giovedì 12 febbraio 2015

Il tramonto dell'euro - 11

(Il tramonto dell'euro - 10: external compact)

In breve: sì alla critica alla follia della moneta unica, no a contrarietà al pareggio di bilancio, no al crescitismo che ne è la ragione, no al democratismo demagogico economico.

In realtà sto osservando una contraddizione strutturale: l'economista deve cercare di trovare un modello preciso e razionale per l'agire assurdo delle masse e quindi della loro economia. 
Penso che molte delle contraddizioni e delle assurdità delle teorie economiche derivino da questa base assiomatica incongruente. Il non spingersi alla completezza nelle analisi trascurando parti rilevanti del reale è funzionale al voler dimostrare una tesi. Sotto sotto il il problema è la specie e le sue insensatezze i cui effetti sono sempre più deleteri via via che lo scollamento tra biologia e (in)cultura prosegue e con il progredire della diffusione di energia distruttiva e tecnologia regressiva alle masse.

No
  • Assolutamente no al crescitismo che è ciò che anima la tesi di Bagnai. Rimozione dei vincoli per tornare alla crescita? No grazie.
  • No alla collettivizzazione dei costi e alla privatizzazione dei profitti: in economichese si può parlare di partite correnti; insomma, le casse dello stato vanno in rosso, i privati accumulano risparmi (e contribuiscono col consumismo al deficit della bilancia dei pagamenti). Assistenzialismo cattocomunista e evasionismo berlusconiano a più tutto per tutti sono esattamente questa cacca. In vari punti Bagnai strizza un occhio a questo citrocapitalismo.
  • No al democratismo monetario. L'economia non è democratica. Il democratismo demagogico porta a scelte scellerate a medio e lungo termine. Pensare ad un'economia democratica è una delle forme di stupidità politicamente corretto, come votare come reginetta di bellezza una paraplegica. Siamo al livello di dissociazione e assurdità massimi: non  dissimile da quello che decide di farsi operare dal cardiochirurgo Zanetti perché è attivo in parrocchia.
  • No all'apologia di deficit e debito. Uno dei punti di pregio del sistema euro è che ha, finalmente, portato attenzione sulla ideologia deficitisto-debitista e sulle sue nefaste conseguenze. Pare che questo ovvia pratica di ecologia economica non abbia inciso nulla (v. l'orribile demagogia di Tsipras e il successo che ha avuto, più roba assurda propini e più ti votano).
  • No al considerare trascurabili i mali profondi del paese. Sono essi che determinano un'economia fragile e speculativa. Sono cause, non conseguenze della crisi economica. I paesi del sud Europa hanno problemi colossali di etica pubblica e quindi di economia e non il viceversa.
  • No all'anglofilia e no all'antigermanesimo di Bagnai. Qui egli vive una sorta di sindrome di Stoccolma e guarda con simpatia al capitalismo anglofono che è stata causa di tutte le crisi economiche globali.
  • No alla demagogia del "povero debitore, cattivo creditore". E' ovvio che è eticamente molto peggio il debitore che il creditore. Senza il primo il secondo non può esistere. Ed è sempre scelta (sempre conseguenza di altre scelte e mancate scelte) del primo decidere di mettersi un cappio al collo e fornirne l'estremità al creditore. Potremmo definire i debitisti come ricettatori di crediti.
  • No all'apologia dell'inflazione e all'analisi storica dei pregi dell'inflazione che non tiene conto del fatto che l'inflazione come effetto della sciagurata crescita non può essere certo ripetuta quando il paese non solo è cresciuto ma è diventato obeso; sostenere che l'obeso da 3 q.li deve aumentare a 4 quando già ora il letto non lo sostiene, cercandogli di fargli aumentare la temperatura da 36.8° a 38° non è particolarmente intelligente. No alla demonizzazione della deflazione (critica che origina dal deficitismo-debitismo che permea, con il crescitismo, l'opera).
  • No alla critica della politica della moderazione salariale che ha reso competitiva l'economia tedesca. Io trovo veramente incredibile come, in un paese cronicamente ammalato della più becera inflazione speculativa allegra e spensierata, si possa arrivare ancora a deprecare il fatto che ... il primo della classe studi e lo faccia con impegno.

  • Sì all'attenzione di Bagnai ai fondamentali dell'economia. L'artificializzazione della vita progredisce con il campatinariazzizazione dell'economia. Siamo nello spazio dei problemi.
  • Sì all'idea di equilibrio nel dare-avere tra i paesi (external compact). Una virata rispetto all'infatuazione di massa sul fatto che puoi comprare pure gli italiani stessi e la suocera dai tedeschi e questo è bene, giusto e - non solo - è un diritto e non ha conseguenze.
  • Sì al controllo della finanza parassitaria e alla sua stretta regolamentazione.
  • Sì alle critiche puntuali sulle stupide asimmetrie nelle regole europee (consentiti  surplus maggiori dei deficit e altre chicche demenziali del genere).
  • Sì alla critica al mercantilismo tedesco: è del tutto ovvio che qualcuno può esportare se qualcuno importa. Non ci vuole un economista alla Schäuble per capirlo.
  • Sì alle critica alla presunzione di OCA. Anche se Bagnai è ideologico, osserva i disastri della presunzione di OCA europea e non spende una parola sulle HoCA (Homogeneous Cultural Area) e sulle OCA intranazionali.
  • Sì all'idea di monete nazionali e di libera fluttuazione dei rispettivi rapporti di cambio. E' un potente meccanismo di riequilibrio. Le monete, comunque, devono essere locali e non nazionali, visto che NON esistono OCA e HoCA nazionali.
  • Eccellente il lavoro divulgativo sulla dinamica dei cicli di Frenkel e sulle colonizzazioni distruttive delle economie "forti" consumiste su quelle "deboli" (locali). Ancora, strano il diverso metro di giudizio sulle induzioni di cicli di Frenkel tedesche rispetto a quelle (globali e non continentali!) statunitensi.
  • Sì alle critiche keynesiane alla liquidità speculativa tendente alla realizzazione di profitti nel brevissimo periodo e la fatto che ciò sia uno dei propellenti di varie bolle speculative. L'autore osserva più volte che la microeconomia (democratica) ha dinamiche di massimizzazione dei profitti sul breve e brevissimo periodo che sono deleterie a non breve termine. 
  • Sì alla critica precisa e pesante all'ennesima moda che gira per la massa delle crape: lo sdilinquirsi per gli investimenti stranieri in Italia. Bagnai ha il pregio di spiegare che questa sia una delle molte cause di sbilancio nel dare-avere. I profitti e gli interessi, ovvero la redditività, finiscno all'estero. Ma pare che questa elementare realtà sfugga ai salameccatori che osannano ogni arrivo di capitale straniero in Italia.

Il tramonto dell'euro
Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa.
Alberto Bagnai
Imprimatur Editore


72 commenti:

  1. Dici Euro e monete locali assieme ?

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    1. In breve (ci sono state varie puntate precedenti, a partire da quella sull'OCA: l'Europa NON è né economicamente né culturalmente omogenea e ottimale. Non lo è neppure l'Italia.
      Non ha senso che a Rotterdam e a Salonicco ci siano la stessa moneta: gli effetti si sono visti.
      Ma non ha senso neppure che a Locri e a Malesco, a Napoli e a Pordenone, ci siano e la stessa moneta nazionale e le stesse regole.
      Quindi:

      No euro
      Sì monete provinciali in rigorosa politica di quasi autarchia provinciale (quindi anche di pareggio di bilancio che ora non può che essere attivo di bilancio per rientrare dai debiti).

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  2. Mah.

    Ma non è che per caso sei tu quello che ha uno schema ideologico da dover difendere a tutti i costi?

    Io penso che se tu avessi intenzione di capire, dovresti prima di tutto scindere l'Economia dalla Politica.

    Esempio.
    Hai 10 talleri e sei al mercato e ci sono due banchi di pere e mele.

    L'Economista è quello che fa i conti e ti dice: puoi comprare 1 Kg di mele, oppure 2 di Pere oppure ancora 3 mele e 9 pere.

    Il Politico è quello che opera la scelta.

    Tutto il resto è bla bla.

    Per cui, per esempio, il debito non è intrinsecamente male o bene. Il debito è bene anche se mi apro un mutuo per comprare la casa e lo ripagherò in 30 anni.
    Non lo puoi ripagare? Beh, rivendi la casa, non è che hai speso il debito in fuochi d'artificio. Capisci che intendo?

    Dipende.

    Dal "dipende" in poi, è tutta politica, l'economia non c'entra una beata mazza.

    Se poi un "economista" ti dice che una certa cosa si può fare, lo deve dimostrare (via numeri, equazioni e scienza), altrimenti non hai di fronte un economista.

    Ah, di solito i bilanci quadrano, perché il linguaggio è quello della matematica (ma è un discorso che abbiamo già fatto)

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    1. > sei tu quello che ha uno schema ideologico da dover difendere a tutti i costi?
      [...]
      > L'Economista è quello che fa i conti e ti dice: puoi comprare 1 Kg di mele, oppure 2 di Pere oppure ancora 3 mele e 9 pere.

      Mi permetto di parafrasare un po'. Spero che economisti, poteritici e il_bobbolo non se la prendano troppo.

      Hai 3 mele e 2 pere.
      Solo che sei in 6 e ora ne arrivano altri 3 clandestini che vogliono sbaffare la frutta.

      Il finanziere è quello che immette la liquidità in bit e/o cartacea del quantitative easing.
      L'economista (crescitista) è quello che propone di costruire sul campo di pere una bella casa, si rilancia la crescita del PIL e potrai comprarti una pera.
      Il politicastro promette più per e mele per tutti e cita l'economista crescitista. Inoltre, nel cemento dell'Expo per la cui devastazione edilizia sui campi residui, il reddito è finito agli amici della Compagnia delle Opere, afferma con veemenza e con parole importanti scritte in rosso e oro, che è diritto universale della persona il cibo (il fatto che ci siano solo 3 mele e 2 pere per 6 + 3 sbaffatori è un particolare del tutto irrilevante che non può che evidenziare il diritto all'alimentazione e quindi a più frutta per tutti.

      Il_bobbolo dopo aver acclamato la costruzione del terzo stadio di calcio (questa volta sul campo di mele) ed essersi indebitato con SKY per vedere la partita nello schermo a 298 pollici, si accorge che non ha mele né pere, cambia canale, vede il politicastro e il suo magnifico programma e lo vota subito.

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    2. > il debito non è intrinsecamente male o bene
      Più o meno come dire che
      > il surplus non è intrinsecamente male o bene

      Vero e sbagliato.
      Oppure, sbagliato e vero.

      Dipende.
      Infatti.

      Il debito per la casa è un investimento e non può prescindere da un piano di ammortamento.
      In parole semplici: devi restituire il capitale (risorse) pagando un prezzo,
      Non è mai esistito ne mai esisterà un diritto a mutui a fondo perduti oppure, se vogliamo parlare in sinistrese e centrisocialese, il diritto alla casa per tutti è una fanfaluca così assurda che non so come possano crederci un numero così elevato di persone.

      Quindi: debiti a tempo entro i quali devi rientrare.
      Se investi sul ponte per arrivare a casa senza tutto il giro di 1.5km è del tutto ovvio che non potrai andare al mar Rosso quest'anno e per i prossimi cinque.
      In economia è noto che se investi devi tagliare su servizismi e consumismi e viceversa.

      Inoltre c'è la terza possibilità.
      Tu fa un "investimento" al quale pensi di rientrare, ti compri il nuovo mercedes o fai le nozze ollivudiane alle Maldive. In qualche modo potresti rientrare (ma speri sotto sotto di fottere il concessionario o di non pagare l'agenzia di viaggi e di nozze) ma poi inizia a risparmiare sul cibo, non paghi la TAC, compri i formaggi olandesi e il contadino da cui compravi la caciotta (e al quale tu avevi rifatto l'impianto idraulico di abbeverazione) chiude.

      Quindi neppure tutti "investimenti" (debiti con rientro) sono sensati e sostenibili.

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    3. Io mi permetto di aggiungere:
      - l'economista magari ti dice cosa si può fare ma NON SA che conseguenze ogni alternativa comporta. Inoltre due economisti sostengono due tesi opposte senza che ci sia modo di determinare quale delle due è sbagliata.
      - il politico non sa cosa si può fare e non gli importa delle conseguenze. Gli basta generare consenso tramite false promesse.
      - il "popolo" è acefalo, si comporta come la muffa, in certe condizioni cresce, in altre no.

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    4. @Uomo
      Si, ma il tuo discorso è troppo intriso di moralismo. Tra l'altro, mi troveresti anche d'accordo su parte delle cose che dici, ma secondo me sei già nell'ambito della politica.

      @Lorenzo
      Certamente. Infatti NON è compito dell'Economista approfondire le conseguenze di una scelta in termini non-economici.
      L'economista ti dice solo che con il tuo reddito a disposizione puoi comprare 1 mela o 2 pere: se si spinge oltre allora sta già facendo politica.

      Economisti in contrasto.
      Su ciò che non è determinabile puoi fare IPOTESI, come le fanno anche i fisici quando analizzano l'ignoto. Dopodicchè, le ipotesi devono essere presentate come TALI e le scelte discusse SEMPRE dalla politica.
      Per dire: ci sono fisici favorevoli alle centrali nucleari e alti contrari. Ci illustrate, noi poi decidiamo.
      Questa è e DEVE essere la prassi. Quando ci si sposta da questa via sia in Economia che in Fisica, si fa politica. Punto.

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    5. @Uomo -- Il "crescitismo"

      Man, se sei in deficit devi per forza generare un surpuls, e quindi "crescere", altrimenti mi spieghi come fai a ripagare il debito?

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    6. @Uomo
      Non mi fare i discorsi ecologici, che li so già. Se sei in debito con la Madre Natura, devi ripagare anche il debito con la natura altrimenti crepi. Certo, ovvio.

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    7. L'economista non ha niente da illustrare perché non possiede conoscenza.

      Il politico non ha niente da decidere perché gli interessa solo il consenso e per quello basta inventare.

      Poi ognuno ha la sua fede, te sei libero di avere fede nella conoscenza degli economisti e nella capacità di scegliere dei politici. Inutile discutere di fatti davanti alla fede.

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    8. Per dire: ci sono fisici favorevoli alle centrali nucleari e alti contrari. Ci illustrate, noi poi decidiamo.

      ''Noi'' CHI, Nottebuia ?

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    9. @Lorenzo
      Non è così Lorenzo. Molte delle tecniche e dei modelli gestionali sviluppati dagli economisti sono oggi il cuore stesso dell'informatica. Mille richieste arrivano su un server: come faccio a gestire e suddividere le risorse, quali politiche posso adottare? Questo è solo un esempio banalissimo.

      @Marco
      Uomo ti risponderebbe il_bobbolo. Per me la migliore prassi, come si è fatto per il nucleare, è quella di aprire un dibattito pubblico e poi fare un referendum. Di più, non riesco a dirti.
      A questo punto, credo che se lo si fosse fatto anche per l'euro, probabilmente non ci saremmo mai entrati (poi magari avremmo fatto ugualmente una brutta fine, capiscimi)

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    10. Booom Boom, dai facciamo a chi le spara più grosse.

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    11. x nottebuia:
      > il tuo discorso è troppo intriso di moralismo.
      Guarda, io non so se sarei riuscito ad essere più cinico che in quel commento. Si arriva al paradosso che i cinici e i dissacratori della morale e dei moralismi diventano morali nella loro tensione a ritornare alla realtà.

      > se sei in deficit devi per forza generare un surpuls

      Dimentichi che un bilancio non è fatto solo di aumento/crescita delle "positività" ma anche di diminuzione/decrescita delle "negatività".
      Ma per i religiosi della mezza crescita (quella dei tricazzuti che l'altra metà delle crescite" non esiste) questa ovvia verità artimetica comporta terribili sofferenze, violente contorsioni epilettiche concettuali.

      La distinzione tra economia e politica non esiste. Nel senso che l'economia è una delle dimensioni della polis, è inerentemente politica.
      Poi si arriva al fatto che si chiama politica quella che è antipolitica e poteritica.
      Del resto si torna alle elezioni di miss paraplegiche, all' ecologia del fare, ai termovalorizzatori, al pensare che un islamico algerino o bengalese diventi italiano con un atto normativo di iusnonsoquale. Appunto come mettere l'etichetta "fagioli" su una scatola di cicerchie o di capperi e credere e affermare con veemenza che i "fagioli" ormai son tali e integrati.

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    12. @Lorenzo

      Certo, fanno dei corsi quinquiennali di Ingegneria Gestionale dove ci si fa il mazzo a studiare anche economia.

      Poi un Ingegnere magari viene assunto alla Intel per trovare soluzioni a problemi di gestiore delle risorse in ambienti di incertezza, tanto per dire, e sfrutta molti dei modelli mutuati dall'economia. Qual è il problema?
      non a caso, moltissimi economisti nascono come matematici. E cosa ci trovi di strano??

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    13. @Lorenzo

      Esempio pratico. I modelli di teoria del filtraggio che vengono usati per le telecomunicazioni e per farti ascoltare la voce da un capo all'altro del mondo sono gli stessi che vengono utilizzati in ambito finanziario, tanto per dire.

      Boom?

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    14. Lo sai che oggi ho comprato il pane e la signora ha fatto il conto con la stessa matematica usata per mandare le sonde su Marte? Quindi la NASA usa la panetteria oppure la panetteria usa la NASA.

      Comunque, il punto è che tu sei convinto che gli "economisti" (che mi viene anche da ridere ad usare questo termine) abbiano la conoscenza per capire la realtà, anticipare il futuro tramite "modelli", poi descrivere le alternative ai "politici" (altro termine intrinsecamente risibile) i quali hanno il compito di scegliere l'alternativa migliore.

      Ti lascio alla tua convinzione. Non fa nessuna differenza.

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    15. E ti dirò di più: quello della Nasa ha utilizzato ciò che il pecoraio aveva già scoperto per primo qualche millennio prima.

      E' così, Lorenzo, parlano i fatti. Apri un libro di economia e ci troverai tanta matematica, ma non per coreografia o per far finta di legittimare un'attività altrimenti inutile. Aprilo pure e controlla.

      Chi oggi si occupa di intelligenza artificiale, sempre per rimanere all'esempietto, corre ad aprire i libri di Economia per vedere come sono stati già risolti o affrontati molti problemi di Teoria delle Decisioni o magari di Teoria dei Giochi (hai presente John Nash, premio Nobel per l'Economia, per dire. Ma non è certo colpa sua se ha deciso di occuparsene per primo)

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    16. Gli economisti vivono il dilemma di cercare di trovare soluzioni (per alcuni soluzioni, per altri problemi, non di rado si tratta di giochi a somma zero) in una realtà sostanzialmente assurda, insensata e con comportamenti che valutati su scale temporali non immediate sono folli.
      E' una cosa che ho sottolineato anche in questa pagina.
      Tipicamente il paradosso della crescita è uno di questi paradossi: il sistema sopravvive solo aumentando i fattori di patologia che l'hanno condotto a quel punto.

      Sul breve termine l'economista che per risolvere il problema di mancanza di frutta propone di costruire la nuova casa sul campo di pere avrebbe anche ragione.
      Su quale scala temporale? Su quale estensione geografica?
      Supponiamo pure che tu riesca anche vendere la casa quando sei anche solo a metà (su quel campo le pere avrebbero maturato in settembre e sei ad aprile) e avere 10 talleri. Ma se in Cile da cui importavi le pere non hanno più pere?

      Teoria di successo... supponiamolo pure.
      Ma successo su quale lasso di tempo?
      E spazialmente, intorno, cosa succede?

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    17. @ Nottebuia : credo che se ci avessero chiesto di esprimerci sull'adesione alla moneta unica attraverso un referendum, avremmo votato in maggioranza ''sì''.
      Tanto ci avevano insaponato la testa con l'Europa Unita del cazzo.
      Quindi torniamo al punto : è inutile ricorrere a strumenti di consultazione che, quando vengono concessi, vengono male adoperati dal bobbolo plagiato.
      Oppure, quando danno un esito sgradito ( vedi finanziamento pubblico ai partiti ) il Potere li bypassa con una delle tante prese-per-il-culo ...

      ^_____^

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    18. @Marco

      Si, è probabile, concordo con te. Però in tanti erano contrari, soprattutto tra i "tecnici" e dicevano apertamente che non si poteva fare, non sarebbe stato in piedi. Diciamo che magari qualche dubbio in più sarebbe serpeggiato molto prima...chi lo sa.
      Per esempio, c'è il famoso discorso in cui lo stesso Napolitano alla Camera si dichiarava contrario, del 1978 (incredibile a dirsi!!!)


      @Uomo
      Si, Man, sarebbe come dire che il medico vive il dilemma dell'immortalità, scusa.

      C'è il medico che si occupa di ortopedia e ti ingessa la gamba. Poi c'è lo pneumologo che ti dà lo sciroppo per la tosse.

      Poi c'è l'economista che si occupa di risolvere un problema sugli scambi internazionali e quello che ti fa il bilancio aziendale.

      Nessuno ha la pretesa di salvare il mondo, perché è fuori dai suoi limiti.

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    19. Peccato che la Costituzione (più bella del mondo) vieta la consultazione popolare riguardo i trattati internazionali. Quindi non solo quello sull'Euro non ci è stato sottoposto, nessuno mai ci sarà sottoposto. A meno di non emendare la Costituzione (più bella del mondo).

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    20. "E ti dirò di più:"

      Non solo non dici di più non dici niente. Ripeto, io posso usare un tubo per aprire una noce di cocco, questo non significa che io capisca cosa sta succedendo adesso ne tantomeno che sappia cosa succederà domani.

      Tutto il tuo sproloquio sulle teorie economiche non aggiunge niente rispetto alla utilità di queste teorie nel fare progetti, cioè nel predisporre delle azioni che abbiano un risultato voluto in futuro.

      E' come dire che io mi reco in visita in UomoCosia dove non piove da trent'anni. Dico "secondo la mia teoria del melograno se gli UomoCosi si mettono in cerchio e girano in senso antiorario dalle 19 alle 21 la probabilità che piova nei prossimi 15 giorni aumenterà del 15 %". L'evento si può verificare o meno, non sapremo mai se esisteva una relazione tra la marcia in cerchio degli UomoCosi e la pioggia e se questa relazione era favorevole o sfavorevole.

      Poi, magari io non ho capito una mazza e tu hai capito tutto. La domanda sorge spontanea, come mai non ti vedo in TV che spieghi alla Nazione cosa faremo nei prossimi 5 anni.

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    21. @Lorenzo

      Lorenzo, se leggo te sembra che questa benedetta economia sia l'arte della divinazione.

      Se leggi me, non lo trovi scritto da nessuna parte. O sbaglio?

      Il grave errore dei ragionamenti tuo e di UUIC, è quello di attribuire aspettative impossibili che, per forza di cose, poi sono chiaramente disilluse. Ti porto esempi concreti, documentati, esistenti e mi dici che non t'ho detto niente su come si faccia a prevedere l'andamento del mondo. L'andamento del mondo??
      Al massimo, io ti posso aver detto solo cose ovvie e risapute e non oso fare di più perché non ne sarei capace.

      Uuic, poi, la fa addirittura più sporca provando a convincerci su argomenti più buffi, tipo far passare l'idea che nessuno abbia veramente capito sino in fondo che le risorse sono finite e che si possa crescere in maniera illimitata. In pratica, siam tutti sprovveduti.

      Sai qual è il risultato? E' quello di delegittimare ogni cosa sino a poter sostenere idee estreme tipo (appunto) quella che l'economia stessa sia inutile. Capisci? In pratica, ci sarebbero centinaia di migliaia di ragazzi iscritti nelle facoltà di SCIENZE Economiche di tutta Italia (e di tutto il mondo) che fanno pippe per 5 anni per poi mettersi una tunica e dedicarsi finalmente a fare previsioni strampalate o divinazione sull'andamento del mondo.
      Ma ti pare?

      Questo, in effetti, se ci pensi bene è il meccanismo dell'Italia: delegittimare, triturare, ridurre tutto a OPINIONE e mettere sullo stesso piano idee e cazzate. Cosa che poi è funzionale a farsi governare dai pagliacci.

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    22. Io non ho alcuna aspettativa.
      La considerazione che i cosiddetti "economisti" non hanno nessuna conoscenza reale la ricavo dal fatto semplice (te l'ho già detto più volte) che si contraddicono tra di loro.

      Poi esiste un corollario altrettanto elementare e cioè che gli "economisti" attaccano il ciuccio dove dice il padrone. Cioè dicono al principe quello che il principe vuole sentire, come fanno i cortigiani da tempo immemore.

      Dei ragazzi iscritti eccetera me ne faccio due baffi a tortiglione. Ognuno di noi sceglie per se stesso.

      E te lo ripeto, visto che te hai la conoscenza che ti viene dai dotti studi accademici, dacci la soluzione. Non a me, che non conto un cazzo, all'Italia e al Mondo. Ti vengo in contro, dacci la alternative "scientifiche" tra cui i "politici" dovrebbero scegliere.

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    23. > Il grave errore dei ragionamenti tuo e di UUIC, è quello di attribuire aspettative impossibili
      [...]
      > far passare l'idea che nessuno abbia veramente capito sino in fondo che le risorse sono finite e che si possa crescere in maniera illimitata

      Scusa, ma quando i tromboni crescitisti e i media tutti blaterano di +x% quest'anno, +y% lo scorso trimestre, di crescita (esponenziale) qui di crescita (essponenziale) là stanno esattamente fingendo di non capire né l'esponenziale né che siamo non solo in un mondo finito ma già ora con un deficit ecologico annuale sempre più grave.

      Insomma, tu stai dicendo che la faccio sporca continuando a imprecare a quelli che stanno segando lo scafo della scialuppa per scaldardi perché tutti sanno che lo scafo della scialuppa è finito, etc etc.

      E' per lo meno buffo.
      Insomma, 'sti crescitisti non sono mica sprovveduti.
      Beh, allora cosa sono?

      Ehy, Johnny, guarda che c'è un muro là in fondo.
      Franco, ma credi che io sia uno sprovveduto?
      Johnny spinge un po' di più la tavoletta dell'acceleratore.

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    24. Non ci siamo capiti, Lorenzo.

      E' una questione di metodo: è qui il problema. E' come se io affermassi che, stanti le case farmaceutiche, qualche medico potrebbe essere tirato per la giacchetta e allora è inutile sentire cosa dica un cardiologo. Sentiamo "Lorenzo" (o sentiamo anche "Nottebuia", per carità).

      La tua critica mi sembra basata su un'opinione: però se tu fossi in grado di DIMOSTRARLA, potremmo tranquillamente chiudere tutte le facoltà di Economia del pianeta (che a te fanno un baffo).

      Io ho fiducia in te, Lorenzo, però ho qualche perplessità, anche solo per una legge statistica tra la discrepanza numerica che oppone te e svariate migliaia di pirla che ti farebbero i baffi. Non ne convieni?

      Poi, esattamente come i Fisici, anche gli Economisti sono spesso in contraddizione su aspetti a loro ignoti. Spessissimo partono da ipotesi di lavoro differenti e seguono filoni di studio differenti. Le dimostrazioni scientifiche poi fanno emergere i modelli migliori e scartano quelli sbagliati. Funziona così. E' il metodo.

      Torno al punto tuo e di Uuic che io contrasto: se due Fisici sono in contraddizione sull'ipotesi di origine dell'Universo, la Fisica non serve a un cazzo. Soluzione? Sentiamo allora che si dice nei bar, dove c'è la gente che ha buon senso e praticità.

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    25. Non ho mai scritto brutamente che gli economisti non servono.
      Ho scritto che la maggior parte degli economisti compie uno sforzo di razionalizzare comportamenti sostanzilamente irrazionali e distruttivi.
      Che solo modificando di poco i limiti temporali e spaziali delle loro teorie si rivelano inconsistenti se non fallimentari.

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    26. @Uomo

      Ma si, Man, ci siamo capiti. Il punto è che tu, paradossalmente, ora come ora avresti bisogno di iniziare a studiare un po' di economia per dare supporto alle tue idee. E secondo me saresti anche in gamba.

      Se io parlo di microbiologia, a un certo punto, devo cominciare a studiare chimica altrimenti non so nemmeno in che lingua esprimermi.

      Comunque, perlomeno, hai fatto lo sforzo di leggere un libro, e te ne va dato atto. Hai visto che c'è gente che aveva studiato certi problemi e che ci sono le OCA, eccetera eccetera.Mi sembra che tu stesso ne abbia guadagnato. Questo credo sia molto positivo, considerando che hai un lavoro, un figlio e, probabilmente, poco tempo libero.


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    27. Guarda caso tu hai fatto l'esempio di due fisici che sono in contraddizione sull'origine dell'universo, una cosa che è fuori dal tempo e dallo spazio.

      Come se gli "economisti" fossero in contraddizione su cose ugualmente fuori dal tempo e dallo spazio invece che su cose molto più prosaiche, cioè quello di cui parlavi prima e cioè le alternative "scientifiche" da dare ai "politici" perché questi prendano delle decisioni.

      Due "economisti" danno alternative diverse e contraddittorie ai "politici", è questa la faccenda.
      Non ha niente a che fare con l'origine dell'universo.

      Se pensi di avere a che fare con uno di quei "ragazzi" che frequentano le facoltà di economia, ti sbagli, non sono io.

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    28. Riguardo al fatto che io debba "dimostrare" che gli "economisti" attacchino il ciuccio dove dice il padrone, ahahaha, bella questa.

      Ma si, dai, buttiamo tutto in burla, oppure raccontiamoci storie di fantascienza dove gli "economisti", a partire dai "ragazzi nelle facoltà" non hanno lo scopo nella vita di guadagnare soldi e posizioni di potere ma sono dei monaci guerrieri, degli asceti dediti al rigore scientifico.

      Sono stanco, fottetevi tutti.

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    29. x nottebuia:
      Peraltro, con economisti, cosa si intende?
      Ci sono molti economisti delle più varie teorie e correnti.

      Il Club di Roma è un covo di economisti.
      Qui a destra collego diari di economia (ad esempio quello di Michele Brunati), c'è la scuola di Vienna,
      Mauro Bonaiuti e altri sono economisti della decrescita, son mica fisioterapisti. ;)

      Kenneth Boulding era un economista.
      Pure il suo celebre motto
      "Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista."

      Le leggi delle fisica, dell'aritmetica e capacità di osservazione ti permettono di essere economista anche senza esserlo.
      Puoi usare il termine di partite correnti o external compact ma non bisogna essere dei geni per capire che se un paese importa anche la sorella e delocalizza anche la produzione del pane è destinato ad una emorragia economica e alla rovina.
      No!?
      Certamente Frenkel ha osservato certi cicli ma quando i noglobal si oppongono alla merda della GDO in India, essi si stanno opponendo ad un ciclo di Frenkel anche se la chiamano merda modernista, cacca capitalista o consumismo o ....

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    30. @Uomo

      In realtà non è così. Per tornare a esempi celebri (che credo faccia lo stesso A.B.) non penso che tu ti faccia operare al cuore dal tuo dentista, per quanto magari anche lui medico. O da un Radiologo. Ma nemmeno da un Dermatologo. O no?

      Un Economista Aziendale non è un Macroeconomico. Un Commercialista che fa paghe e contributi non è un esperto di Commercio Internazionale.

      Occhio a chi dice cosa, prima di tutto. Il dermatologo ti dice che dovresti fare operare al cuore? Calma, non basta essere medici...

      Non basta essere un Fisico specializzato in Optoelettronica che lavora presso un provider ADSL per chiarire qual è la situazione nella centrale nucleare di Fukushima...

      Se non è così, vediamoci a un bar vero, che almeno servono un negroni...

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    31. Anche tra i macroeconomisti esistono teorie e scuole molto diverse.
      Poiché l'economia studia l'agire umano che è molto diverso in funzione dello spazio e del tempo, l'anelito universalista delle scuole economiche è una delle forme di hybris.
      Infatti qui in Italia abbiamo l'assurdità di regole di economia politica, fiscali, gestionali, applicate alla provincia di Caserta e a quella di Udine.
      Come dire, mettere stesse regole per i trichechi e le martore.
      Ancora: si vorrebbero applicare la filosofia economica di Adam Smith in un mondo che è diventato stipato come una scatola di sardine e non solo senza risorse ma con un deficit di risorse.

      Un compasso serve in uno studio tecnico, non in sala ostetricia. E se lo studio tecnico ha un bel CAD, non serve neppure nello studio tecnico.

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    32. @Uomo
      Scuole
      Certamente: le scuole diverse ci sono perché ci sono ipotesi di lavoro diverse, però è tutto alla luce del sole. "Dico questo partendo da queste ipotesi"

      Ci sono situazioni (e quindi ipotesi di lavoro) in cui una scuola spiega meglio un fenomeno altre dove funziona meglio l'altra.

      Sega o accetta? ci sono punti di incontro, però in certi contesti una è più adatta dell'altra. Uno mezzo non esclude l'altro, finché non saremo in grado di costruire uno strumento con entrambe le caratteristiche e magari anche di più.

      La variabilità dei comportamenti sociali poi non ti impedisce di trovare e scrivere leggi universali, come il bilancio. Vale indipendentemente dal comportamento, del luogo e del tempo. No?

      Leggi, Uomo! Leggiti un bel manuale. E vedrai quante cose salteranno fuori...

      PS. Occhio che nessuna scienza è esatta, come abbiamo detto milioni di volte. C'è la statistica per quantificare l'incertezza e a Fukushima lo sapevano anche i fisici e gli ingegneri...

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    33. Guarda, la psicologia ci dice che se uno ha utilizzato l'accetta e ha avuto successo, molte volte tenderà ad utilizzarla anche dove una sega o una pialla andrebbero decisamente meglio.

      C'è stata la sciagurata crescita boom del dopoguerra e le menti sono ancora inchiodate lì.

      Bilancio.
      Beh, il fatto che il bilancio più importante che è quello delle entrate e uscite in dispensa sia ignorato dagli economisti crescitisti e debitisti, non va a grande onore di quelle scuole.
      Sarebbe come un chirurgo facesse del suo entrare con le scarpe che ha usato in stalla nel suo podere un'ora prima un vanto e un metodo.

      L'economia BAU crescitista e dell'insostenibilità che postula come risoluzione dei problemi la crescita esponenziale di popolazione, del consumo di risorse non rinnovabili e della produzione di rifiuti e inquinanti non biodegradabili è ancora peggio dell'entrare in sala chirurgica con le scarpe della stalla.

      Ma qui si torna alla risonanza tra potere, incultura, relgioni ed economia.
      Il prete e il mullah dicono che devi fare figli come conigli, il fornitore di pannolini si frega le mani e osserva che ogni 100000 bimbi in più assumerà un ex bimbo in più, i costruttori di inceneritori si fregano le mani, 100000 bimbi in più sono sicuramente una macchina inceneritrice e mezza da costruire.
      Dove? Sul campo di mele e su quello di pere.
      C'è un problema: la fabbrica di omogeneizzati e di succhini alla pera e alla mela non ha rifornimenti a sufficienza.
      Allora una volta alla settimana arriva un TIR di mele e pere dalla Giordania a km 2800 e poi è necessario fare il Passante Nord. Sicuramente.
      La crescita dell'edilizia e del catrame.
      Ecco che tutti si fregano giulivi le mani (non quando la sorella è andata al reparto oncologico per il linfoma, ecco, in quel caso no, ma sai... la sorte).
      Nessuno ha detto che poiché hanno fatto 100000 bimbi anche in Giordania, l'anno prossimo diventerà da esportatrice di mele e pere importatrice di mele e pere.
      In Val Susa il campo di pere e mele bio di Luca Abbà è stato distrutto, egli manganellato col giubilo di tutti,

      E tutti hanno vissuto crescendo felici e contenti fino a oggi.
      Domani in supermercato no succhini di pera e mela.
      E iniziano a incazzarsi, eh!? le mamme con SUV si incazzano tanto, che non si sono più i succhini bio.
      Il nuovo Tsipras o Berlusconi, Renzi, promette
      "Più crescita così tutti avrete più succhini di pera e mela per tutti. Lo dicono anche gli economisti."

      Paraponzi ponzi po' e applaudono l'economista e votano il politicastro e prendono a pugni gli ecologisti e NoTAV rompicoglioni.

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    34. Scusa, una domanda: dove l'hai trovata questa famosa "Teoria Crescitista" che ti propone la crescita esponenziale in maniera indefinita?
      Me la linki? Mi linki il punto, il passaggio esatto dove ciò viene dichiarato?

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    35. Guarda, di recente la Merkel e Renzi si sono messi a trombonare giulivamente con inni vari crescitisti, a quell'occasione si riferisce Tricazzuti.

      Italia e Germania hanno deficit ecologici rispettivamente più o meno come 5 e 4 volte la propria biocapacità.
      Non avranno: hanno! Qui e ora, nel 2015.
      Cioè le rispettive Fiat ed Opel sono già con le ruote anteriori nel baratro.
      I due piloti si vedono, sono grassi e pasciuti, convengono: bisogna progredire, crescere. Guarda come sia grassi belli e ricchi! Dicono che bisogna spingere in avanti del 2% il veicolo perché è stato fatto così dal dopoguerra ed è andato sempre bene no!? Jaa! Sicher!
      E giù applausi e tutti gridano insieme
      Cre - sci -ta!
      Cre - sci -ta!
      Cre - sci -ta!

      Crescita esponenziale sempre.
      Ovvero, diciamo così.
      Poiché alcuni di voi ci avete detto che matematicamente succede questo e quello, che già ora il bilancio è in rosso...
      Allora noi non diciamo per sempre.
      Noi diciamo "ecologia del fare" e "termovalorizzatori" e "riqualificazione del territorio" ma che sono "devastazione ecologica", "discariche aeree" e "speculazione edilizia".
      Quindi diciamo crescita per l'anno n e l'anno n + 1.
      Nooo, non vorrai mica che intendiamo per sempre, noo!?
      Solamente di anno in anno per un bel po' di anni.
      Creiamo dei casini? siamo già con le ruote nel vuoto? Fino adesso è andata bene.
      Bagnai osserva che i poteritici non possono ammettere il fallimento dell'euro e che il gruppo di essi che dovesse gestire l'emergere della follia e il suo sgretolarsi verrebbe "linciati".
      Poteritici e economicastri non possono ammettere il suicidio di questa strategia di crescita esponenziale.
      Basterebbe che anche solo il 10% de il_bobbolo che ha creduto fino ad oggi alla favoletta gli girasse la sacca scrotale e prendesse accette e forconi per "dare addosso a voi che ci avete raccontato le fregnacce crescitiste fino a ieri e che oggi non sono più valide" (il_bobbolo ovviamente omette di aggiungere "che ci sono state tanto ma tanto comode e alle quali ci siamo detti di credere giulivi e contenti come alla maria vergine").

      Dove c'è scritto che c'è la luna e che tu guardi il dito?

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    36. Uomo e Lorenzo sono estremamente concreti ...

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    37. @Marco

      Ma no Marco, Uomo è estremamente idealista perché pensa che il mondo debba adeguarsi alle sue idee. Io ho ragione e il mondo ha torto: ma ti pare?

      Gli chiedi quale esperto della materia (accreditato dalla comunità scientifica) ti abbia mai detto "più crescita per tutti" e lui ti risponde Merkel (nota economista, no?)
      Ergo gli economisti non capiscono un cazzo. Ergo l'economia non serve.
      Nei libri di economia c'è scritta roba fondamentale: loro non lo sanno, ma praticamente stanno negando il Teorema di Pitagora. Ma dov'è il realismo???

      E ti meravigli dell'ignoranza di questo Paese??

      Entrambi arrivano a negare il senso del lavoro (concreto) di migliaia di persone e ti sembrano realisti?

      Ma LOL, dai, come dicevo più sopra, almeno troviamoci a bere una birra e a parlare di scopate che ha più senso...

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    38. NotteCoso, sei un vero coglione.

      La ragione per cui io e UomoCoso, seppure in maniera diversa, abbiamo da ridire è che LE COSE NON FUNZIONANO. E non è che non funzionano adesso, per incidente, non hanno mai funzionato neanche prima.

      Lo sai che differenza c'è tra Leonardo e i fratelli Wright? Il primo sarà anche stato un genio avanti di secoli, avrà anche pensato e ripensato ma il suo aliante non vola. I secondi invece, pur avendo un negozio di biciclette, riuscirono a costruire un aeroplano che funziona.

      Te dici che ci sono "migliaia di persone al lavoro (concreto)". Questto AGGRAVA il problema, perché evidentemente queste migliaia di persone non riescono a trovare una soluzione che funziona. Trovano "n" soluzioni che non c'è modo di sperimentare, quindi sono tutte vere e false.

      Adesso mi dirai che la soluzione esiste, viene proposta ma poi i "politici" la rifiutano preferendo fare scelte sbagliate invece di quella giusta.

      E allora io ti ripeto, visto che esiste la soluzione, basta renderla pubblica. Avanti...

      E io non scirvo LOL solo perché siamo tutti nella stessa merda. Se ne potessi stare fuori allora riderei del tuo determinismo psichedelico.

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    39. Poi, ricorderei alla platea degli astanti che abbiamo avuto degli insigni "economisti" a capo del Governo. I quali insigni "economisti", liberi dal fardello dei "politici", avrebbero dovuto applicare la loro scienza e mostrare a noi e al mondo come si conduce la baracca. Infatti è andata proprio cosi, si si, pari pari...

      Mi verrebbe anche da citare la biografia di questi insigni "economisti" a riprova dell'apporto della loro scienza al progresso dell'umanità ma come ci posso andare io su Wikipedia ci possono andare tutti.

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    40. Vengo incontro, prima ascoltate questa lezione:
      Le cause della crisi a livello internazionale

      Poi andate su Wikiepdia e leggete la biografia.

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    41. Cazzo, Lorenzo, certo che uno con voi potrebbe veramente divertirsi a fare il tiro al piccione...Poi ti meravigli se ogni tanto arriva gente come Max a servirti pane e realtà ?

      Ma ti pare che i fratelli Wright potessero aver violato le leggi dell'aerodinamica solo perché costruivano biciclette?
      Ma ti pare che un muratore non possa tranquillamente tirar su una casa anche senza aver dato un esame di Scienza delle Costruzioni?
      Ti pare che non siano comunque caduti ponti e palazzi con tanto di firme di ingegneri e architetti?

      E allora? Ma che cazzo mi vuoi dimostrare? Che la Scienza delle Costruzioni non serve a una minchia?

      Le migliaia di pirla che studiano economia e che eventualmente ti fanno i baffi, poi lavorano nelle banche, negli istituti di credito, nelle vendite, nel commercio, nella gestione di impresa (tutti ambienti privi del senso di concretezza).

      Tu ci sei mai entrato in una banca? Hai mai avuto la sensazione di trovarti di fronte a gente strampalata ?

      Casomai, il vero problema, è che tutta questa gente NON lavora per te. Anzi, lavora CONTRO di te, ed è per questo che non c'è assoluta speranza.

      Ma se tu avessi un patrimonio da gestire lo affideresti a Uuic e Lorenzo o lo daresti a una squadra di economisti?

      Siamo perdenti, Lorenzo, perché il popolo ignora. Ma c'è di più: il popolo non si limita a ignorare. No!! Ha anche la supponenza di aver capito tutto e che gli altri siano tutti coglioni. E' qui che l'ignorare diventa ignoranza. E' qui che si diventa prima ridicoli, poi penosi e infine ci si condanna inevitabilmente a perdere.

      Dai, lascia da parte l'eventuale installazione di puppy-linux e fai un bagno di realtà.

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    42. A me non importa NULLA di tutto quello che hai scritto.

      Ripeto:
      1. il muro è storto.
      2. quelli che dicono di conoscere la "scienza delle costruzioni" forniscono "n" spiegazioni del perché il muro è storto, in contraddizione totale o parziale tra di loro.

      Fintanto che non vedo un muro dritto, la "scienza delle costruzioni" non serve ad una minchia, anzi, è la causa del muro storto, che è peggio.

      Ora, supponiamo che quelli che dicono di conoscere la "scienza delle costruzioni" sappiano effettivamente fare un muro dritto ma lo facciano storto per approfittarsi del "popolo" che ignora la "scienza delle costruzioni".

      Visto che ci sono gli NotteCoso e i suoi amici, che conoscono la "scienza delle costruzioni" e sono anche filantropi, aspetto che qualcuno si faccia avanti e spieghi agli ignoranti come si fa a tirare su un muro dritto.

      O meglio ancora, che facciano almeno un muro dritto a dimostrazione della utilità della "scienza delle costruzioni".

      Qui se c'è uno che chiacchiera a vuoto, quello sei tu.

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    43. E correggo il tuo esempio sul capitale da investire.

      Mettiamo che UomoCoso mi dica "dalli a me che sono "dotto economista" e vedrai che lo faccio fruttare.

      Dopo 10 anni io ho accumulato un debito di X.

      A quel punto viene Mario e dice "UomoCoso è dotto economista ma appartiene alla scuola dei Broccoli Rotanti, dalli a me che sono dotto economista e appartengo alla scuola che ne sa sul serio, quella delle Cipolle Qadrate".

      Dopo 10 anni ho accumulato un debito di X + Y.

      Ripeto questa trafila un certo numero di volte. A quel punto ci sono queste opzioni:
      1. i "dotti economisti" non hanno idea di come fare fruttare il mio capitale.
      2. i "dotti economisti" sanno come fare fruttare il mio capitale ma invece che spartire con me l'utile preferiscono incassare una commissione e produrre una perdita, per motivi che solo gli iniziati possono capire.
      3. i dotti economisti sanno, vorrebbero generare un utile ma interviene ogni volta un evento cosmico, sempre diverso altrimenti sarebbe prevedibile, che glielo impedisce.

      Le opzioni sono:
      1. i "dotti economisti" millantano un sapere che non possiedono.
      2. i "dotti economisti" sono pazzi sadici
      3. Dio esiste ma odia i "dotti economisti".

      In tutti e tre i casi farei meglio a spendere il capitale in zoccole e bomboloni.

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    44. Ed ecco l'obiezione delle obiezioni: se io dicessi di avere un sistema per vincere la lotteria CHIUNQUE non fosse un idiota mi direbbe "scusa ma com'è che tu non sei ricco sfondato e invece chiedi a me i soldi per giocare alla lotteria?"

      In altre parole, il "dotto economista", se sapesse fare fruttare i capitali, farebbe fruttare i suoi invece di chiedere i capitali degli altri.

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    45. Lorenzo, ma tu hai mai visto un banchiere povero? E quanti poveri vedi tra chi maneggia soldi e capitali?

      Qualche osservazione elementare:

      1 - i migliori in genere lavorano per chi paga di più
      2 - se qualcuno perde, qualcun altro guadagna.
      3 - le coperte son sempre troppo corte


      4 - il crescitismo non esiste (che è già un corollario del punto 3, ma lo specifichiamo per i "diversamente economisti" che credono di essere originali. I "normalmente economisti" scrivono già a pagina zero che "Le risorse sono scarse")

      Mi raccomando, Lorenzo: non mi diventare comunista o magari dirigista come Uuic (che vuole impormi tutto per legge). E ricordati sempre che i primi a cui non piace il Libero Mercato sono in genere i libbberisti, quando spieghi loro come funziona.

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    46. Continua a non importarmi nulla.
      Se a livello locale c'è chi guadagna e i banchieri sono ricchi, a livello generale lo Stato si indebita e non contento entra nell'azionariato di Monte dei Paschi.

      I "dotti economisti" lavorano per la banca ma lavorano anche nella Ragioneria Generale dello Stato (il cui nome dovrebbe suggerire che è meglio un ragioniere che sa fare le addizioni e sottrazioni di un "dotto economista" che sproloquia di massimi sistemi).

      I "dotti economisti" guadagnerebbero lo stesso o di più se le aziende, le banche, le Nazioni che si valgono dei loro servizi non andassero puntualmente in bancarotta.

      Ma che te lo dico a fare. Te in sostanza sei l'immagine speculare di UomoCoso, tanto lui vede solo certe cose tanto tu vedi solo alte cose.

      L'ho già detto e lo ripeto, inutile discutere di FEDE.

      Per quanto mi riguarda io sono sempre in attesa di vedere un singolo caso di qualcosa messa in mano ad un "dotto economista" (e potrei fare l'elenco di casi celebri) che non è finita in merda.

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    47. I dotti economisti sono espressione delle elite dominanti che li paga e li rende famosi. Insieme a incompetenza c'è molta mala fede

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    48. [ a Uomo ] chiedi quale esperto della materia (accreditato dalla comunità scientifica) ti abbia mai detto "più crescita per tutti" e lui ti risponde Merkel (nota economista, no?).

      Nottebuia, è la Merkel ( il politicante ) che ha la penna per firmare i decreti economici, ed è stata imbeccata dagli economisti per soddisfare l'ingordigia del finanziere.
      Quindi, chi è più realista ?
      Uomo e Lorenzo, che legano i palloncini delle idee al terreno, o tu fan dei circoli accademici ?
      Perché se il prodotto intellettuale dei luminari si concretizza, allora lo vediamo tradotto in decisioni di politica economica.
      Se altrimenti rimane chiuso nei suddetti circoli, stai parlando di seghe mentali tout court.

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    49. Quando dicevo che i "dotti economisti" attaccano il ciuccio dove dice il padrone...

      Ma secondo me in questa discussione c'è un fraintendimento di fondo. Negli anni 30 e 40 del secolo scorso si pensava che il futuro sarebbe stato qualcosa di simile a Flash Gordon, negli anni 50 la gente era convinta di vedere prima o poi un mondo di auto volanti a propulsione nucleare. Era l'idea "ultra-positivista" della cosiddetta "scienza" e delle sue applicazioni tecnologiche.

      Oggi la massima conquista è mandare una sonda su Marte e qui andiamo con le auto a GPL.

      Stessa cosa vale per i "dotti economisti". Newton tra le sua tante stranezze aveva quella di dilettarsi di alchimia. Pur essendo indubbiamente un genio ed essendo magari in grado di fare scoppiare le cose (come ho fatto io col piccolo chimico), mica sapeva cosa stava succedendo a livello molecolare nei suoi esperimenti. Se l'avesse saputo, non ci avrebbe trovato niente di "magico".

      I nostri "dotti economisti" vestono di "scientificità" una disciplina che di scientifico non ha quasi nulla e lo fanno perché serve a vendere la propria "professionalità" a chi può pagare. Riescono a produrre utile per se stessi e entro certi limiti anche per chi li paga ma lo fanno facendo saltare per aria tutte le cose dove mettono le mani. Perché non sanno cosa stanno facendo e sopratutto non sanno prevedere gli esiti (e nemmeno riprodurli).

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    50. E attenzione, che se metti insieme rame e stagno ottieni il bronzo si sa dalla preistoria. Quindi sapere come guadagnare dei soldi con certi meccanismi non significa avere capito l'universo, significa solo quello, sapere come guadagnare dei soldi, punto.

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  3. 1. Assolutamente no al crescitismo
    Moderazione. In realtà non è tutto o niente, si potrebbe anche operare una scelta in modo che certe cose creascano, altre rimangano uguali e altre decrescano.

    2. No alla collettivizzazione dei costi e alla privatizzazione dei profitti
    No alla collettivizzazione, punto. Il concetto di collettivo è intrinsecamente bugiardo e sbagliato.

    3. No al democratismo monetario.
    Il problema della "democrazia" rimne irrisolto. O meglio, è irrisolto il problema di definire il "demos", il gruppo di persone che hanno la facoltà di auto-determinarsi. Infatti il guaio evidente è che la "unversalità" di qualsiasi cosa porta alla inclusione di persone che non hanno le qualità necessarie a partecipare.

    4.. No all'apologia di deficit e debito.
    Più che l'apologia, la negazione del deficit e del debito. Un debito che non sei tenuto a restituire non esiste. Più che apologia del debito io direi apologia degli "infiniti diritti universali" cosa che include ovviamente il "costo infinito".

    5. No al considerare trascurabili i mali profondi del paese.
    Quali mali? Il povero è buono, il ricco cattivo. Fine.
    (vedi sotto)

    6. No alla demagogia del "povero debitore, cattivo creditore".
    In realtà nella mente di certa gente il "ricco" è in debito verso il "povero" e quindi la demagogia parla di "giustizia sociale" quando produce il debito, è una "più equa ripartizione".

    7. Sì al controllo della finanza parassitaria e alla sua stretta regolamentazione.
    Peccato che sia fisicamente impossibile regolare una cosa che è delocalizzata. Non siamo più nel medioevo con la dogana e il gendarme che chiede un fiorino a tutti quelli che passano. Per regolare la Finanza servirebbe un Governo Mondiale, che sarebbe l'apocalisse per qualsiasi altra cosa.

    8. Sì alla critica al mercantilismo tedesco
    Difficile criticare uno che sta in piedi su una collina mentre si sta immersi nella merda.

    9. Sì all'idea di monete nazionali e di libera fluttuazione dei rispettivi rapporti di cambio.
    Troppo tardi.


    10. Sì alle critiche keynesiane alla liquidità speculativa.
    Ad avercela, la liquidità.

    11. Sdilinquirsi per gli investimenti stranieri in Italia.
    Bisogna mettersi prima d'accordo sul significato di "investimento".

    RispondiElimina
  4. > Moderazione.
    Moderazione nella terapia per la peritonite?

    > No alla collettivizzazione, punto.
    Ci sono dimensioni della realtà che sono strutturalmente collettive e senza le quali non puoi vivere.
    Il privatizzazionismo se diventa religione e moda non è meno insensato del collettivismo.
    In una delle prossime pagine affronterò questa insania partendo dagli effetti che il privatizzazionismo citrocapitalista ingordo applicato in lustri ha avuto durante questo nevone.

    > Infatti il guaio evidente è che la "universalità" di qualsiasi cosa
    Concordo

    > apologia degli "infiniti diritti universali"
    Il dirittismo, appunto.

    > i mali profondi del paese
    Risponde folkloristicamente Bruno Bozzetto.
    La (in)disponibilità di risorse non è un metro di giudizio.

    > quando produce il debito, è una "più equa ripartizione"
    Siamo in un paese in cui le discariche aeree alias inceneritori vengono politicamente corretti in "termovalorizzatori", un paese in cui la protezione dei delinquenti (tanto più essi sono grossi) viene detta "garantismo" etc.

    > regolare una cosa che è delocalizzata
    La finanze sono delocalizzate.
    Ma i parassiti finanziari con la residenza a Montecarlo attraccano col panfilo a Punta Ala e girano con la Jaguar in via Condotti.
    Le finanze servono, alla fine, per consumare servizi e prodotti fisici in luoghi fisici.

    > Difficile criticare uno che sta in piedi su una collina mentre si sta immersi nella merda.
    Entro nella antiassurdità. Se Bagnai dice che i creditori crucchi sono cattivi, tu dici che sono in cima alla collina.
    Asimmetrico.
    Se la merda intorno alla collina continua a salire... il fatto di alimentarla non è molto intelligente. Dipende solo dal tempo.
    Bagnai usa la metafora efficace del "segare il ramo sui quali [i tedeschi] sono seduti".

    > troppo tardi
    E'ovvio che nessuna convenzione (neppure quelle monetarie) sono irreversibili.
    Il fatto che il crollo diventi tanto più cruento quanto differito nel tempo è una delle dimensioni della realtà.
    Poi uno può anche credere che anche l'euro sia per sempre. Si crede a tutto.

    > la liquidità
    Noi abbiamo i debiti.

    > significato di "investimento"
    Uno straniero vede un'attività interessante, la compra (nessuna persona straniera è così altruista e masochista da accollarsi ciofeche economiche) e porta all'estero il reddito che produce.
    Metafora: prendi un campo buono, tu lavori e ti danno da magnà per lavorare, essi portano sempre via il raccolto. Fare un bilancio economico dopo n anni.

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    1. "Moderazione nella terapia per la peritonite?"
      Esatto. Se hai la peritonite non usano un escavatore per curarti, usano la terapia meno invasiva possibile. Con tutto, lo ripeto, che non siamo in una situazione tutto o niente.

      "Ci sono dimensioni della realtà che sono strutturalmente collettive e senza le quali non puoi vivere."
      Esempio?

      "i parassiti finanziari con la residenza a Montecarlo ... alla fine... ervizi e prodotti fisici in luoghi fisici."

      Le elite che governano il mondo non soltanto sono chiaramente apolidi e si spostano dove gli piace, un giorno qui e uno la ma sono in grado di vivere sopra qualsiasi legge locale. E qui parliamo di massimi sistemi ma in realtà entro certi limiti lo può fare anche il brianzolo con la fabbrichetta.

      "Se Bagnai dice che i creditori crucchi sono cattivi, tu dici che sono in cima alla collina.
      Asimmetrico."

      Sei tu che tu che leggi Bagnai, mica io. A me una valutazione secondo criteri metafisici non interessa. Io voglio essere il padrone carttivo non il servo buono. Io voglio essere il ricco cattivo non il povero buono.

      "E'ovvio che nessuna convenzione (neppure quelle monetarie) sono irreversibili."

      La vogliamo mettere sul probabilistico? Allora diciamo che esiste la possibilità di invertire il processo ma è un evento estremamente improbabile.

      "Noi abbiamo i debiti."
      Se lo chiedi alla "sinistra" basta dire che non li restituiamo e puff, spariti.

      Riguardo l'investimento: per me significa diventare soci. Io ho una idea, per esempio produrre lampadine Pincopalla che consumano meno e fanno più luce. Non ho i soldi per avviare l'azienda, vado da UomoCoso e gli dico tu ci metti tot soldi, in cambio di do il X% delle quote della azienda e se va bene ci dividiamo i guadagni.

      Invece non concepisco l'investimento come "tu trombi mia moglie e mi dai tot euro".

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    2. > Se hai la peritonite non usano un escavatore per curarti, usano la terapia meno invasiva possibile.

      Ohssignur. Non mi diventare un politicastro.
      E' noto che la peritonite acuta perforativa richiede intervento chirurgico urgente.
      Non c'è tempo per aprire una valutazione olistica dei fattori di vita e di benessere psicofisico considerata l'esposizione del signor Russo ai cibi non biodinamici e acidificanti.
      In una situazione di sovraccarico e col mare che si fa sempre più grosso, devi muovere le chiappe e intervenire affinché la scialuppa cerchi di stare a galla, no!?
      Poi è ovvio che non esiste il tutto o niente.
      Non intervieni col piccone ma neppure offri al peritonitico una tisana alla valeriana, no!?

      Il padrone cattivo è stupido perché non può esistere bene sfruttando e maltrattando i servi.
      Almeno, non a lungo.
      Prendi i capi camorristi, ndranghetisti o mafiosi: sono il massimo della cattiveria e dello sfruttamento. E fanno una vita di merda.

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    3. "Non intervieni col piccone ma neppure offri al peritonitico una tisana alla valeriana, no!?"

      Non ho detto questo.
      Ho detto che in una situazione in cui tu devi gestire un sistema con all'interno tot macchinari che girano, puoi decidere di aumentare i giri del macchinario X, tenere uguale il macchinario Y e spegnere il macchinario Z.

      Per esempio, il mio computer portatile delle guerre puniche ha sopra un software che quando è elimentato da batteria cerca di risparmiare corrente spegnendo ed accendendo le varie parti che compongono il PC a seconda di quello che io faccio in un dato momento. Questo implica una maggiore usura dei componenti, il cui regime di funzionamento varia di continuo invece di rimanere stabile. Quindi io devo scegliere se preferisco usare il PC con la batteria nella modalità power saving e farlo vivere di meno o viceversa.

      La tua valutazione sulla economicità della cattiveria mi lascia indifferente. Continuo a preferire il ruolo di quello che sta sopra al ruolo di quello che sta sotto.

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    4. Traduco, chi sta sopra ci sta perché o ha una capacità che gli altri non hanno oppure ha adottato una strategia vincente. La capacità può essere innata o acquisita (allenamento) e la strategia si copia.

      Chi non cerca di emulare chi sta sopra non lo fa perché è "buono" ma perché è scemo, da cui le famose categorie della sinistra.

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    5. Tu stai postulando che lo stare sopra sia aprioristicamente meglio.
      Mah.
      Io ho portato il ragionamento al contorno citando i capi malavitosi. Essi stanno sopra ad un sacco di babbei sfruttati.
      E fanno una vita di merda.
      Mi sembra strano che una persona come te, che fa scelte di vita stoiche, di semplicità, possano credere che lo stare ad ogni costo possa essere una scelta vincente.
      Ci sono un sacco di sopra che sono miserabili e fanno vite squallide.
      Io non ci tengo neppure per un secondo a vite così e le mie scelte mi permettono di vivere molto felice cercando di stare per i fatti miei, né sopra né sotto.

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    6. Direi che la tua obiezione si riassume del detto "il denaro non fa la felicità". Penso che non sia necessario esaminare i limiti di questa idea.

      Comunque qui non si parla di singoli, si parla di gruppi, di Stati e di Nazioni. In un mondo dalle risorse finite c'è necessariamente competizione per queste risorse. Io preferisco essere nel gruppo egemone piuttosto che nel gruppo soccombente proprio perché nel primo caso posso scegliere come vivere, nel secondo no.

      Poi onestamente, UomoCoso, il tuo ragionamento mi sembra un po' come quei sistemi scolastici che cercano di abolire la competizione tra i bambini, sempre il solito discorso della equalizzazione. Il mondo, l'ho detto tempo fa, non va avanti grazie ai mansueti.

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  5. @Lorenzo La storia comunque Lorenzo si può ribaltare , anche gli arabi erano sottomessi agli europei e ora li comandano

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    1. Concetto strano.
      La Storia l'ho già detto, non esiste, è una finzione letteraria. Diciamo che la Storia è come un romanzo, con una attinenza variabile a seconda del contesto, con fatti realmente accaduti.

      Invece di pensare a ribaltare la Storia, pensiamo al qui e ora. Ognuno di noi sceglie tra cosa è bene e cosa è male. La Storia-che-verrà è la successione di queste milioni di scelte.

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    2. La Storia l'ho già detto, non esiste, è una finzione letteraria.

      Quoto.
      Ed anche gran parte di quella che consideriamo Realtà ( inconfutabile ) è il prodotto di una serie di atti di fiducia, talvolta individuali e talvolta condivisi come convenzione con altri esseri umani.

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    3. Senza andare a sfrucugliare le implicazioni nichiliste del Cogito cartesiano, qui si tratta di cose più terra terra, per esempio tutta l'epopea della Resistenza e il ruolo del PCI nella fondazione della Repubblica. Da cui ai giorni nostri i Ministri della stessa Repubblica non devono avere come pre-requisito la competenza professionale ma la militanza in qualche gruppo della "sinistra massimalista e extraparlamentare". Gente che dovrebbe essere stata zittita dalla famosa Storia che invece la riscrive all'indietro ogni santo giorno che Dio mette in terra.

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    4. Mi piacerebbe sapere se chi ha introdotto il reato di "negazionismo" intendeva includere anche la negazione della storia del PCI.

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  6. Lascia perdere il nichilismo, un buon metodo per non perdersi è il brainstorming con periodica verifica incrociata dei pensieri e dei dati.
    La prassi di questo sito e di altri.

    ...

    Sulla Sinistra italica, con me sfondi la proverbiale porta aperta.
    Lo sai già.

    ...

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    1. Anche se lo so già lo scrivo lo stesso. Qualcosa di quello che scrivo forse resterà inciso da qualche parte come l'Epitaffio di Simonide.

      Intanto mentre a Roma si sfila col Che, la bandiera della Grecia e con uno striscione "no alla fortezza europa", invasione delle cavallette nel Canale di Sicilia, evacuazione della Libia, ministri che straparlano, sparatorie in Danimarca.

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  7. Noto che la discussione si e' aperta su molteplici fronti.
    Economisti si, economisti no, storia, relazioni tra potere ed economisti. stare sopra/sotto, semplicita' di vita vero o bufala? etc.

    Il lavoro di Bagnai ha dei punti coi quali concordo e altri coi quali sono in disaccordo.
    L'opera in moltissime pagine cita proprio la crescita e il ritorno alla crescita.
    Ho gia' scritto che sia il dizionario che l'accezione comune e anche specialistica per crescita intende sostanzialmente l'aumento delle quantita' fisiche in gioco/osservazione.

    Io vorrei portare sempre l'attenzione sull'esistenza dei limiti. E' sostanzialmente difficile pensare che la specie riesca ad adattarsi ad essi. Non solo perche' anche nei miti la hybris di specie contro i limiti e' ampiamente citata. Ma anche perche' nel corso della sua evoluzione la specie NON e' MAI stata oltre i limiti, cosi' pericolosamente oltre e quindi, per propria psicologia bioevolutiva continuera' a proporre comportamenti crescitisti (a partire dal piu' grave che e' quello demografico, il natalismo) perche' fino ad ora cio' e' stato il fattore del successo nichilista.
    Insomma, come un pilota che ha passato rombando a manetta vedendo sventolare la bandiera a scacchi e pensa che per continuare a vincere deve entrare pure nei box rombando a manetta.

    Ci sono alcune scuole economiche che cercano di trovare delle economie sostenibili e quindi, necessariamente, decresctivie fino a essere rientrati nella sostenibilita'.
    Ma ancora, siamo all'utopia razionale rispetto alla follia distopica, suicida, tumorale, crescitiva.
    Solo l'idea che si possa e si debba aumentare deficit e debiti per... tornare a crescere e' indice di questa demenza. Un saccheggio ed ecologico e intergenerazionale.
    Del resto, la dinamica del tumore, e' proprio questa, crescita fuori controllo della quantita' di cellule fino all'autodimostruzione per morte dell'ospite.

    Io torno ai SI' e ai NO del lavoro di Bagnai.
    Ci sono anche delle idee interessanti e molto interessanti, alcuni embrioni no-global, oltre alle solfe debitiste, crescitiste, democratichiste.
    Del resto, anche Bagnai sii trova al dilemma di quanto accettare e cambiare questo sistema e quanto esserne fuori e volerlo modificare radicalmente.

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    1. Qualche post fa si discuteva sul senso di privarsi o meno delle comodità.

      Secondo me l'umanità si divide in due categorie.

      Quelli che pensano che la felicità si ottenga con la rinuncia, quindi che la virtù sia nella sobrietà.

      Quelli che pensano che la felicità si ottenga con l'appagamento dei sensi, quindi che la virtù sia nel fare tutto il fattibile, provare tutto il provabile, vivere tutto il vivibile.

      Quelli del primo gruppo tenderanno a consumare il meno possibile, quelli del secondo gruppo non ne avranno mai abbastanza.

      Io lascerei da parte la questione demografica perché li entrano in gioco sia la conoscenza in senso lato che la disponibilità di strumenti contraccettivi.

      Il guaio è che i "sobri" sono molti, molti, molti meno dei "mai sazi". Inoltre mentre i "sobri" pensano con un ordine di priorità, i "mai sazi" vogliono tutto con la stessa intensità e nello stesso momento.

      Le "scuole economiche", posto tutto quanto scritto sopra, non fanno che sistematizzare i meccanismi sottesi ai comportamenti delle persone.

      Quindi se vuoi la "decrescita" non c'è modo di averla in un mondo dove la stragrande maggioranza delle persone vuole sempre di più di tutto.

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    2. Ora, posto che la "decrescita" è improbabile perché è il contrario di quello che la maggior parte della gente vuole, che alternative ci sono?

      1. mano a mano che si raggiunge un limite, riusciamo ad ingegnarci con qualche magheggio che sposta il limite più avanti. Se tu riesci a raccogliere il doppio del grano sullo stesso campo, sfami il doppio delle persone.

      2. mano a mano che avanziamo la fatica che facciamo per escogitare nuovi magheggi cresce sempre di più, lo spostamento del limite in avanti è sempre più ridotto fino a che si arriva ad un punto di equilibrio invalicabile. A quel punto necessariamente si scatena una carneficina. La questione è se la carneficina riporta il meccanismo indietro abbastanza da farlo ripartire come prima o se rimane costante tenendo il meccanismo appena sotto il limite invalicabile.

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