sabato 23 gennaio 2016

Cinquanta minuti




Sono senza auto da undici giorni e lo sarò fino a venerdì. Notte esclusa, mi muovo bene con i mezzi pubblici: certo, la frequenza di un treno ogni ora ne rende costoso in termini di tempo l'utilizzo per commissioni nei paesi “limitrofi” lungo la valle. Stamane ho finito un incombenza con qualche minuto di ritardo sul previsto e... ho dovuto aspettare cinquanta minuti il treno per il ritorno.
Mumble mumble.
Già, è tempo che dovrei fare questo.
Così, in quella frazione, sono andato, a qualche minuto a piedi, ad una piccola bottega di scarpe con annesso laboratorio calzolaiolo. E' proprio un piccolo negozio, di paese: fa parte di quell'economia minore che è importante sul territorio: dalle ciabatte per la zia, alle infradito, dai mocassini agli scarponcini, con una coppia che lo gestisce. Lì trovai, in passato, delle cose interessanti. In provincia i prezzi sono inferiori e questo negozio non fa eccezione. Bisogna dire che tra i pregi dei paesani è che, a volte, se ne fottono delle apparenze e badano al sodo. Così trovi delle calzature di qualità buona che hanno produttori non famosi ovvero non quelli soliti della pubblicità. E io godo, perché detesto avere dei marchi indosso, quelle multinazionali dovrebbero pagarmi per la pubblicità, non essere io a pagare salati i loro prodotti causa pubblicità e poi facendone ancora. A parte che evito, quando possibile, di acquistare prodotti di multinazionali cerco di favorire sempre economie più vicine possibili.
Così ho acquistato un paio di questi scarponcini di buona qualità ad un prezzo impensabile in un negozio di quelli sportivi / alla moda: nulla di particolarmente tecnico ma li userò per andare allavoro, andate e ritorno ho sempre un po'di minuti lungo un sentiero, per quel tratto scarpe così vanno più che bene.
Mi hanno fatto un piccolo sconto, mi hanno riparato una piccola cucitura che aveva ceduto (scarpe con le quali ero arrivato), abbiamo scambiato due parole (ancora, esperimento MKS, a proposito della gioiosa, unica, meravigliosa opportunità e ricchezza, hanno iniziato a sfogarsi sul fatto che “ci stanno preparando una guerra”).
Sono uscito di buon passo perché il treno sarebbe arrivato di lì a qualche minuto. Esattamente il tempo necessario per quella commissione. :)

Ora vado che alcune tanghere hanno organizzato un aperiticoso (penso che siano alcuni anni che non succede, ahaha, ho preso la lorenzite del lessico) e poi prenderò l'ultimo treno per il ritorno.

18 commenti:

  1. Sono proprio belli questi scarponcini! Ma li metti anche per andare all`apericena? :)

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    1. Per caso fortuito sì (mancanza di tempo), li ho calzati all'aperitivo. :)

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    2. Ma per il ballo serale no...vero?? :)))

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    3. Per andare dove si balla perché no!?
      Poi dipende dal tipo di ballo.
      Il tango richiede scarpe fini/precise. Per danze popolari su un'aia potrebbero anche andare bene, per una quadriglia (danze di corte) un po' meno.

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  3. Le ferrovie negli ultimi 25 anni si sono messe a fare concorrenza agli aerei, lasciando i treni locali allo sfacelo. Poi sono arrivate le compagnie aeree a basso prezzo...
    Da Carrara a Spezia il biglietto del treno e'3 euro e 50 per 32 km, cioe AR sono 7 euro!ovvio che poi una piglia l'auto.

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    1. Per andare a Milano io spendo la stessa cifra e ci potrei andare in bicicletta, altro che auto, saranno 15km in linea d'aria.

      Se un giorno volessimo ragionare seriamente sul trasporto, bisognerebbe partire dai fondamentali e cioè sulle risorse disponibili e sugli scopi che ci prefiggiamo. Ci sono due modi per fare andare un treno, il primo modo è facendo pagare i passeggeri in modo da coprire i costi, il secondo modo è accollare i costi alla collettività se esiste un beneficio al contorno. Quello che non si può fare è non fare pagare il biglietto e accollare i costi alla collettività senza alcun beneficio, tanto per.

      Se io fossi lo AD delle Ferrovie, pubblicherei il bilancio dell'azienda (in formato comprensibile).

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    2. Da Cinisello o sesto a Milano veramente credo sia due euro il biglietto e non ci si può certo lamentare della frequenza

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    3. Francesco sei un fenomeno, sei come Berlsconi che pagava gli zucchini 300 euro al chilo perché l'ultima volta che ha fatto la spesa i prezzi erano scritti in numeri romani.

      Te uguale. A parte il fatto che il biglietto di sola andata lo comprano i rifugiati-profughi-migranti ma io devo tornare, dovresti sapere che la tratta urbana arriva solo fino a Loreto, oltre Loreto scatta la tariffa interurbana.

      Non ti tedio sulla sequenza di diversi mezzi sopra sotto e in mezzo che devi prendere per andare da A a B, tanto...

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    4. La tratta urbana scatta da sesto Marelli credo

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    5. x Sara:
      x Lorenzo:
      Le compagnie aeree a basso costo sono una delle più grandi truffe: costi scaricati sulla fiscalità generale europea, sovvenzioni ignobili, disastri ambientali.
      Per usare le parole di Lorenzo dovrebbero essere pubblicati i bilanci dell'Anas, delle autostrade (Oscar Giannino osservava infuriato che sono secretati, aumenti spropositati anche fino a centinaia di volte l'inflazione reale (inflazione?! deflazione! i prezzi delle autostrade dovrebbero diminuire con quella politica tariffaria)), i bilanci europei di sostegno al disastro del trasporto aereo di massa.

      Infine i costi automobilistici sono anche x volte quelli del carburante, come è possibile verificare sui tabellari dell'ACI e di altri.

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  4. Colpisce come anche con frequentazioni a distanza come quelle "telematiche" in un blog noi umani riusciamo a creare una specie di senso di gruppo, di appartenenza a una comunità che passa attraverso simbologie come quelle linguistiche e non solo. E' ovvio che se si ragiona in termini concreti è tutto molto inconsistente, però ammetto che pure io mi ritrovo a riprendere il gergo caratteristico che si è sviluppato e che si evolve in queste pagine. E, ci credereste?, non mi dispiace per niente.

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    1. Ho tentato una prima esegesi del testo. ;)
      Sì, MKS, c'è un rispecchiarsi lessicale, ideologico col tempo.

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  5. Le multinazionali sono un concetto complesso tra sfruttamento, qualità e prezzi. Non sempre si riesce ad essere coerente se non le condividi.

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    1. Non si può essere completamente coerenti né incoerenti. Nel mezzo c'è tutto il possibile.
      Più un prodotto è complesso, tecnologico e meno locale può essere.
      Questo poi aprirebbe ulteriori analisi sulla mancanza di piani industriali nazionali ed europei in vari settori.
      Anche qui la crescita osserva dei problemi e propone delle soluzioni "complessive". Utopia incompatibile con le caratteristiche di specie.

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  7. quanto li hai pagati?
    sono in gore-tex?

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    1. 70€
      In realtà sarebbe di meno vista riparazione altre scarpe e un paio di stringhe per altre scarpe che nino mi hanno lasciato pagare.
      Goretex? Non so/non penso. Non c'era il solito cartellino e marchio tipici di quel materiale. Clicca sul collegamento per ulteriori info (non sono scarpe tecnich da trekking di un certo livello, per quelle ho un'azienda trentina di assoluta eccellenza).

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