venerdì 29 gennaio 2016

Svizzera toscana (paradosso della)

Sto andando sulla costa centro settentrionale della Toscana, dal capoluogo. Mi faccio un po' di turismo ferroviario su una delle linee ferroviarie (minori) più belle d'Europa. C'è ancora qualche corsa, non so fino a quando visto che permette di evitare di utilizzare un TAV, viaggiando con qualche dozzina di minuti in più a quasi un terzo del prezzo.
Sarò, tra poco, appiccicato al finestrino, a godermi ciò che in maniera buffa (ma non troppo, gli svizzeri hanno più montagne di noi, più ferrovie di noi, più sistema, più vive, più manutenute, migliorate ed espanse) viene chiamata "Svizzera toscana".
Se il trasporto pubblico fosse attivo anche fino alla prima parte della notte, paradossalmente, non sarei qui visto che non mi servirebbe una (la) uuicmobile che sto andando ad acquistare dal caro _uda.

40 commenti:

  1. "non mi servirebbe una (la) uuicmobile"
    Che tradotto significa: siccome non ho voglia di rinunciare a ciò che mi gira in nome di quegli stessi principi che dico di volere non mi sacrifico come dico agli altri di fare, ma provvedo a garantirmeli alla facciaccia loro e della coerenza.

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    1. Alahambra, uso l'auto molto poco. A volte passano anche 10/12 giorni senza usarla.
      Talvolta salto degli eventi di tango perché non voglio usare l'auto.
      Non sono così radicale di vivere (in un paesino di provincia) senza.
      Non ho mai detto che bisogna vivere trogloditicamente.
      Usare l'auto quando necessario, programmarsi per ridurne l'uso, essere di meno, trasporto pubblico, urbanistica, etc. .
      Zio cotica, ti sei bevuto una pinta di acido cloridrico?!

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    2. Fosse la prima volta che ti sottolineo quanto profondamente incoerente sei... stessa cosa che ti dice Lorenzo.

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    3. I questo caso specifico non è tanto un problema di incoerenza ma di non riuscire a concatenare la causa e l'effetto.

      Una linea ferroviaria deve essere economicamente sostenibile. Quindi bisogna che tante persone la usino. Perché tante persone usino la ferrovia invece dell'automobile bisogna cambiare tutto il meccanismo del vivere contemporaneo, di cui la "mobilità" è una derivata. Significa non solo cambiare le abitudini ma prima ancora cambiare i famosi "modelli" che vengono inculcati nelle persone.

      Come dicevo a proposito delle "oasi naturalistiche", non ha senso pensare che una singola cosa sia estrapolata dal contesto.

      Per dire, ieri andavo a trovare i miei nipoti a piedi, mezzoretta andare e altrettanto tornare. Mi telefona un amico e mi fa "fino a XYZ?" come se fosse inaudito.

      Se non si si interrompono questi comportamenti condizionati non ci sarà mai alternativa al sistema attuale.

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    4. Ovvio che hanno ragione alahambra e Lorenzo. Io non mi sentirei in colpa nell'acquistare una macchina ma la prenderei piccina piccina

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    5. x Alahambra:
      Quindi secondo te, l'unico modo di essere coerente e' fare come Gaia Baracetti che non solo non ne possiede una ma non sale da anni su un'auto.
      Cioe', o si e' totalmente anti-auto oppure si e' pro auto, non e' ammesso utilizzarla poco.

      x Lorenzo:
      > una linea ferroriviaria deve essere economicamente sostenibile
      Nonn ho capito perche'solo le linee ferroviarie debbano esserlo quando il sistema di trasporto notoriamente piu' insostenibile (non solo economicamente) e' quello del trasporto su gomma.

      > bisogna cambiare tutto il meccanismo del vivere contemporaneo
      Purtroppo ora il problema della guerra (ancora per il momento a bassa intensita') migratoria mi ha distratto da alcuni temi che mi sono cari ovvero la nefasta correlazione sinergica tra
      o - crescita, a partire da quella demografica da invasione;
      o - antiurbanistica e consumo di territorio;
      o - (im)mobilita';
      o - ostilita' culturale al trasporto pubblico;
      o - autossicodipendenza e altre patologie.

      > Se non si si interrompono questi comportamenti condizionati
      > non ci sarà mai alternativa al sistema attuale
      Si', e'proprio cosi'. Io ebbi delle discussioni sfinenti con mie ex-compagne autossicodipendenti. Non c'e' alcuno strumento razionale che possa distrarre queste persone dal mezzo meccanico del quale sono appendice.

      Questo non significa (come per il problema delle migrazioni di massa) che non si possa iniziare ad aggredire il problema. Altrimenti si cade nel collaborazionismo del "e' troppo complesso, non si puo' fare nulla" che aho/abbiamo gia' discusso varie volte.

      x Francesco:
      Francamente non ho provato alcun senso di colpa. Sostanzialmente una scocciatura che pero' mi ha permesso di passare un paio di ore col caro _uda e poi di passare a salutare _ara la pisana.

      > piccina piccina
      Non e' che se fai 50k km all'anno con un'auto piccina piccina non combini danni o sei meno insostenibile. Certamente meno danni di uno che fa 50k km all'anno (A-Woman ne faceva ca 40k km, tanto per misurare un po' di autossicodipendenza) ma MOLTI piu' danni di uno che ne fa 5k km con un auto un po' meno piccina.

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    6. UomoCoso, ultimamente mi perdi colpi, stai bene?

      Quando dico "economicamente sostenibile" non so usando il lessico apocalittico-ecologista, sto usando il lessico del bottegaio. Cioè la linea ferroviaria, visto che non vogliamo incrementare il deficit pubblico, si sostiene coi biglietti venduti.

      Per quanto riguarda il "trasporto su gomma", vedi bene che tu sei un bene trasportato su gomma e sei disposto a pagare il necessario, cioè acquistare gli strumenti, pagare bolli e gabelle. Se facessero come a Milano, ti mettessero una sbarra sulla strada che da casa tua va al paese e ti dicessero che devi pagare 5 euro ogni volta che la attraversi, tu pagheresti. Vogliamo parlare delle accise sui carburanti? Eccetera.

      La differenza è che la gente è istruita per pagare il "trasporto su gomma" mentre è istruita a vedere il treno come un atavismo non necessario. L'auto è imprescindibile, il treno opzionale.

      Dici "aggredire il problema". Ti rispondo come faccio col mio amico "idealista" quando dice "io prendo chi fa X e lo metto in galera"... IO CHI? Chi è il soggetto che "aggredisce il problema"? Il Caro Leader? La signora Boschi? La signora Boldrini? Non so dimmi tu CHI.

      Che la domanda è su due livelli, sia sul piano meramente organizzativo, cioè chi ha l'incarico, sia sul piano politico, chi ha il coraggio di affacciarsi alla finestra e dire al popolo che tutto quello che credono di sapere, che danno per scontato è una menzogna.

      Personalmente, scusa, ritengo il tuo ecologismo una posa perché assolutamente irrilevante e infine congruente col sistema.

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    7. Il problema si aggredisce con il passo zero che e'quello di considerare l'auto un problema.
      Il soggetto e'"ognuno di noi", riflettere e poi agire per affrontare il problema auto.

      E' ovvio che il mio ecologismo non cosi' radicale sia cosi non incongruente col sistema.
      Sulla questione auto, vedi risposta sopra ad Alahambra.

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    8. > ti dicessero che devi pagare 5 euro ogni volta che la attraversi, tu pagheresti

      Lorenzo, inizi a fare i processi fantasmatici.
      Non e' per caso che io sia finito in una zona servita dal treno, anche se quando cercai casa vidi alcune chicche ancora migliori che pero' mi avrebbero obbligato ad utilizzare l'auto tutti i giorni.
      Non e' affatto un caso che io non sia nella costipazione ambrosiana e che non paghi 5euri al di' per andarci in auto, nonostante ci siano stati rapporti, occasioni di lavoro.

      Lo spirito polemico ti porta a perdere il senno, talvolta.

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    9. Quindi non hai una risposta sensata da dare.

      "Ognuno di noi" non è la soluzione, è la causa del problema. Ancora vedi che non riesci a concatenare i concetti.

      "Ognuno di noi" viene condizionato dalla nascita ad uniformarsi ai famosi "modelli" tra cui c'è quello che "bisogna viaggiare" e che lo strumento principe per farlo è l'automobile. "Ognuno di noi" sono quei milioni di persone che tutte le mattine si mettono in auto e si aggiungono alla coda che lentamente entra a Milano e la sera rifà il percorso inverso. Quando non devono lavorare, si mettono in auto e si aggiungono alla coda che va verso i centri commerciali o i luoghi di svago o semplicemente i suoceri.

      Quindi ancora "ognuno di noi" è esattamente il problema che devi risolvere e prima di farlo devi rispondere alla domanda "CHI?". Chi ha il potere, l'interesse, la volontà e la capacità di invertire la programmazione che viene imposta a "ognuno di noi"?

      Fintanto che non rispondi a questa domanda e risali la concatenazione non ha nessun senso la lamentela tipo "mannaggia, ci vorrebbe una rete ferroviaria più capillare ed efficiente". Come non ha nessun senso qualsiasi lamentela simile.

      Invece, io proponevo un approccio differente. Dato che non posso impedire che la gente si incolonni con la propria auto, faccio in modo da migliorare l'auto. Che è un cambiamento possibile perché non modifica nessun elemento dello status quo, se non secondario.

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    10. UomoCoso, ripeto, se ti mettessero una sbarra sulla strada la alternativa sarebbe tra pagare e non usare l'auto.

      D'accordo, tu sei abbastanza fanatico da prendere il treno, QUALCHE VOLTA. Voglio vedere se lo faresti TUTTE LE VOLTE, cioè se tu, davanti alla alternativa di pagare il pedaggio o non usare MAI l'auto, sceglieresti la seconda.

      Permettimi di non crederci, perché se fosse vero, già adesso non avresti l'auto.

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    11. Sai cosa faresti tu? Diresti "uso meno l'auto". E quindi? Cosa hai cambiato? Anche se usi l'auto UNA SOLA VOLTA, serve tutta la infrastruttura che se usi l'auto OGNI VOLTA, più l'ovvia considerazione che "ognuno di noi" non è come te, quindi tutti gli altri useranno l'auto ogni volta.

      Il treno non è economicamente sostenibile perché è qualcosa che la gente non usa se non è proprio costretta.

      Viceversa, l'automobile riempe tutti gli spazi vuoti perché la gente è disposta a qualsiasi cosa pur di usare l'automobile.

      Mettiamo che volessimo invertire i fattori, dobbiamo avere una idea su come fare. Cioè come fare a ficcare in testa alla gente che deve essere disposta qualsiasi cosa pur di prendere il treno e che l'automobile va usata solo quando si è costretti.

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    12. > non posso impedire che la gente si incolonni con la propria auto, faccio in modo da migliorare l'auto

      Ancora, se non lavori sulle autossicodipendenze useranno ancora di piu' l'auto migliorata.
      Sei un riformista del problema.
      Si' le persone sono proprio al centro dei problemi visto che sono gli atteggiamenti di massa a creare circoli viziosi (raramente virtuosi).
      > tu sei abbastanza fanatico da prendere il treno, QUALCHE VOLTA

      Stai a rompere scrivendo delle castronate.
      Io uso il treno, le gambe e la bici quasi sempre e l'AUTO QUALCHE volta.

      > Anche se usi l'auto UNA SOLA VOLTA, serve tutta la infrastruttura che se usi l'auto OGNI VOLTA,

      Cosa facciamo, pure l'aritmetica manipolabile a scopi polemici?
      Se ci fosse un decimo della popolazione che usasse un decimo l'auto rispetto alla condizione attuale ti ritroveresti come sulle strade in Maremma o nell'Iglesiente ovvero nell'assenza di traffico ovvero in un sistema viario fisiologico e non ipertrofico e parte del problema (vedi principio di induzione del traffico).

      > più l'ovvia considerazione che "ognuno di noi" non è come te, quindi tutti gli altri useranno l'auto ogni volta

      Qui io testimonio, come posso, che e' possibile usare l'auto con discernimento (a destra cito illuogo di Gaia Baracetti che ha fatto la scelta massimamente radicale) e che si puo' vivere bene usando POCO l'auto. E' il risultato di piu' scelte, non solo di quella trasportistica, che riguarda persino la posizione e il luogo dove si abita e si ha scelto di abitare.

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    13. Eppure a me sembra di esprimermi in maniera logica e coerente.

      UomoCoso, è un fatto che tu allo stato attuali sia più o meno "costretto" ad usare l'auto, non andiamo ad indagare le ragioni.

      Quindi possiedi una o più automobili e deve esistere una rete stradale sulla quale circolare.

      Quindi sei soggetto a tutte e le medesime condizioni a cui sono soggetti tutti gli automobilisti. Se ti dicessero che devi pagare X per potere usare l'auto le volte che ti è "necessario", tu pagheresti X. Se questa affermazione non fosse vera, tu ADESSO non avresti nessuna auto.

      Qui tu testimoni che usi l'auto meno dell'Italiano medio. Bene.

      Non fa nessunissima differenza, se non perché in qualche modo la cosa ti gratifica.

      Dire "esite UomoCoso" è una affermazione completamente irrilevante rispetto ai termini della questione, che vado a ripetere:

      1. l'uso dell'auto è un comportamento condizionato che si inserisce in un quadro più ampio di comportamenti condizionati che tendono a coprire ogni aspetto del vivere.

      2. per invertire i termini della questione, cioè fare in modo che la gente anteponga il treno all'auto, bisogna invertire il sistema di riferimento, i "modelli", il condizionamento che viene applicato alle persone.

      3. chi vuole o è in grado di farlo?

      Bisogna rispondere al punto 3, poi vedere come fare il punto 2 e forse si arriva al punto 1, in un lontano futuro, ammesso che non ci sia la contro-rivoluzione.

      L'idea che proponevo io invece è più semplice, se UomoCoso DEVE usare l'auto (non andiamo a verificare cosa significa "deve") farò in modo che usi la migliore auto tecnicamente fattibile. Dove per migliore si intende "migliore rendimento energetico". E poi applicherò lo stesso criterio di ottimizzazione alla infrastruttura.

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    14. Uomo tu fai quello che fanno tutti ovvero la scelta più comoda. Se fossi coerente con quello che dici non useresti la macchina per andare a ballare il tango. Perché il tango è tutto tranne che indispensabile e come tale rinunciabile se non ci sono i treni.
      Uno ecologista e coerente sul serio lo farebbe. Tu no. E questa è la misura della posa di cui parla Lorenzo.
      E questa è una ma sei pieno zeppo di esempi e comportamenti del genere.

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    15. Dato che la gente è disposta a tutto pur di usare l'auto, qualsiasi operazione compiuta sull'auto è per definizione sostenibile, fino al masochismo.

      C'è sempre la difficoltà del "CHI?" ma alla fine alla industria dell'auto non interessa COSA vende, cioè i tecnicismi, non gli importa se il motore è fatto cosi o cosa per cui non prevedo che ci sarebbero resistenze insormontabili nell'introdurre regolamentazioni di tipo tecnico-tecnologico.

      L'unico cambiamento concettuale da fare ingoiare alla gente è quello delle "prestazioni", perché per migliorare il rendimento bisogna andare molto ma molto più piano e quindi fine di tutta l'epica del "motore" come "velicità", "prestazione", "pericolo", "avventura", eccetera eccetera.

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    16. > Se fossi coerente con quello che dici non useresti la macchina per andare a ballare il tango.

      Tu hai evitato di rispondere alla mia domanda :- Quindi secondo te, l'unico modo di essere coerente e' fare come Gaia Baracetti che non solo non ne possiede una ma non sale da anni su un'auto.
      Cioe', o si e' totalmente anti-auto oppure si e' pro auto, non e' ammesso utilizzarla poco.

      Io ho ridotto anche l'uso dell'auto per il tango. Non e' che mi puoi fare le ramanzine, perche' mi passano come l'acqua sulla cera.

      Allora, dimmi quante volte e' ammesso che sia possibile usare l'auto per il tango, in un mese.
      Vediamo un po'.
      Se la risposta e' zero, allora ritorniamo alla posizione che io potrei eliminarla e fare come Gaia Baracetti ovvero si e' senza auto completamente oppure si e' pro auto.
      Ilche e'ovvaimente assurdo, sarebbe come paragonare uno che beve un calice di rosso a pasto con un alcolista.
      Non ha senso un tentativo di eristica senza la logica e la matematica del continuo. La realta' non e'ancora digitale, nei numeri interi relativi.

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    17. Per quello che prediche tu l'unica risposta coerente è 0. Ma tu non sei coerente ed il punto è esattamente questo.
      Per inciso, uno che non può fare a meno di quel bicchiere a pasto è un alcolista.

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    18. A proposito di velocità ridotte e di miglioramento tecnico dei mezzi in funzione di uno scopo... c'è qualche ragione tecnica per la quale sarebbe impossibile corredare quella centralina che oggidì comanda ogni pezzetto dell'auto di un sistema GPS da venti euro che 1. analizzasse la posizione dell'auto, 2. leggesse i dati registrati circa un qualsiasi limite di velocità imposto in un qualsiasi tratto di strada, 3. agisse sul sistema d'alimentazione e sui freni "intelligenti" per rendere impossibile il superamento del limite imposto? Non credo proprio che esista un simile limite tecnico. Esiste però un limite di opportunità, un po' per le ragioni che ci ha ricordato Lorenzo, un po' perché sullo sforamento dei limiti esiste un giro di soldoni che te lo raccomando e dal quale traggono vantaggio le dirigenze. Nonostante le leggende non mi è mai capitato di conoscere qualcuno che si sia tagliato i coglioni da sè.

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    19. Scusa MrCoso ma il tuo ragionamento non funziona ne da un punto di vista pratico ne da un punto di vista concettuale.

      Da un punto di vista pratico, il motore e tutto il veicolo devono essere progettati in modo da essere "ottimizzati" per un certo "range" di funzionamento. Quindi devono funzionare più tempo possibile all'interno di quel range, eventualmente sotto ma mai sopra. Questo significa che non è possibile avere un veicolo capace di andare a 200, 100 e tra 100 e 0 a seconda di come decide una ipotetica "centralina". Se si decide che il "range" per cui deve essere ottimizzato il veicolo, cosa che, ripeto, non è solo questione di motore ma anche di freni, peso e distribuzione dello stesso, resistenza o assorbimento degli urti, sarà tra 40 e 70km/h, il veicolo non andrà mai molto sopra i 70 e il meno possibile sotto i 40. Questo significa che se devi fare Milano-Roma in automobile la farai tutta a 70km/h. Oppure prenderai il treno (vedi sopra). Oppure (ma ovviamente si può scoraggiare con imposte progressive, inversamente proporzionali alla potenza del motore) devi avere un'auto ottimizzata per andare tra 80 e 110km/h e allora farai Milano-Roma a 110km/h.

      Solo in pazzo vorrebbe andare in giro con un sistema satellitare che ti osserva in ogni momento. Ah, come dite? Tutti i furbofoni funzionano cosi? Allora come non detto, siamo già oltre.

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    20. Lascia perdere la questione dell'efficienza in termini di consumi ecc., non era quello il mio centro d'attenzione. Il mio centro d'attenzione era riferito alle paranoie che ci fanno sull'impellenza del rispetto di limiti di velocità che non di rado cambiano ogni cinquanta metri in modo del tutto arbitrario e che sempre vengono sfruttati per fare cassa. Le mie righe volevano evidenziare come chi ha in mano il manico non agisce per l'obiettivo dichiarato, bensì per altri obiettivi. Nella fattispecie, un sistema come quello che ho descritto permetterebbe di eliminare la possibilità dell'infrazione, col piccolo effetto collaterale, non gradito alle dirigenze, di eliminare anche una cospicua fonte di predazione di chi ha in mano il manico. Per questo non provano neppure a implementare un sistema del genere, anche se credo sarebbe implementabile con una spesa risibile (nell'ordine d'un paio di decine di euro effettivi) su una base già presente in ogni auto -- la centralina di controllo -- abbinandola a un sistema GPS e alle ormai comuni "mappe di navigazione".
      Circa il fatto che solo un pazzo vorrebbe andare in giro con un sistema satellitare ecc. son d'accordo, ma pensa a quante sono le cose che non vorremmo subire e che ugualmente ci vengono regolarmente imposte. Sempre per il nostro bene, ovviamente, ché le dirigenze ci sono tanto, ma tanto affezionate.

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    21. I limiti di velocità, come tutte le leggi, esistono solo se contemporaneamente esiste la forza militare per dare corpo alla legge.

      Inoltre, la legge che esprime un "valore" che non è percepito come tale dalla gente a cui la legge si dovrebbe applicare, rimane "lettera morta".

      Da questo consegue che il concetto stesso della Legge è sopravvalutato e quasi sempre paradossale, cioè dove esiste la legge non esiste la sua applicazione.

      Secondo me l'unico modo sensato per fare andare la gente ad una certa velocità è mettergli in mano un veicolo che fisicamente non può andare oltre quella velocità. Questo evita tutti i paradossi di cui sopra.

      Rispetto alla tua idea del "Fratello Maggiore" che guida al posto tuo dal satellite, ho già trovato l'inghippo, basta un po' di elettronica che invia al "controllo" una telemetria falsa cosi lui crede che stai andando a 70 e invece stai andando a 270. A Napoli hanno già pronto il prototipo.

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    22. Prevengo la tua obizione: si, anche una ApeCar si può taroccare per farla andare più forte.

      A parte che la cosa si ovvia con la revisione periodica come adesso, che controlla anche che i vari componenti siano omologati, se tarocchi l'Ape di solito ti ribalti perché non è progettato per fare certe cose, quindi il problema si risolve da solo per selezione naturale.

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    23. Lorenzo: "Secondo me l'unico modo sensato per fare andare la gente ad una certa velocità è mettergli in mano un veicolo che fisicamente non può andare oltre quella velocità."

      Sì, questo è ovvio. Considerando che ora, per disposizione europea (ti pareva!), sono piuttosto comuni le cosiddette "Zone 30", occorrerebbe fabbricare auto che non possano superare i 30 km/h e togliere di torno tutte quelle correntemente in circolazione. Anzi, mi correggo: mi è già capitato di imbattermi in cartelli che richiedevano di attenersi a un limite assai più sicuro, un limite di 5 km/h.

      Per quanto mi riguarda sarei pure dell'idea di riorganizzare tutto quanto e fare in modo che l'auto non esista proprio più, né privata né pubblica, (dopo tutto, è solo questione di organizzazione e adattamento -- si potrebbe vivere alla grande, magari meglio di adesso) però credo che l'idea non sarebbe propriamente popolare e sono certo che verrebbe anch'essa posta in essere con "distorsioni" intenzionali tali da rendere un inferno anche quella soluzione, tutto sommato ragionevole.

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    24. Non è necessario arrivare a quegli estremi. Nel senso, nella mia esperienza io quando vado in giro per la maggior parte del tempo viaggio tra i 50 e i 70. Ovviamente escluso quando sono in fila perché c'è traffico.

      Siccome come scrivevo nel blog aumentando la velocità del doppio la spinta deve aumentare di quattro volte, il problema non è tanto tra 30 e 50 ma tra 50 e 100.

      In sostanza il problema è che le auto non sono progettate per l'uso più frequente, cioè il famoso "ciclo urbano" e nemmeno per le strade statali interurbane (70 per la maggior parte) ma sono progettate per i viaggi in autostrada alla massima velocità consentita per legge, alcune anche per velocità parecchio superiori (vedi autostrade tedesche dove non c'è limite).

      Quindi tutto il discorso dei limiti secondo me non ha collegamento con lo scopo della ottimizzazione o (all'inverso) della riduzione del danno causato dall'uso dell'auto.

      UomoCoso per esempio potrebbe usare secondo me un'auto che pesa molto meno e che è ottimizzata per il range tra 50 e 70, con uno spunto massimo di 90. Quando deve andare lontano, prende il treno. Con una logica simile si copre probabilmente il 90% dell'utenza, cioè persone che si spostano intorno casa per un raggio diciamo di 100km.

      Per gli altri si tratta di metterli davanti alla alternativa se sostenere i costi (alti) di una seconda auto ottimizzata per velocità superiori o usare il treno.

      E qui cominciamo ad avere una logica articolata invece di dire "la gente dovrebbe usare il treno invece dell'auto, se solo ci fossero i treni".

      Mi sono spiegato?

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    25. Certo che ti sei spiegato, e mica ti sto dando torto! Io stesso viaggio comunemente tra i 60 e i 70 km/h, mentre i limiti a 50 km/h o meno li detesto perché mi costringono a viaggiare in quarta (o meno), il che è demenziale. Certo è che se devo viaggiare in città (cosa che evito come la peste, perché mi viene regolarmente l'itterizia a intasarmi in quei buchi di culo) solitamente sto intorno ai 40 km/h scarsi, con momenti in cui manco viaggio a 20 km/h. Ma quello è puro buon senso, non certo la conseguenza d'un cartello idiota o della presenza d'una telecamera per rapinarmi un po' di soldi dal portafogli -- non sento particolarmente il desiderio di rifare le vertebre a qualche pedone o di sottopormi alle angherie del carrozziere di turno (cosa che non interessa minimamente a chi installa telecamere e altri marchingegni -- a quelli interessa far su dei soldi sulla mia pellaccia facendomi pure passare per brutto e cattivo).

      Sai qual è la questione? Che io non stavo parlando di ottimizzazione dei veicoli ma d'un'altra cosa, che non sto a ripetere.

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    26. Guarda, qui da me hanno fatto anni fa una linea di metropolitana leggera, altrimenti nota come "rimettere il tram dove si trovava prima del boom economico".

      Solo che in origine la gente si recava a prendere il tram a piedi o in bicicletta da tutto il circondario, adesso nessuno lo farebbe mai.

      Quindi cosa manca? La famosa questione dello "scambio inter modale", cioè la possibilità di lasciare l'auto per prendere il tram. Sembra pazzesco ma hanno fatto passare il tram dritto attraverso il centro, creando il solito labirinto di divieti e non esiste in nessun posto un parcheggio.

      Esattamente lo stesso per le linee della metro interrate, tranne Sesto Marelli, che pure ha un percheggio microscopico, in tutti gli altri casi ti devi arrangiare parcheggiando nelle vie limitrofe, che ovviamente impongono ogni sorta di divieto tranne i residenti.

      Insomma non c'è una logica, tranne quella dell'auto, la stesse per cui fino a poco fa si pensava di sostituire tutto il trasporto pubblico con gli autobus.

      I divieti e i limiti sono l'immagine speculare di questo meccanismo demenziale. Tu metti sul mercato auto da corsa poi metti il limite a 30 km/h. Ottieni due possibili risultati o il guidatore rispetta i limiti e inquina all'inverosimile oppure i limiti vengono ignorati.

      Riguardo gli automatismi, avrai visto che sono allo studio auto completamente autonome. Tu imposti la destinazione e l'auto ci arriva da sola. Questo sarebbe più utile del sistema di controllo dallo spazio. Ci sono mille mila implicazioni però.

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  2. Il trenino rosso del Bernina è il più bello del mondo! Hai mai fatto quella favolosa gita Tirano - Saint Moritz, walker?

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    1. No, non ancora.
      Devo dire che ci sono varie ferrovie spettacolari che non conosco ancora, prima di tutto in Italia.
      Come la transiberiana d'Italia, la Sulmona - Carpinone - Isernia.
      Pensa che sulla ferrovia percorsa ieri, gli esteri ci fanno, di tanto in tanto dei treni speciali, organizzati da Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania.

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  3. Il treno e'un ottimo posto anche per dormire.

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    1. Ero cosi' curioso e appiccitato al finestrino che non ho dormito neppure un minuto.
      Diciamo che quello succede sul treno di tutti i giorni, spesso. I treni diciamo di meta' pomeriggio fino al tardo pomeriggio (fascia 15 - 17) sono un... dormitorio. A volte dorme piu' della meta' delle persone (in genere io prendo treni successivi per rientrare).

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  4. Il treno è pensare è osservare al di là del trasportare. E sebbene u. Io sia anche un po impedita con l'auto a volte ne riconosco l'essenza. Averla pronta è sempre una garanzia, poi si può anche camminare a piedi.

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    1. > si può anche camminare a piedi

      Ritorno anche alle osservazioni di Lorenzo sopra.
      "bisogna cambiare tutto il meccanismo del vivere contemporaneo, di cui la "mobilità" è una derivata."
      Così ieri io me ne sono fottuto se ho impiegato diciamo tre o quattro dozzine di minuti in piu' con tre cambi e ho rinunciato alla lezione di milonga della sera.
      Ho cercato di cambiare il paradigma.
      Nella vita di tutti i giorni pero' ritorniamo nella macchina velocistica-(anti)efficentistica in cui la pressione dei tempi veloci (come il progetto cui sto lavorando, :- Ce lo fate per l'altro ieri) tende a macinare tutto.

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    1. Fantastico.
      Anche la tratta Lucca - Pisa molto molto bella.

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  7. poche balle. anche dall'auto puoi guardare il paesaggio circostante. posso smadonnare se la circonvallazione è intasata. ma da casa mia arrivare in piazzale lodi a quest'ora sono 15 minuti in auto e 50 con i mezzi. e in questo momento piove.

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    1. Esattamente.
      Io messo davanti allo stesso dilemma ho scelto una soluzione più scomoda, cioè andare in moto. In altre condizioni sarei stato obbligato ad usare l'auto.

      Ma il concetto di "obbligato" dipende dal contesto, cioè tu devi andare al lavoro, devi portare i figli in giro, devi andare dal medico, eccetera, devi vivere e la vita oggi è organizzata in modo da rendere l'auto indispensabile.

      Non è ne spontaneo, ne accidentale ne necessario ne inevitabile. Potrebbe essere tutto diverso.

      Il fatto è che io non vedo un modo ragionevole per invertire il meccanismo. Quindi non mi aspetto che accada.

      Come ripiego, proporrei di ridurre il danno del meccanismo attuale.

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    2. parole sante le tue Lorenzo

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    3. E come si fa a non essere d'accordo?

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