mercoledì 16 dicembre 2015

La cingommista, la lontana, il lavoro e poi... il resto del diarino.

Il progetto procede e il lavoro mi prende molto. Ho lavorato 21 ore in due giorni (beh, togliamo due pause da mezzora circa). Devo di re che la tensione mi piace e anche l'adrenalina e la sfida. Caro diariuzzo ti trascuro un po', porta pazienza per qualche settimana. Una tale intensità ti distrae dalla vita: è molto facile venire fagocitato dal lavoro o, anche, buttarsi nelle sue fauci.
Comunque ho sviluppato un minimo di sistema immunitario e poi c'è l'amante numero uno, il tango che mi pretende.
Dal tango è arrivata una tanghera di origine napoletana incontrata quasi per caso che.. ha un approccio che mi fa riflettere: irruente, dipolare, assai casinara, mi tampina quasi quotidianamente con richieste di vario tipo.
Io sono distante, preso dal lavoro, vengo destato dai suoi messaggi, dalle sue telefonate. Rispondo garbatamente, poi riprendo le cose. A volte penso che sia una di quelle ragazza con la cingomma alle quali accenna Lorenzo.
Oggi ho fatto una bella parlata con _rroli in pausa pranzo. Beh, peccato che sia lontana, la molesterei u bel po' e le detto ho praticamente queste parole oggi in conversazione. Le ho fatto presente che quella domenica sera, a Firenze, eravamo talmente figherrimi e trasudanti di inrtesa seduzione energia che il Chicho Frumboli, seduto accanto ad Aurora Fornero che suonava, ci ha lumato a lungo.
Tornando a casa, le ho scritto che se [...] come balla e tiene una conversazione allora ...  Beh, vuoti e sospensioni possono essere interessanti nella conversazione. Poi sono arrivati i suoi sorrisi.
Stavo pensando se... farle una sorpresa, domenica: prendo, vado e il destino deciderà, al limite mi farò un giro in quella città, in treno mi porterò da leggere (sto leggendo con foga un libro che conferma le mie razionali e fondate preoccupazioni per l'invasione islamica), telefonare e dormicchiare che sabato ci sarà un festone da Flora.
Sto ascoltando del bel tango e la sua cultura, eccellentemente presentati da Ernesto Valles che tiene una sorta di webradiopedia su questo mondo che mi affascina ogni mese di più. Ci sono brani che riescono a commuovermi anche in sottofondo.



30 commenti:

  1. Uomo perchè vai lì a sorpresa che magari nemmeno la trovi e non le dici invece semplicemente `ci vediamo domenica`? :) Le sorprese a volte non sono ben capite. :)

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    1. Le sorprese sono... sorprendenti.
      L'alto rischio puo' comportare insuccesso in varie forme ma anche un possibile valore aggiunto interessante.

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    2. Certo, in questo senso, se sei disposto ad un percentuale di rischio oer il valore aggiunto, ci sta. Colombo non sarebbe partito se avesse avuto paura dei rischi della traversata e l `uomo non sarebbe andato sulla luna. Alla fine, è un pò come quelli che investono un tot in azioni. ..ma bisogna valutare bene su cosa punti
      , che se no ti ritrovi i risparmi in fumo :)
      Scherzi a parte. ..se ne hai voglia, fai bene.

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    3. In un certo senso io applico una riformulazione (reframeing) del contesto/azione.
      Mi prendo qualche ora, mi porto da leggere, mi rilasso in treno, viaggio, arrivo là, vado in centro, la chiamo, sorpresa.
      Può? la aspetto un tot e intanto passeggio
      Non può? passeggio, vedo un paio di cose, saluto un paio di amici, torno indietro e in treno mi rilasso, leggo, etc. .
      Questa è una cosa tipica della decrescita intelligente: riformulare i contesti le azioni: se tutto è finalizzato ad una sola cosa, potrebbe - a volte se non raramente - avere successo, altrimenti è un insucesso totale.
      Allora, usi una strategia meno specializzata e quindi meno rischiosa ovvero che contempli molteplici "valori aggiunti" e quindi con alte probabilità che ci siano comunque alcuni aspetti soddisfacenti.
      Ancora una volta Natura Madre maestra di vita: le aziende biologiche (che non possono che essere versatili, non specializzate, a ciclo chiuso) sono MOLTO più sicure, resilienti, (anche redditizie a medio e lungo termine) di aziende chimico-agricolo o frankenstein-biogenetiche (superspecializzati, fragili, che portano i contadini al lastrico).

      Come per i risparmi: investiti in molteplici forme, meno redditizie, anche decisamente meno a rischio di finire in fumo.

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  2. Wow, _rolli ti da' l'impulso a muoverti fino alla sua citta' (Milano?) !!!

    Allora seguilo quest'impulso, dai. Mal che vada, appunto, ti giri un poco la citta', che va sempre bene.

    In bocca al lupo! :D

    (Pero' diglielo che vai, dai...)

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    1. Che sopresa sarebbe se io mi annunciassi?

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    2. Capisco.

      A me le sorprese non piacciono (sara' che non ne ho avute mai molte, e di solito erano sorprese in negativo... o forse ho aspettazioni troppo alte? totalmente fuori scala? puo' essere)

      Spero che a _rroli piacciano! :)

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  3. perché non le dici "ti prenderei volentieri a pecora" ?

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    1. Tu sai che da molto tempo non ho avuto molto successo con le donne per quanto riguarda il sesso: quindi io sono in una posizione che e' quella di imparare, non certo di insegnare.
      Ma tu fai così con le donne: le vedi in un locale, ad esempio per un'ora, poi la chiami una volta, due messaggi, al terzo scrivi loro "ti prenderei volentieri a pecora" ?
      Funziona?

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    2. La verità? Così repentinamente no ma a un certo tipo di donna si. Ha funzionato? A tendere si

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    3. Si il tipo di donna che ti dice prima "ti farei un ---"

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    4. Le volte che ho anticipato allusioni o riferimenti espliciti sessuali non ha funzionato.
      Quindi la mia sensazione è che... dipende dal tipo di donna, ovvero quanto essa sia sessuale fin dal principio.
      Una donna sessuale fin dall'inizio - quella che Lorenzo indica che ti dice prima "ti farei un ---" probabilmente si aspetta che anche la seduzione sia fin dall'inizio molto sessuale..
      Per una donna che inizialmente sia meno sessuale probabilmente il "ti prenderei volentieri a pecora" sarà probabilmente poco gradito e ... secca fica.
      La mia sensazione è questa.
      Un altro fatto è la coerenza tra verbale e non verbale.
      Se sono poco sessuale da una parte e molto sessuale dall'altra il risultato è, probabilmente, controproducente.

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    5. ma sai, quello non significa nulla...tu parli delle aspettaive, ma la chimica conta più delle aspettative.....

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    6. La chimica...
      Mi ricordo l'arrapamento granitico con _tra...
      Poi, fortuna, è svanito.
      Per fortuna.
      Non c'è di peggio che impazzire per una che non ne vuole sapere.

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    1. Benvenuto Andrea! Come sei arrivato qui?
      Per quanto riguarda il libro dovrei finirlo velocemente, non è come il penultimo che l'ho letto, per molti tratti, con la volontà di finirlo.
      Quindi a poco una recensione.
      Grazie per essere apparso.

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    2. Ciao Uomo!
      In realtà ti leggo da un bel po', sono uno di voi. Anticrescitista, anticattocomunista, decisamente antimassimigrazionista, picchista con poco tempo per commentare perché il lavoro nel BAU ti schiaccia sempre, ma che si illude ancora che quelli come noi un giorno ne possano trovare una via d'uscita. Sono anche quello che ha avuto qualche "alterco digitale" con quella stupida di Galatea, le ho addirittura ispirato un post. Ma poi mi sono ripromesso di non darle nemmeno più un click, per cui la cosa è finita lì. Prometto che ti lascerò qualche riga in più in futuro..

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    3. Sulla "crescita" io vorrei sottolineare che qui si intende una espressione meramente quantitativa. Si dovrebbe dire "crescita quantitativa".

      Essere anti-migrazione è una specie di tautologia, nel senso che chiunque capace di intendere e volere dovrebbe scegliere le azioni con un criterio razionale e di solito, nel proprio interesse. La migrazione incontrollata era semplicemente contro le leggi italiane e quelle analoghe di tutti i Paesi del mondo, quindi le leggi sono state modificate apposta. Una cosa come legalizzare il furto, per dire.

      Cosa significa "picchista"?

      La via d'uscita c'è, la gente come Galatea rimpiange sempre i bei tempi in cui ti portavano in un viottolo di campagna e ti facevano uscire con una scarica di mitra.

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    4. Il crescitismo è traversale agli schieramenti.

      Nota però che cattolici e sinistra sono
      oltre che crescitisti
      anche

      o - massmigrazionisti
      o - sì global
      o - moralisti (quindi ipocriti)
      o - razzisti
      o - sadici e masochisti

      oltre a altre gravi forme in questo mescolone orribile di falsi, assurdità, settarismo, faziosità e disonestà intellettuale (questa robaccia diffusa anche in altri correnti ideologiche).
      E' ovvio che una persona intelligente non possa avere queste tare. Il giudizio su Galatea segue come corollario (nella pagina odierna
      solo una delle perle che caratterizza questi invasati oscurantisti).

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    5. > "crescita quantitativa"
      Una nota linguistica (in principio è(ra) il verbo) che ho sottilineato mille mila volte.

      Crescita è derivativo di crescere e la prima accezione di questo verbo è l'aumento delle quantità, delle misure.

      Dal punto di vista psicolinguistico si è associata un accezione positiva agli aumenti quantitativi che era giustificata in un sia pur breve periodo storico (lo sciagurato boom economico dopo il secondo conflitto mondiale).
      Si può essere contenti se un figlio a 3, 5, 8, 11, 18 anni cresce: aumenta il peso, aumenta la statura, etc.

      Arriva a 22 e cresce
      Arriva a 33 e cresce, ormai è alto 221cm pesa 240 kg
      A 44 anni cresce ancora, è giunto a 293cm e pesa 307kg.

      Qualsiasi persona capisce che la "crescita° è positiva in una certa fase, entro certi limiti, dopo diventa un problema.
      Ora, andate dai genitori di quell'uomo e iniziate a parlar loro, come il 90% degli indemoniati invasati, che è necessario continuare a sostenerne la "crescita".
      Potete immaginare le reazioni dei genitori.

      Si è camuffato il termine di "sviluppo" con quello di crescita (primo errore) e poi si è associato sviluppo e crescita (secondo errore).

      Quando i sistemi sono diventati insostenibili per peso, consumo di risorse, produzione di rifiuti, complessità, l'unica cosa positiva è che essi DE-crescano per rientrare in ambiti fisiologici e sostenibili.

      Crescita quantitativa è un pleonasma.
      Lo sviluppo/evoluzione NON è la crescita considerato che potrebbe essere associato alla decrescita.

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    6. La evoluzione non è strettamente correlata alla contrazione quanto allo spostamento. Non si tratta di evolvere le cose tramite la loro diminuzione quantitativa ma di fare altre cose.

      E qui casca l'asino. Per spostarsi dal fare certe cose verso il fare altre cose bisogna farsi venire in mente le cose nuove da fare. Se invece si rimane dentro uno stereotipo e comportamenti obbligati, non si può che fare sempre le stesse cose.

      Puoi mangiare un bombolone alla settimana, tre bomboloni, un bombolone al giorno, ti accorgi che i bomboloni ti stanno portando alla tomba, vorrà dire che comincerai a mangiare le mele. Per mangiare mele invece di bomboloni bisogna smettere di produrre padelle e olio per friggere e bisogna piantare gli alberi di mela.

      In linea teorica si potrebbe spendere più energia per produrre mele che bomboloni, da un punto di vista quantitativo. Quindi non si tratta di "decrescita" in senso stretto.

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    7. L'etimologia delle parole le riconduce al loro significato profondo, primigenio.
      E le parole sono importanti, molto importanti, rivelano, esprimo il pensiero, anche i pensieri patologici, distorti.
      Il caso di deformazione semantica del temine "crescita" è uno degli aspetti al limite dell'incredibile della distorsione provocata e voluta dal crescitismo.

      Sul fatto che il crescitismo sia storto in sé e pieno di mezze verità e mezze falsità (come ogni -ismo/religione) scrissi già tempo addietro:

      "Ma perché non parlano mai, allahluridomaiale, di crescita dei boschi? di crescita della manutenzione delle carrozze ferroviarie? della crescita delle persone che vanno in bici e a piedi e muovono i loro panzosi, flacidi corpi sotto delle menti pigre?"

      eccetera in Tricazzuti

      Quindi ancora una volta di più §crescita", il pleonasma "crescita quantitativa" sono diversi da "sviluppo" che a sua volta non concincide con "miglioramento" e "sostenibilità".

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    8. Bah la risposta è ovvia. La "crescita qualitativa" è essenzialmente qualcosa che riguarda ogni singola persona, ogni singolo oggetto.

      Mentre la "crescita quantitativa" è qualcosa che si riconduce sempre ai gruppi, alle classi, al "sociale".

      Facciamo un esempio minimo: mettiamo che vogliamo scegliere il responsabile dell'ufficio tecnico di un Comune perché la qualità della vita del Comune venga migliorata. Ti serve uno che abbia competenze e talento, uno su mille. Mettiamo invece che tu voglia mantenere la tradizione di stereotipi di viali desolati, rotonde con i fiori, casermoni di cooperativa e piazze con la statua di Lenin, chiunque può farlo, non deve avere nessuna qualità se non quella di mantenere i rapporti con gli "uomini di panza" del Comune.

      Su su, a salire. I cambiamenti che si possono introdurre in Italia sono quelle della restaurazione, non quelli della riforma. Quindi tutto il linguaggio, come le idee che esprime, è retrogrado, guarda all'indietro. Non a caso ad oggi esiste una mitologia degli anni '70, sovrapposta al mito fondativo della "Resistenza".

      Per cui banalmente quando si dice "crescita" si intende il minatore Stakanov che scava più carbone.

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  5. Vai Man, Rock e_rroli ..!

    Dacci di cingomma.

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  6. UomoCoso, purtroppo stai diventato un po' un caso da manuale circa il fatto che il tango non è salutare.

    La cingomma era simbolica, voleva esemplificare l'idea di cercare donne fuori dall'ambiente, visto che li ti sei avvitato a spirale.

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    1. Beh,_eniti per alcuni aspetti (non la conoscono quasi per nulla) mi sembra e parecchio cingommista e dentro al tango.

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    2. E' la parte del tango che mi preoccupa.

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