domenica 14 febbraio 2016

Un po' dovete provarci

Dopo l'uscita in alta collina/montagna di ieri sono tornato a casa con una fame da lupo. Ho cenato alle... sei e mezza. Sto diventando un paesano anche negli orari! Poi mi sono addormentato davanti al fuoco ipnotico. Sono stato davanti al fuoco penso almeno un'ora e mezza complessiva ieri. Ah che meraviglia! Poi mi sono messo sul letto divano e anche da lì, osservare da qualche metro la fiamma allegra, vivace che lo avevo caricato per bene, che piacere grande! Insomma mi sono riaddormentato e sono arrivato con un'ora di ritrdo per la festa di compleanno della madre di mio figlio.
Lì mi sono messo a parlare quasi solo con _ura, madrina di UnBipedinone, amica mia e poi amica cara di sua madre. Ora principiante tanghera - tre lezioni - e ci siamo trovati a parlare di questo e poi di altro. Diciamo che una delle mie difficoltà relazionali è il fatto che da tempo mi sono rotto i coglioni della conversazione piccola (smalltalk) su cagate e stupidaggini varie. Io non ho veramente nulla da blaterare su calcio, su moto gp, sul fatto che tale vipparola sia stata lasciata da quello, sul faccialibro, etc. Oliver Sacks diceva che anch'egli aveva sempre avuto difficoltà nelle relazioni nei circoli omosessuali perché non aveva granché da parlare con la maggioranza dei convenuti. Ecco, la cosa che mi inquieta non poco è che Oliver Sacks rimase... trentaticnque anni senza sesso. Ziocan, no eh!?!? Ahaha.

Beh, con _ura c'erano un sacco di cose interessanti nella nostra conversazione: le sue prime impressioni (dopo solo tre lezioni) sul tango, i prossimi giri tra i monti (venne in Val di Mello con noi), le sue travagliate storie, poi ... poi siamo arrivati ad amore, sesso e seduzione.
Ecco, io se trovo una (bella) donna che ha eloquio, che mi prende e con cui c'è un bel duettare, un duello brillante, di spirito e idee e... beh, tutta allora diventa facile, attraente. Per dirla con le parole di Paolo Conte, sentirsi fradici di magia.
Con _tra fu così.
Ci siamo fatti un sacco di risate sul fatto che io non ho mai capito un pipo delle donne. Praticamente la madre di mio figlio era cotta di me da mesi e io  non me ne accorsi neppure, mandai quasi a quel paese un amico caro comune che mi aveva detto "Uè, guarda che [...] sono mesi che è cotta di te, mi ha detto che ...".
Insomma le racconta della storia di _nna che mi invita a casa sua per un te e che io ero stanco e tonto piu' che mai  "Cazzo di ora è per un te alle due e venti che c'ho un sonno e devo andare a casa!?". Abbbiamo riso fino alle lacrime ieri.
Poi siamo arrivati a _rroli, dell'incontro magico a Firenze, della sorpresa.
Le dicevo che io sono una persona riservata, che detesto tampinare assillare.
E dopo quella sorpresa? mi ha chiesto _ura.
Non ho avuto segnali di ritorno, io ho tagliato.
No, uomo, non funziona così. Io non do segnali, all'inizio siete voi che ci dovete cercare, io devo capire se uno ci tiene veramente a me. Non va bene smettere la seduzione se non hai segnali, un po' dovete provarci.

Era mezzanotte, avevo parlato quasi solo con _ura, ci eravamo estraniati, nel vortice delle nostre parole idee empatia e brillante duello verbale.
Sono tornato a casa relativamente presto, solo ormai qualche punto arancione nella cenere
Fuoco vero, incendiario milonghero e poi cenere. Chissà se capiterà un po' di jungla anche per me.



21 commenti:

  1. Vorrei solo farti notare che parlare di tango, di montagne e compagnia bella ha lo stesso spessore intellettuale che parlare di calcio e motogp. Small talk preciso.
    Solo che sono cose che ti interessano di più. La medesima cosa vale per tutti: parliamo di ciò che ci annoia meno.

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    1. Premesso che quando parlo di montagna, ad esempio, parlo di storia della montagna, di geologia, delle emergenze della flora e della fauna etc.
      Oppure ieri con _ura abbiamo parlato di seduzione ma non di pettegolezzo, di come funzionano le menti, di psicologia e come essa la riguardi.
      Moto Gp: cosa si dice di motogp? cosa ha fatto quel pilota contro quello, i processi del lunedì, se "era" piu' giusto farlo finire fuori oppure se lasciarlo passare, ci sono registri e piani diversi anche nel parlare di moto gp, che se a me uno mi branca e inizia a parlarmi della geometria della turbina o di come sono fuse certe leghe impiegate nelle forcelle, allora interessa pure me.
      Se vuoi adottare l'ugualismo degli argomenti puoi pure farlo. Tu.

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    2. Hai ragione. Se ne parli tu è intellettuale. Se ne parlano gli altri (notoriamente inferiori a prescindere) sono stupidaggini.

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    3. Non è questione che ne parli io o altri.
      Ci sono modi e modi di parlare, anche di uno stesso argomento.
      Ad esempio, per quanto insofferente di calcio, molto tempo fa ascoltavo con curiosità Brera parlarne. Non era un blateratore di pettegolezzi.
      Insomma c'è Gianni Brera e Aldo Biscardi.
      C'è Chi o Cronaca Vera oppure articoli di psicologia e sociologia di Riza Psicosomatica o di De Martino. Sì parla sì di società ma in modo diverso, non sono uguali.
      Riesci a capire?

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  2. io ho capito che il soggettivo devi farlo trionfare. e non mi riferisco solo delle cose di cui UUIC e Alahambra hanno parlato

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    1. Questa volta non ti ho capito Francesco.

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    2. è una roba detta a me, in effetti

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    3. Provo un'esegesi.
      Devi mettere loro al centro della conversazione.
      Devi fare trionfare la loro soggettività.

      Avrò capito?

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  4. UomoCoso, le donne sono proprio brutta gente.

    "devo capire se uno ci tiene veramente a me"
    Quindi tu vai, ammazzi due o tre draghi poi torni e questa forse ti fa toccare le tette. Direi che non conviene. La risposta è una sola "ciccia, non ce l'hai solo te".

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  5. Penso che nella seduzione uno debba provarci ma fino ad un certo punto. ..nel senso che si deve vedere la reciprocità. ..io pure non assillo le persone. ..se uno mi piace glielo faccio capire chiaro, ma se poi vedo che non mi corrisponde o lo fa male o solo di quanndo in quando. ..mi smonto e lascio stare. ...
    Insomma, nell`amore come nella seduzione bisogna essere sempre in due.

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    1. > fino ad un certo punto
      _ura discuteva il fatto che se io non osservo un certo ritorno (risponde, mi chiama, mi dice no domani non posso ma dopodomani..., fa una proposta di uscita, ...) io ne deduco che non abbia interesse e quindi pianto lì.
      _ura diceva che proprio no, molte donne, ella compresa, vogliono che tu sia a cercarla, all'inizio. E proprio il fatto che uno non lascia perdere - mi diceva - che ti (può) rende(re) interessante (le parentesi sono mie).

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  6. Tralascio l'ambiente familiare e il corollario festaiolo della "madre di tuo figlio...come la apostrofi tu" dire con qualche nota di rammarico per A-Women...Ogni tanto, quando descrivi ciò che procura interiormante l'immagine che dai della montagna...ecco mi fai respirare aria pura, fresca...E questo è salutare, quanto ecologico.

    Buona giornata

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    1. > dire con qualche nota di rammarico per A-Women...Ogni tanto, quando descrivi ciò

      Sai che non ho capito, Daoist?

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  7. Passavo di qui per caso. Solo un piccolo appunto: la fanatica di Astor Piazzolla è meglio chiamarla tanguera, perché tanghera si legge con l'accento sulla E e il significato cambia parecchio.

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    1. Ovviamente, volevo dire con l'accento sulla A.
      Pignolo che non sono altro.

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    2. Benvenuto Myollnir.
      Sono sempre interessato alla crusca e a questioni linguistiche quindi grazie per essere intervenuto.
      In effetti in italiano il termine più antico è e sarebbe tànghero/a che, come sottolinei, non è esattamente un complimento. ;)
      Più di recente, per lo spagnolo (i rioplatensi direbbero castigliano) tanguero/a si è aggiunto nei nostri vocabolari tanghèro/a.
      In effetti in italiano non siamo rigorosi come i francesi sugli accenti e questo potrebbe portare ad ambiguità.

      In sincerità, apprezzo molto PRECISIONE e ACCURATEZZA nella lingua italiana che è veramente tratta da cani.
      Quindi grazie per la nota cruscantica.

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    3. Noto che altri termini del mondo tànghero non sono riportati dal Treccani.
      Ad esempio tanda che ormai, nel nostro mondo è italianizzato (il plurale è usato ed è tande, mentre se venisse considerato termine straniero dovrebbe rimanere tanda ovvero non essere declinato al plurale (che sarebbe tandas in spagnolo).

      Il Treccani riporta milonga come adattamento dallo spagnolo (ovvero con etimologia che risale al Brasile, ma qui ci sarebbe da discutere) milonga.
      Infatti io tendo a tenerlo, anche qui, come termine straniero, al plurale lo lascio come milonga ma potrei adottarlo come nuovo lemma della lingua italiana e quindi, al plurale, usarlo come milonghe.

      Insomma, ci sarebbe un po' da discutere qui.

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