martedì 16 febbraio 2016

Il male segreto

Considero nefando il dirittismo e quello inerente i presunti diritti di adozione di persone cososessuali, sia per quanto riguarda le conseguenze su chi non ha scelto, che per quanto riguarda lo sfruttamento di altre subumane, non lo è certo meno.
Ora c'è 'sta pippa sul voto segreto.
Il voto segreto è una delle caratteristiche più nefaste di questa costituzione dei soviet.
Non dovrebbe esistere alcun voto segreto, visto che i parlamentari sono rappresentanti con una delega e non liberi superiori autoreferenziali. Gli elettori devono sapere come vota, su ciascun provvedimento, su ciascuna posizione, la persona che hanno delegato. La libertà di coscienza l'hanno gli elettori; un rappresentante, un delegato non ha alcuna libertà che non sia la propria, non ha libertà di mandato né dovrebbe avere alcuna libertà di mandato.
La sovversione etica della filiera del potere è evidente: immaginatevi di delegare la vostra amica Pina a riparare il forno della cucina e questa si prenda la libertà di decidere di cambiare la vostra auto. Quasi certamente, arrivando a casa, prima osserverete parcheggiata sotto quell'auto chissà di chi sarà, quasi certamente troverete il forno ancora guasto, non riparato e poi, ovviamente, che quell'auto chissà di chi sarà sarà stata acquistata a un prezzo eccessivo usando il vostro conto. Provate a immaginare la situazione e sentite la rabbia per l'azione contro di voi, i problemi che vi ha creato, la furia che sale contro quella maledetta Pinamacomecazzosièpermessa!?!? Oltre a intraprendere azioni risarcitorie, punitive etc. con conseguenze molto pesanti a lei revochereste all'istante il mandato. Quasi certamente osservereste che 'sta Pina ha problemi seri (psicosi, manie, etc.) e/o che ha dei manini con la concessionaria o con quel venditore. Spesso entrambi i problemi anche se, col tempo, ho imparato che le persone più pericolose sono quelle che vogliono agire per il vostro bene, per migliorarvi la vita.

Sono i molti tasselli di una costituzione che mi pare sempre più orribile, funzionale ad una castalia di sacerdoti invasati, di mestieranti del potere, Le manie moralisticheggianti, progressistoidi sono estremamente pericolose, le più pericolose.
Il voto segreto è uno dei molti meccanismi di un agire feroce, sadico massimamente antidemocratico.

Infine in tutta 'sta battaglia per la stepciaildadopscion che già l'inglesano mi fa vomitare il cazzo, c'è un piccolo dettaglietto trascurato: non c'è alcun nuovo genitore cososessuale da inventarsi, visto che per fare un bimbo servono due genitori e uno, quello naturale, è stato - ohps, che strana coincidenza! - del tutto rimosso.

57 commenti:

  1. Si.. il voto segreto è una merda ipocrita. Come tutta la politica. Ma questo è l'andazzo e non vedo luce a breve.. come confermerà il prossimo sindaco di Roma...

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    1. In ambienti problematici la prima cosa che sparisce è la trasparenza. Essi sono torbidi, opachi, non ti è permesso andare oltre alla superficie.

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  2. UomoCoso, mi dispiace ma in questo caso la fai fuori dal vaso. Vado a spiegare.

    Primo, se fossimo in una democrazia rappresentativa ideale tu voteresti il tuo rappresentante con un voto personale. Invece quello che succede è che dai una delega ad una organizzazione (partito, coalizione di partiti) che poi decide a chi assegnare l'incarico tra i suoi funzionari. Questo implica che il funzionario che finisce per rappresentarti, non ha lo scopo di votare sulla base dei tuoi interessi (di chi lo ha eletto) ma sulla base della famosa "disciplina di partito" che è una logica aziendale o, peggio, mafiosa.

    Siccome quanto scritto sopra era evidente nel '900, si introdusse il famoso principio per cui il rappresentante non è tenuto al rispetto del "vincolo di mandato", che apparentemente significa che non deve votare come dicono gli elettori ma invece significa che, qualora non rispetti la disciplina di partito, non può essere "licenziato".

    Seconda cosa, ci sono questioni come quella in discussione riguardo i "diritti", che sono inerenti il concetto del Bene e del Male. Davanti a questioni fondamentali non si può chiedere a NESSUNO di votare (o di fare qualsiasi cosa) contro la propria "coscienza", cioè la propria idea di Bene e Male.

    Il "voto segreto" non è segreto perché TU non lo conosca, è segreto perché non lo conoscano all'interno del Partito o Coalizione, quindi non scattino quei meccanismi di premio/punizione per chi si allinea alle direttive o chi dissente. Per abolire il "voto segreto" bisognerebbe abolire i Partiti e le Coalizioni. Certo, per quello che ho scritto sopra alla fine il deputato o il senatore dissidente è tutelato contro l'espulsione dal Parlamento. Ma siccome in quel contesto si tratta di "carriera professionale", votare pubblicamente contro le direttive dell'Amministratore Delegato ha delle conseguenze ovvie.

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    1. Mettiamola in un altro modo:
      I parlamentari sono impiegati di una azienda, l'azienda cala dall'alto delle direttive su come gli impiegati devono lavorare.
      I cittadini sono clienti di questa azienda (per milioni di Italiani sono anche clienti nel senso latino del termine).
      Il parlamentare ha lo stesso rapporto col cittadino che può avere un impiegato di azienda verso il cliente dell'azienda.

      Il voto segreto non è a tuo danno. Se pensi che l'azienda faccia gli interessi del cliente, allora l'impiegato infedele fa il danno del cliente. Se invece pensi che l'azienda cerchi di fregare il cliente, l'impiegato infedele riduce il danno.

      Per cui, alla fine dipende dal fatto che tu ritenga che i Partiti ti vogliano bene e i singoli parlamentari ti vogliano male, oppure il contrario.

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    2. La libertà di mandato è solo uno dei tasselli di un sistema antidemocratico.
      Mancano praticamente tutti gli elementi di democrazia diretta a partire dal più importante che è la territorialità locale della democrazia e l'autarchia dei territori (non c'è alcuna etica nel prendere provvedimenti che si scaricano su altre persone/territori nello spazio e/o nel tempo, v. deficit).

      Quindi i partiti sono essi stessi macchine di potere ormai contrarie agli interessi degli elettori e favorevoli ai portatori di interessi ai quali rispondono e dai quali ricevono utilità.

      In una democrazia, quindi locale e "autarchica" i partiti perdono senso: hai coalizioni diverse per ciascun argomento, come deve essere.

      Tu sottolinei che il sistema di potere che dovrebbe essere centrato sui cittadini (clienti) è centrato sulle aziende.
      Beh, allora perché la si chiama democrazia? E' una finzione. Le aziende fanno i propri interessi, non quella dei paesani e dei cittadini.

      Alla fine se non si esce da duale partiti - elettori rompendolo rimane il finto dilemma che citi in fondo: sono i parlamentari o i partiti i buoni/cattivi?

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    3. No, ho scritto che i Partiti funzionano con una logica che può essere aziendale o mafiosa.

      Perché si chiama "democrazia"?
      Il termine in origine si riferiva al potere nelle mani dei mercanti e degli artigiani, contro il potere nelle mani dei proprietari terrieri, gli aristocratici.

      Il Senato romano NON era un organo "democratico", era un organo aristocratico.

      A sua volta un regime aristocratico si oppone sia ad un regime democratico che ad un regime monarchico. vedi la faccenda della Magna Charta, con la quale l'aristocrazia limita i poteri della monarchia.

      Quando in precedenza ho discusso il significato del termine "sinistra" ho detto che storicamente si riferiva ai rappresentanti del Terzo Stato, quindi mercanti e artigiani, mentre la "destra" si riferiva ai rappresentati della aristocrazia.

      La bipartizione del Parlamento in Camera Bassa e Camera alta rispecchia questa divisione, la prima riunisce i rappresentanti della Borghesia (i comuni), la seconda della Aristocrazia (i lord).

      Detto questo, la nostra "democrazia" è stata reinventata nel dopoguerra in una situazione di occupazione militare americana e di guerra civile con le milizie comuniste eterodirette dai Sovietici.

      Quindi la parola "democrazia" significa per noi un compromesso tra un qualcosa che ricorda le democrazie anglosassoni e il "centralismo democratico" del PCUS.

      Nel primo caso è questione di lobby, nel secondo caso di dittatura del Partito.

      Secondo me, dovendo scegliere, conviene la democrazia anglosassone con le sue lobby.

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    4. Nella situazione attuale il voto segreto non è un male perché evita il "centralismo democratico", cioè il male peggiore di quelli sopra elencati.

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    5. L'importante UomoCoso è che tu ti metta in testa che il "voto segreto" non serve a nascondere il voto a te, serve a nasconderlo al Partito.

      Una volta che hai capito questo concetto base, puoi derivare tutto il resto e cioè il meccanismo Partito-Rappresentante-Cittadino.

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  3. a me più che il voto segreto o palese interessa il voto giusto

    qui ci sono persone (i cattolici) che trovano doveroso far venire al mondo un bimbo malato perchè l'aborto è il male, che nella famiglia tradizionale vedono il bene a prescindere anche quando istigano al suicidio la figlia come ho letto ieri sui giornali, ma che di far nascere, crescere, amare un figlio "innaturale" proprio non ne vogliono sapere.

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    1. Quindi quando ti ammali io DEVO sopprimerti perché è giusto.

      Francesco, cerca di usare la testolina. L'aborto è sbagliato perché non prevede che sia tutelato l'interesse del feto. Infatti l'UNICO modo per cui è stato possibile ammettere l'aborto nella Legge è stato dichiarare che il feto prima della X settimana non è una persona ma una cosa.

      Similmente, il fatto che un omosessuale diventi "genitore" alla radice è possibile solo a patto di dichiarare che GENERARE un figlio è la stessa cosa che COMPRARE un figlio, con tutti i colollari, tutto quello che sta a monte diventa questione di COSE e di fabbricare e commerciare cose.

      Voi comunisti e comunisti travisati siete per definizione dei cretini. Non perché avete un idea del "giusto" e dello "sbagliato" che equivale a "quello che si dice in giro" ma principalmente perché non avete nessuna capacità LOGICA, vivete di paradossi e di menzogne.

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    2. Io non solo non sono cattolico ma sono in feroce dissenso con molte posizioni dei cattolici.
      Il fatto che sulla questione del presunto diritto alla fabbricazione di bambini per l'ego dei cososessuali mi trovi a dire no non significa che io sia cattolico.

      Uniformare e omologare contrarietà ad un provvedimento fa parte di un meccanismo retorico troppo banale: se non sei di questa parte allora siete tutti uguali, dall'altra parte.
      Anche riducendo la dimensione politica ad un asse, rispetto ad un punto non c'è solo un semiasse, ce ne sono due!
      Ad esempio, come ecologista io considero l'aborto come un'extrema ratio ma comunque non come Il Male assoluto che è la messa al mondo di ogni homo non voluto e, ora, successivo al primo figlio, per una donna.

      Sì, Francesco, ho letto di quella coppia che ha istigato una figlia non voluta al suicidio.
      Diciamo che siamo a casi talmente rari che fanno notizia.

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    3. UomoCoso, se uno ha un mimino di cervello e di capacità logica capisce subito che il fatto che io passi col rosso non significa che tu non passi col rosso perché sei "diverso" da me.

      Una coppia uomo donna può fare qualsiasi cosa esattamente come una coppia uomo uomo oppure uomo cane può fare qualsiasi cosa.

      Quindi il fatto che nelle famiglie "convenzionali" succedano le cose più turpi non aggiunge e non toglie niente rispetto alla questione delle "famiglie omosessuali".

      Infatti come ho scritto sopra, si parla di tutt'altro ma al solito, cortina fumogena di paradossi e menzogne.

      Francesco non se ne accorge nemmeno. Ne lui ne milioni di altri come lui. COME LUI, già questo concetto è una tragedia.

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    4. Cretino dillo a tua sorella, testa di cazzo.

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    5. Me l'hanno già detto e non è un problema, do tranquillamente del cretino a mia sorella o a chiunque tu voglia.

      Rimane il fatto che straparli ripetendo cose dette da altri e senza fare lo sforzo di capire se si sta parlando di mele o di banane.

      Io posso essere anche più cretino di te in generale però in questo caso specifico ti ho fatto uno schemino sugli argomenti in discussione.

      Prova a proporre qualcosa tu la prossima volta invece di fare copia-incolla di uno slogan a caso, tipo "non ci sono più le mezze stagioni" o "i preti pedofili" o "il babbo della famiglia tradizionale è un ubriacone, guarda che eleganza invece quel designere gay".

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    6. Ah, poi ricordati che appena svieni per me diventi come il feto da abortire, quindi ti sopprimo. Guardati le spalle.

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    7. Minchia, Renzo...mi fa specie che poi tu sei uno che invoca il rispetto delle regole e della correttezza come fenomeno spontaneo a cui tutti dovrebbero attenersi...

      Ah, no. Sangugni ma sempre leali. Eccerto...


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    8. Dal mio punto di vista ho solo decritto un fenomeno evidente, cioè i comunisti e i comunisti travisati sono necessariamente cretini.

      Ho anche motivato la ragione, sono cretini perché vivono di paradossi e menzogne, cosa che è possibile solo sospendendo continuamente il pensiero razionale.

      In alternativa a dire "cretini" potrei dire "incapaci di intendere". Meglio?

      Veniamo a noi, io non "invoco il rispetto delle regole", adesso non so se ci sei o ci fai, nel dubbio lo spiego.

      Le regole sono quello che definisce il contesto a priori. Se il contesto esiste, esistono le regole, se non esistono le regole non esiste il contesto.

      Nel caso dello sport ho detto. Le regole non servono a limitare "il più forte", servono allo scopo contrario, assicurarsi che, a parità di condizioni, vinca il più forte. La violazione delle regola consiste nel uscire dal contesto in modo che uno "meno forte" ottenga un vantaggio che gli permetta di superare il "più forte". Quindi è il contrario.

      Sul significato del termine "liberismo", che hai introdotto TU, possiamo stare qui a fare della eristica per cent'anni.

      Invece il contesto di una discussione consiste nell'argomentare nel merito. Si può esporre una teoria sbagliata ma non si può fare una pernacchia e pretendere che abbia valore di teoria. Il fatto che una pernacchia sia ripetuta un milione di volte non ne cambia la natura, rimane una pernacchia. Se tu ripeti la pernacchia per l'ennesima volta, non stai dicendo qualcosa che vale la pena di discutere, stai facendo un verso.

      Proprio perché certe cose non sono "leali" si meritano certe risposte. Se non ci arrivi, peggio per te.

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    9. Si, ma secondo me c'è una contraddizione.

      Se vuoi una competizione dove tutte le società sportive hanno lo stesso budget, allora restiamo a livelli amatoriali. In pratica livelliamo tutti.

      Se io fossi Maradona, vorrei giocare con Pelè contro Cruiff e Messi. E la gente (purtroppo) preferisce guardare Bayern-Barcellona piuttosto che Alessandrese-ProMestre, con tutto il rispetto.

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    10. Lo sport affaristico, professionale è... una contraddizione.
      Quante volte ho osservato che nelle arti la presenza del denaro manda a ramengo la qualità, la creatività, la passione? Non è che lo sport sia diverso, eh!?

      Infatti il calcio professionistico è una fogna che una volta rigurgitava ogni paio di lustri, poi il rigurgito ha aumentato frequenza, ogni paio di anni e ora le inchieste hanno la frequenza di qualche mese.

      Ci sono dimensioni del vivere in cui altre dimensioni (quella della ricchezza, della fama, dell'esibizione, etc.) sono oggettivamente un problema.

      Siamo tornati alle questioni della pagina precedente: rammentando le parole di nottebuia calcio come fenomeno popolare, di cultura popolare, avevo proprio evidenziato che "da spettacolo popolare ora sta diventando via via più costoso e quindi esclude chi non si può permettere abbonamenti costosi".

      La gente, purtroppo, preferisce... guardare piuttosto che giocare. L'unisco sport è quello fatto di persona. Poi c'è lo spettacolo sportivo che è un'altra cosa.

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    11. Man, vieni al punto: purtroppo c'è bisogno di regolamentare, altrimenti arrivi a situazioni paradossali. Non se ne esce.

      E questa cosa non vale solo per il calcio.

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    12. Ma si, il fatto è che qui si parla di aria fritta. Andate a vedere come funziona lo sport professionistico americano.

      Bisogna capire che "professionismo" non è in contraddizione con "regole", è in contraddizione con "sport".

      Lo sport per definizione è amatoriale, lo ripeto ancora, basta vedere la questione dei professionisti alle olimpiadi e il trucco sovietico dei nostri atleti che sono tutti stipendiati dallo Stato come militari o similia. Gli USA fino a poco fa non mandavano i giocatori NBA alle olimpiadi, ci mandavano gli universitari. Tra l'altro negli USA nessun atleta è dipendente pubblico, ognuno si arrangia coi suoi sponsor.

      Diciamo che lo sport è uno spettacolo. Sgombriamo il campo da idea risibili che io esca di casa e possa competere con un professionista. Allo spettacolo concorrono 10, 20, 30, x società, ad ognuna si da lo x-esimo dei fonti che derivano dalla rivendita dei biglietti. Poi magari ognuna è libera di farsi il suo merchandising.

      Poi il tentativo di Noferatu di buttare tutto nel soviet anche quando è fuori contesto è come le unghie sulla lavagna.

      Se poi mi si mette davanti alla scelta tra un sistema "regolamentato" che non funziona e uno "non regolamentato" che non funziona, vedi economia pianificata contro economia "liberista", io scelgo il secondo senza pensarci un nanosecondo.

      Caro il mio NotteCoso.

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    13. Dare a tutti lo stesso budget NON significa ne "amatoriale" ne "livellare tutti". Io e Francesco possiamo avere le stesse scarpe ma io non corro certo 15 km, non coro nemmeno un terzo di quella distanza oggi come oggi.

      Anche adesso un Messi non viene a giocare in Italia. Ma quello che succede è che, anche se tutto il baraccone declina, fa ridere ma le TV pagano in proporzione alla quantità STIMATA di tifosi per società.

      Non solo, poi c'è la faccenda di come sostentare il campionato di B, quello di C, a scendere. Perché siccome esistono promozioni e retrocessioni, non ha senso che entrino in competizione società che ricevono dal baraccone una 1/10 o meno di quello che riceve l'altra.

      Tutto questo non ha niente a che fare col "tifo", che evidentemente è un fenomeno di massa e come tale è una stupidaggine irrazionale.

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    14. A questa stregua niente (o quasi) dovrebbe essere fatto dietro un compenso del vil denaro, perchè si rischierebbe di perdere la genuinità.

      Quindi gli atleti non si devono far pagare, gli artisti non dovrebbero vendere la loro arte, i medici le cure e poi, a scendere, tutti gli altri professionisti.
      Dovunque ci sono i soldi ci sono rischi. Mi pare un discorso un po' sovietico...

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    15. Dove qualcuno ha scritto che gli atleti non devono farsi pagare?

      Primo, gli atleti che vanno alle Olimpiadi guadagnano dai propri sponsor, ovvero dalle aziende che usano l'atleta per farsi pubblicità.
      Fanno eccezione quelli italiani i quali, secondo prassi sovietica, sono tutti soldati della Armata Rossa e quindi prendono uno stipendio dallo Stato.

      Secondo, gli atleti possono benissimo essere professionisti ma a quel punto non si tratta di "sport" quanto di uno spettacolo, uno show, una esibizione come quella dei trapezisti del circo.
      Siccome è uno show, deve essere organizzato presumendo che tutti quelli che partecipano devono spartirsi il business retrostante, come infatti accade. Atleti, procuratori, dirigenti, allenatore e infine GLI ARBITRI, che possono benissimo essere professionisti come tutti gli altri, per lo stesso motivo.

      Alla fine lo spettatore che guarda una partita NBA non è "tifoso" nel senso del campanile come noi col calcio, che infatti è una cosa contraddittoria e che non funziona ogni giorno che passa. L'Inter ha un proprietario che vive in Indonesia e che vuole promuovere l'Inter in Asia. Sai cosa capiscono i Cinesi della rivalità arcaica tra milanisti cacciaviti e interisti bauscia...
      Quello che non funziona nel calcio attuale è che il Frosinone viene promosso dalla Serie B e si trova a competere con una Juventus che non solo opera in un contesto metropolitano con uno stadio costruito in omaggio alla dinastia ma che prende una quota di diritti TV che viene calcolata sul numero presunto dei tifosi in Italia. Significa che il Frosinone deve prendersi gli stessi impegni, recitare lo stesso ruolo, faticare uguale ma utilizzando una frazione dei fondi. Che sono fondi generati dallo stesso circo in cui si esibiscono tutti e nessuno guarderebbe una partita della Juve se non ci fosse il Frosinone a fare da avversario, il campionato non esiste con una e nemmeno con cinque squadre.

      Lo stesso discorso vale trasversalmente per tutte le competizioni tra professionisti, per esempio nei motori. Da sempre esiste il problema che le case con grandi mezzi devono trovare un modo per permettere ad altri di partecipare alle gare ed essere competitivi. Nessuno vuole vedere una Ferrari e una Mercedes che girano da sole per due ore.

      Sono tutte cose che non inventiamo oggi e che hanno una letteratura, basta informarsi.

      E detto tutto questo, la storia della "legge del più forte" che necessita di essere moderata tramite intervento superiore è una cosa che hai voluto introdurre a forza e che non c'entra niente.

      Oltre ad essere senza senso anche nel contesto economico, come dicevo a proposito del confronto tra economia pianificata ed economia "liberista".

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    16. Aggiungo un dettaglio: tu dimmi se è "più forte" la Tim che mi telefona giorno e notte per vendermi un abbonamento o lo Stato che mi aggiunge una imposta per un servizio che non voglio alla bolletta della elettricità.

      Dimmi quale dei due poteri dovrebbe essere limitato nel mio interesse.

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    17. Ma può esistere un mondo un po' più sfumato tra l'estremo dello sport Sovietico e il professionista che abbandona lo sport "vero" (quindi dilettantesco) per entrare nello show-bussiness?

      Può esistere una qualche soluzione intermedia?

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    18. Non ci siamo capiti.
      Lo "sport sovietico" NON è sport, è UN LAVORO. Invece di andare in miniera lo Stato ti paga per fare l'atleta. Arriviamo a fare incrociare atleti maschi e femmine per selezionare la razza.

      Quindi rientriamo nel caso del professionismo e appunto, anche questo è un inganno, una menzogna e un paradosso, secondo abitudine.

      La differenza tra un marciatore che figura come Agente di Polizia e un calciatore è che solo gli appassionati di marcia, gli "sportivi", seguono l'atleta-poliziotto-marciatore, quindi lo "show business" funziona su cifre infinitamente minori. Infatti si parla di "sport minori", dove di "minore" ci sono i soldi.

      Detto questo, nel caso in oggetto e cioè gli sport "maggiori", l'inganno del "finto amatore" non è necessario perché, siccome grandi masse di persone sono disposte a pagare per assistere allo spettacolo, lo "show business" dispone di somme enormi. Si tratta solo di decidere come distribuire queste somme.

      A me sembra evidente che se la TV di Stato cinese paga XYZ euro per i diritti sulle partite del campionato italiano, questi soldi andrebbero divisi in parti uguali tra tutte le società che partecipano, invece di fare come adesso che sono suddivisi in base ad un ipotetico "parco tifosi".

      Parallelamente andrebbe abolita qualsiasi partecipazione dello Stato italiano al baraccone del Calcio. Qui a Milano lo stadio è di proprietà del Comune e le due squadre cittadine lo prendono in affitto. Evidentemente è una cosa senza alcun senso, dato il contesto di "monopolio" su entrambi i lati.

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    19. La mia domanda era diversa: c'è una possibilità di mediazione tra ingerenza dello stato e cupidigia dell'interesse privato?

      Perchè è chiaro che se io investo in te atleta ho bisogno che tu vinca, altrimenti non mi servi (quindi se ti dopi poi io magari non mi straccio le vesti)
      Del resto tu, che fai l'atleta, sai bene che a 30 anni la tua carriera finisce, e poi devi campare fino a 75.
      L'alternativa quale sarebbe? Rinunciare al professionismo per tutti gli sport a cui la gente non è interessata?

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    20. Per quanto mi riguarda lo Stato esiste solo come accordo tra liberi individui che cooperano per uno scopo. Non esiste Stato come entità indipendente, che prescinde da quanto scritto sopra.

      Rigetto il concetto di "cupidigia dell'interesse privato", si tratta dell'incontro tra due o più individui che si accordano per scambiare delle risorse. La stortura avviene quando una delle parti non è libera di discutere i termini dell'accordo ma viene obbligata o perché si trova in stato di necessità o perché costretta manu militari.

      Da questo si ricava che:
      1. lo Stato deve essere ridotto ai minimi termini della sua essenza, cioè esiste nei limiti e solo per gli scopi dei liberi individui che lo costituiscono.
      2. le persone non si riducono ad elementi di un "insieme" o "classe" e quindi il mondo non si spiega come (o si riduce a) rapporti tra "insiemi" o "classi". Proprio questa riduzione ad atomi privi di valore dentro una aggregazione fittizia genera i problemi che pretende di risolvere.

      Venendo all'argomento in oggetto: un atleta parte e si misura la sua prestazione. Con questa misura in mano va dalla azienda e dice "sono tra i migliori 100 del mondo, vi propongo di pubblicizzare il vostro marchio per X euro l'anno", segue trattativa. L'atleta continua la sua carriera, se i risultati migliorano torna dalla azienda e dice "sono tra i primi 50, adesso voglio Y euro", segue trattativa. Il ciclo si ripete a piacere.

      Ovviamente per guadagnare abbastanza da assicurarsi la vecchiaia devi essere tra i migliori del mondo. Quindi puoi fare il professionista. Se invece non sei tra i migliori del mondo, devi prepararti una carriera parallela. O ti alleni nel tempo libero e intanto studi e lavori, oppure quando smetti di fare l'atleta compri un negozio di articoli sportivi o fai l'agente o che ne so. In pratica quello che fanno tutte le persone "normali", tranne gli statali che pensano che la vita sia "vinci la lotteria del concorso e poi sei a posto fino alla morte".

      Riguardo la domanda "rinunciare al professionismo per tutti gli sport a cui la gente non è interessata? La risposta è contenuta nella domanda, si. Se la gente non vuole ingoiare una cosa non ha senso obbligarla a forza (torno a sopra riguardo lo Stato). Il concetto sbagliato qui è "rinunciare", non c'è rinuncia a qualcosa che esiste, perché la cosa non esiste.

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    21. Molto interessante questo dialogo.

      > c'è una possibilità di mediazione tra ingerenza dello stato e cupidigia dell'interesse privato?

      Direi che questa è la chiave di volta di tutti i sistemi. Direi che forse è fallimento dei Commons l'evento più noto in cui emerse il conflitto tra interesse individuale e collettivo.

      Lorenzo è come _rio, un libertariano e un anarchico, sono due persone nobili che guardano ad un mondo di persone degne e responsabili in cui la presenza dello stato o di "aggregazioni" forzose o forzate è minimo.

      Anche io sono per la distinzione tra sport e spettacolo sportivo per i quali ci devono essere regole diverse. Per concludere: nello sport meno soldi possibili. Che è esattamente il contrario della tendenza.
      Si tende a monetizzare tutto, dalla produzione-fabbricazione di bebé per egoici robosessuali, all'acqua (di recente in Cina anche l'aria, venduta a bottigliette) fino al tempo libero, lo sport ma anche, ancora peggio, le arti (macchine affaristiche inerenti varie arti, non ultima la sesta).

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    22. Beh, non direi, Man. Le posizioni anarchiche si spingono ben oltre.
      Non so se questo è il caso di Lorenzo (bisognerebbe chiedere a lui), infatti per gli anarchici si pone anche il problema delle decisioni prese a maggioranza. Nel senso che, in linea teorica, non è giusto che anche 1 sola persona contraria debba subire decisioni prese dal 99% (In quel caso lo Stato non può esistere).

      Per tornare a bomba, io (ma parlo ovviamente per me) devolvo volentieri parte dei miei scarsi guadagni a favore di cose che non hanno un immediato riscontro economico. Questo vale tanto per gli sport che per certi studi di ricerca universitaria, perchè credo che sia importante per l'innovazione.
      E' chiaro che questo possa far storcere il naso, perchè si possono aprire una serie di problemi annessi e connessi, ma è anche vero che QUALSIASI scelta abbia pro e contro.

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    23. NotteCoso, facciamo un esempio. I ranch di UomoCoso, NotteCoso, Francesco e Lorenzo sono confinanti. Ad un certo punto si pone il problema di deviare il corso di un ruscello per creare un laghetto che permette l'abbeverata delle mendrie di tutti i rancheros.

      UomoCoso dice "non ne voglio sapere".

      A quel punto le soluzioni possibili sono le stesse che esistono quando la diplomazia opera tra Nazioni invece che tra individui.

      Gli altri tre proprietari propongono una compensazione a UomoCoso, cioè si addiviene ad una transazione.

      La figlia di Francesco viene data in moglie al figlio di UomoCoso e cosi facendo si unificano le dinastie e i rispettivi territori, stante Lorenzo e NotteCoso testimoni di nozze e padrini dei figli.

      Gli altri tre rancheros invadono le terre di UomoCoso e lo obbligano a forza.

      E tutti gli altri casi convenzionali che adesso non mi vengono in mente.

      Prego notare che il concetto di "giusto" non esiste nel vuoto cosi come non esiste il concetto di Stato. Ogni cosa deriva dai rapporti tra individui ed esiste come composizione delle motivazioni degli individui.

      La faccenda nota per cui la "democrazia" si misura da quanto bene tutela le minoranze è una baggianata decadente. Quanto di preoccupi della tutela delle minoranze significa che stai tirando giù la serranda del negozio.

      Infatti quello che festeggiano in questi tempi non è tanto il famoso "dirittismo" applicato, festeggiano il fatto che il "dirittismo" viene usato come piede di porco per demolire la "società borghese". Sempre per la questione della paura e dell'odio del vicino come primo motore delle cose, l'esatto contrario di quanto si postula.

      Per tornare a bomba, NotteCoso, tu non devolvi un accidenti perché non ti viene chiesto. Tu subisci come tutti noi un prelievo forzoso senza avere voce in capitolo ne su quanto ti viene prelevato ne sulle modalità con cui viene speso. Lo Stato attuale, incarnato dalla "classe dirigente" che a sua volta è quadro intermedio rispetto alle elite apolidi para-massoniche, vede solo due tipi di "cittadini", gli scagnozzi a cui garantisce una scodella di pappone in cambio della obbedienza incondizionata e gli schiavi riottosi, da tenere alla catena per fare girare la macina e bastonare quando occorre.

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    24. Veniamo alla "ricerca", ennesima fanfaluca.

      La NASA di suo ha solo le capacità di definire le specifiche degli aggeggi che gli servono. Poi indice una gara per qualsiasi cosa, dalle viti alle astronavi. Tutto il lavoro di ricerca, sviluppo, fabbricazione ed assemblaggio viene delegato alle industrie nazionali.
      Quindi lo Stato sostiene il budget della NASA e la NASA lo gira all'industria privata che fa ricerca e poi la distribuisce con le ricadute commerciali.

      Altro caso, L'università. L'università viene finanziata in vari modi, dalle quote di iscrizione degli studenti agli sponsor (le donazioni sono deducibili). Ad un certo punto il dipartimento di Cosotica studia un microchip particolare, a quel punto ci sono due opzioni o la ricerca è finanziata direttamente da una azienda o da un consorzio di aziende, oppure i professori e gli studenti impegnati fondano una società come spin-off che poi attira venture capital e a seconda della situazione, commercializza il prodotto oppure lo distribuisce con una licenza "aperta". Ovviamente in questo meccanismo entrano anche le commesse statali, per esempio per conto delle varie amministrazioni della Difesa.

      In Italia il concetto di "ricerca" consiste nello Stato che paga uno stipendietto e poi una pensioncina a qualcuno. Fare il "ricercatore" è uguale a fare l'impiegato di un Archivio di Stato o di una ASL o di una qualsiasi amministrazione pubblica, INCLUSI gli atleti.
      Infatti NotteCoso non ha fatto alcuna fatica a collegare il discorso sullo sport alla "ricerca", seppure siano due cose completamente scollegate, essendo lo "sport" per lo Stato l'equivalente del vecchio "pane e giochi" e la "ricerca" una cosa senza utilità concreta, contrariamente agli esempi soprastanti.

      Ecco perché tiriamo già la saracinesca del negozio mentre diciamo queste cose.

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    25. Vabbè, ma così andiamo avanti a colpi di luoghi comuni. A breve ci arriva a casa il ttip e magari poi chiudiamo per davvero la saracinesca.

      E' chiaro che ogni latitudine si dà le sue regole, non c'è un accordo tra cittadini (altrimenti detto Stato) che vada bene per tutti.
      E' altrettanto chiaro che nessun privato finanzia alcuna attività da cui non tragga un profitto (certo, ci sono anche i filantropi, però se ne vedono pochi in giro).
      Qui poi tu mi puoi dire che all'estero finanziano se ci sono un tot di pubblicazioni su riviste internazionali accreditate, eccetera eccetera. Poi ci si diverte a spulciare da chi sono costituiti e come operano certi comitati internazionali (altrimenti detti lobbies) e infine si ri-scopre che tutto il mondo è paese.
      Insomma, nulla di nuovo sotto al sole.

      Di fatto, come dici tu, il capionato diventa noioso se vincono sempre gli stessi.

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    26. Non ci capiamo.
      Nel mio blog tempo fa facevo un esempio di commessa pubblica che avrebbe ricadute positive sia sul settore dello IT che sulla Istruzione.

      Quel tipo di commessa, pur essendo tecnicamente banale, è cosi lontana dalla mentalità e dalla educazione degli Italiani e quindi della "classe dirigente" da essere impensabile.

      Quindi siamo qui a parlare di "ricerca" nei termini che ho descritto e cioè inutile accademia in Italia, esercizio di stile da cui nessuno si aspetta risultati concreti e quindi emigrazione forzata per chi vuole e può partecipare alla "ricerca" come la intendono altrove, dove invece si da per scontato l'esatto contrario.

      Io non capisco ne come ci si possa cullare nella propria decadenza ne come la si possa accettare come il famoso "dato di fatto".

      Non si tratta di luoghi comuni si tratta del fatto che siamo qui a comunicare con tutta una serie di attrezzi e tecnologie in cui non abbiamo nessuna parte. Ma invece di pensare che dovremmo partecipare, stiamo a discutere di menzogne e paradossi come le note vicende parlamentari di questi giorni.

      La cosa tragicomica è che mentre scende la saracinesca a qualcuno sembra di aprirla invece che chiuderla.

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    27. Similmente, a proposito dello "sport", la questione si riduce allo "sport" che si pratica contro lo "sport" come esibizione di altri a cui si assiste da spettatore.

      Noi importiamo atleti stranieri perché banalmente abbiamo chiuso come Popolo e come Nazione e ancora più banalmente ai bambini non si insegnano quelle "virtù guerriere" che anticamente erano tra i presupposti della cittadinanza.

      Potrei essere ancora più esplicito ma mi fermo qui.

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    28. Capisco lo sfogo per le tante cose che non funzionano nel nostro Paese. Lo capisco, davvero.

      Se vuoi, l'ironia è che continuiamo a cedere sovranità e a demandare l'amministrazione delle nostre cose a gente che giorno dopo giorno si sta dimostrando enormemente più incapace di noi. Dicevano che dovevamo affidarci all'Europa perchè noi eravamo italioti e all'estero facevano meglio, ed ecco l'Europa (per dire).

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    29. Ennesimo giro di parole confuso.

      "italiota" significa "greco che abita in una colonia nel sud dell'Italia".

      Che il Sud dell'Italia sia più prossimo al Medio Oriente che alla Europa è evidente.

      Però la "Europa" esiste in due forme, come denominazione geografica e come "koine" di Popoli diversi, accomunati da una Storia che ne ha intrecciato le vicende. C'erano tre gruppi linguistici principali, c'erano alcune varianti del Cristianesimo, c'erano tradizioni ed abitudini, c'era un limitato movimento di persone da un posto ad un altro.

      Ad un certo punto comincia la propaganda incessante sulla "Europa" come entità politica che DEVE governare e legiferare SUI Popoli europei al posto dei governi e dei parlamenti nazionali. La propaganda sulla necessità di abbattere le frontiere, sulla "unificazione ed equalizzazione" di tutto e tutti. Si afferma, come se nulla fosse, che il concetto di Popolo è intrinsecamente cattivo (da cui il dispregiativo "populismo") e che la gente deve essere messa sotto tutela perché incapace di auto-determinarsi. Infine la propaganda sulla immigrazione, di volta in volta presentata come fenomeno spontaneo e naturale, come necessità economica, come forza catartica, eccetera.

      Quindi quando si dice "Europa" oggi si intende:
      1. smantellamento degli Stati nazionali
      2. annullamento della sovranità popolare
      3. sostituzione delle etnie europee con una popolazione meticcia ed eterogenea
      4. uniformazione delle abitudini di vita ad uno "standard mondiale", un po' come la "cucina fusion" degli alberghi.

      Prego notare che due cose sono palesi, primo che dietro il Piano di Annientamento degli Europei ci sono le elite apolidi e para-massoniche, secondo che gli sparafucile di queste elite apolidi sono i simpatici compagnucci della cosiddetta "sinistra", che nel nostro caso sono Comunisti ed ex-Comunisti, con la partecipazione straordinaria de gli ex-democristiani. Sentire un tizio che si vanta della propria ortodossia marxista citare il Papa fa scattare tutta una serie di interruttori.

      Banalmente stiamo vivendo il proseguimento degli eventi del '900. La gente è intontita dal martellamento continuo degli strumenti di controllo delle masse, è educata fino dalla prima infanzia ad essere solo un consumatore passivo e infantile.

      Ad ecco l'Europa (per dire).

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    30. Aggiungo, stamattina guardando distrattamente il sito del Corriere, che ormai è peggio di Repubblica, leggo:

      "i bambini hanno diritto ad un Paese senza orfanotrofi" (primo piano della signora Cirinnà).

      Mi sono fatto una risata e poi mi sono girati i coglioni per il livello paradossale della stupidità che dilaga ovunque.

      Come se la "Legge Cirinnà" cercasse di risolvere il problema dei troppi orfani costretti a vivere negli orfanotrofi sparsi in tutta Italia perché nessuno li vuole. Ma diamoli alle "coppia gay" che traboccano di amore, perdiana!

      A parte il delirio psichedelico da incubo-peperonata, sempre in omaggio a quanto detto sopra del Piano, facciamo finta di non sapere che i figli di mio fratello hanno dei CONSANGUINEI e che tradizionalmente sono queste persone a DOVERE (per legge) farsene carico se mancassero i genitori. A PRESCINDERE dallo stato matrimoniale dei genitori.

      Viceversa, se mio fratello fosse gaio e comprasse un figlio alla Clinica del Libero Gamete, mi domando e chiedo a che titolo io dovrei essere chiamato ad occuparmene. Vorrà dire che lo sorteggeranno tra altri gai.

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    31. > breve ci arriva a casa il ttip

      Sentivo alla radio una micro intervista a Paolo De Castro, europoliticastro (e questo sarebbe uno "vicino" all'agricoltura).

      o - favorevole agli OGM sostenibili (ma allahporco, la gente emette delle parole senza senso, delle contraddizioni prive di senso)
      o - favorevole al TTIP "se gestito bene".

      Questo è la crema del merdame tecnoprogressista-crescistista.
      Non per niente il figuro si dichiarava fiero di essere sempre stato PD.

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    32. invece io mi domandavo, e non solo stamattina, ma tu quando lavori? stai sempre qui onnipresente, botta e risposta, dunque confermi che rubi uno stipendio. se come dici non usufruisci di pensione...e anche se sei da partita iva, ancora peggio, sei indigente, perché non so come fai a guadagnare...mah!

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    33. UomoCoso, il TTCoso altro non è che la formalizzazione (che poi rende tutto obbligatorio) della "uniformazione ed equalizzazione" di cui sopra. DOBBIAMO mangiare tutti le stesse cose, vestirci tutti allo stesso modo, eccetera.

      Prego notare che in Italia i trattati vengono sottoscritti senza che siano sottoposti alla approvazione dei cittadini e senza che sia possibili abrogarli. E' una strada a senso unico, come tutte le cose che vengono fatte rientrare nel meccanismo del "fatto compiuto".

      S. mi fai pena.

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    34. x S.:
      > ma tu quando lavori? stai sempre qui onnipresente

      Scrivo nelle pause di lavoro e a casa. Essessa.

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    35. Il TTIP è un'altro strumento sìglobal di scardinamento delle società e culture a partire col primo abbinamento sinergico cultura ed economia.

      Ancora una volta i (post)marxisti / (post)comunisti che hanno il globalismo (si direbbe internazionalismo trotskista nel loro gergo) nella base dogmatica della loro religione sono i primi alleati dei supercapitalisti, delle elite transnazionali.

      E' veramente buffo come ancora una volta si realizzi ciò che in PNL si indica come negative target fixation ovvero l'ottenimento di risultati opposti a quelli che si afferma in modo veemente di voler combattere.

      La costituzione sovietico-italica antidemocratica ovviamente non può che escludere il demos dalle decisioni più iomportanti, come quanto riguarda le relazioni con l'estero.
      La cosa buffa è che la massa di sinistri lobotomizzati continua a sclerare per l'attentato antidemocratico ad una costituzione che i loro ideologhi hanno concepito come antidemocratica.

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    36. Dipende dalla definizione di "democratico".

      Per me e forse per te, "democratico" è alzare la mano nella assemblea dei padri coscritti, andare a casa a prendere lo scudo.

      Per il compagnuccio "democratico" significa implicitamente che, siccome il popolo è incapace di intendere e di volere, le decisioni sono delegate al Partito.

      Quindi, tutto quello che decide il Partito è contemporaneamente "democratico" e "giusto", tutto quello che ostacola il Partito è "anti-democratico" e "ingiusto". Bada bene, a prescindere dal merito della questione, che infatti il compagnuccio non approfondisce, MAI.

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    37. E prima ancora, ti risparmio la faccenda del Cristianesimo cattolico, con i sacerdoti custodi delle Scritture, quindi del Verbo Divino e della loro corretta interpretazione.

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    38. @Uomo mi riferivo a Lorenzo non a te....

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    39. > quello che decide il Partito è contemporaneamente "democratico" e "giusto", tutto quello che ostacola il Partito è "anti-democratico" e "ingiusto"

      Non si sarebbe potuto descriverlo in modo più conciso e migliore.

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  4. Per precisare:
    Demos in greco significa popolo, anche se il concetto di democrazia era ben altro che il potere dato in mano alla gente comune. Non lo era allora e non lo é oggi. I Grillini, ad esempio, che sulla carta vorrebbero attuare la politica dal basso sono i più partitocratici di tutti perché o la pensi cone loro o sei un coglione, e se non fai quello che dicono i Guru del partito sei fuori. Che abbiano tolto il nome di Grillo dal simbolo é solo un`operazione di maquillage.
    Nell`antica Roma era vero che il Senato era fatto da aristocratici ma c`erano anche i tribuni della plebe. Ovviamente questi ultimi avevano vita molto difficile e spesso le faccende si concludevano con l`eliminazione di quello che andava a mettere in discussione gli interessi del potere oligarchico. Caio Gracco ad esempio, che non era certo un popolano fu un grande tribuno della plebe, e fu ucciso perché voleva che i contadini riavessero le terre confiscate lori dagli aristocratici. Mi sa che oggi chiunque vada contro gli interessi del potere o del partito di appartenenza, fa una fine simile, in senso metaforico ovviamente. Voto segreto o meno. La libertà di coscienza dovrebbe essere una cosa garantita, l`esistenza del voto segreto dimostra invece che tale libertà non esiste.

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    1. La plebe era la stessa in Roma come in Atene.

      I tribuni della plebe non erano plebei, invece erano come il Robespierre in Francia, avvocato discendente di una famiglia di avvocati e notai, la cosiddetta "nobiltà di toga" (cioè in pratica funzionari di rango della amministrazione reale).

      Lo stesso si poteva dire in Atene dove solo chi aveva la padronanza della lingua e delle lettere poteva affettivamente partecipare alla vita pubblica. Quindi solo i proprietari terrieri o i ricchi mercanti che potevano pagarsi una istruzione. Tutti i filosofi erano ricchi o benestanti e non lavoravano per vivere, lo stesso valeva per i loro studenti. Fecero scandalo i sofisti che vendevano a pagamento l'arte della retorica con l'esplicita dichiarazione che con la retorica si poteva prevalere nelle dispute (al tempo i processi erano delle discussioni pubbliche alla fine delle quali si decideva chi aveva parlato in maniera più convincente).

      I contadini non proprietari e i mercanti e gli artigiani più poveri praticamente non esistevano ne nei regimi democratici che in quelli aristocratici. Di solito erano anche esentati dall'uso delle armi perché, oltre a non potersi pagare la panoplia, si supponeva che non avessero niente da difendere e che per loro un padrone o un altro fosse uguale.

      Prego notare che anche nella Rivoluzione Francese il "popolo" fungeva da carne da cannone ma la vita rimaneva uguale. Cosi come erano chiamati a fare le corvee per i nobili, saranno chiamati a fare le corvee per la Repubblica. Anzi, andarono poi a formare le armate rivoluzionarie e poi napoleoniche con la coscrizione, cosa che in Europa non si era mai vista dal tempo della Repubblica romana. Napoleone diventa imperatore ma non era ne contadino ne analfabeta.

      La "libertà di coscienza" è una derivata del concetto generale di "libertà". Se tu sei al servizio di qualcuno non sei libero. Da cui la polemica sul voto, segreto o meno.

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  6. A proposito di quanto sia ormai insostenibile la propaganda:

    Spazio 1999, l'interpretazione del Corriere

    Ora vi racconto io la trama della serie: un deposito di scorie nucleari sulla Luna esplode e causa un cataclisma a seguito del quale la Luna viene scagliata fuori dall'orbita della Terra e del sistema solare.

    Sulla Luna c'è una base i cui abitanti si trovano cosi costretti ad una specie di odissea, tra la necessità di riadattare la base per essere completamente autosufficiente e la possibilità di abbandonarla per colonizzare un pianeta di altre stelle.

    Ovviamente è tutto assolutamente inverosimile da un punto di vista pratico, per dirne una la Luna dovrebbe viaggiare a velocità superiori a quella della luce.

    Comunque, ogni episodio comincia in due modi. Primo modo, i nostri arrivano in vista di un pianeta e vanno ad esplorarlo. Sul pianeta inevitabilmente c'è un mostro o qualche enigma che richiede astuzie ed espedienti sul genere di Ulisse col Ciclope. Oppure c'è la Maga Circe. Insomma tutto il repertorio classico. L'altro modo è che i nostri avvistano una astronave, mandano a parlamentare e si scatena il meccanismo tipo Independence Day, gli Alieni bombardano la base, le nostre astronavi sono inefficaci, trucco del cavallo di Troia, vittoria per un pelo, chissa cosa ci riserva il futuro.

    Secondo il Corriere invece è una serie sulla integrazione degli immigrati.

    Robot, attenti, in fila per due, di passo avanti...

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  7. Io sto con me stesso e le mie scelte in materia di famiglia, figli, diritti e doveri; nonchè il diritto di voto e di scelta. Detto questo sulle leggi che riguardano la vita privata e le scelte su essa come fare o no figli, adottare o no persone ecc.sarebbe dignitoso che preti, monache, cacapreti, bacchettoni di vario genere e colore di appartenenza la smettessero quanto i politici, di pretendere di interferire sul privato di ognuno. Detto ciò, penso che: giusto o sbagliato che sia, di potere e volere esercitare il mio voto direttamente: REFERENDUM POPOLORA E APPLICATIVO.

    Buona giornata, possibilmente bestiale,ahahah

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    1. > Detto questo sulle leggi che riguardano la vita privata e le scelte su essa

      Posizione interessante.
      Diciamo che si volge alla minima ingerenza dello stato.
      Attenzione che le leggi per i presunti diritti (come quello alla fabbricazione di esseri umani per i capricci egoici di certi robosessuali) si guardano bene dall'escludere lo stato.
      I - pretendono che esso lo stabilisca come "diritto"
      II - pretendono che i costi siano scaricati sulla fiscalità

      Quindi questo stato lo prendiamo o non lo prendiamo?

      > preti, monache, cacapreti, bacchettoni
      Io sono profondamente ostile alle religioni come fenomeno di massa. Ma sulla posizione contro l'adozione del figliastro, come ecologista, come libertario contro lo sfruttamento, come denatalista sono ferocemente contrario.

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    2. Per definizione, nessuna legge riguarda la "vita privata", riguardano sempre e solo la "vita pubblica", essendo funzione dei rapporti tra le persone e dell'interesse comune.

      Le leggi su "come fare figli" non servono visto che esiste un solo modo per "fare figli", anche se la propaganda suggerisce altrimenti. I figli si fanno facendo incontrare i gameti maschile e femminile e poi impiantando l'embrione in un utero che lo tenga in incubazione per i mesi necessari. Il metodo naturale consiste nell'inserire il pene nella vagina e quindi la procedura avviene "in situ". Il metodo alternativo consiste nel prelevare i gameti per via chirurgica, metterli in una provetta, prelevare l'embrione con strumento apposito ed inserirlo nell'utero (credo sempre per via vaginale). Per evitare di fare tentativi a vuoto che nel modo "naturale" sono la norma, si fanno i test di laboratorio prima e dopo la fecondazione e si producono "n" embrioni che poi possono essere impiantati singolarmente o in gruppi (ragione per cui frequentemente la fecondazione assistita a vario titolo produce parti gemellari).

      Come ho già detto il nocciolo del problema è che se l'embrione è considerato "persona", allora DEVE godere delle stesse tutele di una persona qualsiasi. Se invece è considerato "cosa" si pone il problema accessorio di definire QUANDO l'embrione umano diventa "persona" e quindi gode di tutte le tutele di legge.

      Cosa che diventa ancora più ovvia se si parla di bambini, cioè esseri che sono palesemente piccole persone. La Legge deve tutelare le persone, quindi tutela i bambini e, dato che per loro natura sono la "parte debole" sempre e comunque, la Legge tenderà ad anteporre il loro interesse a quello di qualsiasi altra parte.

      Da cui l'adozione, come tutte le leggi che riguardano i rapporti tra persone all'interno dei legami familiari, non si regola sulla base del volere o degli interessi degli adottanti, si regola sulla base del migliore interesse degli adottati, dei bambini.

      Inoltre, l'uso del referendum propositivo per sua natura è in contraddizione con l'esistenza del Parlamento e della democrazia rappresentativa, essendo chiaramente un istituto di democrazia diretta. Ergo, se ne può fare un uso solo in via eccezionale, come per i trattati internazionali e simili. Non si può certo sottoporre a referendum ogni legge discussa dal Parlamento, non tanto per le ovvie difficoltà pratiche ma perché significherebbe che il Parlamento è inutile, superfluo.


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