mercoledì 25 marzo 2015

Dipolo interrotto

Hesse, nel Magister Musicæ che parla a Knecht, nella tappa del viaggio di trasferimento da Eschholz a Waldzell, mette in guardia dalle passioni.

Da queste istintive e violente inclinazioni e antipatie, potrai riconoscere con certezza le anime piccole. In realtà, cioè nelle anime grandi e negli spiriti superiori, queste passioni non esistono.

Non ascoltare ciò che dicono, osserva ciò che fanno: al momento dell'incontro tra il Maestro e il giovane Knecht la loro amicizia era nata proprio dal trovarsi avvolti nelle spire emotive, artistiche, nel vortice creativo della passione musicale, il realizzare sogni ardenti, prima su un brano e poi sull'improvvisazione di una fuga, ripetute, a passi successivi, in una sorta di ipnosi iterativa spiraliforme in cui il turbine mischiava caoticamente trasporto, arte, libido creativa, movimento nascente, spezzava l'uno in sé per tentare di fonderlo con l'altro.
Tu sei un animale emotivo? Riesci a salire sul turbine della tempesta, dell'impeto, a cavalcarlo?
Tra ieri e stamani riflettevo su questa condizione che vivo da alcuni anni e degli estremismi che ricerco e cambiano col tempo, si smussano quelli fisici ma altri sorgono e vengono abbracciati.
Apri il rubinetto, lo vuoi proprio aprire, fino in fondo, il rubinetto della doccia scozzese esistenziale: asprezza alpine e bohémienne artistica, tra castità e brama di lussuria, tra voglia di isolamento e desiderio di fusione, tra una inculata oscena e meravigliosa di un'arte porno e la contemplazione della morte, intolleranza migratoria e centripete gravitazionali verso altre identità, culture, i rami mossi dal vento della quercia granda amata e ricordi lontani ormai di orge, transe e apatia, gola luculliana e digiuno. Ascetismo, socialità. E...  E singolitudine e...
E cosa?
E' come se si fosse interrotto quel dipolo. La mia bulimia emotiva e la fame di contrasti probabilmente ciò che mi tiene lontano dal tessere una relazione e dal logorio cognitivo, estetico della relazione erotica, la centrifuga assicurata da questa sorta di ascetismo bastardo, incongruente.
Stamattina, ascoltavo Radio 3 prima del GR delle 6:45, le mie lacrime cascavano sul panino all'uvetta  e burro e marmellata di mirtilli rossi sopra esageriamo, dai, solo ancora una volta. Ma che razza di miscuglio!? Come può l'arte arrivare così in fondo nell'anima, dove sei vulnerabile? Ti fai trasportare dalla musica, più frequentemente che in passato. Poi ancora lacrime, hai scovato il brano e lo riascolti speri che non entri nessuno in ufficio.
Sconquassi emotivi e singolitudine, dipolo interrotto. Già.

20 commenti:

  1. Il giuoco delle perle di vetro
    Hermann Hesse
    Oscar Mondadori
    p. 81

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  2. ti stupirò ma capisco quelle lacrime

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    1. La musica, tra le arti, è quella che riesce più a raggiungere la parte più autentica, vulnerabile del nostro nucleo.
      La Misa Criolla di Ramirez, cantata da Sosa, è una di quelle opere e il Kyrie in questa.

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    2. La musica, sì. Ma anche, e ancor di più, gli odori. Quelli, vigliacchi!, colpiscono alle spalle quando meno te l'aspetti.

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    3. Se ricordo bene, la parte del cervello che elabora i segnali olfattivi è la più antica. Le reazioni agli odori non sono mediati né filtrati da alcun altro dispositivo della mente-cervello.
      _zzz, quasi sempre, mi dice delle donne che gli piacciono citando "quel profumo, quell'odore che aveva".

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  3. ps: rispondendoti, quella postata non ti piace ?

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  4. Beh, siccome ho capito poco...anzi niente di ciò che vuoi dire, quantunque è la prima volta che mi capita da quando seguo il tuo spazio virtuale.
    Allora, ti lascio un concetto ( taoista naturalmente ), che potressti apprezzare "Tutte le cose evitano ciò che è dissimile, e aderiscono a ciò che simile".

    E ora posso acoltarmi l'incantevole voce e musica del Kyrie che proponi.

    Buona giornata UUIC

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    1. Volevo dire che il vivere senza una donna, ha acuito, non so se per sublimazione o per altro, la mia sensibilità per le cose della vita e anche una ricerca di paesaggi emotivi da attraversare.

      Anche il tao, come altri pensieri orientali, suggerisce una via che sia lontana dallo Sturm und Drang (und Frieden aggiungo io).
      Terzani osservava che noi europei siamo romantici nel nostro più profondo, riteneva che la via dell'alfa privativo non ci sia congeniale.

      Io sono così lontano ora, dalla ricerca della atarassia, dell'imperturbabilità. La serenità, la quiete nulla sono senza gli eccessi di cui è circondata.

      Buongiorno caro Daoistaccio. :)

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  5. Eros e thanatos, vita e morte, luci ed ombre...siamo tutti esseri duali e trovare un equilibrio nelle contraddizioni che ci animano e' davvero un' impresa a volte e forse non ha nemmeno senso provarci....siamo cosi' come siamo "Nè angeli nè bestie, soltanto uomini" (Pascal).

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    1. Nella limitatezza del mio cammino in questo mondo, visto che il mio punto di vista è il mio vissuto e non è generale, prendendo atto di questo limite, io cerco di capire come mai si tende a fuggire dall'essenza duale di quasi ogni aspetto dell'esistenza.
      Per non essere bestie ci si trova nell'impossibilità di essere angeli, sfuggi dall'oscuro e ti trovi nella non-luce perenne (e non è una metafora, l'orribile luminescenza giallo-merdognolastra delle nostre non notti non oscure è una squallida e orribile realtà).
      Il discernere, la possibilità di essere bestie e angeli che è grandezza, vita.

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  6. Il tipo di trasporto al quale fai riferimento non puoi crearlo, arriva quando vuole. A volte ne resti così preso che cerchi d'afferrarlo, e quello scompare senza apparente ragione. Altre volte, ricordandolo, tenti di ricrearlo, e quello è inafferrabile. Gli ingredienti sono semplici e al tempo stesso sfuggenti, puoi comprenderli ma non controllarli; anzi, più cerchi di controllarli meno sono efficaci. Sì, credo proprio che il trucco sia nel lasciar fluire, che è una cosa che non è così semplice come sembra. A volte una spintarella chimica/alcolica può aiutare, ed è anche questo un segnale di come l'innesco dei momenti "magici" sia proprio... incredibilmente... l'allentamento, la perdita del controllo. Siamo animali strani (come tutti gli altri).

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    1. PigiaTasti, sai cosa ti dico?
      Che una certa opera e uno certo stato d'animo sono imprescindibili. Se manca l'alchimia a due componenti, l'arcano non si compie.
      Certamente lasciarsi andare aiuta.
      Ma se sei in un certo stato d'animo esso affiorerà con maggior decisione e non potrà che essere quello.
      Se è euforico, energico, difficile che il Kyrie della Misa Criolla o Il Signore delle Cime possano evocare qualcosa e via dicendo.

      Direi che abbiamo un'anima poliedrica, con molte facce.

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  7. UomoCoso, si può stare peggio di cosi. C'è un punto di vuoto assoluto, di solitudine assoluta, di fine di tutte le speranze, di dolore assoluto. E li scopri che non è solo difficile vivere, è ancora più difficile morire.

    Quindi il mio suggerimento è di mangiare bomboloni finché puoi.

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    1. Sì, il dolore più grande, terrificante, annientante, è quello dell'impotenza, della fine delle speranze.
      Il rifugiarsi nel piacere può lenire, mitigare, distrarre.
      Non so, ho vissuto solo poche volte problemi gravi nella vita, direi due.
      Gravi in quel momento, per me (la separazione dalla madre di mio figlio, la fine con la/della azienda precedente).
      Ora so che attraversare quei momenti di difficoltà, tanto è doloroso, tanto ti irrobustisce, ti crea una memoria di fortezza e serenità a venire, dopo la crisi. Questo aiuta molto, da una parte e dall'altro smussa.

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    2. non dare retta a Lorenzo. sui bomboloni intendo

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  8. Vivere le emozioni, accettare anche il dolore. Fosse facile, ma è Il solo modo per provare a integrare sfera emotiva e razionale. Altro non so, attraversiamo la vita e ne cogliamo a stento il mistero.

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    1. Accettare anche il dolore.
      Umanamente tendiamo a rifuggire da esso.
      Ma, come osservo da sempre, specie da quando iniziai a studare un po' di tantra, non puoi arrestare solo mezza corsa del pendolo.
      O sta fermo o si muove poco oppure pendola e l'ampiezza da una parte è l'ampiezza dall'altra.

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  9. La musica ha un potere straordinario sulle emozioni, è fortemente evocativa (sono una grande scopritrice di acqua calda. Ho talento, lo so. :)).
    Tu sai come farti tiranneggiare dalla musica, bravo, è una cosa che mi piace.
    Radiotre non riesco più a prenderla, ma guarda che mi è capitato di ascoltare certa musica e poi a certi orari... sto parlando di musica con la emme maiuscola.

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    1. Rinadire che l'acqua calda è bagnata e calda è saggio.
      Siamo in un mondo di dementi in cui, sempre più spesso, poiché è politicamente scorretto e il bagnato e il calore, si nega con veemenza, senza se e senza ma, che l'acqua calda sia calda e bagnata.
      (8|
      Diciamo che una volta ascoltavo alcune trasmissioni su Popolare Network / Radio Città del Capo e alcune radio di sinistra indipendenti ma poi la loro chiesastica catechesi panmixista mi ha fatto scappare che io la roba religiosa la considero sempre cacca, anche se vien da sinistra. Poi anche il segnale ,dalle mie parti è scarso e ascoltare roba gracchiante, anche se trasmette musica interessante, non lo reggo.
      Così è rimasta Rai Radio3 che ha una scelta molto interessante.
      Sì, Musica. Quel 10% del 99% non commerciale che non viene trasmesso nel 99% delle radio che trasmettono solo il 5% della robazza più commerciale.
      Le radio come gli scaffali della GDO, stessa robazza di sempre minor varietà, sempre più industrializzata e omologata.

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