venerdì 24 ottobre 2014

Il tramonto dell'euro - 2


Al momento dell'ingresso nella moneta unica Portogallo e Grecia avevano un indebitamento già oltre il 5% del Pil e sarebbero arrivati a toccare quasi il 15%. Valori incompatibili con la stabilità finanziaria di un paese.
P. 97 - 98

Il detonatore va cercato altrove, nei fondamentali, nell'economia reale, dove si produce, dove si pongono cioè le basi per mantenere o non mantenere le promesse.
P. 106

Lo so, è difficile crederlo, ma non è UUiC che lo afferma ma Alberto Bagnai.

La Germania ha implementato una riforma del mercato del lavoro che ha determinato, attraverso la precarizzazione e la sottooccupazione di milioni di tedeschi, un crollo dei salari reali pro capite di circa il 6% dal 2003 al 2009, con ovvie ricadute sulla competitività dei prodotti tedeschi. Che la "moderazione salariale" sia stato un ingrediente fondamentale del successo tedesco è anche questo un dato placidamente riconosciuto.
P. 101


Il libro è ben fatto, continuo la lettura. Bagnai è arguto ma è... un allopata. Non va alle cause dei problemi, le sfiora, le osserva e le lascia lì. In primis i deficit "continui".
In quante decine di pagine in questo diario io ho sottolineato inviperito
  • le spirali inflattive per il nulla in Italia in ogni settore che non fosse quello dei redditi da lavoro dipendente, ad ogni scoreggia aumenti furbastri con effetti evidenti di un aumento nefasto dei prezzi di prodotti e servizi che li ha messi e li mise fuori mercato
  • l'esterofilia consumistico-compulsiva degli italici per qualsiasi roba che venga, ad esempio, dalla tanto detestata Germania
?
Se avrò tempo recuperò i collegamenti ad alcune pagine.

Una folle, suicida antieconomia furbesca, socialmente diffusa, predatoria, sinergica con l'esterofilia più assurda. Ma, tutto ciò, non lo hanno scelto e implementato gli italiani?
Se essi hanno fatto la moderazione salariale e noi gli inflattivi aumentiiprezzi-tu-peruncazz che aumentoiprezzi-io-peruncazz quando tutti i settori dell'economia non industriale e non a reddito fisso hanno implementato la speculazione becera della conversione 1000Lit = 1€, è tutto questo colpa dei magnacrauti?
Sul diario di Grillo apparve un grafico eloquente, su uno dei mali italici, il tumore cementizio: l'aumento senza alcuna spiegazione che non fosse l'ingordigia e la liquidità garantita dall'euro dei prezzi dell'edilizia civile, seguita con ritardo dall'aumento dei costi dei materiali e dei servizi per le costruzioni. La bolla speculativa del cemento.

Il grafico a pag. 53, saldi settoriali in Italia (203 - 2012) (qui i dati, v. immagine sotto) mostra il peggio del lemon capitalism italiano: aumento del debito pubblico e aumento della ricchezza privata (e andamento simmetrico, anni 2000-2005), così ben implementata dalla ghenga di ladri sfascia (casse della) nazione capeggiata da Berlusconi a cui segue un impoverimento generale, visto che i privati hanno esportato quantità immense di capitali proprio acquistando beni posizionali e non tedeschi o portandoli nei "paradisi fiscali".
Impoverimento di tutti a parte i beneficiari (evasori e fruitori di servizi non pagati).  Fare i signori coi soldi pubblici, scaricandone costi, conseguenze e dissesto sulle casse pubbliche, devastando l'ambiente. Con ampissima approvazione de il_bobbolo beneficiario.

Sono contento di aver capito tutto dell'economia senza aver fatto laura e dottorato in economia.
Io non sono meno contrario alla liretta di quanto non sia contrario all'euro, visto che l'unica moneta sostenibile è locale e basata e vincolata territorialmente all'economia locale e per me locale significa provinciale. Io sono FAREVOLE AL PAREGGIO DI BILANCIO, non dipende se in sale, lira conchiglie pregiate, euro o talleri d'argento.
Chi ha accettato le regole chiaramente espresse e consensualmente accettate per economie virtuose? I politicastri delle Indie italiane erano sotto la minaccia di cattivi crucchi con i  mitra spianati?
Continuiamo a incolpare di tutti i crucchi e altri e a cercare di fare i flessibili trasgredendo le regole medicine perché a noi non ci piace più, abbiamo preso lo zucchero ma non vogliamo l'insulina.
Colpa dei crucchi. Ovviamente.


31 commenti:

  1. "attraverso la precarizzazione e la sottooccupazione di milioni di tedeschi"

    Questo passaggio non è documentato.
    Perché è ideologico.
    Con la differenza che in Italia si è fatta ingordigia salariale (che se Bagnai considera la moderazione salariale una negligenza, allora l'ingordigia salariale sarà evidentemente virtù) avendo alla fine, più disoccupazione precariato che in Krautlandia?

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  2. Ah-ah...le "Indie Italiane"...grande...

    Ti consiglio di andare sul sito di Bagnai e porre le domande direttamente a lui. Clic. (LOL)

    Man, integra la lettura anche con un buon manuale di economia del primo semestre.
    No, non serve il dottorato: ma almeno il manuale del primo anno e la Contabilità Nazionale fanno tanto bene allo spirito...

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  3. Un mio compagno di scuola recentemente si è trovato con molto tempo libero (eufemismo) e parlando gli ho spiegato più o meno il funzionamento del sistema previdenziale italiano. Alla sua tenera età mi ha detto qualcosa tipo "ah, non lo sapevo, non ci avevo mai pensato", seguito da "sai, io ho sempre pensato che un lavoro da dipendente significasse che tu fai il tuo, ti pagano lo stipendio, hai i tuoi diritti, poi vai in pensione eccetera". Al che io gli ho detto "ecco vedi perché siamo finiti, non solo non funziona nulla ma fate anche tutti i finti tonti". Poi arriva lo "economista di turno".

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  4. hai parlato di esterofilia degli italiani, verissimo. D'altro canto anche a voler comperare "made in Italy" come si fa? come si distingue chi produce interamente in Italia, da chi fa confezionare i prodotti in qualche zona del quinto mondo?

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    1. Sara, l'esterofilia non consite nel comprare il prosciutto fatto coi maiali bulgari. Consiste nel mangiare il kebab invece della pizza. Cioè non è una questione di materie prime, è una questione di modelli.

      Per questa ragione ovviamente gli Italiani non sono culturalmente colonizzati dalla Germania, sono colonizzati dalla cosiddetta "anglosfera", cioè da quell'insieme politico-industriale incentrato sui paesi di lingua inglese (e satelliti). Nella anglosfera mangiano la cacca da molto prima di noi. Se tu chiedi ad uno scozzese (per esempio), non ha nessuna idea di quali fossero i piatti tradizionali prima dei supermercati. Se chiedi ad un Americano non sa come sia fatta una patate ne se cresce sugli alberi.

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    2. anglofilia...
      Guarda qui.

      Infatti il capitalismo predatorio di stile anglosassone ha sempre detestato il capitalismo tedesco, il rigore eco-nomico che lo connota, e una sua etica "socialdemocratica" (sto scrivendo delle insensatezze, lo so).

      A proposito: i prosciutti e lo speck sono fatti con i cosci di maiale tedeschi e paesibassesi, un po' come la pasta fatta col grano duro turco o l'olio con le olive tunisine o greche.

      E qui si ritorna all'economia reale.
      E al Made in Italy i cui promi violatori etici sono gli imprenditori italiani che delocalizzano, metteno l'etichetta o la confezione qui ed ecco... la magia dei prodotto Made in Italy al prezzo tuo italiano e loro di produzione cinese o afgano o vietnamita o bengalese.
      Doppia inculata: perdi posti di lavoro e reddito e i prezzi non calano di un'epsilon. Anzi, con la conversione 1000Lit = 1€ sono raddoppiati.
      Anche questo, quasi tutta roba bbona de noantri Made In Italy.

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    3. A tutto questo si aggiunge la predazione sì global. le spese senza limiti della burocrazia europea.
      Insomma si può sempre passare dalla padella alla brace. Siete contenti? :)

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    4. Conversione 2000 Lire = 1 Euro vuoi dire.

      Non so se si possa parlare di "capitalismo predatorio" ma fin dagli albori della cosiddetta "rivoluzione industriale", il concetto è sempre stato quello di sradicare la gente dalle campagne e quindi dalle proprie tradizioni e cultura, per chiuderla dentro degli allevamenti in batteria in cui la gente lavora e consuma. Consuma prodotti industriali che sono concepiti per creare il massimo profitto e li consuma perché non riesce a pensare ad altro.

      Quello che io chiamo il "Piano" altro non è che il proseguimento di questo processo su scala planetaria e con strumenti di manipolazione molto più sottili che le bastonate dei guardiacaccia di una volta.

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    5. Riguardo l'anglosfera, lo sdradicamento culturale delle masse è stato fatto più volte su scala apocalittica, basti pensare ai genocidi (Scozia, Irlanda) e al ripopolamento di interi continenti (America, Australia).

      Da qui si arriva dritti alla prima metà del '900. Che ovviamente è un argomento tabu quindi lo salto a piè pari.

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    6. Quando i notai hanno modificato i prezzi per un atto di compravendita da
      3.000.000 Lit a 3000€
      o i pizzaioli la marinara da 3500Lit a 4€
      o il parcheggio è passato da 1000Lit all'ora a 1€ all'ora,
      la conversione rapace, manigolda, truffaldina è stata

      1000Lit = 1€

      mentre il tuo stipendio e salario è stato convertito a

      1936.27Lit = 1€

      (se ricordo bene).

      Un trasferimento di ricchezza interno al settore privato dalle classi a reddito fisso a quelle a reddito libero.

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    7. @Uomo

      "Un trasferimento di ricchezza interno al settore privato dalle classi a reddito fisso a quelle a reddito libero."

      Azzo...questa è tosta...son quasi d'accordo :-)

      Sta per iniziare la metamorfosi di Uomo (be', giustamente...è in cammino!!!) Buon viaggio Man, io t'aspetto... ;-)

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    8. Sono ancora indietro nella lettura del libro di Andrea Bagnai.
      Arrivo arrivo.
      Comunque non è necessario agire con leggi o normative.
      Quando sono passati per un bombolone da
      40 o 50 centesimi a 1.5€ io ci sono cascato una volta ma poi, in quel posto di ladri, io non ci sono MAI più andato nonostante tutte le volte che ebbi molta voglia.
      Io NON ho aderito allo sport nazionale

      aumentiiprezzi-tu-peruncazz che facciolarivendicazsalariale-io-peruncazz

      et similari.

      E questa cosa la imparai molto bene
      1 - dai miei lombardo asburgicamente parsimoniosi (baci a loro, sono grato per questo dono)
      2 - dagli ex-suoceri bavaro-tedeschi
      che erano attentissimi e feroci (e in massa notevole di altri concittadini) a penalizzare nel modo più efficace e feroce possibile aumenti di prezzi ritenuti ingiusti / speculativi ovvero smettendo in parte o tutto di usufruire di quei servizi e/o di acquistare quei prodotti.

      Io ho smesso di andare nelle pizzerie "ladre" (che anche qui dovrei raccontarne un tot e forse lo feci già).

      Ad esempio, da tempo io ho deciso che ho un tot di buoni pasto al mese.
      Essi aumentano i prezzi (pazzi furiosi, in uno scenario di crisi, dovrebbero diminuirli e NON aumentarli, poi come fanno ad andare con tutta la famiglia in vacanza all'estero in posti di pregio e cari per 3 settimane in agosto e una settimana in inverno)?
      Quindi essi aumentano ma da me non avranno un centesimo di euro in più.
      Finiti i buoni pasto io mi porto il pasto da casa.
      Molto semplice.

      Sì può fare molto, impegnandosi un po' che la pappa gratis non arriva per nessuno, neppure per le lotte eco-nomiche, no!?

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    9. there are no free lunches...(esattamente, del resto. E per uno che come te è attento al bilancio, mi pare non sussistano dubbi! Diversamente, credo violeremmo anche qualche principio della fisica, visto che nulla si crea e nulla si distrugge!!) ;-)

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    10. UomoCoso, scusa ma le cose che hai scritto sono vere e false. Se parliamo dei "dipendenti" tendiamo sempre a dimenticare, non so quanto scientemente, alcuni aspetti della faccenda.

      Facciamo un esempio, tale lavora come programmatore e guadagna 2.500 euro netti al mese. Si sa che se facesse lo stesso lavoro all'estero guadagnerebbe molto di più. Quello che non si dice però è che la quota che viene trattenuta, più le imposte indirette su risparmio e consumi, incide in maniera ridicolmente elevata. E questo non dipende dal "trasferimento di ricchezza" ma semplicemente e meccanicamente dal fatto che per uno che produce ricchezza in Italia ce ne sono un tot che la consumano in maniera passiva.

      Il "trasferimento di ricchezza" casomai si esercita con i comportamenti indotti e compulsivi che poi il programmatore ha, cioè nel modo in cui spende i suoi soldi. Banalmente il programmatore passa i fine settimana nei centri commerciali, si riempe l'armadio di vestiti, possiede tre auto, la casa, ritiene normale andare in vacanza in qualche località tropicale, eccetera. E poi abbonamenti a mille servizi a pagamento per qualsiasi cosa, gadget di ogni tipo, e bla bla. A quel punto non bastano due stipendi in una famiglia. Non basterebbero comunque, più entra, più esce.

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    11. Ah, poi la conseguenza di tutto il baraccone è che l'azienda del programmatore de-localizza lo sviluppo in Romania e lascia a piedi il nostro programmatore. A quel punto scatta il meccanismo della "cassa integrazione" e della "mobilità", che va a pesare sul collega che ancora lavora e via un altro giro di vite.

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  5. va beh, tra un po'la gente che non sa com'è fatta una pianta di patate c'è anche da noi.
    Mi sono ritrovata a parlare con persone adulte, socialmente inserite, che credevano che la verdura coltivata in serra avesse le stesse proprietà di quella coltivata nei campi.

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    1. Te la fai troppo complicata. Io parlo di gente che se gli servi un pesce arrosto completo di tutte le sue parti non lo mangia perché è abituata a vederlo sotto forma di cotoletta impanata. Gente che compra il tuorlo d'uovo in cartone da due litri con aggiunta di vitamine al sapore di salsa barbecue.

      Se a questa gente gli dici che il dente di leone si mangia in insalata (le foglie) e fritto (i fiori) ti guarda come se tu venissi da Marte.

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  6. Quando si parla di uscita dall'Europa, e quindi dall'euro, mio papà dice sempre "Meglio essere gli ultimi in Europa che i primi nell'Africa".

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    1. Dì pure al papà che Europa ed eurozona sono due cose ben diverse... ;-)

      Astenersi svalutazione competitiva anni 70, liretta, politici ladri. Un padre anni 70 con uno stipendio manteneva una famiglia, comprava casa di proprietà e mandava i figli all'università. Oggi con lo stipendio in euro la gente fa la fame :-)

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    2. Be facile, una famiglia di 4 persone oggi ha un debito di circa 160 mila euro, 40 mila a testa. Ecco come abbiamo fatto a compare case e mandare figli all'università negli anni '70. Dicendo "segna segna poi passa mio nipote a saldare".

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    3. Debito é esploso dopo (a partire anni 80-90, e per innalzam tassi di interesse e speculazione)

      Paese uscito con debiti di una guerra mondiale (persa) e poi diventato 5 o 6 potenza economica mondiale. Abbiamo anche lavorato e fatto sacrifici. E tanti.

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    4. Oggi puoi fare tutti i sacrifici che vuoi e non vai da nessuna parte (parlo in media)

      Questo é un regime fatto e costruito per grande capitale internazionale e speculazione e penalizza il lavoro e la piccola-media impresa (che era ed é la peculiarità del nostro paese).

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    5. PS Lawrence
      Puoi evitare di rispondere. La stampa maonstream (al soldo di chi sai e per i motivi che puoi immaginate)

      Nostra industria non concorrenziale, no investomenti ricerca, burocrazia, tasse, corruttopoli.

      Yawn. Poi guardi i dati istat e vedi un mondo diverso (per chi vuole vederlo). Tutti gli altri cantano in coro e aiutano la svendita.

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    6. >segna segna poi passa mio nipote a saldare
      Infatti.
      Proprio quello.
      Vedi il grafico sopra.
      Tenore di vita cdei privati fatto a debito pubblico. I privati che dissanguano la ricchezza del paese con il consumismo di beni posizionali peraltro da chi acquistati? Dai detestati crucchi.
      Ora che si deve rientrare - supposto che non sia troppo tardi - si tira la cinghia.
      Tutta roba Made in Italy.

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    7. x Spirita Libera:
      Io sarei ideologicamente per una moneta locale.
      Ma, conoscendo gli italici, si tornerebbe alla spirale inflazione - debito pubblico - dissipazioni - ecocidio -evasione - solo evasori ad esportare illegalmente capitali (mica vogliono la liretta che li avvantaggia).
      Quindi sì alla moneta locale ma... solo in un regime autarchico.
      No regimecautarchico sì sì global? Pigliati allora la moneta più sì global.
      L'effetto positivo dell'euro - ed è ciò per cui le masse lo detestano - è correzionale.
      Tipo: non puoi aumentare prezzi perché ti tira il culo ma devi aumentare l'efficienza nella produzione e/o aumentare la qualità (stabilità o crescita solo se "sostenibile" (in senso ristretto, economicistico, purtroppo non nel senso ecologico, completo che piace a me)) e/o diminuire i consumismi/servizismi.
      E se non puoi aumentare alla culo il prezzo del tuo lavoro, NON puoi aumentare da 40 o 50 centesimi a 1.50€ il prezzo del bombolone che paghi e quindi quel fornaio ladringordo chiude oppure - tadaaaaaa - diminuisce i prezzi ed ecco la meraviglia della deflazione!! Torni piano piano competitivo.
      Ecco l'etica dell'euro così detestata.
      Hai capito Spirita?

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    8. Io non so, a volte leggo delle cose scritte da gente che sembra venire da una dimensione alternativa, una dove il prof. Prodi, contemporaneamente icona democristiana e icona comunista, ha dato via le "partecipazioni statali" a prezzo di saldo, venghino siori e siori, svendiamo tutto, svuotiamo il magazzeno... E quando il prof. Prodi ha svenduto quei simpatici carrozzoni, questi producevano ogni anno un passivo equivalente al PIL di certe nazioni. Epperò poi leggo che il debito si è magicamente generato a partire da un certo punto causa solito magegghio finanziaro-speculativo.

      Ma si dai, recitiamo 'sta commedia dell'Italia operaia e operosa traviata suo malgrado dai banchieri e dai bottegai.

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    9. Errata corrige "una dove il prof Prodi NON ha dato via le partecipate bucate".

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    10. Cito come al solito la fonte che la Merkel fa modificare a suo piacimento per falsificare la storia, cioè Wwikipedia:

      "nel 1980 l'IRI era un gruppo di circa 1 000 società con più di 500 000 dipendenti. Per molti anni l'IRI fu la più grande azienda industriale al di fuori degli Stati Uniti;

      nel 1992 chiudeva l'anno con 75 912 miliardi di lire di fatturato ma con 5 182 miliardi di perdite.

      Ancora nel 1993 l'IRI si trovava al settimo posto nella classifica delle maggiori società del mondo per fatturato, con 67,5 miliardi di dollari di vendite. Trasformato in società per azioni nel 1992, cessò di esistere dieci anni dopo."

      ATTENZIONE PREGO:
      "Ai vertici dell'IRI si insediarono esponenti della DC come Giuseppe Petrilli, presidente dell'Istituto per quasi vent'anni (dal 1960 al 1979).

      Petrilli nei suoi scritti elaborò una teoria che sottolineava gli effetti positivi della "formula IRI". Attraverso l'IRI le imprese erano utilizzabili per finalità sociali e lo Stato doveva farsi carico dei costi e delle diseconomie generati dagli investimenti; significava che l'IRI non doveva necessariamente seguire criteri imprenditoriali nella sua attività, ma investire secondo quelli che erano gli interessi della collettività anche quando ciò avesse generato "oneri impropri", cioè anche in investimenti antieconomici."

      AHAHAHAH... la Merkel, che si inventa queste cose per confonderci...

      "Poiché gli obiettivi dello stato erano sviluppare l'economia del Mezzogiorno e mantenere la piena occupazione, l'IRI doveva concentrare i propri investimenti nel Sud ed incrementare l'occupazione nelle proprie aziende. La posizione di Petrilli rifletteva quelle già diffuse in alcune correnti della DC, che cercavano una "terza via" tra il liberismo ed il comunismo; il sistema misto delle imprese a partecipazione statale dell'IRI sembrava realizzare questo ibrido tra due sistemi agli antipodi."

      Sempre invenzione della Merkel...

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    11. "L'Istituto e le sue aziende dovevano quindi finanziarsi con l'indebitamento bancario, che negli anni Settanta crebbe a livelli vertiginosi: gli investimenti del gruppo IRI erano coperti da mezzi propri solo per il 14%; il caso più estremo era la Finsider dove nel 1981 questo rapporto scendeva al 5%. Gli oneri finanziari portarono in rosso i conti dell'IRI e delle sue controllate: nel 1976 si verificò che tutte le aziende del settore pubblico chiusero in perdita".

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  7. XUomo: personalmente l'euro ha solo rovinato la mia vita, non pensò che sia sbagliato il concetto di moneta unica e di Europa ma è stato sbagliato puntare così tanto su questa moneta unica dimenticando che ogni Stato membri ha una sua velocità e carattetistiche che non possono essere uniformate. Lì è stato l'errore. E ira ne paghiamo le conseguenze. Come te non sono affatto per la crescita a tutti i costi. E voler a tutti i costi crescere in nome di non si sa cosa e farne pagare le conseguenze ai cittadini è sbagliato. Va rivista tutta la politica comunitaria.

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    1. PS. Se Lady Mekel continua a credere di essere la maestrina con la bacchetta in mano, allora si, usciamo pure dall'Europa. Ma messi come siamo ora non so cosa potremmo fare...è proprio un bel casino. :(

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