domenica 3 gennaio 2016

Ancora una volta il numero

Mio fratello mi messaggia che dopo 69 giorni o 70 di siccità, lassù stanotte sono arrivati ben dieci millimetri di neve. Anche ieri scrutavamo il cielo nuvoloso nella speranza di una giornata di tempo in qualche modo invernale, solo uno strato fine di nuvole spesso squarciato dal sole.
Avete presente la nuvola di Fantozzi? Ecco, noi abbiamo avuto, in questi giorni, l'estatedisanmartino di Fantozzi. A me la fissità del sereno, la siccità sono una delle cose che mi fa più cagare, la odio. A volte mi chiedo se non sia in qualche modo correlata alla intolleranza per le rozze culture del deserto e a quella islamica. Gli scenari del deserto sono tra i più schifosi per me e se penso a come l'ambiente influenza le culture mi sono già risposto.
Ieri mi sono reso conto di essere nel problema. Transumanza di massa monti -> sud e pure in direzione opposto sud -> monti. Ho impiegato il doppio del tempo per tornare a casa, era tutto intasato, fermo, l'autostrada, la statale, la provinciale dall'altra parte dell'Adige, in sponda destra. Per fare un paio di dozzine di chilometri, da Trento a Rovereto, oltre due ore.
E' il problema del numero.
Stavo pensando che per il turismo in montagna, e la quantità e volume di attrezzatura (spesso inutile, come le ciaspole per me e mio figlio che non sono state neppure utili dal punto di vista scaramantico contro il maltempo sereno, due coppie di maglioni pesanti per me e lui che da solo hanno occupato un intero zaino) e il frazionamento dei piccoli centri, il trasporto pubblico ha dei limiti.
Così, ancora una volta, è il numero, la scala il problema. E io ne ero parte, uno delle decine e decine di migliaia di problemi. Per quanto accorto, con i mei consumi e il mio inquinamento partecipo allo stravolgimento dell'atmosfera, delle temperature e a questi orribili cambiamenti climatici.  Amo quel piccolo e remoto paesino perché è ancora a piccoli, piccolissimi numeri. Sono talmente in pochi che non hanno neppure avuto problemi con l'acquedotto nonostante sia esangue, per esempio.


50 commenti:

  1. Ormai sei sotto shock per islamici U., li vedi ovunque. :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono la causa di tutto... Ecco.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    3. In questo diario e in quello della ex-coppia sono ormai due lustri che io sottolineo in tutti i modo possibilila follia della crescita demografica. Cio' che sta succedendo in molti paesi islamici è proprio un collasso da sovraccarico antropico.
      Ora, nell'Italia costipata "accogliere" coercitivamente per colpa di alcune oligarchie di criminali invasati milioni di persone che sono nemici storico non è un suicidio dal punto di vista sociale, economico e culturale ma lo è anche dal punto di vista ecologico, in un paese che ha un deficit ecologico di ca. 5 volte la biocapacità (diciamo ora 6 con i milioni di invasori) e che dovrebbe diminuire la popolazione a 1/6 dell'attuale e non aumentarla fino a oltre un milione all'anno.
      Gli islamici, la loro tensione egemonica, la merdosa visione teocratica che hanno della società sono il problema nel problema.
      Le masse islamiche sono rozze e con la testa farcita con le cazzate anacronistiche e brutali di un solo libro (o di un paio, se consideri anche la Sunna).
      Saranno la causa di molto. E questo è già più che sufficiente.

      Elimina
  2. Viste le (ragionevolissime, condivisibili e da me senz'altro condivise) motivazioni della tua avversione, direi che non è proprio il caso di fare troppi distinguo: la "gente in più" è gente in più anche quando non è islamica, anche quando non arriva dall'Africa. Personalmente sto molto attento a queste e altre specificazioni, perché è con esse che i furboni ci ingannano con la loro propaganda (un esempio? Salvini, che quando enuncia le sue sparate fasulle contro l'immigrazione non manca mai di aggiungere almeno quattro qualificativi a mo' di tormentone: extracomunitaria, clandestina, eccessiva, islamica). Il mio modo di vedere? Se da un punto di vista sociale non ho problemi a riconoscere che importare impostazioni culturali incompatibili con la nostra costituisce un danno maggiore, da un punto di vista ambientale AFFERMO con forza che un milione dimeriorientali/africani pesa altrettanto che un milione di Albanesi, Rumeni, Moldavi, Sudamericani o Islandesi (ha, ha, ci vogliono almeno tre Islande per fare un milione di Islandesi). Da un punto di vista ambientale è irrilevante che servano o non servano all'economia, è irrilevante che fuggano o non fuggano da guerre, è irrilevante che parlino o non parlino l'italiano, è irrilevante che siano brave persone o efferati criminali.

    Giustamente osservi che la gravissima questione ambientale determinata dal "problema n. 0" (la sovrappopolazione dell'Italia, particolarmente di alcune sue zone) dev'essere il nostro primo polo d'attenzione. Ne consegue che occorre non offrire il fianco a chi specula su fattori come la provenienza, l'etnia, lo stato di necessità (altrui) o altro per affermare che certe migrazioni in ingresso sono più tollerabili di altre. Nessuna migrazione in ingresso è più tollerabile, anche se le nostre amate dirigenze sono tanto basse nella da continuare ad imporcene con violenza il peso gravissimo.

    P.S. Nonostante alcuni si infervorino nel sentirmelo affermare, non smetterò mai di rimarcare che anche gli spostamenti interni generano problemi di carattere ambientale su alcune zone geografiche e che per questo sono appena meno intollerabili degli altri. Il numero, gente, il numero fa la differenza nel rendere intollerabili fenomeni che in altre condizioni si potrebbero salutare con favore. Quelle condizioni non sono le condizioni correnti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Messer Pigiatasti, il problema n° 0 è la sovrappopolazione, a partire da quella italiana.
      Se in un contesto già così grave, innesti a forza milioni di xeno con cultura incompatibile ovvero esplicitamente ostile a quella invasa, è un problema nel problema, NON un dettagli fasullo.

      Elimina
  3. Invece girare a milano in questi giorni di festa è bellissimo. Fare un cazzo è con poco traffico. Magnifico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poca brigata vita beata.

      Ancora si torna al problema dei numeri.
      Così ovvio che non capisco come esso sia diventato un tabù se non il tabù. Crescere crescere anche demograficamente se non in primis demograficamente (non sono pochi gli studi economici che dicono che la crescita del PIL assoluto dipenda, in società consumistiche mature, solo dalla crescita della popolazione).
      Ma il PIL assoluto serve ai vertici, al resto della piramide sociale serve il PIL pro capite.
      Ma ancora, uno dei dogmi del crescitismo e contro i dogmi non ci sono ragionamenti che tengano.

      Elimina
    2. UUIC: "Ma il PIL assoluto serve ai vertici, al resto della piramide sociale serve il PIL pro capite."

      Per quanto possa sembrare inconcepibile, la stragrande maggioranza delle persone in circolazione faticano a cogliere questo concetto, quando glielo proponi. Se non mi credi, prova e osserva le espressioni accigliate tipiche di chi si trova di fronte a un'idea "strana". Poi, dopo qualche scambio di precisazioni, capiscono e concordano. Poi.
      Credo che le ragioni di fondo per questa diffusa forma di "perplessità preventiva" stiano nel modo in cui i mezzi di (in)formazione propongono/impongono il loro particolare "taglio" di conoscenza, non a caso funzionale alle esigenze delle dirigenze e non a quelle del volgo (gli Inglesi hanno nella loro lingua un termine spregiativo molto espressivo: populace).

      Elimina
    3. Uno dei filoni della descrescita (che non è collasso o le drastiche riduzioni di crisi dei sistemi crescitisti note come crisi) è che si possa rientrare nella sostenibilità proprio con una riduzione della popolazione più sensibile o paragonabile a quella della riduzione del PIL (e relativa diminuzione della impronta ecologica) in modo che il PIL / risorse procapite non diminuiscano o, come successo in vari casi (e.g. Giappone) aumentino.

      Qui dentro l'ho scritto un tot di volte ma la crescita assoluta del PIL (mai menzionata, sempre rimossa l'altera mezza verità ovvero la crescita corrispondente dell'impronta ecologica e del deficit evologico, a proposito di religioni a base di mezze verità) è funzionale ai vertici della piramide e - scusate il francesismo - una inculata per tutto il resto.
      L'ho scritto talmente tante volte dovrei stare qui 15' a recuperare i collegamenti alle relative pagine.
      Diciamo che quella più significati, forse è questa: Lemon Capitalism.

      Elimina
  4. UomoCoso, però anche te sei inconsapevole di certe pieghe nei tuoi discorsi.

    Prendo a prestito Francesco sopra. Tu vai in vacanza e poi ti lamenti che trovi traffico. Sei perché lo trovi? Si, ovvio che siamo troppi ma è anche vero che questi troppi si muovono tutti assieme, conformandosi a dei ritmi meccanici come automi.

    Se tu fossi rimasto a casa come me, avresti trovato meno traffico del solito, perché tutti erano via, in coda da un'altra parte. Settimana prossima sarà il contrario, nessuno in giro in Trentino e code a Milano e Bologna.

    Quindi il problema è duplice, non si tratta solo della ovvia sovra popolazione ma anche che viviamo asserviti alle macchine. E' la macchina che regola le nostre vite. Non la macchina come automobile, la macchina come automazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I ritmi non sono quelli degli automi ma quelli del dormiveglia e di una vita comune data dai ritmi del dormiveglia, del chiaro scuro.

      E' pensabile che una certa parte della popolazione utilizzi, ad esempio le ore che vanno dalle 23 alle 7 per spostarsi, per lavorare, per fare il bagno d'estate al mare.
      Ma se devi essere al lavoro il lunedì e le distanze sono quelle che sono etc. i margini sono relativamente ridotti.
      Certo io avrei potuto partire la notte, dopo le 22. Ma era mia intenzione arrivare a casa per dormire e poi avere la domenica come giornata per disfare i bagagli e sistemare varie cose a casa.
      Le persone vivono di giorno e dormono di notte perché è naturale, non perché è "una macchina".

      Elimina
    2. "Ma se devi essere al lavoro il lunedì"
      Padre, perdonalo che non sa quello che scrive...

      Elimina
    3. > Padre, perdonalo che non sa quello che scrive...

      Non capisco: cosa c'è di strano/da perdonare nel dover essere al lavoro il lunedì?

      Elimina
    4. E' una citazione del mio predecessore Gesu.

      Intendo dire che il fatto di dovere essere al lavoro il lunedi non dipende da una legge fisica o da un imperativo morale, dipende dal fatto che tu accetti una retribuzione in cambio del tempo della tua vita e questo tempo viene scandito dalle macchine che tu (insieme a tutti gli altri) accudisci.

      Non a caso un eufemismo per il lavoro salariato è "timbrare il cartellino". Che è l'esempio di una azione meccanica e ripetitiva che viene svolta inserendo una tessera dentro una macchina, è la macchina che ti misura, che ti da il ritmo.

      In teoria tu potresti benissimo campare senza dovere presentarti lunedi al lavoro, abbiamo già affrontato questa faccenda quando si parlava di come era dura la vita nei tempi antichi. Io allora ti dissi che la vita era dura per la penuria di risorse, causa il fatto che non si riusciva a produrre un surplus, non a causa del TEMPO che invece era una risorsa molto ma molto più disponibile del giorno d'oggi.

      A questo proposito l'altro giorno guardavo un video a proposito del medioevo. Il video sosteneva che la gente ha l'idea che il medioevo sia una parentesi uniforme, cioè non si rende conto che noi siamo lontani da un uomo del rinascimento tanto quanto l'uomo del rinascimento era lontano da Guglielmo il Conquistatore.

      In termini di tempo lineare e omogeneo è cosi ma non si tiene conto di un fatto e cioè che i cambiamenti non avvengono con un ritmo costante, cioè un un certo periodo le cose possono cambiare poco o niente e poi in un periodo molto più breve le cose possono cambiare ad un ritmo accelerato.

      Questo è il nostro caso. Ai primi del '900 nessuno si muoveva dal villaggio, non esisteva il weekend, non esistevano le ferie, non esisteva il concetto del tempo libero. Con l'industrializzazione dell'Italia, tutte queste cose sono state progressivamente introdotte. Ricordo che quando ero bambino in Agosto sembrava di essere in un film di fantascienza dove tutta l'umanità era stata rimossa misteriosamente. Tutto chiuso, nessuno in giro, potevi girare per Milano senza incontrare anima viva. Succedeva perché i ritmi della vita seguivano i ritmi delle fabbriche. Oggi la città non si svuota perché le attività delle persone sono più diversificate di allora, in percentuale, quindi siamo asserviti a macchine diverse con ritmi non sincronizzati.

      Elimina
    5. Lorenzo: "quando ero bambino in Agosto sembrava di essere in un film di fantascienza dove tutta l'umanità era stata rimossa misteriosamente"

      Come ricordo bene quei tempi! Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 non vedevo l'ora che venisse il Ferragosto per gironzolare in bicicletta per le strade della Lomellina. Un paradiso, nonostante le zanzare! Ricordo intere mezz'ore senza che passasse un'anima, a parte qualche vecchietto, anch'egli in bici, con la classica pedalata da fancazzista della domenica. Ricordo anche che, incrociandoci, pur essendo perfetti estranei entrambi sentivamo una specie di esigenza di salutarci come fossimo conoscenti. Una roba del genere non succede certo dove ci si pesta i calli a vicenda come polli in una stia.

      Elimina
    6. x Lorenzo:
      > In teoria tu potresti benissimo campare senza dovere presentarti lunedi al lavoro
      Il lavoro come dipendente ha pro e contro.
      Conosco decrescitisti radicali del GAS che "lavorano per reddito" un decimo di quello che faccio io e hanno tutto il tempo lavorativo che viene deciso in autonomia o quasi.
      Hanno molta più libertà ma anche vincoli molto maggiori dovuti al poco denaro che hanno a disposizione.

      Elimina
    7. Si, spostati per un momento di lato. Astraiti dalla situazione contingente. Tu perché lavori? Perché dalla nascita sei inserito in un meccanismo che prevede azioni e ruoli che si incastrano come ingranaggi di un meccanismo. Se questo allora questo oppure quest'altro, quindi quello.

      Non dico che UomoCoso o Lorenzo abbiano la facoltà di tirarsene fuori o di ridisegnare il meccanismo, dico solo che il meccanismo esiste e che non è ne accidentale ne naturale ne necessario. E' una creazione umana, è una macchina.

      In questa macchina tu puoi essere un ingranaggio più o meno periferico e i tuoi comportamenti possono essere più o meno condizionati, obbligati.

      Facevo l'esempio sopra di Milano che si spopolava completamente quando eravamo più dipendenti dai ritmi della grande industria. Adesso che l'Italia è stata de-industrializzata e che all'Ikea vendono tappetini del bagno fatti in Cina, non solo non sappiamo più bene cosa fare delle nostre vite, non andiamo più in vacanza nello stesso momento.

      Elimina
  5. l'autostrada da quelle parti è a due corsie, una è occupata dai camions e l'altra è per le macchine... le code sotto Natale sono infinite perchè si sommano alle macchine anche i puylman dei turisti che vanno da quelle parti per i mercatini. Se volevi cispolare dovevi venire giù a Campo Imperatore sulla Majella... inquinamento poco, neve tanta e quella naturale non artificiale. Pensaci l'anno prossimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Insomma. Io e Lorenzo uniti contro il conformismo vacanziero massificante di uuic!

      Elimina
    2. Ennio, conobbi la Majella con A-Woman e le montagne meravigliose e selvagge dell'Abruzzo che è una regione che ho molto a cuore. Visitammo anche Campo Imperatore, quella volta.
      Diciamo che nel paesello della mamma ho radici, ricordi, mi è caro non solo per la montagna.
      Grazie per avermi ricordato la bellezza di monti e valle abruzzesi.

      Elimina
    3. > i puylman dei turisti che vanno da quelle parti per i mercatini

      Mio fratello è stato a Merano, venerdì 1 gennaio e ha trovato quella città farcita come un cotechino di masse enormi di turisti (meridionali) in visita ai mercatini.
      Nella tradizione i mercatini chiudevano il 24 mattina, ma poi per il BAU anche questa tradizione è stata violata. Un po' come l'apertura degli esercizi commerciali la domenica etc. Tutto funzionale a sostenere e ampliare un consumismo di massa 24 ore al giorno sette giorni alla settimana.
      No grazie!

      Elimina
    4. Definire Merano una "città" è un po' ottimistico. Ci ho fatto il C.A.R. a Merano...

      Elimina
    5. Non è una casa isolata, non è un borghetto, non è un paese, non è una metropoli.
      Da qualche parte esiste una definizione quantitativa dei vari tipi di centri abitati?
      Tu come la indicheresti?

      Elimina
    6. Uno dei classici che illustra i limiti della logica sul linguaggio naturale e gestito con la fuzzy logic è :- definire il numero di sassi/mattoni/turaccioli/ etc. per cui si ha un "mucchio" di sassi/mattoni/turaccioli.

      Sostituire numero di sassi/mattoni/turaccioli con numero di abitanti e "mucchio" con città e paese.

      Prego! ;)

      Elimina
    7. Io uso la unità di misura di chi vive in una delle poche aree metropolitane italiane. Quindi per me anche una "città" come Trento, che fa 120 mila abitanti, alla fine si configura come un paese. Dipende dalla struttura del centro abitato, che eredita quella della città murata, con le frazioni attorno. Merano fa 40 mila abitanti, faccio parecchia fatica a pensarla come una "città", quanto ci metti a piedi per uscire dall'abitato?

      Elimina
    8. Ecco, una tua metrica potrebbe essere il tempo che ci si impiega a piedi per uscire dall'abitato, suppongo dal centro.

      Elimina
    9. Bah, col criterio del paragone chi vive a Pechino potrebbe affermare che Milano è un paesino di periferia dove gli abitanti conducono una bucolica vita rurale. Non mi sembra molto oggettivo.

      L'idea di valutare l'entità dei centri abitati in base al tempo che si impiega a uscirne è più oggettiva, ma a quel punto occorrerebbe tenere presente che città come Milano, o Roma, o Napoli, o più di quelle che mi piacerebbe elencare continuano anche in ambiti territoriali con nomi e appartenenze amministrative diverse. Inoltre, vista la natura "diffusa" delle odierne città (e paesi) italiane, dove finisce il centro abitato e dove inizia la "campagna"? In effetti ci sono aree immense in pianura Padana dove la città diffusa non si interrompe mai, anche se nominalmente attraversi decine di centri abitati diversi.

      E' una questione complessa. Personalmente mi sento di affermare che il limite che trasforma un paese in una città è quello oltre il quale non è possibile per ogni abitante conoscere di persona tutti gli altri.

      Elimina
    10. Quindi il mio condominio è una città visto che io non conosco chi ci abita.

      Milano infatti è un paesone. Sia da un punto di vista urbanistico che architettonico. Solo in tempi relativamente recenti si è attivata la moda dello "skyline" all'americana, da cui palazzi di vetro e acciaio come le torri delle banche e degli emiri. Ne abbiamo discusso in passato e ci sono due posizioni, quella tipo Francesco, più positivista, che vede in queste costruzioni il segno tangibile che Milano si evolve e la mia, che invece constata come manchi assolutamente qualsiasi capacità di pianificazione e che lo spostamento da "paesone" a "città" (vedi Pechino) crea un inferno invivibile al livello del suolo, il fatto che poi ci siano i riccastri tra le nuvole non mi rallegra.

      Elimina
    11. Ci sono condomini più popolosi di certe frazioni, anche di un certo numero di abitanti.
      La metrica relazionale "paese" se conosci tutti gli altri, di MKS, "città" altrimenti è un'altra metrica.

      Elimina
    12. Dai UomoCoso, se vai a Parigi puoi stare in giro tutto il giorno e non finisci mai di vedere delle cose. A Milano ci metti di meno ma non la esaurisci con una passeggiata. Trento la vedi tutta in una mattinata, Merano in un'oretta.

      Elimina
    13. Sì,è vero.
      Ho sostenuto il contrario?
      Merano è molto più "piccola" di Parigi o di Milano, etc. .
      E quindi?
      La mia posizione è che la qualità di vita sia nei piccoli borghi e questo dice tutto.
      Io vivrei a Merano, a Pienza, etc. mai a Milano o a Parigi.

      Elimina
    14. Irrilevante, io mi sono limitato a dire che Merano è un paese e non una città, per via delle dimensioni.

      Elimina
  6. per una volta sono d'accordo con Lorenzo (e francesco) hai fatto vacanze massificate.I meridionali, non vengono a Merano per i mercatini...forse qualche gruppetto sparuto.Se devono muoversi vanno direttamente in Austria o Bolzano. così come notizia, però so di molta gente emiliana e della bassa che è stata a merano per compre pre-natalizie. sono meridionali anche loro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io abito in un Comune dove le comunità più numerose sono originarie di San Severo di Foggia (Puglia) e di Mazarino (Sicilia).

      Meridionalizzazione dell'Italia a parte, ci sono due fatti a motivare la migrazione dei turisti.

      Il primo è sempre il fatto evidente che la gente viene programmata dalla propaganda, quindi assume dei comportamenti come automatismi senza chiedersi le ragioni. "Si sa" che se un certo evento allora ci si comporta in un certo modo.

      Il secondo è l'evidenza che in regioni come l'Emilia non c'è una fava. Per andare da casa mia a Bologna c'è una autostrada assolutamente dritta e assolutamente piatta. L'ho fatta una volta in moto in estate, posizione a uovo, tutta manetta, mi sembrava di essere fermo, la Milano-Bologna non finisce mai. Ci sono tre opzioni, o vai sulla costa romagnola, che però è il proverbiale "mare d'inverno" che muove al suicidio, o vai sugli appennini che però sono una imitazione di montagna poco riuscita, troppo poco di tutto, oppure emigri.

      Una cosa che per altro vale anche per Milano, infatti esiste Milano Marittima o località come Aprica. I Milanesi hanno solo la fortuna di essere vicini ai laghi, altrimenti anche loro emigrano.

      Elimina
    2. x S.:
      > vanno direttamente in Austria o Bolzano

      1
      Anche se alla maggior parte degli italiani non piace o fingono di non saperlo, l'Alto Adige Suedtirol è un pezzo di Austria incorporato a forza (con la vittoria in una guerra) in Italia (non puoi fagiolare le lenticchie per legge e neppure con una guerra).

      2
      In Alto Adige Suedtirol i mercatini principali sono quelli di

      Bolzano
      Bressanone
      Merano
      Vipiteno

      tutti molto pittoreschi e tipici.
      Non c'è alcun motivo per cui uno di questi mercatini sia più o meno mercatino degli altri.
      Ritengo che dover fare 815kkm o farne 848km non cambi praticamente nulla.

      Mio fratello con meridionali intendeva persone dell'italia meridionale. Ricordo che esiste una suddivisione geografica (che non è quella storica) consolidata

      Italia settentrionale
      Valle d'Aosta
      Piemonte
      Lombardia
      Trentino Alto Adige
      Friuli Venezia Giulia
      Liguria
      Emilia Romagna

      Italia centrale
      Toscana
      Marche
      Umbria
      Lazio
      Abruzzo (storicamente regione meridionale)
      Sardegna

      Italia meridionale
      Molise
      Campania
      Puglia
      Basilicata
      Calabria
      Sicilia

      Un motivo dell'affollamento di turisti meridionali può essere il fatto che mentre un trevisano, un piacentino o un vercellese, etc. possono andare e venire dai loro luoghi all'alto adige in un giorno/fine settimana, per persone che vengono da lontano questo non sia possibile e quindi aspettano di arrivare in vacanza in luoghi vicini e poi di visitare i mercatini.

      Elimina
    3. > in regioni come l'Emilia non c'è una fava
      ?
      Cosa intendi che non c'è una fava?
      Come ex lombardo posso dire che una delle cose peggiori della costipazione lombarda è che c'è troppa roba.
      Se ti riferisci ad altro in questo luogo ci sono decine di pagine con tanto di fotografie sulle bellezze naturali e storiche di questa regione.
      Ecco, non ci sono le montagne alte della Lombardia e neppure i laghi glaciali.
      Del resto in Lombardia non ci sono gli Appennini, gli spazi degli appennini e di certe parti della bassa, il selvatico di quelle parti, il punto più panoramico d'Italia è la vetta del monte Cimone (MO) e non il Disgrazia o il Bernina etc. non c'è il delta.

      Elimina
    4. Intendo dire che l'orografia dell'Emilia è priva di elementi utili ad intrattenere il vacanziere.
      Gli appennini fanno cacare a spruzzo, lasciatelo dire UomoCoso, vanno bene per una gita in vespa, come recita la canzone. E non c'è altro.

      Come dicevo, se hanno inventato dei "vacanzifici" come Milano Marittima, era perché la gente nella prima metà del '900 ha scoperto la necessità di svagarsi in un contesto diverso da quello avito. I Milanesi che prima andavano in vacanza in Brianza hanno cominciato a prendere treno e corriera per andare al mare o ai monti.

      Lo stesso vale per tutti gli Italiani e Bologna è un nodo stradale e ferroviario perché si trova in mezzo, in mezzo al nulla della pianura. Chi vive al mare magari vuole andare in montagna e viceversa, chi vive in pianura può solo cadere in piedi ovunque vada.

      Ci sono stato varie volte a Bologna eh... non dico per dire. Se togli i Comunisti non ci rimane granché, ed è tutto dire.

      Elimina
    5. Io sono rimasto e lo sono ancora incazzato per la lombardizzazione dell'Emilia e della Romagna.
      Questo risponde a quasi tutto.
      Ogni volta che torno nella costipazione lombarda il fascino e la bellezza dell'angolo di paradiso appenninico in cui vivo mi è più chiaro.

      Perché poi dovrei convincerti che Modena, i castelli del Parmense e Piacentino, Ferrara, Piacenza e altri luoghi sono più o meno belli di cos'altro?

      Elimina
    6. Lorenzo, con questa tua dichiarazione su Bologna, si capiscono tante cose...
      Bologna non ha niente? forse per te.Giusto per citare una cosa che non è presente in nessun altro luogo al mondo, mondo capisci?, ha una piazza (quelle delle sette chiese) a pianta triangolare.Vabbè lasciamo perdere...beata ignoranza.

      Elimina
    7. A me la pianura, quando è sana, piace un sacco. Mi dà un senso di equilibrio, di stabilità, di quiete, e pure di libertà. Il problema è che in Italia di pianure sane non ne esistono più, almeno non dalle mie parti. Qui, dire "pianura" equivale a dire "capannoni ovunque" e altri ameni abomini d'antropizzazione oltre ogni limite del buon senso.

      Elimina
    8. Lascia stare UomoCoso, non hai colto il punto. Tu sei UomoCoso e giri per i borghi e ti diverti. Lo "italiano medio" invece di girare per i borghi passa il weekend nei centri commerciali.

      Il punto è che allo stato attuale la "vacanza" è un rito, un comportamento condizionato.

      Te lo ripeto, hanno inventato dei luoghi apposta e continuano a farlo, spostando via via il carrozzone. Penso che tu abbia sentito i discorsi che si fanno in ufficio al rientro e tu abbia notato che sono stereotipati come tutto il resto.

      S. mi annoia la tua pochezza. Pensa che sei venuta qui a fare sfoggio di "cultura" in un discorso di cui non hai capito una fava. Minorata.

      Elimina
    9. UomoCoso, ti vengo incontro. Mio fratello tempo fa decise di prendere il brevetto per le immersioni. Nota che vive non lontano da me. Siccome poi fare le immersioni nei laghi lombardi non è ne divertente ne molto igienico, tocca andare al mare e il posto più prossimo è la Liguria. Ma poi il mare in inverno e tanto devi fare la trasferta, indovina un po' dove vanno i Lombardi a fare le immersioni? Mar Rosso.

      Quando dico "a Bologna non c'è una fava" intendo in questa logica. Tu puoi benissimo stare seduto su una panchina in una piazza a guardare i monumenti, la gente che passa, a filosofeggiare o dare da mangiare ai piccioni. Ma o lo fai da solo o nella migliore delle ipotesi con qualche pensionato limitato nei movimenti. Una panchina, una piazza e dei monumenti ci sono OVUNQUE in Italia. Tu pensa quanto tempo ci potrei mettere io solo per catalogare tutte le sculture che decorano il Duomo di Milano. Anni e anni. Sai cosa fanno i turisti? Le foto coi piccioni. Dai, su, che hai capito.

      Elimina
    10. MrCoso, sai per cosa viene buona la pianura? Per quei riflettori e giochi laser che puntano verso il cielo per segnalare la discoteca collocata in qualche area industriale. Si vedono da lontano.

      Elimina
    11. "giochi laser, ecc."

      Questo per come è stata ridotta la pianura dai meccanismi dell'ingranaggio al quale facevi cenno poco sopra. La pianura non è necessariamente quello. Diciamo che quello che descrivi è lo stato miserevole in cui è stata ridotta la pianura in Italia (e, temo, non solo in Italia). Poi, per dire, di quei riflettori ce ne sono anche di più lungo i litorali (anch'essi ridotti all'involucro usa-e-getta di quel che è un vero litorale, ormai introvabile in Italia e, probabilmente, anche altrove). Nelle aree collinari e montane si sta correndo come dei pazzi per pareggiare il conto, riducendo anche quelli all'ombra di se stessi (un esempio non isolato qui, senza dimenticare le infinite opere di "valorizzazione territoriale" in corso).

      Elimina
    12. minorata a tua sorella.
      Il tuo acidume, prova la tua frustrazione, quando non riesci a trovare risposte su Wikipedia.
      Ciò detto, posso darti ragione sulla questione viaggi carrozzone e relative chiacchiere post vacanze, sono delle vere e proprie messe in scena " di chi ce l'ha più grosso".
      Dicasi lo stesso per tutti quelli che vanno al cinema e si sentono in dovere di comunicarci, dal blog, una loro redenzione ad cazzum...
      come se " gli altri" non potessero andare/capire/leggere recensioni tecniche, mah!

      Elimina
    13. *recenzioni ad....
      sorry

      Elimina
    14. x MrKeySmasher:
      In Scrofa semi lanuta
      ho citato il tuo commento che mi è piaciuto molto.
      La pianura ha un'estetica bellissima, come tutti gli ambienti quando sono integri o quasi, esenti dall'artificializzazione sistematica, tumorale, di massa.
      Quando ero adolescente mi ricordo di passeggiate splendide nella bassa pianura lombarda, tra le nebbie, con le rogge con le rive boscose, a volte a spigolare le pannocchie di mais dopo la raccolta, a volte per il piacere di camminare tra pioppi, platani e salici, magari sulle rive di un grande fiume ormai pacifico.
      Equilibrio, di stabilità, di quiete, e pure di libertà.
      Sì, sono parole giuste.
      Poi si passava vicino ad una cascina, con qualche mattone che si sbriciola, i tetti in coppi, un filo di fumo dal camino, il profumo di stalle, di aie, l'odore buono di cucina sapida.
      Spazio, silenzio, natura, uno dei luoghi più belli per camminare, per muoversi in bici.
      In ampi tratti della pianura non c'è più nulla di questo.

      Elimina
  7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.