tuo piatto quando sei lì. E questa sarebbe solo l'inizio della più grande rovina. E' impegnativo, molto. Devo aiutarmi tenendo presente la dimensione del tempo, quella spirituale, mia e sua.

18 commenti:

  1. mia figlia ne ha fatto una che non condivido

    e che fa capire quanto loro siano "unfit" rispetto allo stato delle cose

    ne parlerò. forse

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    1. Mio figlio mi pare, a volte, viva in uno spazio angelico.
      Avevo cacciato via un libercolo che mi avevano appioppato nel gioco appioppacianfrusaglie di cena di San Silvestro ed era scosso che io lo avessi messo nella carta da macero.
      Ad un certo punto apre la finestra e fa uscire una cimice.

      Ecco, questi nostri figli si dovranno confrontare con gli enegumenti violenti che immigrano a milioni dall'Africa o che sono africani di seconda generazione qui, come quei simpatici ragazzi delinquenti che
      assalta(va)no i treni.

      Gli ho spiegato che ha ragione a rispettare i libri, ma che ci sono centinaia di milioni di titoli e di libri e che non tutti valgono la carta sui quali sono stati stampati.

      Angeli in mezzo alla teppaglia energumena.
      Mah, avranno una vita durissima...

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  2. Uh Uo', che tenerellitudine. :)

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  3. Certe volte in macchina, se uno dei miei è alla guida a me viene automatico infilare la testa nel furbofono. Talvolta mi sento in colpa, allora lo metto via e tento di fare conversazione.

    Però mi rendo conto di essere, come il tuo bipede, dipende dalla tecnologia. E ho chiuso anche il blog, tra le altre ragioni, per limitare la mia permanenza in rete...

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    1. Microchippataaaa !!!!!! :-)))

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    2. Giusto a quello stavo pensando!

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    3. Il furbofono fotte quasi tutti.
      Ancora di recente sul Corriere era uscita un'altra galleria di immagini di demenze collettive di ogni tipo da furbofonia acuta.

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    4. Io ho questi punti fermi.

      - "duri per durare" (motto della compagnia, a proposito del taglio di capelli)
      - accesso ad Internet dietro rilascio di un patentino al compimento dei 18 anni.

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    5. Si lo so che nel video di Er Piotta si propongono altri capisaldi, la femmina, il denaro e la mortazza. Ma io preferisco i miei.

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    6. Ci sarebbe tutta una storia da raccontare sul significato di essere "connessi" ma un po' sono stanco, un po' sono demotivato e un po' sono sicuro di predicare nel deserto.

      Dico solo che nel 99.99% dei casi chi parla/scrive/legifera a proposito di Internet non ne capisce la natura.

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    7. > No, no. Meglio dipendente che disconnessa.

      Allora: considerando le prospettive pessime di medio e lungo periodo, è probabile che vivrà molto meglio un contadino che sa come potare i suoi alberi da frutto che un nerd che conosce le backdoors di tale app o la programmazione e le API del faccialibro.

      Io direi che è necessario usare la rete piuttosto che esserne dipendenti.
      E prova a darmi torto.
      Come si fa a usarla?
      Si mantiene un rapporto con dei distacchi regolari, si fa altro, di vivo e reale, nel mondo fisico, le cui soddisfazioni e intensità sono incomparabilmente superiori. Poi ci sarà anche un angolo per la rete.

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    8. Ecco che tu, MKS, hai trovato la quadratura del cerchio: il web come strumento per apprendere sulla natura.
      In treno, l'altro giorno, alcuni gasisti discutevano sul fatto che... è quasi impossibile imparare a raccogliere erbe spontanee apprendendolo dai libri.
      In realtà non è che sia impossibile
      E' molto difficoltoso e assai rischioso.
      Chiunque ha un po' di conoscenza micologica, sa che non c'è nulla di meglio che andare con un bravo fungaiolo/micologo per imparare. Anche leggendo e rileggendo uno dei molti manuali Bresadola di micologia, per quanto ora ricchi di illustrazioni fotografiche, la scelta di alcuni funghi rimane problematica: per discriminare, alla fine, serve un esperto micologo.

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  4. Hihi.. wannabe ha chiuso il blog ma tracima da tutti gli altri social disponibili.. e non la sto prendendo in giro.... solo tra messenger e uozzap siamo, sono, totalmente interdipendente col mondo e praticamente sconnessi da chi ci parla in un'antiquata modalità "voce"..

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