venerdì 22 gennaio 2016

Venerdì (ti fanno la festa)

La castalia sì global nostrana.

I sacerdoti loro che ti dicono come sei sbagliato a casa tua e che quindi è colpa tua.

Una normale famiglia per bene di lenticchie fagiolate.

Certamente una occasione di ricchezza, cultura, opportunità.




41 commenti:

  1. comunque l'intervsita alla mamma e alla sorella di Hina non rappresentano un quadro integralista. la sorella dice di andare in giro in minigonna, la mamma andava in giro in jeans. entrambi perdonano e vogliono bene il padre e marito assassino. e dicono che è giusto che comunque paghi. mi sembra un quadro più che comprensibile e adattabile anche ai clichè occidentali, che so mi viene in mente il papà di Erika di Novi Ligure che ha perdonato la figlia assassina della madre e del fratellino....

    a me pare una bella intervista e se quanto riportato dall'articolista è vero, penso anche io che la religione c'entri fino ad un certo punto, e che sia più un episodio di incapacità di gestire i figli. non per questo è meno grave. anzi......

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    1. La religione c'entra fino ad un certo punto.
      Il problema è lo schianto di culture che questi sradicati stessi vivono.
      Vogliono vivere nel consumismo italiano ma vogliono rimanere con le loro tradizioni.
      La botte piena e la moglie ubriaca non esiste neppure per loro.

      > entrambi perdonano e vogliono bene il padre e marito assassino
      Ecco, quello è il punto.
      Una normale famiglie volemose bene che poi succedono certe cose.

      Poi dovrei ricordare le osservazioni al vetriolo del tantra su queste donne complici dei loro proprietari che le fanno letteralmente a pezzi. eccetera eccetera

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    2. uomo, io posso essere d'accordo con te. ma la sindrome di Stoccolma l'hanno inventata a Stoccolma. questo vorrà dire qualcosa no?

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    3. Quante decina di documenti e video sulle cortesi e amorevoli attenzioni da parte dei culturali, gioiosi, meravigliosi migranti, no, ora si deve dire che sono già italiani, insomma quelli là in Italia?

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    4. guarda, io sto facendo un esercizio che va un pò oltre la sterile polemica cultural-religioso, e dico sterile perchè porta a ripetere posizioni note ed arcinote.

      io sto solo dicendo che una moglie che perdona il marito assassino della figlia la puoi trovare a Lahore ma anche all'interno di una comunità wasp del Maine. altro non aggiungo. anzi no, ribadisco che l'intervista del correre è una bella pagina di giornalismo.

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    5. Non si tratta di polemica.
      Si tratta di osservare che la mistica panmixista, sì global che viene impartita alle masse da mane a sera (anche stamani una giornalista di Radio 24 al Gr delle 6:59 ha impartito la solita lezioni di catechismo sui migranti poverini, sulle occasioni irripetibili dell'immigrazione, sui cattivi razzisti xenofobi eccetera) è clamorosamente contraddetta dalla realtà.
      Se per te osservare questo colossale falso ideologico è polemica, chiamiamola pure polemica.
      Le posizioni note ed arcinote sono quelle di cattolici e "sinistra" che continuano a martellare da mane a sera le masse con una propaganda delle migrazioni di massa asfissiante.

      > l'intervista del correre è una bella pagina di giornalismo
      Non ho sollevato critiche sul giornalismo, ho notato i fatti descritti, li stessi per cui un merdoso imam salafita in Germanistan apologizza molestie, violenze e stupri a quelle troie di infedeli tedesche con profumo e in minigonna.
      Fosse per me quello sarebbe già a casa da mesi, schedato col DNA e se lo ripescassi qui, sotto un metro di terra o come cenere in un'urna il giorno dopo.

      Sempre la stessa bella gente ripresa a Stoccolma.
      Quelli che ti menano in casa tua ma sono superiori, culturali, gioiosi e poverini.

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    6. l'imam salafita è una cosa, il delinquente di Stoccolma un'altra, la vicenda di Hina tutt'altra ancora.

      io non farò mai un esercizio generalista. non c'è panmixismo, boldrinismo, cattocomunismo, usa l'ismo che preferisci quando si descrive il singolo fatto, la singola vicenda. mi leggi da tanti anni, sai qual'è il mio modo di pormi rispetto alla "realtà". right or wrong, i'm this person

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    7. Francesco
      è molto semplice
      In un territorio arrivano milioni di persone
      o - da culture deteminate
      o - senza femmine
      o - senza opportunità
      o - spesso con rancore e/o volontà egemonica rispetti agli ospiti

      Questa miscela è straordinariamente pericolosa.
      Non c'è ismo peggiore di quello che continua non solo a non considerare folle tutto ciò ma a propagandarlo come opportunità, ricchezza, occasione culturale, crescita, etc. .

      Tu continua pure a osservare la singola tessera e a non vedere il mosaico.

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    8. L'imam salafita è come una fetta di anguria tra i bisturi di una sala operatoria o come una piscina sui binari di Milano Rogoredo.
      Non c'entra un cazzo un imam salafita con Colonia.
      Ora, se qualcuno dicesse a coloro che protestano e che osservano esterrefatti e incazzati che una piscina non può stare sui deviatoi di Milano Rogoredo, qualcuno si alzerebbe a dargli di qualche ismo, razzismo, xenofobismo, nazifascioleghismo.

      Non facciamo un esercizio generalista e diciamo che una fetta di angura in sala operatoria o una piscina sui binari di Milano Rogoredo sono gioiosa oppportunità multiculturale, ricchezza, progresso.

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    9. non era il caso della famiglia di Hina. quei 4 punti non ci azzeccano per dirla alla Di Pietro.

      si, io continuo a vederla così e sempre la vedrò.

      a me di quei concetti pseudo-boldriniani non me ne frega una mazza. non c'è bisogno di quei rafforzativi per sapere che l'islam "non va bene", a Brescia come a Raqqa.

      siccome ti reputo una persona capace di vedere le sfumature, a differenza di Lorenzo, ti esorto (esorto, non esageriamo dai, chi cazzo sono.... diciamo ti suggerisco) a farlo, tutto qui.

      adesso la chiudo veramente, poi tra un pò arriva Big Lorenzo e battibeccherai con lui :-)

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    10. Nota a lato: la fetta di anguria o la piscina, in genere, non si incazzano dicendo "è colpa vostra se mi mettete lettino, bisturi / deviatoi, marmotte, binari intorno a me voi infedeli che non capite un cazzo e buttate olio sul fuoco".

      Poi questa è solo una tessera e io ti sto indicando che ce ne sono altre migliaia nel mosaico.

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    11. Facile prendersela con UomoCoso che per sua natura è incoerente e inconsapevole di usare gli stessi artifici retorici dei Franceschi.

      Per esempio la retorica della "infinita complessità della realtà" che adesso gli ritorna contro come un boomerang.

      Tutto questo è sempre conseguenza del lavaggio del cervello, ormai avete questi riflessi condizionati e non ne potete fare a meno.

      Non c'è nessuna "infinita complessità", la "famiglia di Hina" dovrebbe rilasciare interviste in lingua pakistana in Pakistan. Non dovrebbe vivere in Italia, che, lo ribadisco, non è "di tutti" ma è la terra degli Italiani. Come il Pakistan è la terra del Pakistani.

      Inoltre, facciamo finta di non capire che il problema non consiste nel padre, nel fratello, nello zio o nel cugino che sgozza, brucia, strangola, seppellisce una congiunta. A me dispiace ma alla fine è tutto parte del loro ecosistema.

      Il problema è che lo fanno QUI; dove non dovrebbero esistere.

      Non solo ma come i fatti di Parigi dimostrano, in un momento qualsiasi i figli, i cugini, anche dopo generazioni di residenza in Europa, non solo non si sentono affatto Europei ma si fanno venire in mente simpatiche idee di Guerra Santa e ammazzano non una, non dieci ma centinaia di persone. Tipo quei 130 morti e 400 feriti che abbiamo prontamente rimosso perché non ci vogliamo pensare.

      Quello che ci aspetta nel prossimo futuro è una situazione di tipo israeliano ma moltiplicata all'ennesima potenza date le quantità in gioco.

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    12. > UomoCoso che per sua natura è incoerente

      Na na, na
      Non me la scrivi mica giusta, mascherina.
      Come scrivevo da te, ciascuno osserva le incongruenze degli altri e trascura le proprie.

      > la retorica della "infinita complessità della realtà

      Na na na.
      La realta' e' molto ' complessa e lo e'molto piu' di un tempo. A titolo di paragone, si dice che la quantita' di informazioni astratte elaborate in tutta la vita dalla maggior parte degli europei in epoca antica (non ricordo se medievale o fino al seicento) fosse pari, grosso modo, alle informazioni contenute in un (uno) quotidiano nazionale europeo dei giorni nostri.
      Osserva un carro, un calesse, un auto degli anni 50 e poi un automobile attuale.

      La complessita' e'come l'entropia, tende ad un massimo. Poi e' una delle cause, con il suo "peso", del collasso dei sistemi.

      Come si affronta? Con scelte radicali, draconinae che DIMINUISCANO la complessita' prima che il suo ulteriore aumento comporti danni assai peggiori.
      Ad esempio le societa' multietniche sono, di fatto, delle polveriere. Come si previene l'esplosione? Diminuendo la multietnicita'.
      I pachistani devono essere rimandati in Pachistan, etc. .
      La separatezza (apartheid) e'un paciere strutturale: tenere separato cio' che e' esplosivo tenere insieme.
      Solo che questa ovvia verita' e'un tabu' nei tempi del politicamente corretto panmixista.
      Questo per dire come l'oscurantismo di ritorno stia dilagando, senza limiti.

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    13. UomnoCoso, niente di impedisce di farmi notare le mie incoerenze. Avanti...

      Io insisto con le tue. Mi fa ridere lo stereotipo della "realtà complessa", che sta nello stesso insieme della "realtà accidentale". Sono tutti artifici retorici tipici dei "sinistrini" e che servono ad un solo scopo, quello di introdurre il concetto della "inevitabilità" dell'universo. Cioè le cose "capitano" e quando sono capitate sono "complesse" quindi noi non ne dobbiamo parlare e meno che meno ci deve passare per la testa che ci si possa comportare in un modo o nell'altro. Esiste un unica "realtà" e un unico modo di vivere in questa realtà, quello che propongono i "cari leader".

      L'artificio della "complessità", caro UomoCoso, non è affatto un frutto del mondo contemporaneo e nemmeno del mondo moderno. Visti i trascorsi, è probabile che tu non abbia mai sentito parlare de:
      Nodo Gordiano
      "Dopo l'inverno 332-333 a.C., l'esercito militare di Alessandro Magno in espansione dalla Licia verso l'entroterra, entrò prima a Sagalassos e poi a Gordio. Qui, il condottiero provò a sciogliere il nodo ma, non riuscendovi, decise semplicemente di tagliarlo a metà con la spada, da cui, ancor oggi, si usa dire soluzione alessandrina per indicare la risoluzione di un problema intricato in modo netto, semplice, rapido e deciso."

      Come si affronta la FINTA COMPLESSITA'?
      Beh, complimenti per la domanda. Come si risolve un problema inesistente? Con scelte radicali, draconiane che diminuiscano la finta complessità. Ebbe, considerato che la complessità è finta, non si fa molta fatica a diminuirla.

      Genio.
      Come Francdesco, tranne che lui risponde "votando Pisapia".

      Ad esempi le "società multietniche" in natura non esistono, cosi come non esistono gli esplosivi. Se "per accidente" ti capita di avere in mano una bomba, l'esplosione si previene evitando di fare qualsiasi cosa. Infatti quello che vogliono che facciamo è esattamente questo, non fare niente, assistere immobili agli "eventi".

      Peccato che non "capita" che ti si materializzi una bomba in mano, cosi come non "capita" che si materializzi la "società multietnica", chi ti mette in mano entrambe le cose è il NEMICO e li è il classico caso di Nodo Gordiano, col NEMICO non si usano i sofismi.

      Non sta dilagando l'oscurantismo, casomai sta dilagando il cattocomunismo. A sentire loro, sono i Portatori della Luce. Curiosamente nella antichità il Portatore della Luce presso certi era una divinità amica, presso altri una divinità nemica, in latino Portatore di Luce si traduce Lucifero.

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    14. Ohibo' vuoi fare polemica sulle cose sulle quali siamo al 100% d'accordo!?

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    15. Ecco, tanto tempo fa in una galassia lontana lontana... no, in realtà era l'Ellade, emerse una categorie di "studiosi" i quali si proponevano di studiare lo STRUMENTO separatamente dallo OGGETTO trattato/osservato.

      Data l'epoca in cui la tecnologia era agli inizi, lo strumento principe dello studioso era il "logos", la parola intesa come lessico, linguaggio e regole di manipolazione, logica. Quegli studiosi erano famosi per sorprendere gli spettatori delle loro esibizioni dimostrando una certa tesi e poi dimostrando la tesi diametralmente opposta in modo che alla gente entrambe le tesi sembrassero ugualmente VERE.

      Prego notare, il concetto di "verità" si spostava dal contenuto allo strumento, cioè poteva essere determinato da un artificio retorico invece che essere un attributo intrinseco di un fatto o di una affermazione.

      Nel nostro caso UomoCoso, ammesso e non concesso che noi fossimo 100% d'accordo, il mio scopo non è fare polemica ma mostrarti che tu usi gli stessi strumenti che usa il NEMICO e le sue creature dei vari ordini.

      Se tu lo facessi a ragion veduta, con l'abilità degli antichi sofisti, usando le armi del NEMICO contro di lui, io applaudirei.

      Il guaio è che lo fai in maniera inconsapevole e quindi non ti rendi conto che certi artifici retorici non sono affatto "neutri", sono come i cavalli di troia in Informatica, hanno al loro interno un "payload" che invalida, mina, indebolisce, contraddice e vanifica tutta la costruzione che tu vorresti realizzare con quegli strumenti.

      Suggerisco due opzioni: o smetti di usare certi artifici retorici, quelli che emanano dal NEMICO, oppure devi acquisirne la consapevolezza. La seconda opzione è un po' come cavalcare la tigre, non la raccomando.

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  2. fu un delitto di clan, esisteva anche da noi un tempo.
    Tuttavia nella religione cristiana Gesù stesso si erge a difesa dell'adultera, è scritto nel Vangelo, ci sia scritto nel Corano lo ignoro. Al di là delle interpretazioni è importante se alla base di una cultura ci sia o meno un precetto.

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    1. Sara, tu saresti la persona letterata che lavora nell'archivio storico.

      Gesu era un ebreo di Palestina che parlava aramaico. Quindi l'esempio che tu fai va bene per Crozza, secondo il quale Gesu, Giuseppe e Maria erano arabi. Non va bene per me invece, quando lo associ al concetto "anche da noi un tempo".

      All'epoca di Gesu "da noi" c'era l'Impero romano e la Legge romana, che non mi risulta prevedesse la lapidazione delle adultere. In subordine, qui dove vivo la conquista romana si era sovrapposta ai nativi di etnia variegata ma prevalentemene celta. I celti tagliavano le teste, magari erano cannibali, non ne sono sicuro ma non ho mai sentito che lapidassero le adultere.

      Vedi Sara, questo tipo di confusione per cui non abbiamo più la percezione delle cose, del "noi", del "loro", del "prima" e del "dopo", è una cosa pensata a tavolino e messa in pratica con gli strumenti che sai.

      Non è una bella cosa.

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    2. Se poi vogliamo andare nello specifico, non sono antropologo ma mi sa che il ruolo sociale della donna nelle culture celta e germanica era abbastanza diverso da quello dell'oriente mediterraneo, inclusa l'Ellade.
      E' una questione che andrebbe approfondita.
      Ma a che pro? Tanto "siamo tutti migranti".

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    3. accostare le cose serve a capirle, non a giustificarle.

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    4. Accostare una mela ad un cavalluccio marino non serve a capire una beata fava.

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  3. bene inteso, l'adultera in senso lato, dato che vivere come una persona normale per il contesto di Hina equivale a essere adultera. Poi la madre dice che le chiedeva sempre soldi. Tanto sua figlia non può parlare.

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    1. > Poi la madre dice che le chiedeva sempre soldi.
      Questo non e' escluso.
      Le genti che vengono da posti "premodernita'", preconsumisti, arcaici (non vuole essere un giudizio, anzi...) e vengono esposte alle pressioi consumiste, serviziste aberranti che ci sono qui, vanno fuori di melone.
      Gli invasori spesso non hanno alcun sistema immunitario contro il consumismo, anzi, sono qui proprio per il consumismo.
      I genitori che hanno memoria di vita rude, resistono anche con la corazza (ahinoi) identitaria, gli invasori di seconda generazione sono senza quella difesa.
      Non e' affatto escluso che la figlia si sia fatta prendere da un vortici di (piccole) spese.
      Ma questo e', per me, un segno, solo uno dei molti, delle nefaste conseguenze delle migrazioni di massa, sradicamento degli stessi migranti invasori.
      Se il processo e' violento,antiecologico certamente anche gli attori avranno problemi, non solo le popolazioni invase che lo subiscono.

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    2. Tanto la figlia non puo'difendersi essendo morta.

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    3. Quella figlia particolare è morta, molte altre no. Il discorso della "corazzatura anticonsumista" regge, anche se sarei molto cauto ad applicarlo solo ai forestieri, ché di consumisti compulsivi ne conosco (percentualmente) a frotte pure tra i locali superstiti che vivono attorno a me. E qui si potrebe riprendere il discorso sul potere della rinuncia nel contesto d'una società consumista... anzi, per meglio dire sprechista.

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    4. Come se il figlio di UomoCoso, RagazzoCoso, gli chiedesse di continuo soldi per sperperarli in ozi e vizi e UomoCoso per tutta risposta lo sgozzasse e lo seppellisse in giardino.

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  4. guarda che mi riferivo all'Italia di qualche decennio fa!
    io avevo delle amiche che venivano picchiate da tutta la famiglia se frequentano un uomo non gradito. Picchiate dal padre, dal fratello, dalla madre etc.
    trent'anni fa! cioè non è che questa gente si è dissolta nell'iperspazio!

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    1. Ma cosa c'entra. La lapidazione delle adultere era e ancora è ai giorni nostri un rito collettivo a cui partecipa la comunità, non è una faccenda che si risolve nell'abito del clan familiare.

      Poi Sara, la parola "picchiare" può volere dire un ceffone oppure una bastonatura, la prima è più questione di umiliazione, la seconda ti può storpiare o uccidere.

      Tutto sommato è una fortuna che tu non abbia la percezione delle quantità in gioco, significa che non hai esperienza diretta. Però se hai lo stomaco, puoi fare una ricerca su Youtube e troverai dei video di donne lapidate, li guardi e poi mi dici rispetto a "anche da noi".

      Facciamo finta di non capire, cosi, tanto per posa?

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    2. da noi certe pratiche si sono faticosamente guadagnate la censura sociale.
      Per picchiare intendo picchiare.

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    3. Sara, ho capito cosa intendi, ti vengo incontro, è risaputo che fino ad un certo momento il cosiddetto "onore" era una attenuante nei casi di omicidio.

      Ma Sara, si trattava sempre di processi per omicidio. Non si possono paragonare due contesti completamente differenti solo perché esiste un certo livello di violenza e di sopraffazione in entrambi i casi.

      Dai, la lapidazione delle adultere è una cosa completamente differente rispetto al tuo "picchiare", per il quale insisto, mi sa che tu non hai idea della graduazione della violenza, che per te è senz'altro un bene.

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    4. Sara, detto che le violenze qui sono su livelli ridotti rispetto a quelle di certe "culture" (nell'area tra Afganistan e India esuiste una cultura estremamente misogina precedente all'Islam), ribadiamo l'ovvio.
      Visto che abbiamo i nostri violenti qui, non ha alcun senso importarne a milioni dall'estero.
      Si aprirebbe qui un altro capitolo, uno dei tanti sulla follia di questo esperimento di maxiingegnmeria sociale, quello della guerra migratoria all'Europa (ora) a bassa intensita'.
      Del masochismo di cattolici e "sinistra" ho gia' scritto piu' volte.

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    5. Chiaro che non ne dobbiamo importare!
      Solo che e'utile ricordare che gli involuti, i violenti, sono anche tra noi.

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    6. Non vedo l'utilità, anzi vedo il danno che può venire nel mettere nesso stesso insieme elementi non omogenei. In particolare, lo ribadisco, non si considera la differenza che esiste tra il concetto generico di "violenza" e la applicazione pratica che può consistere in una ramanzina, un calcio nel sedere, oppure un villaggio che si raccoglie in una spiazzo e poi procede ad ammazzare a pietrate una donna, con la usuale variante di legarla prima o di seppellirla fino ai fianchi in modo che non possa scappare. In alternativa gli si spezzano le gambe a bastonate.

      Facciamo un esempio storico: i Romani avevano diversi modi di somministrare la condanna a morte. Nel caso delle punizioni capitali all'interno delle legioni, l'esecuzione avveniva si solito tramite bastonatura inferta dai commilitoni. Che poteva essere un supplizio oppure una grazia a seconda di come e dove venivano inferte le bastonate. I cittadini romani in condizioni normali venivano velocemente decapitati. I famosi "fasci littori" erano composti dalle verghe, punizione corporale minore e dalle scuri, punizione capitale. Nei casi in cui si voleva dare l'esempio, tipicamente gli schiavi ribelli o sediziosi di varia natura, esisteva la crocifissione. Lo scopo della crocifissione era protrarre l'agonia del condannato il più possibile e non si usavano affatto i chiodi, allora molto preziosi, si usavano semplici legacci. Il condannato moriva lentamente per asfissia quando non riusciva più a sostenere il proprio peso. Quando si voleva abbreviare il supplizio, si spezzavano le gambe.

      Ora, tra la cella di prigione in cui è rinchiuso il Brevik che ha fatto una strage di ragazzi su un'isola della Norvegia e la crocifissione, c'è una certa distanza. Sono due "punizioni", solo che ai Romani la cella di Brevik sarebbe sembrata un premio.

      Da cui, dire che "succede anche da noi" in riferimento a certe pratiche tribali che ci siamo lasciati alle spalle secoli o millenni orsono, è un altro trucco retorico. Non fatemi dire da dove arriva e dova va.

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  5. Ma la boldrina non poteva asciugarsi i capelli prima d'uscir di casa, invece di andarsene in giro con l'asciugamani in testa che poi si piglia un accidente? E poi, non capisco, cosa c'entra il panettiere, dietro a quelle due? C'è gente che aspetta in negozio e lui se ne va a spasso a frequentar signorine "allegre"? Bah, non c'è più religione...

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    1. Ce le ricordiamo le due stordite che sono andate in Siria a fare "volontariato" e per le quali poi ci hanno chiesto un riscatto che abbiamo puntualmente pagato? E che sui giornaloni ci hanno magnificato come l'ennesima "meglio gioventù", tutti dovremmo andare volontari in Siria e appena tornate pronte a ricominciare...

      Ecco. Lo stessa cosa delle donne tedesche con in mano il cartello "benvenuti rifugiati".

      Nel giro di qualche generazione ci saranno milioni di donne europee sposate ai "nuovi europei" alle condizioni che devono ancora essere determinate e che saranno presumibilmente in un punto intermedio tra l'Arabia Saudita le la Svezia degli anni '70. Poi ci saranno milioni di figli meticci con tutti i problemi che vengono da eredità culturali incompatibili e che, se il buongiorno si vede dal mattino, saranno una patata non bollente ma alla temperatura del plasma solare.

      Nel frattempo è presumibile che saranno collassati tutti i sistemi di "Stato Sociale" e ci saranno ulteriori giri di vite della globalizzazione, con le ricadute in termini di risorse procapite e qualità della vita.

      Questo è il mondo che ci promette la signora Boldrini. Non ne fa mistero, basta ascoltarla quando parla.

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    2. ...ma qualcuno che si sacrifichi e le metta in bocca un accessorio anatomico adatto alla bisogna affinché smetta di enunciare le pirlate che è solita enunciare (cosicché non si debba starla ad ascoltare)...? Che dite, lo si può trovare? Pagando, ovviamente! Va bene la generosità, ma non pretendiamo la luna, eh!

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    3. Ma cosa dici. La compagna presidenta occupa una massima carica dello Stato perché preprata e degnissima persona. Averne di compagne presidente come lei. Adesso canta con me "una mattina..."

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  6. A tutti coloro che un po' ci sono e un po' ci fanno, quindi ci sono due volte, ecco un link da seguire:
    Persona contro Robot

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