giovedì 26 marzo 2015

Lubitzone e i filistei



Pare che il copilota Andreas Lubitz abbia deciso di farsi, farlo e farli precipitare.

Questa notizia provoca reazione contrastanti.
Umanamente vorrei augurare un cancro al suicida-omicida, indegno essere, vai a sfracellarti da solo senza rompere i coglioni e le ovaie ad altri, stai a marcire in un possibile inferno, stupido essere meschino. Purtroppo non ha alcun senso augurare un cancro ad uno che si è suicidato, come gli ignobili esseri indegni di vivere (infatti) che si buttano sotto i treni e i metrò scassando le palle a centinaia di migliaia di persone. Suicidatevi,  ma sparandovi, pero!
Ecologicamente Andreas è un eroe, ha fatto fuori, in un colpo solo, oltre a se stesso (suicidio e omicidio ora come atti di massima ecologia) in un mondo sovrappopolato e in ulteriore esplosione demografica centocinquanta bipedi di quelli alla più alta impronta ecologica e distrutto una macchina massimamente produttrice di inquinamento e dissipatrice di risorse non rinnovabili. Un goccio d'acqua nel rogo folle ecocida e biocida della crescita esponenziale della insostenibilità.

Osservavo oggi che i criteri di valutazione e giudizio ecologici e antropocentrici sono (sempre più) spesso incompatibili.
Pietà e compassione per i genitori e... un'onorificenza ecologica postuma da consegnare.

46 commenti:

  1. E' noto che i tedeschi sono iper razionali e abbastanza rigidi (senza generalizzare), quindi non sono inclini a gestire bene un eccesso di tensioni, quando sono in sovraccarico emotivo vanno in tilt e basta. Che gli sara' successo per fare un tale gesto? vai a capire. L'avra' mollato la ragazza, avra' scoperto di avere un male incurabile, avra' deciso che la vita era troppo pesante per continuare. Quando arrivi al punto di suicidarti, anche se fai le cose razionalmente, non sei comunque in te. Non giustifico, ma nemmeno condanno. Mi chiedo piuttosto se non fosse emerso dalle visite obbligatorie che i piloti devono fare uno stato depressivo o qualcosa che potesse far suppore un forte disagio psichico. Comunque sia, una tragedia enorme.

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    1. Cioe': per fare il pilota devi superare dei test veramente molto severi, devi essere a posto sia fisicamente che mentalmente perché ti danno in mano un mezzo che non e' un giocattolo e la responsabilita' di centinaia di persone. Quindi deve essere per forza uscito di senno per qualche incomprensibile motivo. Vai a capire.

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    2. Visite preventive...
      Mah.
      Se ricordo bene alcuni degli islamici attentatori conto i compagni di Hebdo erano stati "annusati" come potenziali criminali, ma non era servito.
      Quanti persecutori-molestatori (stalker) assassini erano stati diffidati, allontanati?
      Io piuttosto valuterei un miglioramento del protocollo.
      Ad esempio il blocco dello sblocco con codice della porta di accesso alla cabina, dovrebbe essere possibile solo con l'autorizzazione di pilota E copilota, non con la decisione di solo uno dei due.
      Ma anche questa ulteriore misura atta a gestire la sicurezza (in questo caso tramutatasi in insicurezza) in caso di attacchi terroristici presenta una qualche falla. Il sistema, fisiolofgicamente, non può prescindere dalla fisiologia dei suoi agenti. Pensa se dovessero studiare dei meccanismi per cui le auto si fermino a lato nel caso in cui il conducente "dimostri" pulsioni suicide-omicide.

      Direi che rispetto a queste dimensioni rare non è econmicamente né funzionalmente ragionevole pensare a possibili contromisure.

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    3. Giusto...consderiamo anche l'ipotesi di un malore, di una depressurizzazione della cabina di pilotaggio per cui il copilota e' svenuto...non e' detto si sia voluto suicidare...vediamo che diranno le indagini.

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    4. PS. Pero' Uomo fattelo dire....ti commuovi (giustamente) per la dipartita di una blogger e poi ti raegri perche' ora nel mondo e' meno sovraffollato grazie a questa strage.... :). Va be, non dico altro.:)

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    5. e si vede che quei 150 non erano ecologici, quella lì sì......

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    6. Guardate che io ho scritto la mia reazione umana di indignazione per l'omicidio. Forse non l'avete vista.

      Il fatto che la sparizione di uno o più esemplari della nostra specie possa causare grande dolore agli altri è un fatto. Il fatto che esso sia ecologico è altrettanto un fatto.

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    7. cioè, renditi conto man.... mi fai andare d'accordo con Lorenzo !!!!!!

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  2. eh beh, mani sul volante a leggere le farneticazioni di questo tuo post :-)

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    1. E' preoccupante come un'analisi il più possibile oggettiva, comprensiva, al punto di osservare aspetti contrastanti della realtà (quella umana, emotiva e quella razionale), venga considerata farneticante.
      Francesco, guarda che tu sei dentro il tuo punto di vista che NON è il mondo. Il suicidio strage di Lubitz ci ricorda che il mondo e la realtà NON è solo le regole che ci siamo dati e che funzionano quasi sempre.
      Anche dal punto di vista filosofico osservare il caos che se ne strafotte delle nostre convenzioni umane, morali, logiche, è importante.
      Il fatto che alcuni aspetti della realtà disturbino e ci scuotano e ci, ehm, ti ;) tolgano raziocinio è anche esso un fatto.

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    2. guarda, mettiamola così, quanto meno rispetto agli aspetti "ecologici"

      pensa se c'era tuo figlio sull'aereo.....

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    3. Per quanto possa esser dolorosa per me la scomparsa di mio figlio, o per altri la mia, etc. non cambia di un epsilon che, a tutt'oggi, ogni esemplare in meno della specie homo è una piccola probabilità di speranza in più che la vita (supwriore) su questo pianeta non scompaia.

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    4. Uomo questo mondo finira'prima o poi, non ci sara'cura che tenga.
      Ti diro' di piu', finira'anche questo universo.
      Vite superiori comprese.

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  3. UomoCoso, te lo devo dire, questo post è una puttanata.

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    1. Vedi che lo puoi dire!?
      Sinceramente, io stesso mi trovo abbastanza stupito nell'osservare le mie reazioni e del conflitto tra esse, tra i piani sulle quali esse sono.
      Del resto, scusa, ma a viene da ridere a crepapelle quando... vengo a sapere che esistono sistemi morali (e forse anche giuridici) che condannano o considerano criminale il suicidio.
      Ahahah, che scemi!
      (:=

      Ma cosa fanno? Resuscitano il suicida e poi lo schiaffano in galera? Lo prendono a frustrate?
      Insomma, le mie puttanate sono bazzecole, in confronto.

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    2. UomoCoso, ci sono degli argomenti e ci sono dei momenti che richiedono rispetto o meglio il silenzio.

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    3. Se è stato suicidio solo Dio lo potrà giudicare. Una prece a lui e alle altre 149 vittime. Io personalmente mi tocco le palle visto che domani prenderò l'aereo

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    4. Un bel tacer non fu mai scritto.
      Purtroppo.

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    5. Questo è un diario e nel proprio diario ciascuno scrive anche la propria vita, le proprie reazioni.
      Il fatto che esso sia un diario aperto, messo sulla tavola e inviti alla lettura da chi si siede in soggiorno, non significa (teroricamente) che chi si sieda possa condizionarne l'autore.
      Io ho registrato in questa memoria pubblica due mie reazioni peraltro fortemente contrastanti.
      Il fatto che la polizia tedesca abbia messo sotto protezione la famiglia Lubitz significa che c'è un ragionevole timore che altre persone, probabilmente quelle con lutti in famiglia, abbiano avuto reazioni emotive come le mie.
      Certamente le considerazioni ecologiche sono, per quanto oggettive, assai meno diffuse.

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    6. Io stesso mi stupisco, talvolta, per questi fiotti di misantropia.
      Mica lo nego, eh!?

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  4. Ah, adesso capisco perché non ci pigliate quando parlate di economia...

    Allora, Man: qui c'è scritto che chi si sta occupando del caso, in conferenza stampa avrebbe detto queste parole:

    “Non ho parlato di suicidio perché non ho elementi in merito – ha detto il procuratore – Ma ci si suicida da soli, non quando si ha la responsabilità della vita di 150 persone. Per questo non ho usato il termine di suicidio, ma posso dire che il co-pilota ha volontariamente permesso la perdita di quota dell’aereo”

    Questo NON significa che il pilota si è suicidato, ma è SOLO una IPOTESI.

    Peraltro, DOPO che saranno analizzate con cura le scatole nere relative alle conversazioni e ai dati, forse sapremo qualcosa di più.

    Nel frattempo, alcuni titoli di compagnie aeree stanno calando in borsa. E qui mi fermo.

    Adesso discutiamo pure di romanticismi...


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    1. Cioè: può darsi benissimo che la cabina di pilotaggio fosse andata in depressurizzazione, per cui il pilota al comando non ha voluto che ci fosse un problema di pressione anche nel resto del velivolo. Le ipotesi al vaglio sono tante. Vedremo.

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    2. Sai, la borsa è una di quei fenomeni di isteria e assurdità colletiva, asimmetrica.
      Quella in cui tutti esultano giulivi se si "creano" magicamente centinaia di milioni di euro se un tot di borsisti più o meno presi da qualche moda acquistano e che "bruciano drammaticamente" centinaia di milioni di euro se altrettanti, poiché la vicina aveva le ciabatte verdi invece di quelle gialle vendono.
      Ovviamente le notizie della crescita di finto valore non le caga nessuno, mentre l'isteria mediatica esce ogni volta con titoloni per il_bobbolo se il finto valore "viene bruciato".
      Ahi presente le giuste osservazioni di Bagnai sul fatto di distaccarsi dall'economia reale? Ecco...

      Vedremo.
      In ogni caso delle mie osservazioni solo quelle relative alla reazione umana sarebbero inficiate se si scoprisse che non si trattò di suicidio.
      Ogni sparizione di homo è una boccata di ossigeno per la biosfera.

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    3. Dai, Mensch, questa è una provocazione e lo sai anche tu, perché ti piace alimentarti nel conflitto.

      Se tuo figlio fosse stato su quell'aereo al ritorno di uno scambio studentesco, non credo oggi diresti quello che hai detto. L'ossigeno ti verrebbe a mancare. Ripensaci.

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    4. e poi si stupisce che non trova fidanzata

      tra queste minchiate che scrive e la casa fredda......

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    5. x nottebuia:
      Come ho scritto in questi commenti ma anche in precedenza, il fatto oggettivo che la diminuzione del numero di ecocidi sia e un fatto ecologicamente positivo e dall'altra forse la cosa che ci reca più dolore, il terrore della morte forse è una delle cose che caratterizza di più la specie, rispetto ad altre, sono un fatto.
      Che sia provocatorio osservarlo mi interessa poco. La realtà che non sia quella che viviamo più di frequente è irritante, provocatoria, Direi che non c'è nulla di nuovo.

      x Francesco:
      Tu ti stupisci. Pensi che io non abbia mai ragionato sui pro e contro delle mie scelte di vita!? Dai!
      Tra le altre cose io capisco che tu ti sei scandalizzato per queste osservazioni. Ma se ti scandalizzi, il chiederti il perché potrebbe fornirti qualche risposta.

      "la ragione umana, per qualsivoglia progresso possibile, non potrà mai spogliarsi di questo scetticismo; anzi esso contiene il vero, e si dimostra che la nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando; ch’ella si allontana dal vero ogni volta che giudica con certezza; e che non solo il dubbio giova a scoprire il vero [...], ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita sa, e sa il piú che si possa sapere".

      Insomma, dubitare, interrogarsi sulle proprie certezze, anche quelle morali.
      Ora puoi dare del minchione anche a Giacomo Leopardi! :)

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    6. uomo, di base me ne batte il belino come direbbero a Genova. anzi, se non ci conoscessimo da sette quasi otto anni ti metterei in modalità "ignore"..... direi, "va che bel pirla" come direbbero a Milano oppure "va che bel piciu" come direbbero a Torino.. la verità è che tu, come tutti più o meno, ti stai costruendo un personaggio. o meglio, te lo sei costruito negli anni. altrimenti non ti stupiresti a posteriori della tua misamtropia. per come sono io, attento ai risultati, nel momento ho costruito il personaggio e valutato i ritorni, darei subito dopo le dimissioni (dal personaggio)..... ma tu sei diverso ! :-))

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    7. E' noto dalla fisica che l'osservatore perturba quando osservato, gli ingegneri direbbero che lo strumento di misura ha sempre qualche effetto sul campo misurato. Quindi anche io non posso non essere in qualche modo influenzato dall'interazione, dall'osservare gli osservatori.
      Quello che non capisci (capisco che non sia importante per te, ma non è neppure un problema per me come tu sostieni) è che "il personaggio" o altre strane congetture hanno, rispetto alle mie reazioni, considerazioni, a queste pagine, influenza prossima alla zero.

      Questo diario NON è funzionale alla vita.
      Non capisco: quali potrebbero/dovrebbero essere i ritorni, Francesco?
      Una volta, col diario della ex-coppia, è successo che esso fosse anche vetrina per incontri potenzialmente scambisti e qualcuno di questi avvenne.
      Ma qui non succede proprio nulla, questo diario non ha scopi relazionali, utilitaristici. Nessuno.
      So che potrebbe essere sconcertante ma è così.

      Piuttosto tendo a fare l'avvocato del diavolo, dove il diavolo è la filosofia, la dinamica mentale, l'ecologia a cui tengo molto.
      Questi sono scopi peraltro alquanto concettuali, morali.
      Io ignoro quali potrebbero essere i ritorni di questo diario che non siano questi.

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    8. In realtà il problema è sempre in chi si scandalizza.
      Fai un rutto rumoroso alla cena di lavoro con la nobiltà lombarda.
      E fai la stessa cosa in una cena di lavoro con clienti russi o indiani.

      Quali sono le reazioni?
      Ma, in realtà, esiste il problema del ruttare a tavola? E' un problema?

      Molti di voi, anche io, siamo sconvolti da questi fatti e non accettiamo che ci siano anche reazioni non canoniche.
      Questo vale anche per te, Francesco.
      Va bene che poi utilizzi il termine "minchiate", è quello che senti dentro. Utilizza come preferisci questa energia.

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    9. Man, mi piace pensare che tu abbia voluto scrivere un post con l'obiettivo di fare 150 commenti.

      Il tipo di ecologia che tu stai provando a sostenere non ha alcun senso.

      Ti metti a difendere una sorta di Spirito Primordiale (Gea?? boh, che cazzo ne so io?), che se ne fotte bellamente di essere difeso / difesa da te.

      Senti questa. In un tempo normale delle stagioni di questa Galassia (una tra le tantissime), il Sole collasserà inghiottendo il pianeta Terra e ponendo fine a questo piccolo pianeta.

      Vuoi provare a salvaguardare la vita di un albero? Che senso ha quello che dici? La Natura provvederà presto a cancellare questo pianeta e se ne frega di te e dell'albero che tu proteggi.

      Fine.

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    10. Ma cosa me ne frega dei 150 commenti... Cosa ho scritto? Che ogni episodio che contribuisca a ridurre la crescita fuori controllo della specie è ecologicamente positivo e, paradossalmente, per la specie stessa.
      150 europei probabilmente, per impronta ecologica, equivalgono a 1500 etiopi o 2000 haitiani etc.
      Guarda, io avevo sperato pure in Ebola, ad esempio. E non lo scrivo ora ne qui per commenti o altri ritorni che non esistono. Se vuoi ti recupero anche i collegamenti.

      Insomma, sta inconciliabilità tra homo e vita non umana e il fatto di osservare alcuni fatti su eventi drammatici in cui ciò appare, in cui il bilancio a somma zero emerge, vi turba proprio intensamente.

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    11. Guarda, io pensavo da tempo ad una pagina sul collasso ecologico yemenita che era stato annunciato da pericolosi scricchiolii dovuti all'esaurimento delle riserve di acqua dolce e dalla crescita demografica fuori controllo, gli eventi mi hanno anticipato.
      Ma una pagina così (in Yemen ci saranno molto morti di più rispetto ai 150 dell'Airbus della Germanwings) in quanto emotivamente lontana,non la cagherebbe nessuno.

      E' che queste cose disturbano gli homo perché ricorda loro che non sono divini quanto credono, ricorda che la tecnologia non è salvifica, ci porta la morte nella vita e lo fa in modo brutale.
      Su questo fuoco io butto altra benzina sul fuoco della positività ecologica di qualsiasi evento che riduca la proliferazione ecocida della specie.
      Solo che agli homo questo non piace e penso che sia anche ragionevole.
      Ma non è che se una cosa non piace, allora non sussiste.
      Non è proprio così.

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    12. Ma LOL...

      E allora, caro Mensch, mi metto al livello della tua provocazione e ti svelo pure un'altra cosa.

      Gea confida nella CRESCITA ECONOMICA come motore per far avanzare la tecnologia e trapiantare i semi degli alberi su un altro pianeta nella costellazione di Orione, affinchè la Grande Quercia continui a vivere dopo che il Sole avrà esaurito il suo combustibile.

      Gea vuole che ci siano 10 miliardi di homo, perché vuole moltiplicare la probabilità che nascano nuovi Einstein, Galileo, Newton.

      Gea non teme il rischio che questo pianeta termini le risorse naturali o che esplodano 7 centrali nucleari, perché questo per Lei equivale a un raffreddore: nei suoi normali tempi geologici, dopo un milioncino di anni il raffreddore viene superato.

      ;-))

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    13. uomo, ripeto, non fraintendermi.

      un conto è la simpatia e l'affetto, anche verso la sua intelligenza, che nutro per te. perchè si può essere intelligenti anche quando si dicono minchiate.

      però mi dovrai permettere, proprio per il rapporto viruale che ci lega, di segnalarti come tu sia un personaggio che va un pò troppo la borderline. dell'impatto ecologico di quello che succede nello Yemen, in Burkinafaso o sulle alpi francesi mi interessa fino ad un certo punto. sia io che altri (nottebuia, Sara, Lorenzo, Alhambra) abbiamo provato a dirti con ragionamenti e motivazioni diverse che stai dicendo un sacco di cagate. ma sono le tue cagate e nessuno ti impedirà di esternarle. se io ne fossi turbato emotivamente dovrei a mò di telecomando cambiare canale.

      quello che "contesto" (contesto ????? boh, non so che termine usare) è "il personaggio UUIC", cioè come dicevo l'essere sempre tendenzialmente borderline. la tua vita ed il tuo pensiero è incardinata su una serie di idee che..... non ti fanno bene! razzismo, tango "estremo", ecologismo, notav, antislamismo, abitazione spartana e chissà quante cose non mi vengono in mente..... tutte queste cose secondo me a te, uomo destinato a vivere ahime "poco", che è una cosa che tu hai ricordato l'altro giorno parlando della blogger che è mancata, SOTTRAGGONO, non aggiungono.

      ohi, mi è venuta da dirtela così, poi se vuoi mandami a cagare e dimmi pure di farmi i cazzi miei! :-)

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    14. > Gea confida nella CRESCITA ECONOMICA
      Il primo che ascoltai proporre un accelerazione della crescita affinché il sistema collassi prima possibile e i danni siano meno catastrofici fu Massimo Fini.

      Per il resto, tutto ragionevole, nulla da eccepire
      Paul Crutzen coniò proprio il termine antropocene proprio per la più vasta serie di estinzioni proprio causate dalla specie homo.

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    15. Francesco

      Come sai questo posto è aperto. La scelta di avere un diario pubblico comporta anche - se c'è volontà che sia effettivamente pubblico e cercare di mettersi in gioco - di accettarne le reazioni.

      Per il resto hai osservato bene: tendo ad essere eclettico e pure radicale, estremo, anche se non quanto vorrei e desidererei.
      La cosa che io proprio non capisco è che... proprio non riesco neppure a capire alcuni tuoi termini e questo la dice lunga sulla potenziale e irrisolvibile - per dirla alla Sartre - incomunicabilità esistenziale.

      razzista non ha senso, veramente. Io sono per gli spazi e le identità culturali, il rispetto e se ti arrivano addosso milioni di svizzeri sarei "razzista" con gli svizzeri, se arrivassero milioni di lapponi o di paraguagi sarebbe lo stesso. Io ebbi persino una storia con una marocchina, tanto per dirti.
      Sono usi stupidi delle parole perché ho spiegato millemiliardi di volte che il problema non è il razzismo ma è un problema di numero ma voi non volete capirlo perché volete NON capirlo.
      Hai presenti gli stupidi che usano fascista per qualsiasi cosa e per il contrario di qualsiasi cosa? Tu hai le possibilità per non metterti su quel piano ma... ci sei cascato ancora una volta.

      tango "estremo" io non so cosa significhi. Sarebbe come dire rally estremo o frittura estrema. Mah.

      no tav... c'è una letteratura sterminata, ancora è uscita la merda di Lupi, Incalza, Perotti, ovvero coloro per i quali si fanno le devastazioni inutili e tu vieni qui a ricordare i no tav.
      Ve la meritate 'sta roba, direi!

      Allora, la mia impressione è che voi non ci capiamo e che io, non di rado, sono raccapricciato dalle "vostre" (generalizzo) credenze, dalle vostre convenzioni, dal vostro rifiutare scienza e conoscenza.

      Da questo punto di vista io spesso alimento la differenza, giocando sull'emotivo.
      C'è un'ampia letteratura sui limiti nell'uso dell'emotività nella comunicazione. Altrettanta ce n'è sui limiti e sull'inefficacia della comunicazione razionale.
      A volte io cerco di metterli insieme, come in questa pagina ma anche questo diventa emotivo.

      Capisco le vostre reazioni di estremisti, di fondamentalisti moderati. Se ricordi, ho già osservato che le reazioni più violente si hanno spesso da coloro che si definiscono o si credono moderati.

      Non avete spiegato, Alahambra, Lorenzo e tu, perché abbia scritto minchiate e cagate. Non una riga.

      Io vi chiedo perché , allora. Penso che non argomenterete.
      Non si fa così Ivano! dice la mamma.
      Perché non si fa così? le chiede.
      Perché non si fa così.

      In realtà c'è una spiegazione.
      Perché qui siamo sugli assiomi del pensiero sulle pilastri dei sistemi di valori. Sono non negoziabili, non discutibili e questo avviene per ogni persona. Ovviamente non esistono questi assiomi, sono convenzioni ma essi vengono percepiti come... non discutibili, non violabili.
      Estremizzando, "per voi", che gli homo siano sopra tutto e ciò implichi un "rispetto" che deve venire prima di ogni altra cosa (ad esempio di oggettive constatazioni di tipo ecologico, come queste).
      D'altra parte, tu che mi dai del razzista, sostanzialmente ammetti che di Yemen, Burkinafaso etc. non te ne frega nulla ovvero 150 mnorti qui sono più gravi che 1500 morti là che è un atteggiamento sostanzialmente razzista.

      Io ho violato queste convenzioni e questo provoca reazioni.

      Nella differenziazione delle posizioni io trovo, demo ammettere, una certa soddisfazione e, paradossalmente, dalle critiche, specie se dure, uno sprone.

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    16. Uomo, te lo abbiamo spiegato argomentando altre 100 volte: non si può continuare di dire la stessa cosa ogni volta.
      Per altro quello che tu chiami le tue argomentazioni sono frasi ripetute a ciclo continuo (con parole inventate come un linguaggio religioso) con fervore religioso che non argomentano niente se non l'autorefenzialità estrema che ti contraddistingue più o meno da quando ho inziato annoni fa a seguire il tuo diario.
      Noi le spiegazioni le abbiamo date. Non le vuoi sentire, pace, chissene. Ma chi è estremista qui non siamo certamente Francesco Nottebuia, Lorenzo od io.
      Ha ragione Francesco una volta di più: ti sei costruito un personaggio, e questo personaggio è pirla. Tu non lo so, ma comincio ad avere dei sospetti.

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    17. Poiché io "sono un pirla" e ai pirla bisogna spiegare le cose come ai bambini, vorrei sapere

      1 - cosa sia "la stessa cosa" e in quali parole è stata scritta in questa pagina
      2 - perché "la stessa cosa" non vada bene.

      Altrimenti scrivi come reazione alla provocazione per provocare, rischi la medaglia d'argento, come pirla.

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  5. Non credo al suicidio. Sarà che mi piace pensar male, ma la colpa è d'un pilota suicida allo stesso modo in cui è stato Schettino a decidere che la nave della quale era formalmente al comando dovesse passare rasente all'Isola del Giglio. Solo la sua, ovviamente, e solo quella volta. E senza "ordini di scuderia" dall'alto.
    Sono portato a pensare che in questi casi in cui una grande compagnia vede a rischio i propri affari (con danni, risarcimenti e cadute d'immagine di entità sostanziosa) le dirigenze, dopo aver creato le condizioni per la tragedia di turno, cerchino, trovino o creino secondo convenienza i propri capri espiatori per cavarsi le castagne dal fuoco.

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    1. Tutte le congetture sono possibili e non è vietato pensare e a retroazioni o anche a qualche tipo di complotto anche solo su inchieste o conseguenze giuridiche.
      Quali sono le più realistiche?
      In ogni caso l'irruzione del suicidio, il fiore del chaos, direi, scompagina le logiche, le morali. SignorPigiaTasti.
      Io non ho strumenti o dati per sostenere o confutare la tua tesi.

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  6. E' dura l'avventura. Mica come in Alitalia, che tra cassa integrazione e lavoro a nero in qualche compagnia del sud est asiatico, porti a casa 25 testoni al mese.

    E comunque, se gli viene la depressione pure a questi che sono sempre circondati di fregna, vuol dire che contro il "mal di vivere" proprio non c'è piu' speranza.

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    1. Ahahh, il tuo commento fregnoorientato mi ha fatto proprio ridere!
      :))

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  7. UomoCoso, io non contesto le tue tesi "ecologiste" in questa sede.

    Invece dico che è il luogo e l'argomento sbagliato per esporle. Non mi interessa cosa ti è passato per la mente o per i visceri in un dato momento, non tutto quello che ti sovviene devi necessariamente sbatterlo in faccia al mondo. E' una scelta e sulle scelte che fai vieni misurato.

    Se, in quanto adulto, non sei in grado di capire che ci sono luoghi e argomenti che per loro natura sono "sacri", come il luogo, il tempo e le circostanze in cui sono morte centocinquanta persone ignare, allora ti manca qualche pezzo fondamentale. Non rispettare, dissacrare, luoghi ed argomenti "sacri" per motivi futili è semplicemente abbietto e disonorevole, non esercizio di intelligenza e libero arbitrio.

    In amicizia considero mio dovere fartelo notare.
    Siamo nella stessa condizione di quel mio amico che butta la buccia di banana in montagne e io che gli dico di raccorglierla.

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    1. non avrei saputo dirlo meglio

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    2. Lorenzo, autorevolezza, stima e la dimensione spirituale che ti contraddistingue comportano che le tue parole non possano scivolare via.
      Da una parte dovrei fare marcia indietro, dall'altra mi rendo conto che sono solo in un'altra delle dimensioni contraddittorie del vivere.

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