lunedì 8 agosto 2016

Sazio e inquieto

C'era l'Appennino di mezzo, in provincia di Modena, che volevo proporle. E così, in una giornata fresca, ce ne siamo andati qualche ora per stradine, prati, stalle (quelle che resistono), boschetti, fonti, calanchi, castagni.
Avevamo fatto un po' l'amore la mattina che ella lo voleva e lo pretendeva e io non ci pensavo neppure che era una settimana che ero completamente morto ma bisogna dare per avere e poi via che era diventato tardi e poi la sera avremmo avuto a cena amici da curare col cibo buono.
E ciò che c'è stato in mezzo è stato quel viaggio in un mondo antico, nelle tracce rimaste di realtà così sconcertanti nell'essere massimamente dure e belle. Il nostro agio intorpidisce. Penso anche in amore, forse questa volta ma non so, non c'è alcuna regola, nessuna legge o logica, in amore. Ella è felice, accetta, propone, rilancia. A me piace farla felice e sento una risonanza d'anime.
Dopo che avevo ripulito dai rifiuti il falsopiano adiacente alla pieve, si era distesa sulle mie ginocchia. Sentivo la musica del vento e di aghi di cedri secolari, avevo Cimone e Cusna là oltre e il cimitero, incorniciati dai cedri, il piccolo camposanto in cui, leggevo, le storie di persone umili e superbe, uomini e donne, anziani e bambini e ragazzi che ci precedettero, i suoni di mucche e galli nelle fattorie accanto.
Siamo un battito nell'eternità, io ero sereno e malinconico, sazio e inquieto di questo essere felici che non mi stravolge, di cui non sono pazzo.

Architettura rurale, povera, fiorita a Montalbano.
A sinistra le distese di spaventosi calanchi della valle del Panaro.

Una delle guglie ("sassi") arenacee, Sullo sfondo il crinale dell'alto Appennino.

Pieve di Trebbio (con cedri secolari).

L'ameno teatro della musica del vento, con vista sul palcoscenico dell'Appennino
(dopo la ripulitura dei rifiuti da parte dell'orsone)
con panche per meditazioni inquiete con _mlero appoggiata sulle cosce.

Tracce di arte longobarda, preromanica.

Io penso che quella anime riposino in un luogo estremamente bello, con arte di pietre, musica del vento e il panorama infinito sul mare di colli e monti. Vite grame e felici ma ora, sono nella Bellezza.

17 commenti:

  1. A volte la felicitá può fare paura perché non é uno stato costante...é fatta di attimi...e per questo crea inquietudine: oggi c'é...domani non si sa. Per questo credo che inquietarsi non serva...i bei momenti vanno vissuti e goduti, e poi la vita fará il suo corso. Buone giornate di ferragosto, Uomo.

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    1. La mia inquietudine non è dovuta allo stare bene.
      E' dovuta al fatto che... a volte mi sento in una prospettiva angusta. Ho sempre faticato con la stabilità della coppia, specie dopo la separazione dalla madre di mio figlio.
      Devo dire che _mlero è abbastanza discreta.
      Ma io sento un disequilibrio, ella mi manda un sacco di pensieri carini, le buonenotti, i buongionrni, io starei per i cavoli miei serenamente senza essere assillato. E non è un assillo (infatti, spesso, non rispondo) ma lo percepisco come una presenza, un sospetto di assillo.
      Poi ci sarebbe la questione tango...

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    2. Ma io sento un disequilibrio, ella mi manda un sacco di pensieri carini, le buonenotti, i buongionrni, io starei per i cavoli miei serenamente senza essere assillato. E non è un assillo (infatti, spesso, non rispondo) ma lo percepisco come una presenza, un sospetto di assillo.

      Eh, l'uomo è cacciatore e la donna invece cerca il controllo/possesso.
      Chissà come evolve...

      Comunque, detta sinceramente: se io volessi un legame sentimentale con un uomo, cercherei le stesse cose (ovvero, manderei buongiorni, buonenotti, etc).

      Qual è invece la questione del tango? Che ti senti in dovere di ballare con lei quando invece vorresti ballare altre? (nota la declinazione transitiva che hai introdotto tu sobillato dai messaggi di una tua amica tanghera... un giorno la introdurranno nel dizionario!)

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    3. Ecco, io sul piano sentimentali non ci sono proprio.
      Nel senso che le voglio bene come ad una cara amica. Ma io non è che assillo le amiche con pensieri messaggi e altro. Un'amica con cui stare insieme ogni tanto.
      Devo dire che facciamo del sesso stellare ma a me è già passata la curiosità, io sabato mattina e pure domenica sarei stato pure senza.
      Mi chiedo quando conti il fatto che _mlero sia una donna gradevole ma non bella.
      Ecco, una stima pazzesca ma non ho molta libido e trasporto in serbatoio.

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    4. Io non sono quasi mai andato, negli ultimi tre anni, con una donna in milonga. Forse un paio di volte con _tra.
      La milonga è il mio spazio di potere maschile.
      Devo dire che non posso certo lamentarmi, visto che ballimo entrambni per il 90% del tempo con altri partner.
      Ma. ancora, è un sospetto di presenza, di assillo. In milonga mi piace andare con amici e amiche, non con una donna con cui c'è un potenziale o una realtà di relazione. Il tango è anche un gioco di seduzione.
      Non mi piace andare al ristorante con un panino, non amo andare in milonga con la morosa.

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    5. Lungi da me farti prediche, ma a volte le donne cercano/sperano/vedono anche una sorta di relazione sentimentale. Comunque, appunto, sta a voi decidere come e se stare insieme, a che condizioni, etc.

      Nemmeno io mi porterei il moroso se volessi ballare con gente varia senza secondi fini e senza creare o avere problemi.

      Non so quanto conti la bellezza di una donna. Probabilmente più della bellezza di un uomo.
      Lo pensavo giusto ieri, mentre guardavo la varia umanità che mi circondava.

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    6. Nuvoletta, benvenute osservazioni, critiche, note, etc. Dedico molta attenzione alle prediche di Alahambra alla quale voglio bene, reggo tutto, ormai! :)
      Il fatto è che la relazione sentimentale sebbene possa essere indipendente da quella erotica (io voglio molto bene, a pochi amici e amiche ho sentimenti per loro, con i quali e le quali non esiste neppure la più pallida idea o intento di esclusività), tende all'esclusività, a sovrapporsi.
      Il default è "facciamo quante più cose assieme" e stabiliamo alcune eccezioni (nel caso della sfera seduttiva, sessuale le eccezioni sono, nel 99% dei casi, tanto implicitamente quanto decisamente vietate).

      Ecco, io faccio fatica a entrare in questa dimensione "facciamo quante più cose possibile insieme" stabilendo, anche ampie, eccezioni. Insomma, è la fatica del rimanere nella comoda stanza della coppia quando sei abituato alla radura. Per tornare al tango: per il tango io tenderei al "qualche volta andremo a ballare insieme" piuttosto che "qualche volta andrò a ballare per i fatti miei".

      Penso ad una relazione che sia molto, molto lasca, ogni tanto fare qualcosa assieme che è l'opposto del "ogni tanto fare qualcosa ciascuno per i fatti propri".

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  2. L'essere felici senza esserne pazzi è una condizione equilibrata, direi 'vera', tra virgolette. L'essere felici e fuori è uno psichismo. Si sgonfia senza lasciare del buono,

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    1. eSSe, diciamo che io sono piuttosto emotivoro.
      Una ottima cosa, ma garbata, discreta, mi lascia 'sta sorta di inquietudine da emozioni mancate.
      Nihil violentum durabile.
      Lo so. Lo so a livello razionale.

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    2. Non so se esista una sorta di separatività. Razionale, emozionale... Secondo me, andando avanti nel percorso di vita, impariamo a conoscere attraverso le emozioni, non solo a nutrirsene o ad abbuffarsene. Dal cavalcare la tigre si passa ad avere un controllo(parola odiosa, lo so)sulle emozioni, a volte si riesce perfino a provocarle.
      Avere vissuto da emotivori credo che sia inevitabilmente causa di mancanza, perché le nostre cellule ricordano, e ricordano bene. Ma è un'illusione. L'importante non è che le cose durino perché razionalmente lo vogliamo (cosa è razionale e cosa no?), ma perché dà gioia.

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    3. Le emozioni sono come gli zuccheri semplicI, portano a picchi tanto alti quanto insalubri.
      Come scrivevo, 'sto ritorno dell'eros ha rimosso in moto il... mio eros maschile che non è un eros di coppia, fedele, non lo è mai stato, non lo sarà.
      Ci sono piccole, micro fastidi come il controllarsi per non guardare una bella femmina che passa...
      A meno che non faccia come con A-Woman, portarlo come gioco dentro nella coppia.
      Vedremo.

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  3. Mah... magari è la volta buona che esci dall'adolescenza (ma ci credo poco)

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    1. Chissà, Alahambra.
      Io penso che questa qualità molto alta è giusto abbia dei costi, che sarebbe ora di mettere la testa almeno un po' a posto, di essere saggi, che una così mica la trovo tutti i giorni. Anzi...
      Vedremo.
      La vivo settimana per settimana.

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  4. "Emotivoro" è un neologismo che mi mancava e che trovo intrigante perché le due parti che lo compongono legano (dal punto di vista sillabico) troppo bene! Ora devo cercar di capire quale può essere il suo significato al di là d'ogni possibile ambiguità o fraintendimento.

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    1. Che si nutre di emozioni.
      In realtà, se si assume che esista una sottile o meno sottile dipendenza dalle emozioni, dovrebbe essere emovorico (risalendo all'etimologia di origine francese) o emozione dipendente (che a me pare piuttosto goffo come temine).
      Meglio emotivoro, direi.

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    2. Che significasse "che si nutre di emozioni" l'avevo ovviamente colto. Quel che devo ancora decidere è cosa può significare "nutrirsi di emozioni", perché è ovviamente una trasposizione di significati e significanti al di fuori dell'ambito loro proprio.

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    3. Bah, ad UomoCoso piace la prosa involuta, è il suo stile.

      In realtà la gente non si nutre di emozioni ma può sviluppare la dipendenza (come quella dalle droghe) dagli ormoni che l'organismo secerne quando sottoposto a determinati stimoli, come la paura. E' la ragione per cui certi insistono a mettersi in situazioni di pericolo come il paracadutismo eccetera.

      Io trovo abbastanza futile l'esercizio di parlare/scrivere di emozioni, le quali per definizione appartengono a livelli del pensiero che sono sotto la soglia della coscienza, del raziocinio, quindi non sono conoscibili ne esprimibili, al massimo sono parzialmente percepibili. Ovvero quando ci sei magari lo senti ma non capisci davvero cosa sta succedendo.

      Aprirei invece una parentesi sulle "emozioni" all'interno delle relazioni, che è una faccenda più complicata. Faccio un esempio parzialmente correlato, la "sindrome di stoccolma" per cui il prigioniero viene affascinato dal carceriere.

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