lunedì 27 ottobre 2014

Che ragazzi usciranno?



UnBipede aveva ieri la partita a Limidi di Soliera. Con _rio e i suoi due figli lo raggiungiamo per il secondo tempo. Bella giornata, un campo di erba lussuosa e perfetta. Ideale per una bella giornata di sport sotto il sole, all'aperto, in campagna.
E sui gradoni 'sta masnada di genitorastri orribili a vociare, a insultare arbitro e guardalinee. Energia pessima, disprezzo per i giudici, attacchi ai ragazzi calciatori, Lo spirito del branco. Li prendi uno ad uno sono forse anche persone dignitose ma in gruppo...  Ecco, diventano una manica di idioti, gente abrutita, persone che probabilmente non hanno mai giocato a calcio e che non sa che ci possono essere contatti di gioco estremamente dolorosi anche se si risolvono in tempi brevi, solo una delle cose che ho osservato, Una ginocchiata su un quadricipite o una gomitata sul plesso solare arrivano quasi a stordirti per intensità del dolore, anche se passa in qualche minuto. I danni dell'essere sportivi del televisore in un paese pigro.
Estremamente sgradevole. Ma che ragazzi usciranno da famiglie così? _rio pensava che qui non fosse come nel milanese. E si è ricreduto. Egli per evitare che _ano venisse esposto a questo ambiente di merda, lo ha ritirato dal calcio. Ho dovuto trattenermi perché io avrei iniziato a urlare agli urlatori: andate voi a correre, andate ad arbitrare e vediamo un po' cosa esce. Veramente una brutta marmaglia. Poi leggo di altre violenze e di violenza buonista omissiva e capisco che una sola e unica cosa.
Io non _rio so se abbia fatto bene con la sua profilassi educativa. La realtà è questa ed è bene che i ragazzi sviluppino un sano e robusto sistema immunitario.
Certamente è bastata mezz'ora di quella roba per inquietarmi e aprirmi gli occhi sui problemi sociali ed esistenziali, presenti e futuri.

12 commenti:

  1. frequanto i campi da calcio da 40 anni. posso testimoniarti che questa cosa è iniziata a fine anni '80, quando il calcio è diventato fenomeno sociale ed economico (leggasi: come vorrei che mio figlio diventasse un calciatore di serie A). per dirti, mio padre sarà venuto una volta a vedermi giocare, al massimo due. lo stesso dicasi per chi era con me. comunque i ragazzi (e gli allenatori) sono di gran lunga migliori dei genitori

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    1. Il calcio non è meglio o peggio di altri sport
      (anche se ideologicamente io preferisco il rugby e come piacere, dinamica, emozioni la pallacanestro).
      Il problema- come tu osservi - è che c'è troppa roba su 'sto sport.

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    2. e infatti poi a 17, 18 anni, se non valgono un cazzo (e la maggior parte per ovvie ragioni non vale un cazzo), i ragazzi smettono di giocare. perchè anche la dimensione del divertimento scompare

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  2. I genitori proiettano sui figli le loro tare. E' abbastanza naturale, il problema è che la maggior parte non se ne accorge.

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    1. Perpetuazione di cicli bacati.

      E' stato molto sgradevole. Io non ho nulla a che fare con quell'ambiente. Ci siamo accorti sì di esso.

      Oltre al pensiero, ho la sensazione emotiva che quando le società hanno crisi gravi (rivoluzioni, disordini, collassi, guerre civile) si scatenano le peggiori cose.
      Uno scorcio, breve, solo un'occhiata veloce, da buco della serratura su panorami terribili.

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    2. Non so dire riguardo le "crisi", anche perché io non vedo una crisi adesso vedo una fase di declino come avvenne per l'Italia quando i commerci si spostarono sulle rotte oceaniche alla fine del Rinascimento.

      Quello che so è che l'unica cosa che può moderare i difetti dell'essere umano è la scolarizzazione, intesa in senso esteso. Nobili non si nasce, nobili si diventa. Cosa sia onorevole o disonorevole, giusto o sbagliato, bene o male, si impara.

      Quindi se la gente mediamente è scadente è perché l'educazione che riceve è scadente. Non in termini meramente nozionistici e nemmeno in termini di ingegneria sociale (come pensa la "sinistra"), piuttosto nel formare un individuo completo.

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    3. Secondo me la causa è che puntiamo al minimo comune denominatore.

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    4. > la scolarizzazione, intesa in senso esteso

      Sì, nel senso di comunicazione dei saperi e delle conoscenze che non è affatto la formazione libresca, nozionistica che tende a dilagare.
      Tanti laureati 'gnoranti come dei montoni, non so neppure se nozionisti, e saperi artigiani, contadini, metalmeccanici che vanno persi.

      Il comune minimo denominatore è il risultato della tecnologia rincoglio-regredente e dell'industrializzazione della società per produrre masse sempre più grandi di ebeti consumatori meno capaci possibile, più consumisti compulsivi frustrati possibile.
      E di molte altre cause.
      Mi piace la metafora della brodaglia grigiastra che usi spesso tu, Lorenzo.

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    5. Io nel mio piccolo provo ad evangelizzare ma la gente è poco ricettiva.

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  3. Ma quante possibilità ci sono di fare attività alternative al calcio? Vengo da una tre giorni sui monti Sloveni. Incredibile osservare bambini, ragazzi, giovani, vivere il movimento all'aria aperta come qualcosa di naturale e assolutamente spontaneo. Purtroppo, culturalmente, da noi non passa.

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    1. Una delle mie contrarietà al calcio è che esso implementa una "monocoltura sportiva" e sottrae spazie e risorse ad altri sport.
      Qui tu sottolinei che ilmovimento fisico secondo alcune regole in ambienti generalmente controllati se non artificiali (sport) non è affatto l'unico né il migliore movimento fisico.
      Uno degli effetti della domenica della pedata a cui mi obbliga UnRagazzo è che, eccezioni nelle vacanze invernali a parte, NON faremo più movimento in natura fino alla prossima estate.
      Mi vengono orticaria e incazzamento solo a pensarci.
      Vabbè.

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    2. Il calcio non è sbagliato di persè. Ha il grosso vantaggio che si può semplificare fino all'estremo, a me è capitato di giocare in uno spiazzo fuori in rifugio, davanti un ghiacciaio, dove, incredibile a dirsi, qualcuno aveva anche montato due porte.

      Non è quello il problema. E' che gli Italiani sono sfibrati.

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