lunedì 15 febbraio 2016

Outsider



Nonostante la mia poca simpatia per il calcio, qualche volta mi giungono degli eco e non può che essere così considerata la popolarità (che, peraltro, alcuni studiosi affermano sia in calo, visto che da sport da spettacolo popolare ora sta diventando via via più costoso e quindi esclude chi non si può permettere abbonamenti costosi).
Tempo fa c'era una squadra di una certa serie, l'Alessandria, che era arrivata in semifinale? nei quarti?con il Milan. Fico! Sabato c'è stata Juventus - Napoli. Beh, devo dire che, con i mie "incredibili" interesse e passione per la pedata, avrei preferito vincesse il Napoli. Io provo una simpatia abbastanza spontanea per i Davide, per le squadre sorpresa (outsider). Mio figlio mi raccontava che nel campionato inglese c'è una squadra, il Leicester, che con pochi denari sta mettendo sotto tutti, squadre del business con fatturati varie volte superiori. Interessante sì!

Da profano, mi interrogo sul fatto che campionati nei quali ci siano poche o una o due grandi che vincono sempre, non sono noiosi? Che gusto c'è? Ci dovrebbero essere vari meccanismi per tentare di rendere squadre e campionato più equilibrate possibile, in modo che si realizzi quel patema che coinvolge le persone. Invece si realizza proprio il contrario.
Io non capirò proprio un caxxo ma trovo poco interessanti storie nelle quali sai in partenza già al 93% il finale. Però mi ricordo un periodo in cui le Ferrari vincevano sempre e comunque. Se ricordo bene non poche persone si lamentavano che i gran premi erano diventati di una noja mortale.

51 commenti:

  1. Non c'è niente di più noioso dello sport professionistico.
    Primo, "sport" e "professionismo" esprimono una contraddizione, di cui esiste da sempre l'evidenza nelle Olimpiadi. Secondo, è come assistere ad una rappresentazione, sempre la stessa.

    Questa estate mi è capitato di imbattermi nel flusso di gente che entrava nel Parco di Monza per assistere al Gran Premio. Fenomeni spaventosi, quando si dice "massa" e "vuoto".

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    1. > Fenomeni spaventosi, quando si dice "massa" e "vuoto".

      Non sai quanto ho riso, leggendo questo!
      :)

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  2. "Ci dovrebbero essere vari meccanismi per tentare di rendere squadre e campionato più equilibrate possibile..."

    Buongiorno, Man, hai appena scoperto che in natura vince il più forte. Il quale, quasi sempre, non coincide con il più educato, dolce, sensibile e appassionato.

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    1. Dove per "natura" si intende il frigo pieno di sangue da auto-trasfondersi, fiale di ormoni di ogni genere, il motore elettrico installato nella scatola dei pedali, una organizzazione mafiosa che decide i risultati delle competizioni a tavolino, eccetera eccetera.

      BTW in natura "vince" chi sopravvive, che non necessariamente è il più forte. I dinosauri erano senz'altro più forti dei topi, eppure non sono qui a raccontarla.

      L'unico meccanismo per rendere "equilibrato" il campionato sarebbe distribuire gli stessi fondi a tutte le società che sono iscritte al campionato.

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    2. L'unico meccanismo per rendere "equilibrato" il campionato sarebbe distribuire gli stessi fondi a tutte le società che sono iscritte al campionato.

      Si, però così introduciamo forme di "dirittismo" (per dirla alla Uomo), e facciamo partire tutti allo stesso livello...
      Eh no, non funziona così: nella natura selvaggia (quella a cui Uomo anela) le leggi non le decide il più simpatico della combriccola. Le norme vengono stabilite dal più stronzo.

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    3. Nottebuia, non sono così informato ma... direi che il sistema calcio è di quanto di più artefatto, manipolato, guidato e meno naturale che esista.
      Ad esempio, tanto per rimanere ai dati: nell'unico campionato in cui il "pilotaggio" degli arbitri venne sostituito dal sorteggio integrale degli arbitri, vinse il Verona.

      > forme di "dirittismo" (per dirla alla Uomo), e facciamo partire tutti allo stesso livello

      Na na na, non me la racconti mica giusta, birba!
      Il dirittismo non è quella di avere regole comuni nelle quali ci sono diversi risultati ed esiti, migliori, medi e peggiori.
      Il dirittismo è quello che abolisce la competizione perché "politicamente scorretta" o che vorrebbe che un mio amico, basso e tarchiato, abbia il diritto di diventare centro della squadra labronica di basket oppure che una donna minorata o con problemi fisici, storpia diventi "modella" oppure visto che ci sono degli asini a scuola mio figlio si faccia una settimana di cazzeggio perché alcuni somari "hanno il diritto" di recuperare.
      E via dicendo.

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    4. Così arrivi al paradosso. Come dire che non si dovrebbero vendere coltelli da cucina perchè qualcuno potrebbe usarli inopportunamente.

      Tra abolire i "dirittismi" e usarli a sproposito c'è un'ampia gamma di vie di mezzo, no?

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    5. Io non so perché tu abbia fatto riferimento al dirittismo.
      Gli ismi sono sempre ideologie acritiche delle mezze verità.

      Il dirittismo omette regolarmente che i presunti diritti di alcuni diventano reali doveri di altri.
      Il crescitismo, come sottolineavo, dimentica regolarmente la "crescita" di un numero enorme di dimensioni "scomode".

      Nel caso dello spettacolo affaristico-sportivo, per esempio, non sono poche le "dimenticanze". Ad esempio la prima, quella di un arbitraggio non condizionabile e quindi dei meccanismi necessari per realizzarlo.

      In genere siamo in ambienti così artefatti, manipolati, nei quali l'ampia gamma di vie è assai poco ampia e decisamente manipolata.

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    6. Nosferatu, non esiste dirittismo. Esiste invece "regole". Nel pugilato si mettono sul ring pugili dello stesso peso. Nel giavellotto tutti usano lo stesso attrezzo.

      IO ho frequentato solo lo sport amatoriale, che in teoria incarna il significato autentico dello sport, eppure anche li nei tornei tra bar c'è chi è disposto a qualsiasi imbroglio pur di vincere. Se sopra questo ci metti un movimento di denaro dell'ordine delle decine o delle centinaia di milioni, è ovvio che interviene sempre e comunque l'illecito.

      Se consideriamo il calcio, assegnare a tutte le società lo stesso capitale di partenza non è dirittismo, sono le regole del gioco, come negli scacchi si usano gli stessi pezzi con le stesse possibilità di movimento e siccome il bianco ha un piccolo vantaggio iniziale, ci si scambiano i colori.

      Detto questo, la cosa più laida è quando una industria privata, che sia il calcio o gli scacchio o la telefonia, viene affiancata dall'intervento statale, perché lo Stato fa il solito uso dello "scambio" e del "pane e giochi".

      D'altra parte tu dici "dirittismo" ma è evidente che l'Italiano medio non sa cosa sia la libertà, la scambia con la possibilità di comprare l'ultima TV al centro commerciale.

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    7. Quindi siete entrambi d'accordo con me che un sistema "deregolamentato" non funziona. O meglio: funziona secondo natura, dove non c'è un giudice che interviene a dire se una cosa si possa o non si possa fare. Si combatte con qualsiasi mezzo e a qualunque costo.

      Rimanendo sulla lunghezza d'onda dei liberisti, uno potrebbe dirvi che bisognerebbe abolire tutti i campionati nazionali e far sopravvivere quella dozzina di squadre continentali più forti e assistere solo allo scontro dei "migliori".


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    8. nottebuia, a volte non capisco.
      Il sistema NON è deregolamentato. Anzi è proprio regolamentato ad arte. Il pilotaggio mi sembra decisamente più regolamentato di una estrazione casuale delle designazioni degli arbitri.

      I liberisti sono quasi sempre froci col culo degli altri , sono il duale degli altri, i rossi.

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    9. Ma cosa diamine farnetichi?

      Primo, nessuno è costretto a giocare. Se però vuoi giocare, devi rispettare le regole del gioco, altrimenti il gioco non può funzionare.

      Il "liberismo", ammesso che abbia senso, consiste nel fatto che, all'interno delle regole del gioco, sei libero di andare dove vuoi, non c'è un copione predefinito che devi seguire. Se questo copione esistesse, ancora, non potrebbe esistere il gioco, sarebbe invece una rappresentazione.

      Ora, siccome qui non siamo all'asilo, è ovvio che anche non rispettare le regole del gioco è una regola del gioco. Infatti il ciclista che si dopa dice sempre "sono stato costretto, lo fanno tutti, se non l'avessi fatto anche io non avrei potuto partecipare alla pari".

      Qui non si parla però di "liberismo", si parla del suo contrario e cioè del fatto che esiste una "industria" e che questa "industria" controlla tutto il baraccone. L'esempio tipico è l'imprenditoria italiana che da sempre esiste in funzione dello statalismo, ne dipende.

      I "campionati nazionali" sono aboliti di fatto quando tutti i giocatori sono stranieri. Una squadra di stranieri gioca indifferentemente ovunque nel mondo, in qualsiasi competizione. E vale anche per le nazionali, che si trovano con due opzioni, fare come i Francesi, che hanno una nazionale tutta di colore, oppure fare come gli Italiani che impiegano giocatori che nelle rispettive squadre sono in panchina e quindi non può competere.

      Questo è il "Mondo Nuovo" della signora Boldrini e delle elite para-massoniche, le stesse per cui non esiste una pizza cucinata da Italiani e io sono vestito da capo a piedi con roba cinese.

      Dove sia il "liberismo" lo sa solo il Padreterno.

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    10. Vedo un equivoco tipico di chi è stato incubato nella cosiddetta "sinistra": confondere l'idea di "libertà" con l'idea di "crimine", cioè la "libertà" è una situazione che fa paura, che sgomenta, dove sei alla mercé dell'altro, il quale, avendone la possibilità, ti deruba, ti sottomette, ti uccide.

      Soluzione, togliere la "libertà" a tutti, tutti "uguali", "uguali" in tutto. Gli unici che hanno la "libertà" sono quelli della cerchia degli eletti, i capi, i leader, i funzionari del Partito. Essendo loro semidei, sono filantropi, non ti derubano, non ti asserviscono, non ti uccidono.

      E' uno degli infiniti paradosso, il modo di pensare di "sinistra" nasce dall'odio e dal terrore verso gli altri, mascherato ed artefatto come "amore".

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    11. e ma quando si parla di libertà, diritti e liberismi, l'equivoco è a portata di mano

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    12. Man, una regola c'è sempre. Ed è quella che stabilisce il più forte.

      Dopodicchè, tocca introdurre un correttivo per riequilibrare la situazione.

      Ti piaccia o no, è così. Se non ti piace o sei un po' sprovveduto o sei il più forte.

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    13. Il più forte non segue nessuna regola tranne le leggi della fisica. Si tratta di quantità, più massa, più velocità.

      Il correttivo non deve correggere la fisica, deve correggere un Moggi che con minacce e blandizie decide a priori come si devono svolgere gli eventi, CONTRO la legge del più forte.

      Bah, mi domando come si fa ad alzarsi alla mattina e avere in testa una simile confusione.

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    14. Scusa Renzo, non è che se la gazzella inciampa perchè il koala fa losgambetto allora il leone si ferma per ripetere la gara perchè deve dimostrare che lui corre più veloce.

      Qui non si capisce come funziona la natura allo stato brado.

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    15. Nosferatu, te sei uno che vive sopra i propri mezzi intellettuali. Infatti si sa che il leone rincorre X gazzelle e ne cattura Y, cioè ha una alta percentuale di fallimento, percentuale che da una parte richiede al leone di cooperare con altri leoni, pur essendo di suo fortissimo, dall'altra significa che il leone non può rimanere ferito perché altrimenti muore di fame.

      Detto questo, non c'entra niente.

      Il fatto è che in "natura" non si può imbrogliare mentre nel contesto umano non valgono le leggi della "natura", al contrario, vale l'inganno, il sotterfugio, l'imbroglio. Ulisse non vince la Guerra di Troia sfondando le mura con un ariete. Cesare non sottomette i Galli soverchiandoli col numero. I conquistadores non smontano intere civiltà con qualche centinaio di tagliagola, eccetera eccetera.

      Domanda accessoria: di solito quando parli la gente prende quello che dici come oro colato?

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    16. Che minchia dici? Cosa vuol dire che in natura non si può imbrogliare?? In natura si usa QUALUNQUE MEZZO.

      Il leone attacca le antilopi più deboli, quelle che a te fanno tenerezza. Se ne fotte dell'etica.

      Qualsiasi animale dotato di vario grado di intelligenza la usa per farsi esclusivamente i cazzi propri. Non si è mai visto un animale che rispetti un'etica di comportamento.

      Tu ti metteresti a discutere con uno scimpanzè o con una faina??

      Scusi signora faina, lei sta usando dei mezzi scorretti...



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    17. Il pensiero disfunzionale del liberismo. Prima abolisco le regole perchè mi rode il culo vedere l'anatra zoppa con la pancia al sole, poi scopro che non posso più mettere il becco fuori di casa.

      Ma il problema è l'etica.

      Ah, già.

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    18. Eh? Siccome la fanfaluca del "piu forte" non funziona, eccoci con il concetto della "etica di comportamento".

      Vado a fare il tentativo di spiegare.
      UomoCoso parlava dello sport professionistico, tu sostieni con una logica tipicamente infantile-comunista, che il problema è la "legge del più forte" che deve essere controllata dall'intervento del Partito filantropo.

      Prego notare che se vale la legge del più forte, anche il Partito la adotta, quindi non è affatto filantropo, si limita moderare la forza degli altri per aumentare la propria, da cui il tuo ragionamento è assurdo.

      Comunque, io sostengo che nello sport la legge del più forte è esattamente lo scopo mentre la cosa che distorce lo sport è l'inganno che non fa vincere il più forte ma quello più disonesto.

      In questa logica si devono definire le regole a priori e poi si devono rispettare queste regole. Non c'è nessuna valutazione "quantitativa" o "etica". Non c'è un limite a quanto forte puoi correre e non c'è nessun obbligo di essere "buoni", però devi correre nella tua corsia senza invadere quella degli altri e non puoi adoperare trucchi o sotterfugi, tipo che ne so, molle nelle scarpe o ormoni che aumentano la massa muscolare.

      Il tuo è un problema psicologico, è chiaro. Hai paura del prossimo "leone" e hai bisogno che ci sia una "mamma partito" che ti protegga. Che nel proteggerti ti faccia schiavo apparentemente non ti importa.

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    19. > una regola c'è sempre. Ed è quella che stabilisce il più forte

      Da questo punto di vista vari aspetti non esattamente esaltanti della specie sono egalitari e interessano anche "i più forti".
      Ad esempio: essere più forti in un consesso di scarsoni, non è il massimo. Vincere i 200m quando gli altri partono 70m prima o con uno zaino da 10kg addosso non mi pare molto soddisfacente.
      In realtà, come osservava Lorenzo e come è noto, noi abbiamo persino degli amatori che si bombano, in varie discipline, di intrugli tossici per doparsi.
      In questi casi forse non è neppure imputabile alla ricerca esasperata (violando le regole o adattandole o imponendole) del lucro, della fama. Quindi forse anche peggio.

      > Prima abolisco le regole [...] poi scopro che
      L'obiezione è fondata.
      Reagan e Thatcher da una parte predicarono il liberismo, dall'altra fecero politiche protezionistiche.
      Osservo peraltro che la regola che non ci siano regole è... una norma, una regola.

      Ancora, nottebuia, qui io non ho affermato che non ci debbano essere regole ma ho osservato che le regole esistenti sono antisportive, sono funzionali al potere, non al merito. Del resto, tra le caratteristiche degli outsider viene osservata quella che esso lavori contro il sistema e il sistema, in genere, tenti di espellerli, controllarli, etc. .

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    20. Altrettanto chiaro l'ennesimo paradosso, cioè per non essere inchiappettato dal vicino di casa per via del "liberismo", finisci inchiappettato da un tizio che abita in un'altra città, per via del "socialismo".

      D'altra parte, se tu fossi capace di ragionare, non avresti paura del "leone" liberista.

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    21. UomoCoso, anni e anni fa organizzai un gioco per il Sole24Ore.

      In sostanza ogni concorrente aveva una postazione con dei software per monitorare i mercati azionari e un capitale iniziale da investire. Vinceva chi alla fine della giornata aveva guadagnato di più.

      Le "regole" sono quelle che definiscono il contesto e cioè che tutti hanno gli stessi strumenti.

      La "violazione della regola" non consiste affatto nella "legge del più forte", al contrario, consiste nell'inganno del meno forte che ottiene un vantaggio ponendosi fuori dal contesto del gioco, quindi in violazione delle regole.

      Il concetto di "liberismo" è ambiguo. Sopratutto non si applica al caso in oggetto. Lo scopo delle regole nello sport non è limitare la libertà di chi compete mentre compete, è quello di definire il contesto della competizione.

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    22. Renzo, nella vita un contesto della competizione in cui tutti sono alla pari NON ESISTE.

      Non esiste un mondo fatto di piccoli azionisti tutti con gli stessi soldi e le stesse informazioni. Se è esiste, è solo in un gioco, il tuo gioco.

      Nel calcio professionistico contano i soldi. Se io sono Van Messi, vado a giocare dove mi pagano di più, dove ci sono le migliori attrezzature sportive, dove ci sono i migliori fisioterapisti.
      Non vengo a giocare alla Pro-Cinibel, anche se mi è simpatica e le voglio un gran bene.

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    23. Ah, nell'esempio del gioco del Sole24Ore, un concorrente avrebbe potuto avere un amico nel CDA di una società quotata e quindi sapere in anticipo certe informazioni, oppure avrebbe potuto corrompere me e fare in modo che il software degli altri fosse in ritardo di 5 minuti.

      Sono tutti illeciti, si può discutere se meritano una multa o la decapitazione. Ma non credo che nessuno possa pensare che si tratti di "liberismo".

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    24. Oh signore che fatica stare qui a discutere con uno che parte con una posizione preconcetta, assurda e cerca di sostenerla ad ogni costo.

      Primo, i "piccoli azionisti" giocano il campionato dei "piccoli azionisti", non competono nella lega dei "grandi investitori/speculatori". Giusto o sbagliato che sia, io non mi confronto con gli apolidi della grande finanza, mi confronto col pensionato che come me è cliente della stessa banca.

      Allora il tuo ragionamento mira a dire che dovrebbe esistere un unico campionato per tutti, piccoli e grandi. Come se io uscissi di casa in brache e maglietta anni '80 coi buchi e pretendessi di giocare a San Siro. Per cui poi dovrebbero esistere delle regole che limitino un Messi in modo che io riesca a scartarlo.

      Dai, va bene essere paradossali ma dopo un po' viene a noia.

      Riguardo il calcio professionistico, l'ho detto all'inizio, l'unica cosa che si può fare è distribuire i fondi come i diritti TV in parti uguali. Esistono nel mondo dei campionati dove funziona esattamente cosi.

      La logica è che, siccome per giocare bisogna essere in due, la competizione deve essere sulla "bravura" nel organizzare la società e il gioco della squadra, nel cercare i talenti.

      Altrimenti semplicemente NON C'E' COMPETIZIONE, c'è uno spettacolo circense come gli Harlem Globe Trotters che sbeffeggiano la squadra fantoccio. Per definizione, tutte le volte.

      Se facciamo il caso della Juve, a parte le note vicende penali che portarono ad annullamenti di campionati e revoca di titoli, è chiaro che o esiste una normativa uguale per tutti a proposito della costruzione e gestione degli stadi, oppure esiste uno svantaggio sleale la dove una certa amministrazione cittadina decida di favorire una certa società quando altri invece ce l'hanno contro per qualche motivo o viceversa, una certa amministrazione favorisce abusi edilizi contro l'interesse comune mentre altre sono ligie al dovere. Eccetera eccetera.

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    25. Il guaio è che la gente non è abituata a pensare e quindi gli va bene vedere la Juventus che vince 10 a 0 col Frosinone. Per cinquanta volte di seguito. Per poi dire "abbiamo vinto lo scudetto". Pagare due o tre abbonamenti.

      Non c'è logica.

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  3. ecco, però ti segnalo che il Leicester ha perso domenica scorsa con l'Arsenal. a sensazione, potrebbe avere esaurito la spinta propulsiva. e comunque non è una novità assoluta negli sport collettivi. il Verona vinse lo scudetto nel 1985 ed era sì forte, ma si stabilì che era forte a .....campagna acquisti chiusa.... (e comunque dopo tre anni di attenta programmazione, perché nessun risultato sportivo nasce a caso. come dice NB, vince il più forte)

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    1. Da quanto mi risulta - non sono esperto ma come profano conosco meno ma mi faccio condizionare pure meno - l'Hellas Verona vinse nell'unico campionato in cui l'assegnamento degli arbitri da pilotato divenne esclusivamente per sorteggio.
      In altre parole si era tolto il condizionamento per cui gli arbitri erano più indulgenti con le "grandi" nella speranza di poter poi essere scelti, "pilotati" appunto, nei loro incontri.
      Io trovo semplicemente allucinante un meccanismo del genere.
      Non vince il più forte sportivamente, vince il più forte nelle tresche.

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    2. vabbè, io ovviamente dico ciò se siamo in un ambito di correttezza. se frodi e vinci non vale.
      per quanto riguarda il sorteggio arbitrale, in altri anni vinsero le grandi o non vinsero le piccole in egual misura. io odio la juve, ma dire che non sia stata in questi anni la più forte sarebbe falso.

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    3. UomoCoso, te lo raccomando il "sorteggio".

      Francesco, ingenuo che sei, la Rube non è mica una società sportiva e morta li. Quando gioca la Rube in Italia è come in quel film dove i nazisti giocano contro una selezione dei prigionieri alleati.

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    4. sono in ot...ma come mai la sanità lombarda si ritrova con gli stessi "vizi" dei sudisti lorenzo? oltre a perdere sabato con la juve (ma ci rifaremo) vuoi vedere che ci state superando pure in associazione a delinquere, corruzione e concussione, dopo essere già andati oltre firmando in mutande?

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    5. S. povera scema, la differenza consiste nel fatto che i Lombardi pagano per la propria sanità e per quella dei terroni.

      Non solo ma come tutti sanno, dopo avere pagato per costruire ospedali al Sud e riempirli di medici e infermieri, i pazienti migrano al Nord perché hanno paura di lasciarci le penne nei loro ospedali (pagati dai Lombardi).

      Per cui i Lombardi pagano TRE volte, una volta per se stessi e DUE volte per il terrone che ha l'ospedale per finta a casa sua e viene a curarsi nell'ospedale vero in Lombardia.

      Detto questo, chissa come mai gli "scandali" sono tutti qui, i magistrati qui vedono tutto, sanno tutto mentre in Campania nessuno vede passare migliaia di camion di rifiuti, nessuno vede quando fanno gli scavi, versano i rifiuti dentro e li ricoprono, eccetera.

      Si vede che qui, nonostante il clima, c'è una ottima visibilità, mentre in Campania nonostante il sole, non si vede ad un metro.

      Dio ovviamente non esiste.

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    6. intanto scema lo dici a tua sorella o a chi per essa e ti ricordo che la pensione di invalidità la prendi tu, forse proprio per questi problemi?
      ma che paghi tu cretino? però solo di una cosa hai ragione la maggior parte dei medici e/o infermieri sono del sud...rifletti caro.buona acidità di stomaco!

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    7. Non percepisco nessuna pensione di nessun genere, al momento l'unico problema di salute che ho, toccando ferro, è un calo della vista.

      Capisco che a casa tua tutti percepiscano una pensione o l'altra. Qui non funziona allo stesso modo.

      La ragione per cui i medici e gli infermieri sono del Sud è che al Sud regalano i diplomi, gli Esami di Stato sono pro forma e i concorsi sono tutti fasulli.

      Che poi è la ragione per cui al Sud ci sono contemporaneamente milioni di analfabeti e milioni di laureati.

      Non lo dico io, lo dice l'OCSE.

      Cosa pago io? I dati sono disponibili su Internet, basta consultarli. L'unica cosa che pago MENO è la assicurazione della moto.

      Pago meno perché al Sud le compagnie di assicurazione sono costantemente truffate dagli assicurati con la complicità di medici, pubblici ufficiali di varia natura e ovviamente meccanici e carrozzieri.

      Non ho bisogno di riflettere.

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    8. dunque siccome sforniamo "cattivi"professionisti, presumo che tu non ti curi, oppure chiedi il c.v. al medico che ti visita? noto una certa incoerenza.cmq sia la pensione di invalidità lo dicesti tu qualche anno fa qui, altrimenti che ne sapevo? infatti, non rifletti di
      default.

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    9. Cattivi professionisti? Ho scritto analfabeti.
      Se posso evito i medici che non parlano italiano. Purtroppo non posso evitare di pagarli perché lo Stato mi manda le cartelle esattoriali. Non posso nemmeno mandare via i meridionali dagli ospedali lombardi.

      Quando mia mamma si ruppe il braccio, aspettavo fuori che aprissero il reparto per l'orario visite e ho conosciuto un signore calabrese che aveva portato la moglie a farsi operare i legamenti della spalla nell'ospedaletto della mia città. Nello stesso momento un certo numero di medici ed infermieri in Calabria stava leggendo la Gazza al bar.

      Io non devo riflettere perché non sono io che porto mia mamma in Calabria. Dovrebbe riflettere il signore calabrese e domandarsi perché, non solo i Lombardi sono costretti a pagare per l'ospedale delle sue parti ma anche perché lui è poi costretto ad emigrare per un intervento banale.

      Sono cose risapute solo che facciamo l'ennesimo spettacolo del teatrino delle cose che non si possono dire.

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    10. quegli e questi analfabeti, guarda caso, sono i migliori ricercatori al mondo.E' notizia della settimana scorsa, del fisico Napoletano (e di altri nel team) delle scoperte sulle onde gravitazionali,per citarne una.Posso capire i Calabresi, gli amici della 'ndragheta sono su da voi, magari non hanno pagato, occhio ;D

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    11. Mi sembra talmente ovvio che ci sia un problema di etica, di (mancanza di) civismo che in Europa e non solo, anche internamente all'Italia, aumenta passando da Islanda e Norvegia fino all'Algeria, alla Libia e poi ancora più a sud.

      La sanità peggiore è quella calabrese che è anche la più cara.
      Il bilancio del turismo sanitario è netto: molte più persone del sud vengono a curarsi al nord rispetto a quelle che fanno viaggio da nord a sud.
      Questi sono dati oggettivi.

      Prima osservare la realtà perché se non si osserva la realtà e si rimane negli spazi metafisici di strane credenze, quasi sempre incompatibili con la stessa realtà, i problemi potranno solo peggiorare.

      La 'ndrangheta, camorra etc. in Emilia e la nord: vuoi una spiegazione comprensibile anche da bambini?
      Prendi una mela marcia e mettila in una cassetta di mele sane.

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    12. Si le onde gravitazionali le ha scoperte un fisico napoletano, ne parla tutta Napoli.

      Stranamente esiste questo pregiudizio sui Napoletani, sarà perché il sindaco magistrato fa un video in maniche di camicia dove esordisce on un "ciao Al!" e poi giù una parlata con un accento da personaggio di una commedia. Sarà perché la maggior parte degli euro falsi circolanti in Europa sono stampati a Napoli, sarà perché nell'inceneritore vicino casa mia tocca bruciare l'immondizia napoletana, trasporto a spese mie... chi lo sa.

      I "migliori" si vedono dai test che somministrano nelle scuole. Se non bastasse, per rendere la cosa ancora più divertente, nei test gli studenti imbrogliano aiutati dagli insegnanti e quelli sono i risultati.

      Sai cosa c'è S.?
      Non sei divertente, sei un fenomeno triste.

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    13. che detto da te è un complimento.

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    14. Fossi in te, invece di fare la solita polemica "meridionalista" che cerca di riscattare un orgoglio immotivato, cercherei di fare funzionare le cose fuori dalla porta di casa.

      Perché non credo che nessuno sulla faccia della Terra quando cadesse col motorino vorrebbe essere portato al Cardarelli di Napoli invece che al San Raffaele di Milano, nonostante il famoso "scandalo del San Raffaele" e nonostante l'arresto del "vice" di Maroni.

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  4. anche qui ti sbagli...essendo medici ed infermieri di frontiera, ti rimettono a nuovo che neanche dio.Ti do una brutta notizia, il San Raffaele non rientra nelle eccellenze
    ciao cocchino

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    1. Dai chiedo ufficialmente a UomoCoso di aprire un sondaggio sul blog e chiedere quanti vorrebbero farsi aggiustare una frattura al Cardarelli di Napoli e quanti al San Raffaele di Milano.

      Ah signore, le "eccellenze"... L'unica risposta possibile sarebbe "allora statevene a casa vostra invece di venire a rompere i coglioni qui" ma poi guardo dalla finestra e vedo i tuoi amici "profughi" e quindi se trovo loro in fila possono starci anche i Napoletani.

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    2. Non per accanirsi ma eccoci:
      I bambini della Terra dei Fuochi, malati e costretti a emigrare per le cure

      La mamma pone la domanda "perché?". La risposta gliela do io, perché da voi ci sono le "eccellenze di frontiera" e le onde gravitazionali.

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    3. no, la risposta è diversa...adesso ti racconto una storia ok? ci sono dei luridi bastardi del nord che per avere tanti ma tanti soldi, d'accordo con dei deficienti, e ci tengo a specificare perchè ha il suo perchè, Casalesi cioè di Casal di Principe cioè Casertani hanno preferito vivere come topi, avvelenare le loro terre e figli, e ci hanno mangiato in tanti...su questo grande affare, poi è successo che sempre i nostri politicanti, sulla sanità campana da fessi, quali sono si sono fatti commissariare da un tale toscano, che le spese di alcune cose della sua regione, le ha fatta gravare da noi, risultato? in campania hanno chiuso molti presidi medici, sopratutto nelle altre città di provincia, il Cardarelli ed il Pascale hanno liste di attesa di tutta la regione e del sud, se non vuoi morire
      paghi e vai altrove...perchè chi sale al nord paga di tasca sua.Posso adesso esprimere quanto sei vigliaccamente un verme? Facile guardare oltre ilconfine
      e non guardare quello che stà accadendo alla sanità lombarda.Guarda lorenzo, che tra breve ti toccherà la stessa sorte, perchè i tuoi "amici" si sono magnati tutto, ti toccherà pagare per un esame delle urine per dire, mentre sempre i tuoi amici, saranno belli che fuggiti, dopo opportuna prescrizione (vedi Galan a venezia) a godersi le loro ville e tu a schiattare in fila per una visita alla prostata.Ah perchè forse non lo sai...ma quella grandiosa opera detta expo, che ha cancellato un parco, nasconde tanti segreti...radioattivi.In compenso puoi sempre andare nel giardino verticale ed impiccarti all' albero del 15 piano.cordialità e prostatite.

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    4. Ah le comiche. La cosa divertente è che:
      1. prima negare l'evidenza, perché il Cardarelli è "eccellenza".
      2. poi incolpare il "nemico esterno", esattamente come fanno gli Arabi.
      3. non rendersi conto che il mondo funziona in un'altra maniera, per esempio qui DA SEMPRE si pagano TUTTI gli esami, compreso quello delle urine.
      4. chi "sale al nord" NON paga di tasca sua, accede ai servizi del S.S.N. esattamente come i residenti. L'unica cosa che deve pagare ovviamente sono i costi della trasferta. Dal punto di vista dei residenti significa però che un certo servizio che dovrebbe essere erogato a X persone viene erogato a Y e siccome il bilancio della Sanità viene fatto PER REGIONE, la differenza la paga sempre Pantalone, non "chi sale".

      A riprova che sotto una certa latitudine non è più Europa ma Medio Oriente.

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    5. del cardarelli non ho parlato di eccellenza ma di "frontiera" e poi aggiornati, non esistono più i rimborsi fuori regione.

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    6. Infatti non viene rimborsato nulla. Le cure però vengono fornite ugualmente. O pensi che alla bimba napoletana gli presentino la fattura come negli ospedali americani?

      Comunque, le chiacchiere stanno a zero, come diceva Funari buonanima. Noi ci teniamo gli "scandali" e la "corruzione", ci tocca vivere in questa cloaca.

      Ti chiederei solo di fare opera di convincimento presso i tuoi compatrioti affinché rimangano a casa a godersi le gioie del sole, del mare, della pizza e del mandolino.

      Sopratutto vorrei che ognuno si grattasse le rogne sue, per cui ogni Regione fosse finanziariamente autonoma e chi produce un passivo di bilancio poi lo ripiani chiedendo i soldi ai residenti invece di farseli dare dallo Stato.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.