venerdì 5 agosto 2016

Ginostra - 6

(Ginostra - 5)

Il nostro sbarco in Sicilia, a Fontana Rossa, areoporto di Catania non potè che essere nel più scontato dei copioni: fare colazione, visto che eravamo usciti di casa alle sette, a digiuno e aveva disdegnato la roba plasticato-internazional-industriale servita a pagamento in aereo.
Appena usciti dalla zona riservata ai passeggeri ci fiondammo a sbaffare una pasta e cappuccino lei e un mediocre arancino con un calice di bianco io. Ecco, l'arancino veramente scarso (*) mi ha impalugato la bocca per ore. Io mi sono sempre chiesto perché sulle masse i non luoghi areoportuali esercitino fascino e attrazione, abbiano prezzi alti e prodotti omologati internazionalizzati di qualità non raramente scadente e con prezzi alti. Mah. Insomma, dopo l'opaco inizio negli esercizi di Fontana Rossa, arrivati a Milazzo, nell'attesa dell'aliscafo, ci siamo presi tempo, ancora ostinati a iniziare a goderci le leccornie siciliane. Granite e cannolo, per una sorta di seconda colazione. Così ci avviamo dal porto verso il centro e chiediamo. Prima un lavoratore in tuta che ci dice che non è di Milazzo e che per le granite dobbiamo andare a Catania. Poi, una donna che aveva osservato il nostro domandare, cortesemente, si offre di fornirci qualche informazione, esordendo, un po' piccata, che anche a Milazzo ci sono delle granite squisite (vero! al bar pasticceria Francesco Dama). Abbastanza curata, probabilmente la titolare di un'agenzia dalla quale era uscita, ci racconta questo e quello. Alla fine, in maniera assolutamente spontanea, naturale, parlando del cannolo e di quell'altra pasticceria dove trovarli, chiude il pollice sull'anulare della mano sinistra, tende indice e medio e appoggiandoli sull'avambraccio destro avente la mano distesa conclude, con la sua marcata cadenza, con "... dei cannoli lunghi così".
Abbiamo riso e riso per giorni, direi che è stato il nostro siparietto di ridarola scema e incontenibile, per tutta la vacanza. "Minchia, lungo acussì!" quel gesto, e poi ridere come due scemi.

Stamani ho visto Sicily di Mario Mele e... mi è venuta un po' di nostalgia. Le immagini iniziali e molte altre sono di Stromboli e delle Eolie. Poi ancora, Catania e le sue bellezze sensuali per cui perdere la testa e innamorarsi follemente e altre meraviglie siciliane. Il video (sospetto stessa produzione) qui sotto a corredo di questa pagina, invece, è specifico sulle isole Eolie.  Ieri è stata una giornata di tracollo, per me, tra stanchezza e caldo torrido pesantissimo. Oggi ho un po' di nostalgia per Ginostra, le Eolie e mi diverto a ravvivarla.


 

60 commenti:

  1. Al ritorno, cambio treno a Messina Centrale, in un modesto bar nei pressi della stazione, invece, un arancino apoteosi, fatto a regola d'arte (riso allo zafferano e non bianco come all'aeroporto di Catania), croccante, con un ragù abbondante e molto saporito, quasi croccante esternamente.

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  2. la gente mangia negli aereoporti, negli autogrill o roba del genere perchè si trova negli aereoporti, negli autogrill o roba del genere e ha fame

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    1. Non ho scritto che non lo faccia.
      Ho osservato che ancora esiste una fascinazione diffusa per quei non luoghi e il frequentarli.
      Beh, del resto esiste una fascinazione pure per Merdonald, per gli outlet, etc. quindi, direi che non c'è nulla da stupirsi.

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    2. io ogni volta che vado a merdonald sto da dio. ma so di essere in un posto da pasto a 6,90 euro, non pretendo niente di diverso.

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    3. Francesco, come progressista tu sei già più avanti in alcuni peggio.
      Ora, io potrei dire che una persona, talvolta, può avere bisogno di cibarsi in fretta e possa anche decidere di usufruire di Merdonald o equivalenti.
      Tu scrivi che ci stai da dio.
      Iperbole per provocare? Beh, allora finisce qui.
      Verità? Allora direi che ci sono molte cose che non tornano. Se tu stessi da dio in quel non luogo del non cibo, mi chiedo perché tu vada in certe trattorie ristoranti in altre occasioni diciamo "importanti", come scrivi nel tuo diario (sarebbe uno scendere di qualità per occasioni "importanti") e non in un qualsiasi merdonald dove si sta da dio.
      E' come se una persona mi dicesse che veste da dio con dei pantaloni sintetici e una t-shirt di plastica della Adidas, fatti in Cina.
      Ci si può abitare a tutto e persino perdere cognizione del livello a cui ci si è abituati.

      Aggiungo, come postfazione, che di tanto in tanto, anche io compro qualcosa da merdonald, diciamo che saranno passati un paio di anni ora (qui l'ultima occasione, se ricordo bene) e non son un lobotomizzato ortoressico fondamentalista.
      L'affermare "sto da dio da merdonald" non può non far riflettere, direi.

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    4. perchè in quei 15 minuti che sono al mc mi aspetto ciò che può darmi un posto in 15 minuti. con quel rapporto qualità/prezzo e servizio conseguente.

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    5. molto meglio quei 15 minuti che tre ore da nouvelle cuisine del cazzo a 80 euro a pasto

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    6. Potrei aggiungere che la necessità di cibarsi in quindici minuti, se non saltuaria, è un altro problema (da problemi derivano altri problemi, come l'alimentazione "rapida").
      Si pssa di livello al piano superiore, quello della frenesia della società liquida tecnoprogressista. Da qui allo jato tra i nostri orizzonti valoriali di riferimento.

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    7. Aggiungo, per tornare in tema, che Ginostra è stato un luogo di riflessione e meditazione anche sulle forzature tecnoteistiche, efficientistiche, frenetiche alle quali siamo sottoposte.
      Ad esempio, in quei luoghi togli l'aria condizionata e o ritorni a ritmi naturali o, semplicemente, schiatti.

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    8. io da bambino andavo sempre in Sicilia due mesi all'anno, l'aria condizionata non c'era ma di schiattare non schiattavo

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    9. Una cosa non avere considerato: una volta c'erano tanti posti per mangiare, dal "cibo di strada" fino al ristorante senza pretese.

      Adesso c'è il mangime semi-tossico che vendono da MacDonalds e c'è il ristorante stellato che più che "novelle cousine" fa "fusion". A poco a poco si svuota tutto quello che c'era prima, in mezzo tra la merda fumante e il piatto di uova di pesce piripicchio coperte di scaglie di corna di muflone tibetato con il foglio d'oro zecchino e polvere di zaffiri.

      E perché?
      Fa parte del Piano, basta guardare nella "anglosfera", che è il laboratorio dove vengono messe in pratica le mosse del piano prima che da noi. Ci trovate qualsiasi postaccio "etnico", supermercati pieni di prodotti dai quattro angoli della Terra ma i nativi hanno perso completamente la memoria di come si vivesse, come si producesse il cibo e come si cucinasse ai tempi dei loro antenati.

      Questo è il mondo che ci aspetta, altro che GAS. Milano diventerà come Londra o come Oslo o Francoforte, si mangerà più o meno la stessa roba ovunque.

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    10. La gente si ciba sull'aereo e negli aereoporti perché viaggiare mette fame e/o fa figo;
      io, su un volo Alitalia nel 2006 fui fortunato : trovai una hostess veneta non di primo pelo che mi aveva preso in simpatia, e mi fece scolare mezza boccia di spumante aggratis.

      ===

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    11. > come si nutrono il calciatore Mauro Icardi e la sua compagna-procuratrice Wanda Nara

      Il sistema prevede che il_bobbbolo sia esposto a una miriade di messaggi e stimoli di questo genere: ti creo il mito e la fascinazione (qui col calcio e una casta di supereroi della pedata), rastrello piramidalmente le risorse (ti vendo la nuova maglietta della Juve o del Barza con le nuove tonalità dei colori o il logo spostato a destra inveche in centro, fatte in Cina a 2,20€ a vendure agli appassionati a 70€) e poi ti faccio vedere quanto sono fighi questo o quello supereroe in modo che il_bobbbolo si identifichi in essi e, non potendoli essere, sia manipolabile, suggestionabile e quindi ben sfruttabile per continuare ed aumentare il sistema.

      La fascinazione in varie forme: i settimanali sul fatto che tal riccastro col panfilo ferro da stiro da 90m sia andato a fare festa a Porto Cervo, che la modella o attrici o ragazza dello spettacolo si sia messa con il pilota di formula uno tal dei tali, etc. .

      Penso che sia un meccanismo che ricorda, neppure così indirettamente, la sindrome di Stoccolma.

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    12. Curiosamente sul blog della tua amica Gaia c'è l'immagine speculare.

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  3. Avrei delle cose da scrivere ma mi astengo per amicizia.

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    1. Lorenzo, lo so, avevi scritto che a sud di Grosseto, per te, inizia la terra degli inferi...

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    2. Va bene allora tocca precisare.

      Si, a Sud di Grosseto io non metto piede se non sono obbligato. A dire la verità il confine è sulla riva del Po.

      In questo caso il problema è un altro ovvero che mentre Francesco si rotola nel peggio che il mondo ha da offrire e se la gode, come il porco nel porcile (senza offesa), tu fai lo stesso ma assumi la posa della nobiltà offesa, ovvero sei porco anche te (sempre senza offesa), sei nello stesso porcile ma ti atteggi a ornitorinco e dici "ma questi povci, cosa ci tvovevanno nel povcile..." (immaginati la voce e il manierismo di Lapo Elkann).

      Sei dentro l'aeroporto quando non sei costretto ad esserci, ci sei perché hai deciso di fare la vacanza conformista in un posto standard per "fighette" (che la retorica dei disagi dell'isola non attacca altrimenti anche Briatore poverino che va in Kenia - vedi Crozza) e mentre sei li che fai esattamente le stesse cose di tutti gli altri ti poni domande sulla "fascinazione" che certi luoghi operano sui comuni mortali.

      Lo dico senza nessuna acrimonia, alla fine ognuno di noi ci ha i suoi difetti e questa commedia è relativamente innocua.

      Mi scuso perché questa mia tirata è perfettamente inutile, superflua e anzi, fastidiosa. Tra i miei difetti c'è la pedanteria e l'essere didascalico.

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    3. sarei d'accordo, ma mi domando per Lorenzo cosa non sia porcilaia

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    4. Lorenzo, sì, nel momento in cui salgo su un aereo, mi trovo a utilizzare e frequentare gli stessi non luoghi di coloro che li frequentano abitualmente.
      La vita è spuria, è sporca e ti sporca. A meno di non far scelte così radicali da isolarsi da essa. Io penso sempre a Gaia che è così estrema nel suo ecologismo radicale. Ma so che tu riservi critiche sostanziali anche ad una come lei.

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    5. Francesco, io riconosco la porcilaia per quello che è, non ho detto che so cosa c'è fuori. Però posso ipotizzare una teoria: più una cosa è "tutti", più fa schifo, in tutti i sensi. Non perché è condivisa o dozzinale, quanto perché si tratta di un comportamento condizionato, obbligato.

      UomoCoso, io non ci metto nessun "giudizio morale", non ci vedo lo "sporco", mi limito alla semplice constatazione che mentre stai facendo quello che fanno tutti non sei nella posizione di chiederti perché lo fanno tutti. La gente affolla gli aeroporti perché tutti hanno la stessa idea che hai te di "viaggio-vacanza". Quanto tornano, tutti lo raccontano agli amici, ai vecchi tempi c'era la serata delle diapositive, adesso non so, ci sarà Istagram.

      Poi, scusa ma la tua isola è un "non luogo" molto più artefatto, costruito, fasullo, dell'aeroporto, di cui tra l'altro è una estensione. E' la ragione per cui la gente ci va in "luna di miele". Se guardi il video che hai postato, tutto è massimamente evidente.

      Vabe, amen, questa è una cosa da cui non usciremo mai.

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    6. ... ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ...

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    7. > la semplice constatazione che mentre stai facendo quello che fanno tutti

      Sì, dopo una tredici d'anni sono tornato a volare, ho fatto "come tutti". Del resto faccio come tutti quando vado in treno, uso la bici, mangio, caco, salgo su un bus con l'aria condizionata.
      Se vogliamo possiamo tornare al sillogismo "siamo e siete tutti uguali".

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    8. UomoCoso, se tu ti fossi atteggiato a "diverso" PRIMA di entrare nell'aeroporto, nessuno avrebbe notato l'incongruenza. Ma tu l'hai fatto DOPO, quando non aveva più alcun senso.

      E' la scelta di tempo che ti frega.

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    9. Allora, io non conosc(ev)o quasi per nulla quegli ambienti. Dovrei aver fatto tre voli nella mia vita, a NYC per il viaggio di nozze, a Cuba e poi a Catania, quest'anno.
      Quindi ho avuto occasione di viverli da cui le mie osservazioni.

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    10. Temo che sull'ecologia radicale sarai sempre frustrato da me e quindi assai critico.
      L'unica ecologista radicale (coerente) che conosco è Gaia Baracetti.

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  4. Le granite migliori della Sicilia, da non confondere assolutamente con le comuni granatine fatte di ghiaccio tritato e aromi, sono a Catania e provincia. Segnalo in particolare il Bar Centrale di Belpasso alle pendici dell'Etna. Granita ai gelsi corredata dall'immancabile brioche con il "tuppo". Una cosa spaziale.

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    1. A Catania, in piazza del teatro, o piazza Bellini o come diavolo si chiama (dovrei consultare le mappe),Comis, fa granite che sono squisite. Seduti all'aperto a vedere lo splendido edificio barocco del teatro...
      Che grande bellezza e buonezza, quel venerdì 15 luglio! :)

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    2. Forse intendevi Villa Bellini, il parco che sta a metá della Via Etnea...che dire...il barocco catanese é un tripudio artistico mozzafiato. :)

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    3. Purrroppo cone tutte le grandi cittá del sud la periferia é 'na roba oscena, palazzoni cadenti, strade distrutte da incuria e inciviltá, bassifondi degradati...il sublime e l'orrido insieme.

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    5. Spirito, soffermati per un attimo a considerare che le "bellezze" che citi son quelli che erano i possedimenti dei tagliagole del passato, mentre le "periferie" di allora (i quartieri della mandria umana al servizio di quella manciata di tagliagole d'alto bordo) sono in massima parte andate distrutte senza lasciare testimonianza tangibile dell'ambiente nel quale erano schiacciati i più per garantire alle dirigenze d'allora di godersi i "loro" splendidi palazzi barocchi. Anche per questo abbiamo spesso una visione del passato assai poco realistica. Sarebbe come se un Italiano del futuro pensasse all'oggi come a un'età dell'oro basandosi sul panfilo di Briatore esposto in qualche museo... e lo stipamento in metro condito da braccia di controllore mozzate che devono sorbirsi quotidianamente coloro che permettono al Briatore di turno di godere di quel che gode? Dimenticato, perché non ha lasciato traccia, non è "monumentale" a sufficienza. Sui libri di storia (scusa, di favole) che spacciano nelle scuole, di questo non si parla volentieri, se non per costruirci ulteriori leggende quando e se fa comodo.

      E' una brutta storia. (il gioco di parole è voluto)

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    6. Ciao Mr...che dire...allora tutta l'Italia artistica, il Colosseo, e mille monumenti che fanno di noi ilnpaese piú bello al mondo, se letta nella tua ottica storica va considerata come il prodotto dello sfruttamento delle masse a favore di pochi....
      É cosi...anche senza gli schiavi non vedremmo le piramidi...
      Giusto o sbagliato non sta a noi giudicare...io ammiro ció che mi emoziona.
      Senza mio nonno che é morto schiaccuato dalle ruote di una pala meccanica a 45 anni durante un doppio turno massacrante per arricchire i suoi datori di lavoro io oggi non sarei qui a scrivere...
      Purtroppo che che ci piaccia o meno il bene, il bello, é spesso e volentieri la faccia opposta del male, del brutto.
      Saluti

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    7. Messer Pigiatasti, tu avevi già sottolineato l'ingiustizia dell'arte e pure io, in precedenza, avevo sottolineato che l'arte è verticale, ingiusta (dovrei cercare la pagina più a lungo, velocemente non l'ho trovata).
      Ampiando l'orizzonte temporale ecco che ciò che fu iniquo diventa un lascito intergenerazionale per tutti [coloro che la sanno apprezzare].

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    8. Per fare arte non servono grandi mezzi. Per fare monumenti sì. Perché dovrei ammirare la monumentalità, che sottintende sempre sofferenze e sfruttamento, e non godere semplicemente dell'arte? Non mi serve monumentalità alcuna.

      Da musicista, propongo un esempio pratico. Con quel che costa, in termini di sforzo economico (e sforzo economico è sempre indice dell'esistenza di una catena di sfruttamento finalizzata ad accentrare le ricchezze predandole al basso per spingerle verso l'alto) tanto quanto x centinaia di concerti nella piazza del paese? Chi lo dice che lo spettacolo in grande stile è più artistico del lavoro del solista o del piccolo gruppo non necessariamente professionali? L'arte non è solo tecnica (anche se la tecnica aiuta) e comunque non solo i grandi nomi con un codazzo di zeri nelle cifre di ingaggio e un bel giro di mafia (in senso lato) alle spalle sono in grado d'esprimere l'una e l'altra.

      Da girovago delle colline e dei monti di bassa quota propongo un altro esempio pratico: il panorama che si ammira dalla vetta d'un monte rientra senz'altro tra le cose belle, ma uno stagno avvinto dalle radici degli ontani (con tutto il microcosmo che contiene) non è da meno. Eppure, megalomani, tuteliamo alcuni grandi panorami infischiandocene se gli stagni vengono regolarmente soffocati da scarichi e immondizia.

      Magari non mi sono spiegato, magari sì. E' una questione di forma mentale.

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    9. Ho perso il controllo della sintassi generando una frase senza senso... cerco di correggere.

      E' sensato allestire anche un solo melodramma sapendo che, in termini di sforzo economico, costa tanto quanto x centinaia di concerti nella piazza del paese?

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    10. Ecco, l'ho trovata. Dovremmo con continuare la discussione su questa pagina sull'arte "verticale".
      (sarebbe sulla verticalità dell'arte).

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    11. Da un po' di tempo la definizione di "arte" è problematica.

      La ragione è sempre la stessa, ovvero che mentre in origine "arte" era quello che pochissimi sapevano fare, perché era un mestiere, una competenza, nella contemporaneità l'arte DEVE essere di "tutti", tutti sono artisti, quindi non c'è più differenza tra un affresco e un graffito, tra una scorreggia e una sinfonia.

      I monumenti non sono necessariamente "arte" nel momento in cui vengono costruiti. Nella maggior parte dei casi invece sono pensati come macchinari con uno scopo funzionale preciso. Se parte di questo scopo è la propaganda, il monumento servirà ad instillare negli astanti una certa idea, un messaggio o anche a raccontare una storia (es. Colonna Traiana). Cioè il monumento era la televisione di un'epoca di analfabeti. Oppure il monumento poteva servire per comunicare con gli dei, creando un ambiente/percorso attraverso il quale si passava via via dall'immanente a trascendente. Erano come i radiotelescopi o le sonde spaziali contemporanei.

      Il Duomo di Milano doveva essere "bello" nel senso che oggi Francesco darebbe ai grattacieli delle banche. Sopratutto doveva essere grandissimo, perché tanto più grande il "sacrificio", tanto maggiore il credito guadagnato presso la divinità da spendere in tempi di peste o carestia. Il Duomo era un prodotto industriale per quanto poteva essere all'epoca, quando ogni pietra si scolpiva a mano, non un oggetto di "arte".

      Il concetto del "bello" secondo me dipende da come uno viene educato. Per la maggior parte delle persone è grandemente convenzionale, solo alcuni deviano dalle convenzioni, nel bene e nel male.

      Per esempio io sono stato educato alla estetica classica e razionalista, quindi fatico a digerire una estetica barocca.

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    12. Una qualsiasi sonata di Mozart è arte a basso costo (il costo delle ore-uomo impiegate per comporla); un qualsiasi dipinto di Van Gogh è arte a basso costo (le ore-uomo più una manciata di materiali da quattro soldi)...

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    13. Che Mozart sia "arte" è comprensibile, perché io non so fare niente di simile. Io non so nemmeno suonare il clavicembalo, per dire.

      Diventa un altro discorso quando dici che anche un pezzo di Fedez è "arte", perché quasi ogni pirla con gli stessi strumenti è capace di fare lo stesso.

      Riguardo il "costo", ovviamente non si misura in "ore uomo" quando c'è un solo uomo che può fare quella cosa. Infatti il presupposto della "ora uomo" è che ne esista una riserva illimitata, cioè che sia "ora dell'uomo qualunque", non funziona se la consideriamo una risorsa scarsa come le ore della vita di un singolo individuo e solo quelle. In questo ultimo caso il "costo" idealmente è astronomico. Un esempio pratico sono i calciatori.

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  5. Francesco: "io ogni volta che vado a merdonald sto da dio. ma so di essere in un posto da pasto a 6,90 euro, non pretendo niente di diverso."

    Premesso che non sono tra quelli che demonizzano i MacDonald's [1], ci tengo a evidenziare che nello stesso paese dove vivo c'è una pizzeria dove puoi avere due ottime pizze appena sfornate e una birra ghiacciata da 66 con 10 euro e cinquanta. In più, posso andarci tranquillamente in ciabatte e intrattenermi a ridere e scherzare col pizzaiolo/titolare come se fossi a casa mia. Dovendo scegliere...

    [1] se non per la quantità scema e indicibile di immondizia che spargono all'intorno col loro modello idiota di distribuzione e confezionamento, rafforzato dall'ancor più idiota e pelosa mancanza di volontà delle amministrazioni locali di emettere ordinanze che impongano altri metodi a questi seminatori di lordure (e alla loro clientela non meno zozzona, ovviamente -- epperò, se gli aspiranti zozzoni non ricevessero sacchetti, bicchieroni, tovaglioli e scatoline non potrebbero gettar in ogni dove ciò che non avrebbero tra le mani)

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    1. Il fatto che Merdonald e i vari cibi frenetici che aderiscono a quel modello producano quantità enormi di rifiuti è anche logico: è una intera filiera basata su molti non-sense se non veri e propri problemi.
      Rifiuto dentro, rifiuti fuori.

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    2. Secondo me produce meno rifiuti McDonalds per cliente di quanti ne produca Cracco.

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    3. L'l'ecologia è anti egalitaria.
      La scala dei grandi numeri ha effetti che sono non-plus-ultra nefasti.

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    4. Lo scrivi come se qualcuno fosse concorde sulla tua definizione di "ecologia".

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    5. A me non importano altre definizioni di ecologia (rispetto alla mia che è basata sulla sostenibilità a medio e lungo termine) a meno che qualcuno non me ne fornisca una definizione migliore.

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    6. Il concetto di "sostenibilità" è altrettanto illogico di quello di "ecologia". Prova a scrivere la definizione di "sostenibile".

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    7. Sostenibile è un'attività, un processo che può essere mantenuto nel tempo (medio e lungo) senza impoverire o distruggere le risorse (materie ed energia) da cui esso dipende e che produce rifiuti in quantità e qualità tali che vengono biodegradati e reintrodotti nel ciclo.

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    8. Cosa ovviamente impossibile per il principio della entropia. Nessuna trasformazione è reversibile.

      Quello che puoi cambiare e lo dico per venirti incontro perché nella realtà dei fatti nemmeno questo accade, è la velocità della entropia, ovvero quanto ti discosti dalla reversibilità delle trasformazioni.

      In parole povere, per il solo fatto di esistere contraddici la tua definizione di "sostenibile", tu non sei "sostenibile". Però puoi consumare più o meno risorse e puoi farlo in maniera più o meno efficiente.

      Nota che, come scrivevo da Gaia (vedi il parallelo strano), ridurre la domanda non cambia nulla rispetto alla entropia, cambia solo le quantità in gioco ma il "delta" rimane.

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    9. Secondo me si farebbe meglio a smettere di usare concetti irrazionali.

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    10. Torniamo al discorso che facevo su un altro dei blog a destra riguardo la tecnologia fotovoltaica.

      Nessuno dice che il pre-requisito del fotovoltaico è l'accumulatore, la batteria, senza la quale non si può ottenere una erogazione continua da una fonte discontinua.

      La batteria soffre dei soliti e noti inconvenienti e cioè che in pratica come accumulatore funziona malissimo.

      Tempo fa parlavo con un amico che mi fa, senti che idea, mettiamo un meccanismo che recupera l'energia della frenata e ricarica la batteria, cosi l'auto va per sempre.

      Prego notare che questa persona è diplomata e lavora nell'IT, è un prodotto della Scuola italiana e in generale del "sistema Italia".

      Io gli dico, Pippo, a parte che è la scoperta dell'acqua calda, guarda che esistono delle leggi fisiche per cui quando tu fai girare un motore buttandoci dentro X energia, il rendimento del motore sarà Y, con Y moolto più piccolo di X. Ogni passaggio che fai, avanti o indietro, devi sempre fare la differenza tra quello che metti dentro e quello che esce, che è sempre mooolto meno.

      Quindi, se parti con la batteria a 10, per quanto tu lavori per ridurre gli attriti, le resistenze, le dispersioni, per isolare il meccanismo, per quanto tu cerchi di rendere reversibile la trasformazione, alla fine la carica della batteria scende fino a zero. Cambia solo il tempo o la distanza ma non l'esito finale, in un meccanismo più o meno efficiente nel perdere energia.

      Il concetto di "sostenibile" è pari pari lo stesso del recupero della frenata per le auto elettriche. Recuperando la frenata non rendi affatto l'auto elettrica "sostenibile", aumenti di un po' (poco) la distanza, ovvero migliori di un po' (poco) la efficienza del meccanismo.

      Ergo, propongo di sostituire "sostenibile" con "efficiente".

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    11. Ho parlato di sostenibilità a medio e lungo termine che dovrebbe essere quella storica come - 10^2 o 10^3 anni per un ordine di grandezza - come è avvenuto in numerose culture prima della rivoluzione industriale.

      Aggiungo che la rivoluzione industriale e il modernismo hanno portato pro e contro anche se si sono diffusi su larga scala solo i contro.
      In altre parole la modernità ha permesso di divulgare tecniche e infornazioni ma, a livello di masse e di vertici che progammano e sfruttano le masse - si è adottato solo il peggio.
      Quello che io chiamo il pattern antibiotico sì e pillola (anticoncezionale) no.
      Oppure che si potrebbe chiamare pedata e circo in HD su Sky e ignoranza sempre più spinta e diffusa su economia domestica, su ecologia, sul vivere sano.
      Oppure che si potrebbe chiamare tecnologia per le discariche aeree (incenerimento) ma non per il riuso dei contenitori.
      O conoscenze e tecniche per l'autossicodipendenza di massa ma non per sistemi per la ridotta mobilità pubblica locale.

      etc etc.

      > ridurre la domanda non cambia nulla rispetto alla entropia

      Questo è ovviamente un falso visto che i bilanci in pareggio o in attivo esistono.
      Questo fa parte della mistica crescitista per cui è tabù ridurre la domanda.
      Infatti è falsa: se non riduci ora la domanda esiste il collasso che ti farà calare la domanda anche se tu/voi(essi non vogliono e lo farà in modo poco gradevole.

      L'entropia ha scale molto oltre quella geologica.
      Sul fatto che la sostenibilità sia una utopia, poi, cinicamente, non posso che essere d'accordo.

      Il fatto che, come osservava Jorgen Randers, si sia passati da un paradigma culturale, spirituale del "lascio il podere ai figli meglio di come l'ho ricevuto" al "consuma quanto più possibile nel tempo minore possibile, si fottano non solo i miei figli ma anche quei coglioni fessi dai quali esigerà il mio diritto a questo e quello tra un po'" è ancora, un dato di fatto.

      In realtà esiste una entropia programmata, divulgata e adottata acriticamente da il_bobbbolo a scopo e beneficio immediato di alcuni gruppi ristretti (i sacerdoti a discapito di idioti e ingenui, nelle tue tre categorie).

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    12. Ma smettila di fare le citazioni alla Ecce Bombo.

      I bilanci in pareggio SONO IMPOSSIBILI. Non fa parte della mistica di sta ceppa, fa parte delle leggi della termodinamica.

      Puoi fare due cose, decidere quanto velocemente perdere energia oppure di rubarla a qualcun altro, nel qual caso il TUO bilancio può essere in attivo ma da un'altra parte diventa maggiormente negativo.

      Se riduci la domanda, mantenendo ferma la offerta, NON RIDUCI l'entropia, rimane uguale, solo che nascondi il problema dietro il fatto che quello che avanza è più di quello che serve. Se riduci l'offerta riduci l'entropia ma continua ad esistere. La trasformazione non è comunque reversibile, per far girare un motore consumi sempre più energia in entrata di quanta ne ottieni in uscita.

      Il tuo concetto di "sostenibile" non ha alcun senso.

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    13. Mi devo spiegare ulteriormente forse. Se tu usi 100 automobili o 10 automobili non passi da "insostenibile" a "sostenibile", passi di "più insostenibile" a "meno insostenibile" secondo la tua stessa definizione.

      Infatti, ti limiti a consumare meno risorse ma sempre in maniera irreversibile. Come nell'esempio del veicolo elettrico, diminuisci l'emorragia, la batteria dura un po' di più ma alla fine si scarica qualsiasi cosa tu faccia. ANCHE SE NON MUOVI IL MOTORE la batteria si scarica.

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    14. La cosa divertente degli ecologisti è che vivono in un universo alternativo dove citano tomi scientifici ma poi negano le evidenze elementari, per esempio che anche se non esistesse la specie umana, nessun ecosistema è stabile. Ci sono stati periodi ricorrenti della Terra in cui, senza alcun intervento "crescitista" era sostanzialmente ostile alla vita, altri ce ne saranno in ogni caso in futuro.

      Mi si dirà che cambia la scala temporale. Esattamente, siamo sempre allo stesso concetto, la batteria si scarica, cambia solo quando, non se.

      Ergo, postulare il Paradiso metafisico è proprio divertente quando si tratta invece di migliorare l'efficienza di un meccanismo.

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    15. > Ma smettila di fare le citazioni alla Ecce Bombo.

      Ma vuoi un vai a fare in culo subito o lo preferisci più tardi?
      Battuta a parte, non capisco codesta allergia.
      Quando cito i pensieri di altre persone cerco di citarli come autori. Che fastidio ti dà, Lorenzo? Come mai 'sto problema?

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    16. Allora, tra avere deficit sempre più grandi e avere bilanci de-facto in pareggio o con piccole perdite entropiche ci sta di mezzo il mare.
      La questione NON è tecnica ma è di VOLONTA' e SAPERE.
      Essere efficienti non è sufficienti perché troppi efficienti sono comunque insostenibili )ovvero molto lontani, troppo, da un pareggio). E' un meno peggio.
      Ci sono ancora paesi (sempre meno) che hanno bilanci ecologici in attivo (sempre meno).
      Quindi sarebbe sufficiente copiare quei paesi.
      Fine delle polemiche teoriche.

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    17. UomoCoso, quelle che tu chiami "polemiche teoriche", cioè essere consapevoli che NON ESISTE da nessuna parte un "bilancio in pareggio", sono lo ABC di una persona con un livello di cultura medio.

      Il "meno peggio" è appunto IL MASSIMO a cui puoi aspirare. Tu stesso sei la prova vivente di questa affermazione, eppure, siccome sei intrinsecamente incoerente, non te ne rendi conto.

      Mi spiace che una volta di più la Scuola abbia fallito.

      Riguardo le citazioni, se tu citassi gente che rispetto non avrei problemi, siccome citi gente che parte da una certa stazione per arrivare ad un altra certa stazione, mi viene il vomito.

      A riprova, tutti i blog che hai elencato a DX sono una raccolta di cazzate, più o meno catastrofiche, tutte che partono dalla stessa stazione e vogliono arrivare alla stessa stazione.

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    18. Come dice il Lobroskowiz.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.