lunedì 2 marzo 2015

Ritardi ad-hoc



Leggo di questo problema nelle ferrovie lombarde: macchinisti lumaca che creano ritardi per aumentare il proprio reddito. Il sistema ferroviario è un sistema regolato abbastanza rigidamente, mi chiedo come possa avvenire?  Il segnale era aperto, la macchina non aveva problemi, quali giustificazioni puoi fornire per il ritardo? Nessuna? Sanzione e provvedimento disciplinare.
Si torna di nuovo al sintomo di problemi, all'assenza di simmetria: se c'è un compenso per le ore extra lavorate (e qui bisognerebbe entrare nel merito visto che questo degenera in un'autodichia pro ritardi), ci dovrebbe essere anche un compenso per puntualità e recupero di ritardi e una penalizzazione per la creazione di ritardi. Creare un conflitto virtuoso di interessi e la relativa responsabilizzazione.

73 commenti:

  1. beh, uomo, la notizia l'avevo già letta. persino i sindacati si sono mostrati (pur parlando di "casi isolati") poco indulgenti nei confronti di questa vicenda. quindi la cosa è più autentica del sole che sorge al mattino. che dirti..... è l'ennesima dimostrazione di quanto merda possano essere le persone. e, se volessi fare polemica, dovrei sottolineare che si tratta della nostra virtuosa Lombardia....

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    1. In genere si usa la locuzione "alcune mele marce".
      Solo che questo non spiega minimamente il problema di un sistema in cui non solo NON è stata prevista la presenza di mele marce ma che addirittura ne premia il marcio.
      Questo è molto più grave perché è a livello sistemico.
      I sindacati, come altre fazioni (medici, giudici, parlamentari, calciatori, ...) hanno sempre favorito la difesa del gruppo all'ecologia della giustizia.
      Una sorta di familismo amorale a livello sociale.
      Francesco, non raccolgo la provocazione sulla Lombardia. A parole Lombardia e Campania o Calabria per te sono la stessa cosa ma non sogni neppure per l'anticamera del cervello di trasferirti a Caserta o a Reggio Calabria.

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    2. A proposito, il "tuo" PD in Campania ha scelto De Luca alle primarie.
      Ogni regione ha i politicastri delinquenti che si merita.
      Poi lo mettiamo vicino a Formigoni oa Galan e forse non riesco neppure a darti tutti.i torti.
      Siamo molto più vicini alla Grecia che alla Norvegia o all'Austria.

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    3. Meriti una citazione in giudizio solo per aver detto "il tuo pd"! Scherzo dai, che stai pure male. In realtà de Luca rappresenta il paradosso della politica nostrana. Rischia di vincere le elezioni ma in virtù della legge Severino non potrà fare il governatore. E neanche Renzi che ha ricevuto il suo appoggio può opporsi. Addirittura in tanti nel PD auspicano la riconferma di Caldoro. ... qui sono saltati tutti gli schemi normali guarda..... io stesso fossi un campano voterei Caldoro che è persino riuscito a mettere un pò di ordine nei conti della regione. ...

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    4. No, non andrei a vivere a Caserta o a Reggio Calabria ma neanche a Belluno o a Vercelli se devo dirla.....

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    5. Come nel caso dei macchinisti manca la responsabilizzazione de la_ggente sulle sue scelte.
      Voti un delinquente? Pagherai sulla tua pelle con la dissipazione delle risorse che avrebbero dovuto essere tuoi servizi etc. senza il trucco di esternalizzare ul problema con la migrazione di risorse (trasferimenti da altre regioni) di persone (emigrazione o turismo sanitario o per altri servizi).
      Insomma all'autonomia / quasi autarchia su base provinciale.
      Questo sistema, in quanto equo, responsabilizzante antidemagogico ed ecologico sarà sempre osteggiato.
      Uno dei tre settori su quattro nel diagramma che apre la pagina odierna di nottebuia.

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    6. Allora apriamo la parentesi del tonto, anche detto lo "spazio Saviano".

      I ferrovieri che fanno muovere i treni da/per/attraverso la Lombardia nel 99% dei casi non sono Lombardi.

      Dice la "civilissima Lombardia", un po' come la famosa storia della Ndrngheta lombarda. E certo, il capo cosca si chiamerà Fumagalli o Brambilla, ci scommetto.

      Con questo non voglio dire che sia una questione genetica ma piuttosto di retaggio ancestrale. E voglio anche sottolineare che tutta la macchina dello Stato è stata meridionalizzata, non solo per i ferrovieri, ovviamente ma per tutti i quadri intermedi, i dirigenti, su su fino al Presidente della Repubblica. Un giorno quando avrò tempo andrò a vedere l'etnia di tutti i Presidenti.

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    7. Il diagramma di NotteCoso conferma quello che ho sempre detto che è cento volte meglio un ladro di un detentore della vera fede. Infatti il ladro si colloca in qualche parte a destra, quella col "+".

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    8. Quando abitavo in Lombardia conoscevo le malefatte di.un tot di politicastri, imprenditori, speculatori autoctoni.
      Quamdo ero sul punto di essere preso da volontà omicide sentivo decine di casi di malavita malasocietà malaamministrazione malacorruzione malapolitica del sud e... mi consolavo: c'è chi sta peggio.

      Gli apologeti della deresponsabilizzazione sono il peggio.

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    9. Gli apologeti (tua terza categoria) sono come i banditi: traggono profitti danneggiando, col loro (meta)inquinamento, gli altri.

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    10. http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2015/02/28/news/brega-altra-condanna-1.10951749

      il famoso luminare della sanità lombarda, ma sicuramente aveva un patrimonio genetico calabrese, purtroppo finito per chissà quali oscuri motivi a Pavia.....

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    11. Francesco, possibile che tu sia cosi ottenebrato da non renderti conto delle stronzate che scrivi?

      Se anche invece di un "luminare" condannato ce ne fossero cento, farebbe forse qualche differenza rispetto al fatto che i meridionali migrano al Nord quando si devono curare ?

      Migrano perché di "luminari" al Sud ce ne sono a bizzeffe, gente che si è laureata con sistema del pezzo di carta che non si nega a nessuno. Migrano perché questi "luminari" lavorano in ospedali del terzo mondo coi topi nelle camere operatorie e se vuoi avere una speranza di cavartela devi rivolgerti alla "Clinica Serena", dove però c'è il numero chiuso. Eccetera.

      E vengono a curarsi al Nord nonostante che il bilancio del Servizio Sanitario sia quello che è, basta fare una piccola ricerca.

      La bava alla bocca ti viene appena si palesa una qualsiasi differenza. Siamo tutti uguali, bianchi neri alti bassi donne uomini sinistra destra sud nord cristiani musulmani X e Y.

      E questo è l'errore di UomoCoso che non confonde l'effetto, cioè la de-responsabilizzazione con la causa e cioè l'equalizzazione.

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    12. E comunque, rimane valido quanto scritto sopra e cioè che se un treno viaggia in Lombardia quasi sicuramente il ferroviere non è lombardo.

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    13. 1, DeNicola - Napoli
      2. Eidaudi - Cuneo
      3. Gronchi - Pisa
      4. Segni - Sassari
      5. Saragat - Torino
      6. Leone - Napoli
      7. Pertini - Savona
      8. Cossiga - Sassari
      9. Scalfaro - Novara
      10. Ciampi - Livorno
      11. Napolitano - Napoli
      12. Mattarella - Palermo

      Campania: 3 presidenti
      Piemonte: 3 presidenti (ma Saragat era figlio di Sardi)
      Sardegna: 2 presidenti
      Toscana: 2 presidenti
      Liguria. 1 presidente
      Sicilia:1 presidente

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    14. Mio padre è ferroviere in pensione, emigrato dalla Sicilia. Di lui ho il ricordo che non si ammalata mai. È stato un ottimo servitore dello stato.

      Non siamo tutti uguali, è vero. Ci sono i pezzi di merda e le persone oneste. Dalla storia della mia famiglia so che noi facciamo parte della seconda specie.

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    15. Comunque prova provata che i ferrovieri dei treni che viaggiano in Lombardia non sono lombardi.

      Non solo siamo diversi come individui, siamo diversi anche per retaggio familiare, per provenienza geografica, per lingua, per cultura, per credo religioso e tante altre cose.

      Quello che Saviano non dice è che se in Campania c'è la camorra non è colpa degli Eschimesi, è colpa dei Campani. Dove per "colpa" si intende che la camorra non si può eradicare perché fa parte delle tradizioni e della cultura campana. Con tante altre cose, belle e brutte. Ma comunque ne fa parte.

      Fa comodo invece dire che siamo tutti camorristi cosi nessuno è camorrista.

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    16. E poi che idea sarebbe quella dello "ottimo servitore dello Stato?". Che Stato sarebbe quello che ha bisogno di "servitori"? E che gente è quella che fa un vanto di "servire"?

      Non ci siamo.

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    17. Meglio vantarsi di non pagare le tasse

      Così non servi nessuno se non te stesso

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    18. > Di lui ho il ricordo che non si ammalata mai.

      Questo penso sia un riferimento a me.

      Due cose importanti.
      1 - Negare le differenze e' filosoficamente massimamente sbagliato.
      Pensa che i buddisti hanno fatto dell'osservare la realta' e quindi le differenze, i dettagli, le caratteristiche specifiche la seconda cosa piu' importante in assoluto, dopo l'amare se' stessi.
      2 - I casi personali esistono per ogni cosa. Ma non sono i casi personali che definiscono le caratteristiche collettive.

      Mio zio ha fumato come un ossesso ed e' morto a 90 in salute.
      C'e' stato un gruppo di giamaicani che ha partecipato alle olimpiadi di bob.
      Vanessa Le Grange a Port Au Prince si occupa della conservazione dei beni paesistici e naturalistici di Haiti.
      ...
      etc.

      Non si puop' dare torto a Lorenzo quando sottolinea che sia il pensiero egualitario / omologante / equalizzante la causa di un numero elevatissimo di problemi e di sofisticazioni e artefazioni intellettuali.

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    19. Il pagare la tasse e' un dovere vico se cio' avviene in una comunita' con etica pubblica, a responsabilizzazione collettiva e singola, per fare cose utili.
      Se il pagare le tasse diventa funzionale ad uno stato che se ne fa strumento di ingiustizia, di privilegi, per lo sfruttamento, per azioni antipolitiche, antiecologiche, per la sopraffazione delle comunita' locali che esso stesso parassita, allora il NON pagare le tasse diventa ecologico.

      E' il solito problema: in quale contesto siamo? Questa azione contribuisce a risolvere problemi o a perpetuarli e aggravarli?

      Le tasse che pago perche' non sono usate per la manutenzione dei "miei" treni, per estinguere il debito, per il;rimpatrio dei clandestini ma sono usate per Mare Lorum, per la malasanita' calabrese la piu' cara d'Italia, contro i valsusini, per i bonus bebe'?

      Come dice _rio, amico compagnanarchico del GAS, perche' dare soldi allo stato che le usa contro di te?

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    20. UomoCoso, eehhh a volte mi fai incazzare.

      Infatti è chiara la logica para-comunista di Francesco per cui esiste il "servitore dello Stato", cioè il dipendente pubblico e poi esiste l'evasore fiscale. Ad aggiungere la briscola, il dipendente pubblico è un onesto meridionale emigrato che vota PCI mentre l'evasore fiscale è un disonesto e ipocrita faccendiere/bottegaio settentrionale che vota "a destra" (cioè qualsiasi altra cosa tranne PCI).

      Perché mi incazzo con te?
      Perché tu sei troppo sveglio per non sapere che i dipendenti statali non sono "onesti" per predisposizione, lo sono perché COSTRETTI, e lo sono solo nelle regioni e negli enti (pochi) dove operano dei controlli.

      Infatti, guarda caso, i ferrovieri ritardatari fanno scandalo solo qui. Mentre nel Sud di scandali non ce ne sono. Mai. Per forza, nessuno vede, nessuno sente, nessuno parla. Un po' come i famosi rifiuti campani, che lo dico sempre, sono stati portati con migliaia e migliaia di autocarri che nessuno ha visto ne sentito. Dove per nessuno si intendono anche le Forze dell'Ordine e la Magistratura.

      Mani Pulite, procura di Milano. Perché a Cosenza o a Catania le mani ce le hanno pulitissime. O a Napoli, dove ogni tanto per sbaglio scoprono una autorimessa piena fino al soffitto di banconote false. O dove anche gli autobus del Comune vanno in giro con la assicurazione fotocopiata e il libretto coi numeri di telaio scritti a penna.

      :)
      Sarebbe divertente se non ci fossimo dentro.

      Ah il "dovere civico". In realtà pagare le tasse sarebbe una derivata del patto fondativo su cui si dovrebbe reggere lo Stato. Come dico sempre, se l'Italia non ha più frontiere ne sovranità nazionale, allora viene meno il patto fondativo tra gli Italiani e le tasse non hanno alcuno scopo, sono solo una imposizione arbitraria.

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    21. no no uomo, era riferito a lui !

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    22. > il dipendente pubblico è un onesto meridionale emigrato che vota PCI
      > mentre l'evasore fiscale è un disonesto e ipocrita faccendiere/bottegaio settentrionale

      Peraltro mi risultava che la maggiore evasione fiscale in relativo (pro capite, pro unita' di fatturato) e' nelle regioni del sud.

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    23. andate su google e digitate "brebemi rifiuti". pare che da Bresca a Liscate una opera inutile sia servita ad interrare rifiuti tossici. solo che questa volta mi sa che la camorra non c'entra nulla.

      comunque Lorenzo deve avere come al solito la coda di paglia fascioleghista. mai detto che i dipendenti pubblici siano virtuosi (anzi), mai detto che gli evasori fiscali siano quelli di destra (anzi).

      solo che a voi piacciono le generalizzazioni

      a me le generalizzazioni stanno sui coglioni. perchè sono idiote, facili, demagogiche.

      ad esempio questo continuare a darmi del comunista. è da idioti. no anzi, è da autentici coglioni. perchè quotidianamente io vivo da non-comunista. tu Lorenzo, dimmi, come vivi ? tu le tasse le paghi ? tu sei onesto ? la tua vita è improntata alla specchiata moralità ? hai mai parlato male di un collega per un avanzamento di carriera ? ti fermi quando un pedone attraversa le strisce pedonali ? raccontaci del tuo dovere civico, che sono curioso.

      pirla.....

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    24. Ecco le generalizzazioni della guardia di Finanza sulla fiscalita' per provincia.
      Francesco, tu hai gli strumenti per capire che la statistica non e' affatto una stupidaggine e che i comportamenti collettivi esistono.

      Altrimenti, per rimanere alle generalizzazioni, torniamo alla frase

      mio cognato gioielliere ha pagato 100k euri di tasse quest'anno e poi scopri che essi dichiarano - butto li' - la meta' dei propri dipendenti.

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    25. Francesco non giochiamo nello stesso campionato, lascia perdere.

      Secondo te, nella tua testolina, cosa mi costa scrivere qui che sono alto bello ricco e biondo e di specchiata moralità? Niente. Posso inventarmi una, dieci, cento personalità fittizie. Quindi quello che scrivo su me stesso non ha alcun valore, cosi come le tue domandine.

      Se poi quello che potrei scrivere avesse un qualche valore, mi piacerebbe sapere chi è intitolato a giudicarmi. Mi fa ridere la tua confusione mentale tra pagare le tasse e il Deuteronomio.

      Comunque, visto che sei curioso, io sono un cavaliere della Tavola Rotonda.

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    26. conoscevo quello studio. l'ho letto più volte e mi sembra campato per aria (non è che la GdF sia esenti da errori, che credi....)

      mi pare comprenda e definisca aree economiche dove evadere è difficile e le attività sono più tracciate che altrove.

      poi tu parli di statistica e mi viene da sorridere perchè tanti anni (lustri fa) ho avuto a che fare con statistici e se penso a come lavoravano .... diciamo che Paolo Fox rischia di essere più credibile....

      in generale penso che da Trento a Ragusa questo refrain "è giusto pagare le tasse ma non per questo stato" sia il solito alibi giustificazionista tipico di questo nostro paese. di merda.

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    27. La cosa bella è il "pedone". Il pedone SONO IO, tutti sanno che non possiedo auto. E "pedono" con le scarpe da trekking del Decathlon che ricompro quando si sfondano. Ho anche una motoretta di 15 anni che però uso poco.

      Ma non ne faccio una questione ecologica, solo che voglio essere libero e l'unico modo per essere liberi è rinunciare alle cose, non solo a possederle ma prima a desiderarle.

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    28. Sentiamo, Francesco... perché è GIUSTO pagare le tasse?

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    29. no Lorenzo, tu sei un pirla. questo l'ho capito bene. purtroppo ogni tanto mi capita di imbattermi con te nella blogosfera e leggo le tue frasi. il più delle volte evito di commentarti, poi esce fuori il mio patrimonio genetico sudista e ti rispondo. sia chiaro, faccio male io, non tu.

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    30. > Ecco il collegamento per gugglaer BreBeMi rifiuti

      Letto un paio di inizio di articoli.
      Come quello che riporta le osservazioni di Roberto Pennisi della Direzione Nazionale Antimafia.

      Pero' Francesco, quando gli ecologisti e i resistenti ecocivici venganop manganellati e incarcerati e gasati quando lottano contro queste grandi, grandissimi Grandi Disastri Costosi (altrimenti detti grandi opere) proprio osservando, nella lista lunga cosi' di danni e problemi anche le infliltrazioni della malavita organizzata del sud, il traffico e lo smaltimento di rifiuti, la devastazione ambientale, etc. ecco che destra sinistra centro sopra e sotto sviluppisti, crescitisti gongolano giulivi.

      Sempre scritto che i resistenti ecocivici hanno crediti morali ed etici nei confronti di tutto il paese. Non solo cio'non viene riconosciuto ma si plauda senza se e senza ma alla repressione della resistenza.

      Prego, tenetevi i risultati.

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    31. ecco destrasinistracentro, l'hai detto. in particolare la Brebemi è un'opera LEGHISTA, quella Lega che tu hai votato e voti insieme a quell'altro lì. non ci voleva un genio per capire che l'A4 a 4 corsie e un traffico su gomma in declino era più che sufficiente e la brebemi non aveva senso. io contesto la violenza ma rispetto alle grandi opere sono neutro. si alla TAV da Milano a Salerno e da Torino a Trieste per dire. i costi sono inferiori ai benefici. sulla brebemi si parlava di project financing, opera di respiro pubblico pagata dai privati. bene, adesso è quel coglione di Maroni che li sta mettendo i soldi, alla faccia delle cose più urgenti come il trasporto pendolare.

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    32. Francesco, quando hai finito col teatrino....

      TI ho fatto una domanda a cui secondo me non sai rispondere:

      - perché è GIUSTO pagare le tasse?

      Dai, vediamo.

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    33. no no con te basta Lorenzo. vai al decathlon su fulvio testi, magari ci vediamo ogni tanto passo anche io, mi trovi al reparto running.

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    34. >quella Lega che tu hai votato

      Come avevo scritto qui, votai la lega alle europee come estrema ratio per arginare la deriva filomassmigrazionista, panmixista che dilaga, non certo per la politica economica, ad iniziare dalla demagogia antipareggio di bilancio (ufficialmente sarebbe contro l'euro) crescitista di quel partito.

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    35. De Luca l'hanno votato in centosessantamila.. a questo s'appigliava il PD ieri.. come a dire, se i camorristi riescono a farsi votare, candidiamo i camorristi.. il fine giustifica i mezzi ecchecazzo.. ma dove vivete? In Norvegia?

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    36. Infatti il problema sono proprio quei 160k.
      Da questo punto di vista, la bobbolocrazia funziona: i territori esprimono e votano ciò che sono.
      Non ci fu mai motto più azzeccato del celeberrimo churchilliano.
      E' per questo che urge, massimamente urge, la responsabilizzazione degli elettori e del dipolo elettori - eletti con una forma di radicale e pressoché completa autonomia-autarchia su base provinciale.
      Le masse di Pinocchi scelgano pure Lucignolo come rappresentante e amministratore e si assumano le conseguenze delle scelte senza esternalizzare i problemi.
      Devo dire che non ci sono solo ombre in De Luca ma... è il classico barone mestierante del potere. Insomma uno che vive per accumulare merda (potere) espresso dal filtro passamerda.
      E' bene che quei tizi vengano ridimensionati.
      Da questo punto la politica del M5S della limitazione draconiana di mandati e incarichi è veramente anni luce avanti, gli unici che hanno una qualche ragionevolezza residua.

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    37. Signori, chissenefrega se nella tale località viene eletto un camorrista. Il problema non è chi viene eletto ma a quali risorse attinge.

      Se il camorrista potesse attingere solo alle risorse locali, cioè quelle dei propri elettori, tutto il meccanismo sarebbe perfetto, senza pecche.

      Vale per qualsiasi candidato in qualsiasi luogo. Il principio fondamentale è "no taxation without representation" che è lo slogan della "rivoluzione americana". Significa che chi paga le tasse elegge il proprio rappresentante, viceversa, chi non elegge il proprio rappresentante non deve pagare le tasse. E' evidente la relazione necessaria tra il luogo dove si raccolgono le tasse e il rappresentante eletto, il vincolo di mandato che la nostra Costituzione esclude.

      La nostra Costituzione esclude il vincolo di mandato perché l'idea di Stato è quella sovietica, dove esiste un apparato decisionale e amministrativo auto-referenti e il cittadino è "servo". Per cui il rappresentate eletto non deve in realtà rappresentare i suoi elettori ma la "Nazione" in generale. E' un concetto di "democrazia non democratica", dove il popolo non ha alcun potere perché lo delega tutto. E non è un caso che negli USA insistano con concetti per noi alieni come il diritto di possedere armi.

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    38. Poi io sono un pirla perché i concetti astratti devono essere "astrattissimi" cosi non si può dire niente di nessuna cosa, oppure sono oziosi perché in Italia tutto si misura con i dipendenti pubblici meridionali che votano PD e che sono onesti contro le famose partite iva che evadono le tasse e che votano Berlusconi. E gli immigrati che fanno i lavori che non vogliamo fare. Eccetera.

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    39. @Lorenzo

      Certo che se uno dovesse rispondere a tutto quello che scrivi, non finiremmo mai...

      Ora, io non sono un costituzionalista e non ne so praticamente niente, ma l'Articolo 23 "Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge" allora cos'è, se non il principio di "No taxation without representation"?

      Ma poi gli americani lo avevano espresso perché i coloni non avevano alcun rappresentante nel parlamento inglese...Comunque, vabbè, ora non voglio aprire una flambata su questa cosa...

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    40. > Il problema non è chi viene eletto ma a quali risorse attinge.

      Io lo avevo formulato con un " con una forma di radicale e pressoché completa autonomia-autarchia su base provinciale.
      [...] e si assumano le conseguenze delle scelte senza esternalizzare i problemi."


      > chi paga le tasse elegge il proprio rappresentante, viceversa, chi non elegge il proprio rappresentante non deve pagare le tasse

      Nel contesto di tsunami migratorio in corso non mi va bene.
      I lavoratori ospiti pagano le tasse perché utilizzano servizi e altro della comunità ma, perché ospiti, non devono eleggere alcunché.

      > perché l'idea di Stato è quella sovietica

      Sì, penso che ci sia questa tendenza ad una classe di mestieranti del potere. Io del resto sono il primo scettico: il_bobbolo ha capacità di governarsi? Avevo definito agghiacciante l'ipotesi della democrazia diretta. Ora aggiungo "senza autarchia".
      Ma è necessario passare per questo ghiaccio se si vuole spezzare il giochino delega-transfer eletti-elettori.

      > ma l'Articolo 23
      A me sembra che esso citi forme di gabellaggio, parassitarie, estorsive, vessatorie da parte di terzi agenti fuori legge. Il problema probabilmente deriva del parassitismo della malavita al sud o di forme residuali nobiliari altrove.

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    41. NotteCoso, non capisco che relazione ci sia tra le due cose. Se diciamo che il rappresentante "eletto" (nel nostro caso è addirittura nominato come in Nord Corea) legifera senza vincolo di mandato, significa che il rappresentante NON rappresenta l'elettore che paga le tasse ma rappresenta un concetto generico e astratto di "interesse generale". Tanto che può votare tasse contro l'interesse dell'elettore e guarda caso queste leggi non sono nemmeno suscettibili di referendum.

      Quindi è esattamente IL CONTRARIO.

      UomoCoso, non ci siamo capiti. NON esistono "lavoratori ospiti", esistono gli invasori. Gli invasori per definizione impongono se stessi e la propria volontà agli invasi. La prossima volta che torni dal lavoro ne potresti trovare una ventina accampati a casa tua. Capisci che il legame tra rappresentanza politica e tassazione è l'ultimo dei tuoi problemi davanti all'invasione.

      Tu insisti a dare per scontato che il "bobbolo" esista, come se fosse il prodotto di leggi fisiche immutabili, che ne so, come dire che esiste l'idrogeno e che ha certe proprietà. Non è cosi. Il "bobbolo" è prodotto ad arte tramite il controllo delle masse.

      La "democrazia diretta", oltre agli ovvi problemi logistici, richiede che OGNI partecipante sia una "persona completa", cioè qualcuno che ha le informazioni e gli strumenti per elaborare le informazioni, quindi sia capace di pensiero autonomo. La "democrazia diretta" si fonda sulla assoluta autonomia dei singoli che vi partecipano e questi vi partecipano come libero atto di associazione volontaria.

      Capisci che già cominciando a ragionare per "classi sociali", per gruppi, per categorie, escludi a priori il nucleo fondamentale della "democrazia diretta", cioè la necessità del libero individuo.

      Ti rimane solo la "democrazia rappresentativa", che però finisce per essere una finzione dato che si configura come una tutela completa di certe elite sopra la massa del "bobbolo", che viene coltivato come gli esseri umani - pila di Matrix.

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    42. La conclusione del discorso è che NON pagare le tasse sarebbe un diritto di ognuno di noi. Tanto più la rappresentanza si allontana da noi tanto più dovremmo sentirci in dovere di NON pagare le tasse.

      E non pagare le tasse è solo il primo passo perché come ho detto prima, necessariamente si arriva alla rivoluzione.

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    43. e così si arriva al punto che l'evasore fiscale è un rivoluzionario.

      guardando Briatore ne avevo in effetti il sospetto.

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    44. è più forte di me, lo so che non dovrei intervenire.....

      ma come si fa a restare impassibili di fronte a queste - solo apparenti - stronzate ?

      giuro, ora taccio. anche se la faccia tosta con cui si costruisce l'apologia ideologica dell'evasione fiscale è dura da sopportare.

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    45. Vedi, qualcuno trova duro da sopportare la "apologia della evasione fiscale", qualcun altro trova duro da sopportare il fatto di essere servo. Servo furbo, ben inteso, tipo Arlecchino e Pulcinella.

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    46. > si costruisce l'apologia ideologica dell'evasione fiscale

      Francesco, avevo già risposto sul "pagare le tasse".

      Girava, in ambiente razionalista, anticlericale (UAAR e dintorni) una sorta di frizzo che diceva, che se tu vuoi fare imbufalire molti cattolici - se non ricordo male si riferiva ad un ordine preciso, forse i gesuiti - un modo molto efficace, alle loro domande "morali", è di rispondere in modo semplice e conciso con un

      "Dipende."

      Diventano idrofobi perché vai alle fondamenta, al metodo del loro pensiero che è la morale.

      Se il contratto etico tra stato e paesani e cittadini viene rotto, degenera in modo lento ma costante, qualche grado all'anno (non ci vuole molto tempo per derive che arrivano a 90°, a 110° o anche oltre) anche il corrispondente dovere di pagare le tasse non può non risultarne influenzato e stravolto.

      Rientriamo nel passare da una valutazione morale, con pretese di universalismo nello spazio e nel tempo, al relativismo di una valutazione etica che richiede osservazione, misurazione, valutazione e discernimento/scelta quindi azione coerente.

      Io mi sento derubato e sfruttato quando capisco che sono diventato un servo del fiscoglebainps e che i soldi che mi prelevano forzatamente vanno ad alimentare antipolitiche che io trovo massimamente nocive, antiecologiche, deleterie e, last but not least, contro di me.
      La faccia tosta con cui si costruisce l'apologia dello sfruttamento fiscale è dura da sopportare.

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    47. UomoCoso, o siamo liberi o siamo schiavi.

      Se siamo liberi allora abbiamo la facoltà di determinare il nostro destino e questo include potere decidere quante delle nostre risorse mettere in comune e come investirle.

      Se siamo schiavi non possiamo possedere nulla, tutto quello che abbiamo, incluse le nostre vite, è una gentile concessione del nostro padrone. Non ci vengono tolte risorse con la imposizione fiscale, casomai ci viene temporaneamente permesso di tenere qualcosa.

      Giriamo sempre attorno allo stesso punto.

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    48. Essere liberi e responsabili.
      Lo zerovirgolapercento degli homo.
      Utopia, Lorenzo.
      Purtroppo.

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    49. Al contrario. A me sembra molto più realistico un luogo dove al centro di tutto ci sono le libertà individuali rispetto ad un luogo dove al centro di tutto ci sono le "istanze sociali". Il fatto che continuino a riproporre sempre gli stessi stereotipi "religioso-ideologici" nonostante falliscano ogni volta, non significa che sia l'unica possibilità, significa solo che bisogna lavorare per portare fuori quanta più gente possibile dalla prima e dalla seconda categoria.

      Io, come vedi, ci provo.

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    50. Siamo nella peggiore situazione, un po' come lo è il lemon capitalism come modello economico.
      Ora c'è la massima "libertà" inidviduale ottenuta deresponsabilizzando gli individui dalle conseguenze delle loro spesso scellerate scelte.
      Io ho la sensazione che sia proprio questo eccesso di becero individualismo dirittista sradicato ad essere un problema.
      Come è posizionato il confine nel conflitto strutturale tra individuale e collettivo?
      Secondo me l'area del collettivo è stata ridotta ad una parte patologicamente piccola: ego sconslusionati, irresponsabili espansi oltre ogni misura.
      Staio su un treno, in consiglio comunale, nel traffico, in una coda alla posta, in un ristorante e osserva.

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    51. Concordo ma per concordare devo assumere la tua definizione di "libertà individuale" che è la libertà dell'idiota e dell'eterno adolescente, quella che si attaglia alle prime due categorie.

      In sostanza è la libertà di essere scemi, ne più ne meno.

      Non è la definizione di libertà che davo sopra, cioè la facoltà di determinare la propria esistenza. Infatti le prime due categorie esistono solo perché sono poste sotto tutela, cioè sono "interdette" implicitamente. Il "popolo" è immaturo quindi ci deve essere l'intellettuale, funzionario dell'apparato del Partito Unico, che decide al posto suo, per il suo bene.

      Vedi bene che in questa luce il tuo "individualismo dirittista" è una illusione, è come la maestra che apre la porta e fa uscire i bimbi dell'asilo in giardino.

      Il "collettivo" in se stesso invece è una menzogna. E questo è il punto che credo ci divida.

      Infatti tu tendi a dare per scontato il concetto di "comunità" o di "gruppo" o di "categoria" come se questo concetto esistesse a prescindere. Mentre per me una "comunità" è una associazione più o meno temporanea e più o meno stringente, di liberi individui, che esiste se, quando e dove almeno due individui decidono di associarsi. Praticamente il contrario.

      La "comunità" non è stata ridotta, in quanto libera associazione di individui è stata eliminata. Perché non serve alle tre categorie più una. Al posto della "comunità" per come l'ho definita sopra c'è il concetto astratto, non direzionale, non fisico, di "sociale". Il "sociale", in quanto metafisica, comprende tutto e il contrario di tutto, è anche fuori dal tempo e dallo spazio.

      Infatti vedi per esempio che a nessuno sembra strano che si estenda il "sociale" italiano all'Africa facendo entrare l'Africa in Italia, a dispetto della ovvia impossibilità topologica.

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    52. Cosi come non sembra strano che si crei un debito ingestibile spendendo più risorse di quelle disponibili e come rimedio si proponga di spendere più risorse.

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    53. > Infatti tu tendi a dare per scontato il concetto di "comunità" o di "gruppo" o di "categoria" come se questo concetto esistesse a prescindere

      Come animali sociali passiamo un tempo rilevante in contesti nei quali le relazioni con altri esemplari della nostra specie sono l'oggetto del vivere.
      Persino i coloni in posti più sperduti e deserti hanno una comunità che è quella della famiglia che compongono. Questa caratterizzazione non è più temporanea di quanto sia l'esistenza in vita.
      A meno di scelte eremitiche che consideramiamo statisticamente trascurabili, ogni persona ha una dimensione collettiva, comunitaria, relazionale, sociale o piripillopiripacciocomelovogliamochiamare.

      Molte spesso questo non è voluto, è strutturale.
      Io non mi scelgo i compagni di viaggio in treno o gli automobolisti, ciclisti, pedoni nel traffico quando pedalo.
      Anche se non gli scelgo non posso non interagire con loro. Allora, da sempre, esistono protocolli, usi e costumi che cercano di regolare queste interazioni in modo che non generino conflitti o per quelli comunque generati essi vengano governati.
      In tutto questo spazio collettivo (se non ti piace diciamo non-individuale) l'antagonismo sessantottino alle regole di convivenza - per quanto comprensibile in quel contesto - è arrivato alla sinistra deriva dell'abolizione dei limiti, della demonizzazione della repressione delle violazioni dei limiti, al dirittismo senza doveri, al mio ego tutto è dovuto e tu non rompere i coglioni stupido fascioleghistarazzistareazionario etc etc.

      Nella versione "religiosa" delle mezze verità (delle quali presunti diritti senza doveri sono solo una delle pregevoli chicche) ecco che si prende il collettivo a metà.
      Da una parte si eliminano i tuoi doveri nel vivere non-individuale, relazionale, dall'altra - per ricondursi alla tua nota sulla dimensione economica - si esasperano i tuoi doveri, il tuo sfruttamento come la vessazione parassitaria fiscale e normativa dello stato leviatano le cui "esigenze" crescono senza limite gravando sempre più sulle persone attive, introducendo i più orribili ingiustizie, dissipazioni, furti, sperequazioni, assistenzialismi corruttori etc. .

      La comunità può avere una fisiologia solo in scala ridotta, locale che impone, strutturalmente per conflitto virtuoso e sistematico di interessi, la responsabilizzazione e il mutuo controllo delle persone che la animano.

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    54. Animali sociali è una definizione labile. Il lupo è un animale che vive in branco. C'è una coppia dominante e una gerarchia che regola il funzionamento del branco. In questa logica non esiste libertà, se non quella di essere estromessi o abbandonare il branco, cosa che abbassa le possibilità di sopravvivenza perché cacciare grosse prede diventa impossibile.

      L'uomo primitivo probabilmente viveva in una aggregazione familiare molto simile a quella del lupo e quindi in questi "clan" originari non esisteva libertà individuale.

      A questo punto dobbiamo definire cos'è un essere umano, se è un animale che lotta per sopravvivere e riprodursi oppure è qualcosa di più. In questo "qualcosa" c'è l'essenza dell'individuo.

      La "sinistra sessantottina" arriva penultima (perché c'è quella odierna) nel ridurre l'uomo ai suoi rapporti economici. Invece di essere lupo nella forma etologica, è lupo nella forma economica e il branco invece di essere un clan familiare diventa una classe sociale.

      Anche in questo caso si nega l'individuo, non esiste niente di più.

      Io contesto questo modo di pensare, perché delle due l'una, o sono lupo e allora non mi si venga a parlare di "morale" perché vale la legge del più forte e la consanguineità, oppure sono "persona" e allora non posso essere ridotto ai meccanismi "etologici/economici", non sono una macchina vivente.

      Cogito, ergo sono un individuo, non un pezzo di una struttura.

      I doveri per me non esistono se non come conseguenza delle mie decisioni. Se invece esistono a prescindere dalle mie decisioni allora io non ho la facoltà di auto-determinarmi e non sono libero.

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    55. Il discorso delle "tasse" è coerente con quello che ho scritto sopra. Io pago le tasse come conseguenza della mia decisione di aderire ad una determinata associazione che ha un tempo, un luogo e uno scopo concreto.

      Se invece le tasse mi vengono imposte per il solo fatto che esisto, cioè le tasse prescindono la mia volontà, sono una violenza che subisco da parte di un potere a cui sono soggetto. E a me sembra ovvio che chi subisce una violenza non solo ha il diritto ma anche il dovere di opporsi. Vale per le tasse come per qualsiasi cosa che rientri nella stessa logica, per esempio la immigrazione.

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    56. > I doveri per me non esistono se non come conseguenza delle mie decisioni.

      Molto semplicemente il dipolo diritti - doveri esiste proprio perché è duale, dipolare la relazione individuo - altri individui.
      Tu sei e un individuo e un pezzo di una struttura.
      Avendo fatto il servizio militare sai benissimo cosa intendo.
      L'etologia del lupo è proprio un caso di individui e pezzi di branco.
      Direi che non c'è nulla di più chiaro e didattico dell'etologia del lupo in cui le dimensioni individuale e collettiva non solo convivono ma sono sinergiche.
      Un lupo isolato fa in genere una brutta fine, un branco di lupi senza alfa leader è praticamente impossibile.

      Io penso che la parte sinistra del modernismo tecnoteista sia responsabile dell'artificalizzazione, della culturalizzazione e delle patologie che esse comportano dei comportamenti.

      Il fatto che tu esita in un consesso umano e che non possa non utilizzarne servizi, strutture, etc. ti rende automaticamente debitore.
      Solo con scelte di vita estreme (e forse neppure con quelle) tu puoi tentare di ridurre al minimo l'interazione con il collettivo e le sue (infra)strutture, dinamiche, servizi.
      Ogni tanto, sul treno, vedo degli elfi e anch'essi che tentano vie di decrescita, resilienza radicali, talvolta scendono dai monti e vengono nel consesso della masse.
      Il fatto di salire su un treno o di percorrere una strada (e non di camminare nel bosco e fuori sentiero (i sentieri sono manutenuti da altri camminatori e persone e/o dal CAI) già ti pone nella condizione di fruire ciò che è risultato altrui.

      Per il resto sono sostanzialmente d'accordo.
      Anzi, forse non ha neppure senso rimarcare 'sti dettagli.

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    57. Ma io a militare ci sono andato di proposito. E penso di essere l'unico qui. Quindi ho deciso di accettare i doveri che questa scelta comportava.

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  2. A me questa cosa non convince.

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    1. Non esterni i tuoi dubbi nello specifico.
      Ma una cosa è certa: riusciamo a trovare i più paradossali e astuti artifizi pur di trarre profitto anche a discapito degli altri, illecitamente.
      Difficile che questo non sia un caso di questi.

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  3. Inquadrerei la clamorosa "notizia" tra i pretesti per mazzuolare (per l'ennesima volta) i lavoratori del pubblico impiego brutti, sporchi, cattivi e soprattutto fannulloni. Certo, come no. Il bello è che c'è chi continua a cascarci.

    Col che non nego, non avendo informazioni di prima mano, che davvero qualcuno possa avere escogitato qualche furbata di basso profilo. Però, in qualsiasi contesto serio si prenderebbero provvedimenti contro i diretti interessati e finirebbe lì. Invece, guarda caso, si cita il caso di A per sottintendere tutto l'alfabeto (quello minuscolo, ovviamente, perché quello maiuscolo non si può toccare) e per fornire all'opinione pubblica una dose d'odio sufficiente a offrire il pretesto per colpire un'intera categoria. E' già successo, e non una volta sola.

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    1. La question e' concettuale, MKS: perche' si e' introdotto un contratto di lavoro asimmetrico che premia le maggiori ore passate al lavoro ma, ad esempio, non penalizza i ritardi?
      Il problema del pubblico impiego e' che esso e' spesso PIU" importante di altri settori privati e quindi per esso dovrebbero esserci leggi piu' stringenti, non piu' lassiste.
      Invece si e' considerato spesso il pubblico impiego un po' come il parcheggio lavorativo di massa, una zona in cui vige anche una normativa del lavoro specifica, spesso strana. La cosa e' peggiorata dall'assenza di un conflitto virtuoso di interessi che, nel settore privato, e' assicurato dal fatto che il capitalista / imprenditore / padrone ha interessa all'efficienza e ci smena il proprio capitale e il proprio impegno se l'impresa non funziona e questo innesca proprio una dinamica a volte pure "ostile" (ma l'ostilita' e' strutturale e fisiologica se si vuole appunto creare un conflitto virtuoso di interessi) ma benefica. Nel pubblico questo ruolo manca e quindi esso ha il problema di patologie, di colossali inefficienze etc. fino a questo caso paradossale di macchinisti che creavano ritardi ad-hoc per incrementare la propria busta paga.

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    2. Rimango della mia idea: al di là del fatto che la "furbata" è con ogni probabilità reale, la si userà per scopi che con la "furbata" stessa non hanno nulla a che fare (ovvero per mettere in croce intere categorie di sottoposti usando come pretesto le malefatte di pochi [magari aizzate ad arte, proprio per creare il "caso"]). L'ho già visto fare non so quante volte.

      P.S. Nel pubblico come nel privato, chi sta sopra spadroneggia, chi sta sotto subisce. In altre parole, vige la legge della jungla, quella che conosce un solo articolo intitolato "brutalità".

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    3. Il privato ha il problema dell'ingordigia, il pubblico dell'inefficienza.
      Se partiamo da questa realta' possiamo anche provvedere azioni compensative.
      Io non ho fatto una pagina contro il pubblico.
      Anzi, nella mia visione ad autarchia locale sono proprio le comunita locali, con i servizi comunali, gli usi civici, i consorzi, le regole a gaantire i servizi comuni che sono di MASSIMA importanza.
      Ho fatto una pagina contro una normativa - quasi certamente garantista, sindacalista, sinistrista - in cui si e'omesso, con dolo, di affrontare una meta' del cielo assai frequente: se premiamo il lavoro in piu', cosa succede ai ritardi?
      C'e una penalizzazione per i ritardi? un premio per il recupero dei ritardi?

      Io penso che i vertici dei vari segmenti del paese non siano sostanzialmente diversi dal resto della piramide che li esprime.
      Certamente il potere (del filtro passamerda so che conveniamo, il caso De Luca e' paradigmatico, un altro caso paradigmatico) amplifica quasi sempre solo al peggio le caratteristiche.

      Io trovo che l'azione dolosa di questi macchinisti sia, negli effetti, massimamente brutale. Si potrebbero contare le decine di anni uomo di vite bruciati per queste azioni.
      Eppure questi macchinisti - una volta si chiamavano maestri perche'erano la crema e il vertice delle maestranze ferroviarie - non sono i vertici del settore ferroviario.

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  4. Una nota a margine che non ha nulla a che fare con l'episodio ma che è qualche tempo che mi frulla per la testa: col passare delle settimane ho fatto il callo ai modi bruschi di Lorenzo, per cui non ci faccio più caso. Ciò mi permette di apprezzare in misura crescente la sostanza dei suoi interventi. Non che accada sempre (sarebbe impossibile) ma accade spesso.

    Ovviamente, ora dirà che della mia opinione (anche se positiva) gli importa meno di niente, ma questo fa parte del personaggio, no? :)

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    1. Lorenzo usa modi energici rudi per scuotere le persone dalla proprie credenze. Questo, ritengo, e' massimamente ecologico.
      Come tutte le cose ha pro e contro.
      Ma se una persona non si accorge delle proprie credenze e si arrabbia dei modi anche bruschi coi quali un terzo cerca di farlele presente, penso che il problema sia veramente grave.
      Da aggiungere che tutti abbiamo un sistema di credenze, una base assiomatica e valoriale, nessuno escluso, Lorenzo neppure.
      Pero' c'e' da dire che ci sono persone che per vari motivi tendono proprio a non essere nella realta', a non volerla accettare.
      E' la tensione moralizzatrice per cui la realta'in quanto presuntemente ingiusta,corrotta, sbagliata,biologica, naturale, etc. e' sbagliata e va corretta. Da cui mostruosita' e avvitamento di problemi in patologie sempre peggiori che si perseguono con pervicacia come rimedi.

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    2. Mettiamola cosi. Il bimbo Lorenzo viveva dentro il suo baccello insieme a tanti altri bimbi collegati a Matrix e come loro pensava che il "mondo" fosse quello che gli raccontavano. Un giorno causa un errore del sistema il bimbo Lorenzo si accorse che il "mondo" era una illusione proiettata da Matrix, che si nutriva delle persone tenendole nell'incoscienza.

      Da allora Lorenzo, schivando Agenti e Sentinelle, prova a svegliare la gente chiusa dentro i baccelli col cavo piantato in testa.

      E scusate se non ha tempo e voglia per i salamelecchi.

      Confermo, a Lorenzo non importa niente della "opinione" di chiunque se per "opinione" si intende l'idea che tutte le "opinioni" sono ugualmente meritevoli. Lorenzo ritiene che il ragionamento probabilistico sia l'ennesima strada verso la paralisi prima concettuale e poi fattiva, quindi preferisce la vecchia scuola del vero/falso.

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    3. Sempre _rio, caro amico compagnanarchico e tesoriere del GAS, diceva, giustamente, che ci possono essere fantasie, opinioni, opinionismi, credenze, fanfaluche e pinzillacchere ma, quando si deve lavorare ai problemi, quasi la totalita' dei proplemi (perche' avere la testa piena di idee bislacche, astruse non fa bene neppure alla propria vita, e se vivi male poi anche le tue scelte private ricadranno su altri) non puoi che trovare un qualche minima possibilita' di risoluzione dei problemi misurando co precisione la realta' (buoni dati) e poi, con teorie robuste, consolidate, con procedimenti possibilmente rigorosi, cercare di argomentare, confutare, sostenere, smantellare.
      Altrimenti si arriva alla follia del "e' vero che lo dico io, lo penso io e questo e' superiore al tuo".
      La cosa strabiliante e' proprio la disonesta'intellettuale ovvero capacita' di negare la realta' per sostenere le proprie posizioni.

      L'altro giorno una giornalista di Rai Radio 3, su uno speciale sull'islam, sosteneva con massima convinzione che era sempre piu' convinta che l'islam e' una cultura dell'accoglienza e dell'ospitalita' (originata dai precetti sulla protezione del pellegrino che andava alla Mecca) e che non sono certo i comportamenti dei militanti dello SI (Stato Islamico) che possono essere considerati come comportamenti "islamici".

      Siamo ad un grado piu' grave della disonesta' intellettuale che e'la disonesta' intellettuale sostenuta dallo zelo, dal furore ideologico che ti porta a ignorare la parte della realta'che smentisce le tue teorie.

      Sartre diceva che le persone sanno ma sono in malafede.
      Ma spesso e'peggio, sono nella malafede della buonafede.

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    4. Non parliamo della stessa cosa.

      Se io dico A significa che per me A è l'idea corretta. Se tu dici B ci sono solo alcune opzioni, B è sbagliato, B è giusto e A è sbagliato, A è un caso particolare di B (B è una generalizzazione di A).

      Quindi io sostengo A e cerco le falle in B, il tuo compito è sostenere B e cercare le falle in A. E' come una partita a scacchi.

      Il "furore ideologico" ce lo possono avere solo le prime due categorie, quelle degli idioti e degli adolescenti. La terza categoria, quella dei mestieranti, più che altro difende e cerca di allargare il proprio feudo, dato in concessione da qualche capoccia soprastante. Non si diventa "giornalisti di Rai 3" per particolari meriti professionali.

      A proposito della "accoglienza", c'è quel film sui navy seals che vengono scoperti dai talebani durante una operazione di infiltrazione e vengono seccati tutti tranne uno. L'ultimo superstite viene accudito da un contadino che per non perdere l'onore e consegnare l'ospite ai suoi inseguitori, gli si oppone rischiando la testa, insieme ai suoi parenti.

      Chiaro che è una questione tribale che non ha niente a che fare con l'Islam. L'Islam, lo ripeto mille volte, ha un solo difetto catastrofico e cioè che non concepisce l'esistenza di una legge che non sia quella del Corano.

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    5. Il resto, voglio dire, non ha molto senso che Dio Onnipotente ti proibisca di mangiare il pesce che non ha le pinne o l'animale che ha lo zoccolo fesso e cose del genere. Se guardi quelle cose li allora si che è tutto uguale.

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  5. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/cronaca/15_marzo_03/arrestato-presidente-camera-commercio-incasso-mazzetta-992ea6aa-c185-11e4-b25e-6a1aaa2c8bc6.shtml

    e poi mi dite che questo non è un paese di merda.....

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    1. Sono come gli omofobi.
      Più sono incazzati e idrofobi con gli omosessuali, più lo sono in forma latente.
      In realtà questo si avvicina di più ai cattomedici obiettori di coscienza e abortisti in privato.

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