venerdì 6 marzo 2015

In salsa verde

  • Milano: capitale mondiale del greenwashing
    (salviamoilpaesaggio)

  • Il Sito Espositivo di Expo Milano 2015 è situato a Nord-Ovest di Milano, in una zona [ora ancor più] fortemente infrastrutturata
    (dal sito di expo)

La speculazione immobiliare attivata dalla Compagnia delle Opere, Formigoni, etc. è stata rivestito con il costume Expo.
Expo è forse la più grande sciagura capitata in Italia settentrionale, non per valore assoluto dei danni economici, ecologici, urbanistici (da confrontare con BreBeMi, TEEM, crescita da tsunami migratorio, inceneritori, Orte - Mestre, TAx che non si sa neppure se Capacità o Velocità tanto non importa in alcun modo Brennero e Val Susa, sciagura ad origini  socialiste di pasturaggio voti di Malpensa che non smette con l'escrescenza della terza pista, ...) ma per la sofisticazione, l'adulterazione ideologica sinergica che realizza.
Una speculazione immobiliare nella capitale (im)morale smaltisce il rifiuto tossico del dirittismo al cibo distruggendo le aree agricole residue, i campi, in una zona patologicamente artificializzata, in abnorme deficit ecologico e anche straordinariamente fragile per la dipendenza del cibo dall'esterno come la conurbazione costipata milanese dentro la costipazione lombarda dentro la periferia padana dentro la costipazione italica.
Questo miscuglione tossico di crescita - crescitismo - speculazione (immobiliare) - agrotecnoprogressismo è incorniciata dalla demagogia dell'operazione (ex)Land-(pseudo)Art.
Conosco un po' la milanesità e anche il provincialismo del voler apparire radicalchicinternazionalimodaiolinonprovinciali. Così si inventa un tentativo di campo in un'area della più  becera speculazione immobiliare internazionale con sopra una bella verniciata di glitter pseudoartistico. Il marketing è l'arte di spennarti l'arte venderti ciò che non ti serve, la verdognolizzazione (greenwashing) è pure oltre, ti nutre con la distruzione di ciò che ti nutre.
A Bologna c'è l'emilianità, il progetto di FICO, ovvero stessa demenza postmodernista, tecnoprogressista che riveste il cibo e la cultura del cibo con il suo contrario, con la sua distruzione. Qui è il turbo lemoncapitalismo profitti privati - costi pubblici - danni collettivi che viene servito ai beoti giulivi plaudenti.
Ora è passato qualche lustro e la fabbrica e l'industrialismo produttivista possono entrare, come insegna Nietzsche, nel culto finalizzato a controllo e sfruttamento delle pecore. In scala industriale.
Insomma, servirti su un piatto uno stronzo fumante, ricoperto di salsa verde con glitter e farlo col tuo consenso, già ti lecchi i baffi.

Ce l'avrà fatta il comune di Rho (punteggiato) a crescere dal 46-59 al 60-90 % di artificializzazione?

(via  cittametropolitana.mi.it, improntaecologica, p. 37)

45 commenti:

  1. in realtà è vero il contrario

    proprio perchè fatta in zona infrastrutturata (la nuova fiera di Milano) di danni non ce n'è. può non piacerti, e magari ti do anche ragione, può servire a poco, e su questo non ti do ragione, ma danni praticamente zero!

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    1. Più o meno la logica che tanto se hai già un tumore al pancreas non c'è alcun problema anche se ti viene pure quello alla prostata.

      Non è questione di piacere.
      Questo degli opinionismi è una delle disfatte della seconda metà del XIX secolo in poi.
      Io ho sollevato
      o - la questione dell'adulterazione ideologica, sostenere una tesi facendo il contrario
      o - il problema della sinergia antipolitica crescita - speculazione immobiliare (Riccardo Catella) - tecnoagroindustia bio ingegnerizzata (Syngenta)
      o - i dati oggettivi, scientifici sullo spaventoso deficit ecologico (e alimentare) della provincia di Milano ulteriormente aggravato da queste operazioni

      Non è che non mi piace l'Expo o la stupidaggine di LandArt.
      E' che sono falsi ideologici.
      Io vorrei che coloro che sostengono che si possa creare un campo in mezzo ad un non-sense artificiale, poi vivessero di quel campo, della roba tossica che esso forse produrrà.

      Non è mi piace, non mi piace, io tifo per LandArt, no a me piace l'Expo perché è internascional e la pendenza del padiglione Italia sono simpatiche.

      Oddio, poi uno può anche chiedere, prima di svenire per ipoglicemia davanti alla dispensa vuota "ma perché non ti piace il colore degli scaffali??"

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  2. UomoCoso, c'è un fatto: se tu pigi tot milioni di persone in una località poi queste persone qualcosa devono pur fare. Sopratutto se poi ci si aspetta che questi non vivano di pensioni e assistenzialismo statale. Si dice "fare e disfare è tutto un lavorare", non si dice "lasciare le cose come stanno è tutto un lavorare". Da cui facile capire perché è stato fatto e disfatto tutto quello che vedi.

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    1. A proposito, quando fui bimbo e vivevo in mezzo alle fabbriche, era prassi comune buttare qualsiasi cosa in un buco per terra qualsiasi. Chiedi a Enio (che trovi nel mio blog) il quale ha lavorato nell'industria chimica. Da cui il "fare e disfare" non è solo nella parte visibile.

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    2. L'altro giorno ho studiato la traduzione (da parte di Gaia Baracetti) di un articolo di Toby Hemenway,
      Agricoltura sostenibile: un ossimoro?.

      L'agricoltura è stato il primo propulsore della crescita demografica ecocida, l'industria ("in realtà solo una manifestazione dell’agricoltura") va oltre nella ingegnerizzazione dell'insostenibilità e portano all'estremo la caratterizzazione parassitica del sistema: prelevare risorse da altrove, scaricare altrove i propri rifiuti, aumentando ulteriormente la complessità e l'insostenibilità locale.

      Io uso il termine di tumore proprio perché ha la stessa dinamica e numerica e nell'interazione con l'ospite.
      Ora abbiamo capito che alcune pratiche, come lo spargimento e il nascondimento sotto terra di rifiuti tossici non vanno bene (anche se per questo hanno realizzato la BreBeMi) ma nel frattempo, consumismi, complessità e impronta ecologica sono ancora e più violentemente aumentati.
      Siamo al lavoro degli ingegneri che riescono a portare la resa dei motori termici dal 28 al 29.3% ma nel frattempo, col fatto che la macchina consuma leggermente meno, il proprietario ha fatto il 27% di km in pià, l'auto è cresciuta in peso del 40%, in energia e complessità di fabbricazione del 106%.

      Decrescirta, per me vale sempre il criterio di
      o - diminuzione in valore assoluto del numero di homo a partire dal locale
      o - diminuzione delle quantità assolute di risorse (non rinnovabili) consumate a partire dal locale
      o - diminuzione delle quantità assolute di energia (non rinnovabile) consumate a partire dal locale
      o - diminuzione assoluta della quantità di territorio artificializzato ovvero non biotico ovvero biologicamente morto / senza capacità fotosintetica

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  3. per cui capisci che la decrescita felice ti farebbe morire di fame

    come paghi l'IMU per la tua casa appenninica se la tua azienda, che al 90% fa cose inutili o per aziende inutili, chiude ?

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    1. La "decrescita" ovviamente implica che lo Stato spende meno quindi impone meno tasse. Tra parentesi l'IMU è una tassa sommamente ingiusta perché la pagano esattamente uguale incapienti e milionari.

      La seconda obiezione invece è sensata, ovviamente la "decrescita" implica una drastica riduzione del "livello di vita" di tutti, non solo di pochi idealisti. Significa tornare alle abitudini di decenni fa, quando le cose che oggi accatastiamo nelle discariche erano un lusso.

      Secondo me prima di tornare agli anni '60 si potrebbe anche cercare di riprogettare tutto il meccanismo in modo da allocare le risorse in maniera diversa per perseguire scopi diversi. Invece di una "decrescita" globale, si potrebbe "decrescere" solo certe parti, mantenere altre uguali e incrementarne altre ancora.

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    2. > per cui capisci che la decrescita felice ti farebbe morire di fame

      Ecco, questa è un'altra credenza.
      La crescita demografica che è anche crescita della distruzione della biocapacità assoluta e locale significano, letteralmente
      o - più bocche da sfamare, da curare, da trasportare, da riscaldare,...
      o - meno cibo, meno risorse, meno energia,meno spazio

      Insomma, la famiglia passa da 4 a 6, siamo già lì all'ultimo foro della cinghia, che schiattiamo d'inedia, allarghiamoci su un pezzo di campo e certamente la colpa della fame è tua, decrescitoso.

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    3. uomo, dammi retta, le persone vogliono beni e benessere, quindi soldi. togli a tuo figlio le scarpe delle nike e ti infila un forcone negli occhi. ma anche te, credimi, non balleresti il tango se le tue tanguere non avessero l'auto per raggiungere i luoghi del ballo.

      i teorici del "mi accontento di meno" credono in ciò solo se si toglie agli altri. per quanto riguarda Milano, tornando a inizio post, tutto 'sto tumore di cemento lo vedi solo tu. o meglio, certo che ci sono aree a forte impatto costruttivo, ma ci sono tantissimi polmoni verdi: parco nord, parco agricolo sud milanese, parco del ticino, parco delle cave e potrei anche andare avanti.

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    4. > le persone vogliono beni e benessere, quindi sold

      Questo è uno dei punti fondamentali della "mia" tesi.

      > togli a tuo figlio le scarpe delle nike e ti infila un forcone negli occhi
      Questo l'ho dovuto spiegare a mia madre che l'altro giorno mi esortava a metodi educativi assai più spartani e a stili di vita più sobri anche nei confronti di mio figlio.
      Purtroppo io non posso aumentare la spartanità ed austerità nell'educazione di mio figlio perché ciò avrebbe varie conseguenze.

      > i teorici del "mi accontento di meno"
      Poi ci sono i crescitisti-consumisti del malcontentati del di più e risolvi il problema del malcontento aumentando il processo

      > solo se si toglie agli altri
      In un mondo di risorse finite, ad esempio poi crescitisti non sapete e fingete di non sapere che la superficie a disposizione per gli esseri umani è finita e quella agricola non solo è finita ma è in drammatica diminuzione da decenni, è del tutto ovvio che se uno ha più altri hanno meno.
      Allora, una persona che è sensata, si attiene alla realtà arriva alla questione della torta e al problema da seconda elementare

      abbiamo una torta da 1.2kg.
      Quante fette possiamo fare se ciascuno dei tuoi amici la vuole da 200g?
      Quanto peserà una fetta se inviterai 5 amichetti per il tuo compleanno?

      > sto tumore di cemento lo vedi solo tu
      Purtroppo anche la scienza è inefficace a far vedere chi non vuole vedere.
      Nel senso che al tuo "lo vedi solo tu" peraltro argomentato solo dalle tue senzazioni / opinioni io ho apposto i dati scientifici sulla quantità di suolo artificializzato / biologicamente morto comune per comune per la provincia di Milano.
      Potremmo entrare anche nel metodo scientifico proposto da Wackernagle e Rees ma non penso che le tue obiezioni vertano su questo.

      Si vede, Francesco, che non ti piaceranno i colori con cui i dati sono stati rappresentati.
      Il fatto che molte persone che vivono in aree alienate degradate artificializzate sempre più estese e che le considerino "naturali" e lo considerino "naturale" dicono molto.

      Stiamo ancora consultando con foga dieci cartelle di referti diagnostici e qualcuno alza la mano e dice
      :- Ma cosa volete preoccuparvi, è da un'ora che ho la febbre a 41.2° e sono ancora vivo, no!?

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    5. Il problema non è da seconda elementare ma da terza elementare, quando si introducono le equilalenze e le unità di misura del sistema metrico decimale.
      Chiedo scusa.

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    6. ma no. il "meno" è già cominciato ma non te ne accorgi uomo !

      ti ricordi quando parlavamo di brebemi? parlavo un paio di giorni fa con un mio collega e mi è venuto in mente un venerdi sera penso del 2002 o 2003. Francesco e la sua donna che devono andare a Bergamo da Cinisello. cosa saranno, 40 Km ? 50 al massimo ? da Fulvio Testi entriamo in autostrada e lì un muro. non per incidente, non per lavori. per traffico. era ancora a tre corsie. per arrivare a Bergamo impiegammo un tempo infinito. oggi sappiamo che non è più così, perchè le persone si autoregolano. le cose si autoregolano. quello che tu chiami crescitismo è semplicemente vivere al meglio. che magari oggi implica un "col cazzo che al venerdi sera vado a Bergamo". che poi alla fine significa che nessuno va a Bergamo, perchè io venerdi sera di qualche settimana fa sono andato a Bergamo e memore di quegli anni sono arrivato in terra orobica un'ora prima del necessario.
      parli di terre lombarde, ma ti dimentichi che la Brianza ha conosciuto negli anni '70 Seveso e la diossina. eppure tanti mitizzano quel mondo come "migliore" di quello di adesso. poi sia chiaro, io non sto dicendo che tutto sia bello. ma la letteratura dell'800 descrive Parigi e Londra come città terribili, delle discariche a cielo aperto, con sporcizia e malattie ovunque. qui a Milano c'è un movimento che propone la riapertura della cerchia dei navigli, che furono interrato in epoca fascista. sai perchè fu fatto? perchè la gente già allora buttava di tutto (erano centrali e quindi lì attorno abitava più gente rispetto al naviglio grande o pavese). il degrado non è caratteristica di questi tempi insomma.

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    7. Cerchiamo di essere pratici. Se è vero che UomoCoso ha posizioni un po' "new age" e quindi estreme, quello che Francesco scrive è insieme ovvio e sbagliato.

      La parte ovvia è che la gente OGGI non sceglierebbe mai consapevolmente di consumare meno, di rinunciare a qualcosa. Ma cosa ci possiamo aspettare dopo che le persone vengono sottoposte al lavaggio del cervello dalla nascita alla morte, 24 ore al giorno? L'altro giorno guardavo il canale dei cartoni animati coi miei nipoti, ogni tot minuti partiva una pubblicità infame, poi se guardo i giochi dei bimbi sono il "merchandise" di quello che passa la TV. E quando crescono, uguale.

      La parte falsa è quella riguardo Milano. Dove non si è potuto o voluto effettuare una supervisione urbanistica e di conseguenza la città, venuta su come un fungo, è orrenda. I "polmoni verdi" non sono stati progettati, sono semplici ex-discariche e spazi di risulta che per caso sono rimasti vuoti e ad un certo punto si è deciso di ufficializzare la cosa. Certo, potrebbe essere anche peggio, potrebbero non esserci spazi vuoti. I palazzi del boom economico potrebbero essere caduti a pezzi più velocemente. Ma bisogna avere due dischi di tungsteno davanti agli occhi per non vedere in che ambiente viviamo. Oppure bisogna sentirsi parte in causa perché si vive di cemento.

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    8. sto forse scrivendo che è tutto bello ? no di sicuro.

      ma ti ricordo che:

      1) i palazzi anni '70 sono strutturalmente meglio di quelli che si costruiscono adesso. un pò è il mio mestiere e parlo a ragion veduta. non lo hanno fatto per filantropia, ma perchè costruire costava meno di adesso. poi è chiaro che se dopo 40 anni non rifai la facciata gli stessi appaiono come un bastone nel culo.
      2) i polmoni verdi sono casuali. e allora ? la montagnetta è stracasuale, nel senso che se non c'era la seconda guerra mondiale non sarebbe sorta? ma è un polmone verde che compensa la necessaria presenza dell'autostrada di fianco. che a me di andare a Varese in 40 minuti non è che faccia schifo.

      ma esempi di vita pratica se ne potrebbero fare tanti. l'altra sera ero a cena in una zona cosiddetta "degaradata". extracomunitari, centri sociali ecc.... però a dire il vero a me non è mai capitato nulla e la frequento tantissimo. ne parlavo con un mio amico dicendo "sia, siamo spesso lì, è una zona di merda.....". e lui "Francesco, negli anni 70 e 80 se andavi lì non uscivi vivo, tra tossici, spacciatori e malavitosi". solo che queste cose nessuno se le ricorda più

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    9. Francesco, ti sembrerà incredibile ma anche se a volte penso che non ragioni, mi stai abbastanza simpatico.

      Dai su, prima cosa che i palazzi anni '70 siano meglio o peggio di quelli di adesso è una sparata un po' troppo grossa. Per due motivi, il primo che in entrambi i gruppi di edifici si va dal pessimo all'ottimo, quindi bisogna vedere caso per caso. Il secondo è che le strutture di cemento armato, come qualsiasi cosa, non durano in eterno e dopo una cinquantina d'anni sarebbe il caso di abbattere e ricostruire. Ma questo è il Paese dove c'è gente che pensa veramente che abbia senso vivere dentro palazzi costruiti secoli prima. E quando crollano, pretendono di ricostruirli usando le macerie. La scuola media dove sono andato da bambino era già pericolante quando ci andavo io, una quarantina di anni fa, tanto che ad un certo punto ci vietarono di scendere le scale e ne costruirono altre esterne. Adesso a quanto ho capito vogliono farci un pensionato studentesco (?) ma invece di demolire e fare un edificio nuovo, stanno svuotando l'edificio per conservare l'esterno. Caspita, vorrai mica privarti di cotanto esempio di monumento storico, hai detto una cattedrale gotica. Nello stesso momento, nello stesso posto, si costruiscono palazzoni giganteschi (che non si venderanno mai) di fianco al centro commerciale che a sua volta è costruito nella terra di nessuno e siccome bisogna dare l'idea del pedonale e del ciclabile, ci facciamo magari un bel ponte sospeso in acciaio che passa sopra un viale e che collega il niente col nulla, tanto che probabilmente si può anche piantare li non finito o non collaudato, è per finta.

      I polmoni verdi sono casuali e allora? Allora nella maggior parte dei casi non sono fruibili e sono un corpo estraneo rispetto alla città. Non sono aree vuote per caso. per veder come è Milano basta andarci a piedi, non so se tu lo fai ogni tanto. Prova a partire da viale Zara e arriva in Duomo, poi mi dici quant'è bella.

      Riguardo le "zone degradate", quanto sia simpatico andarci a cena e della saggia opinione dei tuoi conoscenti di com'era negli anni '70 e '80, scusa se rido. Perché te occhi per vedere non ce li hai e hai perso la memoria di com'era. Negli anni '70 e '80 i quartieri erano presidiati dalle mamme e dai bimbi che giocavano tutto il giorno in strada. Adesso magari non ci sono le porte dell'inferno, in compenso tutta la città è zona degradata. Certo difficile accorgersene passando a 70 all'ora dentro un SUV.

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    11. Francesco: "a me di andare a Varese in 40 minuti non è che faccia schifo"

      Pensa che a me invece fa schifo pure andare ad Alessandria, anche se di minuti ce ne metto una decina. Anzi, mi fa schifo già solo il pensiero che Alessandria sia lì, e a ricordarmelo è la linea dei palazzi che si intuiscono oltre Bormida, la malsana cappa nero/marrone che staziona su quella linea e il folle bagliore che di notte illumina a giorno le nubi e/o la nebbia nelle giornate fosche.

      Pensa che quando avevo una decina d'anni non c'era nulla di tutto ciò, Alessandria era parecchio più lontana (ma ci voleva lo stesso tempo a raggiungerla). Ah, ad Alessandria allora ci potevi girare tranquillo a qualsiasi ora del giorno o della notte, altro che tossici. Oggi non è più così, e non sono i tossici a preoccupare, ma una miriade di personcine a modo gentilmente procurateci dalle dirigenze, importandole dapprima da altre parti d'Italia, quindi da altre parti fuori d'Italia. Eh, il progresso!

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    12. > quello che tu chiami crescitismo è semplicemente vivere al meglio

      Infatti io confuto anche il fatto che molte persone credano e percepiscano di vivere meglio quando vivono peggio.
      Nel senso che i miei metri di giudizio (edonistici, ecologici, estetici) sono sostanzialmente opposti a quelli delle masse.
      Per la massa andare all'outlet stando in coda in auto per comprarsi un paio di scarpe tanto scadenti quanto care tornando a casa e mangiando degli spaghetti al pomodoro cinese e prendendo l'antistaminico contro la rinite allergica è vivere bene.

      I polmoni verdi sono un paliativo: vivi e viviamo in un'area (la valle padana) riconosciuta come tra le più inquinate del MONDO.
      Quindi sarebbe ovvio che fino a che non si saranno selezionati degli homo che possono respirare Nox, nanopolveri, furani, diossine, particolato e trarne giovamento da questo, una persona si dovrebbe chiedere come mai esistono polmoni verdi quando dovrebbero esistere "piccole aree isolate" di cemento.
      Una quarto?quinto? della provincia di Milano con percentuale di morte biologica tra il 60 e 90 per cento dovrebbe attirare l'attenzione di ogni persona viva.

      > 1) i palazzi anni '70 sono strutturalmente meglio di quelli che si costruiscono adesso

      Per mia esperienza / conoscenza, ci fu buona edilizia fino agli anni 60, primi anni 70.
      Poi roba orribile, quella degli anni 80 forse anche peggio.
      In generale la qualità dell'edilizia speculativa è da SEMPRE scadente e, negli ultimi 80 anni, parte rilevante se non la maggioranza dell'edilizia è stata speculativa.

      Non è un problema di costare meno, è un problema di rendite.
      Ad esempio per la bolla speculativa 2000-2009 dovuta alla presunta OCA ed euro, è stato dimostrato chiaramente che i prezzi dei materiali da costruzione e della manodopera hanno seguito quelli finali sul mercato. Uscì un famoso articolo sul blog di Grillo che riportava alcuni studi.

      In realtà tu hai una visione ottimista da medio borghese.
      Il problema non è attraversare in Audi una zona degradata una volta per andare a mangiarci.
      La questione è viverci e viverci usando i mezzi pubblici, avendo a disposizione un certo budget, etc. .

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    13. Se ti avessero rapinato, ad esempio, avresti un altro pensiero.
      Come quando ti ruppero il finestrino dell'auto.

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    14. il finestrino dell'auto me l'hanno rotto stando in zona agiata. altro che degrado.....

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    15. E' improbabile che un finance broker della zona agiata abbia rotto il finestrino dell'auto che usi.
      Anche se esistono due fatti acclarati
      o - la ricchezza (come il suo opposto, la miseria) peggiora il_bobbolo;
      o - teoria delle finestre rotte (o qui) ovvero il degrado attira altro degrado.
      Il problema è, quando le risorse inzieranno a calare, cosa succederà alle zone "agiate" che sono state innestate di banlieue e zone "degradate". Io uso il termine di balcanizzazione dell'Europa.

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  4. Lorenzo, coma sai a piedi vado tanto essendo un runner. le cose le vedo. se seguo il tuo ragionamento, dovremmo abbattere il colosseo, visto che è vecchio ! io ti posso solo dire che oggi (e lo dicono architetti, geometri, muratori, impiantisti) si costruisce "deliberatamente" male. ma sono io quello che ti ha evidenziato che un palazzo di 50 anni fa se lo lasci all'incuria diventa oggettivamente brutto. mi citi Viale Zara, e lì di esempi ne trovi a bizzeffe. ed anche in vie più prestigiose. il motivo per cui capita ciò è semplice. chi è dentro non ha i soldi per ristrutturare. sui polmoni verdi, boh, sarò ottimista si vede. ma quelli di Milano così schifo non mi fanno. e soprattutto li ritengo fruibili.

    Mrkey, Alessandria la conosco bene perchè vi abita mia zia. era brutta già negli anni '70. c'è poi un quartiere che si chiama "Cristo" dove non vivrei neanche sotto tortura.

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    1. Sì, alcuni considerano brutta Alessandria fin dalla notte dei tempi (per la serie sputare nel piatto dove si mangia), io però puntavo anche il dito sul fatto che a) è notevolmente peggiorata coi decenni, in un crescendo rossiniano di bruttura e che b) oggi è pure pericolosa ovunque, cosa che negli anni '70 assolutamente non era, quartiere Cristo incluso. Aggiungo che i dintorni di Alessandria (che cominciavano ove ora c'è praticamente il centro città) erano una godibilissima e vasta area agricola, laddove ora sono una vomitevole periferia ex-industriale degradata, degradante e pure improduttiva (alcuni sostengono sia pure venefica).

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    2. Dai Francesco, a parte che dentro Colosseo non ci vive nessuno, di anfiteatro flavio, che è il suo nome originario, ne esiste uno in tutto il mondo. DI palazzi degli anni '70 è coperta l'Italia.

      Io sopra non ho detto solo che i palazzi di Milano e interland (per dire, guarda cosa c'è al centro di Monza) sono orrendi, non ho detto solo che tutta la distribuzione/struttura, i viali, i marciapiedi, i giardinetti, eccetera, sono orrendi, ho detto anche che alla fine del loro ciclo di vita anche gli edifici andrebbero sostituiti. Il cemento armato è fatto di cemento, ghiaia e ferro, di questi elementi l'unica cosa che dura secoli è la ghiaia.

      Dici "ristrutturare". Per rifare tutte le tubature, i cablaggi, i tamponamenti eccetera dei palazzi bisognerebbe sventrarli lasciando solo travi e pilastri. Travi e pilastri che a loro volta sono alla fine della loro vita utile e quindi non vedo il senso della "ristrutturazione", a meno che non si tratti di ricoprire il palazzo con un intonaco nuovo e via, come se una donna di 50 anni diventasse una ventenne con un po' di makup.

      Comunque il problema di Milano non è tanto/solo l'aspetto estetico degli edifici ma la "trama" del tessuto urbano, l'insieme di spazi pieni/vuoti, quello che vedi a livello dei tuoi occhi. Anche li, tempo fa si parlava dei nuovi palazzi/torre delle banche e scommetto che a te sembra tutta un'opera d'arte, invece che la rappresentazione di una idea di "modernità" e di città che è già vecchia e provinciale come può essere un emirato arabo.

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    3. > si costruisce "deliberatamente" male

      Confermato da mio fratello direttore di cantieri. Solo che, visto che egli è bravo, competente, rigoroso (problemi di famiglia, lo so! ;) e non ha mai avallato le peggiori pratiche, sia pur con non poche difficoltà, ha mantenuto il lavoro.
      La cultura benaltrista, cialtronesca-furbista-delinquenziale del tanto chi se ne frega, tanto noi risparmiamo 500 euri, poi gli acquirenti per riparare "al danno" ne dovranno spendere 60000 etc. è molto diffusa.

      Il brutto - orribile - scadente - dozzinale - caotico che testimonia MrKeySmasher che ha reso il Belpaese una merdosa crosta di ciarpame edilizio e infrastrutturale e la valle padana una costipazione che, a ragione, Grillo indica come "periferia padana" ha fatto si che molte cittadine graziose e piacevoli, con un rapporto fisiologico e secolare tra "centro" e campagne che la circondavano, siano state degradate e tumori di periferie non solo orrendi ma pessimi per tutto quanto li riguarda.

      Eh, la crescita, signori. La crescita tecnoprogressista modernista!

      Noi otteniamo dal passato in eredità il Castello Sforzesco o il palazzo Civalieri di Masio e lasciamo viale Buenos Aires o "periferie ex-industriali degradate, degradanti e pure improduttive".
      Mica male 'sto progresso!

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  5. A me Milano piace. Molto più dell'appennino di uomo dove potrei vivere al massimo 72 ore

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    1. è tutto soggettivo insomma

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    2. D'accordo.
      Ma qui secondo me parliamo di un'altra cosa e cioè della "modernità".

      UomoCoso associa la "modernità" al male assoluto. Io sostengo invece che si potrebbe avere una "modernità" più intelligente modulando meglio il dove, come e perché allochiamo le risorse. Tu sembri sostenere che la "modernità" ve bene cosi com'è.

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    3. C'è un sacco di gente, dalle mie parti, che non perde occasione per dire quanto desideri il mare, altri che si lasciano andare ogni tre per due a lodi sperticate per la "loro terra" (ah, quanto è bella! altro che qui!), altri che si son trovati cosììììì bbbene, che so, in Egitto o in quel viaggio negli Usa, a Cuba, a Malindi o in India. Hanno ragione. Mi spiace solo che poi continuino a stare dove stanno, ovvero in mezzo ai miei piedi. Ma, dico io, se fa tanto schifo il posto dove vivi e hai già individuato un posto diverso che è, era, o ti piacerebbe rendere casa tua, perché non levi definitivamente le tende e ci vai una volta per tutte? (il tu è generico, non riferito esplicitamente a Francesco) Sarebbe una meraviglia se improvvisamente i due terzi della gente che mi circonda partisse per altri lidi. Dove sicuramente starebbero meglio, aiutando anche me a fare lo stesso rimanendo.

      A me piace il posto dove son nato. Solo che troppi l'hanno ridotto ad un cesso, disprezzandolo nei fatti oltre che nelle parole, e continuano attivamente a peggiorarlo. Il problema non è il posto -- è la gente che ci vive (e che, in tantissimi e troppi casi, è arrivata da un qualche altrove).

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    4. @MrCoso/a (?)
      Tutto giusto tranne una cosa: io sono nato nel posto X ma non ho nessuna possibilità di decidere se farci un parco, una discarica, un inceneritore, un reattore nucleare, delle case, dei centri commerciali, qualsiasi cosa. Ho solo (per il momento) la facoltà di restare o andarmene. Andare poi in un altro posto dove ugualmente sono alla mercé di altri.

      E storicamente nel posto dove vivo si sono alternati due modelli, uno quello di costruire il più possibile, qualsiasi cosa, senza regole, l'altro quello della città dormitorio sovietica con la statua di Lenin in piazza.

      Per trovare qualcosa che assomiglia ad un ambiente vivibile devo prendere la moto e allontanarmi di almeno mezz'ora.

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    5. Salvo poi vedere se ci vivrei veramente in un posto del genere dove magari non trovi un negozio nel raggio di un km e dove tutti comunque inquinano perché senza macchina sono isolati.

      Per la cronaca: stasera (adesso) ho fatto la nuova Valassina, un altro posto da incubo al venerdì sera un tempo. Anche stasera sono i netto anticipo. Non è più come una volta. Magari è pure meglio

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    6. > Salvo poi vedere se ci vivrei veramente in un posto del genere dove magari non trovi un negozio nel raggio di un km

      Come era nella frazioncina dove abito, prima che riaprissero, di recente, l'unico negozietto.

      > e dove tutti comunque inquinano perché senza macchina sono isolati
      Questo e' ovviamente falso.
      Primo perche' la mia impressione e' che nelle citta', nonostante ci sia un potenziale di trasporto pubblico maggiore, non c'e' alcun segno che i cittadini siano meno autossicodipendenti.

      Secondo, perche' a parita' di autossicodipendenza, 500persone inquinano un millesimo di 500000 persone.
      Infatti, e' noto che sulle colline o in montagna, aria, inquinamento e degrado siano.... minori che in citta'
      Ahahha, Francesco.
      Ogni tanto e' necessario sorridere e ridere. Cosa si potrebbe fare altrimenti per cio' che e' opinionismo "vero perche' a me piace cosi'".


      In ogni caso, MKS ha esposto quello che io indico come il paradosso (lombardo veneto, dell'alta toscana, etc) produttivista del
      "per fare sghei, dane', denari" io distruggo e rendo orribile e invivibile il posto dove vivo cosi' il fine settimana posso andare a fare danni e a devastare (i laghi / la liguria / la versilia).
      Tutto cio', visto da uno che non solo e' fuori da questa mentalita' ma che e' ferocemente critico, e' sostanzialmente autolesionista, demente, tafazziano.
      Però e' così e quindi va bene ed è giusto.
      Poi io vedo questi che transumano avanti e indietro quasi ogni fine settimana a centinaia di migliaia sulle autostrade, nei loro SUV per andare nelle costipazioni del fine settimana e sorrido.

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    7. L'auto ce l'hai pure te. E magari essendo vecchia inquina pure di più

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    8. Francesco, io abito in un comune di palazzoni appena fuori Milano. Come dicevo sopra, da bambino i quartieri avevano ognuno il suo piccolo supermarket, la latteria, la macelleria, il panettiere, la cartoleria, la merceria, eccetera. Le donne badavano alla casa e ai figli e il quartiere era "vivo" e presidiato.

      Io e i miei amici, pur venendo da famiglia di ceto (leggermente) diverso, eravamo tutti vestiti più o meno uguali e rompevamo le scarpe dando calci alla palla nello stesso giardinetto spelacchiato sotto casa, fino a che la mamma si affacciava e gridava di salire che era buio. I più grandi bighellonavano sulle panchine e sui muretti.

      Fast forward al 2015.
      I bambini sono blindati dentro scuole, palestre, piscine, eccetera, quando crescono stanno chiusi in casa affondati nella playstation o nello smartphone. I genitori sono via tutto il giorno oppure sono occupati a scarrozzare i figli di qui e di la in macchina. Per le strade c'è 10 volte più traffico di una volta ma pochissime persone a piedi.

      I negozi ormai sono superflui e chiudono, sia perché sono cambiate le abitudini dei clienti, sia perché la gente non ha più tempo di andare a fare la spesa, comprare il pane dal panettiere, la carne dal macellaio, le mutande in merceria, il latte in latteria. Invece vanno in macchina al centro commerciale che è sito fuori dalla città, nella terra di nessuno in mezzo a viali e autostrade e comprano di tutto e di più, scorte da fine del mondo.

      Quindi, abitare in un quartiere della periferia di Milano oppure a Lesmo in Brianza è più o meno uguale. Durante il giorno non c'è in giro nessuno e la gente prende la macchina per andare dappertutto, compreso il centro commerciale. L'unica differenza è che a Lesmo ci sono magari due bar, nel mio quartiere ce ne sono 50, uno ogni 10 metri. E Kebab, compro oro, sale scommesse, parrucchieri cinesi, eccetera. Capirai che culo.

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    9. Lorenzo, quello che tu osservi e' il fantastico progresso.
      Io non ho mai capito cosa ci sia di positico nel progredire alla merda che tu hai descritto cosi' bene e cosa ci sia di male nel volersi opporre e nel farlo.
      Eppure, quando tu lo fai notare, ti guardano storti.
      Come diciamo al GAS, quando sei abituato a mangiare [e a vivere] merda trovi semplicemente assurdo che questo possa anche non avvenire.

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    10. >L'auto ce l'hai pure te. E magari essendo vecchia inquina pure di più

      Ecco un'altra credenza tecnoprogressista (utilizzata spesso a favore del consumismo di automobili).

      Se anche la mia auto inquinasse,esagero, il 50% in piu', ma un decimo o un ventesimo o un trentesimo dei chilometri di quella euro milletredici del signor Mario Rossi, io consumo e inquino MENO di Mario Rossi.

      Si capisce?

      Allora, fino a qui il ragionamento da terza elementare.
      In realta' la nuova Golf o Toyota euro milletredici hanno costi ambientali estremamente elevati di produzione che, vari studi, stimano non meno del 50% dei costi ambientali di utilizzo.
      Quindi se la mia auto vecchia e ben manutenuta fara' i vent'anni, e nel frattempo il Mario Rossi ne ha cambiate 4, non solo egli viaggia venti o trenta volte quello che faccio io, inquinando assolutamente molto di piu', ma ha anche creato 4 volte tanto i problemi ecologici di produzione e smaltimento, rispetto a me.

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    11. > Se anche la mia auto inquinasse,esagero, il 50% in piu', ma un decimo o un ventesimo o un trentesimo dei chilometri di quella

      Ho riletto, ho scritto male

      ->Se anche la mia auto inquinasse - esagero! - il 50% in piu' per chilometro percorso, ma con un decimo o un ventesimo o un trentesimo dei chilometri percorsi da quella

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    12. UomoCoso, immaginati persone che sono programmate come robot.

      Tu arrivi e gli presenti una situazione non prevista dal programma.

      A loro non rimane che seguire la procedura predefinita di errore.

      Si va dal grande al piccolo, dalle questioni "sociali" di una Boldrini ai problemi del mio amico che deve mettere tre figlia tavola e fare tre pasti diversi perché uno vuole l'amburger, l'altro mangia solo le cose verdi, l'altro è allergico alla pasta corta.

      UomoCoso, ti sei dimenticato dei costi di smaltimento delle auto usate e del materiale di consumo. Smaltire quattro auto costa quattro volte tanto che smaltirne una.

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    13. > tre figli a tavola e fare tre pasti diversi perché uno vuole l'amburger, l'altro mangia solo le cose verdi, l'altro è allergico alla pasta corta

      Ieri, mentre ciaspolavamo, _zzz ha espresso con colorita cadenza emiliana, un lazzo delle parti sue che dice che, per il miglior ristorante basta... non mangiare per un paio di giorni.

      Una delle cose che mi mandavano fuori di melone nei rapporti con A-Woman e il suo mondo e' che suo figlio ci piace mangiare solo numero piatti ovvero
      I - bistecca di filetto
      II - pane nutella
      III - tagliatelle al ragu' ma solo nei giorni dispari
      IV - sogliola
      V - bocconcini di pollo fritti, solo se sua madre e' vestita in azzurro mentre li prepara
      VI - pasta in bianco tutti i formati purche' siano spaghetti
      VII - tagliata di filetto
      VIII - pollo fritto ma se nel frattempo ho avuto voglia di pane e nutella, io mi mangio quello e tu ti tieni il pollo fritto anche se lo hai appena finito di cucinare
      IX - patatine fritte
      X - sogliola fresca soffritta solo con un po' di burro
      XI - fetuccine al ragu'

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    14. Ero entrato con la vecchia identita' per manutenzione del diario della ex/coppia...

      > e' che suo figlio ci piace mangiare solo numero piatti ovvero
      -> e' che a suo figlio ci piace mangiare solo piatti numero undici ovvero

      Nella risposta sopra, Lorenzo, avevo citato anche i costi di smaltimento.

      "ma ha anche creato 4 volte tanto i problemi ecologici di produzione e smaltimento, rispetto a me."

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    15. Oops me l'ero perso.

      Ho scritto dei costi di smaltimento perché sono quasi sempre sottaciuti quando si ragiona di consumi e di costi. Compresa la famosa legge per i rifiuti elettronici che è rimasta lettera morta come tutto il resto. Che Paese di buffoni.

      Comunque, il modello di consumo della mia infanzia, oltre ad essere più povero perché c'erano meno risorse per tutti, era anche strutturalmente differente. Non esisteva il centro commerciale con una distesa infinita di scaffali e non si faceva la spesa da fine del mondo che riempe il bagagliaio. La mamma andava a piedi e tornava a casa massimo con due sportine e dentro c'era il mangiare per un paio di giorni per tutta la famiglia. Se poi andava al mercato e trovava l'offerta conveniente, riempiva le due sportive di un paio di tipi di verdura e si mangiava quello per una settimana.

      I figli del mio amico, oltre ad essere educati in maniera molto più "soffice" di come siamo stati educati io e lui, quando aprono il mega-frigo trovano dentro la spesa della fine del mondo, qualsiasi cosa, quindi sono abituati alla sovrabbondanza e allo spreco.

      Logicamente, difficile imporre ai figli di mangiare una cosa se ne hai altre venti nel frigo, ti dicono "allora perché le hai comprate se non le posso mangiare?" che è una domanda più che legittima.

      Allora uno risale la catena e si chiede ma perché/come siamo arrivati ad assumere il modello di vita e di consumo americano senza colpo ferire?

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    16. E se viviamo come vivono nel New Jersey, normale che nessuno vada a piedi. In più chi sta in campagna avrà la casetta monofamiliare nella vietta anonima con tante casette uguali, chi come me sta in città, vive nel ghetto. Evviva evviva.

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  6. Anche a me piace Milano,co e cantava Finardi nel '77 "a mezzora da piazza del duomo arrivi dovd vuoi!"

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    1. Sebbene io ci vissi e la frequentai, io trovo la costipazione ambrosiana forse il più brutto posto d'Italia, più che altro per dimensione che ha raggiunt il tumore umano (il tumore FI-PO-PT(-LU), quello pedemontano veneto, quello genovese, quello lungo la via emilia non sono cosi' grandi, forse il tumore partenopeo e quello romano posson competere ma il primo non lo conosco, il secondo poco)
      Allora, diciamo tra i noti, il tumore ambrosiano-brianzolo e quindi pedemontano lombardo compete molto bene per il primo posto.

      Muoversi' tra un unicum di bruttezza non e' consolatorio.
      Puoi scegliere tra l'orribile di Lissone,quello di viale Monza, quello di Sesto San Giovanni, quello di ... un unicum di bruttezza, di morte biologica senza uguali.

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    2. Io ho visto molto peggio in Italia di Milano e della Brianza.
      Non toglie che sia un posto difficilmente vivibile.

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